Rubrica a cura di Ilaria Frisoni
 

 

Digiunoperapia

Lina  ha trentatre anni e sta allattando il terzo figlio; scherza spesso col marito dicendo che ha fatto un buon investimento sposandola, ha infatti raddoppiato il capitale, perché è passata dai 53 Kg prematrimoniali ai 102 odierni. Ha recentemente consultato un collega che le ha suggerito, per dimagrire, 15 giorni di digiunoterapia ed è molto preoccupata perché teme di non riuscire a terminare il programma: è solo al nono giorno di digiuno e non  sente più alcuna voglia di scherzare........

Sognando lasagne

Sono partita con qualche dubbio: ce la farò a non mangiare niente per due giorni?

Da tempo progettavo con le mie amiche trekkers una due giorni di digiuno, ed eccoci al dunque.

Da notare un vantaggio immediato: non c’è da fare la spesa, non ci sono sacchetti della Coop da caricare e scaricare dalla macchina, unici ingombri il sacco a pelo, qualche tisana alternativa e libri a volontà. Ciò che conta è digiunare in compagnia, magari leggendo a turno il manuale del perfetto digiunatore.

Comunque è vero ciò che si dice, all’inizio non si fa altro che parlare di mangiare: manicaretti regionali, nouvelle cousine, vini da meditazione, ma soprattutto caffè (quello ci manca più di tutto il resto). Poi con una passeggiata, un po’ di tai chi, una cantatina e qualche chiacchiericcio sugli uomini, si riesce a distogliere il pensiero. In effetti uno dei principali problemi legati al digiuno è come passare il tempo che altrimenti si spenderebbe a cucinare e poi a mangiare (circa tre ore a pasto). La lettura collettiva è un’occupazione che certamente aiuta, ma meglio ancora è spendere il tempo ad elencare i vantaggi del digiuno e le sue conseguenze:

>si evita la consueta odiosa fila alle casse del supermercato

>si risparmia (così ci potremo comprare quel bel completino di pizzo nero che vale almeno sei pasti)

>si riduce la produzione di rifiuti con evidenti vantaggi per l’ambiente

>si possono rimettere quei bei pantaloni ecrù che erano costati un occhio

>il partner ci guarda con ammirato stupore (o forse è compatimento, ma è bene essere ottimisti)

>il cervello entra in uno stato confusionale (simile a quando ci si fa una canna) e si pensa positivo anche se ci troviamo in una situazione disastrosa.

Vi sembra poco? A conti fatti valeva la pena sentire i gorgoglii dello stomaco, pensare compulsivamente ad una collana dei salsicce da arrostire su quel camino tristemente vuoto, alzarsi la mattina col cerchio alla testa, le gambe molli e la lingua di cartone.

Sì ne valeva la pena. Ho perso due chili, ho ripreso l’influenza, mi son vista una bella nevicata e con le mie amiche abbiamo deciso che il prossimo digiuno sarà in una bella località marina, sì da vedere nell’immediato gli effetti del dimagrimento.

Digiunate, gente, digiunate.

http://namaste.splinder.com/

Pura & in forma!

Vuoi eliminare le tossine, purificare il tuo organismo e perdere peso? E’ semplice, prova la digiunoterapia. Scopriamo insieme dove, come e perché ci conviene saltare un pasto senza rischi per la nostra salute.

Quella del digiuno è una pratica antica quanto il mondo ma ancora oggi conserva intatti i suoi benefici effetti. Ideale per depurarsi e perdere un po’ di chili, sembra che faccia anche ringiovanire contrastando l’invecchiamento psico-fisico e risvegliare le nostre facoltà intellettive aumentando la fiducia in noi stessi. Da alcuni studi condotti sui topi è emerso addirittura che il digiunare allungherebbe la vita e non è escluso che faccia lo stesso anche con noi uomini. Quel che oggi è certo è che prendersi una pausa dal cibo ogni tanto fa bene alla nostra salute a patto, però, che si osservino alcune regole fondamentali.

Prima di tutto è bene intendersi sul termine; oltre al digiuno completo per chi non se la sente di affrontarlo c’è sempre l’astinenza parziale. Nel primo caso è fortemente consigliato accertarsi delle nostre condizioni fisiche facendo una <B< medica>e poi farsi seguire da uno specialista durante la terapia. Corsi appositi vengono organizzati nelle beauty-farm o da naturopati. Solitamente questi lavorano in gruppi di 5-15 persone e insegnando loro anche alcune tecniche rilassanti per il benessere non solo del corpo ma anche dell’anima fanno del digiuno un’attività spirituale.

Di norma, perché gli effetti siano visibili, si consigliano 15 giorni di trattamento. Dure da superare sono le prime 48 ore, poi lo stimolo della fame scompare e non è difficile raggiungere l’obiettivo. Alla fine, però, è bene fare molta attenzione. Per l’organismo è necessario un periodo di “svezzamento” che dura tanto quanto il digiuno. Per non rischiare uno shock a livello intestinale dalle conseguenze anche gravi è vietato rimpinzarsi e mangiare a volontà. Meglio una dieta leggera per riabituare l’organismo al suo lavoro dopo il “riposo”. Se, invece, preferisci l’astinenza parziale puoi farlo facilmente a casa tua. Anche un solo giorno alla settimana senza toccare cibo -come dicono gli esperti- aiuta a correggere un’alimentazione non sempre controllata e a smaltire il soprappeso.

Ecco allora alcune utili indicazioni. Per prima cosa è preferibile saltare la cena per non affaticare troppo l’intestino. Dopo un po’ di allenamento riuscirai anche a programmare un weekend a zero calorie. In questo caso fai in modo che i due pasti precedenti siano piuttosto leggeri a base di frutta e verdura sia cotta che cruda. Durante il digiuno bevi almeno due litri di acqua o di succhi di frutta e verdura al giorno; assolutamente vietati tè, caffè e altre bevande alcoliche per non parlare di farmaci e sigarette. Da curare particolarmente, invece, la cura e l’igiene del corpo con bagni e gargarismi frequenti. Con l’aumento della sudorazione, infatti, l’odore e l’alito potrebbero risentirne negativamente. Molto importante, infine, per riabituare in modo graduale alla sua abituale attività l’apparato digerente, preparare i primi due pasti a base di brodo vegetale, frutta e verdura. Altrimenti si vanificano tutti i nostri sforzi!

http://www.donnad.it/rubriche/cura_di_se/benessere/articolo2570.jsp

Attualità > Salute

Nutri lo spirito mangia pochissimo
Una pratica antica. Che oggi cura i nostri mali con la saggia parchezza dei popoli orientali Per purificarci e ritrovarci
di Paola Pignatelli
M. Greco/G. Neri - Photoexpress


La pelle si ammorbidisce, le rughe si attenuano e scompaiono le borse sotto gli occhi. La vista si fa più acuta. I desideri sessuali sopiti si risvegliano. E il pensiero diventa lucido e affilato come la lama di un coltello. Il segreto? Non è l'ultima droga sintetica arrivata dagli States. Né il beverone allucinogeno di un sedicente guru indiano. Più semplicemente, sono gli effetti del digiuno. Nella nostra società, quasi oppressa dal benessere e appesantita dalla sovralimentazione, i benefici di questa antica pratica sono in piena riscoperta. Beatificata un po' da tutte le religioni, per depurare il corpo ma soprattutto la mente. "Pensare, attendere, digiunare", predicava anche il Shiddarta di Herman Hesse. Del resto in Germania, già da tempo, il digiuno è considerato una panacea contro i più disparati malanni. Tanto che viene coperto dall'assistenza sanitaria nazionale. Negli Stati Uniti i suoi benefici sono ben noti ai seguaci New Age di Deepak Chopra, l'uomo che combinando metafisica indiana e pratica medica è diventato guida spirituale per milioni di americani, tra cui anche Demi Moore, Michael Jackson e Donna Karan. Il solo Ageless Body, Timeless Mind, del '93, in cui delineò per la prima volta la teoria che lo spirito ha il potere di curare il corpo, è un best seller da sei milioni di copie. E in Italia? L'interesse è recente. Ma la digiunoterapia conta già numerosi praticanti, oltre che diversi centri specializzati. E certo il successo di questa disciplina sarebbe maggiore se la parola stessa - digiuno - non incutesse timore a un popolo abituato a piuttosto a collegare l'idea del benessere ad un buon piatto di spaghetti. E a celebrare a tavola i momenti più importanti della vita. Forse proprio per il riconosciuto potere del cibo (e del vino) di far raggiungere alla mente una sorta di nirvana. Il digiuno invece ha effetti opposti: secondo i suoi seguaci il corpo, privato del cibo (quindi del rapporto con quanto è materiale), lascia libero lo spirito di spaziare a suo piacere. I cinque sensi diventano più ricettivi, si sogna di più e con maggiore intensità. Senza contare che l'organismo, nutrito solo con acqua e vegetali, elimina tutte le tossine accumulate nel tempo. Ma, anche quando si parla di digiuno, le ricette possono essere varie. C'è il digiuno disintossicante, che prevede una dieta di frutta, verdura e qualche cereale. E c'è quello "hard", con menu a base di sola acqua. Il primo può essere praticato da chiunque. "Sarebbe una buona abitudine da insegnare anche ai bambini, assuefatti fin da piccoli a un'alimentazione sregolata", consiglia Henri Chenot, 53 anni, medico francese esperto di discipline orientali, che a Merano dirige da anni una clinica della salute specializzata in programmi di disintossicazione. "L'organismo", spiega Chenot, "viene inquinato quotidianamente da farmaci, cibo poco sano, aria irrespirabile. Elimina le tossine attraverso sudore, feci e urina. Ma se sono in eccesso possono provocare disturbi come le artriti, le cistiti, la sinusite". Per evitare di arrivare a questo, secondo lo specialista bastano tre giorni al mese di digiuno vegetale. Tre giorni durante i quali il corpo si purifica e perde un chilo o due. "Una cura preventiva, come fare il tagliando all'automobile", conclude Chenot. Il digiuno drastico, utilizzato per fare "volare" la mente ma anche come possibile rimedio contro malattie gravi (per esempio l'obesità, i disturbi di cuore o, come alcuni sostengono, addirittura i tumori) va fatto invece soltanto sotto stretto controllo medico. Innanzi tutto ci vogliono alcuni giorni di preparazione, in cui si riduce progressivamente la quantità di cibo quotidiana e si eliminano tutti gli alimenti di origine animale, uova comprese. Poi si passa alla fase di digiuno, che deve avere la stessa durata di quella preparatoria. E infine bisogna insegnare al corpo a rialimentarsi. "All'inizio con un nutrimento liquido", avverte Armando d'Elia, chimico e autore di alcune pubblicazioni sull'argomento, "poi con frutta cotta e altri vegetali". Quanto tempo si può digiunare? Dipende. Ogni corpo ha i suoi ritmi. La funzione del medico è quella di riconoscere il momento in cui c'è bisogno di riprendere a mangiare, prima che l'organismo reagisca con una sorta di anoressia e rifiuti il cibo. "Anche un pazzo sa digiunare. Ma solo un saggio è in grado di interrompere il digiuno", recita non a caso un antico detto inglese. Infatti il digiuno è sempre stato legato alle discipline religiose o a dottrine destinate a portare l'uomo verso maggiore autoconsapevolezza. E se i musulmani ancora oggi osservano il Ramadan, anche in Occidente la riscoperta della dottrina ayurvedica porta a un nuovo interesse per diete purificanti, decotti, saune, massaggi e menu su misura, in base ai tre possibili tipi di energia (dosha) che albergano in ognuno di noi, spiegano all'Istituto italiano di Ayurveda di Firenze. Saltare i pasti, dunque, è una scienza e un'arte, come scriveva l'americano Herbert M. Shelton, considerato il padre della moderna digiunoterapia e fondatore di una scuola di pensiero conosciuta come "Igienismo". Uno stile di vita che oggi si sta sempre più diffondendo in tutto il mondo. Vivere e pensare secondo natura, cioè rispettare tutti gli esseri e astenersi da ogni eccesso: questa la filosofia di Shelton. Che ha vissuto più di novant'anni. Forse vale la pena di provarci.

A chi rivolgersi in Italia I digiuni in clinica... (Segue lista dettagliata con indirizzi e nomi)...............
E così ne mantieni i risultati Dopo un digiuno, riabituatevi gradualmente agli alimenti solidi. Il primo giorno è consigliabile mangiare a pranzo solo yogurt e frutta fresca, e verso sera verdura a vapore o insalata. Successivamente ampliare il menu con cereali integrali, legumi e noci. È meglio introdurre solo dopo alcuni giorni di dieta solida latte e formaggi. Siete soddisfatti dell'esperienza e volete riprovarla per mantenerne nel tempo i benefici? Ecco alcuni consigli pensati per chi volesse sperimentare un blando digiuno "fai-da-te". Si puo' cominciare a piccoli passi, con qualche dieta depurante da seguire a casa di tanto in tanto. Per esempio tre giorni al mese di frutta e verdura (ma attenzione: non bisogna esagerare con le quantità), come consiglia Chenot. Secondo altre scuole di pensiero, un regime alimentare rigoroso e disintossicante può essere seguito anche più spesso, per esempio dedicandogli uno o due giorni tutte le settimane, sempre seguendo la stessa formula. L'importante, in entrambi i casi, è bere molta acqua (almeno tre litri al giorno) per idratare l'organismo e permettergli di espellere più facilmente le tossine accumulate. In fatto di diete disintossicanti, l'ultima moda arriva dall'America. Si chiama "juicing", cioè "spremere". Prevede infatti tre-cinque giorni consecutivi durante i quali l'alimentazione è costituita da succhi di frutta e verdura. Altra novità lo "sciroppo d'albero", ottenuto con succo d'acero e palma. Si può bere anche per dieci giorni, purifica il sangue e fa perdere fino a cinque chili. Una volta terminata la dieta, bisogna riprendere a mangiare cibi solidi con gradualità, limitandosi per qualche giorno a frutta, verdura, cereali e piatti leggeri.

In Italia il digiuno terapeutico è stato diffuso dall'Associazione Scuola della Salute, fondata nel 1984, la quale, orientata secondo gli insegnamenti del grande igienista americano Shelton, sotto la guida del dott. S. Magnano, ha elaborato un originale metodo di fondato su: 

  • Preparazione psicofisica
  • Programmazione del digiuno individuale ideale
  • Attività psicofisiche specifiche
  • Psicoterapia di gruppo per potenziare ed armonizzare il cambiamento 
  • Ripresa alimentare studiata caso per caso
  • Programmazione di una migliore qualità di vita dopo il digiuno.

Il metodo del digiuno viene considerato come trasformazione evolutiva.

In questi ultimi anni si è accresciuto il numero di coloro che conoscono le potenzialità della digiuno terapia, e sbaglia chi crede che vi si faccia ricorso per problemi di peso. Le motivazioni più frequenti sono le seguenti: depurazione, autoguarigione di patologie varie, disordini del comportamento alimentare, sovrappeso, prevenzione di patologie, comprese le forme neoplastiche e le recidive. Le migliaia di casi seguiti ci ha permesso di accumulare un’esperienza  unica in Italia e di mettere a punto il metodo del digiuno come trasformazione evolutiva.

Il digiuno viene considerato un vissuto che si sviluppa in uno spazio - tempo non allineato con quello quotidiano, il momento di uno straordinario viaggio interiore e di un intenso scambio relazionale che si arricchiscono reciprocamente. La profonda commutazione biopsichica del digiuno è colta come l’occasione per una rinnovata apertura alla vita, per determinare scelte ed apprendere nuovi percorsi : la guarigione e l’accresciuto benessere sono visti come una conseguenza di questa azione primaria.

Consideriamo La terapia del digiuno  particolarmente adatta:
-a coloro che sono orientati verso l’autogestione del corpo e sono convinti che la salute dipenda in modo primario dallo stile di vita;  

-a chi crede nell’autoguarigione e sa che il digiuno è la condizione ideale in natura per guarire: un animale selvatico (un lupo, una volpe,ecc) se feriti o ammalati non possono cercare cibo e devono cercarsi un rifugio dove riposare e digiunare. Il digiuno è quindi la condizione naturale per guarire: anche gli animali domestici ed i bambini conservano questa tendenza radicata e rifiutano istintivamente il cibo in caso di malattia.

-a chi vuole voltare pagina, interrompere situazione di stallo nelle relazioni, nel lavoro, liberarsi da condizionamenti, dipendenze ( fumo e abitudini nocive);

-a chi vuole eliminare le conseguenze di abusi alimentari e ricercare un miglior rapporto con il cibo;

-a chi desidera ritardare la senescenza;

-a chi pratica la meditazione, la ricerca spirituale

 L. LUCIANI, FISIOLOGIA DEL DIGIUNO, pag. 160

( Uno dei più grandi fisiologi italiani del tempo studia il digiuno di 30 giorni portato a termine da Giovanni Succi nel 1888 a Firenze. Rarità introvabile. Solo fotocopiato e rilegato)

F.G. BENEDICT, A STUDY OF PROLONGED FASTING pag. 450

( Il grande fisiologo americano studia il digiuno di 31 giorni portato a termine da A. Levanzin nel 1912 a Boston . Rarità introvabile, Solo fotocopiato e rilegato)

H. M. SHELTON, IL DIGIUNO PUÒ SALVARVI LA VITA pag. 310

BIBLIOGRAFIA SUL DIGIUNO COMPLETA SU:

http://www.salute-scuola.it/digiuno/digiuno_terapeutico.htm

Non ho alcun dubbio nell'affermare che la nostra è una società opulenta, almeno dal punto di vista alimentare, e tutti siamo afflitti da sovralimentazione. Negli ultimi anni di questo secolo si è potuto notare la presenza di malattie anche croniche, considerate diretta conseguenza del benessere, e l'attenuarsi o addirittura lo scomparire di altre derivate da alimentazione carente, tipiche, ad esempio, del dopoguerra.
Mi capita sempre più spesso di ricevere richieste di informazione o consigli per pratiche di digiuno. Devo dire che, personalmente, non sono totalmente favorevole a questo genere di pratiche, pur avendo fatto una larga esperienza. Ritengo che l'uomo farebbe meglio a ricercare la soluzione dei suoi problemi portando il proprio generale comportamento verso l'equilibrio senza essere costretto a correre ai ripari quando la salute ormai si è compromessa.
Ammetto, tuttavia, che il digiuno, esercitato con conoscenza di causa, possa portare benefici, fisici e psichici, di portata rilevante. E un aspetto fisico, sicuramente importante, è che tale esercizio favorisce l'eliminazione delle tossine accumulate nelle riserve del corpo mentre da un punto di vista psicologico il digiuno rinforza il carattere e la determinazione in chi lo pratica. Prima di iniziare, comunque, è bene tener conto che, durante i primi due o tre giorni, gli stimoli della fame si avvertono con insistenza. Ciò è causato dall'abitudine anche mentale di assumere cibo, e di solito, questi momenti, sono accompagnati, soprattutto nei soggetti più intossicati, da sensazione di nausea, vomito o cefalea. Sensazioni prodotte, come già si è detto, dalla considerevole quantità di tossine che la pratica stessa tende a liberare nel corpo e che non devono preoccupare, in quanto le stesse vengono naturalmente eliminate dagli organi preposti a questa funzione, ossia la soluzione di tale processo avverrà attraverso la sudorazione, attraverso l'urina, le feci o la respirazione. Diviene importante, perciò, durante il digiuno, bere molta acqua, non fredda e non gasata. Colgo l'occasione per farvi notare, una volta in più, che l'assumere due, tre litri di acqua al giorno dovrebbe essere una normale abitudine per chiunque, ma ancor più per coloro che intendono alzare la qualità della loro salute. E' un grave errore pensare, come talvolta fanno le donne, che l'acqua gonfi o ingrassi. L'acqua invece, per esempio, mette meglio in funzione l'intestino. Spesso qui risiede una delle cause dell' aumento di peso o della intossicazione in generale. E per un migliore funzionamento di tale apparato vi consiglio di assumere, ogni tanto, anche delle fibre mangiando, ad esempio, alimenti più completi come pane o pasta integrale.
Per ritornare al digiuno, devo affermare che se condotto con intelligenza ed equilibrio non presenta alcun pericolo, almeno fino al quarantesimo giorno. Sì poiché è solo dopo il quarantesimo giorno che il corpo nel suo processo per così dire di "autofagia" si indirizza verso parti rischiose o delicate. Inizialmente, invece, esso si rivolge, con intelligenza alle riserve naturali, ai tessuti cioè che già hanno funzione di accantonamento e lo fa rispettando alcune priorità. Solo dopo il quarantesimo giorno potrebbe rivolgersi anche ai tessuti del cuore divenendo pertanto pericoloso.

 

Consiglio, dunque, a coloro che intendono servirsi della pratica del digiuno per disintossicarsi o perdere un Po di peso, eliminando così alcuni disturbi o rafforzando sistema nervoso e volontà di procedere come segue:
1)Scegliere un periodo di otto giorni durante i quali preciso che è bene lavorare normalmente (sempre che il lavoro non sia causa di stress, altrimenti, conviene durante questo periodo, diminuirne il ritmo). Il lavoro soprattutto quando è sano e ben gestito tiene la mente occupata evitando di porvi continuamente all'ascolto di ipotetici disturbi che "secondo voi" la pratica potrebbe causarvi.
2) Preparatevi psicologicamente e quando iniziate siate forti e determinati ad andare fino in fondo. Una interruzione della pratica vi danneggerebbe moltissimo dal punto di vista psicologico, rendendovi ancora più deboli.
3) Diminuite, nei primi tre giorni, gradatamente, la quantità di cibo, passando, soprattutto, da cibi solidi a liquidi, fino ad assumere brodi vegetali nelle ultime ore.
4) Osservate due giorni di digiuno completo bevendo, tuttavia, molta acqua, durante tutto il giorno.
5) Riprendete negli ultimi tre giorni ad assumere cibo passando con gradualità da liquidi nel primo giorno a solidi nel terzo.
Intelligenti digiuni come questi sono destinati a farvi ritrovare non solo un buon equilibrio fisico ma anche mentale. Talvolta nei monasteri orientali esso viene accompagnato dalla pratica del silenzio detta "Antarmouna", atto a far ritrovare all'adepto il contatto con la sua vita interiore.

Amadio Bianchi

http://www.kultunderground.org/w200102/digiuno.htm

PROGRAMMI DEI DIGIUNI DI GRUPPO
DELLA SCUOLA DELLA SALUTE
DIGIUNOTERAPIA

La terapia del digiuno determina una profonda commutazione psicofisica che polarizza tutte le energie verso la rigenerazione protoplasmatica e la guarigione.

Dal punto di vista biologico la digiuno terapia può essere considerata uno dei bioritmi fondamentale per l’equilibrio vitale, come attesta la sua presenza tra i rituali e i metodi di guarigione di vari popoli.

PROGRAMMA 2005  
DIGIUNO DI GRUPPO, DIGIUNO ATTENUATO
DIETE DEPURATIVE, DIETE NATURALI DIMAGRANTI

I digiuni di gruppo guidati si avvalgono di consulenza, controllo e assistenza del medico digiunoterapeuta,  dello psicoterapeuta e del naturopata

Durante il soggiorno - digiuno si praticano attività di gruppo specifiche per potenziare la depurazione e la guarigione.

Sede e date dei corsi su:

http://www.salute-scuola.it/digiuno/digiuno_terapeutico.ht

EDUCAZIONE AL MOVIMENTO E ALLA SALUTE 

Prevenire e curare attraverso il digiuno

Dr. med. Leopold Felbermayer

N.b.: L'Associazione Kinesis ha lo scopo di divulgare argomenti di educazione alla salute, non può assumersi resposabilità su quanto viene scritto dagli specialisti, nè fornire consigli o informazioni di carattere medico-scientifico. Rimandiamo alla bibiliografia in coda a ogni singola conferenza per le domande relative.

Poter compiere una rinuncia volontariamente, è una delle capacità proprie solo dell’uomo, che lo distingue da tutti gli altri esseri terreni, Il digiuno, come decisione di rinuncia ad ingerire cibo, oggi spesso viene a torto sottovalutato nel suo significato terapeutico e per le possibilità che dà di potenziare le facoltà umane; oppure viene ridotto ad un problema di peso dettato dalla bilancia, Il medico Dr. Leopold Felbermayer, partendo da un ricco tesoro di esperienze, analizza gli aspetti storico-culturali e medici di un tipo di esercizio caduto in dimenticanza.

Quando si parla di digiuno, capita di sentire i pareri più disparati riguardo al tema. Spaziano da consensi entusiasti, a domande dubbiose, dalla paura di possibili danni, fino al più netto rifiuto, o ad ampollosi e inqualificati elaborati scientifici, che vogliono bollare il digiuno come un metodo pericoloso per dimagrire, o come una follia dettata dalla moda. Voci isolate poi si pronunciano contro il digiuno, in quanto metodo anacronistico per portare la propria coscienza a livelli più alti. Che cosa sta però a fondamento del digiuno? Si può esprimere un giudizio su un metodo che viene periodicamente praticato da milioni di uomini, già da millenni, con le più varie motivazioni, senza aver prima fatto un’esperienza personale? Bisogna essere "specialisti", o basta, durante la prova dei fatti, il sano discernimento umano, privo di pregiudizi, per poter giudicare?

Che cosa spinge al digiuno

Per poter rispondere a questa domanda, è utile rivolgere uno sguardo al passato, ma anche portare l’attenzione su quei fenomeni che paiono essere situazioni limite dell’esistenza, ma che proprio per questo ci mostrano la complessità del digiuno. In particolare si è dimostrato che originariamente il digiuno aveva motivazioni prevalentemente religiose e che queste erano sempre legate al pensiero della purificazione e della trasformazione. La vera motivazione era sempre l’aspirazione verso una purificazione del corpo e dell’anima e una liberazione dalle costrizioni interiori; sia che si trattasse della prescrizione di un digiuno come preparazione ad una consacrazione sacerdotale in Egitto o nei luoghi dei misteri in Grecia, sia che il comando al digiuno della tradizione cristiana, ebraica, islamica, induista o buddista, avesse esortato alla rinuncia al cibo i credenti di ogni strato sociale.

Durata del digiuno

Che la dimensione di questa aspirazione comprenda una scala molto larga di possibilità, lo dimostrano i lassi di tempo estremamente variabili del digiuno: dai pochi giorni, fino a più settimane, sì, fino a digiuni di decenni, per esempio quello di Niklaus von Flue che negli ultimi 20 anni della sua vita, fino alla morte avvenuta nel 1478, in un eremitaggio nelle alpi svizzere, non prese alcun cibo solido; o come quello di Therese Neuman di Konnersreuth/Oberbayern, che allo stesso modo digiunò dal 1926 fino alla morte avvenuta nel 1962, facendo la contadina nella fattoria paterna; soltanto nei giorni e nelle settimane della sua stigmatizzazione, era ridotta al letto, con le cicatrici del Crocifisso. Anche Niklaus von Flue, fino alla sua morte, attese ogni giorno al compimento delle sue mansioni. Egli rimase inoltre, sebbene dimagrito, sano e pienamente lucido, tanto che la Confederazione Elvetica, durante una delle sue profonde crisi, fu salvata dal crollo incombente grazie al consiglio, che dei responsabili svizzeri erano andati a chiedere al loro fratello Klaus. A parte il digiuno con motivazione religiosa, negli scritti di Ippocrate, Galeno di Pergamo, più tardi di Paracelso o di Christoph Wilhelm Hufeland nel XVIII secolo e fino ai giorni nostri, il digiuno è confermato come metodo efficace di guarigione in gravi malattie. I tempi medi di un digiuno con effetto terapeutico, vanno da due a quattro settimane, raramente fino a sei, a seconda delle indicazioni, o delle intenzioni di chi lo pratica.

Il digiuno ha dunque una lunga tradizione, ma acquista interesse soprattutto ora, cioè in un epoca in cui nei paesi industrializzati sono sorte malattie che non sono più controllabili con il semplice impiego della medicina ufficiale; e questo non soltanto a causa dell’inquinamento, dovuto alla chimica, di tutti i nostri principi vitali, ma anche a causa di una forma di dieta insana e delI’ipernutrizione. Si rende perciò necessaria una riforma del nostro modo di vita. Metodi curativi che tengano conto di questa situazione, richiameranno in futuro sempre maggiore attenzione, poiché nel controllo di concrezioni patologiche nei vasi, nelle articolazioni e nei tessuti connettivi e nello stimolo delle proprie forze curative nel trattamento di malattie croniche, sono più indicate rispetto alle operazioni, agli irraggiamenti e ai medicamenti chimico-farmaceutici stabiliti dalla medicina moderna.

Il digiuno, una terapia totale

Come definisce il digiuno il "Circolo Medico di Lavoro Digiuno Terapeutico e.V."? Nel loro statuto leggiamo: "Il digiuno, la volontaria astensione dal cibo, di durata limitata, viene esercitato, per ragioni diverse, da PERSONE SANE, da tempo immemorabile. La capacità di vivere con le riserve del proprio corpo, corrisponde alla fisiologia umana. Questa capacità può essere usata come igiene di vita o come prevenzione. In ogni ambito culturale, il digiuno ha una dimensione animico-spirituale. Nel trattamento di malati, si è affermato con successo da moltissimo tempo. La sua funzione terapeutica è stata confermata e consolidata attraverso esperienze di decenni dai medici specializzati nel digiuno e da prove scientifiche. Il rifiuto spontaneo del cibo durante malattie con febbre alta, è anch’esso, come la febbre stessa, già terapia, e corrisponde alla tendenza fisiologica dell’organismo all’autoguarigione. Il termine "Digiuno terapeutico" è stato coniato da Buchinger.

Rispetto alle malattie croniche e a quelle dipendenti dal cibo, il digiuno terapeutico è un metodo quasi insuperabile negli effetti e per la varietà delle indicazioni. Equivale a un intervento terapeutico nutrizionale nel metabolismo del malato e dovrebbe essere perciò praticato da personale specializzato, solo nelle cliniche specializzate, dopo la diagnosi di un esperto e con indicazioni complete. Il digiuno è una terapia non a base di medicine, all’interno della medicina generale e ha perciò carattere interdisciplinare. Il digiuno terapeutico è contemporaneamente una terapia psicosomatica. Presuppone il completo accordo e la completa partecipazione del paziente. La presa di distanza dalla vita di ogni giorno e dalle obbligazioni casalinghe e di lavoro, dai problemi e dalle tentazioni, ha gran peso sul corso e sulla riuscita della terapia. Il digiuno come terapia comprende esperienze esistenziali limite e allenamento alla rinuncia.., Il digiuno è un inizio didattico conveniente per una riorganizzazione del modo di nutrirsi, che il malato cronico spesso deve mantenere per tutta la vita". Per l’attuazione del digiuno viene esposto quanto segue: "lrrinunciabili nel digiuno sono: abbondanti apporti di liquidi, sollecitazione di tutti i processi di eliminazione, equilibrio tra moto e quiete. Nei digiuni condotti in modo corretto, non si riscontrano sensazioni di fame e si hanno prestazioni di buon livello.

Dal digiuno ad acqua o te, si sono sviluppate diverse forme di digiuno, con l’aggiunta di bevande a limitato contenuto calorico: digiuno con succhi, siero di latte, brodi. Secondo il Dr. Otto Buchinger, ha dato i migliori risultati il digiuno a tisane, molta acqua e bevande ricche di vitamine e sostanze minerali, lasciate il più possibile allo stato naturale. Bisogna inoltre assumere 200 kcal per giorno, in forma di succhi di frutta e verdura e di brodi di verdura". Questa descrizione rende più chiaro il fatto che il digiuno rappresenta un principio di terapia totale, che riguarda l’ambito corporeo, quello animico e quello spirituale dell’uomo e che agisce in modo purificante, riordinante, rieducante e liberatorio. La malattia, nella maggior parte dei casi, è un’interazione difettosa e disturbata degli arti costitutivi animici e spirituali dell’uomo, con le sue forze vitali e con il suo corpo. Ci sono situazioni di irrigidimento, di congestione, di rilasciamento, che si manifestano con infiammazioni, sclerotizzazioni, o in molti altri tipi di disturbi, che causano basso rendimento, difficoltà di concentrazione, sensazioni di dolore mutevoli per durata e localizzazione, angoscia, depressione, insonnia. Questa scala comprende malattie organiche e anche quell’ampia sfera di malattie con disturbi mutevoli, in condizioni cliniche però ancora normali. Nel caso delle malattie organiche, vengono impiegati nella medicina ufficiale terapie a base di preparati chimico-farmaceutici, o operazioni, con improbabili e imperfette guarigioni, oppure il paziente passa da una analisi all’altra, senza risultati consistenti, prende poi medicine che agiscono in base al sintomo, con il pericolo della dipendenza e degli effetti collaterali.

Il digiuno come cura per il corpo

Nel digiuno che si compie in perfetta libertà, con la volontà della rinuncia, avvengono nell’uomo, ad ogni livello, processi che agiscono in maniera chiaramente purificatrice nella sfera fisica. Tali processi sono riconoscibili dal forte impulso alla eliminazione nei reni, nei polmoni, nell’intestino e nel trasudamento del corpo, tanto che uno dei pionieri del digiuno, il Dr. Franz Xaver Mayr, ha parlato nel suo libro: "Bellezza e digestione" di una "cosmetica dall’interno". Il digiuno come cura per il corpo in senso più ampio e profondo, è un aspetto di questo metodo terapeutico.

Il digiuno, una via di esercizio

La rinuncia volontaria e cosciente a ogni alimento solido e alle sostanze come il caffè, l’alcool, la nicotina e la sopportazione volontaria delle "crisi da digiuno" — che comunque sono da intendersi come crisi di guarigione che possono essere notevolmente ridotte con l’aiuto di programmati "metodi di sostegno", come l’applicazione del metodo Kneipp, i massaggi, la ginnastica, gli esercizi di respirazione e rilassamento — sono un addestramento che ha per fine il controllo di sé, la disciplina, la armonia della vita animica e degli istinti. L’anima, come mediatrice tra le verità spirituali e gli aneliti, e i bisogni del corpo, diventa più sensibile e recettiva agli impulsi di quel mondo spirituale che è la nostra vera patria e ci rende possibile allentare i legami con il corpo per dedicarci ad una dimensione spirituale. Il consolidamento crescente della nostra corporeità, la limitazione delle strutture del pensiero a un sistema di valori materialistici, inducono a una rivalutazione del digiuno come metodo che dà la possibilità di essere attivi equilibratamente e armonicamente, in una cooperazione con le altre componenti essenziali dell’uomo.

Potenziamento della capacità di pensiero

Colui che digiuna si libera dai legami e dalla unilateralità corporea e in questo modo apre la via alla guarigione, poiché i processi di eliminazione preservano l’organismo dalla stagnazione. Si produce una purificazione del sangue e ciò che blocca o ostruisce, viene rimosso. Il flusso dei liquidi

permette nuovamente l’azione indisturbata delle forze formatrici, volta a rigenerare i sistemi degli organi. Nello stesso tempo si nota una chiarezza di pensiero che indica un potenziamento della vita animica, che ora può svolgere la sua attività tipicamente umana, nel ritmico alternarsi di forze costruttrici e forze distruttrici. Ogni persona che pratichi il digiuno, dopo la fase critica dell’eliminazione, può sperimentare questo potenziamento delle forze di pensiero e della capacità di associazione, potenziamento che si presenta come una sorta di permeabilità agli impulsi spirituali.

Pericoli di una unilateralità nel digiuno

A spingere al digiuno, dovrebbero essere non solo gli effetti dimostrati di terapia e prevenzione, ma anche l’aspetto animico-spirituale, poiché dall’unilateralità si può sviluppare un egoismo che ci fa tener conto solo della salute fisica e che mette così in pericolo la possibilità di una trasformazione totale e armonica, perché, esattamente come ogni altro tipo di egoismo, questo egoismo ha componenti dannose. Se invece il fine è prevalentemente spirituale, c’è il pericolo che si manifesti un ingiustificato odio per il corpo, come espressione della lotta contro i "peccati carnali", oppure c’è la possibilità che si sviluppi un orgoglio spirituale, che prolifera sul terreno dell’arroganza, quando colui che digiuna produce qualcosa o quando egli, passati i giorni di vera depressione, prova una sensazione di grandezza.

Romano Guardini descrive questa sensazione di sublimità in modo estremamente penetrante in uno studio sulla persona e sulla vita di Gesù Cristo, il quale, dopo il battesimo nel Giordano, prima di fare il suo ingresso tra gli uomini, ha digiunato per 40 giorni: "Durante il digiuno avvengono delle trasformazioni interiori. Nello stesso tempo il corpo si rilassa. Lo spirito diventa più libero. Tutto si scioglie, diventa più leggero, si risente meno dell’intralcio e del fardello della pesantezza. I limiti del reale prendono movimento; il campo del possibile si dilata. Lo spirito diventa più sensibile, la coscienza più lucida, sottile e forte. Cresce la sensibilità per le decisioni spirituali.., cresce la coscienza della potenza spirituale e diventa un pericolo pressante quello di non riuscire più a riconoscere chiaramente la misura del proprio destino, i limiti del proprio essere finito, la propria dignità e le proprie capacità: il pericolo dell’insuperbimento, della magia, della vertigine del divenire nello spirito". Un orgoglio spirituale di questo tipo, non è meno ripugnante del già descritto egoismo, che dà spazio soltanto alla salute del corpo. Entrambe queste degenerazioni sono evitabili, se ci si mantiene umili, modesti e grati. Per questo, nel digiuno, accanto ai già menzionati metodi ausiliari della riflessione e del rilassamento, bisognerebbe dare sufficiente spazio alla meditazione. In quale misura debbano essere usati metodi ausiliari, comprese anche le medicine come I’omeopatia e il riconoscimento di una medicina aperta alla scienza dello spirito, è una questione individuale e richiede, oltre che la valutazione della costituzione del paziente e la conoscenza dei sintomi della crisi, anche, in certa misura, l’esperienza personale del medico curante.

Il segreto del digiuno

La descrizione di Romano Guardini sugli effetti prodotti sullo spirito dal digiuno, fornisce la chiave per una comprensione intuitiva del "segreto del digiuno" di Therese von Konnersreuth e di Niklaus von FIue. I confini del reale si muovono. Entrambe le personalità non hanno abbandonato la strada dell’umiltà, della modestia e sono riconoscenti verso una verità superiore. Hanno quindi sperimentato quel cambiamento naturale, che ogni uomo può sperimentare, di un nutrimento che viene dall’interiorità, ma l’hanno sperimentata a un livello superiore, sanno che esiste qualcosa che è come un "alimento cosmico". In entrambi i casi si tratta di situazioni limite estreme, che ovviamente non possono venire ripetute volontariamente. Tutti e due hanno caratteri esemplari e raggiungono perciò la comprensione di fenomeni che hanno validità di base per ogni uomo, ma che, nelle loro conseguenze ultime, sono sperimentabili solo da pochi eletti. Già nel Medioevo il digiuno viene definito a ragione un "mezzo curativo nobile". Il digiuno, se ripetuto regolarmente, è anche il metodo di maggiore efficacia per il mantenimento della salute e ci dà la possibilità di diventare sensibili e aperti agli impulsi spirituali. Non ci esonera però dalla necessità dello sforzo personale e del lavoro di apprendimento della scienza dello spirito, se vogliamo imboccare una più elevata via di conoscenza. In paradiso non possiamo né cibarci, ne digiunare. Il digiuno periodico però ci permette una sanità del corpo, una armonizzazione della nostra vita sensitiva e volitiva e ci può aiutare a sciogliere i legami del corpo che ci rendono ciechi e sordi alle verità soprasensibili; questo, naturalmente, se vogliamo percorrere la strada dello sviluppo della coscienza.

A cura dello Studio Kinesis 2004 

http://www.studiokinesis.it/preveniredigiuno.asp

PROGETTO DI LEGGE - N. 959
PROPOSTA DI LEGGE

Art. 1.


        1. Lo Stato tutela la libertà del cittadino di prendersi cura della propria salute, ricorrendo a quelle pratiche, anche terapeutiche, che reputa necessarie al raggiungimento della propria omeostasi.
        2. Il principio della "libera scelta" regola il rapporto medico-utente anche nell'ambito della medicina non convenzionale. Anche in detto ambito l'attuazione di qualsivoglia trattamento discende da un consenso libero ed informato.
        3. La formalizzazione del consenso, libero ed informato, al trattamento previsto all'interno delle garanzie fornite dalla presente legge, costituisce, fino alla stesura definitiva dei protocolli relativi alla digiunoterapia, il diritto prevalente negli eventuali esiti negativi.

Art. 2.


        1. I presìdi autorizzati alla digiunoterapia devono presentare caratteristiche omogenee individuate da apposita commissione nominata dal Ministro della sanità entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.

Art. 3.


        1. La commissione ministeriale di cui all'articolo 2, presieduta dal Ministro della sanità o da un suo delegato, è composta da rappresentanti dei Ministeri interessati, della FNOM CEO, della LUIMO, della LEPAV e da almeno dieci esperti di digiunoterapia, anche provenienti da altri Stati.
        2. La commissione ministeriale ha il compito di individuare i centri pilota di digiunoterapia e le figure professionali indispensabili alla loro integrazione; organizza le modalità di accesso e di verifica per l'albo nazionale dei centri di digiunoterapia; predispone la formazione e l'aggiornamento del personale sanitario e parasanitario che vi opera.

Art. 4.


        1. I presìdi autorizzati possono essere istituiti nell'ambito del Servizio sanitario nazionale o con esso convenzionati; in entrambi i casi debbono essere censiti in apposito albo.

Art. 5.


        1. Nei presìdi che, nella prima fase di attuazione della presente legge, assumono il ruolo di centri pilota e possono anche essere, preferenzialmente, localizzati presso strutture termali, è richiesta la presenza almeno delle seguenti professionalità:

                a) medico chirurgo;

                b) psicologo;

                c) assistente sociale;

                d) esperto di digiunoterapia.

Art. 6.


            1. L'esperto di digiunoterapia di cui alla lettera d) dell'articolo 5 è identificato sulla base dei requisiti individuati dalla commissione ministeriale fra quanti abbiano acquisito, anche esercitando la medicina olistica, una esperienza almeno quinquennale nella digiunoterapia.

Art. 7.


        1. Il centro pilota di cui al comma 2 dell'articolo 3 è anche luogo di formazione delle figure professionali di cui alla presente legge e del personale parasanitario necessario per l'assistenza a chi intende avvalersi della digiunoterapia.

Art. 8.


        1. I centri pilota forniscono alla commissione ministeriale, con periodicità almeno annuale, i dati dell'attività terapeutica, assistenziale e formativa svolta.
        2. I presìdi autorizzati sono tenuti a fornire annualmente i dati dell'attività svolta in regime libero o convenzionato.

Art. 9.


        1. Il Ministro della sanità presenta annualmente una relazione al Parlamento sull'attività dei centri pilota.
        2. Alla creazione dei centri pilota di cui al comma 2 dell'articolo 3 sul territorio nazionale lo Stato concorre, in sede di prima attuazione della presente legge, con uno stanziamento di lire cinque miliardi.

Art. 10.


        1. All'onere derivante dall'attuazione della presente legge, valutato in lire cinque miliardi annui a decorrere dal 1996, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 1996-1998, al capitolo 6856 dello stato di previsione del Ministero del tesoro per l'anno 1996, all'uopo utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero del tesoro.

http://www.camera.it/_dati/leg13/lavori/stampati/sk1000/articola/0959.htm

Un esempio, è rappresentato dalla cura anticancro applicata da Breuss, una forma di digiunoterapia. Il principio si basa sul fatto che il cibo che normalmente introduciamo è diretto a sostentare le cellule di qualsiasi natura, benigna o maligna, esse siano. Alcuni alimenti non sembrano però graditi alle cellule tumorali. La cura anticancro di Breuss prescrive quindi un'alimentazione strettamente limitata a tali sostanze, in modo da togliere il sostentamento alle cellule tumorali, senza tuttavia debilitare l'organismo.

Vediamo cosa scrive nell'introduzione del libro (Cancro - Leucemia di Rudolf Breuss, Edizioni Medicina Naturale di Baccichetti Fanny, p. 31) il dottor F. B. di Berchtesgaden:

"Nessun diverso sistema ci farà vincere il cancro, a meno che l'industria chimica scopra mezzi potentissimi che, come nel caso della terapia anti-tbc, distruggano tutto per via chimica, lasciando però un organismo ancora più fragile dell'attuale. Sarebbe questa la via del trattamento puramente chimico-farmaceutico, che potrebbe bensì portare al superamento dello stato contingente, come nel caso della terapia sintomatica, ma comporterebbe conseguenze future talmente pesanti, da condurre gradatamente ad un'umanità non più sana, ma ancor più malata. Sarebbe perciò doveroso vagliare, con la massima attenzione, tutti i tentativi di chi affronta il rischio di superare il fattore cancro con un trattamento naturale e non chimico.

Un tale tentativo, è stato intrapreso dall'empirico austriaco - preferirei chiamarlo "esperto di terapie naturali" - Rudolf Breuss, di Bludenz. Breuss ha 82 anni, esattamente come me, e dispone, a quanto sono stato informato, di una grande esperienza nel settore della medicina popolare. Per questa via, probabilmente, è giunto alla nuova forma della cura del digiuno, da lui messa a punto. Il digiuno, e questo per me rimane un punto fermo, è e resta il più valido metodo per vincere le malattie. La mia esperienza, di centinaia di casi, mi ha continuamente dimostrato non esservi nulla che agisca tanto a fondo ed in modo talmente completo, quanto la rinuncia volontaria al cibo ed il consentire l'azione della forza risanatrice interna, che ogni uomo porta in sé.

Breuss fu uno dei pochi empirici a porre la sua fiducia in questa energia ed a modificare ampiamente la cura del digiuno, quale fu insegnata, negli anni trenta, dal dott. Otto Buchinger, cercando di adattarla alla nostra cultura attuale. Il nostro errore, oggi, è quello di aggrapparci ancora troppo alle indicazioni passate di Buchinger e anche di Waerland: prescriviamo i succhi senza integrarli con le corrispondenti erbe, inoltre fissiamo una durata troppo breve per la cura. In questo senso, Breuss ha introdotto idee

completamente nuove nella cura del digiuno, nei casi di cancro; egli merita quindi la massima ammirazione, per il coraggio dimostrato, quando intraprese il primo tentativo di far digiunare un canceroso per 42 giorni di seguito. Di solito, infatti, le cliniche che curano con il digiuno, applicano una cura della durata di 21 giorni. Generalmente, i malati che intendono seguire questa strada, preferiscono la cura breve, perché non hanno idea di quanto tempo occorra all'organismo per superare una malattia grave. Chi vuole scoprirlo, studi lo schema delle fasi del dott. Reckweg.

Effettivamente, alcune delle affermazioni del signor Breuss, nel suo libretto, mi sembrano molto ottimistiche, in particolare quando parla del trattamento della leucemia. Nonostante ciò, io, come medico, non rifiuterei mai la strada indicata, e preferirei percorrere questa, piuttosto di quella praticata tuttora dalla medicina universitaria, tanto aggressiva per l'organismo.

E' molto più naturale e concreta la strada percorsa da Breuss, con il suo ragionamento: "Il tumore deve essere divorato dall'organismo stesso, durante la cura del digiuno!" Mediante il digiuno il corpo elimina tutto
quanto gli è estraneo, poiché separa  tutto ciò che è malato, da ciò che è sano”

Articolo completo su.....

http://www.laleva.cc/cura/Kankropoli/K20.htm

Il Dott. Francesco Cosentino, gastroenterologo, nella relazione su "fisiopatologia del digiuno e immunologia dell'apparato digerente" dopo aver discusso sulle nuove acquisizione sull'immunologia dell'apparato digerente con le strette correlazioni con le patologie autoimmuni, ha mostrato una mole di lavori bibliografici a sostegno dei risultati sorprendenti sull'uso del digiuno nel trattamento di: artrite, allergie, psoriasi, eczema, sindrome del colon irritabile, depressione, schizofrenia.

I meccanismi, attraverso i quali la digiunoterapia esplicherebbe la sua azione, sono in sintesi: sospensione della reattività immunitaria ad antigeni alimentari e, quindi, diminuzione dell'infiammazione intestinale; riduzione della permeabilità dell'epitelio, abbattimento della produzione di anticorpi e di linfociti potenzialmente autoreattivi; aumento della secrezione di cortisolo e quindi incremento della potenza antinfiammatoria endogena dell'organismo.

http://www.saluteeuropa.it/news/2003/11/1111005.htm

Ma torniamo ai luoghi comuni: chi è ignorante in materia di digiunoterapia di solito paventa ipotetici rischi. Ma se il digiuno è fatto con una corretta impostazione non solo non è assolutamente dannoso, anzi produce grandi effetti positivi.
A tale proposito, mi sembra utile ricordare che alcuni luoghi comuni sul digiuno sono ormai cancellati dagli studi e dall'esperienza degli ultimi anni e quindi è bene precisare che:
    1 - Con il digiuno non si perde massa corporea magra, cioè massa muscolare; infatti, a parte il fatto che gli 8 aminoacidi essenziali sono integrati, va detto anche che in un digiuno l'organismo è tranquillamente in grado di riciclare gli aminoacidi recuperati nel normale catabolismo proteico. Detto in parole molto semplici, contrariamente a quanto qualcuno potrebbe pensare, con il digiuno non si perde massa corporea magra, cioè massa muscolare. A questo riguardo, ricordo sempre che tra i tanti pazienti seguiti in 15 anni di esperienza abbiamo avuto anche un famoso campione dei mondo in carica di pugilato che dopo il digiuno (senza neanche gli integratori proteici) ha difeso con successo il titolo per altre 7 volte.
    2 - Durante il digiuno non si perdono liquidi intracellulari ma solo grassi e liquidi extracellulari. Infatti, nonostante nei primissimi giorni l'organismo elimini i ristagni, cioè gli accumuli eccessivi di liquido extracellulare, come gonfiori alle gambe o alle mani, è anche vero che esso (questa è la cosa più importante) acquista liquidi a livello intracellulare ringiovanendo effettivamente i propri tessuti. Basti pensare che uno dei parametri dell'invecchiamento è proprio la perdita di liquidi intracellulari. Ne è buon testimone la pelle che, senza ricorrere a creme idratanti o altro, acquista una elasticità ed una bellezza che i pazienti stessi possono riscontrare immediatamente alla fine del digiuno o anche dopo i primi giorni; ciò è dovuto anche alla eliminazione dei radicali liberi dai tessuti, essendo gli stessi responsabili della distruzione delle fibre elastiche. Ecco spiegato il perché di una grande elasticità e salute, non solo dal tessuto cutaneo, con conseguente miglioramento dell'aspetto e di tutto l'organismo.
    3 - I corpi chetonici sono un normale prodotto dei metabolismo dei grassi che naturalmente

aumenta durante un digiuno e questo aumento fisiologico è normale e non deve essere confuso con un segno di sofferenza dell'organismo: infatti, nutrendosi solo di grassi è normale un aumento di corpi chetonici. Solo se ciò si verifica durante una normale alimentazione nel bambino o nell'adulto è segno di alterazione del metabolismo.
    4 - Per quanto riguarda il rischio di riprendere i chili perduti bisogna dire semplicemente che il digiuno ha solo lo scopo di far ritrovare in breve tempo un'ottima forma psico-fisica e riesce a farlo nel modo migliore, meglio di qualsiasi altra terapia. Di conseguenza non si può chiedere al digiuno (come a qualsiasi altra dieta) di non farci riprendere peso: questo lo possiamo, infatti, chiedere solo a noi stessi, modificando in meglio il nostro rapporto con il cibo e acquisendo tutti i segreti per una buona gestione della nostra salute e del nostro peso. A tale proposito, l'ideale formula per acquisire uno stato ottimale di forma è "la Dieta Metabolica".

http://www.digiuno.it/cap4.htm

DIGIUNARE: ATTENZIONE AI RISCHI

 

a cura di Mirella Granieri

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www.ciemme-pts.it - infolistica@ciemme-pts.it

 

Cosa facevano Mosé e Gesù, guadagnandosi l'approvazione anche del corano, "in modo da tutelarsi contro ogni tipo di malattia e diventare giusti"? Digiunavano, si astenevano volontariamente dall'assumere cibo, secondo una pratica sopravvissuta per millenni in numerose culture e civiltà diverse.

La definizione di "digiuno" e la sua durata variano a seconda del motivo per cui si fa, da chi viene fatto, da chi è stato prescritto. Lasciando da parte la Quaresima, la Yam Kippur e il Ramadam, o i casi di sciopero della fame per protestare contro qualcuno o qualcosa, oggi si digiuna per perdere peso, specialmente nel periodo antecedente l'estate, per provare a se stessi di essere capace di autodisciplina, per disintossicarsi o far riposare le vie digestive. (...)

Tuttavia, anche se non si conoscono ragioni fisiologiche documentate per digiunare, molti sostenitori della medicina olistica lo raccomandano caldamente, sempre nei giusti parametri e opportunamente sotto controllo.

 

Fa bene allora digiunare?

 

Occasionalmente, quando si sospetta che un'allergia alimentare provochi dei sintomi inspiegabili, per esempio, mal di testa cronico; il digiuno, seguito dalla reintroduzione graduale dei vari alimenti, uno per volta, può aiutare ad identificare la sostanza responsabile.

Alcuni medici russi dichiarano di aver ottenuto risultati positivi nel 70% dei pazienti affetti da schizzofrenia, trattati con la privazione di qualsiasi cibo per quasi un mese.

Il digiuno non cura chiaramente la schizzofrenia, ma agisce da sedativo e riduce i comportamenti bizzarri.

Vi sono anche risultati di studi secondo i quali il digiuno allevierebbe i sintomi dell'artrite reumatoide.

Ci sono varie teorie fatte dalla medicina non tradizionale per le quali il digiuno apporterebbe benefici all'organismo e vi sono altrettante controversie poste dai medici tradizionali che non la pensano allo stesso modo.

 

·         Una teoria sostiene che il digiuno fa "riposare" l'intestino.

 

I medici tradizionali, al contrario, prescrivono esercizi, e non riposo, per stare bene. Una regolare attività fisica fa bene al cuore, ai polmoni, alle gambe, ai muscoli ed ad altre parti del corpo, oltre a tenere vivo il desiderio sessuale. Nel caso dell'intestino, un breve digiuno potrebbe giovare in caso di infiammazione (da gastrite, diverticolite) o in caso di infezione da parte di un virus che agisce per 24 ore.

 

·         Un'altra teoria sostiene che , in caso di digiuno, l'energia normalmente dedicata alla digestione può essere rivolta ad altre parti del corpo in carenza.

 

Esistono vari tipi di digiuno, ma tutti prevedono l'assunzione di liquidi, acqua normale o distillata, infusi di erbe, succhi di frutta o verdure.

 

I naturopati (sostenitori della filosofia olistica che ricorrono a metodi naturali e diete per prevenire e curare ogni tipo di malattia) in genere consigliano succhi di verdura (con piccole associazioni di succhi di frutta). Questo tipo di digiuno è praticato nella famosa clinica Benner di Zurigo; ed è anche il modo più sicuro per digiunare, perchè questi succhi sono ricchi di vitamine, minerali aminoacidi, zuccheri naturali ed enzimi, che possono venire utilizzati dall'organismo e sono molto importanti in assenza di altri nutrienti.

Una volta finito il digiuno, il cibo va reintrodotto molto gradualmente.

 

Secondo i naturopati, durante il digiuno si verificano i seguenti cambiamenti organici:

 

·         Vengono assunte meno tossine, mentre l'organismo elimina progressivamente quelle già accumulate.

·         Non consumando grassi, si riduce la viscosità del sangue. Un sangue più fluido trasporta in modo più efficiente le sostanze nutritive ai diversi tessuti organici.

  • L'energia che viene deviata dal processo digestivo viene utilizzata per potenziare il sistema immunitario.

Questo è ciò che sostengono i naturopati, ecco invece quello che affermerebbe un qualsiasi medico tradizionale quando si digiuna:

  

·         La glicemia (i livelli di glucosio nel sangue) precipita. L'organismo allora utilizza come fonte energetica le proteine, di cui i muscoli rappresentano una fonte molto ricca. Più è lungo è il digiuno, maggiore sarà la percentuale di tessuto muscolare demolita, con aumentata produzione di ammoniaca e azoto, prodotti finali di questa demolizione. Un'elevata concentrazione di queste sostanze nel sangue,nel cervello e in altri tessuti dà luogo a sintomi come nausea, debolezza, stanchezza e depressione. (i sostenitori del digiuno sostengono che questi sintomi sono una prova che le "tossine" vengono eliminate dal nostro organismo) Normalmente reni e fegato riescono ad eliminare l'eccesso di ammoniaca e azoto. Ma quando si digiuna anche questi organi sono denutriti e meno efficienti. Quindi un digiuno prolungato da luogo ad un accumulo di sostanze nocive, non alla loro eliminazione.

·         I livelli di acido urico nel sangue aumentano, con il rischio di un attacco di gotta.

  • I livelli di calcio, potassio e altri minerali diminuiscono nel sangue, con possibili effetti sull'attività del cuore. Ci sono stati casi di persone, soprattutto giovani donne, morte all'improvviso per un'alterazione del ritmo cardiaco in seguito ad una dieta dimagrante ipocalorica.

·         In seguito ad un digiuno prolungato può verificarsi un'insufficienza renale o epatica che può provocare la morte.

·         Esiste il rischio di diventare anemici e quindi più soggetti alle infezioni.

·         E' frequente l'insorgenza di cefalea, soprattutto nei soggetti predisposti.

CONCLUSIONI

Un digiuno prolungato presenta rischi reali.

Non bisogna assolutamente iscriversi al club dei digiunatori né per prepararsi all'impellente "prova bikini" né tanto meno con la prerogativa di guarire dall'obesità. Non si può digiunare tutta la vita e la cura del sovrappeso richiede molto più di una rinuncia, impone un programma vitalizio di alimentazione equilibrata.

Non lasciamoci trasportare dalla visione dei grandi maestri tibetani che passano magari anche mesi senza toccare cibo pur godendo di ottima salute.... noi non siamo certamente esperti in materia spirituale e quindi non minimamente paragonabili a loro.

Quindi attenzione!!!!!

Bibliografie e testi utili sul digiuno terapeutico su:

http://www.ciemme-pts.it/articoli/digiuno/digiuno.htm

 

Gli effetti del digiuno a singhiozzo
Data: Sabato, 03 luglio @ 02:25:34
Argomento Fisiologia

 

Dieta e digiuno fanno bene alla salute nei topi

Alternare un giorno di digiuno ad uno di 'cibo a volonta'' ha gli stessi effetti benefici sulla salute di una dieta restrittiva costante, a parita' di calorie. Almeno nei topi.
Lo rivela uno studio americano, pubblicato sulla rivista Pnas, che ha analizzato sui topi gli effetti di due diverse diete. Un primo gruppo era alimentato con un regime quotidiano povero in calorie, l'altro alternava un giorno di digiuno ad una giornata in cui aveva a disposizione quantita' 'illimitate' di cibo.

Gli scienziati hanno dimostrato che i benefici per la salute osservati sui topi del 'gruppo digiuno' erano pari o superiori a quelli registrati negli altri roditori. In particolare e' stata osservata una diminuzione del tasso di insulina e una migliore resistenza dei neuroni allo stress.
Gli esperti ipotizzano che una dieta 'intermittente' possa avere benefici positivi grazie a un meccanismo indipendente dall'apporto calorico.

Studi precedenti avevano stabilito l'esistenza di un legame fra dieta, maggiore resistenza allo stress e allungamento della speranza di vita, anche se non sono ancora chiari i processi biologici che ne sono alla base.


Questo Articolo è stato scritto da Biospazio
http://www.biospazio.it/

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Non c’è errore più grande che stare quasi a digiuno, perché ti prosciuga ogni energia e quindi ti impedisce di allenarti per cambiare il tuo fisico. La drastica riduzione dell’apporto calorico rallenta il metabolismo – la quantità di calorie bruciate giornalmente – realizzando l’incubo di chiunque aspiri ad avere un fisico asciutto e definito.

La ricerca indica che la tiroide, che produce gli ormoni dai quali dipende in parte la velocità del metabolismo, reagisce rapidamente alle diete molto rigide. Se l’apparato calorico è troppo basso, diminuisce la produzione ormonale di tale ghiandola e, di conseguenza, il tasso metabolico. E non è l’unico problema: si verifica anche un aumento degli enzimi responsabili dell’immagazzinamento dei grassi. La lipoproteina lipasi (LPL), che funge più o meno da guardiano, regola l’ingresso e l’uscita degli acidi grassi dalle cellule adipose. Mentre una live riduzione dell’apporto calorico diminuisce l’attività della LPL, consentendo agli acidi grassi di uscire liberamente dalle cellule adipose, una riduzione calorica troppo drastica ha l’effetto di aumentare l’attività della LPL. Questo fenomeno, abbinato al calo dei livelli degli ormoni tiroidei, spinge l’organismo a trattenere il grasso corporeo.

http://www.fitbody.it/content.php?article.2

Digiunare per perdere peso sembra fin troppo logico: se mangiando si ingrassa, smettendo di mangiare si dimagrisce. Alcuni digiunano pensando di “purificare” l’organismo, altri perché vogliono vivere un’esperienza “spirituale”. Zoom su una pratica che comporta dei rischi da non sottovalutare. Di Chiara Galli

Se l’adattamento dell’organismo fosse perfetto il digiuno sarebbe relativamente benigno, ma purtroppo non è questo il caso. La perdita sostanziale di proteine può rivelarsi pericolosa, infatti oltre all’eliminazione dell’acqua, l’impiego delle proteine come fonte primaria di energia genera molte scorie, tra le quali l’acido urico, e livelli ematici elevati di acido urico possono provocare crisi di gotta nelle persone predisposte. Inoltre, come hanno evidenziato le ricerche condotte sul digiuno modificato, nel quale proprio per evitare perdite eccessive di proteine se ne ingerisce quotidianamente l’equivalente di 400-700 calorie, il numero di decessi è significativo. La causa esatta di questo problema è poco conosciuta, ma si sospetta che la morte possa derivare dall’assunzione di proteine di qualità inferiore. Non c’è male per chi paga per dimagrire…

Il digiuno mette a repentaglio anche le riserve di vitamine e di minerali. La vitamina C, la vitamina B, il sodio, il potassio, il magnesio e il calcio sono particolarmente toccati dal digiuno, e gli effetti più o meno seri vanno dalla nausea e dalla stanchezza alla caduta brusca della pressione arteriosa fino alle anomalie del ritmo cardiaco, alle convulsioni, la decalcificazione ossea e nei casi più gravi, lo stato di shock. Nei digiuni ripetuti e molto lunghi sono stati osservati anche casi di anemia.

Al di là della perdita rapida e senza sforzo di peso, numerosi appassionati del digiuno aspirano più che altro a eliminare le tossine che secondo loro avvelenano l’organismo. Il digiuno provoca invece la formazione di scorie per combustione delle riserve di grassi e proteine, riserve alle quali l’organismo non avrebbe mai attinto se l’alimentazione non fosse stata bruscamente interrotta. Perciò, parlare di “purificazione” è del tutto ingiustificato, dato che per eliminare una maggiore quantità di sostanze tossiche bisognerebbe invece prediligere una dieta ricca di fibre alimentari.

Mentre il corpo può sopravvivere per molti giorni senza cibo, lo stesso non può dirsi dell’acqua. Il corpo elimina le scorie attraverso l’acqua contenuta nelle urine e nelle feci, e in mancanza d’acqua l’avvelenamento è molto rapido. Il digiuno “secco” è quindi ancora più pericoloso. Anche i digiuni di breve durata, ripetuti frequentemente, sono da evitare. Infine, i diabetici curati con insulina, le persone affette da malattie mentali, renali, cardiache o epatiche, le donne incinte e i bambini non devono in alcun caso digiunare.

Il digiuno è una tecnica potenzialmente pericolosa che richiede uno strettissimo controllo medico, anche se gli studi hanno osservato che questa pratica riduce il tasso di colesterolo e di grassi nel sangue, abbassa la pressione arteriosa e favorisce un miglior controllo della glicemia nei diabetici non trattati con insulina. Per dimagrire, e non ci stancheremo mai di ripeterlo, è sufficiente combinare un’alimentazione varia ed equilibrata alla pratica moderata ma costante dell’esercizio fisico, due attività senz’altro molto meno nocive del digiuno. Non solo queste modifiche al proprio stile di vita sono più sane, ma i risultati sono più duraturi. A lungo termine, oltre ai pericoli già citati, non bisogna dimenticare che il digiuno è poco efficace per la perdita di peso.

pubblicato l'11 giugno 2003

 

 http://www.duepiu.net/salute/alimentazione/informa9/digiuno.htm

..............Anche il digiuno prolungato ha effetti biologici: per es. un digiuno di oltre 24 ore può fare aumentare la bilirubina nel siero. Il digiuno prolungato altera la produzione di molti ormoni e provoca la caduta del livello delle proteine, dei lipidi e degli elettroliti nel siero.

http://www.ospedaleniguarda.it/Labanalisinew/qualita.htm

Semidigiuno

Nell’obesità di alto grado si fa ricorso da anni al semidigiuno terapeutico: trattasi di digiuno integrato con minime quantità di alimenti ricchi di proteine, onde evitare una complicazione metabolica grave quale la negativizzazione del bilancio azotato dovuto alla degradazione delle proteine proprie dell’organismo.
Necessita di stretto controllo medico ed è di indubbia efficacia nel breve termine.
Nell’anno successivo al trattamento molti pazienti riguadagnano circa il 50% del peso, e la quasi totalità nei 2 anni successivi.
Tale tipo di trattamento, pertanto, deve far parte di un approccio terapeutico integrato da un programma di rieducazione alimentare, riabilitazione fisica e psichica.

http://www.salus.it/alim/obesita.html

Nel post-operatorio si mangi

Una metaanalisi inglese mette in dubbio una convinzione ormai radicata in ambito medico, che cioè dopo un intervento chirurgico gastrointestinale sia necessario un periodo di digiuno. Sembra, anzi, che nutrirsi entro un giorno dall’intervento risulti di beneficio sia perché riduce il rischio di infezione post-operatoria sia perché anticipa la dimissione ospedaliera. La review ha preso in considerazione 837 pazienti sottoposti a chirurgia gastrointestinale, confrontando la tattica del digiuno con quella della nutrizione precoce. La ricerca inglese non ha riscontrato particolari evidenze a favore del digiuno post-operatorio, mentre ha invece evidenziato una riduzione del rischio di infezioni post-chirurgiche del 28%, dopo nutrizione anticipata. Prima di intraprendere modifiche della pratica clinica, sottolineano i ricercatori, sarà, comunque, necessario predisporre ulteriori e più approfonditi trial terapeutici. M.M.

(British Medical Journal 2001;323:761-762, 773-776)

http://www.doctor33.it/article.asp?tipo=0&lettera=0&idref=33&aid=51305&sub_res=

EFFICACE MA ANCORA OSCURA LA DIETA CHETOGENICA

I chetoni spengono il fuoco epilettico


Protagonista è la dieta chetogenica, un rigidissimo regime alimentare iperlipidico e a minimo contenuto di carboidrati, attuato allo scopo di contenere le manifestazioni dell'epilessia.

"Per certi versi la dieta chetogenica può rientrare nel campo della cosiddetta medicina alternativa" commenta in un editoriale sugli Archives of Neurology E. Roach, neurologo dell'Università del Texas di Dallas. "E' anche vero però che, oltre alla sua storia decennale, esistono sia una base biochimica sia un obiettivo terapeutico ben definito".

Lo scopo originario della dieta era mimare le alterazioni biologiche che si realizzano nel digiuno.............. In effetti la dieta è tutt'altro che una passeggiata. Due giorni di ridotto introito di zuccheri, due giorni di digiuno (ammessi solo pochi liquidi) e poi l'inizio della dieta vera e propria, in questo caso la classica 4:1, dove 4:1 è il rapporto tra i grassi e la somma di carboidrati e proteine.
"Sotto attento controllo medico il regime alimentare viene attuato per cinque giorni, poi il bambino è dimesso" ricorda Vining. "A casa deve essere effettuato il controllo giornaliero dell'acetone nelle urine; le eventuali variazioni dell'alimentazione, che comunque è sempre personalizzata, sono fatte per telefono". Solo dopo un mese, se si osserva la riduzione o addirittura la scomparsa degli attacchi epilettici, si è autorizzati a ridurre la dose degli anticonvulsivanti, e così si procede con tappe successive dopo tre, sei e dodici mesi. I risultati dello studio confermano, in fondo, quelli del passato. "Dopo tre mesi metà dei bambini mostrava una riduzione degli attacchi del 50 per cento, che in quasi tutti si manteneva dopo un anno di dieta. In un caso su dieci, inoltre, sempre dopo un anno, si osservava la scomparsa delle crisi". Ci sono, tuttavia, anche effetti collaterali non trascurabili: letargia, disidratazione e acidosi gravi, alterazioni comportamentali, aumentato rischio di infezioni, stitichezza grave e vomito. Per tali motivi il trattamento va iniziato in ospedale e richiede anche a casa un attento controllo quotidiano.............

© 1999 Tempo Medico (n. 622 del 24 febbraio 1999)

http://www.tempomedico.it/news99/622epil.htm

Un piccolo contributo personale...questa  è la “mia” digiunoterapia preferita.......

...........Alla cioccolata non resistevano le signore e "anche più i frati" tanto che "il reverendo padre Escobar, la cui metafisica era sottile quanto accomodante era la sua morale, dichiarò formalmente che la cioccolata sciolta nell’acqua non rompeva il digiuno, stiracchiando, in favore delle sue penitenti, l’antico adagio: "Liquidum non frangit jejunium" (Il liquido non rompe il digiuno)".

http://www.benessere.com/alimentazione/cioccolato.htm

“Che peccato, disse il contadino, proprio adesso che il mio asino si era abituato a non mangiare, è morto!”