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Adenotonsillectomia
 

Ci risiamo, dopo due settimane dalla fine dell’ultima terapia antibiotica, ritorna Jacopo, 7 anni costellati di tonsilliti e otiti recidivanti, accompagnato dalla mamma sempre più preoccupata. Ha consultato diversi otorinolaringoiatri dai quali ha avuto spesso pareri discordanti sull’opportunità di sottoporlo ad adenotonsillectomia, perciò, come spesso accade, vengo consultata come consulente dei consulenti. Anche perché ai pareri degli specialisti pubblici e privati si sommano quelli del web…….

Oggi, contrariamente a qualche anno fa, non si esegue più così di frequente l'intervento di asportazione delle tonsille. La tonsillectomia viene eseguita solo in caso in cui sia strettamente necessario e siano presenti impedimento alla respirazione, infiammazioni e faringiti ricorrenti, tonsille cronicamente infiammate, che non svolgono più la loro funzione, soggette a forme acute ricorrenti e che agiscono come focolaio infettivo.

http://www.benessere.com/salute/disturbi/tonsilli.htm

Tonsille, dettate le nuove regole per l'asportazione

Si tolgono troppo di frequente, senza che sia davvero necessario

Più al Nord che al Sud, in Italia ogni anno a 44 mila giovani al di sotto dei 18 anni, vengono asportate le tonsille.
Le tonsille sono masse di tessuto linfatico (fondamentale per le difese immunitarie dell’organismo) situate dietro la lingua. La loro posizione è strategica e svolge un'azione di protezione per le vie respiratorie. Infatti le tonsille filtrano l'aria che respiriamo prima che questa raggiunga i polmoni. Questo da una parte, dall'altra, invece, possono esser un fattore di rischio per infezioni anche gravi, soprattutto se queste si manifestano con una certa frequenza, con febbre alta e dolore acuto. E' proprio in queste situazioni che va valutata l'asportazione chirurgica, la tonsillectomia.
Per capire che è in corso una tonsillite ci sono segni ben definiti: febbre, mal di gola, aumento di VES e PRC, ma anche dolore a deglutire, arrossamento limitato alle tonsille e ingrossamento dei linfonodi del collo. La forma acuta della tonsillite è molto comune nell’infanzia, soprattutto nei bambini di età compresa tra i 4 e gli 8 anni.
L'asportazione delle tonsille, soprattutto in età pediatrica, è la più frequente, anche se spesso non ci sono validi motivi. Secondo alcune ricerche, il 50% degli interventi eseguiti in Gran Bretagna, sarebbero inutili.
Proprio da queste valutazioni è nata recentemente una linea guida italiana sulle nuove indicazioni di quando e come è appropriato togliere le tonsille e nel documento si invitano i proprio i medici a valutare con prudenza l'intervento chirurgico.
Il documento è stato stilato da pediatri e otorinolaringoiatri, con l'ausilio dell'Asp (Agenzia di sanità pubblica del Lazio), che ha fissato a 3 le condizioni necessarie per intervenire:

1. Quando nei bambini molto piccoli le tonsille sono talmente ingrossate da impedire addirittura la normale respirazione, con apnee notturne, e anche la deglutizione.

2. Quando le tonsilliti durante l'anno sono frequenti: 5 episodi l'anno, con sintomi che perdurano per 12 mesi, per cui i bambini sono più a casa che a scuola e gli adulti più in malattia che al lavoro.

3. Se l'ingrossamento delle tonsille può far pensare a un tumore maligno.

Come per ogni operazione chirurgica, anche per la tonsillectomia, è sempre doveroso valutare i rischi e i benefici per le possibili complicazioni chirurgiche ed anestesiologiche, per questo le linee guida consigliano di asportare in modo totale le tonsille, evitando quella parziale. Così come è bene utilizzare l'anestesia generale e preferire la ventilazione meccanica controllata a quella spontanea, perché offre maggiori garanzie di sicurezza.
Dopo l'intervento si consigliano per alcuni giorni gli antibiotici, mentre invece è sufficiente il paracetamolo per tenere sotto controllo il dolore. E' sufficiente un giorno e una notte per la degenza in ospedale.

http://www.staibene.it/staibene/

ADENO-TONSILLECTOMIA  (ADT)  UNA MISURA DI SALUTE PUBBLICA?

• L’ADT VENIVA DEFINITA QUALCHE ANNO FA’ UNA  MISURA DI “SALUTE                                          PUBBLICA”  

• ANCORA OGGI SI PASSA DA ATTEGGIAMENTI DI      ENTUSIASMO AD ALTRI DI CONDANNA      

• GLI INTERVENTI DI ADT SONO UNO DEGLI   INDICATORI “FORTI” DI VARIABILITA’  TRA MEDICI-OSPEDALI-REGIONI-NAZIONI    

I PROBLEMI CLINICI  CON INDICAZIONE PER L’ADENOIDECTOMIA e/o LA TONSILLECTOMIA

INDICAZIONE                      Tonsillectomia        Adenoidectomia

Ipertrofia adenotonsillare
con ostruzione alte vie                  +                               +  

Emorraggia tonsillare                    +                              +  

Failure to Thrive                           +                               +  

Anomalie del linguaggio                +                                +  

Disturbi alimentari                        +                               +

Malocclusione dentale                   +                               +  

Anomalie orofacciali                      +                               +  

Sinusite                                        ?                                +

Deutsch E, Ped Clin North America 1996      

           TONSILLECTOMIA E TONSILLITI RICORRENTI

Le tonsilliti ricorrenti da SBEA raramente pongono il problema della tonsillectomia, in quanto sono autolimitanti, raramente sono molto disturbanti, spesso sono mal diagnosticate; in rari casi l’indicazione è individualizzabile dopo avere provato antibiotici con maggiore % di eradicazione-guarigione (rarità).

Le tonsilliti da PFAPA (Periodiche, Febbre, Adenite, Faringite, Afte) sono un’entità molto più comune di quanto riconosciuto. Il cortisone abbrevia la durata dei sintomi non la ricorrenza. La tonsillectomia è una ragionevole opzione terapeutica, nei casi limite molto disturbanti per il bambino e la famiglia.

Tonsillectomia

E' indicata nelle tonsilliti ad alta ricorrenza (almeno 6/anno), streptococciche o no. In realtà, sono quasi tutte da Adenovirus. Le tonsilliti ricorrenti rispondono alla tonsillectomia, molto probabilmente perché si toglie il tessuto immunocompetente a cui è da attribuire la (iper)risposta all'infezione (o, forse) perché con la tonsilla si toglie anche il virus annidato nel tessuto linfatico.

Link:

RICERCA IN PEDIATRIA AMBULATORIALE : LA TONSILLITE RICORRENTE DA ADENOVIRUS Osservazioni preliminari (Alberto Mendoza, Franco Panizon)

http://www.medicoebambino.com/elettroniche/
archivio/ARCH1999/PR/PR11990.htm

ISS - Tonsillectomia e/o Adenoidectomia

Presentazione del Documento di Indirizzo: Appropriatezza Clinica ed Organizzativa degli Interventi di Tonsillectomia e/o Adenoidectomia. Roma, 16 Aprile 2003. ...

www.giofil.it/film25.htm

Confronto tra tonsillectomia e trattamento non chirurgico in caso di tonsilliti croniche o tonsilliti acute ricorrenti  (Revisione Cochrane)

                                                     ABSTRACT

Premessa: In otorinolaringoiatria la rimozione chirurgica delle tonsille (tonsillectomia) è un'operazione

 comune ma controversa.

Obiettivi: Determinare gli effetti della tonsillectomia in pazienti affetti da tonsillite cronica o acuta ricorrente.Strategia di ricerca: Cochrane Controlled Trials Register, Medline, Embase e bibliografie.Criteri di selezione: Studi controllati e randomizzati che confrontassero la tonsillectomia e il trattamento non chirurgico in adulti e in bambini con tonsillite cronica o acuta ricorrente. Studi che includevano come obiettivi principali di valutazione una riduzione del numero e della gravità degli episodi di tonsillite e di mal di gola.Raccolta dati e analisi: Due autori, indipendentemente, hanno applicato i criteri di inclusione/esclusione.Risultati: Non sono stati individuati studi che valutassero l'efficacia della tonsillectomia negli adulti. Due studi effettuati a Pittsburgh valutavano la tonsillectomia nei bambini. La presenza di differenze significative di base tra il gruppo chirurgico e quello non chirurgico e l'inclusione di bambini sottoposti anche ad adenoidectomia, impedisce l'estrapolazione di conclusioni definitive, dallo studio pubblicato. Del secondo studio sono disponibili solo informazioni limitate e insufficienti; si attendono ulteriori particolari.Conclusioni: L'efficacia della tonsillectomia non è stata formalmente valutata. Si richiedono altri studi riguardanti la valutazione pertinente dell'esito.Citazione: Burton MJ, Towler B, Glasziou P. Tonsillectomy versus non-surgical treatment for chronic/recurrent acute tonsillitis (Cochrane Review). In: The Cochrane Library, numero 2, 2000. Oxford Update Software.

http://www.update-software.com/abstracts/it/it001802.htm

Il testo completo della revisione è disponibile sulla La Cochrane Library (ISSN 1464-780X)

Otorinolaringoiatria
Quando operare non serve

Ogni anno in Italia circa 71.000 persone, soprattutto bambini, si sottopongono all’operazione di rimozione chirurgica delle tonsille palatine (tonsillectomia). Si tratta di un intervento ormai di routine che, tuttavia, non deve essere sottovalutato. È effettuato in anestesia generale, cosa che comporta di per sé alcuni rischi, ma la principale complicanza della  tonsillectomia è la possibilità di emorragie postoperatorie anche gravi. Circa il 2% dei pazienti operati, infatti, manifesta un sanguinamento, nella metà dei casi esso si risolve da solo; sul restante 50% di soggetti, invece, occorre intervenire chirurgicamente per cauterizzare. Le infezioni delle prime vie respiratorie si verificano, nei bambini al di sotto dei 6 anni, con una frequenza doppia rispetto alla popolazione generale. Parallelamente la tonsillectomia rappresenta il 50% di tutti gli interventi chirurgici maggiori eseguiti sui bambini, pur con ampie variazioni storiche e geografiche. 
Ma l’intervento è sempre necessario? I dati epidemiologici sono controversi e sottolineano quanto sono numerosi i fattori che influenzano la decisione del medico. Tonsilliti ripetute in tempi brevi (4 in un anno o 7 in due anni) suggeriscono, in genere, l’asportazione delle tonsille, per evitare che il focolaio possa propagarsi ad altri organi interni. Tuttavia dopo i 6 anni d’età, l’incidenza delle infezioni delle alte vie respiratorie regredisce notevolmente, le tonsille stesse subiscono una fisiologica involuzione, diminuendo di volume, quindi i rischi connessi scompaiono.

In America è stata un best seller
Uno dei primi classici esempi di confronti internazionali è fornito da Pearson ("Hospital caseloads in Liverpool, New England and Uppsala", Lancet 1968; 559-566) che, nel 1968, analizza le casistiche ospedaliere di tre regioni dell’Inghilterra, della Svezia e degli Stati Uniti, dimostrando che la frequenza di tonsillectomie e di adenoidectomie negli USA è superiore di due volte rispetto a quella inglese e di quattro volte rispetto a quella svedese. Tolte le distanze geografiche, i tre campioni di popolazione considerati hanno stili di vita piuttosto simili, quindi appare difficile sostenere che gli Americani siano tanto più malati da giustificare un tale esubero di interventi chirurgici.
Nel 1991 uno studio a posteriori (“Iatrogenic influences on the heritability of childhood tonsillectomy: cohort differences in twin concordance” Acta Genet Med Gemello 1991;40(2):165-72) su 3800 coppie di gemelli adulti ha confrontato le casistiche di tonsillectomie subite prima dei 18 anni. I soggetti nati negli anni ’40 e nei primi anni ’50 mostravano un’incidenza di interventi paragonabile, con la differenza che i gemelli omozigoti venivano operati entrambi, gli eterozigoti no. Questo dato sembrava sottolineare l’importanza della componente genetica quale predisposizione alla tonsillectomia. Negli anni ’50 però la tendenza s’inverte: i fattori ambientali diventano determinanti (60%), mentre a quelli genetici si possono attribuire solo il 29% degli interventi. Negli anni ’60 la situazione si capovolge nuovamente, 82% ereditarietà contro 10% variabili esterne; quindi il patrimonio genetico, e quindi le condizioni obiettive di salute, contano sicuramente, ma viene spesso sovrastato da altre componenti ambientali e culturali. Più recenti i dati di uno studio canadese che ha analizzato gli interventi di tonsillectomia eseguiti nello stato di Manitoba dal 1984 al 1994. La media annuale è risultata di circa 2000 interventi con, però, notevoli differenze tra regioni e gruppi di pazienti. La maggioranza degli interventi sono avvenuti in grandi ospedali, ad opera di medici specialisti nelle patologie di naso e gola. Il 25% delle operazioni, invece, è stato compiuto da chirurghi generici e il 6% in piccoli ospedali rurali. Nella prima infanzia vengono operati più i maschi, ma le femmine recuperano durante l’adolescenza superando addirittura del 39% i loro compagni. Gli Indiani, invece, subiscono in genere meno interventi, anche nella prima infanzia, sebbene l’incidenza di tonsilliti in questo gruppo sia più elevata. Contrariamente alle aspettative, la percentuale di interventi è del 20% più elevata negli abitanti delle aree rurali rispetto a quelli residenti nella capitale, nonostante questi ultimi godano sicuramente di un accesso più facile a medici specialisti. Negli otto distretti sanitari considerati, la differenza tra quello con il minor numero di interventi e quello con la casistica più elevata è del 78%, decisamente eccessiva perché sia imputabile a diverse condizioni di salute. Se ne deduce che in alcune regioni, se non addirittura in singoli ospedali, la necessità dell’intervento chirurgico è sovrastimata, e si tende a praticare l’asportazione delle tonsille anche quando non sarebbe proprio necessaria.

E qualche volta la tonsilla tolta è normale
Conferma questa conclusione uno studio pubblicato lo scorso anno (“The histopathology of routine tonsillectomy

specimens: results of a study and review of literature” Ear Nose Throat J 2000 Nov;79(11):880) che ha raccolto gli

 esami istologici di 400 tonsille, asportate da 200 pazienti. Dai campioni analizzati sono emersi questi dati: il 68,3%

dei reperti mostravano iperplasia linfoide, il 13,5% iperplasia follicolare, il 10% tonsillite acuta o cronica, il 7,5% erano normali. Scopo, raggiunto, dello studio era dimostrare che l’esame istologico di routine è superfluo, e quindi

eccessivamente costoso, nei casi di tonsillectomia. La maggior parte degli interventi, infatti, è risultata ampiamente

motivata da condizioni patologiche; tuttavia il 7,5% delle asportazioni si poteva evitare.
In conclusione l’asportazione delle tonsille, come qualsiasi altro intervento, non deve mai essere una decisione

 precipitosa, motivata solo dallo stato di salute del momento, ma va sempre valutata in termini di rischi e benefici, sia presenti che futuri, effettivamente presenti.
Elisa Lucchesini

Fonti
Daniela Celin. Determinanti della variabilità clinica ed appropriatezza delle cure
Le nuove competenze del medico clinico supplemento n.3 1997
Forum Trends in Experimental and Clinical Medicine

John W. Hurst. Medicina clinica. Edizione Italiana.
Masson Italia Editori. Milano 1986

http://213.215.152.33/argomenti/otorinolaringoiatria/tonsille/tonsille2.asp

Tonsillectomia

All’Istituto Superiore di Sanità le prime linee guida

Tonsille e adenoidi da oggi saranno operate seguendo nuovi criteri validi in tutto l’ambito nazionale.
E’ questo l’obiettivo del documento, “Appropiatezza clinica ed organizzativa degli interventi di tonsillectomia”, presentato mercoledì 16 Aprile all’Istituto Superiore di Sanità.

Il testo è stato compilato da un gruppo multipliscinare di esperti, coordinato dall’Agenzia di Sanità Pubblica del Lazio nell’ambito del Piano Nazionale delle Linee Guida organizzato dall’ISS.

Attualmente gli interventi di tonsillectomia sono fra i più frequenti specie in età pediatrica (61 mila nel 2000) e all’interno dei confini nazionali esistono numerose differenze riguardanti sia il numero di pazienti operati ogni 10 mila abitanti, sia il tipo di ricovero (ricovero breve o day surgery).

Questo documento, diretto ai medici, contiene gli standard di qualità clinici ed organizzativi, definisce quando operare, con quali tecniche e come gestire il paziente nel periodo postoperatorio e indica, inoltre, quali sono le forme di ricovero più corrette.

(Redazione Ministerosalute.it aprile/2003)