|
Oggi
entra in studio una coppia di mezza età, continuando la
discussione iniziata in sala d’aspetto. La moglie vuole
la richiesta per le cure termali , come ogni anno;
il marito, come ogni anno, spera di trascorrere le
sue ferie in posti meno salutari ma molto più ameni, se
non altro per l’età media dell’utenza....Per rendere
il contenzioso sulle vacanze meno superficiale, si chiede
il parere del sanitario: le cure termali servono o no?
................
E' una questione di cultura del servizio sanitari che
manca del tutto................................
Contemporaneamente
si concedono finanziamenti per le cure termali.
Mi dispiace ma così non va.
Non abbiamo soldi? Si risparmia selettivamente sulle spese
meno determinanti per la qualità di vita delle persone.
Dunque niente soldi per i centri termali (che però
rappresentano grossi bacini di utenza e interessi
elettorali-economici).
Al
medico la scelta se le prove sono scarse
Tralasciando
l'aspetto socio-economico sollevato dal lettore, proverò
a illustrare quello concernente la validazione scientifica
delle cure termali, sulla base sia della mia personale
esperienza professionale, sia di quanto reperito in
letteratura, trattando solo delle cure termali che sono
raggruppate sotto la dizione di crenoterapia inalatoria.
A
iniziale supporto scientifico della crenoterapia
inalatoria va sottolineato come proprio la tecnologia
moderna le abbia ridato slancio mediante la dimostrazione
di asserzioni note e concernenti sia la aerosolizzazione e
la ionizzazione (naturale o artificiale) delle particelle
idroaeree, sia la loro diffusibilità attraverso l'aria
inalata in relazione alle loro dimensioni e velocità di
spostamento. L'impiego di tecniche scintigrafiche ha
infatti rivelato la distribuzione di tali particelle su
tutto l'ambito polmonare.
Certamente
l'effetto principale derivante dall'inalazione di acque
termali (il mezzo terapeutico più diffuso tra le
possibilità offerte dalla termalità naturale) sulle vie
aeree affette da disturbi mucosecretivi è di tipo fisico:
queste acque sono generalmente ipertoniche a causa dei più
o meno numerosi e concentrati sali minerali e ioni. La
mucoreologia, d'altra parte, insegna che alcuni catarri
sono assai tenaci e che la vasodilatazione accompagnata
dall'essudazione distrettuale, così come avviene grazie
al contatto tra le acque inalate e la mucosa respiratoria,
contribuisce alla variazione clinicamente favorevole dei
rapporti tra i complessi mucoproteici e l'acqua.
Per
illustrare altri meccanismi che si invocano per motivare
l'azione delle acque impiegate nella crenoterapia
inalatoria è necessario fare un breve excursus sulle
caratteristiche chimico-fisiche delle principali acque
termali.
Per
le salso-bromoiodiche è riportata un'attività di stimolo
sull'apparato endocrino, in particolare quello tiroideo e
ipofisario. Le sulfuree (così denominate se contenenti
almeno un grammo di idrogeno solforato per litro)
contengono anche CO2 a bassa concentrazione, in grado di
stimolare i centri del respiro, e Ca++ e SO2, a cui è
riconosciuta un'azione sedativa e antispastica.
Inoltre,
sono state dimostrate modificazioni indotte dalla
crenoterapia inalatoria anche sulla produzione di
anticorpi di superficie, quali le IgA secretorie.
Le
principali controindicazioni a questa terapia (come le
crisi asmatiche ricorrenti o recenti) sembrano in
relazione proprio ai meccanismi d'azione sopracitati, dal
momento che le acque ipertoniche possono stimolare l'iperreattività
bronchiale aspecifica in pazienti a rischio.
Pur
essendo conscio della relativa modestia dei fatti
comprovanti l'efficacia biologica della crenoterapia
inalatoria, mi sembra però di poter contestare al dottor
Attisani un'inesattezza: nei paesi anglosassoni e in
Francia si trovano tra le più grandi e frequentate
stazioni termali, la cui carta da visita permanente è
l'efficacia clinica, l'unica ancora appannaggio del
binomio paziente-medico. A quest'ultimo, credo, compete la
corretta visione economica dei costi sociali connessi alla
crenoterapia inalatoria, finché le dimostrazioni
scientifiche della sua azione biologica non saranno più
numerose.
Pasquale
Berardinelli
Servizio di fisiopatologia e
fisioterapia cardiorespiratoria
IGRPA Trivulzio Milano
Pareri
a confronto
©
1998 Tempo Medico (n. 605 del 30 settembre 1998)
I
benefici sono maggiori dei costi
Le
cure termali, intese non solo come somministrazione per
bibita, ma anche balneoterapia, fangoterapia, inalazioni,
hanno una loro dignità scientifica, non solo legata alla
loro antica tradizione ma anche alla ricchezza di studi e
ricerche in tale settore. Si può dire che non esiste
apparato o malattia che non possa essere trattato dalla
medicina termale. Inoltre, le cure termali integrate dai
fattori climatici e dalla fisiochinesiterapia sono di
grande utilità nella prevenzione e nel trattamento di
malattie sociali (come le broncopneumapatie croniche, le
artropatie, eccetera). Ampie e approfondite indagini nel
campo della fangoterapia ne hanno chiarito il meccanismo
d'azione; nel settore otorinolaringoiatrico, il
trattamento e la terapia della sordità rinogena trova
nella crenoterapia inalatoria un mezzo di alta efficacia.
Avanzati
studi di fisiologia hanno infine consentito l'utilizzo
della balneoterapia termale sia nella preparazione dei
cosmonauti sia nel loro recupero dopo le lunghe permanenze
nello spazio.
La
medicina termale, branca complementare della medicina
interna, è ampiamente utilizzata in paesi di grande
tradizione medica, dal Portogallo alla Russia: in Europa
centrale esistono complessi di grande rilievo.
Anche
nel mondo anglosassone si sta assistendo a un interesse
crescente verso questo tipo di terapia, come testimoniano
i numerosi centri termali degli Stati Uniti, che sono
centri benessere molto avanzati.
Ovviamente
la medicina termale, come tutte le discipline, ha bisogno
di revisioni e aggiornamenti. In questo, il lettore mi
trova d'accordo. Si sente la necessità di una revisione
culturale, intesa come allargamento verso forme di
integrazione con altre medicine naturali e di
approfondimenti scientifici legati all'evoluzione della
conoscenza. A questo proposito, lo studio multicentrico
Naiade, unico nel suo genere in Europa, ha visto quasi
tutti i centri termali italiani impegnati in uno studio
clinico epidemiologico di grande impegno, atto a
dimostrare, in modo scientifico e ineccepibile,
l'efficacia delle cure. Le terme italiane sono per la
maggior parte strutture di prim'ordine e rappresentano un
modello di medicina che l'Italia può esportare
all'estero.
I
costi per la collettività sono molto modesti, nel
contesto del bilancio della sanità: circa 160 miliardi,
di fronte a un indotto di oltre 2.000 miliardi. Inoltre,
tutte le aziende termali sono ormai gestite con criteri
manageriali.
Insomma,
è ormai dimostrato che il rapporto tra costi e benefici
delle cure termali si risolve a netto vantaggio di queste
ultime, come dimostrato da analisi di economia sanitaria.
Ritengo che il concetto integrale di salute, espresso
dall'Organizzazione mondiale della sanità, inteso non
solo come assenza di malattia, ma come benessere
psicofisico, trovi la sua possibile realizzazione in un
centro termale, dove ovviamente il relax, l'ambiente e il
clima giocano un ruolo davvero non secondario.
Umberto
Solimene
Cattedra di terapia medica e
medicina termale
Università di Milano
Pareri
a confronto
©
1998 Tempo Medico (n. 605 del 30 settembre 1998
Artrosi
e reumatismi ne beneficiano
La
terapia termale in campo reumatologico ha oggi indicazioni
molto più precise di quanto non avvenisse in passato,
anche per la disinformazione e gli abusi talora
verificatisi negli anni precedenti, nonché per la
metodologia di indagine non ortodossa spesso utilizzata
nell'esecuzione delle ricerche e per la denominazione
imprecisa, non scientifica e scorretta dei vari quadri
morbosi.
D'altronde
cominciano a comparire anche nella letteratura
anglosassone contributi di indagini condotte con studi
controllati che dimostrano il contributo positivo che la
terapia termale può dare in campo reumatologico. Le
affezioni che possono sicuramente trarre vantaggio dalle
cure termali sono l'artrosi, in tutte le sue forme, e i
reumatismi extrarticolari (dall'epicondilite alla
fibromialgia). Naturalmente la terapia termale non va
considerata come un trattamento alternativo alla terapia
tradizionale, ma come una risorsa terapeutica da inserire
in un programma che comprende una serie di interventi (non
solo farmacologici) spesso personalizzati.
Infine,
per quanto concerne i protocolli terapeutici, si sta
cercando, anche attraverso il lavoro di alcune commissioni
ministeriali, di impostare idonei protocolli, atti
soprattutto a valutare gli effetti a lungo termine della
terapia termale, soprattutto in chiave preventiva e
riabilitativa.
Roberto
Marcolongo
Istituto di reumatologia
Università di Siena
Pareri
a confronto
©
1998 Tempo Medico (n. 605 del 30 settembre 1998)
................................Dall'indagine
è emerso, che, nel periodo 1991-2002 il numero degli
arrivi termali convenzionati è diminuito di circa il
37,5% ad un tasso medio annuo del -4,1%, nonostante nello
stesso periodo, il numero degli arrivi per benessere siano
aumentati più di quattro volte. S Nel 2003 (periodo fino
ad agosto), rispetto all'anno precedente, gli arrivi
termali convenzionati sono diminuiti del 10,2%;
nell'ultimo anno gli arrivi per il benessere sono
aumentati dell'11%. Il settore del benessere rappresenta,
quindi, una quota in crescita ma ancora relativamente
ridotta, pari a circa il 9% del
mercato................................ La cause della
crisi sono sia di carattere congiunturale (clima
particolarmente negativo e sfavorevole per gli anziani che
hanno rinviato o rimandato le cure; nuovo sviluppo di
terapie alternative, ecc.) che strutturale (atteggiamento
del SSN, separazione ancora netta fra benessere e terme,
mancata concezione di benessere termale, ecc.).
I principali problemi delle imprese termali negli ultimi
tre anni si concentrano soprattutto nella scarsa
promozione, nell'incertezza normativa e nell'atteggiamento
del SSN e nella congiuntura economica. Tra gli aspetti
positivi emerge la generale soddisfazione del cliente che
tuttavia non si traduce in effetti sul piano del marketing
termale.
Dalla ricerca sono quindi scaturite alcune proposte per
cercare di migliorare l'immagine come la realizzazione di
una grande campagna promozionale con oggetto terme e
benessere termale, la validazione scientifica delle cure,
il monitoraggio del sistema e la promozione dei risultati;
per cercare di recuperare credibilità attraverso
l'affermazione delle terme come cure naturali. Proposte
che tuttavia sono inutili se non vengono diffusi e
valorizzati anche sul piano del marketing.
http://www.saluteeuropa.it/news/2003/10/1017003.htm
Pistoia,
25 Settembre 2002
"OPPORSI
CONGIUNTAMENTE ALL'IPOTESI DI TOGLIERE LE PRESTAZIONI
TERMALI DAL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE"
Il segretario provinciale di Confesercenti Riccardo
Bruzzani lancia un appello alle associazioni di
Montecatini.
Le
anticipazioni trapelate nei giorni scorsi circa la
possibilità di inserire nella prossima Legge finanziaria
una norma che toglierebbe le cure termali a carico del
Servizio Sanitario Nazionale (eccetto che per alcune
limitate categorie di grandi invalidi) rischia di minare a
fondo la credibilità stessa del termalismo. E questo
renderebbe inutili i numerosi studi (non ultimo il
progetto "Naiade") che hanno invece confermato
il contributo essenziale alla salute e al benessere di chi
si sottopone alle cure termali.
Per Montecatini (come per altre numerose realtà locali)
questo provvedimento risulterebbe gravissimo da un punto
di vista economico, turistico e soprattutto dell'immagine
in generale. E ciò rischierebbe di danneggiare
irreparabilmente il percorso di rilancio cittadino
progettato dalla nuova società di gestione delle
Terme...............................................................
http://www.confesercenti.pistoia.it
Meglio
sarebbe non pagarle
In
tempi di evidence based medicine, la medicina basata sulle
prove di efficacia, parlare di cure termali rappresenta
una sfida da diversi punti di vista. Esistono prove
attendibili che le cure termali siano efficaci? In quali
patologie? E, poi, efficaci rispetto a che cosa?
Ma
ci si può anche domandare quali metodologie potrebbero
avvalorare l'ipotesi di efficacia. Un trial clinico tra un
ciclo di inalazioni termali contro inalazioni placebo?
Fanghi veri e fanghi finti? Terapie idropiniche contro
acqua fresca di rubinetto? Improbabile. E allora terapia
termale contro nessuna terapia? Altrettanto difficile da
sostenere; probabilmente qualche metodologo della ricerca
storcerebbe il naso. Non mi pare possibile dimostrare
l'efficacia di questi trattamenti con la metodologia con
cui si studiano i farmaci, tantomeno in cieco.
D'altra
parte, questi trattamenti non sono farmacologici, e
pertanto sembrano quasi dispensati dal dovere di fornire
prove di efficacia secondo gli standard comunemente
adottati per altri interventi.
Ritengo
perciò che l'unico giudizio possibile sia quello basato
sulle impressioni. Le mie non sono cattive, e quelle dei
pazienti che vi si sottopongono regolarmente nemmeno. Per
conto mio, credo per esempio che vaporizzare un litro di
acqua nelle narici piene di secrezioni di un soggetto con
una sinusite cronica abbia un effetto potenzialmente
migliore di molti pacchetti di fazzoletti di carta (tanto
per fare un confronto).
Se
prendiamo in considerazione soggetti che si sottopongono
regolarmente a cicli di terapie (per esempio inalatorie,
idropiniche o con i fanghi), pensare che non ne abbiano
una buona impressione sarebbe quanto meno illogico. Però
questo, in termini tecnici, è un classico errore di
selezione, il che complica un po' anche il giudizio basato
sulla soddisfazione del paziente. All'epoca in cui le cure
termali si facevano con un congedo lavorativo di due
settimane (alcuni pazienti erano rimborsati anche del
viaggio e della permanenza in albergo presso una qualsiasi
rinomata stazione termale) i pazienti non erano
soddisfatti, ma entusiasti. Potevano anche avere una
scarsa compliance sulla terapia antipertensiva, ma quella
sulle cure termali (nonostante la scomodità dei lunghi
spostamenti) era molto buona.
Naturalmente
in questa sorta di opinion based medicine ci sono risvolti
di valenza opposta. Se il giudizio scientifico sembra
alquanto difficile (o forse troppo facile, dipende dai
punti di vista) non è certo questa la sola prospettiva di
valutazione. In fin dei conti noi non abbiamo sempre
bisogno di prove certe per prendere decisioni (la
responsabilità di scegliere in condizioni di incertezza
fa parte della vita di tutti i giorni). Non solo, direi
anzi che le cure termali, per i pazienti che amano
sottoporvisi, sono la dimostrazione della scarsa rilevanza
che ha per le persone la prova scientifica di efficacia.
La
scienza non va applicata alle cure termali, altrimenti le
snatura, le dimostra inefficaci perché le rende
inefficaci. Esse rappresentano una modalità
particolarmente elaborata di prendersi cura di sé. Nelle
forme estreme, quelle che implicano il soggiorno in
località amene, in alberghi dove si mangia bene perché
frequentati da persone che soffrono di fegato (e dove
nessuno cerca di convincerle che non è vero), la vacanza,
il divertimento (nel senso latino del termine), rispetto
alla vita quotidiana in cui di tempo per prendersi cura di
sé ce n'è sempre poco, sono una preziosa sospensione; un
bagno (magari di fango), un veicolo di relax, un modo per
aiutare a concentrarsi finalmente sul proprio corpo, cioè
su di sé, ma riuscendoci per giunta in ambienti
tendenzialmente socializzanti, in cui si possono
condividere soprattutto e per prime le storie dei propri
acciacchi.
Smettiamo
di porci domande scientifiche sulle cure termali, e
togliamo se possibile la parola ai medici in proposito.
Oppure cominciamo coerentemente a porcele anche quando
consigliamo ai nostri pazienti di uscire a prendersi una
boccata d'aria buona. Se poi smettessimo anche di pagarle
con denaro pubblico (poco o tanto che sia), mistificando
sulle patologie che possono trarne reale beneficio,
sarebbe ancora meglio, e le consiglierei molto più spesso
e più volentieri ai miei pazienti.
Massimo
Tombesi
Medico
di famiglia
Macerata
©
1998 Tempo Medico (n. 605 del 30 settembre 1998)
Bimbi
alle terme
Ultimo
aggiornamento 07/05/04
In occasione di una conferenza stampa organizzata
dall`azienda Terme di Sirmione, titolare dell`omonima
acqua termale, i medici specialisti del centro termale
hanno illustrato le metodiche che trovano indicazione in
pediatria.
L`acqua
L`acqua di Sirmione, ha ricordato il dottor Valerio
Boschi, specialista in idrologia medica, è un`acqua
salsobromoiodica e ipertermale (perché sgorga alla fonte
ad una temperatura di 69°C). Ricca di sali di sodio,
bromo e iodio e di idrogeno solforato (H2S), un gas molto
importante per la sua azione terapeutica. Si devono allo
zolfo, in questa forma, le azioni: antisettica,
batteriostatica, mucolitica ed eutrofizzante sulle mucose
respiratorie.
L`elevata concentrazione di sali e la conseguente
ipertonia dell`acqua contribuiscono all`effetto
fluidificante, mentre lo iodio esercita un`azione
antisettica. Gli impieghi di questa acqua termale sono
molteplici, grazie a tecniche inalatorie sempre più
avanzate, e offrono ottimi risultati in termini di
prevenzione e riduzione della frequenza e intensità degli
episodi respiratori flogistici acuti e cronici. Unica
controindicazione, ha ricordato Boschi, la fase acuta
delle patologie respiratorie, durante la quale non ci si
può sottoporre alle cure termali.
L`otite media effusiva
Date le interconnessioni anatomiche e funzionali tra le
parti alte dell’apparato respiratorio (orecchio, naso e
gola) si può osservare che ogni singola compromissione di
una sola di queste unità, può influenzare l’integrità
e il corretto funzionamento di tutto l`insieme.
Come ha ben schematizzato il professor Gianluigi
Bonsetti, specialista in otorinolaringoiatria, il
rivestimento mucoso si estende all`interno di tutte e tre
le cavità, perciò eventuali affezioni della mucosa, ad
eziologia allergica o infettiva, possono esitare in
rinite, otite, sinusite, faringite, tonsillite, laringite
e bronchite.
Molto frequentemente, nei bambini in età prescolare e
scolare, l`eccesso di secrezione da parte della mucosa
coinvolge la cavità timpanica, causando otite media
effusiva (OME) o anche episodi acuti e ricorrenti di otite
media purulenta.
L`OME è tra le cause principali di sordità rinogena nei
bambini, con picchi d`incidenza tra i 3 e gli 8 anni
d`età,
proprio nella fase in cui i piccoli apprendono il
linguaggio.
La diagnosi è piuttosto semplice, mentre non esistono
protocolli terapeutici sicuramente efficaci;
fortunatamente la patologia va incontro a una flessione
spontanea in età pre-adolescenziale.
L`alternativa termale
Il sistema timpano-ossicolare funziona correttamente
quando si trova alla pressione atmosferica, cioè quando i
canali sono pervii e consentono la giusta circolazione
d`aria.
Quando le cavità nasali sono congestionate, diminuisce il
flusso d`aria dal naso all`orecchio medio; il "debito
di pressione" che si genera provoca la formazione del
versamento endotimpanico. Per ristabilire l`aerazione
della cassa timpanica, senza ricorrere al drenaggio
chirurgico (che non può essere ripetuto più volte), si
può effettuare l`insufflazione tubarica, come ha spiegato
il professor Giuseppe Zampano, responsabile del Centro
Sordità Rinogena Terme di Sirmione.
La procedura è poco invasiva e normalizza rapidamente la
situazione. Si tratta di inserire un piccolo catetere
dalle narici fino all`orecchio medio e poi di insufflare
aria per liberare la tromba di Eustachio. Negli
stabilimenti di Sirmione, l`aria viene sostituita con
l`idrogeno solforato (che si libera dall`acqua termale)
sommando così all`azione meccanica dell`insufflazione
quella terapeutica dello zolfo. Il risultato è duplice:
in pochi minuti si ristabilisce la giusta pressione
all`interno dell`orecchio medio, così che l`essudato
viene riassorbito spontaneamente; inoltre il gas
insufflato fluidifica il muco presente, facilitandone
l`eliminazione, e rivitalizza la mucosa.
Nei casi, peraltro rari, in cui risulti difficoltoso
l`inserimento del catetere, i bambini possono utilizzare
il Politzer: un apposito apparecchio a forma di oliva che
si appoggia alla narice e viene collegato al flusso di
gas. Tappando la narice controlaterale e chiedendo al
piccolo paziente di deglutire alcune volte, si riesce ad
ottenere l`areazione della cavità endotimpanica.
Elisabetta Lucchesini
(Conferenza
stampa "Il termalismo in età pediatrica a Sirmione"
29 aprile 2004)
http://pro.dica33.it
Patologie
articolari e fangoterapia
La
professoressa Simona Bellometti è una ricercatrice che si
occupa di medicina termale e porta avanti da tempo una
serie di studi che considerano in particolare le Terme
Euganee di Abano, e comunque vari aspetti del termalismo.
L’ho conosciuta presso l’Istituto di Farmacologia
dell’Università di Pavia. Prendo spunto da uno suo
scritto per parlarvi di ARTROPATIE e FANGOTERAPIA. La
medicina termale è quella branca della medicina che si
occupa del trattamento di varie patologie con metodi di
cura NATURALI. Tra questi mezzi c’è la
fangobalneoterapia, efficace da secoli nella risoluzione
dei sintomi dolorosi che accompagnavano varie patologie
dell’apparato osteoarticolare. L’artrosi, alcune
malattie di tipo infiammatorio in fase non acuta, i
reumatismi detti “dismetabolici”, alcune patologie
muscolari, come le contratture, possono trarre beneficio
da questo genere di cure, inoltre, è riconosciuta la
validità della fangobalneoterapia anche per la
riabilitazione di alcuni quadri post-traumatici. Dolore,
limitazione funzionale, contratture muscolari, ridotto
sviluppo e ridotta tonicità dei muscoli, sono condizioni
che beneficiano dell’applicazione del fango termale.
L’OSTEOARTROSI colpisce la maggioranza delle persone
oltre i 65 anni e, nelle stazioni termali, i pazienti che
ne soffrono sono largamente rappresentati. Un’attività
fisica costante e leggera è fondamentale per stimolare la
dinamica delle articolazioni. La rilevanza sociale delle
osteoartosi è destinata ad aumentare con
l’invecchiamento della popolazione, come gli stili di
vita sedentari, con il diffondersi di soprappeso e obesità.
Purtroppo,
l’esteoartrosi si manifesta tardi, e quando procura
disturbi s’interviene con farmaci, cure fisiche,
termali, riabilitative, ma quando il processo è ormai
avanzato. I FANS sono i medicinali più usati: tra il 59%
e l’84% di una popolazione di osteoartrosici ricorre ad
essi. Ma i FANS procurano spesso nausea, vomito, disturbi
digestivi, bruciore di stomaco, a volte ulcere, emorragie,
perforazione gastrica. Si registrano anche casi di morte,
per l’uso cronico di questi farmaci. Gli anziani (come
di solito, purtroppo), sono la popolazione a maggiore
rischio, sia perché sono coloro che più degli altri
consumano queste medicine, sia perché hanno una mucosa
gastrica spesso alterata. La fangobalneoterapia genera
reazioni di tipo generale, sull’apparato
cardiovascolare, su enzimi vari, su parametri biochimici,
ma anche di tipo locala, soprattutto sulle articolazioni.
Il fango termale è una miscela usata a scopo curativo,
dopo una maturazione in vasche per almeno due mesi, a
contatto continuo con l’acqua termale. In questo modo il
fango si arricchisce d’alghe e microrganismi, cui va il
merito di una serie di cambiamenti chimici e fisici
positivi e della comparsa d’alcune frazioni chimiche, in
buona parte responsabili delle proprietà terapeutiche del
fango stesso. Nel siero di pazienti che abbiano
beneficiato di questo tipo di cure sono state evidenziate
reazioni neuroendocrine molto favorevoli. Con un ciclo di
fangobalneoterapia è stato possibile mettere in evidenza
un’importante riduzione del livello del PGE2, forte
sostanza che genera infiammazione.
Non
sono stati riscontrati paralleli effetti collaterali a
danno dell’apparato gastrointestinale. Nella fase
infiammatoria ACUTA è dunque utile il farmaco, in quella
CRONICA il trattamento termale. Anche altre importanti
sostanze che sono coinvolte nel processo di degrado e
d’infiammazione della cartilagine sono influenzate dal
trattamento termale. La fangobalneoterapia partecipa alla
modulazione del danno a carico della cartilagine e alla
modulazione della risposta infiammatoria.
Dopo
il fango c’è il bagno con acqua termale, e questo è un
altro momento curativo, in virtù della temperatura e
delle caratteristiche chimiche dell’acqua termale: il
corpo assorbe calore, la cute si riscalda, c’è
vasodilatazione, aumenta il flusso del sangue alla
periferia della struttura corporea e ai muscoli, e tutto
ciò favorisce il controllo delle contratture dolorose.
L’acqua termale serve nell’IDROKINESITERAPIA, tecnica
di ginnastica medica che necessita d’attrezzature e
strutture che difficilmente si trovano negli ospedali, e
cioè le piscine. Come appare ovvio, questa tecnica si
avvale delle proprietà fisiche e chimiche dell’acqua
calda (o fredda, a volte) termale, e delle proprietà
dell’esercizio fisico. Se prima ci si sottopone “al
fango” e poi alla seduta di idrokinesiterapia, si giunge
in acqua con pelle e muscoli già riscaldati e dilatati, e
si beneficia della reazione neuro-ormonale innescata dal
fango, che alza i livelli nel sangue di BETA-ENDORFINA,
sostanza che ha un ben conosciuto potere analgesico. La
terapia finisce con il MASSAGGIO: connettivale, subacqueo,
classico in base all’età e allo stato del paziente.
Questo è un vero atto curativo, che tonifica la cute e i
muscoli in modo profondo, stimolando i ricettori del tatto
e della pressione.
Fangobalneoterapia,
idrokinesiterapia e massaggio necessitano di strutture
adeguate e di controllo medico specialistico. Se ancora
esistono pregiudizi relativi al termalismo, è tempo che
cadano, perché i nostri centri termali sono invasi da
popolazioni europee e, recentemente, non solo europee, ed
è un peccato che proprio noi, abitanti di una terra
generosa in termini d’offerta d’acque benefiche, non
conosciamo o non siamo portati ad apprezzare le nostre
ricchezze naturali.
http://www.aldozecca.net/idrologia/patologie_articolari_e_fangotera.htm
Soggiorni
benefici
Quanto
a terme e medicina termale la Francia non è seconda a
nessuno: sia per storia sia per numero di stazioni
termali. La documentazione scientifica dei benefici del
termalismo è, ovviamente, molto ricca come dimostra
un'ampia revisione pubblicata su Le Quotidien du Médecine
nel 1999. Ovviamente le conclusioni tratte valgono anche
per i molti stabilimenti termali italiani.
La medicina termale non si pone come alternativa a quella
tradizionale, ma semmai in aggiunta a essa, al fine di
alleviare i sintomi di patologie croniche e degenerative
non curabili. In questa ottica il termalismo è di grande
aiuto in quanto, migliorando la qualità di vita del
paziente, riduce il ricorso a molti farmaci, il cui uso
prolungato potrebbe indurre effetti collaterali. Di
seguito una panoramica, suddivisa per patologia, dei
principali effetti benefici offerti dalle acque termali.
Reumatologia e traumatismi osteoarticolari
Reumatismi, artrosi, tendinite, lombalgia, sciatalgia,
conseguenze di traumi osteoarticolari sono tra i disturbi
più diffusi nella popolazione adulta, e sono tra quelli
che rispondono meglio alle cure termali. L'idroterapia
calda è efficace sui sintomi dolorosi, sulle contratture
e sulla mobilità delle articolazioni, inoltre lo zolfo
presente nell'acqua solforosa attraversa la pelle e si
fissa alle cartilagini. Uno degli studi più significativi
è stato realizzato dalla Clinica di Reumatologia
dell'Ospedale Cochin di Parigi e dalla Compagnia Vichy nel
1994 su pazienti artrosici. Nei 6 mesi successivi alla
cura termale il consumo di antinfiammatori si è dimezzato
e il ricorso ad antiartrosici si è ridotto di un terzo;
sono migliorati i punteggi sull'entità del dolore e
l'indice di funzionalità, così come la qualità di vita;
questi benefici si sono mantenuti anche dopo 12 mesi.
Analoghe conclusioni sono state tratte dall'osservazione
di 102 pazienti, affetti da lombalgia, trattati presso lo
stabilimento di Bains les Bains: diminuzione a 8 mesi del
dolore, della rigidità, del consumo di analgesici e di
antinfiammatori. Gli stessi autori hanno studiato
l'effetto delle cure di Saint Nectaire sulle lombalgie
croniche: a distanza di 2, 4 e 6 mesi il confronto tra
gruppo controllo e gruppo trattato è stato favorevole a
quest'ultimo in termini di durata e intensità del dolore,
rigidità, funzionalità e consumo di farmaci.
Vie respiratorie
Un quarto degli utenti delle terme soffrono di problemi
delle vie respiratorie: in 2 casi su 3 si tratta di
disturbi otorinolaringoiatrici recidivanti come riniti,
otiti, faringiti e sinusiti. In un terzo dei casi, invece,
le affezioni sono broncopolmonari, asma, bronchite
cronica, dilatazione dei bronchi. I bambini rappresentano
circa il 30% degli ospiti degli stabilimenti termali, dato
che è possibile sottoporli a questi trattamenti già a
partire dai 3 anni d'età. Uno studio su 42 pazienti
affetti da sinusite cronica ha mostrato, nel gruppo che
aveva effettuato un soggiorno a Eugénie les Bains, una
diminuzione di 5 volte del dolore e di 3 volte della
rinorrea nei 6 mesi successivi la cura. In 72 bambini che
soggiornavano a Gréoux les Bains perché affetti da otite
sierosa si è notato un drastico calo (86%) delle
sovrainfezioni nell'intervallo tra 2 cicli termali. Uno
studio italiano su 50 pazienti affetti da infiammazione
cronica delle vie respiratorie superiori ha confermato
l'utilità delle insufflazioni con acqua solforosa. In più
della metà dei 40 soggetti trattati, la valutazione
citologica della mucosa nasale ha evidenziato dei
miglioramenti: minor quantità di materiale batterico nel
65% dei casi, diminuzione del numero di cellule
polimorfonucleate nel 60%, scomparsa della metaplasia in
tutti i soggetti. Nei 10 pazienti controllo, che avevano
inalato placebo, non si è osservata nessuna di queste
modificazioni.
Flebologia
L'insufficienza venosa può essere curata a tutti gli
stadi; i risultati migliori si ottengono quando è
funzionale in quanto le terapie ne arrestano l'evoluzione.
Il 40% dei soggetti si affida alle cure termali per le
conseguenze della flebite, ottenendo una rapida
cicatrizzazione delle ulcere venose e una diminuzione del
linfedema. A Barbotan les Thermes un'indagine su 300
pazienti ha dato i seguenti risultati: diminuzione della
pesantezza nel 74% dei casi, degli edemi nel 68%, dei
dolori nel 64%, uniti al miglioramento della pigmentazione
degli arti inferiori e dei problemi di trofismo cutaneo.
Dermatologia
Anche in questo campo le indicazioni sono numerose: eczema
dell'adulto e del neonato, psoriasi, cicatrici
ipertrofiche da ustione, prurito, orticaria. A La
Roche-Posay si trattano psoriasi, grandi ustioni e
dermatite atopica; i grandi ustionati si curano anche a
Saint-Gervais e i benefici riguardano il sollievo da
dolore e da prurito e il miglioramento dell'aspetto del
tessuto cicatriziale. Per la dermatite da contatto,
invece, sembra più indicata l'acqua termale di Avène.
Infezioni delle vie urinarie
Le cure termali sono utili nel prevenire la ricomparsa di
calcoli, le infezioni recidivanti femminili, la prostatite
ricorrente nell'uomo. Due indagini, effettuate a La Preste
e Châtel Guyon, in pazienti con infezione urinaria hanno
dimostrato un calo del numero di recidive a 12 mesi dalla
cura, dovuto alla minor capacità dei batteri di aderire
all'epitelio delle vie urinarie. L'indice di aderenza cala
già dopo 5 giorni di terapia e si mantiene stabile per 2
anni, le ricadute scendono da 3,55 episodi l'anno a 0,61
episodi.
Malattie cardiovascolari
Ci si riferisce sempre a patologie croniche, come artrite
degli arti inferiori, sindrome di Raynaud, angina, a
condizione che l'intervento sia precoce. Due studi
controllati e randomizzati hanno evidenziato un possibile
ruolo della carboterapia a Royat e del gas termale a
Boulou nell'arterite delle gambe. La carboterapia consiste
nell'esposizione ad anidride carbonica (CO2) pura al
99,5%, somministrata con iniezioni sottocutanee locali
oppure miscelata all'acqua termale nella quale il paziente
si immerge. La cura dura 3 settimane e sfrutta l'azione
vasodilatatoria della CO2 ma non solo, si è visto,
infatti, che il trattamento riduce la capacità
dell'emoglobina di legare ossigeno, per cui si ha un
maggior rilascio di ossigeno all'interno delle cellule
(come una scossa di energia vitale).
Ginecologia
I disturbi che si possono alleviare sono i dolori dati
dall'infiammazione cronica della pelvi, la terapia è
esterna: bagni o irrigazioni vaginali sono molto efficaci.
Non bisogna dimenticare che le fonti termali, già note
agli antichi romani, sono moltissime anche in Italia. Si
differenziano per il tipo di acqua che vi sgorga e per la
temperatura, che può essere anche molto elevata,
dell'acqua stessa. Le acque si distinguono in base ai sali
minerali che contengono in: oligominerali, sulfuree,
salsobromoiodiche, radioattive, salse (cloruro-sodiche),
solfate, bicarbonato, carboniche, arsenicali-ferruginose.
Le terapie possono essere interne, insufflazioni,
irrigazioni, inalazioni, oppure esterne, fanghi, bagni,
grotte. Naturalmente non tutte le terme vanno bene per
tutti: i benefici per la salute sono strettamente legati
alla specifica composizione dell'acqua.
Elisa Lucchesini
Fonti
Acta Otorhinolaryngol Ital 1996 Dec; 16(6
suppl55):91-94
Therapie 1995 Mar-Apr; 50(2):113-122
Le Quotidien du Médecin 1999
http://www.dica33.it/argomenti/salute_
REGOLE
CERTE PER IL SETTORE DELLE TERME
(Il riordino del settore termale - l. n° 323 del 24
ottobre 2000)
Una
nuova legge ha fissato regole e norme precise per
regolamentare l’attività delle terme, un settore che ha
conosciuto di recente una nuova stagione di successo. Cure
termali vengono definite "le cure che utilizzano
acque termali o loro derivati, aventi riconosciuta
efficacia terapeutica per la tutela globale della salute
nelle fasi della prevenzione, della terapia e della
riabilitazione", di alcune patologie.
Le nuove disposizioni stabiliscono la validità
medico-scientifica e terapeutica delle cure termali, che
vengono però rigorosamente distinte da prestazioni più
strettamente legate all’estetica, al benessere e al
fitness. A maggiore tutela del paziente, o del
consumatore, un centro che voglia offrire entrambi i
trattamenti, sarà tenuto a farlo in ambienti
assolutamente separati.
Ribadita l’esigenza di una corretta vigilanza medica
sull’erogazione delle cure, viene introdotta una nuova
specializzazione in medicina termale, mentre aziende e
stabilimenti dovranno, per svolgere la propria attività,
essere autorizzati dall’autorità sanitaria competente
per territorio.
Le terme Doc. Un "marchio di qualità
ambientale" potrà essere concesso alle società
concessionarie di risorse per le attività termali che
abbiano adottato un bilancio ambientale, che valorizzino
correttamente le risorse naturali, storiche e artistiche
del territorio, oltre ad idonee modalità di smaltimento
dei rifiuti.
http://www.senato.it/dsulivo/XIII%20legislatura/schede/sanit%C3%A0.htm
.
CURE
TERMALI Le
terapie effettuate negli stabilimenti lombardi sono
inserite nei livelli essenziali di assistenza
Una
medicina naturaleche proviene dall’acqua
. Il
Piano socio-sanitario della Regione garantisce ai
cittadini la possibilità di usufruire, a costi contenuti,
di
alcuni strumenti terapeutici utili a mantenere e
ripristinare lo stato di salute individuale. Gli studi
clinici
effettuati
dimostrano che queste cure comportano una significativa
diminuzione di ricoveri ospedalieri.
di
Enrica Suzzi
(con il contributo di Federterme e del Consorzio Termale
Lombardo)
La
medicina termale è la branca della scienza medica che
utilizza a scopi terapeutici le
acque
minerali e i loro derivati, i fanghi e le grotte. Per
questo è considerata una medicina
naturale,
in riferimento all’origine “non artificiale” del
mezzo utilizzato.
Ma
le cure termali sono tutt’altro che empiriche o
approssimative: i mezzi di cura termale per essere
autorizzati all’impiego devono dimostrare la loro
validità terapeutica con metodi scientifici.
Le
cure, inoltre, sono prescritte e somministrate sotto
controllo medico e le stazioni termali possiedono
requisiti, regolamenti, compiti e personale che li
equiparano agli altri centri sanitari.
RICONOSCIUTA
EFFICACIA PER LA TUTELA DELLA SALUTE
La
legge 323 del 24/10/2000 definisce le cure termali come
“...le cure che, utilizzando
acque
termali o loro derivati, hanno una riconosciuta efficacia
terapeutica
per
la tutela della salute, nelle fasi della prevenzione,
della terapia e della riabilitazione di molte patologie”.
Nella storia della medicina l’acqua ha sempre rivestito
un ruolo fondamentale
come
“principio curativo”. Il concetto dell’azione
salutare di bere alcune acque e
immergersi
in determinate sorgenti si trova già agli albori della
medicina, così
come
l’immagine medico-religiosa dell’azione purificatrice
e risanatrice delle sorgenti
termali
è presente nella storia di tutte le antiche civiltà.
Questo evidenzia come il ricorso alle terme costituisca
un’esperienza radicata soprattutto nella cultura del
nostro Paese, che ha rappresentato una delle motivazioni
che hanno comportato l’inserimento e il mantenimento
delle cure termali nell’ambito dei livelli essenziali di
assistenza.
UNO
SCOPO TERAPEUTICO, PREVENTIVO E RIABILITATIVO
Le
cure termali hanno molti campi di applicazione perché si
utilizzano a scopo terapeutico ma anche preventivo e
riabilitativo. Sono particolarmente preziose in senso
preventivo, poiché, è ormai noto che per salute non si
intende solo l’assenza di malattia ma anche la ricerca
di
un sempre maggior benessere psicofisico.
Il
Piano Sanitario Nazionale della Regione Lombardia
garantisce alla popolazione
la
possibilità di usufruire, a costi contenuti, di alcuni
strumenti terapeutici, volti a mantenere e ripristinare lo
stato di salute individuale e di cui sia accertato il
beneficio. In tal senso il Servizio
Sanitario
Nazionale, riconoscendo l’efficacia della terapia
termale, include le cure termali, come detto, nei livelli
essenziali di assistenza sanitaria.
L’appropriatezza
delle cure è stata oggetto di mirati studi clinici che
hanno fatto parte del Progetto Naiade che, voluto
dal Ministero della Salute ha coinvolto 291 aziende
termali italiane. L’indagine,
che
prevedeva studi osservazionali di tipo
clinico-epidemiologico si è conclusa alla fine del 1999,
ed è stata effettuata su circa 50mila pazienti affetti da
varie patologie, per valutare l’efficacia
delle
cure termali e il rapporto costo/ benefici. I risultati
degli studi hanno confermato l’efficacia delle cure
testate, con deciso miglioramento delle condizioni dei
pazienti e una significativa
riduzione
dei ricoveri ospedalieri, delle giornate di assenza
lavorativa e del ricorso dei farmaci.
LE
PATOLOGIE CURABILI CON LA RICETTA DEL MEDICO
Il
Decreto Ministeriale 15.12.1994 ha fissato un elenco di
patologie che “possono
trovare
reale beneficio dalle cure termali” alle quali si può
accedere con la ricetta del proprio medico di Medicina
Generale. Vediamo quali sono:
Rinopatia
vasomotoria, faringolaringiti croniche, sinusiti croniche.
Sindromi rinosinusitiche-bronchaili croniche, bronchiti
croniche semplici o accompagnate a componente ostruttiva.
Stenosi
tubariche,
otiti catarrali croniche, otiti croniche purulente non
colesteatomatose.
Osteoartrosi
e altre forme degenerative.
Reumatismi
extraarticolari.
Postumi
di flebopatie di tipo cronico.
Sclerosi
dolorosa del connettivo pelvico di natura cicatriziale e
involutiva, leucorrea
persistente
da vaginiti croniche aspecifiche e distrofiche.
Psoriasi,
eczema e dermatite atopica, dermatite seborroica
ricorrente.
Calcolosi
delle vie urinarie e sue recidive.
Dispepsia
di origine gastroenterica e biliare, sindrome
dell’intestino irritabile nelle sue varietà
con
stipsi.
w.sanita.regione.lombardia.it)
Il
ricorso alle terme è un’esperienza radicata nella
cultura del nostro Paese.
http://quisanita.equart.it/cm/pdf/quisanita_anno2_n3.pdf
Medicina
Termale:
Classificazione delle Acque
Le
acque hanno diverse proprietà chimico-fisiche. Questo
comporta il fatto che ogni sorgente abbia diverse proprietà
terapeutiche. Ecco la loro classificazione.
Classificazione
secondo Marotta e Sica
Acque
oligominerali
Sono caratterizzate oltre che da una ridotta
concentrazione di mineralizzatori, dalla presenza in
tracce di metalli pesanti e da una quantità più o meno
grande di gas discolti. sono contraddistinte da una nota
azione diuretica e vengono usate per bibita. L'effetto
principale di queste acque è infatti quello di favorire
la diuresi e trovano elettiva indicazione nella
prevenzione della calcolosi renale.
Acque
mediominerali
La maggior parte di queste acque è ricca di bicarbonati.
L'azione di queste acque è analoga a quella delle
oligominerali, sebbene l'effetto diuretico diminuisca
progressivamente con l'aumentare del residuo fisso.
Acque
minerali
In questo gruppo rientrano le più note acque
medicamentose. Pertanto, data la variabilità di
concentrazione dei sali, l'assunzione per uno scopo
terapeutico preciso, andrebbe fatto sotto diretto
controllo del medico, al fine di evitare un uso improprio
e la conseguente comparsa di effetti indesiderati.
Classificazione
in base alla composizione salina
Acque
salse o cloruro-sodiche
Contengono in prevalenza cloruro di sodio. in alcune
si trovano solfato di na e bicarbonato di na, calcio e
magnesio. Si somministrano prevalentemente per bibita.
Stazione termale principale: Montecatini (acque salse -
solfate).
Indicazioni: malattie del ricambio (obesità, diabete,
dislipidemie), gastriti, insufficienza epato-biliare,
stipsi.
Acque
solfuree
Contengono zolfo in varie combinazioni. quelle che
contengono idrogeno solforato sono caratterizzate da uno
sgradevolissimo odore di uova marce. Si somministrano per
bibita, per balneoterapia, fanghi, per inalazioni,
irrigazioni vaginali.
Stazioni termali principali: Acqui, Tabiano, Porretta.
Indicazioni: malattie croniche o.r.l. e respiratorie,
malattie osteoarticolari, malattie del ricambio (gotta),
malattie cutanee e ginecologiche, angiopatie.
Acque
arsenicali - ferruginose
Sono acque che contengono ferro in grande abbondanza e
arsenico in tracce. Si somministrano per bibita,
balneoterapia, inalazioni, irrigazioni, fanghi.
Stazioni termali principali: Levico, Pejo.
Indicazioni: anemie sideropeniche, diatesi linfatiche,
convalescenze, malattie della pelle, nevriti.
Acque
bicarbonate
Sono acque che contengono bicarbonati in modo
prevalente. La maggioranza sono bicarbonato - calciche, ed
il calcio presente conferisce a queste acque un sapore
gradevole. Sono usate di solito per terapia idropinica; le
più concentrate anche per bagni, docce, irrigazioni
vaginali e rettali.
Stazioni termali principali: S. Pellegrino, Recoaro.
Indicazioni: dispepsie, epatopatie, malattie del ricambio.
Acque
solfate
Sono acque in cui prevale l'anione solfato. Si
somministrano essenzialmente per bibita, ma anche per
fanghi e irrigazioni rettali.
Stazioni termali principali: Boario, Chianciano.
Indicazioni: malattie del fegato e delle vie biliari,
stipsi. non sono indicate durante lo sviluppo perchè
possono interferire con l'assorbimento del calcio.
Acque
carboniche
Contengono bicarbonato in varie forme. Sono
soprattutto bicarbonato - calciche. Il calcio conferisce a
queste acque un sapore gradevole. Si somministrano
essenzialmente per bibita, ma anche per balneoterapia,
docce, irrigazioni vaginali e rettali.
Stazioni termali principali: San Pellegrino, Bognanco,
Recoaro.
Indicazioni: gastriti e despepsie gastriche (favoriscono
la digestione), disordini epatobiliari.
Acque
radioattive
Contengono tracce di sostanze radioattive (radon). Si
usano per bibita, per inalazioni, irrigazioni vaginali,
per balneoterapia e fangoterapia.
Stazione termale principale: Lurisia.
Indicazioni: malattie del ricambio (gotta), allergie,
rinite vasomotoria, vaginiti croniche.
Acque
salso-bromo-iodiche
Sono acque fortemente mineralizzate. Contengono
cloruro di sodio e altri minerali in diversa
concentrazione. Si somministrano per balneoterapia,
fanghi, inalazioni e irrigazioni. possono essere usate
anche per bibita.
Stazione termale principale: Salsomaggiore.
Indicazioni: linfatismo, artropatie croniche, malattie
infiammatorie ginecologiche, malattie croniche delle vie
aeree.
http://www.portalemedico.it/modules.php?name=
News&file=article&sid=35
Combattere
l'obesità con le cure termali
ultima revisione: 03/05/2004
Le
cure termali stanno affrontando una nuova sfida:
sconfiggere l'allarme obesità e diabete. Sviluppando
nuove competenze in collaborazione con le università, la
nuova medicina termale integrata si propone di
ripristinare il benessere psico-fisico e nutrizionale.
La
salute, oggi, non è solo la cura di malattie o infermità,
ma la giusta ricerca del miglior stato possibile di benessere
fisico, mentale e sociale, diritto fondamentale sancito
dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (O.M.S.)
.............
sanihelp.msn.it/terme/scheda
A
chi comunque non piacciono le cure termali sono offerte
delle alternative gustose!.....
Bellezza:
vinoterapia per diventare belli
Da un'idea di una coppia di viticoltori francesi è
rinata in quel di Bordeaux la vinoterapia. Dove è aperta
una delle prime terme enologiche, apprezzate anche da vip
come Jennifer Lopez e Isabel Adjani. Benefica per i
trattamenti anti rughe e tonificanti
Vi è mai passata per la testa l’idea di farvi un bagno
di latte? Beh, ricredetevi. Siete astemie? Non
preoccupatevi, non vi dovrete ubriacare. La vinoterapia
è un surrogato di terme. Ma al posto di crogiolarvi
nell’acqua, meglio se tiepida, vi farete dei bagni
rilassanti a base di spumante o vini pregiati.
L’idea è venuta agli eredi di una ricca famiglia di
viticoltori. E la scelta del luogo non poteva che ricadere
su Bordeaux, dove sorge il favoloso Chateau de Smith
Haute Lafitte. Già all’inizio del secolo un gruppo
di medici propugnava l’ampeloterapia come una panacea
contro ipertensione e logorio fisico. Poi arrivarono le
medicine. E oggi ci riprovano Mathilde Cathiard e suo
marito Betrand Thomas.
Negli Stati Uniti, intanto la vinoterapia ha già fatto
proseliti nello star system.
Tecnicamente
la vinoterapia consiste in una serie di applicazioni
basate sugli stessi principi della talassoterapia,
e della balneoterapia. Ma ovviamente nel nostro caso si
utilizza l’uva. I suoi effetti benefici sono prodotti
dai polifenoli contenuti negli acini d’uva. Sono
loro gli artefici di questo miracolo estetico-enologico.
Essi aumentano la resistenza dei vasi sanguinei, rinforzano
la micro-circolazione, proteggono le fibre di elastina
e collagene, impediscono la distruzione dell’acido
ialuronico e di quello glicolico. E certamente è
garantito un soggiorno rilassante, quasi in stato di
ebbrezza, che anche i nomi suggeriscono. Impacco al
merlot, massaggio sauvignon, gommage cabernet, vino
lifting. Per citarne solo alcuni.
http://www.spaziodonna.com
E
comunque, certi o no dell’efficacia terapeutica, è bene
sempre prestare molta attenzione alle cure...termali!
La
prima personale italiana di Katarzyna Kozyra si inaugura
il 20
febbraio,
alle 18.00, presso la Galleria Civica di Arte
Contemporanea di
Trento,
per restare aperta fino al 30 maggio 2004.
Artista
polacca forte e provocatoria, i cui lavori hanno spesso
suscitato scandalo, Katarzyna Kozyra tocca temi sociali
scottanti> la privacy, la violenza, l’anzianità, la
malattia.
-.........................Si
intromette con telecamere nascoste nei bagni termali
femminili e in quelli maschili, per studiare
all’insaputa dei bagnanti i diversi comportamenti di
uomini e donne..........
http://www.undo.net/Pressrelease/pdf/focus19.PDF
|