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E’
bello, come adulta, essere un punto di riferimento ed un
modello per i figli, purtroppo però sono sempre quelli
degli altri, perché come genitore godo poco credito tra
le mura domestiche. Per questo condivido lo scoramento
della mia assistita che, consegnandomi il figlio forte
consumatore di patatine fritte mi invoca “ glielo dica
lei, dottoressa, che è anche mamma, che le patatine
fritte fanno venire il cancro!”…
Acrilamide
nei prodotti alimentari: un grave rischio per la salute
Lo
scorso aprile, l'autorità sanitaria svedese ha denunciato
la presenza di elevate concentrazioni di amido acrilico, o
acrilamide, nei prodotti alimentari fritti, tostati o
cotti al forno, richiamando l'attenzione sulla pericolosità
di tale sostanza. Gli esperimenti condotti sugli animali
hanno dimostrato infatti che l'acrilamide provoca il
cancro e danneggia il patrimonio genetico. Secondo gli
organismi sanitari internazionali, l'acrilamide sarebbe
potenzialmente dannosa anche per l'uomo. Le concentrazioni
già riscontrate dalla Svezia sono state confermate dalle
analisi effettuate in diversi paesi su cibi a base di
amido cotti ad alte temperature (fritti, tostati o cotti
al forno), dimostrando implicitamente che questo problema
non conosce confini nazionali.
Non è ancora del tutto chiaro come l'acrilamide si formi
negli alimenti. Due gruppi di ricercatori della Svizzera e
della Gran Bretagna sono giunti alla conclusione che si
sviluppi quando si cuociono a temperature elevate prodotti
come le patate o la farina, che contengono determinati
zuccheri nonché l'aminoacido denominato asparagina.
Temperatura e durata di cottura, come pure grado di
essiccazione, composizione degli ingredienti e, nel caso
delle patate, qualità e condizioni di conservazione
dovrebbero avere un ruolo determinante, insieme ad altri
fattori, nella formazione dell'agente nocivo. L'acrilamide
è presente nelle patatine fritte, ma anche nei biscotti e
nei cornflakes, in percentuali spesso preoccupanti.
Il silenzio delle autorità di controllo italiane
In Italia regna un silenzio pressoché totale sulla
questione. Le autorità preposte alla salute e alla
sicurezza alimentare non rilasciano informazioni al
riguardo. Né ha dato risultati migliori una breve
indagine in Internet effettuata dalla nostra associazione.
Sorge spontaneo chiedersi se l'Italia sia veramente così
isolata da quanto avviene nel resto d'Europa o se le
nostre autorità non cerchino intenzionalmente di mettere
tutto a tacere. Mentre altri paesi stanno già lavorando a
strategie di minimizzazione, la discussione a livello
italiano non è neppure cominciata. Il ministero tedesco
per la tutela dei consumatori ha già individuato i
seguenti punti deboli su cui intervenire:
-
Tecnologia:
L'obiettivo è ridurre il tasso di acrilamide negli
alimenti attraverso modifiche dei processi produttivi,
con particolare attenzione alla scelta, al trattamento
e alla composizione delle materie prime. Questo sforzo
vede coinvolti anche i settori della ricerca in campo
alimentare.
Tossicologia: Stabilire valori soglia e dosi massime
ammissibili sulla base di analisi approfondite dei
rapporti quantità-effetto e delle conseguenze dell'acrilamide
sulla salute umana.
Esposizione: Al fine di adottare le opportune misure
di sicurezza, è necessario individuare quali gruppi
di popolazione siano più esposti a dosi elevate di
acrilamide attraverso l'assunzione di determinati
cibi.
Metodo analitico: A tale riguardo si registrano
evidenti progressi. Il “Bundesinstitut für
Risikobewertung” ha messo a punto un metodo
analitico che entro breve sarà diffuso via Internet.
I primi esperimenti condotti in 35 laboratori chimici
statali e privati hanno evidenziato un'elevata
attendibilità del metodo e un altrettanto elevato
standard dei laboratori coinvolti.
Ora è necessario migliorare l'informazione delle
consumatrici e dei consumatori, spiegando loro come
comportarsi in cucina per ridurre l'acrilamide e i suoi
effetti nocivi.
Suggerimenti:
-
Un'alimentazione
diversificata ed equilibrata è sempre la scelta
vincente.
Specialmente i bambini, che adorano le patatine e
altri prodotti fritti, possono raggiungere molto in
fretta il valore soglia indicato dall'Organizzazione
Mondiale della Sanità (WHO) per l'assunzione di
acrilamide.
Prodotti come le patatine fritte sono i più a rischio
e andrebbero consumati raramente. Essendo ricchi di
calorie, grassi e sali, ma poveri di vitamine e
minerali, non sono nemmeno raccomandati ai fini di
un'alimentazione sana.
I bambini mangiano volentieri cereali. Ma se si tratta
di prodotti tostati, il contenuto di acrilamide può
salire alle stelle. Preparate voi stessi il Müsli per
i vostri bambini, acquistando singole qualità di
cereali non tostati.
Chi non vuole rinunciare del tutto ai prodotti a rischio,
segua almeno i suggerimenti di seguito riportati:
Preparazione dei cibi
-
L'acrilamide
non si forma nei cibi bolliti o cotti al vapore. La
sua percentuale è ridotta se si cuoce in pentola a
pressione o si riscaldano i cibi nel forno a
microonde.
La concentrazione di acrilamide nel pesce e nella
carne cotti in padella, arrosto o al vapore è
inesistente o ridotta al minimo.
In generale gli alimenti ricchi di carboidrati, come
le patate, andrebbero riscaldati solo per il tempo
strettamente necessario e a temperature il più
possibile moderate. Oltre alla temperatura, altri
fattori responsabili della formazione dell'agente
nocivo sono il contenuto d'acqua e il grasso di
cottura: maggiore è il contenuto d'acqua in un
alimento, minore la concentrazione di acrilamide
durante la cottura.
Friggere le patate e tostare il pane in modo che
risultino "dorati" e non
"carbonizzati".
Poiché attualmente non si può valutare con precisione il
rischio per i consumatori, in un'ottica di prevenzione e
di tutela della salute è senz'altro consigliabile ridurre
l'assunzione di determinati prodotti alimentari. Mentre in
Svezia e negli Stati Uniti i risultati dei test sugli
alimenti sono già stati resi noti all'opinione pubblica,
in Italia non siamo che all'inizio dei controlli.
Secondo il Centro Tutela Consumatori Utenti, i consumatori
non possono aspettare fino a quando il problema sarà
risolto, ma devono essere informati passo dopo passo. Le
autorità e il mondo economico dovrebbero ora più che mai
tener fede alle proprie responsabilità e rispettare il
principio della trasparenza, fornendo ai consumatori tutti
i dati disponibili in merito alla presenza di acrilamide
negli alimenti.
Situazione al 20.11.2002
http://www.centroconsumatori.it/43v377d1636.html
Le
patatine fritte? Una bomba nel piatto
Negli Usa appello alle famiglie: non esagerate
con i consumi, possono essere cancerogene
http://ilmessaggero.caltanet.it/hermes/20021206/01_NAZIONALE/11/A.htm
Via
libera alle patatine fritte: non sono cancerogene
Dopo nuove ricerche rientra l'allarme lanciato lo scorso
anno
Anche se la sostanza nota come acrilamide è ritenuta
pericolosa dagli esperti, l'ingestione che se ne fa con i
cibi, specie le patate fritte, non è associata a un
aumentato rischio di cancro. E' il risultato di studi
condotti in Italia e in Svizzera e coordinati da Carlo La
Vecchia dell'Istituto Mario Negri e dell'università di
Milano e da Fabio Levi dell'università di Losanna.
"L'acrilamide - sottolinea Silvio Garattini,
direttore del Mario Negri - è un composto chimico che
migliora la solubilità dei liquidi ed è utilizzato
nell'industria della carta, delle vernici e nei filtri per
l'acqua potabile. L'acrilamide può raggiungere livelli da
1 fino a 4 milligrammi per chilo in alcuni campioni di
patatine, mentre è mille volte inferiore nell'acqua
potabile.
Questa sostanza è neurotossica ed è classificata come
probabilmente cancerogena dall'Agenzia internazionale per
la ricerca sul cancro (Iarc), in riferimento a esposizioni
e incidenti sul luogo di lavoro. "Lo scorso anno -
prosegue Garattini - un notevole allarme nell'opinione
pubblica è stato sollevato dall'osservazione che alcuni
alimenti (in particolare le patate fritte, le patatine e
altri cereali cotti a elevata temperatura, come corn
flakes, ma anche certi tipi di pane e pasta) contenessero
livelli quantificabili di acrilamide e potessero
costituire un rischio di cancro per la popolazione
generale.
Questa sostanza si produrrebbe riscaldando a temperatura
elevata i cereali. Per verificare questa ipotesi, sono
stati quindi analizzati i dati di alcuni ampi studi sui
tumori del tratto digerente, di laringe, ovaio e mammella,
condotti in Italia e Svizzera su oltre 20 mila soggetti
(7.200 casi e circa 13.300 controlli)".
"Per nessuno dei tumori presi in esame - precisa
ancora Garattini - il rischio risultava aumentato nei
soggetti che consumavano abitualmente patate fritte, o
patatine arrosto, che costituiscono la principale fonte di
acrilamide nella popolazione italiana. Tutti i rischi
relativi per i consumatori abituali di acrilamide erano
attorno o inferiori all'unità, in particolare per i
tumori intestinali. Analoghi studi, condotti in Nord
America e in Svezia, hanno consentito di escludere
un'associazione tra fonti di acrilamide e rischio di
cancro anche da quelle popolazioni".
Secondo il noto farmacologo, "questi studi non
assolvono il frequente consumo di patate fritte da altri
rischi per la salute (obesità e malattie cardiovascolari
e metaboliche), ma indicano come gli allarmi nell'opinione
pubblica, in relazione a esposizioni a basse dosi di
sostanze tossiche, siano spesso ingiustificati".
Benessere
& Salute
L'acrilamide
nei cibi è causa di tumore ?
Ricercatori dello Swedish National Food Administration e
dello Stockholm University hanno individuato in diversi
cibi fritti e cotti al forno, la presenza di acrilamide.
L'acrilamide si forma negli alimenti ricchi di carboidrati
sottoposti ad alte temperature.
Alle stesse conclusioni dei Ricercatori svedesi sono
giunti anche i Ricercatori di Norvegia, Gran Bretagna e
Svizzera.
Non è chiaro il ruolo che può avere l'acrilamide
presente nei cibi , sulla salute pubblica.
L'acrilamide è causa di tumori negli animali da
laboratorio, ma non esistono ad oggi dimostrazioni che
questa sostanza possa causare tumori negli uomini.
L'FDA ( Food and Drug Administration ) ha avviato una
serie di ricerche con diversi obiettivi:
1) valutare l'esposizione dei consumatori all'acrilamide ,
misurandone i livelli contenuti nei cibi ;
2) sviluppare rapidi metodi di screening e validare le
metodiche di analisi;
3) valutare i potenziali rischi associati all'acrilamide
nei cibi
4) identificare i meccanismi responsabili della formazione
di acrilamide nei cibi e come ridurne l'esposizione .
( Xagena_2002 )
NutrizioneOnline.net
http://www2.xagena.it/xagena/8570_ebenessereit.htm
EUROPA
CONSUMATORI: SVIZZERA; TUMORI, OMS SU ACRILAMID
(ANSA)
- GINEVRA, 24 GIU - Esperti di tutto il mondo si
riuniranno dal 25 al 27 giugno a Ginevra per esaminare ''i
fatti e formulare raccomandazioni'' sulla potenziale
cancerogenicita' delle patatine e di altri alimenti a base
di amido e cotti ad alte temperature. La riunione -
afferma una nota pubblicata a Ginevra - e' stata convocata
dall'Organizzazione mondiale della sanita' (Oms) e dalla
Fao dopo le allarmanti conclusioni di uno studio svedese
in materia. In tutto, 27 esperti di tutto il mondo
parteciperanno all'incontro. Si tratta di ricercatori,
medici e specialisti della sanita' pubblica, precisa la
nota dell'Oms. Nel maggio 2002, le autorita' nazionali
svedesi hanno pubblicato un rapporto sulla presenza di
amido acrilico o acrilamide - un agente cancerogeno che
colpisce gli animali - in grandi quantita' in alcuni
alimenti a base di amido e cotti ad alte temperature. Da
allora anche le autorita' alimentari del Regno Unito e
della Norvegia hanno pubblicato simili osservazioni. ''I
dati in nostro possesso non ci consentono di avere una
visione globale della situazione'', sia per quanto
concerne la formazione dell'acrilamide negli alimenti, sia
per le conseguenze per la salute umana, spiega l'Oms. La
riunione convocata dall'Oms e dalla Fao (Organizzazione
dell'Onu per l'alimentazione e l'agricoltura) dovra'
appunto esaminare ''i fatti, vedere cosa puo' essere
affermato con relativa certezza, determinare le
informazioni da ricercare e formulare raccomandazioni per
i consumatori e i ricercatori che lavorano nel settore. La
riunione si svolgera' a porte chiuse. XSE06 (ANSA). XBV*RED
24/06/2002 14:02
©
Copyright ANSA Tutti i diritti riservati
http://www.ansa.it/notiziari/ue/20020624140232262246.html
Un
grande pericolo si profila all’orizzonte della
"salute pubblica" mondiale. Un’esplosione di
Ebola? L'espansione della malaria, o forse una nuova,
contagiosissima mutazione dell’AIDS? Niente di tutto
questo: patatine fritte! Qual è la base
dell’allarme? Uno studio rottame dalla Svezia, che fa
vedere la presenza di acrilamide nelle patatine fritte,
nel pane, ad in altri cibi contenenti amidi. L’acrilamide
è stata recentemente classificata come potenziale
cancerogeno dall’Agenzia Internazionale di Ricerca sul
Cancro (IARC), la stessa agenzia che recentemente ha
emulato la
truffa EPA sul fumo passivo. Come stanno le cose?
Ovviamente, l’acrilamide è stata nel pane ed in altri
cibi dall’inizio del tempo. L’acrilamide si è
rivelata essere potenzialmente (e ciò non
significa causalmente) cancerogena in ratti (NON
negli essere umani) quando esposti a dosaggi di
laboratorio migliaia di volte più alti di quelli
cui gli esseri umani sono esposti. L'analista
americano Steven Milloy spiega come non sia affatto certo
che l'acrilamide causi il cancro nelle persone. Ma i
rottamai scientifici hanno deciso da tempo di ignorare un
principio base della tossicologia: "Semplice
esposizione non equivale a tossicità; è la dose che fa
il veleno". Tale ignoranza serve bene
l'industria della paura, e non solo per la
truffa del fumo passivo, ma in mille altri campi.
Aspettiamoci quindi leggi e regolamenti a non finire anche
su pane patatine, e santoni oncologi che tuoneranno: "Le
patatine uccidono". Non ghignate troppo: quante
persone oggi credono che il fumo passivo uccida, contro
solo dieci anni fa’? Oggi non si parla più di vere
prove scientifiche, ma di quanto budget di propaganda è
messo a disposizione da coloro che hanno interesse a
promuovere la scienza rottame del momento. A quando le
cause legali contro le patatine fritte? SUBITO!
Vedere più sotto.
I
PRODUTTORI DI PATATINE FRITTE DOVRANNO AFFRONTARE I
GIUDICI
–
12 Luglio 2002 - "Due gruppi ambientalisti della
California hanno notificato alla Procura di stato della
loro intenzione di intraprendere un’azione legale contro
i massimi produttori di patatine fritte, in accordo con la
legislazione vigente nella Proposition 65 della
California, che obbliga i produttori a stampare avvisi
sanitari sui prodotti che contengono sostanze tossiche. La
speranza dei due gruppi è che ciò stimoli la Procura ad
intraprendere anche un’azione legale d’ufficio, e la
Procura ha confermato che la sta considerando. La sostanza
tossica in questione è l’acrilamide, un sospetto
cancerogeno. … In un test le patatine di McDonald’s
hanno rivelato contenere una quantità di acrilamide 300
volte più alta di quella permessa dall’Environmental
Protection Agency in un bicchiere d’acqua".
Che
poi 300 volte un numero infinitamente piccolo sia ancora
un numero infinitamente piccolo è totalmente irrilevante;
che in alcuni topi serva un’esposizione migliaia di
volte più alta per stimolare il cancro è anche
irrilevante. Ciò che conta è creare una base che
obblighi il produttore a mettere un avvertimento sanitario
sul prodotto, come è successo per le sigarette. Ciò crea
un precedente legale di ammissione di pericolo sulla
base del quale, in seguito, cause legali possono essere
istituite per estorcere milioni di dollari ai produttori,
attribuendo cancri assortiti anche alle patatine fritte.
L'ammissione di pericolo, infatti, permette di scavalcare
l'altrimenti insormontabile ostacolo di dover provare
che le patatine fritte abbiano causato il cancro in quelli
che fanno causa, proprio come succede per le sigarette.
Scienza rottame significa industria della paura; industria
della paura significa industria dell’estorsione. Il
rompighiaccio antifumo ha aperto un sentiero che, come
vediamo, è molto trafficato da parassiti e truffatori,
che hanno trovato una miniera
http://www.forcesitaly.org/italy/rubr8/2002.htm
COMUNICATO
STAMPA
Acrilamide,
patate fritte e rischio di cancro
La
principale fonte dietetica di acrilamide non è associata
ad aumentato rischio di cancro, secondo i risultati di una
serie di studi condotti in Italia e in Svizzera e
coordinati da Carlo La Vecchia dell’Istituto Mario Negri
e dell’Università degli Studi di Milano e da Fabio Levi
dell’Università di Losanna. Lo studio è stato reso
pubblico in questi giorni sul sito internet della
prestigiosa rivista scientifica International Journal of
Cancer e sarà pubblicato sul numero del 1 luglio della
stessa rivista.
L’acrilamide
è un composto chimico che migliora la solubilità dei
liquidi ed è utilizzata nell’industria della carta,
delle vernici e nei filtri per l’acqua potabile. L’acrilamide
può raggiungere livelli da 1 fino a 4 mg/kg in alcuni
campioni di patatine, mentre è 1000 volte inferiore
nell’acqua potabile.
Questa
sostanza è neurotossica ed è classificata come
probabilmente cancerogena dall’Agenzia Internazionale
per la Ricerca sul Cancro (IARC), in riferimento a
esposizioni e incidenti sul luogo di lavoro.
Lo
scorso anno un notevole allarme nell’opinione pubblica
è stato sollevato dall’osservazione che alcuni alimenti
- e in particolare le patate fritte, le patatine e altri
cereali cotti a elevata temperatura (corn flakes, ma anche
certi tipi di pane e pasta) - contenessero livelli
quantificabili di acrilamide e potessero costituire un
rischio di cancro per la popolazione generale. L’acrilamide
si produrrebbe riscaldando a temperatura elevata i
cereali.
Per
verificare questa ipotesi, sono stati quindi analizzati i
dati di alcuni ampi studi sui tumori del tratto digerente,
di laringe, ovaio e mammella, condotti in Italia e
Svizzera su oltre 20000 soggetti (7200 casi e circa 13300
controlli).
Per
nessuno dei tumori presi in esame il rischio risultava
aumentato nei soggetti che consumavano abitualmente patate
fritte, o patatine arrosto, che costituiscono la
principale fonte di acrilamide nella popolazione italiana.
Tutti i rischi relativi per i consumatori abituali di
acrilamide erano attorno o inferiori all’unità, in
particolare per i tumori intestinali.
Analoghi
studi, condotti in Nord America e in Svezia, hanno
consentito di escludere un’associazione tra fonti di
acrilamide e rischio di cancro anche da quelle
popolazioni.
Questi
studi evidentemente non assolvono il frequente consumo di
patate fritte da altri rischi per la salute (obesità e
malattie cardiovascolari e metaboliche), ma indicano come
gli allarmi nell’opinione pubblica, in relazione a
esposizioni a basse dosi di sostanze tossiche, siano
spesso ingiustificati.
Prof.
Silvio Garattini
http://www.marionegri.it/news/fls/Comstampa_66.htm
Tossicologia
Ultimo
aggiornamento: 30/07/02
Patatine
cancerogene
Alcuni alimenti a base di amidi, come pane, riso e patate,
se cotte ad alte temperature presenterebbero elevate
concentrazioni di acrilamide, agente cancerogeno per gli
animali e "probabilmente" cancerogeno anche per
l'uomo". L'allarme arriva da un gruppo di ricercatori
svedesi, apparso a fine aprile si tutti gli organi di
stampa svedesi, nonché sull'ultimo numero della rivista
Science. In particolare, le ricerche condotte presso il
Dipartimento di chimica ambientale dell'Università di
Stoccolma hanno evidenziato come il trattamento di alcuni
alimenti a elevate temperature sia in grado di trasformare
l'amido presente nei cibi in acrilamide e, a differenza di
quanto atteso, le concentrazioni dell'agente nocivo sono
risultate elevatissime. Al contrario, negli stessi cibi in
forma cruda o bolliti non è stata trovata traccia di
acrilamide.
Un'esortazione alla cautela arriva, però, dalla FAO (Food
and Agricolture Organization), che tiene a ricordare
che al momento non esistono prove certe su una possibile
associazione tra rischio di tumori nell'uomo e
l'assunzione di acrilamide. "Che sia nocivo, però,
è ormai cosa certa" ribatte dalla Francia lo IARC (International
Agency for Research on Cancer), che considera
seriamente l'acrilamide come "un probabile elemento
cancerogeno per l'uomo". Queste e altre sono le
considerazioni nate dal confronto di 25 esperti, riunitisi
dal 25 giugno 2002 a Ginevra per fare il punto sulla
situazione. La riunione di specialisti è stata convocata
d'urgenza dall'OMS (Organizzazione
Mondiale della Sanità) e dalla FAO, che insieme
formano la commissione che controlla e monitorizza a
livello mondiale gli additivi, i contaminanti e i composti
chimici nell'alimentazione. Gli esperti dovranno
determinare l'esatto livello di rischio conseguente a
un'eccessiva assunzione di acrilamide, cerando di
realizzare al più presto un documento sulle linee guida,
con tutte le dovute raccomandazioni.
Che cos'è l'acrilamide?
Già in passato questa sostanza aveva suscitato
parecchi timori. Alcuni studi sul ratto, infatti, avevano
dimostrato la sua capacità di legarsi alle proteine delle
cellule nervose, interferendo così con il normale
trasporto di sostanze essenziali.
"Nel topo da laboratorio" ricorda Peter Spencer,
specialista in neurotossicologia della Oregon Health and
Sciences University di Portland "è emersa, inoltre,
la capacità delle molecole di acrilamide di legarsi ad
alcune proteine e, oltre a danneggiare i neuroni, sembra
compromettere anche i testicoli; in entrambi i casi, però,
i danni non sembrano essere ereditabili". Il cibo,
comunque, non è l'unica fonte della sostanza. Infatti può
venire anche dall'esposizione al fumo di sigaretta,
dall'acqua di rubinetto, senza contare che lo stesso
organismo umano può auto-produrla in modo fisiologico.
Al momento, purtroppo, i dati scientifici disponibili
sull'argomento sono ancora limitati e tutti da confermare.
Accanto all'evidenza di elevate concentrazioni di
acrilamide, infatti, non è ancora stato possibile
scoprire come realmente avvenga la formazione della
sostanza nociva, né le effettive conseguenze che può
avere sulla salute umana. Da qui la necessità della
riunione di esperti del settore, che ora cercheranno di
rispondere a domande tutt'ora senza riscontro, come: a
quali dosi l'acrilamide può essere considerata nociva?
Quella presente nei cibi si assorbe facilmente come quella
presente nell'acqua? In cosa comporta, realmente,
l'intossicazione? E, soprattutto, la risposta che i
golosi, e in particolar modo i giovani, aspettano con
ansia: le patatine fritte fanno veramente male?
Annapaola Medina
Fonte
Science 2002, 5 July; Vol.297, No.5578, p.27.
Approfondimenti
·
Sito
della FAO
·
Sito
dell'OMS
·
Sito
della IARC
http://www.dica33.it/argomenti/tossicologia/patatine.asp
Al
termine della mia passeggiata sul Web non mi resta che
controllare di quante calorie sono cresciuta,
sgranocchiando patatine fritte e gustando Coca-cola, (vizietto
a cui non rinuncio), tralascio la Nutella……alla
prossima puntata!
Porzione
grande di patatine fritte
|
Ingredienti
|
Peso
in gr.
|
K.
calorie
|
Carboidrati
gr
|
Proteine
gr.
|
Grassi
gr.
|
|
Patate
|
120
|
102
|
22
|
2,5
|
1,2
|
Olio
di semi vari
|
15
|
135
|
-
|
-
|
15
|
|
totale
|
135
|
237
|
22
|
2,5
|
16,2
|
Coca
Cola lattina
da 33 cl
|
ingredienti
|
Peso
in gr.
|
K.
calorie
|
Carboidrati
gr
|
Proteine
gr.
|
Grassi
gr.
|
|
Coca
Cola
|
330
|
12,9
|
3,5
|
-
|
-
|
|
totale
|
330
|
12,9
|
3,5
|
-
|
-
|
QUESTO
PRANZO APPORTA 723
KILOCALORIE
29,6
GRAMMI DI GRASSI
16,7 GRAMMI DI PROTEINE
|