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Ho
un’età in cui non si invidia più l’avvenenza delle
ragazzine, ma si spera di raggiungere
ed eguagliare quella della sig. Gina.
Andatura decisa sui tacchi a spillo, figura
ben modellata, sguardo brillante, mente vivissima;
ottantadue anni da sottoscrivere. Stamani mi chiede se,
alla sua età, non è ora di smetterla con le periodiche
mammografie, da tempo è esclusa dai programmi di
screening ………
Un altro
intervento molto discusso è
lo screening del tumore al seno con mammografia. Si
ritiene che la mammografia, in termini di costo/efficacia,
trovi la sua indicazione in donne di età compresa
tra i 50 e i 70 anni. In questo range di età la
riduzione della mortalità per tumori al seno è del
29%; in età fertile la densità del tessuto
mammario fa sì che l’esame perda
di sensibilità
mentre al di sopra dei
70 anni la sua efficacia non è ancora stata dimostrata.
Mammografia:
discutibile sotto i "50"
La mammografia annuale è unanimamente raccomandata dalle
più importanti agenzie internazionali, per esempio
l’American Cancer Society ed il National Cancer
Institute, come l’indagine di diagnosi precoce più
importante per il più comune tumore tra le donne, il
cancro della mammella. Ma non esiste consenso a quale età
consigliare la mammografia. Ad esempio negli Stati Uniti
l’American Cancer Society suggerisce di iniziare a 40
anni, mentre il National Cancer Institute a 50 anni la
mammografia di screening. Mentre i vantaggi della
mammografia tra i 40 e 50 anni rimangono discutibili,
almeno sulla base dei dati pubblicati sulla letteratura
scientifica, vi è universale consenso invece sulla
mammografia annuale tra i 50 ed i 70 anni. Infatti
l’aumentata sensibilità della mammografia dopo la
menopausa ha portato ad una dimostrata riduzione della
mortalità nelle donne che si sottopongono periodicamente
a questa indagine diagnostica in quanto le porta ad un
trattamento chirurgico risolutivo molto prima. Ma se la
mammografia funziona nelle donne tra i 50 anni ed i 70
anni, dovrebbe essere ancora più efficace nelle donne di
età superiore ai 70 anni, tenendo conto dell’alta
specificità e sensibilità della mammografia in questo
gruppo di età e che d’altra parte l’incidenza del
cancro della mammella è il più elevato nelle donne di età
superiore ai 70 anni. Recentemente un lavoro comparso su
American Surgeon ha riportato l’esperienza del
Dipartimento di Chirurgia della North Western University
degli Stati Uniti. Da questo report è risultato evidente
che la mammografia era più utile nello scoprire tumori
della mammella nelle donne di età superiore ai 70 anni
rispetto a quelle più giovani. E’ senz’altro
necessario procedere a studi più accurati in questo
gruppo di età, ma in attesa di questi, i dati americani
suggeriscono che uno screening annuale per le donne di età
superiore ai 70 anni è certamente indicato. Va tenuto
infatti presente che, contrariamente a quanto si pensa, la
spettanza di vita di una donna di età superiore a 70 anni
è piuttosto lunga, per esempio a 70 è di oltre 15 anni e
ad 80 è di quasi 9 anni. Pertanto una diagnosi precoce di
un tumore della mammella può migliorare la sopravvivenza
anche in una paziente di età superiore ai 70 anni.
Inoltre lo screening mammografico nelle donne anziane si
inquadra in un nuovo atteggiamento che gli oncologi devono
tenere nei confronti dei pazienti anziani, intesi come
coloro che hanno un’età superiore a 70 anni. Anche per
i pazienti anziani è necessario mettere in atto le armi
che conosciamo più efficaci per la battaglia contro il
cancro, cioè la prevenzione, la diagnosi precoce, e la
terapia. Infatti bisogna tener conto che a fronte
dell’invecchiamento della popolazione, la spettanza di
vita molto più lunga di quanto comunemente si ritiene nei
pazienti con un’età superiore ai 70 anni, rende
necessario mettere in atto tutti gli interventi non solo
terapeutici ma anche di prevenzione e di diagnosi precoce
in grado di migliorare la sopravvivenza del paziente
oncologico.
http://www.umbertotirelli.it/mammografia.htm
Frequenza
del cancro al seno in riferimento alle varie età*
La
maggioranza dei tumori colpisce la donna dai 40
anni ed oltre
*
Questi dati rappresentano una estesa campionatura di donne
ed estrapolata dal programma SEER (Surveillance,
Epidemiology, and End Results del National Cancer
Institute, U.S.A.
http://www.legatumoriroma.org/mammella.asp
Mammografia
oltre i 75 anni: serve?
I
grandi trial sulla prevenzione del tumore della mammella
prendono in considerazione principalmente le donne di età
inferiore a 70 anni.
In
questo studio retrospettivo, sono stati valutati i dati
ottenuti da 12,038 donne di età uguale o superiore a 69
anni al momento della diagnosi di neoplasia mammaria.
Le informazioni vennero ottenute dal Surveillance,
Epidemiology, and End Results (SEER) program e dal
database Medicare.
Le
donne di 75 anni o più presentavano una maggiore
probabilità rispetto alle donne più giovani di
presentare al momento della diagnosi uno stadio IIA
o peggiore (44% contro 36%).
Le
donne più anziane avevano meno probabilità di avere
eseguito una mammografia di screening entro un periodo di
2 anni dalla diagnosi (59% contro 67%).
Nell'ambito
delle donne che avevano eseguito una mammografia di
screening entro i due anni, la prevalenza dello stadio IIA
o peggiore non differiva tra il gruppo delle donne più
giovani e quelle più anziane.
Escludendo
le pazienti con carcinoma duttale in situ e aggiustando i
dati per il grading della neoplasia e per numero di visite
mediche, le donne che furono sottoposte a mammografia
presentarono alla diagnosi neoplasie più piccole rispetto
alle donne che non furono sottoposte a screening; in
particolare questa osservazione risultò più
significativa per le donne più anziane.
Si
dimostra quindi che l'esecuzione dello screening può
portare a diagnosi più precoce di neoplasia nelle donne
più anziane.
Rimane
da dimostrare interamente un eventuale aumento di
sopravvivenza nel gruppo di screening e, più in generale,
se i benefici compensino i rischi.
Per
questo l'American Geriatric Society raccomanda lo
screening nelle donne anziane che non abbiano gravi
condizioni di comorbidità: in particolare suggerisce una
aspettativa di vita di almeno 4 anni.
Randolph
WM et al
Regular
mammography is associated with elimination of age-related
disparities in size and stage of breast cancer at
diagnosis
AnnIntern
Med 2002 Nov 19; 137: 78-90
-
50-69
anni: mammografia in regime di screening organizzato
ad intervallo biennale (DMS 1.2.91, G.U. n. 32 del
7.2.91 e linee guida Commissione Oncologica Nazionale
G.U. n. 127 del 1/6/1996 e segg.).
-
>
70 anni: è suggerita la mammografia ad intervallo
biennale, ma al di fuori dello screening organizzato
in quanto, in passate esperienze, l'adesione
all'invito si è dimostrata inadeguata rispetto allo
sforzo prodotto e ai benefici attesi.
http://www.asl1.liguria.it/screening/screening_perche.htm
Certo
che quando si tratta di prevenzione, l'evidence based
medicine dà dei duri colpi a luoghi comuni od a
procedure, come in questo caso, che sembrano ormai
assodate, ed entrate nelle abitudini delle popolazioni a
rischio. Non resta allora che fare un passo indietro e
ricordare che la prevenzione può essere applicata con
successo in una larga popolazione solo entro dei limiti
ben precisi: identificazione di una popolazione a rischio,
esistenza di una procedura sensibile, facile da eseguire,
ripetibile, accettabile eccetera, possibilità di
intervento efficace nel caso di esito positivo. Se
qualcuna, anche una sola di queste condizioni non è
soddisfatta, la prevenzione non può essere efficace. La
discussione tuttora in corso sulle indicazioni della
mammografia non fa che confermare questi risultati. Questo
non significa certo che bisogna rinunciare alla
prevenzione, ma che non bisogna scordare i limiti precisi
entro i quali è efficace.
Bruno
Glaviano
http://www.medicichecurano.org/news/oncol/#screening
La
Task Force Americana per questi motivi non specifica
l’ottimale
intervallo tra una mammografia e l’altra nelle donne tra
i 40 e i 49 anni e sottolinea che
l’effettuazione
del test rimane una scelta soggettiva da valutare con il
proprio medico. La stessa
conclude
che per le donne con più di 70 anni che apparentemente
hanno maggiori rischi di
sviluppare
un cancro al seno la probabilità di un reale vantaggio
derivante da un screening
mammografico
regolare deve essere rapportato al loro stato di salute e
alla loro aspettativa di vita. I
rischi
dovuti alle radiazioni utilizzate nella mammografia che
nel passato portavano ad avere morti
per
problemi cardiovascolari sono ora inconsistenti grazie ai
nuovi approcci che disegnano campi
di
radiazioni che escludono il cuore. Un’altra accusa nei
confronti della mammografia è stata per
molto
tempo l’eccesso di mastectomie, questo non è vero visto
che in relazione all’aumento di
mammografie
le mastectomie sono diminuite dato che proprio la
mammografia crea l’opportunità
dell’approccio
conservativo con cui si eseguono gli interventi grazie
alla possibilità di scoprire una
piccola
lesione .
CONCLUSIONI
Le
informazioni che abbiamo tratto dalle linee guida prese in
considerazione non raccomandano
l’autoesame
del seno come metodo efficace per la prevenzione del
cancro al seno. Il metodo
fortemente
raccomandato è la mammografia.
In
seguito all’analisi attraverso l’Agree delle tre linee
guida prese in esame , le migliori
raccomandazioni
ci vengono fornite dalla linea guida elaborata dalla Task
Force Americana per i
Servizi
di Prevenzione la quale indica lo screening mammografico
con o senza autoesame del seno
ogni
12 - 24 mesi dai 40 anni in poi.
BIBLIOGRAFIA
-
“ SCREENING FOR BREAST CANCER RACCOMENDATION AND
RATIONALE “ U.S.
Preventive
services Task Force . 2002 PRACTICE GUIDELINE
ANNALS
OF INTERNAL MEDICINE 03-09-2002 VOLUME 137 NUMBER 5 ( PART
1)
PAGG.
344-346
-
American Cancer Society guidelines for the early detection
of cancer, 2003.American Cancer
SocietyA.Smith,
V.Cokkinides, H. J.Eyre
Carcinoma
nell’età senile
La
popolazione anziana è in costante aumento in Italia e
negli altri Paesi industrializzati, sia in termini
assoluti che relativi. Tale aumento è da correlare
all’allungamento della
sopravvivenza
media che
secondo
i dati ISTAT ha ormai raggiunto i 74 anni per il sesso
maschile e gli 80 per quello femminile.
I
dati epidemiologici evidenziano che l’incidenza dei
tumori maligni cresce con l’aumentare dell’età:
il
carcinoma della mammella è il tumore più frequente
dell’età anziana e nell’anziano rappresenta
il
40% di tutti i carcinomi mammari diagnosticati nel
complesso della popolazione femminile. In Europa il tasso
grezzo (numero di casi per anno per 100 000 donne) è del
19.3 per le donne di età a 44
anni, 156.5 per
le donne
tra i
45-64 anni
e di
224.5 per quelle con età superiore a 65 anni.
http://www.senologia.it/foncam/pdf/110-118_MAMMELLA.pdf
Utilità
dello screening mammografico nella donna anziana
Finora
pochi studi hanno affrontato il problema costo-efficacia
dello screening mammografico dopo i 65 anni. In questa review
gli autori hanno valutato secondo criteri di
costo-efficacia l'intervento di prevenzione nel tumore
della mammella mediante mammografia in donne oltre i 65
anni.
Sono stati analizzati 115 studi e 10 metanalisi,
pubblicati nel periodo 1989-2002, molto differenti per
strategie specifiche e approcci analitici. Di questi solo
uno era modellato considerando la correlazione che la
biologia della malattia ha con l'età, mentre nessuno
studio valutava i danni da screening, inclusa l'ansia
derivata da risultatati falso-positivi, la sovra-diagnosi,
la consapevolezza precoce del tumore e la sopravvivenza
con le conseguenze del trattamento.
Prolungando lo screening con un intervallo biennale fino a
75 o 80 anni si potevano stimare dei costi variabili da
34.000 $ a 88.000 $ per anno di vita guadagnato, rispetto
ad una interruzione dello screening a 65 anni.
Due studi suggerivano come fosse maggiormente
costo-efficace considerare donne sane rispetto a donne con
rischi associati di morte.
In
conclusione la revisione ha evidenziato che lo screening
mammografico sopra i 65 anni riduce la mortalità con
costi ragionevoli nelle donne senza condizioni rilevanti
di comorbidità, mentre saranno necessari ulteriori dati
per poter fare valutazioni sulla biologia della malattia e
di stima dei rischi-benefici nella donna anziana.
A
cura di: Anna Poggi
Dicembre
2003
http://www.okmedico.it/news/archivio_news.jsp?id=archivio
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