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Artrosi

La signora Cesarina, ottantunenne,  parla stentatamente l’italiano, ma fortunatamente io sono romagnola da sette generazioni e riesco a dialogare senza problemi nel dialetto che tradisce le sue origini contadine.

Tuttavia, ha un cellulare (per trovare sempre i figli in caso di bisogno), segue sempre “Elisir” sul megaschermo di casa (ci sono tanti bravi professori) e ha un nipotino che naviga in Internet, così  scuotendo l’indice deformato dall’artrosi in segno di protesta,  mi riprende per non averle mai consigliato le pillole per guarire dai suoi dolori ultraventennali. E non basta, anziché le solite cure termali che segue da anni senza giovamento, ha pure sentito parlare dei “bagni di fieno”.

Devo assolutamente correre sul Web a documentarmi……

Digito: artrosi ed ecco le notizie su “glucosamina solfato” e “fitobalneoterapia”


Articolase Buste
glucosamina solfato, collagene di tipo II, salicina

Marca / Linea:
Sirc

Confezione: 24 bustine monodose da 3 g

Articolase è un dietetico che nasce dalla ricerca sulla correlazione esistente tra Collagene di tipo II e le cartilagini, correlazione dovuta all'attività svolta dal collagene nativo nel trofismo cartilagineo. La glucosamina inoltre esercita un effetto protettivo sulle cartilagini locali.

" MOLTO PIU' DI UNA SPERANZA PER L ' OSTEOARTRITE (artrosi)" 

Se sei una delle milioni di persone nel mondo che soffrono per l'osteoartite (artrosi), allora non serve dirti quanto dolorosa e debilitante possa essere questa malattia. E spesso peggiora di giorno in giorno. Ogni giorno le articolazioni diventano sempre più rigide e si perde in mobilità. Se poi sei una delle giovani vittime, forse un atleta la cui carriera è stata interrotta, allora forse è ancora più difficile sopportare questa condizione.

Molto probabilmente stai prendendo o hai preso farmaci anti-infiammatori non steroidei per controllare il dolore. Oppure qualcuno, nei casi più gravi dovrà sottoporsi ad intervento chirurgico.

Molto spesso i pazienti che prendono i farmaci non steroidei corrono il rischio di dannosi effetti collaterali, incluse ulcere, malattie epatiche e renali.

Ora la medicina naturale può offrire un'opzione migliore.

UN APPROCCIO MOLTO PIU' SICURO.

Recenti ricerche hanno dimostrato che l'alimentazione può giocare un ruolo importante nel prevenire, mitigare, trattare e persino invertire il danno causato dall'osteoartrite. Glucosamina solfato e condroitina solfato sono fra i più potenti fattori nutrizionali ad essere stati studiati per il trattamento dell'osteoartrite. Anche le vitamine antiossidanti, minerali, fitonutrienti possono favorire il rallentamento della progressione della malattia. E, diversamente dai farmaci non-steroidei, non provocano dannosi effetti secondari.

Le buone notizie sono che oggi le ricerche dimostrano che sia l'osteoartrite primaria che quella secondaria possono essere arrestate nel loro cammino rifornendo l'organismo di quei nutrienti di cui ha bisogno per produrre nuova cartilagine, cioé: glucosamina solfato, condroitina solfato e un'ampia gamma di vitamine, minerali e fitonutrienti. Le notizie migliori sono la conferma che l'integrazione con questi elementi non solo dà sollievo al dolore e alla rigidità dell'osteoartrite, ma può anche riparare la cartilagine danneggiata.

GLUCOSAMINA SOLFATO.

La glucosamina è un composto naturale che il nostro organismo ricava dal glucosio. La glucosamina è necessaria per la produzione di un'importante famiglia di macromolecole chiamate glicosaminoglicani (GAG).

Con l'invecchiamento, la quantità di glucosamina prodotta dall' organismo diminuisce. Il risultato è una deficienza di GAG. Allora la cartilagine e le ossa sfregano uno contro l'altra, danneggiando i giunti e il liquido sinoviale che li lubrifica diventa acquoso e meno consistente.

Ricercatori hanno dimostrato che se correggiamo la mancanza di glucosamina, riusciamo a ristabilire la capacità dell'organismo di fornire tutte le sostanze vitali necessarie per ripristinare le articolazioni logorate.

Tutte le sperimentazioni effettuate sull'uomo hanno evidenziato un alto grado di riduzione del dolore e incremento della mobilità, in molti casi si è notata la totale scomparsa dei sintomi. Nessun effetto collaterale di rilievo è stato registrato dalla somministrazione di glucosamina solfato per via orale.

CONDROITINA SOLFATO.

La glucosamina da sola è efficace, ma l'aggiunta della condroitina solfato ne innalza l'efficacia sulla salute delle cartilagini. La condroitina lavora in sinergia con la glucosamina. La sua particolare conformazione le permette di attrarre e trattenere molta acqua da cedere alle molecole proteoglicani. Siccome la cartilagine non è rifornita dal sangue, questo liquido è indispensabile per nutrire e lubrificare le articolazioni.    

http://www.naturmedica.com/artrite/glucosamina.html

E non basta, c’è ancora tanto altro a disposizione…….basta fare l’ordine…..

RIMEDI NATURALI CONTRO L’INFIAMMAZIONE DEI GIUNTI OSSEI

Gli integratori per la salute dei giunti ossei (cartilagini) stanno avendo un notevole successo nel mercato degli integratori. Il loro successo è attribuibile al fatto che gli utilizzatori trovano un effettivo beneficio dall’utilizzo di questi prodotti. I nutrienti più utilizzati in questi prodotti per la salute dei giunti sono Condroitina e Glucosamina, ma anche altri nutrienti sembrano essere promettenti.

Acidi grassi essenziali Omega 3 (EPA e DHA)

EPA e DHA sono stati intensamente studiati come rimedio contro l’artrite fino dal 1980. Questi studi dimostrano che EPA e DHA (da olio di pesce) sono efficaci contro l’artrite, ma l’azione è molto lenta, da 3 a 6 mesi per ottenere risultati tangibili. Gli omega 3 hanno anche molti altri benefici sulla salute, dovrebbero fare parte della dieta di tutte le persone che hanno problemi di infiammazione ai giunti ossei.

ALTRI PROMETTENTI NUTRIENTI PER LA SALUTE DEI GIUNTI OSSEI

Metilsulfonilmetano (MSM)

L’MSM ha acquisito molta popolarità, principalmente per sentito dire da chi ha tratto beneficio dal suo utilizzo, in quanto non ci sono studi clinici sull’uomo riguardanti l’MSM e l’osteoartrite. Quindi, finchè non verranno pubblicati studi in questo senso, l’efficacia dell’MSM sulla salute dei giunti rimane dubbia, anche se probabilmente funziona, perlomeno stando a quello che riportano i loro utilizzatori. In ogni caso, L’MSM è una sostanza sicura.

S-Adenosil L-Metionina (SAMe)

Il SAMe è conosciuto come antidepressivo, ma è anche efficace nel ridurre i sintomi dell’osteoartrite. Gli studi clinici sull’uomo riguardanti l’osteoartrite mostrano per il SAMe effetti simili a condroitina e glucosamina, con un probabile miglior riduzione del dolore. Il problema è che in questi studi venivano somministrati 1200-1600 mg di SAMe al giorno, e il costo di tale quantitativi è effettivamente troppo alto. La dose di 200 mg (o meno) solitamente raccomandata negli integratori non pare essere efficace. In ogni caso, l’efficacia del SAMe contro la depressione è un bonus ulteriore per alcune persone con l’osteoartrite. La dose di 1200-1600 mg di SAMe sembra ridurre il dolore più velocemente di altri nutrienti, già dopo 3-7 giorni i benefici sono tangibili. In studi a lungo termine (uno o due anni) sono stati somministrati 400 mg di SAMe al giorno ed i risultati ottenuti sono simili a quelli ottenuti con la glucosamina.

Boswellia serrata

L’estratto di questa pianta (solitamente titolato in acido bosvellico) è un potente inibitore della lipossigenasi e di altri enzimi che promuovono in vitro l’infiammazione dei giunti. Al momento esistono pochi studi sull’uomo, ma questi pochi studi mostrano promettenti risultati. Il dolore ai giunti ossei viene ridotto, si hanno risultati simili a quelli ottenuti con glucosamina e condroitina.

Vitamina E

E’ stato dimostrato in alcuni studi che la vitamina E riduce i sintomi dell’osteoartrite e dell’artrite reumatoide, principalmente il dolore. I dosaggi utilizzati erano 400-1200 mg al giorno.

Vitamina C

La vitamina C è vitale per la salute dei giunti ossei, gli studi su animali mostrano un effetto protettivo contro l’osteoartrite. Al momento non esistono studi sull’uomo, ma estrapolando i risultati sugli animali il dosaggio giornaliero per l’uomo dovrebbe essere di 4-6 g di vit. C al giorno. Questi sono i dosaggi utilizzati negli studi sugli animali.

JOINT SUPPORT disponibile subito

Confezioni da 60 capsule.

Lo trovi qui... ... nel reparto INTEGRATORI ALIMENTARI - EUROSUP

JOINT SUPPORT è un integratore di Glucosamina e Condroitina, indicato nei casi di ridotto apporto con la dieta o di aumento del loro fabbisogno fisiologico. La Glucosamina e la Condroitina possono fornire un supporto nutrizionale utile al mantenimento in efficienza delle cartilagini ossee.

INGREDIENTI: D-Glucosamina solfato, Condroitina solfato, Gelatina, N-acetil D-Glucosamina, cellulosa microcristallina, Antiagglomerante: magnesio stearato; biossido di silicio, Colorante: ferro ossido giallo.

Informazioni nutrizionali

Nutritional informations

Informations nutritionnelles per 100 g

per 100 g

pour 100 g per porzione

per serving

par portion

1 capsula/capsule

Valore energetico/Energy/Energie 68,8 kcal/292 kj 0,34 kcal/1,46 kj

Proteine/Protein/Protide (Nx6,25) 17,2 g 0,086 g

Carboidrati/Carbohidrate/Glucide 0 g 0 g

Grassi/Fat/Lipide 0 g 0 g

D-Glucosamina solfato

D-Glucosamine sulphate 40 g 200 mg

N-acetil D-Glucosamina

N-Acetyl-D-Glucosamine 10 g 50 mg

Condroitina solfato

Chondroitin sulphate 20 g 100 mg

Ma la signora Cesarina assume altri farmaci, non ci saranno interferenze?

Glucosamina Solfato. Interazioni con farmaci.

La glucosamina solfato viene utilizzata solo in combinazione con la condroitina per l’osteoartrite (1). Uno studio effettuato su 10 persone ha dimostrato che un infuso di glucosamina solfato riduce la tolleranza al glucosio (2). Questa osservazione e, più di recente, esperimenti in vitro, indicano che la glucosamina può aumentare l’insulino-resistenza, con conseguente aumento delle dosi richieste di insulina od ipoglicemizzanti orali in pazienti diabetici (3). Pertanto, deve essere sconsigliato l’uso di glucosamina in pazienti diabetici o permesso solo a patto di un più stretto controllo.

http://www.farmacovigilanza.org/fitovigilanza/interazioni/014.asp

Cosa posso trovare in farmacia?

GLUCOSAMINA (SOLFATO POLICRISTALLINO)

 DONA 10 CPS 250 MG 3,25

 DONA 30 CONF. 250 MG 10,50

 DONA IM 6 F A 400 MG + 6 F B 12,00

 DONA OS 20 BUST. 18,30

http://www.giofil.it/offline/PSgbshth.HTM

Leggiamo altre opinioni….

Salvare la cartilagine

Le differenze tra l’artrosi e l’artrite sono parecchie, ma una delle più importanti per il paziente è che mentre per l’artrite reumatoide sono disponibili, pur con ovvie limitazioni, farmaci capaci di arrestare il progresso della malattia, per l’artrosi no. Arrestare il progresso della malattia, nel caso dell’artrosi, significa rallentare la distruzione della cartilagine ialina, che riveste le estremità delle due ossa che concorrono all’articolazione. Per questo la pubblicazione del più recente studio sulla glucosamina solfato ha sollevato un enorme interesse. In passato c’erano già stati tentativi in questa direzione, per esempio proponendo la diacereina per la riduzione del danno articolare nell’artrosi. La diacerina ha un meccanismo d’azione analogo a quello degli antinfiammatori, in quanto blocca l’azione di una delle sostanze responsabili dell’infiammazione: l’interleuchina 1-b. Questa particolare interleuchina, però, ha anche l’effetto di inibire l’attività di sintesi dei condrociti, le cellule che producono i “materiali” necessari a costruire la cartilagine. La strategia di impiego della diacereina, quindi si basa sulla possibilità, stoppando l’interleuchina 1b, di lasciare che i condrociti svolgano il loro lavoro normalmente. L’ipotesi di partenza è stata anche recentemente confermata in vitro (cioè in condrociti isolati) ma nell’impiego clinico non sembra aver rispettato le promesse.

Che cos’è il nuovo farmaco antiartrosi

Intanto la glucosamina solfato non è una novità in senso stretto, ed è considerata una farmaco soltanto in alcuni paesi, come l’Italia, mentre negli Stati Uniti è acquistabile come supplemento nutrizionale. Inoltre, di studi ne sono stati condotti anche in passato anche se non sempre rispettando tutti i sacri crismi delle ricerche cliniche, tanto che una review condotta qualche tempo fa aveva concluso che … era difficile concludere.

La strategia di impiego della glucosamina è differente rispetto alla diacereina. Questa sostanza, infatti, è un derivato della glucosamina nature, un particolare zucchero (monoaminosaccaride) che concorre alla formazione della matrice extracellulare della cartilagine (cioè esattamente della struttura che viene prodotta e mantenuta in equilibrio dai condrociti). E’ per così dire un materiale da costruzione. Quindi l’ipotesi dei clinici è che, somministrando la glucosamina dall’esterno si favorisca la produzione della cartilagine. Ma per la glucosamina si parla anche di un effetto antinfiammatorio, quindi con potenziale influenza anche sul dolore. In effetti, come è stato argomentato da più esperti, si deva ancora arrivare a una spiegazione completa del meccanismo d’azione.

A prima vista il vantaggio primo di questa terapia è la sua assenza di effetti collaterali che, infatti, sono paragonabili negli studi a quelli del placebo . Ma sortisce anche dei risultati? A questa domanda risponde appunto l’ultimo studio pubblicato sulla rivista Lancet.

Intanto questa indagine è stata svolta su malati che presentavano artrosi del ginocchio, non in vitro, e la valutazione dell’effetto si basava su due parametri: i sintomi soggettivi (dolore, mobilità…) e la valutazione obiettiva dello stato dell’articolazione. Quest’ultima è stata condotta controllando lo spazio intrarticolare, cioè verificando ai raggi X se l’articolazione “si schiaccia”. Infatti la riduzione dello spazio intrarticolare viene considerata un indice dell’erosione della cartilagine: minore è lo spazio maggiore è l’erosione dell’articolazione. Inoltre, i pazienti sono stati seguiti per tre anni, un periodo sufficientemente lungo per trarre indicazioni sostanziose.

I risultati sono stati molto incoraggianti: al termine dei tre anni solo il 15% dei pazienti trattati con la glucosamina hanno mostrato una diminuzione dello spazio intrarticolare, mentre nel gruppo trattato col placebo il 30% aveva mostrato un peggioramento significativo.

Positivo anche il confronto sui sintomi, che avevano una significativa riduzione (soprattutto il dolore e la funzionalità) con il trattamento. Va detto poi che il miglioramento dei sintomi si presentava indipendentemente dall’andamento del danno articolare. Molto correttamente, gli autori dello studio concludono che sarebbe prematuro affermare che la glucosamina fosfato può cambiare radicalmente l’evoluzione dell’artrosi, ma certamente non nascondono che già in questa esperienza si è almeno dimostrato che si possono ridurre significativamente i sintomi senza andare incontro agli effetti collaterali tipici dei FANS (per esempio le emorragie gastrointestinali).

Alcune osservazioni

Anche a costo di dispiacere ai sostenitori degli integratori in alternativa ai farmaci va detto che questi risultati sono stati ottenuti con una formulazione farmaceutica, non con un integratore, e che l’uso di un supplemento alimentare (dove magari la glucosamina è presente assieme ad altre sostanze di valore diverso) non è detto che abbia gli stessi effetti. Anzi, è lecito dubitarne: nei farmaci la qualità e la quantità dei principi attivi è ben altrimenti determinata che nei prodotti che si comprano anche al supermercato.

Articolo e bibliografia su:

http://pro.dica33.it

Le malattie reumatiche si curano con la fitobalneoterapia

La cura con erba fresca è sconsigliata solo per chi soffre di cardiopatie e nefropatie

Le malattie reumatiche possono migliorare dal 60 fino all'85% con le immersioni in erba fresca di montagna. La fitobalenterapia può ridurre l'uso dei farmaci antidolorifici e antinfiammatori dopo 6 mesi dall'inizio cura.
Questi i principali risultati di uno studio, coordinato dall'Istituto di reumatologia dell'università di Verona, in corso dal 1991 su circa 2 mila pazienti in media di 65 anni, per il 59% donne, grazie al lavoro congiunto di un team di medici, botanici e agronomi presso la struttura termale di Garniga Terme, in Trentino.
La ricerca, nata per verificare l'efficacia e la tolleranza della fitobalneoterapia, è tuttora in corso e prevede un arruolamento volontario di circa 300 pazienti ogni anno.
Questo tipo di cura, hanno spiegato gli esperti, è tipico di alcune zone del Trentino, dell'Alto Adige e dell'Austria, ed è rivolta a chi accusa osteoartrosi, forme degenerative secondarie a traumatismi, reumatismi fibromiositici come borsiti, tendinite, entesiti, neuropatie da compressione, come il tunnel carpale, artropatie gottose croniche o il dolore cronico ricorrente del rachide.
E' però sconsigliata a chi soffre di cardiopatie, nefropatie ed epatopatie scompensate, flebiti in atto, forme internistiche gravi. Nessun problema invece per le persone allergiche.
La fitobalneoterapia, consiste in immersioni in erba fresca, falciata tra i 1.200 e i 1.500 metri, composta da genziana, arnica montana, iperico, timo e trasportata nella struttura termaleprima dell'essiccazione. Quindi viene posta in vasche per uno spessore di circa 50 centimetri, e qui lasciata fermentare, affinché produca calore: in due giorni raggiunge una temperatura anche di 60 gradi centigradi. I pazienti, quindi, sono immersi nell'erba calda per circa 20 minuti. Il ciclo terapeutico dura dieci giorni. Il calore prodotto avrebbe un effetto miorilassante e decontratturante.
Redazione Staibene.it - maggio 2003

http://www.staibene.it/staibene/

I "bagni di fieno" consistono in vere immersioni in erba fresca in via di fermentazione.

 01/07/2002 - Questa terapia, ora nota anche come "fitobalneoterapia" affonda le sue radici nell'usanza dei contadini di riposarsi dalle dure fatiche della giornata dormendo nel fieno tagliato per le mucche, fieno che riusciva a togliere la spossatezza del lavoro nei campi e ridare le forze.

La procedura

Vengono utilizzate alcune erbe che crescono spontaneamente in montagna contenenti erbe officinali. Vengono falciate, raccolte e poste a macerare naturalmente in grandi vasche per alcuni giorni. Quando sono pronte, ci si immerge.

L'immersione nell'erba in fermentazione avviene a corpo nudo, eccetto il capo (che viene protetto), per 15-20 minuti la prima volta, fino ad arrivare, gradualmente, a 30. Dopo, la persona viene avvolta in coperte e sistemata per 40-60 minuti su un lettino di reazione, in una sala calda attigua a quella dei bagni.

La sudorazione, che nella prima fase è molto intensa, si protrae anche per 3-4 ore e lascia un senso di benessere che dura per tutto il giorno. In certi centri viene praticato un massaggio al termine della seduta.

Un ciclo di fitobalneoterapia è composto, in media, da dieci sedute.

Benefici e indicazioni terapeutiche

Il bagno di fieno dona a chi la pratica un senso di benessere fisico dovuto ad un senso di rilassamento causato dal calore intenso e dal forte ricambio idrosalinno indotto dalla sudurazione; la pelle diventa tonica per la stimolazione della circolazione periferica e liscia per la purificazione dovuta alla forte sudorazione e all'assorbimento di principi attivi dalle erbe. 

Gli effetti curativi dipendono dal contenuto di diverse erbe medicamentose. Queste possono variare molto in funzione della località.

Si parla di effetti benefici su:

artrosi forme infiammatorie articolari post-traumatiche (dovute a fratture o altro) forme infiammatorie blande, quali l'artropatia psoriasica (malattia delle articolazioni provocata dalla psoriasi), la spondiloartrite (artrite a carico delle articolazioni vertebrali), nel dolore cronico della colonna vertebrale e nella sindrome del tunnel carpale. spasmi muscolari (contratture) rigidità articolari reumatismi non in fase acuta fibromialgia (malattia dolorosa che colpisce le fasce muscolari) malattie osteoartrosiche

http://www.planetemotions.it

CALIZZANO PUNTA SU ERBE ED ACQUE CURATIVE
Il turismo salutista nuova scommessa


CALIZZANO

Calizzano punta al turismo salutista. Una potenzialità che si è confermata nel corso del convegno «Salute e natura: un nuovo turismo in Alta Val Bnormida», organizzato, sabato, dal Comune in collaborazione con l’Atp Riviera delle Palme. Il sindaco, Enrico Mozzoni: «E’ stato un appuntamento interessante, servito per gettare le basi concrete delle strategie future, evidenziando la potenzialità delle terapie naturali quali veicolo promozionale di questa zona. I dati, purtroppo, confermano un calo del turismo ed occorre saper fruttare al meglio le risorse della zona per proporsi più competitivamente e con idee nuove supportate dal tradizionale cura nel servizio ed ospitalità. Il convegno è stato, in sostanza, un invito alle strutture alberghiere affinchè colgano questa chance e si specializzino, utilizzando le peculiarità delle nostre rinomate sorgenti e delle erbe officinali, indirizzandosi verso un turismo salutista e congressuale che supporti il turismo tradizionale e residenziale». Un esempio potrebbe, appunto, essere la fitobalneoterapia, o bagni di fieno, come spiega il direttore del distretto sanitario della Val Bormida, Antonio Basso: «E’ una metodica terapeutica molto praticata ad esempio in Trentino. Consiste in veri e propri bagni nell'erba per un tempo controllato di pazienti con affezioni soprattutto artropatiche in giacigli d'erba in fermentazione ove si sviluppa una temperatura negli strati più profondi di 60 gradi, mentre in superficie si limita ai 45-50. L'erba ed il fieno impiegati per l'allestimento dei bagni sono quelle che crescono spontaneamente sui prati piu' esposti al sole su tutto l'altopiano da Bardineto a Calizzano a quote di altezza comprese fra i 600 m ed i 1200 m sul livello del mare. Abbinare queste terapie alla ricchezza delle sorgenti e delle acque con proprietà curative potrebbe essere la carta vincente per il rilancio del turismo nell’Alta Valle».

m. ca. http://www.lastampa.it

E’ stato emanato anche un decreto sull’argomento, a mia insaputa………

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA GIUNTA PROVINCIALE 1 febbraio 2001, n. 3-54/Leg.

(registr. alla Corte dei conti il 9.3.2001, reg. 1, foglio 2)

Regolamento di esecuzione dell'art. 6 della legge provinciale 20 giugno 1983, n. 21 (Interventiper lo sviluppo delle attività idrotermali), recante: «Criteri e modalità per il riconoscimento dellavalidità terapeutica della fitobalneoterapia»

IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA PROVINCIALE

1. un'apposita sezione dell'elenco, previsto dall'art. 6 della legge provinciale 20 giugno 1983, n. 21, è

dedicata alle erbe riconosciute di particolare validità ed efficacia nella fitobalneoterapia;

2. il riconoscimento della validità terapeutica della fitobalneoterapia è presupposto necessario per

l'inserimento delle erbe nella predetta sezione dell'elenco e per l'eventuale accreditamento presso il

Servizio sanitario della Provincia;

3. con regolamento di esecuzione sono individuati i criteri e le modalità per pervenire al riconoscimento

della validità terapeutica della fitobalneoterapia;

- vista la deliberazione della Giunta provinciale n. 3545 di data 29 dicembre 2000, soggetta alla registrazione

della Corte dei conti, con la quale la Giunta provinciale ha provveduto all'approvazione del Regolamento di

esecuzione di cui all'art. 42, primo comma, della legge provinciale 27 agosto 1999, n. 3, concernente:

"Definizione dei criteri e delle modalità per il riconoscimento della validità terapeutica della

fitobalneoterapia";

- visto il punto 2) del dispositivo della citata deliberazione con la quale la Giunta provinciale demanda al

Presidente della Giunta provinciale l'emanazione del Regolamento, emana

Regolamento di esecuzione dell'art. 6 della legge provinciale 20 giugno 1983, n. 21 (Interventi per lo sviluppo delle attività idrotermali), recante: “Criteri e modalità per il riconoscimento della validità terapeutica della fitobalneoterapia”

Art. 1

Oggetto del Regolamento

1. Il presente regolamento determina i criteri e le modalità per il riconoscimento della validità terapeutica

della fitobalneoterapia, realizzata mediante bagni con composizioni di specie fitologiche, ai fini del loro inserimento nell'elenco di cui all'art. 6 della legge provinciale 20 giugno 1983, n. 21 (Interventi per lo sviluppo delleattività idrotermali) come modificato dall'art. 42 della legge provinciale 27 agosto 1999, n. 3.

2. L'utilizzo delle composizioni inserite in elenco costituisce presupposto per l'accreditamento presso il Servizio sanitario provinciale, ai sensi dell'art. 43 della legge provinciale 23 febbraio 1998, n. 3, dei soggetti autorizzati a svolgere attività di fitobalneoterapia.

Art. 2

Riconoscimento della validità terapeutica

1. Il riconoscimento della validità terapeutica di composizioni di specie fitologiche raccolte in specifiche zonedel territorio provinciale è subordinato a preventiva sperimentazione in ordine alle proprietà clinicofarmacologiche.

2. La Provincia autorizza la sperimentazione da effettuarsi, presso strutture in possesso dei requisiti previsti

dall'art. 43 della legge provinciale 23 febbraio 1998, n. 3, a cura dei soggetti gestori o d'intesa con i medesimi. La predetta sperimentazione deve essere attuata, per gli aspetti clinico-farmacologici e tecnici colturali e di conservazione,con la supervisione di istituti universitari e di ricerca.

3. La sperimentazione è condotta sulla base di protocolli approvati dalla Giunta provinciale su proposta della

Commissione tecnico-scientifica di cui all'art. 4. I protocolli determinano le procedure, la durata e le certificazioni necessarie per la regolarità della sperimentazione ai fini valutativi e stabilistono, in particolare, le modalità:

a) di rilevazione sul terreno e di verifica a campione sullo sfalciato della consistenza nelle composizioni delle

diverse specie fitologiche;

b) di raccolta, trasporto, trattamento e conservazione delle composizioni di specie fitologiche;

4. La valutazione degli esiti della sperimentazione è effettuata dalla Commissione tecnico-scientifica sulla

base dei criteri approvati dalla Giunta provinciale unitamente ai protocolli per la sperimentazione.

5. La Provincia riconosce le proprietà terapeutiche delle composizioni di specie fitologiche, conformemente

al giudizio espresso dalla Commissione tecnico-scientifica sulla base degli esiti della sperimentazione, e provvede al loro inserimento nell'elenco di cui all'art. 3.

Art. 3

Elenco delle composizioni di specie fitologiche

1. Nell'ambito dell'elenco delle acque termali, di cui all'art. 6 della legge provinciale 20 giugno 1983, n. 21,

come modificato dall'art. 42 della legge provinciale 27 agosto 1999, n. 3, la sezione dedicata alla composizione di erbe valide ed efficaci nella fitobalneoterapia contiene le composizioni di specie fitologiche, la loro efficacia terapeutica con riferimento a specifiche patologie e luoghi di raccolta.

2. La Provincia provvede alla formazione e all'aggiornamento dell'elenco delle composizioni di erbe terapeutiche.

Art. 5

Esercizio delle attività di fitobalneoterapia

1. Sono disciplinate, ai sensi dell'art. 43 della legge provinciale 23 febbraio 1998, n. 3, le condizioni e le modalità per il rilascio e la revoca:

a) dell'autorizzazione all'esercizio dell'attività sanitaria di fitobalneoterapia realizzata mediante bagni con composizioni di specie fitologiche;

b) dell'accreditamento presso il Servizio sanitario provinciale dei soggetti gestori la medesima attività.

fitobalneoterapica.

23 febbraio 1998, n. 3.  

Il testo completo della legge su:

http://www.regione.taa.it/