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Cure Termali
 

Oggi entra in studio una coppia di mezza età, continuando la discussione iniziata in sala d’aspetto. La moglie vuole la richiesta per le cure termali , come ogni anno;  il marito, come ogni anno, spera di trascorrere le sue ferie in posti meno salutari ma molto più ameni, se non altro per l’età media dell’utenza....Per rendere il contenzioso sulle vacanze meno superficiale, si chiede il parere del sanitario: le cure termali servono o no?

................ E' una questione di cultura del servizio sanitari che manca del tutto................................

Contemporaneamente si concedono finanziamenti per le cure termali.

Mi dispiace ma così non va.
Non abbiamo soldi? Si risparmia selettivamente sulle spese meno determinanti per la qualità di vita delle persone.
Dunque niente soldi per i centri termali (che però rappresentano grossi bacini di utenza e interessi elettorali-economici).

Al medico la scelta se le prove sono scarse

Tralasciando l'aspetto socio-economico sollevato dal lettore, proverò a illustrare quello concernente la validazione scientifica delle cure termali, sulla base sia della mia personale esperienza professionale, sia di quanto reperito in letteratura, trattando solo delle cure termali che sono raggruppate sotto la dizione di crenoterapia inalatoria.

A iniziale supporto scientifico della crenoterapia inalatoria va sottolineato come proprio la tecnologia moderna le abbia ridato slancio mediante la dimostrazione di asserzioni note e concernenti sia la aerosolizzazione e la ionizzazione (naturale o artificiale) delle particelle idroaeree, sia la loro diffusibilità attraverso l'aria inalata in relazione alle loro dimensioni e velocità di spostamento. L'impiego di tecniche scintigrafiche ha infatti rivelato la distribuzione di tali particelle su tutto l'ambito polmonare.

Certamente l'effetto principale derivante dall'inalazione di acque termali (il mezzo terapeutico più diffuso tra le possibilità offerte dalla termalità naturale) sulle vie aeree affette da disturbi mucosecretivi è di tipo fisico: queste acque sono generalmente ipertoniche a causa dei più o meno numerosi e concentrati sali minerali e ioni. La mucoreologia, d'altra parte, insegna che alcuni catarri sono assai tenaci e che la vasodilatazione accompagnata dall'essudazione distrettuale, così come avviene grazie al contatto tra le acque inalate e la mucosa respiratoria, contribuisce alla variazione clinicamente favorevole dei rapporti tra i complessi mucoproteici e l'acqua.

Per illustrare altri meccanismi che si invocano per motivare l'azione delle acque impiegate nella crenoterapia inalatoria è necessario fare un breve excursus sulle caratteristiche chimico-fisiche delle principali acque termali.

Per le salso-bromoiodiche è riportata un'attività di stimolo sull'apparato endocrino, in particolare quello tiroideo e ipofisario. Le sulfuree (così denominate se contenenti almeno un grammo di idrogeno solforato per litro) contengono anche CO2 a bassa concentrazione, in grado di stimolare i centri del respiro, e Ca++ e SO2, a cui è riconosciuta un'azione sedativa e antispastica.

Inoltre, sono state dimostrate modificazioni indotte dalla crenoterapia inalatoria anche sulla produzione di anticorpi di superficie, quali le IgA secretorie.

Le principali controindicazioni a questa terapia (come le crisi asmatiche ricorrenti o recenti) sembrano in relazione proprio ai meccanismi d'azione sopracitati, dal momento che le acque ipertoniche possono stimolare l'iperreattività bronchiale aspecifica in pazienti a rischio.

Pur essendo conscio della relativa modestia dei fatti comprovanti l'efficacia biologica della crenoterapia inalatoria, mi sembra però di poter contestare al dottor Attisani un'inesattezza: nei paesi anglosassoni e in Francia si trovano tra le più grandi e frequentate stazioni termali, la cui carta da visita permanente è l'efficacia clinica, l'unica ancora appannaggio del binomio paziente-medico. A quest'ultimo, credo, compete la corretta visione economica dei costi sociali connessi alla crenoterapia inalatoria, finché le dimostrazioni scientifiche della sua azione biologica non saranno più numerose.

Pasquale Berardinelli
Servizio di fisiopatologia
e fisioterapia cardiorespiratoria
IGRPA Trivulzio
Milano

 

Pareri a confronto

© 1998 Tempo Medico (n. 605 del 30 settembre 1998)

I benefici sono maggiori dei costi

Le cure termali, intese non solo come somministrazione per bibita, ma anche balneoterapia, fangoterapia, inalazioni, hanno una loro dignità scientifica, non solo legata alla loro antica tradizione ma anche alla ricchezza di studi e ricerche in tale settore. Si può dire che non esiste apparato o malattia che non possa essere trattato dalla medicina termale. Inoltre, le cure termali integrate dai fattori climatici e dalla fisiochinesiterapia sono di grande utilità nella prevenzione e nel trattamento di malattie sociali (come le broncopneumapatie croniche, le artropatie, eccetera). Ampie e approfondite indagini nel campo della fangoterapia ne hanno chiarito il meccanismo d'azione; nel settore otorinolaringoiatrico, il trattamento e la terapia della sordità rinogena trova nella crenoterapia inalatoria un mezzo di alta efficacia.

Avanzati studi di fisiologia hanno infine consentito l'utilizzo della balneoterapia termale sia nella preparazione dei cosmonauti sia nel loro recupero dopo le lunghe permanenze nello spazio.

La medicina termale, branca complementare della medicina interna, è ampiamente utilizzata in paesi di grande tradizione medica, dal Portogallo alla Russia: in Europa centrale esistono complessi di grande rilievo.

Anche nel mondo anglosassone si sta assistendo a un interesse crescente verso questo tipo di terapia, come testimoniano i numerosi centri termali degli Stati Uniti, che sono centri benessere molto avanzati.

Ovviamente la medicina termale, come tutte le discipline, ha bisogno di revisioni e aggiornamenti. In questo, il lettore mi trova d'accordo. Si sente la necessità di una revisione culturale, intesa come allargamento verso forme di integrazione con altre medicine naturali e di approfondimenti scientifici legati all'evoluzione della conoscenza. A questo proposito, lo studio multicentrico Naiade, unico nel suo genere in Europa, ha visto quasi tutti i centri termali italiani impegnati in uno studio clinico epidemiologico di grande impegno, atto a dimostrare, in modo scientifico e ineccepibile, l'efficacia delle cure. Le terme italiane sono per la maggior parte strutture di prim'ordine e rappresentano un modello di medicina che l'Italia può esportare all'estero.

I costi per la collettività sono molto modesti, nel contesto del bilancio della sanità: circa 160 miliardi, di fronte a un indotto di oltre 2.000 miliardi. Inoltre, tutte le aziende termali sono ormai gestite con criteri manageriali.

Insomma, è ormai dimostrato che il rapporto tra costi e benefici delle cure termali si risolve a netto vantaggio di queste ultime, come dimostrato da analisi di economia sanitaria. Ritengo che il concetto integrale di salute, espresso dall'Organizzazione mondiale della sanità, inteso non solo come assenza di malattia, ma come benessere psicofisico, trovi la sua possibile realizzazione in un centro termale, dove ovviamente il relax, l'ambiente e il clima giocano un ruolo davvero non secondario.

Umberto Solimene
Cattedra di terapia medica
e medicina termale
Università di Milano

Pareri a confronto

© 1998 Tempo Medico (n. 605 del 30 settembre 1998

Artrosi e reumatismi ne beneficiano

La terapia termale in campo reumatologico ha oggi indicazioni molto più precise di quanto non avvenisse in passato, anche per la disinformazione e gli abusi talora verificatisi negli anni precedenti, nonché per la metodologia di indagine non ortodossa spesso utilizzata nell'esecuzione delle ricerche e per la denominazione imprecisa, non scientifica e scorretta dei vari quadri morbosi.

D'altronde cominciano a comparire anche nella letteratura anglosassone contributi di indagini condotte con studi controllati che dimostrano il contributo positivo che la terapia termale può dare in campo reumatologico. Le affezioni che possono sicuramente trarre vantaggio dalle cure termali sono l'artrosi, in tutte le sue forme, e i reumatismi extrarticolari (dall'epicondilite alla fibromialgia). Naturalmente la terapia termale non va considerata come un trattamento alternativo alla terapia tradizionale, ma come una risorsa terapeutica da inserire in un programma che comprende una serie di interventi (non solo farmacologici) spesso personalizzati.

Infine, per quanto concerne i protocolli terapeutici, si sta cercando, anche attraverso il lavoro di alcune commissioni ministeriali, di impostare idonei protocolli, atti soprattutto a valutare gli effetti a lungo termine della terapia termale, soprattutto in chiave preventiva e riabilitativa.

Roberto Marcolongo
Istituto di reumatologia
Università di Siena 

Pareri a confronto

© 1998 Tempo Medico (n. 605 del 30 settembre 1998)

................................Dall'indagine è emerso, che, nel periodo 1991-2002 il numero degli arrivi termali convenzionati è diminuito di circa il 37,5% ad un tasso medio annuo del -4,1%, nonostante nello stesso periodo, il numero degli arrivi per benessere siano aumentati più di quattro volte. S Nel 2003 (periodo fino ad agosto), rispetto all'anno precedente, gli arrivi termali convenzionati sono diminuiti del 10,2%; nell'ultimo anno gli arrivi per il benessere sono aumentati dell'11%. Il settore del benessere rappresenta, quindi, una quota in crescita ma ancora relativamente ridotta, pari a circa il 9% del mercato................................ La cause della crisi sono sia di carattere congiunturale (clima particolarmente negativo e sfavorevole per gli anziani che hanno rinviato o rimandato le cure; nuovo sviluppo di terapie alternative, ecc.) che strutturale (atteggiamento del SSN, separazione ancora netta fra benessere e terme, mancata concezione di benessere termale, ecc.).

I principali problemi delle imprese termali negli ultimi tre anni si concentrano soprattutto nella scarsa promozione, nell'incertezza normativa e nell'atteggiamento del SSN e nella congiuntura economica. Tra gli aspetti positivi emerge la generale soddisfazione del cliente che tuttavia non si traduce in effetti sul piano del marketing termale.

Dalla ricerca sono quindi scaturite alcune proposte per cercare di migliorare l'immagine come la realizzazione di una grande campagna promozionale con oggetto terme e benessere termale, la validazione scientifica delle cure, il monitoraggio del sistema e la promozione dei risultati; per cercare di recuperare credibilità attraverso l'affermazione delle terme come cure naturali. Proposte che tuttavia sono inutili se non vengono diffusi e valorizzati anche sul piano del marketing.

http://www.saluteeuropa.it/news/2003/10/1017003.htm

Pistoia, 25 Settembre 2002

"OPPORSI CONGIUNTAMENTE ALL'IPOTESI DI TOGLIERE LE PRESTAZIONI TERMALI DAL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE"
Il segretario provinciale di Confesercenti Riccardo Bruzzani lancia un appello alle associazioni di Montecatini.

Le anticipazioni trapelate nei giorni scorsi circa la possibilità di inserire nella prossima Legge finanziaria una norma che toglierebbe le cure termali a carico del Servizio Sanitario Nazionale (eccetto che per alcune limitate categorie di grandi invalidi) rischia di minare a fondo la credibilità stessa del termalismo. E questo renderebbe inutili i numerosi studi (non ultimo il progetto "Naiade") che hanno invece confermato il contributo essenziale alla salute e al benessere di chi si sottopone alle cure termali.
Per Montecatini (come per altre numerose realtà locali) questo provvedimento risulterebbe gravissimo da un punto di vista economico, turistico e soprattutto dell'immagine in generale. E ciò rischierebbe di danneggiare irreparabilmente il percorso di rilancio cittadino progettato dalla nuova società di gestione delle Terme...............................................................

http://www.confesercenti.pistoia.it

Meglio sarebbe non pagarle

In tempi di evidence based medicine, la medicina basata sulle prove di efficacia, parlare di cure termali rappresenta una sfida da diversi punti di vista. Esistono prove attendibili che le cure termali siano efficaci? In quali patologie? E, poi, efficaci rispetto a che cosa?

Ma ci si può anche domandare quali metodologie potrebbero avvalorare l'ipotesi di efficacia. Un trial clinico tra un ciclo di inalazioni termali contro inalazioni placebo? Fanghi veri e fanghi finti? Terapie idropiniche contro acqua fresca di rubinetto? Improbabile. E allora terapia termale contro nessuna terapia? Altrettanto difficile da sostenere; probabilmente qualche metodologo della ricerca storcerebbe il naso. Non mi pare possibile dimostrare l'efficacia di questi trattamenti con la metodologia con cui si studiano i farmaci, tantomeno in cieco.

D'altra parte, questi trattamenti non sono farmacologici, e pertanto sembrano quasi dispensati dal dovere di fornire prove di efficacia secondo gli standard comunemente adottati per altri interventi.

Ritengo perciò che l'unico giudizio possibile sia quello basato sulle impressioni. Le mie non sono cattive, e quelle dei pazienti che vi si sottopongono regolarmente nemmeno. Per conto mio, credo per esempio che vaporizzare un litro di acqua nelle narici piene di secrezioni di un soggetto con una sinusite cronica abbia un effetto potenzialmente migliore di molti pacchetti di fazzoletti di carta (tanto per fare un confronto).

Se prendiamo in considerazione soggetti che si sottopongono regolarmente a cicli di terapie (per esempio inalatorie, idropiniche o con i fanghi), pensare che non ne abbiano una buona impressione sarebbe quanto meno illogico. Però questo, in termini tecnici, è un classico errore di selezione, il che complica un po' anche il giudizio basato sulla soddisfazione del paziente. All'epoca in cui le cure termali si facevano con un congedo lavorativo di due settimane (alcuni pazienti erano rimborsati anche del viaggio e della permanenza in albergo presso una qualsiasi rinomata stazione termale) i pazienti non erano soddisfatti, ma entusiasti. Potevano anche avere una scarsa compliance sulla terapia antipertensiva, ma quella sulle cure termali (nonostante la scomodità dei lunghi spostamenti) era molto buona.

Naturalmente in questa sorta di opinion based medicine ci sono risvolti di valenza opposta. Se il giudizio scientifico sembra alquanto difficile (o forse troppo facile, dipende dai punti di vista) non è certo questa la sola prospettiva di valutazione. In fin dei conti noi non abbiamo sempre bisogno di prove certe per prendere decisioni (la responsabilità di scegliere in condizioni di incertezza fa parte della vita di tutti i giorni). Non solo, direi anzi che le cure termali, per i pazienti che amano sottoporvisi, sono la dimostrazione della scarsa rilevanza che ha per le persone la prova scientifica di efficacia.

La scienza non va applicata alle cure termali, altrimenti le snatura, le dimostra inefficaci perché le rende inefficaci. Esse rappresentano una modalità particolarmente elaborata di prendersi cura di sé. Nelle forme estreme, quelle che implicano il soggiorno in località amene, in alberghi dove si mangia bene perché frequentati da persone che soffrono di fegato (e dove nessuno cerca di convincerle che non è vero), la vacanza, il divertimento (nel senso latino del termine), rispetto alla vita quotidiana in cui di tempo per prendersi cura di sé ce n'è sempre poco, sono una preziosa sospensione; un bagno (magari di fango), un veicolo di relax, un modo per aiutare a concentrarsi finalmente sul proprio corpo, cioè su di sé, ma riuscendoci per giunta in ambienti tendenzialmente socializzanti, in cui si possono condividere soprattutto e per prime le storie dei propri acciacchi.

Smettiamo di porci domande scientifiche sulle cure termali, e togliamo se possibile la parola ai medici in proposito. Oppure cominciamo coerentemente a porcele anche quando consigliamo ai nostri pazienti di uscire a prendersi una boccata d'aria buona. Se poi smettessimo anche di pagarle con denaro pubblico (poco o tanto che sia), mistificando sulle patologie che possono trarne reale beneficio, sarebbe ancora meglio, e le consiglierei molto più spesso e più volentieri ai miei pazienti.

Massimo Tombesi
Medico di famiglia
Macerata

© 1998 Tempo Medico (n. 605 del 30 settembre 1998)

Bimbi alle terme

Ultimo aggiornamento 07/05/04

In occasione di una conferenza stampa organizzata dall`azienda Terme di Sirmione, titolare dell`omonima acqua termale, i medici specialisti del centro termale hanno illustrato le metodiche che trovano indicazione in pediatria.

L`acqua
L`acqua di Sirmione, ha ricordato il dottor Valerio Boschi, specialista in idrologia medica, è un`acqua salsobromoiodica e ipertermale (perché sgorga alla fonte ad una temperatura di 69°C). Ricca di sali di sodio, bromo e iodio e di idrogeno solforato (H2S), un gas molto importante per la sua azione terapeutica. Si devono allo zolfo, in questa forma, le azioni: antisettica, batteriostatica, mucolitica ed eutrofizzante sulle mucose respiratorie.
L`elevata concentrazione di sali e la conseguente ipertonia dell`acqua contribuiscono all`effetto fluidificante, mentre lo iodio esercita un`azione antisettica. Gli impieghi di questa acqua termale sono molteplici, grazie a tecniche inalatorie sempre più avanzate, e offrono ottimi risultati in termini di prevenzione e riduzione della frequenza e intensità degli episodi respiratori flogistici acuti e cronici. Unica controindicazione, ha ricordato Boschi, la fase acuta delle patologie respiratorie, durante la quale non ci si può sottoporre alle cure termali.

L`otite media effusiva
Date le interconnessioni anatomiche e funzionali tra le parti alte dell’apparato respiratorio (orecchio, naso e gola) si può osservare che ogni singola compromissione di una sola di queste unità, può influenzare l’integrità e il corretto funzionamento di tutto l`insieme.
Come ha ben schematizzato il professor Gianluigi Bonsetti, specialista in otorinolaringoiatria, il rivestimento mucoso si estende all`interno di tutte e tre le cavità, perciò eventuali affezioni della mucosa, ad eziologia allergica o infettiva, possono esitare in rinite, otite, sinusite, faringite, tonsillite, laringite e bronchite.
Molto frequentemente, nei bambini in età prescolare e scolare, l`eccesso di secrezione da parte della mucosa coinvolge la cavità timpanica, causando otite media effusiva (OME) o anche episodi acuti e ricorrenti di otite media purulenta.
L`OME è tra le cause principali di sordità rinogena nei bambini, con picchi d`incidenza tra i 3 e gli 8 anni d`età, proprio nella fase in cui i piccoli apprendono il linguaggio.
La diagnosi è piuttosto semplice, mentre non esistono protocolli terapeutici sicuramente efficaci; fortunatamente la patologia va incontro a una flessione spontanea in età pre-adolescenziale.

L`alternativa termale
Il sistema timpano-ossicolare funziona correttamente quando si trova alla pressione atmosferica, cioè quando i canali sono pervii e consentono la giusta circolazione d`aria.
Quando le cavità nasali sono congestionate, diminuisce il flusso d`aria dal naso all`orecchio medio; il "debito di pressione" che si genera provoca la formazione del versamento endotimpanico. Per ristabilire l`aerazione della cassa timpanica, senza ricorrere al drenaggio chirurgico (che non può essere ripetuto più volte), si può effettuare l`insufflazione tubarica, come ha spiegato il professor Giuseppe Zampano, responsabile del Centro Sordità Rinogena Terme di Sirmione.
La procedura è poco invasiva e normalizza rapidamente la situazione. Si tratta di inserire un piccolo catetere dalle narici fino all`orecchio medio e poi di insufflare aria per liberare la tromba di Eustachio. Negli stabilimenti di Sirmione, l`aria viene sostituita con l`idrogeno solforato (che si libera dall`acqua termale) sommando così all`azione meccanica dell`insufflazione quella terapeutica dello zolfo. Il risultato è duplice: in pochi minuti si ristabilisce la giusta pressione all`interno dell`orecchio medio, così che l`essudato viene riassorbito spontaneamente; inoltre il gas insufflato fluidifica il muco presente, facilitandone l`eliminazione, e rivitalizza la mucosa.
Nei casi, peraltro rari, in cui risulti difficoltoso l`inserimento del catetere, i bambini possono utilizzare il Politzer: un apposito apparecchio a forma di oliva che si appoggia alla narice e viene collegato al flusso di gas. Tappando la narice controlaterale e chiedendo al piccolo paziente di deglutire alcune volte, si riesce ad ottenere l`areazione della cavità endotimpanica.

Elisabetta Lucchesini

(Conferenza stampa "Il termalismo in età pediatrica a Sirmione" 29 aprile 2004)

http://pro.dica33.it

Patologie articolari e fangoterapia

La professoressa Simona Bellometti è una ricercatrice che si occupa di medicina termale e porta avanti da tempo una serie di studi che considerano in particolare le Terme Euganee di Abano, e comunque vari aspetti del termalismo. L’ho conosciuta presso l’Istituto di Farmacologia dell’Università di Pavia. Prendo spunto da uno suo scritto per parlarvi di ARTROPATIE e FANGOTERAPIA. La medicina termale è quella branca della medicina che si occupa del trattamento di varie patologie con metodi di cura NATURALI. Tra questi mezzi c’è la fangobalneoterapia, efficace da secoli nella risoluzione dei sintomi dolorosi che accompagnavano varie patologie dell’apparato osteoarticolare. L’artrosi, alcune malattie di tipo infiammatorio in fase non acuta, i reumatismi detti “dismetabolici”, alcune patologie muscolari, come le contratture, possono trarre beneficio da questo genere di cure, inoltre, è riconosciuta la validità della fangobalneoterapia anche per la riabilitazione di alcuni quadri post-traumatici. Dolore, limitazione funzionale, contratture muscolari, ridotto sviluppo e ridotta tonicità dei muscoli, sono condizioni che beneficiano dell’applicazione del fango termale. L’OSTEOARTROSI colpisce la maggioranza delle persone oltre i 65 anni e, nelle stazioni termali, i pazienti che ne soffrono sono largamente rappresentati. Un’attività fisica costante e leggera è fondamentale per stimolare la dinamica delle articolazioni. La rilevanza sociale delle osteoartosi è destinata ad aumentare con l’invecchiamento della popolazione, come gli stili di vita sedentari, con il diffondersi di soprappeso e obesità.

Purtroppo, l’esteoartrosi si manifesta tardi, e quando procura disturbi s’interviene con farmaci, cure fisiche, termali, riabilitative, ma quando il processo è ormai avanzato. I FANS sono i medicinali più usati: tra il 59% e l’84% di una popolazione di osteoartrosici ricorre ad essi. Ma i FANS procurano spesso nausea, vomito, disturbi digestivi, bruciore di stomaco, a volte ulcere, emorragie, perforazione gastrica. Si registrano anche casi di morte, per l’uso cronico di questi farmaci. Gli anziani (come di solito, purtroppo), sono la popolazione a maggiore rischio, sia perché sono coloro che più degli altri consumano queste medicine, sia perché hanno una mucosa gastrica spesso alterata. La fangobalneoterapia genera reazioni di tipo generale, sull’apparato cardiovascolare, su enzimi vari, su parametri biochimici, ma anche di tipo locala, soprattutto sulle articolazioni. Il fango termale è una miscela usata a scopo curativo, dopo una maturazione in vasche per almeno due mesi, a contatto continuo con l’acqua termale. In questo modo il fango si arricchisce d’alghe e microrganismi, cui va il merito di una serie di cambiamenti chimici e fisici positivi e della comparsa d’alcune frazioni chimiche, in buona parte responsabili delle proprietà terapeutiche del fango stesso. Nel siero di pazienti che abbiano beneficiato di questo tipo di cure sono state evidenziate reazioni neuroendocrine molto favorevoli. Con un ciclo di fangobalneoterapia è stato possibile mettere in evidenza un’importante riduzione del livello del PGE2, forte sostanza che genera infiammazione.

Non sono stati riscontrati paralleli effetti collaterali a danno dell’apparato gastrointestinale. Nella fase infiammatoria ACUTA è dunque utile il farmaco, in quella CRONICA il trattamento termale. Anche altre importanti sostanze che sono coinvolte nel processo di degrado e d’infiammazione della cartilagine sono influenzate dal trattamento termale. La fangobalneoterapia partecipa alla modulazione del danno a carico della cartilagine e alla modulazione della risposta infiammatoria.

Dopo il fango c’è il bagno con acqua termale, e questo è un altro momento curativo, in virtù della temperatura e delle caratteristiche chimiche dell’acqua termale: il corpo assorbe calore, la cute si riscalda, c’è vasodilatazione, aumenta il flusso del sangue alla periferia della struttura corporea e ai muscoli, e tutto ciò favorisce il controllo delle contratture dolorose. L’acqua termale serve nell’IDROKINESITERAPIA, tecnica di ginnastica medica che necessita d’attrezzature e strutture che difficilmente si trovano negli ospedali, e cioè le piscine. Come appare ovvio, questa tecnica si avvale delle proprietà fisiche e chimiche dell’acqua calda (o fredda, a volte) termale, e delle proprietà dell’esercizio fisico. Se prima ci si sottopone “al fango” e poi alla seduta di idrokinesiterapia, si giunge in acqua con pelle e muscoli già riscaldati e dilatati, e si beneficia della reazione neuro-ormonale innescata dal fango, che alza i livelli nel sangue di BETA-ENDORFINA, sostanza che ha un ben conosciuto potere analgesico. La terapia finisce con il MASSAGGIO: connettivale, subacqueo, classico in base all’età e allo stato del paziente. Questo è un vero atto curativo, che tonifica la cute e i muscoli in modo profondo, stimolando i ricettori del tatto e della pressione.

Fangobalneoterapia, idrokinesiterapia e massaggio necessitano di strutture adeguate e di controllo medico specialistico. Se ancora esistono pregiudizi relativi al termalismo, è tempo che cadano, perché i nostri centri termali sono invasi da popolazioni europee e, recentemente, non solo europee, ed è un peccato che proprio noi, abitanti di una terra generosa in termini d’offerta d’acque benefiche, non conosciamo o non siamo portati ad apprezzare le nostre ricchezze naturali.

http://www.aldozecca.net/idrologia/patologie_articolari_e_fangotera.htm

Soggiorni benefici

Quanto a terme e medicina termale la Francia non è seconda a nessuno: sia per storia sia per numero di stazioni termali. La documentazione scientifica dei benefici del termalismo è, ovviamente, molto ricca come dimostra un'ampia revisione pubblicata su Le Quotidien du Médecine nel 1999. Ovviamente le conclusioni tratte valgono anche per i molti stabilimenti termali italiani.
La medicina termale non si pone come alternativa a quella tradizionale, ma semmai in aggiunta a essa, al fine di alleviare i sintomi di patologie croniche e degenerative non curabili. In questa ottica il termalismo è di grande aiuto in quanto, migliorando la qualità di vita del paziente, riduce il ricorso a molti farmaci, il cui uso prolungato potrebbe indurre effetti collaterali. Di seguito una panoramica, suddivisa per patologia, dei principali effetti benefici offerti dalle acque termali.

Reumatologia e traumatismi osteoarticolari 
Reumatismi, artrosi, tendinite, lombalgia, sciatalgia, conseguenze di traumi osteoarticolari sono tra i disturbi più diffusi nella popolazione adulta, e sono tra quelli che rispondono meglio alle cure termali. L'idroterapia calda è efficace sui sintomi dolorosi, sulle contratture e sulla mobilità delle articolazioni, inoltre lo zolfo presente nell'acqua solforosa attraversa la pelle e si fissa alle cartilagini. Uno degli studi più significativi è stato realizzato dalla Clinica di Reumatologia dell'Ospedale Cochin di Parigi e dalla Compagnia Vichy nel 1994 su pazienti artrosici. Nei 6 mesi successivi alla cura termale il consumo di antinfiammatori si è dimezzato e il ricorso ad antiartrosici si è ridotto di un terzo; sono migliorati i punteggi sull'entità del dolore e l'indice di funzionalità, così come la qualità di vita; questi benefici si sono mantenuti anche dopo 12 mesi. Analoghe conclusioni sono state tratte dall'osservazione di 102 pazienti, affetti da lombalgia, trattati presso lo stabilimento di Bains les Bains: diminuzione a 8 mesi del dolore, della rigidità, del consumo di analgesici e di antinfiammatori. Gli stessi autori hanno studiato l'effetto delle cure di Saint Nectaire sulle lombalgie croniche: a distanza di 2, 4 e 6 mesi il confronto tra gruppo controllo e gruppo trattato è stato favorevole a quest'ultimo in termini di durata e intensità del dolore, rigidità, funzionalità e consumo di farmaci.

Vie respiratorie 
Un quarto degli utenti delle terme soffrono di problemi delle vie respiratorie: in 2 casi su 3 si tratta di disturbi otorinolaringoiatrici recidivanti come riniti, otiti, faringiti e sinusiti. In un terzo dei casi, invece, le affezioni sono broncopolmonari, asma, bronchite cronica, dilatazione dei bronchi. I bambini rappresentano circa il 30% degli ospiti degli stabilimenti termali, dato che è possibile sottoporli a questi trattamenti già a partire dai 3 anni d'età. Uno studio su 42 pazienti affetti da sinusite cronica ha mostrato, nel gruppo che aveva effettuato un soggiorno a Eugénie les Bains, una diminuzione di 5 volte del dolore e di 3 volte della rinorrea nei 6 mesi successivi la cura. In 72 bambini che soggiornavano a Gréoux les Bains perché affetti da otite sierosa si è notato un drastico calo (86%) delle sovrainfezioni nell'intervallo tra 2 cicli termali. Uno studio italiano su 50 pazienti affetti da infiammazione cronica delle vie respiratorie superiori ha confermato l'utilità delle insufflazioni con acqua solforosa. In più della metà dei 40 soggetti trattati, la valutazione citologica della mucosa nasale ha evidenziato dei miglioramenti: minor quantità di materiale batterico nel 65% dei casi, diminuzione del numero di cellule polimorfonucleate nel 60%, scomparsa della metaplasia in tutti i soggetti. Nei 10 pazienti controllo, che avevano inalato placebo, non si è osservata nessuna di queste modificazioni.

Flebologia 
L'insufficienza venosa può essere curata a tutti gli stadi; i risultati migliori si ottengono quando è funzionale in quanto le terapie ne arrestano l'evoluzione. Il 40% dei soggetti si affida alle cure termali per le conseguenze della flebite, ottenendo una rapida cicatrizzazione delle ulcere venose e una diminuzione del linfedema. A Barbotan les Thermes un'indagine su 300 pazienti ha dato i seguenti risultati: diminuzione della pesantezza nel 74% dei casi, degli edemi nel 68%, dei dolori nel 64%, uniti al miglioramento della pigmentazione degli arti inferiori e dei problemi di trofismo cutaneo.

Dermatologia 
Anche in questo campo le indicazioni sono numerose: eczema dell'adulto e del neonato, psoriasi, cicatrici ipertrofiche da ustione, prurito, orticaria. A La Roche-Posay si trattano psoriasi, grandi ustioni e dermatite atopica; i grandi ustionati si curano anche a Saint-Gervais e i benefici riguardano il sollievo da dolore e da prurito e il miglioramento dell'aspetto del tessuto cicatriziale. Per la dermatite da contatto, invece, sembra più indicata l'acqua termale di Avène.

Infezioni delle vie urinarie
Le cure termali sono utili nel prevenire la ricomparsa di calcoli, le infezioni recidivanti femminili, la prostatite ricorrente nell'uomo. Due indagini, effettuate a La Preste e Châtel Guyon, in pazienti con infezione urinaria hanno dimostrato un calo del numero di recidive a 12 mesi dalla cura, dovuto alla minor capacità dei batteri di aderire all'epitelio delle vie urinarie. L'indice di aderenza cala già dopo 5 giorni di terapia e si mantiene stabile per 2 anni, le ricadute scendono da 3,55 episodi l'anno a 0,61 episodi.

Malattie cardiovascolari
Ci si riferisce sempre a patologie croniche, come artrite degli arti inferiori, sindrome di Raynaud, angina, a condizione che l'intervento sia precoce. Due studi controllati e randomizzati hanno evidenziato un possibile ruolo della carboterapia a Royat e del gas termale a Boulou nell'arterite delle gambe. La carboterapia consiste nell'esposizione ad anidride carbonica (CO2) pura al 99,5%, somministrata con iniezioni sottocutanee locali oppure miscelata all'acqua termale nella quale il paziente si immerge. La cura dura 3 settimane e sfrutta l'azione vasodilatatoria della CO2 ma non solo, si è visto, infatti, che il trattamento riduce la capacità dell'emoglobina di legare ossigeno, per cui si ha un maggior rilascio di ossigeno all'interno delle cellule (come una scossa di energia vitale).

Ginecologia
I disturbi che si possono alleviare sono i dolori dati dall'infiammazione cronica della pelvi, la terapia è esterna: bagni o irrigazioni vaginali sono molto efficaci.

Non bisogna dimenticare che le fonti termali, già note agli antichi romani, sono moltissime anche in Italia. Si differenziano per il tipo di acqua che vi sgorga e per la temperatura, che può essere anche molto elevata, dell'acqua stessa. Le acque si distinguono in base ai sali minerali che contengono in: oligominerali, sulfuree, salsobromoiodiche, radioattive, salse (cloruro-sodiche), solfate, bicarbonato, carboniche, arsenicali-ferruginose. Le terapie possono essere interne, insufflazioni, irrigazioni, inalazioni, oppure esterne, fanghi, bagni, grotte. Naturalmente non tutte le terme vanno bene per tutti: i benefici per la salute sono strettamente legati alla specifica composizione dell'acqua.

Elisa Lucchesini


Fonti 
Acta Otorhinolaryngol Ital 1996 Dec; 16(6 suppl55):91-94

Therapie 1995 Mar-Apr; 50(2):113-122

Le Quotidien du Médecin 1999

http://www.dica33.it/argomenti/salute_

REGOLE CERTE PER IL SETTORE DELLE TERME
(Il riordino del settore termale - l. n° 323 del 24 ottobre 2000)
Una nuova legge ha fissato regole e norme precise per regolamentare l’attività delle terme, un settore che ha conosciuto di recente una nuova stagione di successo. Cure termali vengono definite "le cure che utilizzano acque termali o loro derivati, aventi riconosciuta efficacia terapeutica per la tutela globale della salute nelle fasi della prevenzione, della terapia e della riabilitazione", di alcune patologie.
Le nuove disposizioni stabiliscono la validità medico-scientifica e terapeutica delle cure termali, che vengono però rigorosamente distinte da prestazioni più strettamente legate all’estetica, al benessere e al fitness. A maggiore tutela del paziente, o del consumatore, un centro che voglia offrire entrambi i trattamenti, sarà tenuto a farlo in ambienti assolutamente separati.
Ribadita l’esigenza di una corretta vigilanza medica sull’erogazione delle cure, viene introdotta una nuova specializzazione in medicina termale, mentre aziende e stabilimenti dovranno, per svolgere la propria attività, essere autorizzati dall’autorità sanitaria competente per territorio.
Le terme Doc. Un "marchio di qualità ambientale" potrà essere concesso alle società concessionarie di risorse per le attività termali che abbiano adottato un bilancio ambientale, che valorizzino correttamente le risorse naturali, storiche e artistiche del territorio, oltre ad idonee modalità di smaltimento dei rifiuti.

http://www.senato.it/dsulivo/XIII%20legislatura/schede/sanit%C3%A0.htm

. CURE TERMALI Le terapie effettuate negli stabilimenti lombardi sono inserite nei livelli essenziali di assistenza

Una medicina naturaleche proviene dall’acqua . Il Piano socio-sanitario della Regione garantisce ai cittadini la possibilità di usufruire, a costi contenuti, di alcuni strumenti terapeutici utili a mantenere e ripristinare lo stato di salute individuale. Gli studi clinici effettuati dimostrano che queste cure comportano una significativa diminuzione di ricoveri ospedalieri.
di Enrica Suzzi 
(con il contributo di Federterme e del Consorzio Termale Lombardo)

La medicina termale è la branca della scienza medica che utilizza a scopi terapeutici le acque minerali e i loro derivati, i fanghi e le grotte. Per questo è considerata una medicina naturale, in riferimento all’origine “non artificiale” del mezzo utilizzato. Ma le cure termali sono tutt’altro che empiriche o approssimative: i mezzi di cura termale per essere autorizzati all’impiego devono dimostrare la loro validità terapeutica con metodi scientifici.

Le cure, inoltre, sono prescritte e somministrate sotto controllo medico e le stazioni termali possiedono requisiti, regolamenti, compiti e personale che li equiparano agli altri centri sanitari.

RICONOSCIUTA EFFICACIA PER LA TUTELA DELLA SALUTE

La legge 323 del 24/10/2000 definisce le cure termali come “...le cure che, utilizzando

acque termali o loro derivati, hanno una riconosciuta efficacia terapeutica

per la tutela della salute, nelle fasi della prevenzione, della terapia e della riabilitazione di molte patologie”. Nella storia della medicina l’acqua ha sempre rivestito un ruolo fondamentale come “principio curativo”. Il concetto dell’azione salutare di bere alcune acque e immergersi in determinate sorgenti si trova già agli albori della medicina, così come l’immagine medico-religiosa dell’azione purificatrice e risanatrice delle sorgenti termali è presente nella storia di tutte le antiche civiltà. Questo evidenzia come il ricorso alle terme costituisca un’esperienza radicata soprattutto nella cultura del nostro Paese, che ha rappresentato una delle motivazioni che hanno comportato l’inserimento e il mantenimento delle cure termali nell’ambito dei livelli essenziali di assistenza.

UNO SCOPO TERAPEUTICO, PREVENTIVO E RIABILITATIVO

Le cure termali hanno molti campi di applicazione perché si utilizzano a scopo terapeutico ma anche preventivo e riabilitativo. Sono particolarmente preziose in senso preventivo, poiché, è ormai noto che per salute non si intende solo l’assenza di malattia ma anche la ricerca

di un sempre maggior benessere psicofisico.

Il Piano Sanitario Nazionale della Regione Lombardia garantisce alla popolazione la possibilità di usufruire, a costi contenuti, di alcuni strumenti terapeutici, volti a mantenere e ripristinare lo stato di salute individuale e di cui sia accertato il beneficio. In tal senso il Servizio

Sanitario Nazionale, riconoscendo l’efficacia della terapia termale, include le cure termali, come detto, nei livelli essenziali di assistenza sanitaria.

L’appropriatezza delle cure è stata oggetto di mirati studi clinici che hanno fatto parte del Progetto Naiade che, voluto dal Ministero della Salute ha coinvolto 291 aziende termali italiane. L’indagine, che prevedeva studi osservazionali di tipo clinico-epidemiologico si è conclusa alla fine del 1999, ed è stata effettuata su circa 50mila pazienti affetti da varie patologie, per valutare l’efficacia delle cure termali e il rapporto costo/ benefici. I risultati degli studi hanno confermato l’efficacia delle cure testate, con deciso miglioramento delle condizioni dei pazienti e una significativa riduzione dei ricoveri ospedalieri, delle giornate di assenza lavorativa e del ricorso dei farmaci.

LE PATOLOGIE CURABILI CON LA RICETTA DEL MEDICO

Il Decreto Ministeriale 15.12.1994 ha fissato un elenco di patologie che “possono trovare reale beneficio dalle cure termali” alle quali si può accedere con la ricetta del proprio medico di Medicina Generale. Vediamo quali sono:

Rinopatia vasomotoria, faringolaringiti croniche, sinusiti croniche. Sindromi rinosinusitiche-bronchaili croniche, bronchiti croniche semplici o accompagnate a componente ostruttiva. Stenosi tubariche, otiti catarrali croniche, otiti croniche purulente non colesteatomatose.

Osteoartrosi e altre forme degenerative.

Reumatismi extraarticolari.

Postumi di flebopatie di tipo cronico.

Sclerosi dolorosa del connettivo pelvico di natura cicatriziale e involutiva, leucorrea persistente da vaginiti croniche aspecifiche e distrofiche.

Psoriasi, eczema e dermatite atopica, dermatite seborroica ricorrente.

Calcolosi delle vie urinarie e sue recidive.

Dispepsia di origine gastroenterica e biliare, sindrome dell’intestino irritabile nelle sue varietà con stipsi. w.sanita.regione.lombardia.it)

Il ricorso alle terme è un’esperienza radicata nella cultura del nostro Paese.

http://quisanita.equart.it/cm/pdf/quisanita_anno2_n3.pdf

Medicina Termale: Classificazione delle Acque

Le acque hanno diverse proprietà chimico-fisiche. Questo comporta il fatto che ogni sorgente abbia diverse proprietà terapeutiche. Ecco la loro classificazione.

Classificazione secondo Marotta e Sica

Acque oligominerali
Sono caratterizzate oltre che da una ridotta concentrazione di mineralizzatori, dalla presenza in tracce di metalli pesanti e da una quantità più o meno grande di gas discolti. sono contraddistinte da una nota azione diuretica e vengono usate per bibita. L'effetto principale di queste acque è infatti quello di favorire la diuresi e trovano elettiva indicazione nella prevenzione della calcolosi renale.

Acque mediominerali
La maggior parte di queste acque è ricca di bicarbonati. L'azione di queste acque è analoga a quella delle oligominerali, sebbene l'effetto diuretico diminuisca progressivamente con l'aumentare del residuo fisso.

Acque minerali
In questo gruppo rientrano le più note acque medicamentose. Pertanto, data la variabilità di concentrazione dei sali, l'assunzione per uno scopo terapeutico preciso, andrebbe fatto sotto diretto controllo del medico, al fine di evitare un uso improprio e la conseguente comparsa di effetti indesiderati.

Classificazione in base alla composizione salina

Acque salse o cloruro-sodiche
Contengono in prevalenza cloruro di sodio. in alcune si trovano solfato di na e bicarbonato di na, calcio e magnesio. Si somministrano prevalentemente per bibita.
Stazione termale principale: Montecatini (acque salse - solfate).
Indicazioni: malattie del ricambio (obesità, diabete, dislipidemie), gastriti, insufficienza epato-biliare, stipsi.

Acque solfuree
Contengono zolfo in varie combinazioni. quelle che contengono idrogeno solforato sono caratterizzate da uno sgradevolissimo odore di uova marce. Si somministrano per bibita, per balneoterapia, fanghi, per inalazioni, irrigazioni vaginali.
Stazioni termali principali: Acqui, Tabiano, Porretta.
Indicazioni: malattie croniche o.r.l. e respiratorie, malattie osteoarticolari, malattie del ricambio (gotta), malattie cutanee e ginecologiche, angiopatie.

Acque arsenicali - ferruginose
Sono acque che contengono ferro in grande abbondanza e arsenico in tracce. Si somministrano per bibita, balneoterapia, inalazioni, irrigazioni, fanghi.
Stazioni termali principali: Levico, Pejo.
Indicazioni: anemie sideropeniche, diatesi linfatiche, convalescenze, malattie della pelle, nevriti.

Acque bicarbonate
Sono acque che contengono bicarbonati in modo prevalente. La maggioranza sono bicarbonato - calciche, ed il calcio presente conferisce a queste acque un sapore gradevole. Sono usate di solito per terapia idropinica; le più concentrate anche per bagni, docce, irrigazioni vaginali e rettali.
Stazioni termali principali: S. Pellegrino, Recoaro.
Indicazioni: dispepsie, epatopatie, malattie del ricambio.

Acque solfate
Sono acque in cui prevale l'anione solfato. Si somministrano essenzialmente per bibita, ma anche per fanghi e irrigazioni rettali.
Stazioni termali principali: Boario, Chianciano.
Indicazioni: malattie del fegato e delle vie biliari, stipsi. non sono indicate durante lo sviluppo perchè possono interferire con l'assorbimento del calcio.

Acque carboniche
Contengono bicarbonato in varie forme. Sono soprattutto bicarbonato - calciche. Il calcio conferisce a queste acque un sapore gradevole. Si somministrano essenzialmente per bibita, ma anche per balneoterapia, docce, irrigazioni vaginali e rettali.
Stazioni termali principali: San Pellegrino, Bognanco, Recoaro.
Indicazioni: gastriti e despepsie gastriche (favoriscono la digestione), disordini epatobiliari.

Acque radioattive
Contengono tracce di sostanze radioattive (radon). Si usano per bibita, per inalazioni, irrigazioni vaginali, per balneoterapia e fangoterapia.
Stazione termale principale: Lurisia.
Indicazioni: malattie del ricambio (gotta), allergie, rinite vasomotoria, vaginiti croniche.

Acque salso-bromo-iodiche
Sono acque fortemente mineralizzate. Contengono cloruro di sodio e altri minerali in diversa concentrazione. Si somministrano per balneoterapia, fanghi, inalazioni e irrigazioni. possono essere usate anche per bibita.
Stazione termale principale: Salsomaggiore.
Indicazioni: linfatismo, artropatie croniche, malattie infiammatorie ginecologiche, malattie croniche delle vie aeree.

http://www.portalemedico.it/modules.php?name=
News&file=article&sid=35

Combattere l'obesità con le cure termali
 ultima revisione: 03/05/2004

Le cure termali stanno affrontando una nuova sfida: sconfiggere l'allarme obesità e diabete. Sviluppando nuove competenze in collaborazione con le università, la nuova medicina termale integrata si propone di ripristinare il benessere psico-fisico e nutrizionale.

La salute, oggi, non è solo la cura di malattie o infermità, ma la giusta ricerca del miglior stato possibile di benessere fisico, mentale e sociale, diritto fondamentale sancito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (O.M.S.)

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sanihelp.msn.it/terme/scheda

A chi comunque non piacciono le cure termali sono offerte delle alternative gustose!.....

Bellezza: vinoterapia per diventare belli
Da un'idea di una coppia di viticoltori francesi è rinata in quel di Bordeaux la vinoterapia. Dove è aperta una delle prime terme enologiche, apprezzate anche da vip come Jennifer Lopez e Isabel Adjani. Benefica per i trattamenti anti rughe e tonificanti

Vi è mai passata per la testa l’idea di farvi un bagno di latte? Beh, ricredetevi. Siete astemie? Non preoccupatevi, non vi dovrete ubriacare. La vinoterapia è un surrogato di terme. Ma al posto di crogiolarvi nell’acqua, meglio se tiepida, vi farete dei bagni rilassanti a base di spumante o vini pregiati. L’idea è venuta agli eredi di una ricca famiglia di viticoltori. E la scelta del luogo non poteva che ricadere su Bordeaux, dove sorge il favoloso Chateau de Smith Haute Lafitte. Già all’inizio del secolo un gruppo di medici propugnava l’ampeloterapia come una panacea contro ipertensione e logorio fisico. Poi arrivarono le medicine. E oggi ci riprovano Mathilde Cathiard e suo marito Betrand Thomas.

Negli Stati Uniti, intanto la vinoterapia ha già fatto proseliti nello star system.

Tecnicamente la vinoterapia consiste in una serie di applicazioni basate sugli stessi principi della talassoterapia, e della balneoterapia. Ma ovviamente nel nostro caso si utilizza l’uva. I suoi effetti benefici sono prodotti dai polifenoli contenuti negli acini d’uva. Sono loro gli artefici di questo miracolo estetico-enologico. Essi aumentano la resistenza dei vasi sanguinei, rinforzano la micro-circolazione, proteggono le fibre di elastina e collagene, impediscono la distruzione dell’acido ialuronico e di quello glicolico. E certamente è garantito un soggiorno rilassante, quasi in stato di ebbrezza, che anche i nomi suggeriscono. Impacco al merlot, massaggio sauvignon, gommage cabernet, vino lifting. Per citarne solo alcuni.

 

http://www.spaziodonna.com

E comunque, certi o no dell’efficacia terapeutica, è bene sempre prestare molta attenzione alle cure...termali!

La prima personale italiana di Katarzyna Kozyra si inaugura il 20 febbraio, alle 18.00, presso la Galleria Civica di Arte Contemporanea di Trento, per restare aperta fino al 30 maggio 2004.

Artista polacca forte e provocatoria, i cui lavori hanno spesso suscitato scandalo, Katarzyna Kozyra tocca temi sociali scottanti> la privacy, la violenza, l’anzianità, la malattia.

-.........................Si intromette con telecamere nascoste nei bagni termali femminili e in quelli maschili, per studiare all’insaputa dei bagnanti i diversi comportamenti di uomini e donne..........

http://www.undo.net/Pressrelease/pdf/focus19.PDF