Del Barone, medici italiani discriminati dalla Unione Europea

I medici italiani rischiano di essere discriminati dalla nuova normativa sulle professioni. La legge comunitaria 2004 in materia, attualmente in discussione al Senato, sta infatti suscitando notevoli perplessità tra i camici bianchi italiani. A preoccupare i medici e' quella parte della normativa (art. 2 - lett. h) che prevede requisiti più flessibili per i professionisti e promuove, se confermata, il concetto della ''libera circolazione dei professionisti senza vincoli di Albo'' . Lo ricorda in un comunicato Giuseppe Del Barone, presidente della Federazione italiana degli Ordini dei medici e degli odontoiatri (Fnomceo) che ha inviato una lettera al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi per chiedere la soppressione dell'articolo contestato. Nella missiva Del Barone sottolinea come ''una applicazione generalizzata del principio indicato dalla legge comunitaria farebbe nascere una discriminazione a rovescio nell'esercizio dell'attività professionale per i cittadini italiani, comportando un abbassamento dei livelli professionali oggi richiesti e certificati dagli Ordini professionali, con conseguente grave danno per gli stessi fruitori delle prestazioni''. L'articolo della legge in esame, scrive ancora Del Barone, ''partendo dal presupposto di armonizzare le legislazioni interne dei vari Stati, e' palesemente indirizzato a far perdere valore alle categorie iscritte agli Albi e mira al riconoscimento delle associazioni non regolamentate''. Non solo. Il provvedimento ''rischia di determinare confusione e fraintendimenti proprio nel momento in cui sembra ripartire il dibattito sul sistema normativo generale delle libere professioni''. Il presidente della Fnomceo chiede quindi a Berlusconi intervenire ''affinché dal testo della legge comunitaria licenziato dalla Camera dei deputati, venga soppresso quest'articolo. Ciò concorrerebbe a rasserenare in parte un settore, quello delle professioni intellettuali, alle prese con un auspicabile processo di modernizzazione che tarda a realizzarsi''.

Medicina di Famiglia Certificato telematico Inps, lo Snami trova il "cavillo" per bloccarlo

Il medico di medicina generale potrebbe non avrebbe piu' l'obbligo di inviare per via telematica il certificato dell'Inps dal 1 giugno 2005. A dirlo e' il Sindacato nazionale autonomo medici italiani (Snami) che ha chiesto un parere sull'argomento a uno studio legale. L'obbligo ''dipende - si legge in una nota dello Snami- dall'art. 1, comma 149 della Legge 30 dicembre 2004, n.311 (Finanziaria 2005). Questo articolo, secondo la memoria legale, sarebbe però inapplicabile prima dell'adozione del decreto interministeriale da esso previsto. La disposizione legislativa, infatti, rimanda al decreto l'individuazione delle 'modalità tecniche operative di regolamentazione'''. Nella situazione attuale, pertanto ''non sussisterebbe alcun obbligo per i medici curanti per l'invio del certificato Inps per via telematica''. Ma anche in caso di emanazione del regolamento, lo ''Snami interverra' attraverso i propri legali valutandone l'applicabilità''. Il sindacato autonomo ''continua la sua battaglia, iniziata con gli esposti all'Antitrust e alla Corte dei Conti, per una medicina di famiglia deburocratizzata - conclude la nota - e per la valorizzazione della figura del medico di medicina generale, contro le norme giudicate ingiuste della nuova Convenzione firmata dalle altre organizzazioni sindacali''.

Convenzione, lo Snami ricorre alla Corte di Conti

Lo Snami (Sindacato nazionale autonomo medici italiani) ha inviato alla Corte dei Conti un esposto sulla nuova convenzione della medicina generale. Convenzione non firmata dal sindacato, che nei giorni scorsi era gia' ricorso all'Antitrust. In particolare, l'esposto riguarda il trattamento economico (articolo 59 comma 2) del nuovo accordo di lavoro. L'iniziativa nasce dalla ''considerazione - sottolinea lo Snami in una nota - che il calcolo economico previsto sull'assegno 'ad personam' puo' creare un impatto imprevedibile sulle casse dell'Erario. I punti critici sottoposti alla Corte dei Conti sono, inoltre, la mancanza di un secondo grado nelle violazioni convenzionali (articolo 30), la concessione delle ferie al medico di medicina generale come libero professionista (art. 18), il divieto di partecipare alle trattative regionali e aziendali per l'organizzazione sindacale non firmataria della convenzione, ma rappresentativa (art. 22)''. Secondo lo Snami, ''i ricorsi giudiziari, stimati in migliaia, che certamente seguiranno la pubblicazione della convenzione, avranno un grave impatto in termini di risarcimento''.

Snamid, la nuova convenzione penalizza la formazione

La nuova convenzione per la medicina di famiglia ''penalizza la formazione dei medici di base. La lascia appannaggio delle singole Regioni, mentre servirebbero regole nazionali per garantire a tutti i 'camici bianchi' della penisola una preparazione omogenea. Cosi', invece, avremo una formazione di serie A per i medici delle Regioni ricche e una di serie B a quelli delle Regioni povere''.

La nuova critica all'accordo siglato dalla Federazione italiana medici di medicina generale (Fimmg) arriva da Virginio Bosisio, presidente della Societa' nazionale di aggiornamento per il medico di medicina generale (Snamid), societa' scientifica del Sindacato nazionale autonomo medici italiani (Snami). ''Ma quale collegamento il rete con i colleghi e l'azienda, e quali ricette a lettura ottica o poliambulatori aperti giorno e notte, e poi con quali soldi e con quali risorse umane?'', ha protestato il numero uno di Snamid.

''Nella realta' lavoriamo con strumenti poveri'', ha spiegato Roberto Stella, vice presidente e direttore della Scuola di formazione della societa' . E ''per valorizzarci serve una formazione di qualita', che ci permetta di fare un salto in avanti'', ha ripreso Bosisio, tracciando un 'identikit' del medico ideale secondo Snamid: ''Un professionista che accetti forme di aggregazione con altri colleghi, purche' diverse dalle Utap, e che almeno per certe patologie, come la diabetologia, non venga sempre 'scavalcato' dal libero specialista. E' il medico di base che deve curare. Lo specialista deve intervenire solo in seconda battuta, altrimenti noi ci limitiamo davvero a fare solo i prescrittori e se un giorno i certificati di malattia si faranno per e-mail non avremo piu' alcun motivo di esistere''.

Antinfiammatori, vicini al verdetto. Gli esperti della FDA chiusi fino a venerdì in un hotel. Antinfiammatori di nuova e vecchia generazione alla resa dei conti. In un hotel di Gaithersburg, nel Mariland, due comitati di esperti indipendenti, su richiesta della Food and Drug Administration, stanno soppesando attentamente rischi e benefici degli anti Cox-2 ancora in commercio, e di un antidolorifico molto usato, il naprossene. In gioco e' il 'destino' di questi farmaci, consumati da milioni di americani, ma non solo. In base al parere espresso dagli esperti, la Fda decidera' se ritirarli o meno dal mercato. I lavori dei due comitati, che prevedono una serie di audizioni e l'analisi dei dati degli studi condotti su questi farmaci, si concluderanno venerdi'. La Fda ha assicurato che prendera' la sua decisione in tempi rapidi e terra' senz'altro conto del parere degli esperti, pur non essendo obbligata a farlo.

Progetto Ansa per una moderna cultura della Sanità in Italia.
16
febbraio 2005 - fonte Ansa
Contribuire a diffondere una moderna cultura della sanita' e della medicina in Italia. E' questa l'ambiziosa iniziativa culturale che l'Ansa si pone con il 'Progetto Sanita' Italia' che sara' presentato oggi a Roma, al Tempio di Adriano, nell'ambito di un convegno sull''Informazione in sanita' nell'era di Internet', moderato dal direttore del TG5 Carlo Rossella e con le conclusioni affidate al ministro della Salute Girolamo Sirchia. Un Comitato Scientifico di alto livello, coordinato dall'Ansa, si occupera' di analizzare tecnicamente le questioni piu' urgenti nel settore: dalla programmazione dei piani sanitari nazionali, alla distribuzione delle risorse, alla prevenzione, fino alla realizzazione del federalismo sanitario.

Tumori: pastiglia post-operazione.
15
febbraio 2005 - fonte Snami.org
Da Londra per cervello nuova frontiera della chemioterapia - Arriva dal Royal Hospital di Londra la novita' negli interventi post-operatori di rimozione del tumore nel cervello: si chiama Gliandel. Sono pasticche grandi come monete da due centesimi e si collocano nel cervello dei pazienti operati di tumore cambiando radicalmente il modo in cui viene somministrata la chemioterapia, accrescendo le possibilita' di guarigione. Gliandel, da oggi introdotte negli ospedali britannici, aumenterebbero del 20% la sopravvivenza dei pazienti operati.

Lo Snami ha deciso, non firma la convenzione.
14
febbraio 2005 - fonte Snami.org
Il Congresso straordinario dello Snami ha deciso di non firmare la nuova convenzione. Il Congresso Straordinario dello Snami riunito domenica a Roma, ha deliberato a grande maggioranza  di non firmare la nuova convenzione dei medici di famiglia. Tale decisione ha rispecchiato in pieno le indicazioni del Comitato Centrale. Il Congresso tutto ha manifestato preoccupazione per la situazione attuale della categoria in merito al nuovo ACN assolutamente penalizzante per tutti i medici e per i cittadini, con l'aiuto dei quali è iniziata una raccolta di firme. Il Congresso ha inoltre considerato la non accettabilità della parte normativa, finalizzata alla creazione di equipe territoriali e di UTAP che annullano il rapporto personale medico-paziente, limitando l'autonomia di cura, e la parte economica del nuovo ACN che premia solo le strutture e non la professionalità del singolo medico.  Il Congresso ha infine deliberato di adire vie legali contro i numerosi punti di illegittimità del nuovo ACN e di organizzare un referendum tra tutti i medici italiani.

Farmaci, Federfarma: spesa 2004 in aumento ma sotto controllo.
12
febbraio 2005 - fonte Ansa
La spesa farmaceutica nel 2004 è aumentata dell'8% rispetto al 2003, ed è stata di poco inferiore ai 12.000 milioni di euro, in linea con le previsioni dell'Agenzia italiana del farmaco. È quanto emerge dai dati della spesa farmaceutica a carico del Sistema sanitario nazionale relativi al 2004. Il numero delle ricette è stato di oltre 469 milioni ed è cresciuto del +6,9% rispetto al 2003. La spesa farmaceutica Ssn è, quindi, "sostanzialmente sotto controllo - sottolinea Federfarma in una nota - in quanto un incremento dell'8% annuo è da considerarsi fisiologico alla luce dell'invecchiamento della popolazione e dell'elevato costo delle terapie per la cura di patologie croniche e di forte impatto sociale". Ciascun cittadino italiano, nel 2004, ha usufruito mediamente di 8,18 ricette, il cui valore medio lordo è stato pari a 28,77 euro ciascuna, con un aumento del +2,3% rispetto al 2003, mentre il valore medio netto di ciascuna ricetta, cioè l'importo effettivamente pagato dal Ssn, è stato pari a 25,54 euro, con un aumento del +1,1 per cento. 

Nuovo farmaco ridà corpo alle ossa.
10
febbraio 2005 - fonte Ansa
Ciclo 18 mesi costa 600 euro/mese. Ssn paga dopo 2 fratture.
Messo a punto un nuovo farmaco che ridà corpo alle ossa: stimola dall'interno la crescita di tessuto osseo laddove c'e' una grave osteoporosi. La malattia colpisce il 16% delle donne tra 50 e 59 anni, ma sale con l'eta': al 32% fra 60 e 69 anni e al 40% fra 70 e 79 anni. Il nuovo medicinale, presentato a Milano, e' il farmaco piu' costoso per l'osteoporosi: per un ciclo di cura di 18 mesi il prezzo al pubblico e' di 600 euro al mese. Il Ssn eroga il rimborso totale al paziente solo dopo 2 fratture

Snami: richiesto l’intervento dell’antitrust su alcuni punti della nuova convenzione di medicina generale.
8
febbraio 2005 - fonte Snami.org
SNAMI ha inviato in data odierna all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato un esposto riguardante l’articolo 59, commi 2 - 7 – 8 (trattamento economico), dell’Ipotesi di Accordo firmato tra SISAC e quattro delle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative della medicina generale. Si ricorda che SNAMI non ha firmato tale accordo. “L’esposto nasce dalla nostra attenta osservazione – dice Roberto Carlo Rossi, Segretario Organizzativo Nazionale – che tale articolo pone una grave diseguaglianza tra i medici che svolgono lo stesso lavoro e che invece usufruiscono di un trattamento economico ben differente a parità di anzianità

Virus polli: Cina sviluppa nuovo vaccino per pollame.
7 febbraio 2005 - fonte Ansa 
Due scienziati cinesi hanno messo a punto un nuovo vaccino che può meglio proteggere il pollame dall'influenza aviaria. Lo ha dichiarato oggi il ministero dell'agricoltura. Test di laboratorio mostrano che il nuovo prodotto permette ai polli di resistere al virus H5N1, il più virulento, 3 settimane dopo la vaccinazione. Il vaccino, secondo un funzionario dei servizi veterinari, resta efficace per 10 mesi, quattro mesi in piu' di quelli attualmente disponibili per polli e anitre. Per le oche la sua durata e' di tre mesi.
I responsabili sanitari sperano inoltre che il nuovo vaccino rafforzerà la protezione nei confronti del rischio di propagazione costituito dagli uccelli migratori. L'H5N1 può essere mortale anche per l'uomo e dalla fine del 2003 nel solo Vietnam si sono registrate 33 vittime, 12 in Thailandia.