Disturbi alimentari, la bulimia supera l'anoressia §
4 febbraio 2005 - fonte Ansa
E' la bulimia e non l'anoressia il disturbo alimentare piu' frequente. Diminuiscono tuttavia i disturbi 'puri' e si osservano invece casi variegati e complessi con sintomi diversi. In generale poi i quadri clinici si sono aggravati. E' quello che emerge da uno studio durato 3 anni e condotto su un campione di 3.894 pazienti, dall'Associazione per lo studio e la ricerca sull'anoressia, la bulimia, l'obesita' e i disordini alimentari (ABA), l'associazione fondata da Fabiola De Clerq.

Dallo studio emerge anche l'identikit di chi tende a soffrire di piu' di disturbi alimentari. Continua indubbiamente ad essere un problema soprattutto al femminile (96,8% sono donne contro un 3,2% di uomini). Se ne puo' soffrire da un'eta' di soli 11 anni fino in genere a 59, ma la media del campione e' di 26,2 anni. Il 68% ha un diploma di scuola superiore, sono invece laureati il 12% e poco scolarizzati, fino alla media inferiore, il 20%. In poco meno di un caso su tre (28,5%) lo status socio-economico della famiglia di provenienza e' alto, e medio nel 56% dei casi. Solo il 15,3% di chi soffre di disturbi alimentari proviene da una famiglia di ceto poco abbiente.

Vista l'eta' piu' colpita non stupisce che il 40,3% del campione sia rappresentato da studenti, ma e' significativo invece che sia impiegato il 28,5% delle persone colpite da disturbi alimentari, solo il 4,1% e' libero professionista (il resto riguarda infine disoccupati o lavoratori saltuari, 15,9% e altro 11,2%). Secondo l'indagine, soffrono di bulimia oltre due persone con disturbi alimentari su tre (68,6%), contro un 22,1% che soffre di anoressia. I dati clinici mettono in luce due sottogruppi di bulimia nervosa: la bulimia PT, cosiddetta 'con condotte di eliminazione' che colpisce il 43,3% dei bulimici, e la bulimia NP, 'senza condotte di eliminazione' che riguarda invece il 20,3% di questi casi. Sono invece il 13,9% i casi di anoressia di tipo 'restrittivo' e 8,2% i casi che mostrano comportamenti compulsivi di 'abbuffate e condotte di eliminazione'. Si e' rilevato anche che il 9% del campione soffre di 'disturbi alimentari non altrimenti specificati' e il 2,9% e' infine soprattutto obeso.

Tra i sintomi piu' frequenti e in aumento ci sono depressione, attacchi di panico e abuso di sostanze, dall'alcool agli stupefacenti. Ma aumenta anche ipocondria, episodi paranoici, insonnia, disturbi dell'identita' sessuale.

Tra le cause scatenanti si riscontrano lutti, perdite affettive e mancanza di uno dei genitori, ma anche abusi e maltrattamenti

Alta incidenza di mortalità con l'analgesico a base di Paracetamolo e Destropropossifene. È attesa per oggi la decisione dell'Agenzia di Controllo dei Farmaci inglese, MHRA ( Medicines HealthCare Regulatory Agency )di ritirare dal commercio il farmaco analgesico a base di Paracetamolo e Destropropossifene. Il farmaco , un'associazione a base di Paracetamolo e di Destropropossifene, avebbe causato fino a 400 morti per overdose accidentale o incidentale. Il Destropropossifene è un oppioide sintetico, strutturalmente simile al Metadone. In Gran Bretagna e Galles nel corso del 2004 sarebbero state 8 milioni le prescrizioni dell'associazione Paracetamolo e Destropropossifene. Il farmaco veniva impiegato in numerose forme di dolore, tra cui emicrania, dolore di schiena.

Snami, sciopero anti convenzione confermato. Il 27 e 28 gennaio 'braccia incrociate' per i medici di famiglia italiani che aderiscono al Sindacato Nazionale Autonomo Medici italiani (Snami). Motivo dello sciopero: la firma del nuovo contratto della medicina generale e del territorio. I rappresentanti dello Snami illustreranno le ragioni della protesta, in una conferenza stampa, organizzata giovedi' a Milano, nella sede del sindacato, in via Beatrice D'Este 10, nel capoluogo lombardo.
26
gennaio 2005 - fonte Ansa 

Archives of Internal Medicine, eccessive le prescrizioni di anti-Cox-2

Troppe prescrizioni, in questi anni, per gli antinfiammatori di nuova generazione. I farmaci come il Vioxx della Merck e il Celebrex di Pfizer, finiti nel mirino per gli effetti collaterali a carico dell'apparato cardiovascolare, sono stati assunti da milioni di persone che non ne avevano bisogno, o non avrebbero dovuto prenderli. E' la conclusione di uno studio delle universita' di Stanford e di Chicago, pubblicato sugli 'Archives of Internal Medicine'.

I ricercatori hanno esaminato i dati del National Center for Health Statistics. Nel 2002, fra i consumatori di uno degli anti-Cox2 in questione, sono risultati circa 17,6 milioni di pazienti a basso rischio di emorragie grastrointestinali, il motivo per cui i due farmaci erano da preferire ai vecchi antinfiammatori. Non avrebbero dovuto prenderli, invece, circa 16 milioni di persone con scompenso cardiaco o disfunzioni epatiche e renali, a cui sono stati prescritti. E questo, ricorda l'equipe, nonostante gli anti-Cox2 costino da 10 a 15 volte in piu' delle pillole piu' 'datate
'. 25 gennaio 2005 - fonte Doctornews 

Le razioni del mondo medico alla lettera di Berlusconi sull'abuso di farmaci. Del Barone, l'iniziativa farà bene alle Poste Italiane

La lettera del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi per invitare gli italiani a un consumo oculato delle medicine? ''Un'iniziativa non necessaria, che pure rispetto. E che di sicuro fara' bene soprattutto alle Poste italiane''. Questo il commento di Giuseppe del Barone, presidente della Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e odontoiatri (Fnomceo) al testo che oggi il Sole 24ore anticipa in prima pagina, e che verra' presto inviato a 16 milioni di famiglie della penisola.  ''L'iniziativa parte da un principio sbagliato - spiega Del Barone all'Adnkronos Salute - I farmaci esistono e vanno consumati quando e' necessario. E se gli italiani possono vantare un quasi primato di longevita' nel mondo sara' pure per merito del nostro Servizio sanitario nazionale, e del lavoro dei medici che, in caso di abuso di prescrizioni, vengono sanzionati''. E infatti per Del Barone ''non e' vero che gli italiani consumano troppe medicine''. Come valutare allora l'iniziativa del presidente del Consiglio italiano? ''Si tratta - prosegue il presidente della Fnomceo - di una manifestazione simpatica. Si sa - continua - che la politica e' anche folklore. E il presidente, che io conosco bene, e' certo persona simpatica''. Potrebbe essere allora un'iniziativa dettata da piu' pragmatici problemi di 'quadratura dei conti'? ''Alla base di un possibile ragionamento economicistico si nasconde un ragionamento sbagliato concettualmente. Infatti - prosegue Del Barone - sono gli anziani a consumare, in Italia, oltre il 50% dei farmaci''. ''Ma la persona anziana, e' bene chiarirlo - sottolinea - non prende troppe medicine ma molte medicine. Io stesso - aggiunge - che mi sento bene nonostante 4 by pass, un po' di diabete e qualche reumatismo, sono costretto ad assumere farmaci per cuore, coronarie, antireumatici. Ma si tratta - conclude - di farmaci che mi consentono di stare in salute''.

Lo Snami non parteciparà all'incontro per la firma della convenzione

Il Sindacato Nazionale Autonomo Medici Italiani (Snami) non partecipera' oggi  all'incontro previsto, presso il tavolo Sisac (organismo delle regioni che conduce la trattativa), per la firma sull'accordo collettivo nazionale (Acn) per i Medici di medicina Generale. E cio' - si legge in una nota Snami - ''dopo che le reiterate istanze presentate dal sindacato non sono state recepite dalla Parte Pubblica''.  Lo Snami riferisce di ''aver abbandonato il tavolo delle trattative il 5 gennaio, richiedendo una semplice dilazione temporanea, per approfondire l'articolato economico, dilazione non accordata dalla Parte Pubblica; di avere in seguito inviato alla Sisac un documento con le proprie osservazioni sulla bozza di accordo e di non aver ricevuto alcuna risposta in merito''. Il sindacato annuncia, inoltre che ''sottoporrà il documento Sisac, peraltro non ancora pervenuto alle 15 di oggi, alla serena, pacata, costruttiva e democratica discussione di un congresso straordinario di tutti gli iscritti Snami che si terrà a Roma il 13 febbraio prossimo''.

Sanità: Berlusconi scrive agli italiani, attenti ai farmaci

ROMA - ''Cari italiani, prendere troppi farmaci fa male alla salute e anche ai conti dello Stato. Evitiamo sprechi e pericoli''. Il Premier torna a scrivere agli italiani, come fece in occasione dell' esordio dell'euro, in favore di una campagna di sensibilizzazione contro l'abuso di farmaci. Ad anticipare i contenuti della lettera del Presidente del Consiglio e' ''Il Sole 24 ore'' che in prima pagina pubblica anche la vignetta di Forattini che accompagnera' la campagna. Anche gli spot, in onda da oggi in tv, avranno la firma del celebre vignettista. ''Abbiamo aumentato i finanziamenti per la sanita' - scrive Berlusconi nella lettera, indirizzata a 16 milioni di famiglie - ma ora evitiamo sprechi''.
La campagna contro l'abuso di farmaci fornisce un vademecum: pillole e sciroppi vanno usati con cautela; attenti a dove si conservano e si gettano le medicine; tenetele lontane dai bambini; evitate le scorte; occhio alla scadenza

Snami risponde a Fimmg e Sisac su Doctornews

 
Dopo la lettera aperta ai medici italiani scritta da Mario Falconi, segretario della Fimmg, Doctornews ha pubblicato oggi la lettera di Piergiuseppe Conti, Presidente dello Snami. Lo Snami era stato chiamato in causa sia da Falconi che dalla Sisac in quanto si è rifiutato di sottoscrivere il verbale del preaccordo sulla convenzione di medicina generale.

I nostri "Critici"

Nel giro di poche ore siamo stati oggetto di due comunicati stampa e di una "lettera aperta": si sono occupati di noi il Comitato di Settore, la Sisac e un sindacato medico. Mentre il Comitato di Settore, pur avanzando delle critiche, rimane abbastanza misurato nei toni, gli scritti degli altri due lo sono molto meno e ci attribuiscono affermazioni "false", "fantasiose", "inverosimili", "strumentali".

Capiamo le motivazioni della reattività dei nostri critici:
  • la vera novità di questa tornata di trattative è stato il fatto che Snami ha sempre reso pubblici i documenti e le dichiarazioni di tutti. Questo non era mai successo e forse ha disturbato qualcuno;
  • Snami, fin dall'inizio, ha sempre dimostrato un atteggiamento improntato alla massima collaborazione, fortemente propositivo (lo dimostrano i numerosissimi documenti originali e di mediazione presentati). Questo non doveva autorizzare nessuno a pensare che fossimo imbelli o, peggio, soggiogabili;
  • Snami ha proclamato (e poi l'ha fatto davvero!) uno sciopero il 27 e 28 novembre 2003 poiché, fin dall'inizio, ha dichiarato che le affermazioni contenute nella cosiddetta "Ia parte" avrebbero dovuto essere riviste, in quanto inaccettabili. Tuttavia, si sono completamente ignorate le nostre critiche, ed ora, incredibilmente, ci si stupisce del nostro dissenso.
Quanto poi alla falsità delle nostre affermazioni, tra i tanti, scegliamo due temi che sembrano stare molto a cuore a chi ci critica:
  • in merito alla spersonalizzazione del rapporto medico-paziente, è del tutto evidente che un gruppone aperto 24 h su 24 offre al cittadino una continuità temporale di cure di primo livello, ma è altrettanto evidente che il rapporto del paziente sarà con "la struttura" e non con "il suo medico"; inoltre, nel tentativo di depotenziare e/o chiudere i pronto soccorsi degli ospedali, si darà alla gente una risposta di salute più a buon mercato ma di grande impatto elettoralistico;
  • in merito alle pressioni che riceverebbero i medici per prescrivere di meno, ci sembra sufficiente riportare l'articolo 7 comma 2 "La mancata adesione agli obiettivi e percorsi concordati, diventa motivo per la verifica del rapporto di convenzione fino alla revoca". Ci chiediamo: ma come può un sindacalista e un medico condividere senza fiatare un'affermazione di questo genere?
Snami quindi conferma lo sciopero del 27 e 28 gennaio 2005 e programma l'apertura di una raccolta firme da operare tra i cittadini per protestare contro l'ACN testé siglato dalle altre OO.SS.

Piergiuseppe Conti
Presidente Nazionale Snami

Fumo: lancet denuncia manovre industria tabacco

L'industria del tabacco, almeno fino al 2001, avrebbe cercato di gettare discredito sui lavori di ricerca che mostrano un effetto cancerogeno diretto del fumo da tabacco sui polmoni dei fumatori, assoldando a questo scopo ricercatori o consulenti: e' quanto sostiene la prestigiosa rivista medica britannica 'The Lancet' nel numero che uscira' domani. Una denuncia che suscita l'indignazione del dottor Peter Boyle, direttore del Centro internazionale di Ricerche sul cancro (Circ), l'agenzia internazionale sui tumori dell'Organizzazione mondiale della sanita' (Oms), con sede a Lione, in Francia. ''L'impiego di consulenti che omettano di dichiarare la loro associazione all'industria del tabacco, per pubblicare critiche prezzolate a ricerche scientifiche sembra restare uno degli approcci strategici-chiave dell'industria del tabacco'', commenta Boyle, che qualifica i consulenti che, secondo Lancet, si presterebbero a questo ruolo come ''uomini di paglia...nel migliore dei casi contrari alla deontologia, nel peggiore di grande vilta''.
''Se l'industria del tabacco e' sincera nel proposito recentemente dichiarato di star lavorando per le istanze della salute pubblica, non puo' aspettarsi alcuna collaborazione continuando a perseguire questo tipo di attivita''', aggiunge Boyle.
L'inchiesta del prof. Stanton Glantzt, dell'Universita' della California, pubblicata su Lancet, si basa sull'esame di 43 ex documenti confidenziali dell'industria del tabacco centrati sui dati delle ricerche sugli effetti del fumo sul gene p53. Quest'ultimo e' un gene preposto alla soppressione dei tumori ma la cui alterazione sotto l'effetto del fumo conduce ad una proliferazione anarchica delle cellule. Una ricerca del 1996, che attinge in gran parte su banche dati del Circ, ha dimostrato che a provocarne la mutazione e' il benzopirene, una sostanza cancerogena presente nel fumo del tabacco.
Secondo Boyle, ''l'industria del tabacco ha tentato di alterare questi dati''. ''La portata e la sofisticazione del coinvolgimento dell'industria del tabacco nella ricerca sul gene p53'', secondo il prof Glantz, autore dell'articolo su Lancet, dovrebbe spingere autori, editori, direttori e lettori delle riviste scientifiche ad essere ''vigilanti'' su questo genere di conflitti d'interesse.
Glantz invita inoltre le universita' e gli istituti di ricerca a non accettare denaro dai produttori di sigarette per minimizzare il rischio di attacchi all'integrita' della ricerca scientifica. (ANSA-AFP).

14 gennaio 2005 - fonte Ansa 

Convenzione

Medici di famiglia dissidenti bocciano il nuovo accordo

I camici bianchi del ''Comitato nazionale dei medici per la difesa della medicina generale e del Servizio sanitario nazionale' ' protestano contro la nuova convenzione dei medici di famiglia. Gli aderenti al Comitato hanno proclamato - in una conferenza stampa ieri a Milano - lo stato di agitazione, valutando anche la possibilita' di partecipare ad un sciopero generale di due giorni. L'agitazione scattera' se verra' ratificata a Roma la nuova convenzione per la medicina generale, sostenuta da diverse sigle sindacali - Fimmg, Federazione Medici Uil, Intesa sindacale, Fp Cgil Medici - che avevano gia' firmato una preintesa con la parte pubblica il 5 gennaio. I medici 'dissidenti' non approvano le nuove norme, perchè, dice Maurizio Bruni in rappresentanza del Comitato, ''ledono il rapporto di fiducia tra medico e paziente a favore di un vero e proprio business sanitario''. I camici bianchi si oppongono alla creazione delle équipes territoriali attraverso le quali ''viene meno l'autonomia del medico di famiglia''. Le nuove strutture di cure primarie (le cosiddette Utap), inoltre, mettono in crisi il rapporto diretto tra medico e paziente. ''Non ci sarà più un medico di riferimento - sostiene Bruni - ma la gente rischia di trovare di volta in volta persone diverse, perdendo quel rapporto di fiducia che è sempre esistito tra il paziente e il suo medico''. I medici, inoltre, si rammaricano del fatto che si sia continuato a negare loro il diritto alla tutela economica dei periodi di malattia, delle ferie remunerate e di dover garantire il servizio 24 su 24. Inoltre ricordano che per gli incrementi contrattuali, ad ad ogni medico verrà data una somma fissa e lorda di 0,085 euro al mese per paziente, escluso il pregresso di 3 anni pagato con il recupero dell'inflazione. La Convenzione di medicina generale, dice il dottor Francesco Carelli ''ha snaturato le caratteristiche del contratto Wonca (associazione internazionale della medicina di famiglia), a cui fa riferimento, non rispettandone alcuni punti e facendo correre all'Italia il rischio di rimanere fuori dall'Europa sanitaria''. I medici ritengono, inoltre, ''illegittimo che alcune sigle sindacali si arroghino il diritto di trasformare la figura del medico senza discutere''. Bruni auspica che ''la questione si possa risolvere confrontandosi, con l'aiuto di tutti i sindacati, con chi si è occupato di stipulare la convenzione''.  
13 gennaio 2005 - fonte Doctornews

Convenzione, lo Snami invierà una nuova proposta alla Sisac

Il Sindacato nazionale autonomo medici italiani (Snami), critico sulla preintesa per la convenzione di medicina generale siglata da altre associazioni di categoria, preparera' un nuovo documento da inviare alla Sisac. Obiettivo dimostrare la ''buona volontà e la correttezza nei confronti della parte pubblica''. Lo ha deciso l'esecutivo nazionale Snami, riunito oggi a Milano. I camici bianchi dello Snami, riferendosi all'articolato della convenzione, hanno confermato una sostanziale contrarieta' ad ''alcuni punti della normativa, soprattutto se riferita alle proposte economiche della nuova Convenzione''. L'esecutivo ha inoltre deciso di organizzare un congresso straordinario, che si terrà a Milano il 13 febbraio 2005, per informare gli iscritti ''sui pericoli alla base del nuovo contratto, in particolare nella parte economica e normativa''. Confermato, infine, lo sciopero dei medici di medicina generale per i giorni 27 e 28 gennaio con manifestazioni che si terranno in tutte le citta' d'Italia se non saranno accolte le ulteriori proposte Snami.
12 gennaio 2005 - fonte Doctornews
 

Lo studio ORBITAL valuterà il costo-efficacia di un programma per favorire la compliance nei pazienti con ipercolesterolemia

L'obiettivo primario dello studio ORBITAL (Open Label Primary Care Study: Rosuvastatin Based Compliance Initiatives to Achievements of LDL Goals) è quello di valutare il rapporto costo-efficacia di interventi a favore della compliance nei pazienti con ipercolesterolemia.

Inoltre lo studio cercherà (obiettivi secondari) di valutare la compliance, gli eventi cardiovascolari e la qualità della vita.

Sono stati reclutati 7598 pazienti con ipercolesterolemia, richiedenti terapia con statine in accordo al Second Joint European Guidelines.

Il 56% dei pazienti è di sesso maschile ed ha in media 60 anni, mentre il 44% è di sesso femminile, con età media 64 anni.

I pazienti sono stati randomizzati alla terapia con Rosuvastatina con o senza un programma atto a favorire la compliance per 12 mesi.

Il programma comprende contatti tra il paziente ed i medici del Centro di riferimento, mailing, contatti telefonici, accesso ad un sito Internet dedicato.

Alla fase dell'intervento, seguirà un periodo osservazionale di 24 mesi.

I risultati dello studio ORBITAL forniranno la base per sviluppare strategie costo-efficacia di compliance con l'obiettivo di migliorare il management dei pazienti con ipercolesterolemia.

Fonte: Am Heart J
martedì 11 gennaio 2005

Medicina generale, firmano tutti tranne lo Snami

Dopo aver abbandonato le trattative per il rinnovo della convenzione per la medicina generale, lo Snami proclama due giornate di sciopero il 27 e il 28 gennaio

 

La nuova convenzione per la medicina generale, su cui e' stato raggiunto l'accordo dopo oltre un anno di trattative, ''e' uno strumento essenziale per salvaguardare il lavoro dei medici e il diritto dei cittadini alla tutela della salute''. Lo sottolinea Mario Falconi, segretario nazionale della Federazione dei medici di famiglia (Fimmg), soddisfatto per l'intesa sul nuovo contratto dei camici bianchi di famiglia, della continuita' assistenziale, dell'emergenza sanitaria e della dirigenza medica territoriale. Un'intesa ''importantissima - secondo Falconi - anche perche', nonostante qualche resistenza, viene confermata la validita' di un accordo di lavoro nazionale in un contesto caratterizzato da una fortissima spinta alla devoluzione''.

''Non solo abbiamo assicurato i gia' consolidati livelli retributivi complessivi a livello nazionale - spiega Falconi - ma anche ottenuto sia soddisfacenti incrementi contrattuali sia gli arretrati. Gli aumenti - precisa - saranno percentualmente diversificati, per un'operazione di riequilibrio, sia tra le diverse categorie sia all'interno delle stesse, partendo sempre da incrementi base di tutto rispetto. La libera professione viene garantita esattamente come lo era prima, mentre istituti come la medicina di gruppo, l'informatica, il personale di studio ottengono ulteriori giusti riconoscimenti''. Fra i piu' soddisfatti dell'accordo i medici della continuita' assistenziale (l'ex Guardia medica) ''a cui avevamo promesso un'attenzione particolare viste le condizioni di disagio professionale ed economico e di insicurezza nelle quali operano''. L'articolato definitivo dell'accordo sara' disponibile nei prossimi giorni e dovra' affrontare ancora alcuni passaggi, dai Comitati di settore alla Corte dei Conti alla Conferenza Stato-Regioni. ''Vigileremo - afferma Falconi - perche' diventi pienamente operativo sull'intero territorio nazionale nel piu' breve tempo possibile''.

Non è daccordo lo Snami che ha abbandonato la trattativa ed in una nota del presidente Piergiuseppe Conti spiega come siano numerose le motivazioni dello sciopero proclamatato per il 27 e 28 gennaio: l'inadeguatezza della parte economica della nuova convenzione, ma anche di molti punti della parte normativa; l'eccessivo carico burocratico per i medici di famiglia la volonta' della controparte pubblica di legare parte dei futuri compensi a risultati economicistici e di budget. Infine, lo Snami boccia l'obbligo di invio telematico del certificato di malattia per i lavoratori con previdenza gestita dall'Inps (previsto dalla Legge 311 del 2004), stabilito senza consultare la categoria. La protesta si articolera' cosi': per il settore dell'assistenza primaria saranno chiusi gli studi dei medici di famiglia e garantite, come prestazioni indispensabili, visite a domicilio in emergenza-urgenza, visite a pazienti terminali, prestazioni di assistenza domiciliare integrata.

Mirella Triozzi, dirigente nazionale della Cumi-Aiss della delegazione di Federazione Medici-Uil, alla fine della riunione ha dichiarato: "È stata raggiunta un'intesa nell'interesse dei medici. Rispedite al mittente le chiusure della giornata di ieri, abbiamo lavorato per evitare la tentazione a settorialismi ed a spinte regionalistiche. Sull'emergenza territoriale, sull'ottimale dei medici di famiglia, sulla compatibilità di scelta delle guardie mediche, per fare alcuni esempi, siamo riusciti a far saltare le blindature e raccogliere dei buoni risultati. C'è ancora molto da fare, a partire dal tavolo tecnico di mercoledì sulle questioni economiche, ma la volontà unitaria e la forza delle proposte sono la strada da seguire".

10 gennaio 2005