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Antipilettici ed emicrania

Durante l’ambulatorio pomeridiano ,tra una visita e l’altra, sbircio in sala d’aspetto per stimare di quanto si raffredderà la mia cena. In genere, conoscendo bene le abitudini degli assistiti in attesa, azzecco la previsione, ma quando vedo quella mia assistita,col viso pallido e le  occhiaie evidenti, posso telefonare a casa avvertendo che non mi aspettino neppure per andare a dormire. Perché purtroppo la signora in questione soffre di cefalea fin da bambina e, comprensibilmente, non si è ancora rassegnata a non trovarne causa e rimedi. Questa sera, oltre alla solita review dei suoi tentativi terapeutici, mi chiede notizie  su un farmaco nuovo visto in internet…….lo sapevo….ha scovato gli antiepilettici! E, visto che oltretutto è anche soprappeso…….

Dimagrire curando il mal di testa       

A Londra, durante l'ultimo congresso internazionale sul mal di testa, sono stati presentati i risultati dell'utilizzo del topiramato su alcuni pazienti che soffrivano regolarmente di emicrania.

Tutti i pazienti sottoposti alla cura hanno perso 5 kg in nove mesi senza seguire alcuna dieta e riducendo gli attacchi di emicrania quasi del 40%.

La notizia ovviamente ha suscitato l'attenzione degli esperti, poiché quasi tutti i farmaci utilizzati finora per questa patologia hanno come controindicazione l'aumento di peso.

Come funziona?

1. Il topiramato rallenta il metabolismo degli zuccheri (nasce infatti come ipoglicemizzante per la cura del diabete)

2. Inibisce l’arrivo degli zuccheri alle cellule nervose

3. Le cellule, senza una cospicua fonte di energia, non possono "iper-eccitarsi", e quindi scatenare l'emicrania.

Rischi

• Gli effetti del topiramato erano già noti nella cura dell'emicrania, ma non è stato ancora scoperto perché i pazienti perdano peso.

• Ad alti dosaggi viene utilizzato nel trattamento dell'epilessia, quindi l’assunzione del farmaco deve essere strettamente sotto controllo medico.

• Oltre al dimagrimento, un effetto collaterale ancora inspiegato è la diminuzione dell’appetito.

• Gli emicranici in cura hanno inoltre percepito un cambiamento dei sapori, probabilmente perché il topiramato agisce su un enzima della saliva che potrebbe essere coinvolto in questo effetto collaterale.

Meno male che si precisa…….

Se soffrite di emicrania e siete un po' in sovrappeso, non correte in farmacia pensando di aver risolto tutti i vostri problemi, poiché il farmaco è venduto sotto prescizione medica.

Ricordate che tutti i medicinali hanno delle controindicazioni e vanno assunti solo in caso di effettiva necessità. Consultate sempre il vostro medico!

ttp://www.bellezza.it/donne/new

CRONACHE

I dati di uno studio americano su 500 pazienti

Mal di testa addio, ora si può prevenire «I farmaci antiepilettici evitano le crisi»

In Italia disponibili nei centri specializzati

ROMA - Negli Stati Uniti sono stati salutati come la nuova cura per prevenire le peggiori forme di mal di testa. E anche da noi, dove da tre anni sono in uso esclusivo presso i centri specializzati, gli antiepilettici vengono considerati con molto favore: «Una terapia promettente - commenta con cautela i toni miracolistici degli americani Maria Gabriella Buzzi, neurologa del centro cefalee dell’istituto per la riabilitazione Santa Lucia -. Io ci credo. Abbiamo un farmaco efficace in più da offrire a chi non riusciva a liberarsi di questa schiavitù dolorosa». Ventisei milioni di italiani soffrono di cefalea, intesa come dolore alla testa dovuto ad una causa qualsiasi. Di questi il 24% sono vittime dell’emicrania, malattia autonoma, dalle origini ancora tutte da decifrare, condannati ad attacchi quotidiani e settimanali a volte preceduti una mezz’ora prima da disturbi neurologici (con aura).

ANTIEPILETTICI - Gli antiepilettici vengono adoperati nelle forme più tenacie resistenti ai prodotti tradizionali (betabloccanti o calcioantagonisti). Non servono ad attenuare i sintomi, ruolo degli antidolorifici specifici, ad esempio i triptani, ma a ridurre le crisi cui è soggetto il malcapitato che nei casi più fortunati riesce a liberarsene del tutto.

Nell’ultimo numero, la rivista americana Time parla di «rivoluzione» e fa riferimento al recente congresso di Londra dedicato all’emicrania, 600 ricercatori confluiti da tutto il mondo. Stephen Silberstein, della Thomas Jefferson University di Filadelfia, ha presentato uno studio su quasi 500 pazienti dimostrando che una di queste molecole, evidentemente ben promossa dall’azienda produttrice, ha diminuito in modo considerevole l’intensità e la durata della crisi.

DOLORE - Un altro tentativo, nel campo della prevenzione, consiste nel bloccare l’azione di un neuropeptide, il Cgrp , che svolge un’azione vasodilatatrice, scatenando il dolore.

I nostri neurologi confermano la validità dei farmaci antiepilettici, alcuni di vecchia data, nella cura del mal di testa. Ricordano però che questi studi sono in corso da tre anni e che i contributi più significativi sono stati offerti proprio da gruppi italiani. «Li abbiamo provati su emicranici perseguitati da dolori senza pausa, che per trovare sollievo abusavano di antidolorifici, specie quelli non indicati dallo specialista - ripercorre la sua esperienza Girolamo Di Trapani, Centro cefalee del policlinico Gemelli -. Sono state sperimentate otto molecole, le più efficaci sono risultate tre, acidovalproico, topiramato, forse il meglio tollerato, e gabapentin».

NESSUNA AUTORIZZAZIONE - Pillole che non hanno ancora ottenuto l’autorizzazione per essere usate come anti-emicranici. Dovrebbero essere prescritte nei centri specializzati solo dietro il consenso informato del paziente e solo quando le terapie convenzionali abbiano fallito. Da circa vent’anni viene analizzato il rapporto tra epilessia e emicrania, due malattie totalmente diverse ma che mostrano similitudine nei meccanismi biochimici di eccitabilità del sistema nervoso. Per questo si è pensato che sostanze antiepilettiche potessero giovare anche a chi epilettico non è. Migliorano le cure, resta invece incomprensibile l’origine dell’emicrania, che nasce da centri cerebrali specifici, come il nucleo caudale trigemino, per cause sconosciute.

Margherita De Bac

18 dicembre 2002     

IN RETE

Il sito della rivista americana Time

http://www.corriere.it/

Studi recenti, infine, hanno indicato che il valproato di sodio possa avere un effetto nella profilassi emicranica. Il farmaco trova indicazione se l'emicrania si associa ad ansia, epilessia e disturbi dell'umore. 

http://www.salus.it/temacefalea/cefalea4.html

Nelle forme di emicrania resistenti a tutti i trattamenti si ricorre anche ad alcuni anti-epilettici, come il valproato di sodio, che ad un dosaggio pari alla metà di quello usato nell'epilessia, funziona molto bene, agendo sul sistema gabaergico e favorendo la liberazione di sostanze inibitrici del SNC.

http://www.medweb.it/corme/2002/0302p27.htm 

Organizzare uno studio per valutare l'efficacia della somministrazione intravenosa dell'antiepilettico valproato di sodio in Pronto Soccorso nella terapia dello stato emicranico (che non risponde a nessun farmaco antiemicranico o analgersico) e nei casi in cui, sia i recenti triptani che i vecchi FANS, non riescono a risolvere l'attacco: è questa la novità più interessante emersa nel corso di un recente incontro svolto presso Il Dipartimento di Scienze Neurologiche dell’Università -La Sapienza- di Roma, organizzato dalla prof. Rosanna Cerbo, Responsabile del Centro Cefalee dell'Ateneo, e patrocinato dalla SISC, la Società Italiana delle Cefalee, ed al quale hanno preso parte responsabili e collaboratori dei principali Centri Cefalee di tutta Italia.

Alcuni farmaci antiepilettici, infatti, si sono dimostrati efficaci nella terapia dell'emicrania, ma, per la frequenza degli effetti indesiderati spesso mal tollerati dai pazienti, queste molecole vanno utilizzate esclusivamente in pazienti che non rispondono ai farmaci di prima e seconda scelta nella terapia preventiva dell'emicrania, quali beta bloccanti, calcioantagonisti o amitriptilina.

Al momento, per la terapia delle cefalee croniche quotidiane, in particolare quelle dove si verifica un elevato consumo di farmaci analgesici, l'antiepilettico valproato di sodio é comunque ormai da considerarsi il farmaco di elezione.

E' stato quindi deciso di mettere a punto studi multicentrici italiani per fornire al Ministero un'ampia e rigida documentazione clinica sull'efficacia di questi farmaci nella terapia dell'emicrania: dato infatti che nessun antiepilettico ha ancora l'indicazione ministeriale per cefalea, il costo resta per il momento a carico del paziente.

http://www.merqurio.it

Impiego di farmaci anticonvulsivanti nel trattamento del dolore acuto e cronico (Revisione Cochrane)

Wiffen P, Mc Quay H, carroll D, Jadad A, Moore A

ABSTRACT

Premessa: I farmaci anticonvulsivanti sono stati utilizzati nel trattamento del dolore sin dagli anni '60. L'impressione clinica è che essi siano utili nel trattamento del dolore neurogeno, specialmente quando il dolore è lancinante o urente.

Obiettivi: Valutare l'efficacia analgesica e gli effetti collaterali dei farmaci anticonvulsivanti nel trattamento del dolore nella pratica clinica e identificare gli obiettivi della ricerca clinica. Sono stati esclusi gli studi riguardanti l'emicrania e la cefalea.

Strategia di ricerca: Gli studi randomizzati riguardanti l'utilizzo di farmaci anticonvulsivanti nel trattamento del dolore acuto, cronico o neoplastico sono stati individuati mediante ricerche in Medline (1066-1999), Embase (1994-1999), Sigle (1980-1999) e nel Cochrane Controlled Trials Register (Central/CCTR, Cochrane Library numero 3, 1999). Sono inoltre state condotte ricerche manuali in 40 riviste di medicina. Ulteriori lavori sono stati individuati in base alle bibliografie degli articoli già identificati e mediante contatti con i ricercatori. La ricerca più recente risale al settembre1999.

Criteri di selezione: Sono stati selezionati gli studi randomizzati che riportavano gli effetti analgesici di farmaci anticonvulsivanti in pazienti e si ponevano come esito principale o secondario la valutazione soggettiva del dolore da parte dei pazienti stessi.

Raccolta dati e analisi: I dati sono stati ricavati da 2 revisori indipendenti e quindi gli studi sono stati classificati in base alla qualità. Il numero necessario di pazienti da trattare (NNT), sia per ciascuno studio sia per i dati complessivi, è stato calcolato da dati dicotomici per quanto riguarda l'efficacia, le reazioni avverse e i ritiri dei pazienti dagli studi a causa delle reazioni avverse dei farmaci.

Risultati: Sono risultati eleggibili per la revisione 23 studi che hanno riguardato 4 farmaci anticonvulsivanti coinvolgendo, in totale, 1.074 pazienti. L'unico studio controllato verso placebo nel trattamento del dolore acuto non ha messo in luce alcun effetto analgesico del sodio valproato. Tre studi controllati verso placebo sull'impiego della carbamazepina nella nevralgia del trigemino mostrano un NNT combinato di 2,5 per l'efficacia (IC 95% 2,0- 3,4). L'unico studio controllato verso placebo riguardante la gabapentina nel trattamento della neuralgia post herpetica rivela invece un NNT di 3,2 (IC 95% 2,4-5,0). Per quanto concerne la neuropatia diabetica, gli NNT per l'efficacia sono i seguenti (derivati da 1 RCT per ciascun farmaco): carbamazepina 2,3 (IC 95% 1,6-3,8), gabapentina 3,8 (IC 95% 2,4-8,7) e fenitoina 2,1 (IC 95% 1,5-3,6). Il numero di pazienti per vedere un evento avverso (NNH) è stato calcolato, ove possibile, combinando gli studi riguardanti un determinato farmaco indipendentemente dalla condizione trattata. I risultati sono, per danni lievi, carbamazepina 3,7 (IC 95% 2,4-7,8), gabapentina 2,5 (IC 95% 2,0-3,2), fenitoina (IC 95% 2,1-6,3). L'NNH per i danni maggiori non risulta statisticamente significativo per nessuno dei farmaci confrontati con placebo. La fenitoina non si è rivelata efficace nel trattamento del colon irritabile, e la carbamazepina ha effetti ridotti sul dolore post ictus. Il clonazepam è risultato efficace in uno studio che riguardava la disfunzione dell'articolazione temporomandibolare.

Conclusioni: Nonostante i farmaci anticonvulsivanti vengano ampiamente utilizzati nel trattamento del dolore cronico, sorprende come siano pochi gli studi che ne dimostrano l'efficacia analgesica. Nessuno studio ha confrontato i diversi farmaci anticonvulsivanti fra loro. Solo uno studio ha preso in esame il dolore neoplastico. Non esistono nemmeno prove che i farmaci anticonvulsivanti siano efficaci nel dolore acuto. Nelle sindromi con dolore cronico diverse dalla nevralgia del trigemino, i farmaci anticonvulsivanti non dovrebbero perciò essere utilizzati fino a quando non siano stati tentati altri trattamenti. Da sottolineare che mentre la gabapentina viene sempre più spesso utilizzata per il dolore neurogeno, le prove di efficacia indicano che il farmaco non è superiore alla carbamazepina.

Citazione: Wiffen P, Collins S, McQuay H, Carroll D, Jadad A, Moore A. Anticonvulsant drugs for acute and chronic pain (Cochrane Review). In: The Cochrane Library, numero 3, 2000. Oxford: Update Software.

Questo è l'abstract di una revisione sistematica preparata e regolarmente aggiornata dalla Cochrane Collaboration. La versione inglese degli abstract è sempre la più completa ed aggiornata. Il testo completo della revisione è disponibile sulla La Cochrane Library (ISSN 1464-780X).

La Cochrane

TERAPIA DELLA CEFALEA A GRAPPOLO E DELLA EMICRANIA CRONICA PAROSSISTICA

Alfredo Costa, Ennio Pucci

Centro Cefalee, Dipartimento di Scienze Neurologiche, Università di Pavia, Istituto Neurologico C. Mondino.

Il valproato di sodio (da 600 mg a 2000 mg al giorni ripartito in più dosi) è un farmaco che ha una certa efficacia nel ridurre la frequenza degli attacchi di cefalea a grappolo. Letargia, tremore, aumento ponderale e perdita di capelli sono alcuni degli effetti collaterali più comuni del trattamento, che è di solito ben tollerato. Il livello di valproato deve essere mantenuto nel range di efficacia, e sono essenziali valutazioni periodiche dell’emocromo e degli enzimi epatici

http://www.neurologia.net/neur0009.htm

INFORMAZIONI CLINICHE

Indicazioni terapeutiche

Topamax è indicato in monoterapia per i pazienti con diagnosi recente di epilessia o per il passaggio alla monoterapia di pazienti epilettici. Topamax è indicato come terapia aggiuntiva per adulti e bambini nelle epilessie parziali semplici o complesse, nella sindrome di Lennox-Gastaut e nelle epilessie generalizzate con crisi tonico-cloniche

Indicazioni terapeutiche Depakin

Piccolo male tipo assenza, dove è normalmente utilizzato da solo. Grande male, dove è utilizzato più frequentemente in associazione con barbiturici. Epilessia mista essenziale, grande male/piccolo male, dove può essere utilizzato sia da solo che in associazione ai barbiturici, e sia ancora associato, nei casi particolarmente ribelli, ad altri medicamenti con cui il paziente era già stato trattato in precedenza. Differenti forme di epilessia focalizzata che reagiscono male ai mezzi terapeutici anti-epilettici classici; in queste forme Depakin permette di ottenere sovente risultati molto validi sui fenomeni parossistici

Indicazioni terapeutiche Neurontin

Epilessia

Epilessia parziale semplice, complessa, a secondaria generalizzazione in pazienti refrattari agli antiepilettici tradizionali o intolleranti ad essi.

Gabapentin è indicato in adulti e bambini maggiori di 12 anni, in associazione ad altri antiepilettici in pazienti non adeguatamente controllati da tali farmaci impiegati da soli o in associazione.

Gabapentin è anche indicato come terapia addizionale in bambini di età compresa fra 3 e 12 anni.

Dolore neuropatico

Gabapentin è indicato nel trattamento del dolore neuropatico in adulti a partire dai 18 anni.