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Microdosi
Il
mio software di gestione pazienti include, tra le
altre funzioni, la possibilità di scoprire se un
farmaco non viene assunto regolarmente. Oggi,
prescrivendo l’abituale antiipertensivo ad un
assistito scopro che ha ritirato l’ultima ricetta di
28 compresse oltre 4 mesi fa, periodo durante il
quale si è spesso lamentato con me telefonicamente
dell’inefficacia della terapia, poichè le
automisurazioni pressorie casalinghe gli
confermavano valori costantemente elevati.
Arrossisce come l’infedele
smascherato dalla consorte, inventa una scusa, poi
capitola: “ sì, è vero, prendo solo un quartino di
pastiglia a giorni alterni, sa, per paura degli
effetti collaterali ...è come l’omeopatia...!” Devo
aver letto qualcosa sul web, le microdosi!
Microdosi, una tecnica dai molti vantaggi
Utilizzare i farmaci evitando gli effetti
collaterali e ottenendo gli stessi risultati con un
tempo d'azione molto più rapido, ma con l'impiego di
quantità di gran lunga ridotte, tra le 2 mila e le
15 mila dosi in meno rispetto alle attuali
somministrazioni: è il metodo delle microdosi,
tecnica usata in Messico e a Cuba e praticamente
sconosciuta in Italia. Questa pratica terapeutica è
stata scoperta nel 1980 dal medico messicano Eugenio
Martinez Bravo, dell'università autonoma di
Zacatecas, morto recentemente.
Con le
microdosi i farmaci si assumono per via
sopralinguale, da lì giungono all'ipotalamo, alla
corteccia celebrale e quindi ai recettori degli
organi bersaglio evitando il lungo processo
metabolico di assorbimento. A differenza
dell'omeopatia, che segue la legge dei simili
curando una mal attia con una sostanza che riproduce
la stessa malattia, il metodo delle microdosi adotta
la legge dei contrari, come avviene nella medicina
tradizionale. Qui, inoltre, il farmaco è presente,
come testimonia il fatto che non si possono dare
microdosi di quel farmaco alle persone allergiche.
Anche per le diluizioni, la differenza con l'
omeopatia è profonda.
Secondo i sostenitori di questo approccio, gli
effetti fisici sono evidenziabili anche con metodi
strumentali e tra le molte ricerche effettuate viene
citata quella dell'università di Santiago di Cuba -
coordinata dal neurofisiologo Guilarte,
dell'ospedale pediatrico di Cuba, e Aurora Zuniga,
coordinatrice della facoltà di Farmacia - dove è
stato elaborato un protocollo di ricerca.
In
Messico sarebbero 50 mila i medici e gli operatori
della salute che stanno adottando le microdosi.
Secondo i fautori, questo metodo consente allo Stato
un grande risparmio e le stesse case farmaceutiche
potreb bero produrre le microdosi. Richiamandosi al
giuramento d'Ippocrate – “primum non nuocere” -
sostengono che sarebbe un dovere di tutti i medici
studiare questo sistema perché permette di non
rinnegare gli studi tradizionali e di somministrare
gli stessi farmaci, ma con dosi minime.
medicinagenerale.dbounce@it.buongiorno
Farmaci: microdosi, azione rapida senza effetti
collaterali
(ANSA)
- ROMA, 25 AGO - Una tecnica per velocizzare il
tempo d'azione dei farmaci evitando gli effetti
collaterali sara' presentata il 30 agosto a Roma.La
metodologia, messa a punto dal medico messicano
Eugenio Martinez Bravo, prevede che le microdosi,
somministrate per via sopralinguale, giungano
all'ipotalamo, alla corteccia celebrale e quindi ai
recettori degli organi bersaglio evitando il
processo metabolico di assorbimento, responsabile
degli effetti collaterali.
http://it.news.yahoo.com/040826/2/2wyru.html
Farmaci:La nuova frontiera delle Microdosi
Fonte: ANSA
FARMACI: MICRODOSI, AZIONE RAPIDA SENZA EFFETTI
COLLATERALI
Utilizzare i farmaci evitando gli effetti
collaterali ed ottenendo gli stessi risultati con un
tempo d'azione molto piu' rapido,ma con l' impiego
di quantita' di gran lunga ridotte, tra le 2.000 e
le 15.000 dosi in meno rispetto alle attuali
somministrazioni: e' il metodo delle
microdosi, tecnica usata in Messico e a Cuba e
praticamente sconosciuta in Italia, che sara'
presentato a Roma il 30 agosto.
Questa pratica terapeutica e' stata scoperta nel
1980 dal medico messicano Eugenio Martinez Bravo,
dell'universita' autonoma di Zacatecas, morto
recentemente.
Con le microdosi i farmaci si assumono per via
sopralinguale, da li' giungono all'ipotalamo, alla
corteccia celebrale e quindi ai recettori degli
organi bersaglio evitando il lungo processo
metabolico di assorbimento. A differenza
dell'omeopatia, che segue la legge dei simili
curando una malattia con una sostanza che riproduce
la stessa malattia, il metodo delle microdosi adotta
la legge dei contrari, come avviene nella medicina
allopatica: ad esempio,
per curare la febbre si somministra un antifebbrile,
ma si rischia di avere gli effetti collaterali. Qui,
inoltre, il farmaco e' presente, come testimonia il
fatto che
non si possono dare microdosi di quel farmaco alle
persone allergiche.
Ma anche per le diluizioni, la differenza con l'
omeopatia e' profonda. La preparazione delle
microdosi non richiede una tecnologia sofisticata:
la dose
giornaliera del farmaco va sciolta nel veicolo 1,
che e' costituito dal 66% di alcool (a 95/96 gradi)
e dal 33% di acqua, ottenendo cosi' la base. Quindi
c'e' una seconda diluizione: in una bottiglietta da
20 millilitri si mette il veicolo 2 costituito al
contrario (66% di acqua e 33% di alcool) e si
inseriscono
12 gocce della base (sei ogni 10 millilitri). La
posologia e' di 2 gocce quattro volte al giorno.
Secondo i sostenitori di questo approccio, gli
effetti fisici sono evidenziabili anche con metodi
strumentali e tra le molte ricerche effettuate viene
citata quella dell'universita' di Santiago di Cuba -
coordinata
dal neurofisiologo Guilarte, dell'ospedale
pediatrico di Cuba, e Aurora Zuniga, coordinatrice
della facolta' di Farmacia - dove e' stato elaborato
un protocollo
di ricerca con 40 persone, divise in quattro gruppi,
a ciascuno dei quali sono state somministrate 2
gocce di quattro diverse soluzioni: acqua; un
veicolo
idro-alcolico (acqua ed alcool); fenobarbitolo (un
farmaco ipnotico ed antiepilettico); microdose di
fenobarbitolo. Stando ai rilievi encefalografici,
nel primo gruppo non ci sono stati effetti placebo,
nel secondo sono state registrate leggerissime
variazioni, nel terzo gruppo si sono avuti i segnali
corrispondenti agli effetti del farmaco. Nel quarto
gruppo, quello curato con la microdose, si sono
rilevate variazioni identiche a quelle del terzo
gruppo,
ma con l'apparire della sonnolenza (considerato un
sintomo favorevole) nel giro di 4/5 minuti.
In Messico sarebbero 50.000 i medici ed operatori
della salute che stanno adottando le microdosi.
Secondo i fautori, questo metodo consente allo Stato
un
grande risparmio e le stesse case farmaceutiche
potrebbero produrre le microdosi. Richiamandosi al
giuramento d'Ippocrate - ''primum non nuocere'' -
sostengono che sarebbe un dovere di tutti i medici
studiare questo sistema perche' permette di non
rinnegare gli studi tradizionali e di somministrare
gli stessi farmaci, ma con dosi minime. E ricordano
che la stessa pillola contracettiva prima era di 50
milligrammi, mentre ora e' di 20 microgrammi con un
effetto identico ( ... ma costa sempre lo stesso
prezzo... n.d.r. ) Il metodo sarebbe molto
consigliato a chi ha insufficienze renali, epatiche
e non puo' assumere analgesici o o antinfiammatori.
http://news.webtool.it
Medicina ufficiale e MNC: integrazione fattibile
Paolo
Bellavite1 e Silvano Pomari2
Atti
del Convegno Nazionale FNOMCeO
“La
professione medica e le medicine non convenzionali:
rischi e opportunità” - Terni 17 maggio 2002
Pagg.
43-74
1Dipartimento
di Scienze Morfologico-Biomediche, Università di
Verona
2Delegato
dell’Ordine dei Medici Ch. e O. della Provincia di
Verona per le Medicine Complementari
Riassunto
L’integrazione, tra alcuni sistemi medici
complementari o non convenzionali e il sistema
medico culturalmente e politicamente dominante,
rappresenta una grossa sfida al sapere scientifico
ed all’organizzazione accademica e sanitaria. Tale
sfida si gioca su molteplici piani: ricerca
scientifica (soprattutto sull’efficacia,
l’effettività, l’appropriatezza ed il rapporto
costi/benefici delle varie pratiche), didattica
(soprattutto in riferimento alla formazione pre- e
post-laurea, all’eventuale istituzione di nuovi
corsi in Università, al controllo della qualità
delle offerte formative), organizzativa (sistema
sanitario, organizzazioni professionali,
deontologia, legislazione). In questa fase,
un’azione prioritaria è lo sviluppo della ricerca di
tipo epidemiologico-osservazionale e sperimentale,
il primo gradino e la materia prima per
un’integrazione basata sulle evidenze di benefici e
rischi; perciò sono necessari investimenti e
finanziamenti adeguati
.......................................
Un
diverso modello di integrazione, più avanzato, è
dato dal crearsi di temi comuni di ricerca nelle
aree create dall’espansione culturale e scientifica
dei diversi settori. Discipline finora separate
dalle loro limitatezze epistemologiche e dalla
scarsità di argomenti di ricerca comuni, grazie alla
crescita teorica e metodologica scoprono campi di
interesse comune in cui collaborare, pur conservando
intatto il “nucleo” tradizionale. In breve, la
collaborazione e l’integrazione non implicano la
“rinuncia” alle convinzioni maturate nei secoli, ma
ne favoriscono l’avanzamento e la ricomprensione, in
chiave più moderna ed aderente alla realtà. Secondo
questo modello, l’integrazione avviene a partire
dalle aree di ricerca e di innovazione delle diverse
discipline. Esempi: neuroimmunologia, biofisica,
farmacologia delle microdosi, terapie di
desensibilizzazione orale, tecniche psicoterapiche e
fisioterapiche di vario genere. Anche la ricerca
clinica sull’efficacia, sull’appropriatezza,
sull’uso e sul gradimento delle MNC è un campo di
collaborazione e di
integrazione........................
http://chimclin.univr.it/omc/Terni2002_extenso.htm
Digitando”microdosi” sul web scopro
che comunque sono citate spesso perché utilizzate
in svariati campi terapeutici...
La
terapia del dolore invasiva comprende:
1)
Tecniche di neuromodulazione
Si
definisce così la somministrazione di microdosi di
analgesici e anestetici locali
direttamente a livello dei tessuti nervosi tramite
cateteri posizionati a permanenza.
Le
somministrazioni a livello del midollo spinale (subaracnoidea
o peridurale ) o
intracranica (ventricolare) sono le tecniche di
neuromodulazione più comunemente
praticate.
http://www.azaleaweb.it/pub/fulltext/12494.pdf
18/09/2003
Estrogeni per l’osteoporosi: efficaci anche
a minidosi
Uno studio clinico rileva
efficacia e virtuale assenza di effetti collaterali
L’uso degli estrogeni
per la terapia dell’osteoporosi postmenopausale è
una pratica clinica consolidata ed efficace.
Tuttavia, gli estrogeni alle dosi attuali non sono
scevri da effetti collaterali, tra cui il più
preoccupante è sicuramente costituito dall’aumento
del rischio di sviluppare tumore mammario.
Un gruppo di ricercatori americani ha voluto
verificare se con dosi molto basse di estrogeni (un
quarto della dose abitualmente somministrata) fosse
in grado di mantenere l’efficacia riducendo al
contempo l’incidenza di effetti avversi.
I risultati sono stati incoraggianti: la terapia,
della durata di 3 anni, si è dimostrata in grado di
aumentare la densità ossea in maniera significativa,
e le donne trattate hanno mostrato un profilo di
eventi indesiderati sostanzialmente sovrapponibile a
quello del gruppo di controllo, trattato con un
placebo. Sono pertanto auspicabili ulteriori studi
che valutino la possibilità di ricorrere a microdosi
di estrogeni per il trattamento dell’osteoporosi.
Reference:
Prestwood KM, Kenny AM, Kleppinger A, Kulldorff M
Ultralow-dose micronized 17beta-estradiol and
bone density and bone metabolism in older women: a
randomized controlled trial
JAMA. 2003 Aug 27;290(8):1042-8
http://www.farmeco.it/index.asp?pag=magazineNotizia&id_notizia=1944
la mesoterapia del
dolore
Nella mesoterapia, la
stimolazione meccanica prodotta dall’infissione di
aghi (azione in comune con l’agopuntura) e la
contemporanea distensione del derma, dovuta
all’iniezione di microdosi di farmaco, sono in grado
di attivare diversi recettori cutanei
http://it.geocities.com/drviscardo/mesoterapia.htm
Siringa a pompa
Un paziente in terapia intensiva, ad esempio dopo un
grave infarto cardiaco ha un bisogno costante di
microdosi di farmaci a sostegno della pressione
arteriosa. Questi gli vengono somministrati con la
siringa a pompa.
.....................Il trattamento della
chetoacidosi diabetica all’esordio mediante l’in
fusione continua di microdosi di insulina necessita
di un supporto tecnologico adeguato.
http://www.adigsarda.it/adig/libri/assistenza/protocollo.htm
L’omeopatia è nata come una medicina fondata sulla
ricerca. Le conoscenze omeopatiche sono fondate
sulla verifica delle applicazioni terapeutiche del
principio di similitudine e degli effetti di
microdosi di sostanze naturali.
http://chimclin.univr.it/omc/metodi-omeo.htm
...........
La lunghezza d’onda dello spettro solare che stimola
piu' efficacemente i melanociti a duplicarsi e a
produrre melanina e' una miscela filtrata di raggi
UVB (95% UVB e 5% UVA). Bioskin e' in grado di
focalizzare il fascio luminoso esclusivamente sulle
macchie di vitiligine e in profondita' verso i
melanociti perifollicolari. Queste microdosi di luce
fredda, non provocano il fotoinvecchiamento della
pelle.
http://www.lapelle.it/dermatologia/cura_vitiligine.htm
La tossina botulinica"
spiega il professor Massimo Signorini,
primario di chirurgia plastica del Policlinico
Multimedica di Milano "rappresenta la più recente
risposta terapeutica al problema iperidrosi, e si
dimostra un rimedio di sorprendente efficacia". Come
funziona? "Proprio per sua natura, la tossina
botulinica opera interponendosi nelle prese di
collegamento dei nervi (sinapsi) e dei loro contatti
elettrochimici con gli organi, dove agisce da
isolante, impedendo il transito degli impulsi
nervosi di stimolazione dei diversi apparati, che
così rimangono inattivi: è così che, raggiunte da
opportune microdosi di botulino, le ghiandole
sudoripare nevrotiche dell'iperidrosi vengono
biologicamente disattivate per alcuni mesi, e man
mano rieducate a non estrarre in sovrappiù il
proprio prodotto.
http://www.kwsalute.kataweb.it/Notizia/0,1044,1917,00.html
Flunisolide viene rapidamente assorbito e
metabolizzato ed il suo principale metabolita è
farmacologicamente pressoché inattivo.
Flunisolide, attivo a microdosi, di norma, alle dosi
consigliate, non provoca effetti sistemici degni di
nota ed, in particolare, non interferisce sull'asse
ipofisi-surrene.
http://www.torrinomedica.it/studio/generaframe.asp?variabile=http://www.torrinomedica.it/studio/schedefarmaci/LUNIS_5_mg-14_ml.htm
La
scoperta dell'NGF e del ruolo delle cellule
staminali, ha continuato la Levi Montalcini, stanno
aprendo nuovi scenari nella terapia di patologie del
sistema nervoso centrale, finora considerate
irreversibili e incurabili. Risultati sperimentali
in corso, nel nostro e in altri laboratori,
convalidano questa asserzione: la somministrazione
intracerebrale di microdosi di NGF, in soggetti
pediatrici, è risultata in grado di far recuperare
funzioni motorie e comportamentali, gravemente
compromessi da massicce emorragie endocerebrali di
differente origine.
http://www.euroinformazioni.org/brevi/brevi-115.htm
Vaccinazione anti epatite B............
Viene effettuata mediante l’inoculazione di 3-4
microdosi di Antigene (3 mg) distanziate di circa 15
giorni l’una dall’altra
http://www.airone-team.it
L’anestesia spinale continua sembra possedere alcuni
vantaggi rispetto sia all’anestesia spinale a dose
singole, sia a quella epidurale: innanzitutto la
dose globale di anestetico può essere frazionata in
microdosi successive; inoltre la quantità di
anestetico locale necessaria risulta comunque assai
inferiore (10-15 volte) rispetto a quella necessaria
nel blocco epidurale.
http://www.aaroi.it/aaroi2/rivista/n1_98/an-integr.htm
OLIGOTERAPIA
Strettamente legata ai concetti di nutrizione
ortomolecolare, l’oligoterapia catalitica messa a
punto da Ménétrier negli anni '30, interviene a
sostenere i processi metabolici dell’organismo
gravato dalla malattia, con microdosi di minerali,
in diluizioni catalitiche di milionesimo di grammo.
Sono
proprie queste bassissime quantità utilizzate, che
permettono di attivare il metabolismo, cioè gli
scambi dal cui equilibrio dipende lo stato della
nostra salute
http://www.bioterapie.org/inb/Diagnosi.htm
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