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Abstract Giugno
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14/05/2003
Efedra ed efedrina. JAMA (2003; 289: 1537 - 1545)
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Un articolo
di JAMA, prende in
esame le due sostanze analizzandone le proprietà
anoressanti e le loro capacità di migliorare le
performances sportive. Gli alcaloidi in esame sono
estratti da piante del genere Ephedra e sono usati
diffusamente, nel sottobosco che gravita intorno a
talune palestre, con le indicazioni sopra riportate.
Una metanalisi effettuata sui lavori presenti in
diversi database, nonché
sui registri delle reazioni avverse del FDA, ha
permesso di dimostrare che
per quanto riguarda le supposte proprietà
'dimagranti' delle sostanze, gli
studi presenti, sviluppatisi peraltro su un
intervallo di tempo non
superiore ai sei mesi, non rilevavano differenze
significative rispetto al placebo. Per quel che
riguarda le capacità, di migliorare le prestazioni
sportive, non ci sono lavori sull'efedra, ma solo
alcuni, dai risultati ampiamente discordanti, sull'efedrina.
L'uso di entrambi i principi è risultato comunque
correlato ad aumento del rischio di aritmie e di
sintomatologie a carico del SNC.
G.G
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Preipertensione,
una nuova categoria introdotta nelle linee guida americane
14 maggio 2003 JAMA (2003; 289: 2560 ? 2577),
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Sono state pubblicate le nuove linee
guida sull'ipertensione arteriosa prodotte dal Joint
National Committee (JNC). La nuova revisione, la VIIª,
sostituisce quella del 1997 ed introduce una nuova
categoria: i preipertesi in cui la diastolica si situa tra
gli 80 e gli 89 mm/Hg la sistolica tra i 120 e i 139
mm/Hg. Gli individui appartenenti a questa classe hanno un
rischio doppio, rispetto a quelli con valori pressori più
bassi, di sviluppare una malattia ipertensiva. Nei
preipertesi non si indicano terapie farmacologiche, ma un
cambiamento nello stile di vita (correzione dei fattori di
rischio noti, principalmente sovrappeso/obesità e
introito di sodio). Secondo le nuove linee guida rimangono
invariati i valori per la classificazione in stadio I°:
sistolica tra 140 e 159 e diastolica tra 90 e 99, mentre i
precedenti stadi II° e III° sono unificati in un II°
che comprende tutti gli individui con valori maggiori o
uguali rispettivamente a 160 e 100. Per quanto riguarda la
terapia per lo stadio I° si raccomanda l'uso dei
tiazidici, mentre per la classe successiva questi possono
essere usati in combinazione con gli altri noti
antipertensivi.
M.G.
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