Fnomceo, respinge le accuse di Sirchia

E' disdicevole chiede Del Barone proporre una più stretta collaborazione tra Ministero, Farmindustria e rappresentanze dei medici?

''I medici prescrivono secondo scienza e coscienza e di certo non mettono a repentaglio la salute dei loro pazienti per qualche benefit di poco conto''. Cosi' il presidente della Fnomceo, Giuseppe Del Barone, respinge le accuse, rivolte ieri dal ministro della Salute, Girolamo Sirchia, ai camici bianchi, responsabili di prescrivere troppi medicinali sotto la pressione delle multinazionali farmaceutiche, contribuendo cosi' a far lievitare la spesa sanitaria pubblica.

''Sarei rimasto sorpreso - afferma in una nota il presidente della federazione degli Ordini dei medici - se nella querelle tra ministro della Salute e industria farmaceutica, di cui ieri si è consumato l'ultimo atto, fossero rimasti esclusi i medici, accusati ancora una volta di troppe prescrizioni'', commenta Del Barone facendo riferimento al botta e risposta risposta tra Sirchia e il presidente di Farmindustria, Federico Nazzari, l'altroieri a Milano, durante il Convegno su ''Invecchiamento e consumo dei farmaci. Senza entrare nel merito della polemica, anche se credo che tra le accuse rivolte dal ministro e le risposte del rappresentante degli industriali, la verità, come spesso accade, stia nel mezzo - aggiunge - mi preme, come rappresentante della professione, respingere le accuse ancora una volta rivolte ai medici di prescrivere troppi farmaci. I medici, nella stragrande maggioranza prescrivono secondo scienza e coscienza. Eventuali colleghi fuori dal coro, se ritenuti colpevoli, devono rispondere del loro operato agli Ordini provinciali''.

''Per quanto riguarda l'aumento della spesa farmaceutica - riferisce - occorre innanzitutto tener presente che se negli ultimi anni si è registrato un maggior impegno economico, questo è da addebitarsi in larga parte all'invecchiamento della popolazione (reso possibile anche dall'uso dei farmaci) e dal conseguente aumento di tutta una serie di patologie collegate che richiedono molte, non troppe, terapie. In ogni caso - spiega - la strada per razionalizzare la spesa del settore noi medici l'abbiamo più volte indicata : ad iniziare da una più attenta produzione delle confezioni farmaceutiche, commisurate alle indicazioni suggerite dai vari protocolli, sino alla messa a punto di una nuova regolamentazione della pubblicità sanitaria che ridisegni anche ruoli e funzioni degli informatori farmaceutici''.

''I medici - conclude - non intendono alimentare sterili polemiche ma si dichiarano disponibili a mettere a disposizione la loro esperienza per risolvere, una volta per tutte, un problema, come quello dell'aumento della spesa per i farmaci, che periodicamente torna di attualità. E' disdicevole - si chiede infine Del Barone - proporre una più stretta collaborazione tra Ministero, Farmindustria e rappresentanze dei medici?

Legge antifumo, numero verde per i cittadini

A partire dal 10 gennaio, data di entrata in vigore della legge 16 gennaio 2003 per la tutela della salute dei non fumatori, il Ministero della Salute attiva il numero verde 800.571.661 per avere chiarimenti sulle nuove regole e altre informazioni utili. Rispondono medici ed operatori appositamente formati dall'Istituto superiore di sanità. Il numero verde è attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle ore 17.
In concomitanza parte anche un'altra iniziativa: una grande campagna di informazione promossa dalla Lega italiana per la lotta ai tumori (LILT). Caratterizzata dallo slogan "Liberi di non fumare", anche la campagna ha l'obiettivo di diffondere attraverso televisione, radio e stampa, delucidazioni e spiegazioni ai fini di una corretta applicazione della legge da parte di operatori del settore e di cittadini.
 
Circolare sull'applicazione dei divieti di fumo
In vista della piena entrata in vigore delle prescrizioni della legge sulla tutela della salute dei non fumatori, il 17 dicembre 2004, il Ministro della Salute ha emanato una Circolare, contenente alcuni chiarimenti e indicazioni relativi all'applicazione dei divieti di fumo.
Il Ministro ricorda, tra l'altro, che il fumo di tabacco è la più importante causa di morte prematura prevenibile in Italia e rappresenta uno dei più gravi problemi di sanità pubblica a livello mondiale. Di qui l'importanza strategica del rispetto delle norme di divieto che, come ribadito nella Circolare, trova applicazione non solo nei luoghi di lavoro pubblici, ma anche in tutti quelli privati che siano aperti al pubblico o a utenti. Tale accezione comprende gli stessi lavoratori dipendenti in quanto "utenti" dei locali in cui prestano la loro attività lavorativa. Consulta il testo integrale della Circolare.
Rassegna degli effetti del fumo passivo sulla salute
Il fumo è il principale inquinante dell’aria che respiriamo negli ambienti confinati. 
L' esposizione riguarda circa la metà dei bambini che nascono in Italia. Nella vita adulta, l’11,5% degli uomini e il 15% delle donne sono esposti al fumo passivo a casa.
Queste sono solo alcune delle conclusioni riportate nella "Rassegna degli effetti del fumo passivo sulla salute" realizzata dal Ministero della Salute nell’ambito del Piano di applicazione del divieto di fumo nei locali chiusi, che sarà operativo dal gennaio 2005

 

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Cursi, finanziaria ok per medici di famiglia e sumaisti

Una Finanziaria positiva per la sanita', senza tagli e con maggiori risorse rispetto agli anni precedenti. La manovra, al voto oggi al Senato, soddisfa il sottosegretario alla Salute Cesare Cursi, intervenuto ieri mattina all'apertura del II workshop internazionale dell'Agenzia di sanita' pubblica del Lazio, in corso a Roma. Un appuntamento dedicato alla 'Sanita' pubblica e valori umani', che vede a confronto diversi sistemi sanitari europei e nordamericani.  ''Fra l'impostazione iniziale della Finanziaria - ha spiegato Cursi - e gli emendamenti che siamo riusciti a inserire in Commissione Bilancio, abbiamo avuto la soddisfazione, in una situazione difficile dal punto di vista economico, di raggiungere un risultato importante''. Il sottosegretario ha ricordato che ''non ci sono stati tagli mentre sono previsti per il settore sette miliardi in piu' di euro rispetto all'anno appena trascorso''. Nella manovra, precisa Cursi, si prevede una maggiore attenzione agli investimenti per la tecnologie e si risolvono alcune questioni legate alle professioni mediche. ''E' stata inserita - ha concluso Cursi - anche la possibilita' di rendere nazionale la convenzione dei medici di famiglia, dunque non modificabile nei principi generali dagli accordi regionali. Cosi' come e' stata approvata una convenzione generale per i medici cosiddetti sumaisti, cioe' gli specialisti ambulatoriali''