Archivio Abstract Luglio

N Engl J Med 2003;348:2599-69 Mortalità e dieta mediterranea

Ancel Key già nel 1950 aveva evidenziato una minor incidenza di malattie cardiovascolari e di certi tipi di cancro nelle popolazione dell’isola di Creta,nonostante l’alto introito di grassi.Da allora si è sempre più rafforzato il concetto di dieta mediterranea come concetto di MODELLO DI MANGIAR SANO:pochi zuccheri ed amidi raffinati,abbondanza in frutta e verdura fresca,olio di oliva(per il suo alto contenuto di acidi monoinsaturi e polifenoli) ,  pesce,poca carne soprattutto rossa, vino consumato ai pasti.Oggi non esiste una unica dieta mediterranea ma 15 nazioni mediterranee con le loro abitudini alimentari e di vita.Due studi più recenti Lyon Diet Heart in cui 605 pazienti cardiopatici post Ima sono stati seguiti per 27 mesi suddivisi in un gruppo di controllo e in un gruppo invitato a seguire oltre che la riabilitazione la dieta mediterranea;in questi ultimi si è avuto una riduzione del 73%di eventi coronarici e del 70%della mortalità.Risultati simili sono stati poi pubblicati da Sigh per quanto riguarda la dieta indo-mediterranea.L’articolo attuale considera 22.043 adulti ai quali è stato sottoposto un questionario base sulle abitudini alimentari attribuendo un punteggio ad ogni singola domanda da uno a dieci a seconda dei criteri di aderenza alla piramide di riferimento per la dieta mediterranea( tutti i giorni frutta ,verdura,legumi,pane,pasta o riso e olio di oliva;carne,uova,prodotti caseari da consumarsi settimanalmente….);in un follow up di 44 mesi sono decedute 275 persone,ma una più alta aderenza alla dieta era associata ad una minore mortalità totale sia per gli eventi cardiovascolari che per cancro( riduzione del 25%),una più alta aderenza alla dieta diventa ancora più importante sull’incidenza della mortalità con l’aumento dell’età. Nell’ articolo non erano significativi i singoli componenti della dieta come se il loro effetto fosse cumulativo o sinergico,l’articolo viene inoltre commentato in considerazione al fatto che la dieta nei paesi mediterranei sta cambiando per la rapida “occidentalizzazione” della alimentazione,per un aumento dell’intake  calorico e una diminuzione dell’attività fisica è aumentato anche nei paesi mediterranei il numero delle persone obese;gli acidi grassi della serie trans sono degli importanti determinanti dei fattori di rischi cardiovascolare,un sovraccarico glicemico di origine dietetica ha effetti sui grassi ematici rappresenta un ulteriore fattore di rischio cardiovascolare ma i cereali non raffinati sono benefici pertanto gli effetti dipenderanno dai processi di raffinamento.Per quanto riguarda la assunzione di alcool dipende dalle quantità assunta.Nello studio inoltre l’assunzione di olio di oliva era associato ad una riduzione piccola e non significativa di mortalità ,invece evidente e significativa nel confronto fra acidi grassi monoinsaturi ,presenti anche nelle arachidi,e grassi saturi.

DB

 

Concentrazioni ematiche  di grafite e ritardo mentale. N Engl J Med 2003;348:1517-27. N Engl J Med 2003;348:1527-37


Ritardo puberale e livelli ematici nelle ragazzine americane 8-18 anni. L’encefalopatia da intossicazione da grafite nell’infanzia è stata descritta più di 100 anni fa,gli esiti cognitivi sono stati riportati per la prima volta nel 1943.Gli studi epidemiologici negli ultimi 30 anni hanno evidenziato la riduzione della concentrazione di grafite nel sangue da 15 microgrammi /dl a 2 microgrammi/dl negli USA dopo la disposizione governativa di eliminare la grafite dalla benzina ; ma è valutato che circa il 25%dei bambini al di sotto dei 6 anni vive in vecchie abitazioni con pitture alla grafite deteriorabili e quindi esposti alla intossicazione.I bambini più esposti sono appartenenti solitamente alla classi meno abbienti economicamente e il livello culturale materno e familiare più basso. Sono stati esaminati i dosaggi di grafite in 172 bambini da 6 mesi a 5 anni e in 101 di questi  livelli ematici non hanno mai superato i 10 microgrammi/dl( 0,483 micromoli/l livello limite massimo per legge). Il QI dei bambini diminuiva di 7 punti quando i valori si avvicinavano al limite superiore per scendere ulteriormente per livelli più alti ;un valore più basso di QI era gia stato osservato anche per concentrazione considerate “save” di 5 microgr/dl da altri autori .

Nel secondo articolo ragazzine comprese fra 8 e 18 anni con livelli molto bassi, 3 microgr/dl ,di etnia afro americana hanno dimostrato un ritardo della pubertà ( 6 mesi per la comparsa di peluria ascellare e pubica e 4 mesi per la prima mestruazione)rispetto alle compagne con dosaggi  di 1 microgr /dl. Lo stesso ritardo era stato osservato nelle messico-americane ma non uniformemente significativo dal punto di vista statistico. Il commento dell’editoriale a proposito di entrambi gli articoli  focalizza l’attenzione soprattutto sulla prevenzione che deve essere fatta rispetto alla esposizione alla grafite in quanto l’effetto si è rivelato essere duraturo ed irreversibile,non esiste attività chelante che permetta la disintossicazione e soprattutto non esiste un limite massimo ,le manifestazioni cognitive o ormonali come dimostrato nei due articoli si hanno già a concentrazioni ematiche “molto basse”.

M.M.

Obesità e mutazione del gene per la melanocortina. N Engl J Med 2003;348:1085-95 N EnglJ Med 2003;348:1096-103

 


Alimentazione incontrollata quale fenotipo di mutazione del gene della melanocortina.

L’obesità è un disordine complesso con tratti genetici ma anche influenzato da fattori aggravanti che predispone le persone che ne sono affette ad un più alto rischio di diabete,ipertensione, stroke, infarto miocardio.

Le abitudini alimentari sono regolate da un meccanismi omeostatici tra i quali quelli ormonali a feed back negativo provenienti dal tessuto adiposo.I centri di controllo dell’appetito ipotalamici sono controllati : Melanocortina ,agonista del  recettore alfa dell’MSH, peptide anoressizzante di origine dal POMC ;Leptina , ormone di produzione dal tessuto adiposo,che stimola i neuroni produttori di POMC.L’obesità è un disordine poligenico,solo rari casi si presentano come alterazione monogenetica legata alla leptina o all’asse leptina ipotalamo o dei suoi recettori  o al recettore della melanocortina 

M.M.

SCHOEN R.E.,et.al.: Sigmoidoscopia dopo tre anni di uno stesso esame risultato negativo. JAMA 290(1), 41-48, 2003

L’esecuzione di una sigmoidoscopia in alcune nazioni rappresenta uno screening nella popolazione umana asintomatica dopo i 45 anni. In Italia è ancora lontana l’ipotesi di una valutazione preventiva in questo senso, considerandone l’utilità per segni o sintomi indicativi. Gli Autori in effetti si propongono di dimostrare l’utilità di una periodica sigmoidoscopia, al fine di diminuire i tassi di carcinoma del colon-retto. Nel loro studio hanno reclutato pazienti per la diagnosi precoce del tumore prostatico, polmonare, colon-rettale, ovario, inseriti in uno studio randomizzato, controllato rispetto alla popolazione generale. L’età media dei partecipanti è di 65,7 anni e il 61,6% di loro sono di sesso maschile. I soggetti sottoposti a sigmoidoscopia sono stati rivalutati con quest’esame strumentale.

1292 (13,9%) di pazienti rivalutati presenta un polipo o una massa     endoluminale: il 3,1% presenta adenoma o tumore. L’incidenza di adenoma avanzato (72 casi) o tumore (6 casi) nel colon  rappresenta lo 0,8% della popolazione riesaminata. Questi numeri, seppure nella loro esiguità quantitativa, ci devono far pensare ad un adeguato controllo della popolazione nel tempo, eventualmente con esami meno costosi, ma, talvolta, suggestivi di patologia eteroformativa.  

 

Nengl J Med 2003;348:2069-18 Il Proteasoma: target emergente nella terapia del cancro.  

Il proteasoma rappresenta un grosso complesso proteico costituito da più subunità, presente sia nel citoplasma che nel nucleo di tutte le cellule degli eucarioti,finalizzate alla eliminazione delle proteine,incluso quelle contrassegnate per la degradazione, attraverso un meccanismo complesso definito poliubiquatazione; nei meccanismi vengono inclusi sia il controllo del ciclo cellulare,la trascrizione, l’apoptosi, la chemiotassi, la angiogenesi …insomma i principali meccanismi regolatori  cellulari.La scoperta e lo sviluppo di potenti inibitori chimici del proteasoma ha aperto orizzonti per il loro utilizzo non solo nel cancro ma anche nelle malattie infiammatorie ed immunitarie. Il Bortezomid(PS341) possiede una alta affinità e specificità e selettività. per la attività catalitica del proteasoma ;reversibile dopo 72 ore dalla somministrazione,inducendo apoptosi nelle linee cellulari cancerose o trasformate e essendo relativamente poco tossico per le cellule normali:in particolare sembra indicato nel mielosa multiplo,linfoma,leucemia linfatica cronica, neoplasie della testa e del collo e nel cancro della prostata.Due studi in fase 1, uno su tumori solidi con pazienti refrattari a più trattamenti e l’altro su pazienti con mieloma multiplo, il farmaco è stato ben tollerato; solo  lievi effetti gastroenterici e neurosensoriali ,modesta e dose dipendente tossicità sulle cellule ematiche  trombocitopenia  e neutropenia.Nel mieloma multiplo in uno studio in fase 2 in pazienti altamente refrattari,si è avuto un 35%di risposta con riduzione delle plasmacellule midollari e delle paraproteine seriche con un 10% di normalizzazione dell’elettroforesi proteica.Sui risultati di questi studi,la Food and Drug Administration ha recentemente approvato il bortezomid per i pazienti con mieloma multiplo refrattario anche se sono in corso studi in fase 3 per raffronto sempre nel mieloma multiplo del farmaco con desametazone .

DB