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Digiunoperapia
Lina
ha trentatre anni e sta allattando il terzo figlio;
scherza spesso col marito dicendo che ha fatto un buon
investimento sposandola, ha infatti raddoppiato il
capitale, perché è passata dai 53 Kg prematrimoniali ai
102 odierni. Ha recentemente consultato un collega che
le ha suggerito, per dimagrire, 15 giorni di
digiunoterapia ed è molto preoccupata perché teme di non
riuscire a terminare il programma: è solo al nono giorno
di digiuno e non sente più alcuna voglia di
scherzare........
Sognando
lasagne
Sono partita con qualche
dubbio: ce la farò a non mangiare niente per due giorni?
Da tempo progettavo con le
mie amiche trekkers una due giorni di digiuno, ed eccoci
al dunque.
Da notare un vantaggio
immediato: non c’è da fare la spesa, non ci sono
sacchetti della Coop da caricare e scaricare dalla
macchina, unici ingombri il sacco a pelo, qualche tisana
alternativa e libri a volontà. Ciò che conta è digiunare
in compagnia, magari leggendo a turno il manuale del
perfetto digiunatore.
Comunque è vero ciò che si
dice, all’inizio non si fa altro che parlare di
mangiare: manicaretti regionali, nouvelle cousine, vini
da meditazione, ma soprattutto caffè (quello ci manca
più di tutto il resto). Poi con una passeggiata, un po’
di tai chi, una cantatina e qualche chiacchiericcio
sugli uomini, si riesce a distogliere il pensiero. In
effetti uno dei principali problemi legati al digiuno è
come passare il tempo che altrimenti si spenderebbe a
cucinare e poi a mangiare (circa tre ore a pasto). La
lettura collettiva è un’occupazione che certamente
aiuta, ma meglio ancora è spendere il tempo ad elencare
i vantaggi del digiuno e le sue conseguenze:
>si evita la consueta
odiosa fila alle casse del supermercato
>si risparmia (così ci
potremo comprare quel bel completino di pizzo nero che
vale almeno sei pasti)
>si riduce la produzione
di rifiuti con evidenti vantaggi per l’ambiente
>si possono rimettere quei
bei pantaloni ecrù che erano costati un occhio
>il partner ci guarda con
ammirato stupore (o forse è compatimento, ma è bene
essere ottimisti)
>il cervello entra in uno
stato confusionale (simile a quando ci si fa una canna)
e si pensa positivo anche se ci troviamo in una
situazione disastrosa.
Vi sembra poco? A conti
fatti valeva la pena sentire i gorgoglii dello stomaco,
pensare compulsivamente ad una collana dei salsicce da
arrostire su quel camino tristemente vuoto, alzarsi la
mattina col cerchio alla testa, le gambe molli e la
lingua di cartone.
Sì ne valeva la pena. Ho
perso due chili, ho ripreso l’influenza, mi son vista
una bella nevicata e con le mie amiche abbiamo deciso
che il prossimo digiuno sarà in una bella località
marina, sì da vedere nell’immediato gli effetti del
dimagrimento.
Digiunate, gente,
digiunate.
http://namaste.splinder.com/
Pura & in
forma!
Vuoi
eliminare le tossine, purificare il tuo organismo e
perdere peso? E’ semplice, prova la digiunoterapia.
Scopriamo insieme dove, come e perché ci conviene
saltare un pasto senza rischi per la nostra salute.
Quella del digiuno è una pratica
antica quanto il mondo ma ancora oggi conserva intatti i
suoi benefici effetti. Ideale per depurarsi e perdere
un po’ di chili, sembra che faccia anche
ringiovanire contrastando l’invecchiamento
psico-fisico e risvegliare le nostre facoltà
intellettive aumentando la fiducia in noi stessi. Da
alcuni studi condotti sui topi è emerso addirittura che
il digiunare allungherebbe la vita e non è escluso che
faccia lo stesso anche con noi uomini. Quel che oggi è
certo è che prendersi una pausa dal cibo ogni tanto
fa bene alla nostra salute a patto, però, che si
osservino alcune regole fondamentali.
Prima di tutto è bene
intendersi sul termine; oltre al digiuno completo
per chi non se la sente di affrontarlo c’è sempre
l’astinenza parziale. Nel primo caso è fortemente
consigliato accertarsi delle nostre condizioni fisiche
facendo una <B< medica>e poi farsi seguire da uno
specialista durante la terapia. Corsi appositi
vengono organizzati nelle beauty-farm o da naturopati.
Solitamente questi lavorano in gruppi di 5-15 persone e
insegnando loro anche alcune tecniche rilassanti per il
benessere non solo del corpo ma anche dell’anima fanno
del digiuno un’attività spirituale.
Di norma, perché gli
effetti siano visibili, si consigliano 15 giorni di
trattamento. Dure da superare sono le prime 48
ore, poi lo stimolo della fame scompare e non è
difficile raggiungere l’obiettivo. Alla fine,
però, è bene fare molta attenzione. Per l’organismo è
necessario un periodo di “svezzamento” che dura
tanto quanto il digiuno. Per non rischiare uno shock a
livello intestinale dalle conseguenze anche gravi è
vietato rimpinzarsi e mangiare a volontà. Meglio una
dieta leggera per riabituare l’organismo al suo lavoro
dopo il “riposo”. Se, invece, preferisci l’astinenza
parziale puoi farlo facilmente a casa tua. Anche un
solo giorno alla settimana senza toccare cibo -come
dicono gli esperti- aiuta a correggere
un’alimentazione non sempre controllata e a smaltire il
soprappeso.
Ecco allora alcune utili
indicazioni. Per prima cosa è preferibile saltare la
cena per non affaticare troppo l’intestino. Dopo un
po’ di allenamento riuscirai anche a programmare un
weekend a zero calorie. In questo caso fai in modo
che i due pasti precedenti siano piuttosto
leggeri a base di frutta e verdura sia cotta che
cruda. Durante il digiuno bevi almeno due litri di
acqua o di succhi di frutta e verdura al giorno;
assolutamente vietati tè, caffè e altre bevande
alcoliche per non parlare di farmaci e sigarette. Da
curare particolarmente, invece, la cura e l’igiene del
corpo con bagni e gargarismi frequenti. Con
l’aumento della sudorazione, infatti, l’odore e l’alito
potrebbero risentirne negativamente. Molto importante,
infine, per riabituare in modo graduale alla sua
abituale attività l’apparato digerente, preparare i
primi due pasti a base di brodo vegetale, frutta e
verdura. Altrimenti si vanificano tutti i nostri sforzi!
http://www.donnad.it/rubriche/cura_di_se/benessere/articolo2570.jsp
Attualità > Salute
Nutri lo spirito mangia pochissimo
Una pratica antica. Che oggi cura i nostri mali con
la saggia parchezza dei popoli orientali Per purificarci
e ritrovarci
di Paola Pignatelli
M. Greco/G. Neri - Photoexpress
La pelle si ammorbidisce, le rughe si attenuano e
scompaiono le borse sotto gli occhi. La vista si fa più
acuta. I desideri sessuali sopiti si risvegliano. E il
pensiero diventa lucido e affilato come la lama di un
coltello. Il segreto? Non è l'ultima droga sintetica
arrivata dagli States. Né il beverone allucinogeno di un
sedicente guru indiano. Più semplicemente, sono gli
effetti del digiuno. Nella nostra società, quasi
oppressa dal benessere e appesantita dalla
sovralimentazione, i benefici di questa antica pratica
sono in piena riscoperta. Beatificata un po' da tutte le
religioni, per depurare il corpo ma soprattutto la
mente. "Pensare, attendere, digiunare", predicava anche
il Shiddarta di Herman Hesse. Del resto in Germania, già
da tempo, il digiuno è considerato una panacea contro i
più disparati malanni. Tanto che viene coperto
dall'assistenza sanitaria nazionale. Negli Stati Uniti i
suoi benefici sono ben noti ai seguaci New Age di Deepak
Chopra, l'uomo che combinando metafisica indiana e
pratica medica è diventato guida spirituale per milioni
di americani, tra cui anche Demi Moore, Michael Jackson
e Donna Karan. Il solo Ageless Body, Timeless Mind, del
'93, in cui delineò per la prima volta la teoria che lo
spirito ha il potere di curare il corpo, è un best
seller da sei milioni di copie. E in Italia? L'interesse
è recente. Ma la digiunoterapia conta già numerosi
praticanti, oltre che diversi centri specializzati. E
certo il successo di questa disciplina sarebbe maggiore
se la parola stessa - digiuno - non incutesse timore a
un popolo abituato a piuttosto a collegare l'idea del
benessere ad un buon piatto di spaghetti. E a celebrare
a tavola i momenti più importanti della vita. Forse
proprio per il riconosciuto potere del cibo (e del vino)
di far raggiungere alla mente una sorta di nirvana. Il
digiuno invece ha effetti opposti: secondo i suoi
seguaci il corpo, privato del cibo (quindi del rapporto
con quanto è materiale), lascia libero lo spirito di
spaziare a suo piacere. I cinque sensi diventano più
ricettivi, si sogna di più e con maggiore intensità.
Senza contare che l'organismo, nutrito solo con acqua e
vegetali, elimina tutte le tossine accumulate nel tempo.
Ma, anche quando si parla di digiuno, le ricette possono
essere varie. C'è il digiuno disintossicante, che
prevede una dieta di frutta, verdura e qualche cereale.
E c'è quello "hard", con menu a base di sola acqua. Il
primo può essere praticato da chiunque. "Sarebbe una
buona abitudine da insegnare anche ai bambini,
assuefatti fin da piccoli a un'alimentazione sregolata",
consiglia Henri Chenot, 53 anni, medico francese esperto
di discipline orientali, che a Merano dirige da anni una
clinica della salute specializzata in programmi di
disintossicazione. "L'organismo", spiega Chenot, "viene
inquinato quotidianamente da farmaci, cibo poco sano,
aria irrespirabile. Elimina le tossine attraverso
sudore, feci e urina. Ma se sono in eccesso possono
provocare disturbi come le artriti, le cistiti, la
sinusite". Per evitare di arrivare a questo, secondo lo
specialista bastano tre giorni al mese di digiuno
vegetale. Tre giorni durante i quali il corpo si
purifica e perde un chilo o due. "Una cura preventiva,
come fare il tagliando all'automobile", conclude Chenot.
Il digiuno drastico, utilizzato per fare "volare" la
mente ma anche come possibile rimedio contro malattie
gravi (per esempio l'obesità, i disturbi di cuore o,
come alcuni sostengono, addirittura i tumori) va fatto
invece soltanto sotto stretto controllo medico. Innanzi
tutto ci vogliono alcuni giorni di preparazione, in cui
si riduce progressivamente la quantità di cibo
quotidiana e si eliminano tutti gli alimenti di origine
animale, uova comprese. Poi si passa alla fase di
digiuno, che deve avere la stessa durata di quella
preparatoria. E infine bisogna insegnare al corpo a
rialimentarsi. "All'inizio con un nutrimento liquido",
avverte Armando d'Elia, chimico e autore di alcune
pubblicazioni sull'argomento, "poi con frutta cotta e
altri vegetali". Quanto tempo si può digiunare? Dipende.
Ogni corpo ha i suoi ritmi. La funzione del medico è
quella di riconoscere il momento in cui c'è bisogno di
riprendere a mangiare, prima che l'organismo reagisca
con una sorta di anoressia e rifiuti il cibo. "Anche un
pazzo sa digiunare. Ma solo un saggio è in grado di
interrompere il digiuno", recita non a caso un antico
detto inglese. Infatti il digiuno è sempre stato legato
alle discipline religiose o a dottrine destinate a
portare l'uomo verso maggiore autoconsapevolezza. E se i
musulmani ancora oggi osservano il Ramadan, anche in
Occidente la riscoperta della dottrina ayurvedica porta
a un nuovo interesse per diete purificanti, decotti,
saune, massaggi e menu su misura, in base ai tre
possibili tipi di energia (dosha) che albergano in
ognuno di noi, spiegano all'Istituto italiano di
Ayurveda di Firenze. Saltare i pasti, dunque, è una
scienza e un'arte, come scriveva l'americano Herbert M.
Shelton, considerato il padre della moderna
digiunoterapia e fondatore di una scuola di pensiero
conosciuta come "Igienismo". Uno stile di vita che oggi
si sta sempre più diffondendo in tutto il mondo. Vivere
e pensare secondo natura, cioè rispettare tutti gli
esseri e astenersi da ogni eccesso: questa la filosofia
di Shelton. Che ha vissuto più di novant'anni. Forse
vale la pena di provarci.
A chi rivolgersi in Italia I digiuni in clinica...
(Segue lista dettagliata con indirizzi e
nomi)...............
E così ne mantieni i risultati Dopo un digiuno,
riabituatevi gradualmente agli alimenti solidi. Il primo
giorno è consigliabile mangiare a pranzo solo yogurt e
frutta fresca, e verso sera verdura a vapore o insalata.
Successivamente ampliare il menu con cereali integrali,
legumi e noci. È meglio introdurre solo dopo alcuni
giorni di dieta solida latte e formaggi. Siete
soddisfatti dell'esperienza e volete riprovarla per
mantenerne nel tempo i benefici? Ecco alcuni consigli
pensati per chi volesse sperimentare un blando digiuno
"fai-da-te". Si puo' cominciare a piccoli passi, con
qualche dieta depurante da seguire a casa di tanto in
tanto. Per esempio tre giorni al mese di frutta e
verdura (ma attenzione: non bisogna esagerare con le
quantità), come consiglia Chenot. Secondo altre scuole
di pensiero, un regime alimentare rigoroso e
disintossicante può essere seguito anche più spesso, per
esempio dedicandogli uno o due giorni tutte le
settimane, sempre seguendo la stessa formula.
L'importante, in entrambi i casi, è bere molta acqua
(almeno tre litri al giorno) per idratare l'organismo e
permettergli di espellere più facilmente le tossine
accumulate. In fatto di diete disintossicanti, l'ultima
moda arriva dall'America. Si chiama "juicing", cioè
"spremere". Prevede infatti tre-cinque giorni
consecutivi durante i quali l'alimentazione è costituita
da succhi di frutta e verdura. Altra novità lo "sciroppo
d'albero", ottenuto con succo d'acero e palma. Si può
bere anche per dieci giorni, purifica il sangue e fa
perdere fino a cinque chili. Una volta terminata la
dieta, bisogna riprendere a mangiare cibi solidi con
gradualità, limitandosi per qualche giorno a frutta,
verdura, cereali e piatti leggeri.
In Italia il digiuno
terapeutico è stato diffuso dall'Associazione Scuola
della Salute, fondata nel 1984, la quale, orientata
secondo gli insegnamenti del grande igienista americano
Shelton, sotto la guida del dott. S. Magnano,
ha elaborato un originale metodo di fondato su:
-
Preparazione psicofisica
-
Programmazione del digiuno individuale ideale
-
Attività psicofisiche specifiche
-
Psicoterapia di gruppo per potenziare ed armonizzare
il cambiamento
-
Ripresa alimentare studiata caso per caso
-
Programmazione di una migliore qualità di vita dopo
il digiuno.
Il metodo del digiuno
viene considerato come trasformazione evolutiva.
In questi
ultimi anni si è accresciuto il numero di coloro che
conoscono le potenzialità della digiuno terapia, e
sbaglia chi crede che vi si faccia ricorso per problemi
di peso. Le motivazioni più frequenti sono le seguenti:
depurazione, autoguarigione di patologie varie,
disordini del comportamento alimentare, sovrappeso,
prevenzione di patologie, comprese le forme neoplastiche
e le recidive. Le migliaia di casi seguiti ci ha
permesso di accumulare un’esperienza unica in Italia e
di mettere a punto il metodo del digiuno come
trasformazione evolutiva.
Il digiuno
viene considerato un vissuto che si sviluppa in uno
spazio - tempo non allineato con quello quotidiano, il
momento di uno straordinario viaggio interiore e di un
intenso scambio relazionale che si arricchiscono
reciprocamente. La profonda commutazione biopsichica del
digiuno è colta come l’occasione per una rinnovata
apertura alla vita, per determinare scelte ed apprendere
nuovi percorsi : la guarigione e l’accresciuto benessere
sono visti come una conseguenza di questa azione
primaria.
Consideriamo La terapia del digiuno particolarmente
adatta:
-a coloro che sono orientati verso l’autogestione del
corpo e sono convinti che la salute dipenda in modo
primario dallo stile di vita;
-a chi
crede nell’autoguarigione e sa che il digiuno è la
condizione ideale in natura per guarire: un animale
selvatico (un lupo, una volpe,ecc) se feriti o ammalati
non possono cercare cibo e devono cercarsi un rifugio
dove riposare e digiunare. Il digiuno è quindi la
condizione naturale per guarire: anche gli animali
domestici ed i bambini conservano questa tendenza
radicata e rifiutano istintivamente il cibo in caso di
malattia.
-a chi
vuole voltare pagina, interrompere situazione di stallo
nelle relazioni, nel lavoro, liberarsi da
condizionamenti, dipendenze ( fumo e abitudini nocive);
-a chi
vuole eliminare le conseguenze di abusi alimentari e
ricercare un miglior rapporto con il cibo;
-a chi
desidera ritardare la senescenza;
-a chi
pratica la meditazione, la ricerca spirituale
L.
LUCIANI, FISIOLOGIA DEL DIGIUNO, pag. 160
( Uno dei
più grandi fisiologi italiani del tempo studia il
digiuno di 30 giorni portato a termine da Giovanni Succi
nel 1888 a Firenze. Rarità introvabile. Solo fotocopiato
e rilegato)
F.G.
BENEDICT, A STUDY OF PROLONGED FASTING pag. 450
( Il
grande fisiologo americano studia il digiuno di 31
giorni portato a termine da A. Levanzin nel 1912 a
Boston . Rarità introvabile, Solo fotocopiato e
rilegato)
H. M.
SHELTON, IL DIGIUNO PUÒ SALVARVI LA VITA pag. 310
BIBLIOGRAFIA SUL DIGIUNO COMPLETA SU:
http://www.salute-scuola.it/digiuno/digiuno_terapeutico.htm
Non ho alcun dubbio
nell'affermare che la nostra è una società opulenta,
almeno dal punto di vista alimentare, e tutti siamo
afflitti da sovralimentazione. Negli ultimi anni di
questo secolo si è potuto notare la presenza di malattie
anche croniche, considerate diretta conseguenza del
benessere, e l'attenuarsi o addirittura lo scomparire di
altre derivate da alimentazione carente, tipiche, ad
esempio, del dopoguerra.
Mi capita sempre più spesso di ricevere richieste di
informazione o consigli per pratiche di digiuno. Devo
dire che, personalmente, non sono totalmente favorevole
a questo genere di pratiche, pur avendo fatto una larga
esperienza. Ritengo che l'uomo farebbe meglio a
ricercare la soluzione dei suoi problemi portando il
proprio generale comportamento verso l'equilibrio senza
essere costretto a correre ai ripari quando la salute
ormai si è compromessa.
Ammetto, tuttavia, che il digiuno, esercitato con
conoscenza di causa, possa portare benefici, fisici e
psichici, di portata rilevante. E un aspetto fisico,
sicuramente importante, è che tale esercizio favorisce
l'eliminazione delle tossine accumulate nelle riserve
del corpo mentre da un punto di vista psicologico il
digiuno rinforza il carattere e la determinazione in chi
lo pratica. Prima di iniziare, comunque, è bene tener
conto che, durante i primi due o tre giorni, gli stimoli
della fame si avvertono con insistenza. Ciò è causato
dall'abitudine anche mentale di assumere cibo, e di
solito, questi momenti, sono accompagnati, soprattutto
nei soggetti più intossicati, da sensazione di nausea,
vomito o cefalea. Sensazioni prodotte, come già si è
detto, dalla considerevole quantità di tossine che la
pratica stessa tende a liberare nel corpo e che non
devono preoccupare, in quanto le stesse vengono
naturalmente eliminate dagli organi preposti a questa
funzione, ossia la soluzione di tale processo avverrà
attraverso la sudorazione, attraverso l'urina, le feci o
la respirazione. Diviene importante, perciò, durante il
digiuno, bere molta acqua, non fredda e non gasata.
Colgo l'occasione per farvi notare, una volta in più,
che l'assumere due, tre litri di acqua al giorno
dovrebbe essere una normale abitudine per chiunque, ma
ancor più per coloro che intendono alzare la qualità
della loro salute. E' un grave errore pensare, come
talvolta fanno le donne, che l'acqua gonfi o ingrassi.
L'acqua invece, per esempio, mette meglio in funzione
l'intestino. Spesso qui risiede una delle cause dell'
aumento di peso o della intossicazione in generale. E
per un migliore funzionamento di tale apparato vi
consiglio di assumere, ogni tanto, anche delle fibre
mangiando, ad esempio, alimenti più completi come pane o
pasta integrale.
Per ritornare al digiuno, devo affermare che se condotto
con intelligenza ed equilibrio non presenta alcun
pericolo, almeno fino al quarantesimo giorno. Sì poiché
è solo dopo il quarantesimo giorno che il corpo nel suo
processo per così dire di "autofagia" si indirizza verso
parti rischiose o delicate. Inizialmente, invece, esso
si rivolge, con intelligenza alle riserve naturali, ai
tessuti cioè che già hanno funzione di accantonamento e
lo fa rispettando alcune priorità. Solo dopo il
quarantesimo giorno potrebbe rivolgersi anche ai tessuti
del cuore divenendo pertanto pericoloso.
Consiglio,
dunque, a coloro che intendono servirsi della pratica
del digiuno per disintossicarsi o perdere un Po di peso,
eliminando così alcuni disturbi o rafforzando sistema
nervoso e volontà di procedere come segue:
1)Scegliere un periodo di otto giorni durante i quali
preciso che è bene lavorare normalmente (sempre che il
lavoro non sia causa di stress, altrimenti, conviene
durante questo periodo, diminuirne il ritmo). Il lavoro
soprattutto quando è sano e ben gestito tiene la mente
occupata evitando di porvi continuamente all'ascolto di
ipotetici disturbi che "secondo voi" la pratica potrebbe
causarvi.
2) Preparatevi psicologicamente e quando iniziate siate
forti e determinati ad andare fino in fondo. Una
interruzione della pratica vi danneggerebbe moltissimo
dal punto di vista psicologico, rendendovi ancora più
deboli.
3) Diminuite, nei primi tre giorni, gradatamente, la
quantità di cibo, passando, soprattutto, da cibi solidi
a liquidi, fino ad assumere brodi vegetali nelle ultime
ore.
4) Osservate due giorni di digiuno completo bevendo,
tuttavia, molta acqua, durante tutto il giorno.
5) Riprendete negli ultimi tre giorni ad assumere cibo
passando con gradualità da liquidi nel primo giorno a
solidi nel terzo.
Intelligenti digiuni come questi sono destinati a farvi
ritrovare non solo un buon equilibrio fisico ma anche
mentale. Talvolta nei monasteri orientali esso viene
accompagnato dalla pratica del silenzio detta "Antarmouna",
atto a far ritrovare all'adepto il contatto con la sua
vita interiore.
Amadio
Bianchi
http://www.kultunderground.org/w200102/digiuno.htm
PROGRAMMI DEI DIGIUNI DI GRUPPO
DELLA SCUOLA DELLA SALUTE
DIGIUNOTERAPIA
La terapia
del digiuno determina una profonda commutazione
psicofisica che polarizza tutte le energie verso la
rigenerazione protoplasmatica e la guarigione.
Dal punto
di vista biologico la digiuno terapia può essere
considerata uno dei bioritmi fondamentale per
l’equilibrio vitale, come attesta la sua presenza tra i
rituali e i metodi di guarigione di vari popoli.
PROGRAMMA
2005
DIGIUNO DI GRUPPO, DIGIUNO ATTENUATO
DIETE DEPURATIVE, DIETE NATURALI DIMAGRANTI
I digiuni
di gruppo guidati si avvalgono di consulenza, controllo
e assistenza del medico digiunoterapeuta, dello
psicoterapeuta e del naturopata
Durante il
soggiorno - digiuno si praticano attività di gruppo
specifiche per potenziare la depurazione e la
guarigione.
Sede e
date dei corsi su:
http://www.salute-scuola.it/digiuno/digiuno_terapeutico.ht
EDUCAZIONE AL MOVIMENTO E ALLA SALUTE
Prevenire
e curare attraverso il digiuno
Dr. med.
Leopold Felbermayer
N.b.:
L'Associazione Kinesis ha lo scopo di divulgare
argomenti di educazione alla salute, non può assumersi
resposabilità su quanto viene scritto dagli specialisti,
nè fornire consigli o informazioni di carattere
medico-scientifico. Rimandiamo alla bibiliografia in
coda a ogni singola conferenza per le domande relative.
Poter
compiere una rinuncia volontariamente, è una delle
capacità proprie solo dell’uomo, che lo distingue da
tutti gli altri esseri terreni, Il digiuno, come
decisione di rinuncia ad ingerire cibo, oggi spesso
viene a torto sottovalutato nel suo significato
terapeutico e per le possibilità che dà di potenziare le
facoltà umane; oppure viene ridotto ad un problema di
peso dettato dalla bilancia, Il medico Dr. Leopold
Felbermayer, partendo da un ricco tesoro di esperienze,
analizza gli aspetti storico-culturali e medici di un
tipo di esercizio caduto in dimenticanza.
Quando si
parla di digiuno, capita di sentire i pareri più
disparati riguardo al tema. Spaziano da consensi
entusiasti, a domande dubbiose, dalla paura di possibili
danni, fino al più netto rifiuto, o ad ampollosi e
inqualificati elaborati scientifici, che vogliono
bollare il digiuno come un metodo pericoloso per
dimagrire, o come una follia dettata dalla moda. Voci
isolate poi si pronunciano contro il digiuno, in quanto
metodo anacronistico per portare la propria coscienza a
livelli più alti. Che cosa sta però a fondamento del
digiuno? Si può esprimere un giudizio su un metodo che
viene periodicamente praticato da milioni di uomini, già
da millenni, con le più varie motivazioni, senza aver
prima fatto un’esperienza personale? Bisogna essere
"specialisti", o basta, durante la prova dei fatti, il
sano discernimento umano, privo di pregiudizi, per poter
giudicare?
Che cosa
spinge al digiuno
Per poter
rispondere a questa domanda, è utile rivolgere uno
sguardo al passato, ma anche portare l’attenzione su
quei fenomeni che paiono essere situazioni limite
dell’esistenza, ma che proprio per questo ci mostrano la
complessità del digiuno. In particolare si è dimostrato
che originariamente il digiuno aveva motivazioni
prevalentemente religiose e che queste erano sempre
legate al pensiero della purificazione e della
trasformazione. La vera motivazione era sempre
l’aspirazione verso una purificazione del corpo e
dell’anima e una liberazione dalle costrizioni
interiori; sia che si trattasse della prescrizione di un
digiuno come preparazione ad una consacrazione
sacerdotale in Egitto o nei luoghi dei misteri in
Grecia, sia che il comando al digiuno della tradizione
cristiana, ebraica, islamica, induista o buddista,
avesse esortato alla rinuncia al cibo i credenti di ogni
strato sociale.
Durata del
digiuno
Che la
dimensione di questa aspirazione comprenda una scala
molto larga di possibilità, lo dimostrano i lassi di
tempo estremamente variabili del digiuno: dai pochi
giorni, fino a più settimane, sì, fino a digiuni di
decenni, per esempio quello di Niklaus von Flue che
negli ultimi 20 anni della sua vita, fino alla morte
avvenuta nel 1478, in un eremitaggio nelle alpi
svizzere, non prese alcun cibo solido; o come quello di
Therese Neuman di Konnersreuth/Oberbayern, che allo
stesso modo digiunò dal 1926 fino alla morte avvenuta
nel 1962, facendo la contadina nella fattoria paterna;
soltanto nei giorni e nelle settimane della sua
stigmatizzazione, era ridotta al letto, con le cicatrici
del Crocifisso. Anche Niklaus von Flue, fino alla sua
morte, attese ogni giorno al compimento delle sue
mansioni. Egli rimase inoltre, sebbene dimagrito, sano e
pienamente lucido, tanto che la Confederazione Elvetica,
durante una delle sue profonde crisi, fu salvata dal
crollo incombente grazie al consiglio, che dei
responsabili svizzeri erano andati a chiedere al loro
fratello Klaus. A parte il digiuno con motivazione
religiosa, negli scritti di Ippocrate, Galeno di
Pergamo, più tardi di Paracelso o di Christoph Wilhelm
Hufeland nel XVIII secolo e fino ai giorni nostri, il
digiuno è confermato come metodo efficace di guarigione
in gravi malattie. I tempi medi di un digiuno con
effetto terapeutico, vanno da due a quattro settimane,
raramente fino a sei, a seconda delle indicazioni, o
delle intenzioni di chi lo pratica.
Il digiuno
ha dunque una lunga tradizione, ma acquista interesse
soprattutto ora, cioè in un epoca in cui nei paesi
industrializzati sono sorte malattie che non sono più
controllabili con il semplice impiego della medicina
ufficiale; e questo non soltanto a causa
dell’inquinamento, dovuto alla chimica, di tutti i
nostri principi vitali, ma anche a causa di una forma di
dieta insana e delI’ipernutrizione. Si rende perciò
necessaria una riforma del nostro modo di vita. Metodi
curativi che tengano conto di questa situazione,
richiameranno in futuro sempre maggiore attenzione,
poiché nel controllo di concrezioni patologiche nei
vasi, nelle articolazioni e nei tessuti connettivi e
nello stimolo delle proprie forze curative nel
trattamento di malattie croniche, sono più indicate
rispetto alle operazioni, agli irraggiamenti e ai
medicamenti chimico-farmaceutici stabiliti dalla
medicina moderna.
Il
digiuno, una terapia totale
Come
definisce il digiuno il "Circolo Medico di Lavoro
Digiuno Terapeutico e.V."? Nel loro statuto leggiamo:
"Il digiuno, la volontaria astensione dal cibo, di
durata limitata, viene esercitato, per ragioni diverse,
da PERSONE SANE, da tempo immemorabile. La capacità di
vivere con le riserve del proprio corpo, corrisponde
alla fisiologia umana. Questa capacità può essere usata
come igiene di vita o come prevenzione. In ogni ambito
culturale, il digiuno ha una dimensione
animico-spirituale. Nel trattamento di malati, si è
affermato con successo da moltissimo tempo. La sua
funzione terapeutica è stata confermata e consolidata
attraverso esperienze di decenni dai medici
specializzati nel digiuno e da prove scientifiche. Il
rifiuto spontaneo del cibo durante malattie con febbre
alta, è anch’esso, come la febbre stessa, già terapia, e
corrisponde alla tendenza fisiologica dell’organismo
all’autoguarigione. Il termine "Digiuno terapeutico" è
stato coniato da Buchinger.
Rispetto
alle malattie croniche e a quelle dipendenti dal cibo,
il digiuno terapeutico è un metodo quasi insuperabile
negli effetti e per la varietà delle indicazioni.
Equivale a un intervento terapeutico nutrizionale nel
metabolismo del malato e dovrebbe essere perciò
praticato da personale specializzato, solo nelle
cliniche specializzate, dopo la diagnosi di un esperto e
con indicazioni complete. Il digiuno è una terapia non a
base di medicine, all’interno della medicina generale e
ha perciò carattere interdisciplinare. Il digiuno
terapeutico è contemporaneamente una terapia
psicosomatica. Presuppone il completo accordo e la
completa partecipazione del paziente. La presa di
distanza dalla vita di ogni giorno e dalle obbligazioni
casalinghe e di lavoro, dai problemi e dalle tentazioni,
ha gran peso sul corso e sulla riuscita della terapia.
Il digiuno come terapia comprende esperienze
esistenziali limite e allenamento alla rinuncia.., Il
digiuno è un inizio didattico conveniente per una
riorganizzazione del modo di nutrirsi, che il malato
cronico spesso deve mantenere per tutta la vita". Per
l’attuazione del digiuno viene esposto quanto segue: "lrrinunciabili
nel digiuno sono: abbondanti apporti di liquidi,
sollecitazione di tutti i processi di eliminazione,
equilibrio tra moto e quiete. Nei digiuni condotti in
modo corretto, non si riscontrano sensazioni di fame e
si hanno prestazioni di buon livello.
Dal
digiuno ad acqua o te, si sono sviluppate diverse forme
di digiuno, con l’aggiunta di bevande a limitato
contenuto calorico: digiuno con succhi, siero di latte,
brodi. Secondo il Dr. Otto Buchinger, ha dato i migliori
risultati il digiuno a tisane, molta acqua e bevande
ricche di vitamine e sostanze minerali, lasciate il più
possibile allo stato naturale. Bisogna inoltre assumere
200 kcal per giorno, in forma di succhi di frutta e
verdura e di brodi di verdura". Questa descrizione rende
più chiaro il fatto che il digiuno rappresenta un
principio di terapia totale, che riguarda l’ambito
corporeo, quello animico e quello spirituale dell’uomo e
che agisce in modo purificante, riordinante, rieducante
e liberatorio. La malattia, nella maggior parte dei
casi, è un’interazione difettosa e disturbata degli arti
costitutivi animici e spirituali dell’uomo, con le sue
forze vitali e con il suo corpo. Ci sono situazioni di
irrigidimento, di congestione, di rilasciamento, che si
manifestano con infiammazioni, sclerotizzazioni, o in
molti altri tipi di disturbi, che causano basso
rendimento, difficoltà di concentrazione, sensazioni di
dolore mutevoli per durata e localizzazione, angoscia,
depressione, insonnia. Questa scala comprende malattie
organiche e anche quell’ampia sfera di malattie con
disturbi mutevoli, in condizioni cliniche però ancora
normali. Nel caso delle malattie organiche, vengono
impiegati nella medicina ufficiale terapie a base di
preparati chimico-farmaceutici, o operazioni, con
improbabili e imperfette guarigioni, oppure il paziente
passa da una analisi all’altra, senza risultati
consistenti, prende poi medicine che agiscono in base al
sintomo, con il pericolo della dipendenza e degli
effetti collaterali.
Il digiuno
come cura per il corpo
Nel
digiuno che si compie in perfetta libertà, con la
volontà della rinuncia, avvengono nell’uomo, ad ogni
livello, processi che agiscono in maniera chiaramente
purificatrice nella sfera fisica. Tali processi sono
riconoscibili dal forte impulso alla eliminazione nei
reni, nei polmoni, nell’intestino e nel trasudamento del
corpo, tanto che uno dei pionieri del digiuno, il Dr.
Franz Xaver Mayr, ha parlato nel suo libro: "Bellezza e
digestione" di una "cosmetica dall’interno". Il digiuno
come cura per il corpo in senso più ampio e profondo, è
un aspetto di questo metodo terapeutico.
Il
digiuno, una via di esercizio
La
rinuncia volontaria e cosciente a ogni alimento solido e
alle sostanze come il caffè, l’alcool, la nicotina e la
sopportazione volontaria delle "crisi da digiuno" — che
comunque sono da intendersi come crisi di guarigione che
possono essere notevolmente ridotte con l’aiuto di
programmati "metodi di sostegno", come l’applicazione
del metodo Kneipp, i massaggi, la ginnastica, gli
esercizi di respirazione e rilassamento — sono un
addestramento che ha per fine il controllo di sé, la
disciplina, la armonia della vita animica e degli
istinti. L’anima, come mediatrice tra le verità
spirituali e gli aneliti, e i bisogni del corpo, diventa
più sensibile e recettiva agli impulsi di quel mondo
spirituale che è la nostra vera patria e ci rende
possibile allentare i legami con il corpo per dedicarci
ad una dimensione spirituale. Il consolidamento
crescente della nostra corporeità, la limitazione delle
strutture del pensiero a un sistema di valori
materialistici, inducono a una rivalutazione del digiuno
come metodo che dà la possibilità di essere attivi
equilibratamente e armonicamente, in una cooperazione
con le altre componenti essenziali dell’uomo.
Potenziamento della capacità di pensiero
Colui che
digiuna si libera dai legami e dalla unilateralità
corporea e in questo modo apre la via alla guarigione,
poiché i processi di eliminazione preservano l’organismo
dalla stagnazione. Si produce una purificazione del
sangue e ciò che blocca o ostruisce, viene rimosso. Il
flusso dei liquidi
permette
nuovamente l’azione indisturbata delle forze formatrici,
volta a rigenerare i sistemi degli organi. Nello stesso
tempo si nota una chiarezza di pensiero che indica un
potenziamento della vita animica, che ora può svolgere
la sua attività tipicamente umana, nel ritmico
alternarsi di forze costruttrici e forze distruttrici.
Ogni persona che pratichi il digiuno, dopo la fase
critica dell’eliminazione, può sperimentare questo
potenziamento delle forze di pensiero e della capacità
di associazione, potenziamento che si presenta come una
sorta di permeabilità agli impulsi spirituali.
Pericoli
di una unilateralità nel digiuno
A spingere
al digiuno, dovrebbero essere non solo gli effetti
dimostrati di terapia e prevenzione, ma anche l’aspetto
animico-spirituale, poiché dall’unilateralità si può
sviluppare un egoismo che ci fa tener conto solo della
salute fisica e che mette così in pericolo la
possibilità di una trasformazione totale e armonica,
perché, esattamente come ogni altro tipo di egoismo,
questo egoismo ha componenti dannose. Se invece il fine
è prevalentemente spirituale, c’è il pericolo che si
manifesti un ingiustificato odio per il corpo, come
espressione della lotta contro i "peccati carnali",
oppure c’è la possibilità che si sviluppi un orgoglio
spirituale, che prolifera sul terreno dell’arroganza,
quando colui che digiuna produce qualcosa o quando egli,
passati i giorni di vera depressione, prova una
sensazione di grandezza.
Romano
Guardini descrive questa sensazione di sublimità in modo
estremamente penetrante in uno studio sulla persona e
sulla vita di Gesù Cristo, il quale, dopo il battesimo
nel Giordano, prima di fare il suo ingresso tra gli
uomini, ha digiunato per 40 giorni: "Durante il digiuno
avvengono delle trasformazioni interiori. Nello stesso
tempo il corpo si rilassa. Lo spirito diventa più
libero. Tutto si scioglie, diventa più leggero, si
risente meno dell’intralcio e del fardello della
pesantezza. I limiti del reale prendono movimento; il
campo del possibile si dilata. Lo spirito diventa più
sensibile, la coscienza più lucida, sottile e forte.
Cresce la sensibilità per le decisioni spirituali..,
cresce la coscienza della potenza spirituale e diventa
un pericolo pressante quello di non riuscire più a
riconoscere chiaramente la misura del proprio destino, i
limiti del proprio essere finito, la propria dignità e
le proprie capacità: il pericolo dell’insuperbimento,
della magia, della vertigine del divenire nello
spirito". Un orgoglio spirituale di questo tipo, non è
meno ripugnante del già descritto egoismo, che dà spazio
soltanto alla salute del corpo. Entrambe queste
degenerazioni sono evitabili, se ci si mantiene umili,
modesti e grati. Per questo, nel digiuno, accanto ai già
menzionati metodi ausiliari della riflessione e del
rilassamento, bisognerebbe dare sufficiente spazio alla
meditazione. In quale misura debbano essere usati metodi
ausiliari, comprese anche le medicine come I’omeopatia e
il riconoscimento di una medicina aperta alla scienza
dello spirito, è una questione individuale e richiede,
oltre che la valutazione della costituzione del paziente
e la conoscenza dei sintomi della crisi, anche, in certa
misura, l’esperienza personale del medico curante.
Il segreto
del digiuno
La
descrizione di Romano Guardini sugli effetti prodotti
sullo spirito dal digiuno, fornisce la chiave per una
comprensione intuitiva del "segreto del digiuno" di
Therese von Konnersreuth e di Niklaus von FIue. I
confini del reale si muovono. Entrambe le personalità
non hanno abbandonato la strada dell’umiltà, della
modestia e sono riconoscenti verso una verità superiore.
Hanno quindi sperimentato quel cambiamento naturale, che
ogni uomo può sperimentare, di un nutrimento che viene
dall’interiorità, ma l’hanno sperimentata a un livello
superiore, sanno che esiste qualcosa che è come un
"alimento cosmico". In entrambi i casi si tratta di
situazioni limite estreme, che ovviamente non possono
venire ripetute volontariamente. Tutti e due hanno
caratteri esemplari e raggiungono perciò la comprensione
di fenomeni che hanno validità di base per ogni uomo, ma
che, nelle loro conseguenze ultime, sono sperimentabili
solo da pochi eletti. Già nel Medioevo il digiuno viene
definito a ragione un "mezzo curativo nobile". Il
digiuno, se ripetuto regolarmente, è anche il metodo di
maggiore efficacia per il mantenimento della salute e ci
dà la possibilità di diventare sensibili e aperti agli
impulsi spirituali. Non ci esonera però dalla necessità
dello sforzo personale e del lavoro di apprendimento
della scienza dello spirito, se vogliamo imboccare una
più elevata via di conoscenza. In paradiso non possiamo
né cibarci, ne digiunare. Il digiuno periodico però ci
permette una sanità del corpo, una armonizzazione della
nostra vita sensitiva e volitiva e ci può aiutare a
sciogliere i legami del corpo che ci rendono ciechi e
sordi alle verità soprasensibili; questo, naturalmente,
se vogliamo percorrere la strada dello sviluppo della
coscienza.
A cura
dello Studio Kinesis 2004
http://www.studiokinesis.it/preveniredigiuno.asp
PROGETTO DI LEGGE - N. 959
PROPOSTA DI LEGGE
Art. 1.
1. Lo Stato tutela la libertà del cittadino di
prendersi cura della propria salute, ricorrendo a quelle
pratiche, anche terapeutiche, che reputa necessarie al
raggiungimento della propria omeostasi.
2. Il principio della "libera scelta" regola il
rapporto medico-utente anche nell'ambito della medicina
non convenzionale. Anche in detto ambito l'attuazione di
qualsivoglia trattamento discende da un consenso libero
ed informato.
3. La formalizzazione del consenso, libero ed
informato, al trattamento previsto all'interno delle
garanzie fornite dalla presente legge, costituisce, fino
alla stesura definitiva dei protocolli relativi alla
digiunoterapia, il diritto prevalente negli eventuali
esiti negativi.
Art. 2.
1. I presìdi autorizzati alla digiunoterapia
devono presentare caratteristiche omogenee individuate
da apposita commissione nominata dal Ministro della
sanità entro novanta giorni dalla data di entrata in
vigore della presente legge.
Art. 3.
1. La commissione ministeriale di cui
all'articolo 2, presieduta dal Ministro della sanità o
da un suo delegato, è composta da rappresentanti dei
Ministeri interessati, della FNOM CEO, della LUIMO,
della LEPAV e da almeno dieci esperti di digiunoterapia,
anche provenienti da altri Stati.
2. La commissione ministeriale ha il compito di
individuare i centri pilota di digiunoterapia e le
figure professionali indispensabili alla loro
integrazione; organizza le modalità di accesso e di
verifica per l'albo nazionale dei centri di
digiunoterapia; predispone la formazione e
l'aggiornamento del personale sanitario e parasanitario
che vi opera.
Art. 4.
1. I presìdi autorizzati possono essere
istituiti nell'ambito del Servizio sanitario nazionale o
con esso convenzionati; in entrambi i casi debbono
essere censiti in apposito albo.
Art. 5.
1. Nei presìdi che, nella prima fase di
attuazione della presente legge, assumono il ruolo di
centri pilota e possono anche essere, preferenzialmente,
localizzati presso strutture termali, è richiesta la
presenza almeno delle seguenti professionalità:
a) medico chirurgo;
b) psicologo;
c) assistente sociale;
d) esperto di digiunoterapia.
Art. 6.
1. L'esperto di digiunoterapia di cui alla
lettera d) dell'articolo 5 è identificato sulla
base dei requisiti individuati dalla commissione
ministeriale fra quanti abbiano acquisito, anche
esercitando la medicina olistica, una esperienza almeno
quinquennale nella digiunoterapia.
Art. 7.
1. Il centro pilota di cui al comma 2
dell'articolo 3 è anche luogo di formazione delle figure
professionali di cui alla presente legge e del personale
parasanitario necessario per l'assistenza a chi intende
avvalersi della digiunoterapia.
Art. 8.
1. I centri pilota forniscono alla commissione
ministeriale, con periodicità almeno annuale, i dati
dell'attività terapeutica, assistenziale e formativa
svolta.
2. I presìdi autorizzati sono tenuti a fornire
annualmente i dati dell'attività svolta in regime libero
o convenzionato.
Art. 9.
1. Il Ministro della sanità presenta annualmente
una relazione al Parlamento sull'attività dei centri
pilota.
2. Alla creazione dei centri pilota di cui al
comma 2 dell'articolo 3 sul territorio nazionale lo
Stato concorre, in sede di prima attuazione della
presente legge, con uno stanziamento di lire cinque
miliardi.
Art. 10.
1. All'onere derivante dall'attuazione della
presente legge, valutato in lire cinque miliardi annui a
decorrere dal 1996, si provvede mediante corrispondente
riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del
bilancio triennale 1996-1998, al capitolo 6856 dello
stato di previsione del Ministero del tesoro per l'anno
1996, all'uopo utilizzando l'accantonamento relativo al
Ministero del tesoro.
http://www.camera.it/_dati/leg13/lavori/stampati/sk1000/articola/0959.htm
Un
esempio, è rappresentato dalla cura anticancro applicata
da Breuss, una forma di digiunoterapia. Il principio si
basa sul fatto che il cibo che normalmente introduciamo
è diretto a sostentare le cellule di qualsiasi natura,
benigna o maligna, esse siano. Alcuni alimenti non
sembrano però graditi alle cellule tumorali. La cura
anticancro di Breuss prescrive quindi un'alimentazione
strettamente limitata a tali sostanze, in modo da
togliere il sostentamento alle cellule tumorali, senza
tuttavia debilitare l'organismo.
Vediamo
cosa scrive nell'introduzione del libro (Cancro -
Leucemia di Rudolf Breuss, Edizioni Medicina Naturale di
Baccichetti Fanny, p. 31) il dottor F. B. di
Berchtesgaden:
"Nessun
diverso sistema ci farà vincere il cancro, a meno che
l'industria chimica scopra mezzi potentissimi che, come
nel caso della terapia anti-tbc, distruggano tutto per
via chimica, lasciando però un organismo ancora più
fragile dell'attuale. Sarebbe questa la via del
trattamento puramente chimico-farmaceutico, che potrebbe
bensì portare al superamento dello stato contingente,
come nel caso della terapia sintomatica, ma
comporterebbe conseguenze future talmente pesanti, da
condurre gradatamente ad un'umanità non più sana, ma
ancor più malata. Sarebbe perciò doveroso vagliare, con
la massima attenzione, tutti i tentativi di chi affronta
il rischio di superare il fattore cancro con un
trattamento naturale e non chimico.
Un tale
tentativo, è stato intrapreso dall'empirico austriaco -
preferirei chiamarlo "esperto di terapie naturali" -
Rudolf Breuss, di Bludenz. Breuss ha 82 anni,
esattamente come me, e dispone, a quanto sono stato
informato, di una grande esperienza nel settore della
medicina popolare. Per questa via, probabilmente, è
giunto alla nuova forma della cura del digiuno, da lui
messa a punto. Il digiuno, e questo per me rimane un
punto fermo, è e resta il più valido metodo per vincere
le malattie. La mia esperienza, di centinaia di casi, mi
ha continuamente dimostrato non esservi nulla che agisca
tanto a fondo ed in modo talmente completo, quanto la
rinuncia volontaria al cibo ed il consentire l'azione
della forza risanatrice interna, che ogni uomo porta in
sé.
Breuss fu uno dei pochi
empirici a porre la sua fiducia in questa energia ed a
modificare ampiamente la cura del digiuno, quale fu
insegnata, negli anni trenta, dal dott. Otto Buchinger,
cercando di adattarla alla nostra cultura attuale. Il
nostro errore, oggi, è quello di aggrapparci ancora
troppo alle indicazioni passate di Buchinger e anche di
Waerland: prescriviamo i succhi senza integrarli con le
corrispondenti erbe, inoltre fissiamo una durata troppo
breve per la cura. In questo senso, Breuss ha introdotto
idee
completamente nuove nella cura del digiuno, nei casi di
cancro; egli merita quindi la massima ammirazione, per
il coraggio dimostrato, quando intraprese il primo
tentativo di far digiunare un canceroso per 42 giorni di
seguito. Di solito, infatti, le cliniche che curano con
il digiuno, applicano una cura della durata di 21
giorni. Generalmente, i malati che intendono seguire
questa strada, preferiscono la cura breve, perché non
hanno idea di quanto tempo occorra all'organismo per
superare una malattia grave. Chi vuole scoprirlo, studi
lo schema delle fasi del dott. Reckweg.
Effettivamente, alcune delle affermazioni del signor
Breuss, nel suo libretto, mi sembrano molto
ottimistiche, in particolare quando parla del
trattamento della leucemia. Nonostante ciò, io, come
medico, non rifiuterei mai la strada indicata, e
preferirei percorrere questa, piuttosto di quella
praticata tuttora dalla medicina universitaria, tanto
aggressiva per l'organismo.
E'
molto più naturale e concreta la strada percorsa da
Breuss, con il suo ragionamento: "Il tumore deve essere
divorato dall'organismo stesso, durante la cura del
digiuno!" Mediante il digiuno il corpo
elimina tutto
quanto gli è estraneo, poiché separa tutto ciò che è
malato, da ciò che è sano”
Articolo
completo su.....
http://www.laleva.cc/cura/Kankropoli/K20.htm
Il Dott.
Francesco Cosentino, gastroenterologo, nella relazione
su "fisiopatologia del digiuno e immunologia
dell'apparato digerente" dopo aver discusso sulle nuove
acquisizione sull'immunologia dell'apparato digerente
con le strette correlazioni con le patologie autoimmuni,
ha mostrato una mole di lavori bibliografici a sostegno
dei risultati sorprendenti sull'uso del digiuno nel
trattamento di: artrite, allergie, psoriasi, eczema,
sindrome del colon irritabile, depressione,
schizofrenia.
I meccanismi, attraverso i quali la digiunoterapia
esplicherebbe la sua azione, sono in sintesi:
sospensione della reattività immunitaria ad antigeni
alimentari e, quindi, diminuzione dell'infiammazione
intestinale; riduzione della permeabilità dell'epitelio,
abbattimento della produzione di anticorpi e di
linfociti potenzialmente autoreattivi; aumento della
secrezione di cortisolo e quindi incremento della
potenza antinfiammatoria endogena dell'organismo.
http://www.saluteeuropa.it/news/2003/11/1111005.htm
Ma torniamo ai luoghi
comuni: chi è ignorante in materia di digiunoterapia di
solito paventa ipotetici rischi. Ma se il digiuno è
fatto con una corretta impostazione non solo non è
assolutamente dannoso, anzi produce grandi effetti
positivi.
A tale proposito, mi sembra utile ricordare che alcuni
luoghi comuni sul digiuno sono ormai cancellati dagli
studi e dall'esperienza degli ultimi anni e quindi è
bene precisare che:
1 - Con il digiuno non si perde massa corporea
magra, cioè massa muscolare; infatti, a parte il fatto
che gli 8 aminoacidi essenziali sono integrati, va detto
anche che in un digiuno l'organismo è tranquillamente in
grado di riciclare gli aminoacidi recuperati nel normale
catabolismo proteico. Detto in parole molto semplici,
contrariamente a quanto qualcuno potrebbe pensare, con
il digiuno non si perde massa corporea magra, cioè massa
muscolare. A questo riguardo, ricordo sempre che tra i
tanti pazienti seguiti in 15 anni di esperienza abbiamo
avuto anche un famoso campione dei mondo in carica di
pugilato che dopo il digiuno (senza neanche gli
integratori proteici) ha difeso con successo il titolo
per altre 7 volte.
2 - Durante il digiuno non si perdono liquidi
intracellulari ma solo grassi e liquidi extracellulari.
Infatti, nonostante nei primissimi giorni l'organismo
elimini i ristagni, cioè gli accumuli eccessivi di
liquido extracellulare, come gonfiori alle gambe o alle
mani, è anche vero che esso (questa è la cosa più
importante) acquista liquidi a livello intracellulare
ringiovanendo effettivamente i propri tessuti. Basti
pensare che uno dei parametri dell'invecchiamento è
proprio la perdita di liquidi intracellulari. Ne è buon
testimone la pelle che, senza ricorrere a creme
idratanti o altro, acquista una elasticità ed una
bellezza che i pazienti stessi possono riscontrare
immediatamente alla fine del digiuno o anche dopo i
primi giorni; ciò è dovuto anche alla eliminazione dei
radicali liberi dai tessuti, essendo gli stessi
responsabili della distruzione delle fibre elastiche.
Ecco spiegato il perché di una grande elasticità e
salute, non solo dal tessuto cutaneo, con conseguente
miglioramento dell'aspetto e di tutto l'organismo.
3 - I corpi chetonici sono un normale prodotto dei
metabolismo dei grassi che naturalmente
aumenta
durante un digiuno e questo aumento fisiologico è
normale e non deve essere confuso con un segno di
sofferenza dell'organismo: infatti, nutrendosi solo di
grassi è normale un aumento di corpi chetonici. Solo se
ciò si verifica durante una normale alimentazione nel
bambino o nell'adulto è segno di alterazione del
metabolismo.
4 - Per quanto riguarda il rischio di riprendere i
chili perduti bisogna dire semplicemente che il digiuno
ha solo lo scopo di far ritrovare in breve tempo
un'ottima forma psico-fisica e riesce a farlo nel modo
migliore, meglio di qualsiasi altra terapia. Di
conseguenza non si può chiedere al digiuno (come a
qualsiasi altra dieta) di non farci riprendere peso:
questo lo possiamo, infatti, chiedere solo a noi stessi,
modificando in meglio il nostro rapporto con il cibo e
acquisendo tutti i segreti per una buona gestione della
nostra salute e del nostro peso. A tale proposito,
l'ideale formula per acquisire uno stato ottimale di
forma è "la Dieta Metabolica".
http://www.digiuno.it/cap4.htm
DIGIUNARE: ATTENZIONE AI
RISCHI
a cura di Mirella
Granieri
Ci&mme
Personal Training System
©
www.ciemme-pts.it
-
infolistica@ciemme-pts.it
Cosa
facevano Mosé e Gesù, guadagnandosi
l'approvazione anche del corano, "in modo da tutelarsi
contro ogni tipo di malattia e diventare giusti"?
Digiunavano, si astenevano volontariamente dall'assumere
cibo, secondo una pratica sopravvissuta per millenni in
numerose culture e civiltà diverse.
La definizione di
"digiuno" e la sua durata variano a seconda del motivo
per cui si fa, da chi viene fatto, da chi è stato
prescritto. Lasciando da parte la Quaresima, la Yam
Kippur e il Ramadam, o i casi di sciopero della fame per
protestare contro qualcuno o qualcosa, oggi si digiuna
per perdere peso, specialmente nel periodo antecedente
l'estate, per provare a se stessi di essere capace di
autodisciplina, per disintossicarsi o far riposare le
vie digestive. (...)
Tuttavia, anche se non si
conoscono ragioni fisiologiche documentate per
digiunare, molti sostenitori della medicina olistica lo
raccomandano caldamente, sempre nei giusti parametri e
opportunamente sotto controllo.
Fa bene allora digiunare?
Occasionalmente, quando
si sospetta che un'allergia alimentare provochi dei
sintomi inspiegabili, per esempio, mal di testa cronico;
il digiuno, seguito dalla reintroduzione graduale dei
vari alimenti, uno per volta, può aiutare ad
identificare la sostanza responsabile.
Alcuni medici russi
dichiarano di aver ottenuto risultati positivi nel 70%
dei pazienti affetti da schizzofrenia, trattati con la
privazione di qualsiasi cibo per quasi un mese.
Il digiuno non cura
chiaramente la schizzofrenia, ma agisce da sedativo e
riduce i comportamenti bizzarri.
Vi sono anche risultati
di studi secondo i quali il digiuno allevierebbe i
sintomi dell'artrite reumatoide.
Ci sono varie teorie
fatte dalla medicina non tradizionale per le quali il
digiuno apporterebbe benefici all'organismo e vi sono
altrettante controversie poste dai medici tradizionali
che non la pensano allo stesso modo.
·
Una teoria sostiene che il digiuno fa
"riposare" l'intestino.
I medici tradizionali, al
contrario, prescrivono esercizi, e non riposo, per stare
bene. Una regolare attività fisica fa bene al cuore, ai
polmoni, alle gambe, ai muscoli ed ad altre parti del
corpo, oltre a tenere vivo il desiderio sessuale. Nel
caso dell'intestino, un breve digiuno potrebbe giovare
in caso di infiammazione (da gastrite, diverticolite) o
in caso di infezione da parte di un virus che agisce per
24 ore.
·
Un'altra teoria sostiene che , in caso di
digiuno, l'energia normalmente dedicata alla digestione
può essere rivolta ad altre parti del corpo in carenza.
Esistono vari tipi di
digiuno, ma tutti prevedono l'assunzione di liquidi,
acqua normale o distillata, infusi di erbe, succhi di
frutta o verdure.
I naturopati (sostenitori
della filosofia olistica che ricorrono a metodi naturali
e diete per prevenire e curare ogni tipo di malattia)
in genere consigliano succhi di verdura (con piccole
associazioni di succhi di frutta). Questo tipo di
digiuno è praticato nella famosa clinica Benner di
Zurigo; ed è anche il modo più sicuro per digiunare,
perchè questi succhi sono ricchi di vitamine, minerali
aminoacidi, zuccheri naturali ed enzimi, che possono
venire utilizzati dall'organismo e sono molto importanti
in assenza di altri nutrienti.
Una volta finito il
digiuno, il cibo va reintrodotto molto gradualmente.
Secondo i naturopati,
durante il digiuno si verificano i seguenti cambiamenti
organici:
·
Vengono assunte meno tossine, mentre
l'organismo elimina progressivamente quelle già
accumulate.
·
Non consumando grassi, si riduce la
viscosità del sangue. Un sangue più fluido trasporta in
modo più efficiente le sostanze nutritive ai diversi
tessuti organici.
-
L'energia che viene deviata dal processo digestivo
viene utilizzata per potenziare il sistema
immunitario.
Questo è ciò che
sostengono i naturopati, ecco invece quello che
affermerebbe un qualsiasi medico tradizionale quando si
digiuna:
·
La glicemia (i livelli di glucosio nel
sangue) precipita. L'organismo allora utilizza come
fonte energetica le proteine, di cui i muscoli
rappresentano una fonte molto ricca. Più è lungo è il
digiuno, maggiore sarà la percentuale di tessuto
muscolare demolita, con aumentata produzione di
ammoniaca e azoto, prodotti finali di questa
demolizione. Un'elevata concentrazione di queste
sostanze nel sangue,nel cervello e in altri tessuti dà
luogo a sintomi come nausea, debolezza, stanchezza e
depressione. (i sostenitori del digiuno sostengono
che questi sintomi sono una prova che le "tossine"
vengono eliminate dal nostro organismo) Normalmente
reni e fegato riescono ad eliminare l'eccesso di
ammoniaca e azoto. Ma quando si digiuna anche questi
organi sono denutriti e meno efficienti. Quindi un
digiuno prolungato da luogo ad un accumulo di sostanze
nocive, non alla loro eliminazione.
·
I livelli di acido urico nel sangue
aumentano, con il rischio di un attacco di gotta.
-
I
livelli di calcio, potassio e altri minerali
diminuiscono nel sangue, con possibili effetti
sull'attività del cuore. Ci sono stati casi di
persone, soprattutto giovani donne, morte
all'improvviso per un'alterazione del ritmo cardiaco
in seguito ad una dieta dimagrante ipocalorica.
·
In seguito ad un digiuno prolungato può
verificarsi un'insufficienza renale o epatica che può
provocare la morte.
·
Esiste il rischio di diventare anemici e
quindi più soggetti alle infezioni.
·
E' frequente l'insorgenza di cefalea,
soprattutto nei soggetti predisposti.
CONCLUSIONI
Un digiuno prolungato
presenta rischi reali.
Non bisogna assolutamente
iscriversi al club dei digiunatori né per prepararsi
all'impellente "prova bikini" né tanto meno con la
prerogativa di guarire dall'obesità. Non si può
digiunare tutta la vita e la cura del sovrappeso
richiede molto più di una rinuncia, impone un programma
vitalizio di alimentazione equilibrata.
Non lasciamoci
trasportare dalla visione dei grandi maestri tibetani
che passano magari anche mesi senza toccare cibo pur
godendo di ottima salute.... noi non siamo certamente
esperti in materia spirituale e quindi non minimamente
paragonabili a loro.
Quindi attenzione!!!!!
Bibliografie e
testi utili sul digiuno terapeutico su:
http://www.ciemme-pts.it/articoli/digiuno/digiuno.htm
Gli
effetti del digiuno a singhiozzo
Data: Sabato, 03 luglio @ 02:25:34
Argomento Fisiologia
Dieta e digiuno fanno
bene alla salute nei topi
Alternare un giorno di digiuno ad uno di 'cibo a
volonta'' ha gli stessi effetti benefici sulla salute di
una dieta restrittiva costante, a parita' di calorie.
Almeno nei topi.
Lo rivela uno studio americano, pubblicato sulla rivista
Pnas, che ha analizzato sui topi gli effetti di due
diverse diete. Un primo gruppo era alimentato con un
regime quotidiano povero in calorie, l'altro alternava
un giorno di digiuno ad una giornata in cui aveva a
disposizione quantita' 'illimitate' di cibo.
Gli scienziati hanno dimostrato che i benefici per la
salute osservati sui topi del 'gruppo digiuno' erano
pari o superiori a quelli registrati negli altri
roditori. In particolare e' stata osservata una
diminuzione del tasso di insulina e una migliore
resistenza dei neuroni allo stress.
Gli esperti ipotizzano che una dieta 'intermittente'
possa avere benefici positivi grazie a un meccanismo
indipendente dall'apporto calorico.
Studi precedenti avevano stabilito l'esistenza di un
legame fra dieta, maggiore resistenza allo stress e
allungamento della speranza di vita, anche se non sono
ancora chiari i processi biologici che ne sono alla
base.
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Non c’è
errore più grande che stare quasi a digiuno, perché ti
prosciuga ogni energia e quindi ti impedisce di
allenarti per cambiare il tuo fisico. La drastica
riduzione dell’apporto calorico rallenta il metabolismo
– la quantità di calorie bruciate giornalmente –
realizzando l’incubo di chiunque aspiri ad avere un
fisico asciutto e definito.
La ricerca
indica che la tiroide, che produce gli ormoni dai quali
dipende in parte la velocità del metabolismo, reagisce
rapidamente alle diete molto rigide. Se l’apparato
calorico è troppo basso, diminuisce la produzione
ormonale di tale ghiandola e, di conseguenza, il tasso
metabolico. E non è l’unico problema: si verifica anche
un aumento degli enzimi responsabili
dell’immagazzinamento dei grassi. La lipoproteina lipasi
(LPL), che funge più o meno da guardiano, regola
l’ingresso e l’uscita degli acidi grassi dalle cellule
adipose. Mentre una live riduzione dell’apporto calorico
diminuisce l’attività della LPL, consentendo agli acidi
grassi di uscire liberamente dalle cellule adipose, una
riduzione calorica troppo drastica ha l’effetto di
aumentare l’attività della LPL. Questo fenomeno,
abbinato al calo dei livelli degli ormoni tiroidei,
spinge l’organismo a trattenere il grasso corporeo.
http://www.fitbody.it/content.php?article.2
Digiunare per perdere
peso sembra fin troppo logico: se mangiando si ingrassa,
smettendo di mangiare si dimagrisce. Alcuni digiunano
pensando di “purificare” l’organismo, altri perché
vogliono vivere un’esperienza “spirituale”. Zoom su una
pratica che comporta dei rischi da non sottovalutare. Di
Chiara Galli
Se
l’adattamento dell’organismo fosse perfetto il digiuno
sarebbe relativamente benigno, ma purtroppo non è questo
il caso. La perdita sostanziale di proteine può
rivelarsi pericolosa, infatti oltre all’eliminazione
dell’acqua, l’impiego delle proteine come fonte primaria
di energia genera molte scorie, tra le quali l’acido
urico, e livelli ematici elevati di acido urico possono
provocare crisi di gotta nelle persone predisposte.
Inoltre, come hanno evidenziato le ricerche condotte sul
digiuno modificato, nel quale proprio per evitare
perdite eccessive di proteine se ne ingerisce
quotidianamente l’equivalente di 400-700 calorie, il
numero di decessi è significativo. La causa esatta di
questo problema è poco conosciuta, ma si sospetta che la
morte possa derivare dall’assunzione di proteine di
qualità inferiore. Non c’è male per chi paga per
dimagrire…
Il digiuno
mette a repentaglio anche le riserve di vitamine e di
minerali. La vitamina C, la vitamina B, il sodio, il
potassio, il magnesio e il calcio sono particolarmente
toccati dal digiuno, e gli effetti più o meno seri vanno
dalla nausea e dalla stanchezza alla caduta brusca della
pressione arteriosa fino alle anomalie del ritmo
cardiaco, alle convulsioni, la decalcificazione ossea e
nei casi più gravi, lo stato di shock. Nei digiuni
ripetuti e molto lunghi sono stati osservati anche casi
di anemia.
Al di là
della perdita rapida e senza sforzo di peso, numerosi
appassionati del digiuno aspirano più che altro a
eliminare le tossine che secondo loro avvelenano
l’organismo. Il digiuno provoca invece la formazione di
scorie per combustione delle riserve di grassi e
proteine, riserve alle quali l’organismo non avrebbe mai
attinto se l’alimentazione non fosse stata bruscamente
interrotta. Perciò, parlare di “purificazione” è del
tutto ingiustificato, dato che per eliminare una
maggiore quantità di sostanze tossiche bisognerebbe
invece prediligere una dieta ricca di fibre alimentari.
Mentre il
corpo può sopravvivere per molti giorni senza cibo, lo
stesso non può dirsi dell’acqua. Il corpo elimina le
scorie attraverso l’acqua contenuta nelle urine e nelle
feci, e in mancanza d’acqua l’avvelenamento è molto
rapido. Il digiuno “secco” è quindi ancora più
pericoloso. Anche i digiuni di breve durata, ripetuti
frequentemente, sono da evitare. Infine, i diabetici
curati con insulina, le persone affette da malattie
mentali, renali, cardiache o epatiche, le donne incinte
e i bambini non devono in alcun caso digiunare.
Il digiuno
è una tecnica potenzialmente pericolosa che richiede uno
strettissimo controllo medico, anche se gli studi hanno
osservato che questa pratica riduce il tasso di
colesterolo e di grassi nel sangue, abbassa la pressione
arteriosa e favorisce un miglior controllo della
glicemia nei diabetici non trattati con insulina. Per
dimagrire, e non ci stancheremo mai di ripeterlo, è
sufficiente combinare un’alimentazione varia ed
equilibrata alla pratica moderata ma costante
dell’esercizio fisico, due attività senz’altro molto
meno nocive del digiuno. Non solo queste modifiche al
proprio stile di vita sono più sane, ma i risultati sono
più duraturi. A lungo termine, oltre ai pericoli già
citati, non bisogna dimenticare che il digiuno è poco
efficace per la perdita di peso.
pubblicato
l'11 giugno 2003
http://www.duepiu.net/salute/alimentazione/informa9/digiuno.htm
..............Anche il digiuno prolungato ha effetti
biologici: per es. un digiuno di oltre 24 ore può fare
aumentare la bilirubina nel siero. Il digiuno prolungato
altera la produzione di molti ormoni e provoca la caduta
del livello delle proteine, dei lipidi e degli
elettroliti nel siero.
http://www.ospedaleniguarda.it/Labanalisinew/qualita.htm
Semidigiuno
Nell’obesità di alto grado si fa ricorso da anni al
semidigiuno terapeutico: trattasi di digiuno integrato
con minime quantità di alimenti ricchi di proteine, onde
evitare una complicazione metabolica grave quale la
negativizzazione del bilancio azotato dovuto alla
degradazione delle proteine proprie dell’organismo.
Necessita di stretto controllo medico ed è di indubbia
efficacia nel breve termine.
Nell’anno successivo al trattamento molti pazienti
riguadagnano circa il 50% del peso, e la quasi totalità
nei 2 anni successivi.
Tale tipo di trattamento, pertanto, deve far parte di un
approccio terapeutico integrato da un programma di
rieducazione alimentare, riabilitazione fisica e
psichica.
http://www.salus.it/alim/obesita.html
Nel post-operatorio si mangi
Una
metaanalisi inglese mette in dubbio una convinzione
ormai radicata in ambito medico, che cioè dopo un
intervento chirurgico gastrointestinale sia necessario
un periodo di digiuno. Sembra, anzi, che nutrirsi entro
un giorno dall’intervento risulti di beneficio sia
perché riduce il rischio di infezione post-operatoria
sia perché anticipa la dimissione ospedaliera. La review
ha preso in considerazione 837 pazienti sottoposti a
chirurgia gastrointestinale, confrontando la tattica del
digiuno con quella della nutrizione precoce. La ricerca
inglese non ha riscontrato particolari evidenze a favore
del digiuno post-operatorio, mentre ha invece
evidenziato una riduzione del rischio di infezioni
post-chirurgiche del 28%, dopo nutrizione anticipata.
Prima di intraprendere modifiche della pratica clinica,
sottolineano i ricercatori, sarà, comunque, necessario
predisporre ulteriori e più approfonditi trial
terapeutici.
M.M.
(British
Medical Journal 2001;323:761-762, 773-776)
http://www.doctor33.it/article.asp?tipo=0&lettera=0&idref=33&aid=51305&sub_res=
EFFICACE MA ANCORA OSCURA
LA DIETA CHETOGENICA
I chetoni spengono il
fuoco epilettico
Protagonista è la dieta chetogenica, un rigidissimo
regime alimentare iperlipidico e a minimo contenuto di
carboidrati, attuato allo scopo di contenere le
manifestazioni dell'epilessia.
"Per certi
versi la dieta chetogenica può rientrare nel campo della
cosiddetta medicina alternativa" commenta in un
editoriale sugli Archives of Neurology E. Roach,
neurologo dell'Università del Texas di Dallas. "E' anche
vero però che, oltre alla sua storia decennale, esistono
sia una base biochimica sia un obiettivo terapeutico ben
definito".
Lo scopo
originario della dieta era mimare le alterazioni
biologiche che si realizzano nel digiuno..............
In effetti la dieta è tutt'altro che una passeggiata.
Due giorni di ridotto introito di zuccheri, due giorni
di digiuno (ammessi solo pochi liquidi) e poi l'inizio
della dieta vera e propria, in questo caso la classica
4:1, dove 4:1 è il rapporto tra i grassi e la somma di
carboidrati e proteine.
"Sotto attento controllo medico il regime alimentare
viene attuato per cinque giorni, poi il bambino è
dimesso" ricorda Vining. "A casa deve essere effettuato
il controllo giornaliero dell'acetone nelle urine; le
eventuali variazioni dell'alimentazione, che comunque è
sempre personalizzata, sono fatte per telefono". Solo
dopo un mese, se si osserva la riduzione o addirittura
la scomparsa degli attacchi epilettici, si è autorizzati
a ridurre la dose degli anticonvulsivanti, e così si
procede con tappe successive dopo tre, sei e dodici
mesi. I risultati dello studio confermano, in fondo,
quelli del passato. "Dopo tre mesi metà dei bambini
mostrava una riduzione degli attacchi del 50 per cento,
che in quasi tutti si manteneva dopo un anno di dieta.
In un caso su dieci, inoltre, sempre dopo un anno, si
osservava la scomparsa delle crisi". Ci sono, tuttavia,
anche effetti collaterali non trascurabili: letargia,
disidratazione e acidosi gravi, alterazioni
comportamentali, aumentato rischio di infezioni,
stitichezza grave e vomito. Per tali motivi il
trattamento va iniziato in ospedale e richiede anche a
casa un attento controllo quotidiano.............
© 1999
Tempo Medico (n. 622 del 24 febbraio 1999)
http://www.tempomedico.it/news99/622epil.htm
Un piccolo contributo personale...questa
è la “mia” digiunoterapia preferita.......
...........Alla cioccolata non resistevano le signore e
"anche più i frati" tanto che "il reverendo padre
Escobar, la cui metafisica era sottile quanto
accomodante era la sua morale, dichiarò formalmente che
la cioccolata sciolta nell’acqua non rompeva il digiuno,
stiracchiando, in favore delle sue penitenti, l’antico
adagio: "Liquidum non frangit jejunium" (Il
liquido non rompe il digiuno)".
http://www.benessere.com/alimentazione/cioccolato.htm
“Che peccato, disse il contadino, proprio
adesso che il mio asino si era abituato a non mangiare,
è morto!”
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