|
Per
un pelo
Preferisco
praticare intramuscolari alle signore anziane: mentre
armeggiano con la loro abbondante biancheria ho tutto il
tempo di prepare con calma la siringa. Le giovani invece
mi battono con largo anticipo: scostano la già bassa
cintura dei pantaloni e in un lampo presentano un gluteo
in impaziente attesa.
Quello di Vittoria stamani è pieno di
follicoliti. “Sa dottoressa, la ceretta...” La
ceretta?...Lì? “Certo, ho un po’ di peluria bionda e col
tanga al mare si vede, ma la prossima volta voglio che
mi segni la crema che non li fa crescere più....”
..........Anche
in Italia, sebbene un tantino in sordina, comincia a
dilagare l’effetto-brazil, ovvero depilazione che non
lascia praticamente nulla sotto gli slip, complici
senz’altro i pantaloni a vita bassa e il diffondersi di
perizoma e bikini sempre più ridotti. Sospettiamo però
che il vero motore che spinge affascinanti fanciulle e
insospettabili signore a sopportare a denti stretti
quest’atroce sofferenza, sia il desiderio di sentirsi
desiderabili e soprattutto diverse anche dove, in
teoria, dovremmo essere tutte
uguali......................
http://donne.virgilio.it/itinerari/wax.html
L’eccessiva presenza di peli sul corpo è un problema
molto temuto dalle donne (ma anche da parecchi uomini).
Come risolverlo?
L’irsutismo, ossia l’eccessiva presenza di peli sul
corpo, può essere provocato da una sovrastimolazione dei
surreni, che sotto l’influsso di cattiva alimentazione,
fumo e stress liberano ormoni maschili in eccesso.
Per risolvere il problema, si può quindi incominciare
cambiando abitudini alimentari e di vita. L'eccesso di
stress va combattuto con tecniche di rilassamento, che
permettano di tener sotto controllo le emozioni,
impedendo che esse scatenino la liberazione di ormoni in
eccessiva quantità.
Inoltre si può ricorrere alla somministrazione di alcune
erbe medicinali contenenti fitoestrogeni come Serenoa
repens, Cimifuga racemosa, Vitex agnuscastus, Galegae
officinalis e soya. Ottimi anche gli estratti di Saw
Palmetto.
Questo Articolo è stato scritto da Biospazio
http://www.biospazio.it/
Per
quanto riconosciuto come tale, il disagio provocato
dall'irsutismo, nelle donne che ne soffrono, non è
stato oggetto di molti studi. Ciò non toglie che in
queste pazienti è piuttosto frequente riscontrare
difficoltà alla socializzazione, desiderio di non
esporsi agli sguardi e ansia, condizioni che hanno un
impatto importante sulla qualità della vita. Si è
quindi passati da una visione biomedica del disturbo
alla considerazione della funzionalità individuale della
persona che ne soffre nella quotidianità, nella
produttività, nella stabilità emotiva e nel suo generale
stato di benessere.
Questi aspetti sono stati valutati in uno studio
italiano pubblicato nel 1993 dalla rivista Postgraduate
Medicine durante il quale era stata misurata la qualità
della vita di 50 donne irsute e confrontata con quella
di un gruppo di controllo omogeneo per variabili
sociodemografiche. I dati sono stati raccolti attraverso
tre metodi di indagine: una breve lista di problemi
psicosociali, una scala di auto-valutazione della
sofferenza psicologica e un questionario su argomenti
che riguardavano le fobie sociali. Come ci si aspettava,
le pazienti irsute manifestavano un livello più alto di
ansia e maggiori paure rispetto a situazioni di
socializzazione, come feste, ambiente di lavoro,
incontri con amici e con estranei.
Risultati analoghi sono stati documentati anche da uno
studio più recente che ha riscontrato, sempre con il
metodo dell'indagine, un aumentato livello di sofferenza
psicologica in 53 pazienti irsute, affette dalla
sindrome dell'ovaio policistico (PCOS). L'analisi delle
risposte date lasciava emergere la forza delle
consuetudini culturali rispetto alla crescita dei peli,
e lo stigma che l'eccessiva peluria provocava nelle
pazienti.
Tali stati d'animo sono stati osservati anche in altre
30 pazienti sempre affette dalla PCOS. Anche in questo
caso le interviste evidenziavano che, unitamente agli
altri aspetti della patologia (obesità, anomalie del
ciclo mestruale, infertilità), l'irsutismo
contribuiva a compromettere la percezione di se stesse
come donne e della propria femminilità. Due terzi
del campione dichiarava di sentirsi diversa e anormale,
nove si sentivano una sorta di fenomeno.
In tutti i casi si osservava quindi una
compromissione della qualità della vita che si rivelava
nelle paure interpersonali e nella sofferenza
psicologica. L'ansia e la fobia provocata dalla
socializzazione alimentava questa condizione, rischiando
di arrivare a comportamenti paranoici e persecutori.
Sonino N et al. Quality of life of
hirsute women. Postgrad Med J. 1993 Mar;69(809):186-9
Kitzinger C, Willmott J. "The thief of womanhood":
women's experience of polycystic ovarian syndrome. Soc
Sci Med. 2002 Feb;54(3):349-61
Keegan A et al. "Hirsutism": a psychological analysis. J
Health Psychol. 2003 May;8(3):327-45
Rabinowitz S et al.
Anxiety and hirsutism.
Psychol Rep. 1983 Dec;53(3 Pt 1):827
http://www.doctor33.it/
Misurare l'irsutismo
La
difficoltà principale nella misurazione dell'irsutismo è
distinguere in modo netto lo stato normale dalla
condizione patologica. Negli anni '60 due ricercatori,
David Ferriman e J.D. Gallwey, capirono che era
fondamentale trovare uno strumento standardizzato che
permettesse di fare valutazioni quantitative, più
oggettive possibili, per tale patologia. L'obiettivo era
elaborare uno strumento che affiancasse l'esperienza
clinica dell'osservatore nell'inquadramento della
patologia. Le zone interessate dal disturbo non erano
sempre le stesse e variavano da donna a donna: alcune
potevano essere colpite al volto e al torace, altre
nella parte bassa dell'addome o sulle cosce.
L'approccio, quindi, fu quello di studiare, su un
campione di 430 donne, un certo numero di aree, per
ognuna delle quali è stata definita una gradualità del
pattern di distribuzione dei peli.
La
scala di
Ferriman-Gallwey
emersa dall'indagine è
uno strumento che valuta la distribuzione e la densità
dei peli terminali in 11 distretti corporei, attribuendo
a ciascuna area un punteggio e sommando i punteggi delle
diverse aree. Il presupposto su cui si fonda il metodo è
la verifica di quanto la localizzazione dei peli segua
un pattern maschile e quanto sia estesa.
Tale scala è stata successivamente modificata per
ottimizzarne l'affidabilità: le zone delle gambe e degli
avambracci sono state eliminate in quanto la crescita
dei peli appare meno strettamente correlata allo stimolo
androgeno.
La scala di Ferriman-Gallwey rimane tuttora il metodo di
misura dell'irsutismo più usato e citato negli studi
clinici che supporta il giudizio del clinico nella
valutazione della patologia. La possibilità di
riconoscere il disturbo e di dare una diagnosi di
irsutismo il più possibile certa permette di intervenire
sulla paziente in modo corretto ed efficace. Tutto ciò
consente di distinguere una predisposizione genetica o
etnica dalla presenza di condizioni patologiche
sottostanti. Quindi solo quando l'inquadramento clinico
della condizione è stato definito, anche in termini
quantitativi, la paziente può essere avviata verso
percorsi terapeutici multimodali che prevedono
interventi estetici, chirurgici e farmacologici. Quest'ultimo
aspetto della terapia si è rivelato particolarmente
importante in tempi recenti, con l'arrivo di un nuovo
presidio medico come la crema a base di eflornitina
all'11,5%.
Ferriman D, Gallwey JD
Clinical assessment of
body hair growth in women.
J Clin Endocrinol Metab. 1961 Nov;21:1440-7
http://www.shireitalia.it/
Spesso
l’ipertricosi e l’irsutismo vengono confusi: è
necessario distinguere la crescita di peli definitivi
(che sono grossi) con una distribuzione di tipo maschile
nella donna (irsutismo) dall’eccesso di peli di altra
origine (che sono in genere più sottili, l’ipertricosi),
sia dal punto di vista filogenetico che per la
produzione di androgeni.
L’ipertricosi viene definita come un aumento della
pilosità costituita da peli di tipo lanugo o come una
pilosità eccessiva, indipendente dagli androgeni con un
passaggio da una peluria poco pigmentata verso un
eccesso di peli definitivi, lunghi e grossi (con un
canale medullare), senza aumento della concentrazione
dei follicoli piliferi ma solo con peli più lunghi,
grossi e senza la tipica localizzazione maschile.
Il tipo e
l’intensità della pilosità normale di una persona
dipendono da fattori individuali e famigliari, dall’età
e dal sesso, come anche da altri fattori etnologici: per
questo motivo non si può stabilire un limite preciso fra
pilosità ancora “normale” e ipertricosi.
L’opinione
personale ha un ruolo determinante: la vergogna del
paziente può essere importante a seconda dell’importanza
dell’ipertricosi può generare un sentimento di malattia.
EPILAZIONE di PELI con LASER
Le 4 fasi del trattamento:
Il
concetto della riduzione dei peli tramite terapia laser
Nd:YAG o LUCE PULSATA è basata sulla teoria della
fototermolisi selettiva.. Quindi se la durata
dell'impulso è superiore al tempo di rilassamento
termico del follicolo pilifero (approssimativamente tra
3 e 10msec) ma inferiore al TRT della pelle
(approssimativamente tra 10 e 50msec) si riesce ad
ottenere un danneggiamento selettivo del follicolo
attraverso l'assorbimento della luce da parte del
cromoforo target (melanina) mantenendo intatto il
tessuto circostante.
La
penetrazione del raggio laser aumenta all'aumentare
della lunghezza d'onda. Le lunghezze d'onda utilizzabili
per la depilazione sono comprese tra 600 e 1200nm .
Quelle tra 600 e 700nm mostrano il maggior assorbimento
da parte della melanina anche se con un danno termico
all'epidermide superiore a quello provocato da lunghezze
d'onda più lunghe.
Per questo
motivo sono preferibili le lunghezze d'onda più lunghe
(laser Nd:YAG o Luce Pulsata) che penetrano maggiormente
nel derma, riducendo l'interferenza da assorbimento
della melanina epidermica.
La durata
di ogni singola seduta varia da 10 minuti a 2 ore o più
a seconda dell'estensione del campo. Attenzione: durante
il trattamento è obbligatorio indossare occhiali di
protezione.
Non tutti
i peli vengono rimossi in un'unica seduta Dopo la
terapia non ci si deve esporre a raggi solari o
ultravioletti (solarium) per almeno 2 settimane, o
proteggersi con creme a schermo totale. Tutte le comuni
attività (sport, lavoro ecc…) sono invece permesse.
L'impulso
del laser può distruggere solamente le radici che si
trovano nella fase di crescita (anagen). In ogni regione
del corpo si trova una percentuale differente di peli in
fase di crescita, che si situa in media intorno al 60%.
La densità dei peli diminuirà visibilmente dopo un paio
di trattamenti ma, per l'eliminazione, sono normalmente
necessarie da 3 a 6 sedute, al ritmo di un trattamento
ogni 4-6 settimane, raramente di più
APPARECCHIATURA LASER ND YAG Impulso Lungo
L'
eliminazione dei peli superflui è un problema
particolarmente sentito sia dal mondo femminile che da
quello maschile. In commercio esistono molti trattamenti
(con risultati a lungo termine o no come la ceretta, gli
epilatori rotanti oppure l' elettrolisi ) ma nessuno è
esente da effetti collaterali o riesce a dare i
risultati sperati.
ND YAG
Impulso
Lungo è un dispositivo medico, che permette l'
eliminazione a lungo termine di tutti i peli superflui
in pochissimo tempo. Ifatti è un laser Nd:YAG a 1064 nm
progettato specificatamente per l'epilazione. Può essere
utilizzato con successo anche nel trattamento dei
fototipi più scuri e consente trattamenti molto rapidi.
Permette un'epilazione anche su zone del corpo
difficilmente raggiungibili.
APPARECCHIATURA a LUCE PULSATA
Creato
appositamente per l'uso Dermatologico Vascolare, l'apparrecchiatura
trova applicazione sulla maggiorparte dei pazienti
affetti da Couperose - Teleangectasie - Peluria
superflua e Irsutismo..
E'
possibile trattare tutti i fofototipi. Il rischio di
bruciature è più elevato con i fototipi più scuri (V-VI)
La grande
area dello spot permette trattamenti di epilazione molto
veloci anche su grandi aree come schiena e dorso
|
DEPILAZIONE / EPILAZIONE LASER |
|
:: Spalle
:: Schiena e/o Dorso
:: Torace e Petto
:: Braccia e/o avanbraccio
:: Gambe e/o Cosce
:: Inguine
:: Addome
:: Baffetti
:: Viso e/o Barba
:: Mani e/o Piedi |
> Minimo 200,00 euro
> Minimo 350,00 euro
> Minimo 250,00 euro
> Minimo 350,00 euro
> Minimo 400,00 euro
> Minimo 200,00 euro
> Minimo 250,00 euro
> Minimo 100,00 euro
> Minimo 150,00 euro
> Minimo 250,00 euro |
http://www.trattamenti-laser.com/costi-prezzi/costi-prezzi.html
Il laser a
diodo in medicina e chirurgia estetica
Nell’opinione di due medici italiani, i parametri di
riferimento per il miglior trattamento di epilazione con
tecnologia laser vanno ricercati nei risultati
ottenibili con un particolare laser a diodi che arriva
dalla California
del Dr. A.
Pulvirenti (Catania) e del Dr. L. Mazzi (Verona)
I
trattamenti di epilazione non possono e non devono
prescindere da quello che e' la clinica del problema
lamentato. e' quindi necessario, prima di iniziare
terapie di epilazione e, soprattutto quando ci si trovi
di fronte a pazienti con irsutismo e ipertricosi,
indagare e valutare le cause che hanno determinato o
sostengono il problema, anche con l’aiuto di un
endocrinologo e/o di un ginecologo. L’inizio di una
eventuale terapia ormonale puo' essere altresi'
contestuale all’epilazione, a patto che non siano
somministrate sostanze che possono determinare
fotosensibilizzazione. In tutti questi anni molti si
sono cimentati nell’epilazione laser: medici e non. I
risultati, lo sappiamo bene, sono stati spesso lontano
dalle aspettative, ma soprattutto poco coerenti con i
valori di riferimento dati. I medici, infatti, hanno
operato su pazienti che spesso lamentavano problemi,
quale l’ipertricosi e l’irsutismo e non solo, e si sono
ritrovati a lavorare con tecnologie forse non proprio
all’altezza del loro compito.
In
risposta a una domanda sempre maggiore di depilazione da
effettuarsi, almeno virtualmente in ogni area del corpo,
e' arrivata la necessita' di sviluppare un sistema
efficace e dai costi contenuti. Fin dalla sua
introduzione sul mercato nel 1988 il laser a matrice
diodica si e' sempre più affermato come uno dei migliori
dispositivi per epilazione. A sei anni di distanza,
secondo la nostra esperienza, il laser a diodi
LightSheer™ (Lumenis Ltd, Santa Clara CA, USA) ha
mantenuto le aspettative e confermato la sua leadership
come laser per l’epilazione, sostenuta anche dagli
innumerevoli utilizzatori e dalle migliaia di pazienti
trattati nel mondo, con eccellenti risultati.
Il
LightSheer™ concentra su di se' i concetti base per
ottenere un’efficace epilazione:
•
tecnologia a matrice diodica;
•
appropriata lunghezza d’onda;
•
caratteristiche dell’impulso consono al tipo di
trattamento da svolgere e aggiustabile secondo il
fototipo di paziente;
• buona
misura dello spot con giusta frequenza di ripetizione;
•
innovativo ed efficace sistema di raffreddamento;
• ottima
ergonomia del manipolo che permette un’azione diretta e
calibrabile sull’area da trattare.
Il laser a
diodo e' sicuramente il sistema più diffuso per
epilazione: efficace in termini di resa energetica, di
modeste dimensioni e quindi trasportabile, oltre che
affidabile. Nelle sue tre versioni ST, ET e XC il
LightSheer™ ha una frequenza di ripetizione da 1 a 2 Hz,
dimensioni dello spot da 9mm2 a 12mm2, fluenza variabile
da 10J/cm2 a 60J/cm2 e durata dell’impulso da 5msec a
400msec con dispositivo Optipulse™ che permette
un’integrazione ottimale tra fluenza, energia e durata
dell’impulso.
La durata
d’impulso pari a 400msec e' stata sviluppata per poter
trattare anche pazienti con fototipo VI, secondo
Fitzpatrick.
Anche la
superficie utile dello spot (9-12mm2) permette una buona
penetrazione nel tessuto del raggio laser (effetto
scattering). L’area da epilare e' raffreddata prima,
durante e dopo il rilascio dell’energia laser, tramite
un cristallo di zaffiro posto nel manipolo attraverso
un sistema a contatto (ChillTip™): tale caratteristica
rende possibile il trattamento di zone delicate con
minor rischio di effetti collaterali e minor fastidio
per il paziente, senza sottovalutare il vantaggio di
aver costi aggiuntivi per mezzi criogeni di altra
natura. Tra le caratteristiche salienti del LightSheer™
e' da annoverare anche la conformazione del manipolo che
oltre a raffreddare la cute permette di esercitare una
leggera pressione dell’area sede di trattamento. Tale
compressione permette uno scivolamento verso l’alto dei
follicoli, che in tal modo si ritrovano più vicini alla
punta del manipolo e quindi al raggio laser; inoltre, si
determina un’ischemia dei capillari superficiali
veicolanti ossiemoglobina, che potrebbero essere un
target competitivo con la melanina del follicolo
pilifero. La versatilita' e l’economicita' dei costi di
gestione oltre all’affidabilita' e alle caratteristiche
tecniche del Light-Sheer ™, permettono di trattare
pazienti con fototipo da I a VI sec. Fitzpatrick, in
ogni area del corpo. I pazienti si presentano a
controllo per una seduta di depilazione, solitamente una
volta al mese, ma la risposta e' individuale e
differente a seconda delle diverse aree trattate, per
cui e' normale che all’aumentare del numero delle sedute
e a seconda delle diverse zone, gli intervalli tra le
sedute possano risultare progressivamente più lunghi.
Ancora, e'
da tener conto che, anche il numero totale di sedute per
ottenere un risultato soddisfacente e' diverso da parte
a parte: più celeri la zona dell’inguine e delle
ascelle, con una media di cinque/sette sedute, più lento
a rispondere, invece, il viso. In questi sei anni di
attivita', i pazienti seguiti in follow-up sono circa
3000 e hanno permesso di definire tale tecnologia come
il gold standard per l’epilazione.
Il
LightSheer™ concentra su di se' i concetti base per
ottenere un’efficace epilazione:
•
tecnologia a matrice diodica;
•
appropriata lunghezza d’onda;
•
caratteristiche dell’impulso consono al tipo di
trattamento da svolgere e aggiustabile secondo il
fototipo di paziente;
• buona
misura dello spot con giusta frequenza di ripetizione;
•
innovativo ed efficace sistema di raffreddamento;
• ottima
ergonomia del manipolo che permette un’azione diretta e
calibrabile sull’area da trattare.
Il laser a
diodo e' sicuramente il sistema più diffuso per
epilazione: efficace in termini di resa energetica, di
modeste dimensioni e quindi trasportabile, oltre che
affidabile. Nelle sue tre versioni ST, ET e XC il
LightSheer™ ha una frequenza di ripetizione da 1 a 2 Hz,
dimensioni dello spot da 9mm2 a 12mm2, fluenza variabile
da 10J/cm2 a 60J/cm2 e durata dell’impulso da 5msec a
400msec con dispositivo Optipulse™ che permette
un’integrazione ottimale tra fluenza, energia e durata
dell’impulso.
La durata
d’impulso pari a 400msec e' stata sviluppata per poter
trattare anche pazienti con fototipo VI, secondo
Fitzpatrick.
Anche la
superficie utile dello spot (9-12mm2) permette una buona
penetrazione nel tessuto del raggio laser (effetto
scattering). L’area da epilare e' raffreddata prima,
durante e dopo il rilascio dell’energia laser, tramite
un cristallo di zaffiro posto nel manipolo attraverso un
sistema a contatto (ChillTip™): tale caratteristica
rende possibile il trattamento di zone delicate con
minor rischio di effetti collaterali e minor fastidio
per il paziente, senza sottovalutare il vantaggio di
aver costi aggiuntivi per mezzi criogeni di altra
natura. Tra le caratteristiche salienti del LightSheer™
e' da annoverare anche la conformazione del manipolo che
oltre a raffreddare la cute permette di esercitare una
leggera pressione dell’area sede di trattamento.
Tale
compressione permette uno scivolamento verso l’alto dei
follicoli, che in tal modo si ritrovano più vicini alla
punta del manipolo e quindi al raggio laser; inoltre, si
determina un’ischemia dei capillari superficiali
veicolanti ossiemoglobina, che potrebbero essere un
target competitivo con la melanina del follicolo
pilifero. La versatilita' e l’economicita' dei costi di
gestione oltre all’affidabilita' e alle caratteristiche
tecniche del Light-Sheer ™, permettono di trattare
pazienti con fototipo da I a VI sec. Fitzpatrick, in
ogni area del corpo. I pazienti si presentano a
controllo per una seduta di depilazione, solitamente una
volta al mese, ma la risposta e' individuale e
differente a seconda delle diverse aree trattate, per
cui e' normale che all’aumentare del numero delle sedute
e a seconda delle diverse zone, gli intervalli tra le
sedute possano risultare progressivamente più lunghi.
Ancora, e'
da tener conto che, anche il numero totale di sedute per
ottenere un risultato soddisfacente e' diverso da parte
a parte: più celeri la zona dell’inguine e delle
ascelle, con una media di cinque/sette sedute, più lento
a rispondere, invece, il viso. In questi sei anni di
attivita', i pazienti seguiti in follow-up sono circa
3000 e hanno permesso di definire tale tecnologia come
il gold standard per l’epilazione.
http://www.lapelle.it/laser/laser_in_chirurgia_estetica.htm
Novita' One Touch, depilazione progressivamente
definitiva, la nuova pinza Depilatoria a radio-frequenza.
Facile come una pinzetta efficace come l'elettrolisi!
Facile e' una pinza depilatoria che sfrutta le proprietà
di un particolare tipo di radio-frequenza, che applicata
al pelo ne provoca la necrosi alla radice e permette di
sfilarlo dal follicolo in maniera veloce e semplice.
In questo modo si ottiene una rimozione definitiva e
progressiva dei peli superflui veramente indolore,
efficace, semplice e delicata.
L'apparecchio Facile può rimuovere anche più di un pelo
alla volta. Se usato regolarmente e in maniera corretta
il risultato sarà progressivamente definitivo.
I risultati sono soggettivi e possono variare da persona
a persona.
http://www.medicosanitari.com/product_info.php?cPath=60&products_id=117&osCsid=91e27524f62c98c0426a4361365f06c0
Anche nei trattamenti di epilazione temporanea,
la classica "ceretta", il Centro Epil Specialist offre
la massima cura e professionalità.
A partire dalla scelta di oltre 10 differenti
tipi di cera:
liposolubili, al titanio, per pelli sensibili e le
esclusive cere aromatiche all'anice, alla melissa, al
melone e al rosmarino
Per
rallentare la ricomparsa dei peli e
normalizzare la cute vengono utilizzati prodotti
specifici sia in Istituto che a casa.
Gli enzimi proteolitici delle linee
Epil System
ed
Multy System
inibiscono efficacemente la crescita del pelo; le
formulazioni agiscono anche su pelosità di tipo medio.
Una vasta gamma di formulazioni leviganti,
lenitive, riequilibranti
sono a disposizione dell'Epil Specialist
per completare il trattamento di epilazione e restituire
una pelle assolutamente integra, morbida
e vellutata.
http://www.epilspecialist.com/epil/epil_temporaneaD.jsp
Kalo Hair Inhibitor
è un prodotto contro i peli superflui della canadese
Nisim.
E' un
prodotto depilazione valido per chi soffre di
ipertricosi o semplicemente vuole eliminare i peli
superflui.
Si usa
dopo la normale ceretta, pinzette, rasoio. Il prodotto
penetra nei micropori ed interferisce con la formazione
del nuovo pelo. E' a base di zolfo riduttori
(impediscono alcuni legami necessari per la crescita dei
peli o capelli) ed ingredienti che calmano e idratano la
pelle. Più il pelo è sottile (ad esempio quelli del viso
delle donne) più il prodotto è efficace. Il prodotto ha
superato test sulla sicurezza. I risultati si possono
vedere dopo la prima-sesta sessione di rimozione. L'
effetto più forte si ha nei follicoli in fase anagen.
Se si
usa il kalo hair inhibitor dopo la rasatura l'effetto è
il ritardo della crescita e l'assottigliamento, se si
usa il prodotto regolarmente si ha un potente effetto
inibitore.
http://www.anagen.net/kal.htm
Long Pulse
Infra Red) TKS rappresenta la nuova e perfezionata
tecnica laser che risolve il problema dei peli
superflui.
La nuova tecnica laser LPIR TKS che ottiene ri-sultati
nettamente superiori a quelli dei sistemi tra-dizionali
(elettrolisi, ago elettrico e altri sistemi laser di
concezione obsoleta), non presenta effetti collate-rali
come vesciche e scottature e semplifica in modo
sostanziale la procedura operativa.
Questo trattamento è l'unico con il brevetto della
Selettività Termocinetica (ThermoKinetic Selectivity)
ed è il principio grazie al quale si ottiene la
distruzio-ne dei follicoli piliferi senza arrecare danni
alla pelle. Il bersaglio (follicolo pilifero)
viene riscaldato dall'energia del laser as-sorbita in
modo selettivo fino alla irreversibi-lità del danno
termico. I tessuti circostanti non subiscono alterazioni
poichè il tempo di esposizione al laser è sufficiemente
lungo (20 ms) da consentire alle strutture tissutali
attraversate dalla radiazione di disperdere il calore.
L'unico sistema in grado di utiliz-zare tale principio è
il laser PhotoGenica LPIR TKS prodotto dalla Cynosure
Inc.
http://www.ladyb.it/Home.htm
Finishing Touch
è il nuovo rasoio dal design compatto e sottile che
cancella istantaneamente e in modo del tutto indolore i
peli superflui.
E’ studiato per rimuovere con precisione i peli
superflui anche nelle zone più delicate, ed è in grado
di eliminare persino i peli più resistenti.
Il segreto è la micro-tecnologia che cancella
letteralmente i peli, in modo pulito e silenzioso.
Depilare la zona bikini con il rasoio tradizionale causa
irritazioni della pelle. Grazie a Finishing Touch,
invece, potrete rimuovere i peli superflui senza alcuna
irritazione della cute: è completamente sicuro anche
sulla pelle più sensibile.
Può essere usato anche per eliminare i peli superflui
sopra le labbra, sul mento, e il suo design compatto e
discreto lo rende adatto per essere riposto nel
portafoglio o nella trousse del trucco.
Inoltre con Finishing Touch potrete anche delinare
perfettamente le sopracciglia grazie alla guida
specifica.
E’ ideale per tutta la
famiglia
http://www.puntoshop.tv/ita/prodotti.asp?expanded=false&idcat=39&op=137
EPILAZIONE DEFINITIVA NATURALE
Intelligente, efficace ed affidabile
Metodo naturale al 100% poichè viene eseguita senza
macchinari é veramente possibile ?
È POSSIBILE...! Ma solamente a certe condizioni che è
imperativo precisare in anticipo, per mezzo di un
colloquio-bilancio sullo stato del vostro sistema
pilifero.
Questo tipo di depilazione riguarda solo persone con
reali problemi di eccesso di pelosità e di inestetismo.
In più, questo metodo di depilazione richiede molto
rigore e serietà durante il programma: solo una persona
molto motivata vi potrà accedere. I trattamenti che noi
Vi proponiamo in questo tipo di programma sono vere ed
autentiche “trattamenti depilatori“. Ed è per questo che
noi non eseguiremo mai questi trattamenti senza averne
prima valutato la affidabilità nel Vostro caso preciso,
soggettivo ed esclusivo.
ConfidateVi con la Vostra estetista Bionatural per
sapere se il Vostro problema si può avvalere o no di
questo metodo. Per una “depilazione intelligente“, Vi
propone dapprima di definire lo stato del Vostro sistema
pilifero.
Di norma, si presentano questi due casi:
1. La pelle che non è stata mai aggredita … (mai il
rasoio o creme depilatorie o depilazioni anarchiche).
Questo è il caso delle ragazze o delle giovani donne. Ed
in questo caso, la soluzione ed il successo della
depilazione sono agevolati.
La depilazione ed il mantenimento, se correttamente
eseguiti, saranno la garanzia del risultato.
Saranno necessarie da 7 a 9 sedute nell’arco di 12 - 15
mesi.
2. La pelle già aggredita molte volte da diversi tipi di
estirpazione dei peli ed una riscrescita di questi in
tutte le direzioni, lascia segni e reazioni …
In questo caso la soluzione è più complicata ed ogni
fase della depilazione, essendo ancor più importante del
problema stesso, è più complessa.
La ricerca del risultato impone più serietà e rigore,
sia durante i trattamenti in istituto sia nei
trattamenti a domicilio. Saranno necessarie 10 - 12
depilazioni in 18 mesi Sono trattamenti naturali al 100
%, senza alcun apparecchio.
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Patologie iatrogene
Irsutismo
(a cura della Dott.ssa Cinzia Cupani, Dipartimento
Sperimentale e Clinico di Medicina e Farmacologia,
Università degli Studi di Messina).
-
Betametasone (Bentelan, Celestone)
-
Carbamazepina (Tegretol)
-
Ciclosporina (Sandimmun)
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Cortisone (Cortone Acetato)
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Danazolo (Danatrol)
-
Desametasone (Decadron, Desalark, Desametasone
Fosfato Biologici, Luxazone, Megacort, Soldesam Fte)
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Diazossido (Hyperstat, Proglicem100)
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Etosuccimide (Zarontin)
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Fenitoina (Aurantin, Dintoina)
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Idrocortisone (Colifoam)
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Isotretionina (Isotretin Stiefel, Isotrex,Roaccutan)
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Levonorgestrel (Mirena, Norlevo)
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Medrossiprogesterone (Depo-provera, Farlutal,
Provera)
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Metilprednisolone (Advantan, Asmacortone,Depo-Medrol,
Esametone, Medrol, Metilbetasone, Solu-Medrol,
Supresol, Urbason)
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Nandrolone Decanoato (Deca-durabolin)
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Prednisolone (Soludacortin)
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Prednisone (Deltacortene)
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Progesterone (Crinone, Esolut, Progestogel,
Progestol, Prometrium, Prontogest)
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Spironolattone (Aldactone, Spiroderm, Spirolang,
Uractone)
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Tacrolimus (Prograf)
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Triamcinolone (Ipercortis, Ledercort P8)
http://www.farmacovigilanza.org/patologie_iatrogene/086.htm
L’irsutismo:
una indicazione all’uso degli inibitori della
5alfa-reduttasi
Dott. E.
Arvat Dott. S. Bellone Dott. M. Maccario Dott. S.
Grottoli Dott. M. Tagliabue
L’irsutismo può essere definito come una sindrome
clinica caratterizzata da un eccesso di peli in zone
dove abitualmente non sono presenti nella donna o lo
sono solo in lieve misura.
L’irsutismo è influenzato da fattori genetici e razziali
e la sua diagnosi è in parte determinata culturalmente:
infatti, questa condizione è accettabile in alcune
società e molto meno in altre, poiché le donne spesso
identificano un quadro di irsutismo anche lieve con la
perdita della propria femminilità.
Tale
condizione clinica, peraltro solo raramente causata da
gravi malattie, è comunque espressione di una aumentata
secrezione e/o di un alterato metabolismo degli
androgeni, ovvero degli ormoni maschili, prodotti anche
dall’organismo femminile (ghiandole surrenaliche,
ovaie).
Un ruolo
importante nella regolazione della crescita dei peli e
quindi nello sviluppo dell’irsutismo è svolto
dall’enzima 5alfa-reduttasi, presente a livello della
cute, che trasforma il testosterone in diidrotestorenone
(DHT), responsabile della crescita pilifera.
In alcune
forme di irsutismo, in particolare quelle "familiari",
l’attività di questo enzima è aumentata con un
accrescimento delle concentrazioni cutanee di DHT e
delle concentrazioni ematiche dell’ormone che
rappresenta il prodotto finale del metabolismo del
testosterone: l’alfa-diolo-glicuronide, oggi comunemente
dosabile a livello ematico.
Risulta
pertanto chiaro come in tale condizione patologica possa
essere di aiuto l’uso di farmaci che inibiscano
l’attività di questo enzima, riducendo i livelli cutanei
di DHT e quindi la spinta alla crescita pilifera.
Studi
sperimentali hanno in questi anni dimostrato che i
farmaci inibitori della 5alfa-reduttasi sono efficaci
nel trattamento dell’irsutismo al pari di altri farmaci
"antiandrogeni", ma sono particolarmente efficaci nelle
pazienti irsute con elevata conversione cutanea di
testosterone a DHT, alterazione documentata da livelli
particolarmente elevati nel sangue dell’ormone
alfa-diolo-glicuronide.
E’
importante ricordare tuttavia che questi farmaci possono
determinare un alterato sviluppo dei genitali maschili
nei feti maschi; pertanto, il loro utilizzo deve sempre
essere associato, in donne fertili, a presidi
anticoncezionali (estro-progestici, IUD).
http://www.cidimu.it/home/art.asp?spec=end&id=1939
I farmaci
antiandrogeni nell'irsutismo
Si
definisce irsutismo la condizione caratterizzata
dall'eccessiva crescita dei peli terminali e disposti in
aree dove il loro sviluppo è minimo o assente.
Per ipertricosi s'intende invece un aumento del numero
dei peli nelle zone dove crescono normalmente i peli.
Nella maggioranza dei casi, l'irsutismo è una patologia
idiopatica, caratterizzata da un'aumentata sensibilità
della cute agli androgeni.
Nell'irsutismo secondario, alcune malattie endocrine
(ovaio policistico, malattia di Cushing, acromegalia,
tumori surrenalici ed ovarici) provocano un aumento
della produzione di androgeni.
L'irsutismo iatrogeno è prodotto da farmaci come
anabolizzanti, androgeni, corticosteroidi.
Prima di instaurare una terapia è opportuno accertarsi
che alla base non ci sia un tumore. Qualora venisse
confermata la presenza di un tumore è necessario
procedere alla sua asportazione.
I farmaci indicati per il trattamento dell'irsutismo
sono gli estroprogestinici ed i farmaci antia-androgeni
(Ciproterone, Flutamide) da assumere per 6-12 mesi.
Da tenere presente che i farmaci anti-androgeni possono
causare femminilizzazione del feto maschio nel caso in
cui la donna assuma questi farmaci all'inizio della
gravidanza.
http://www.xagena.it/news/e-endocrinologia_it_news/82f292a22966b857d968fb578ccbead9.html
INQUADRAMENTO NOSOGRAFICO DELLE IPERTRICOSI
dott. Andrea Marliani
Firenze
Parliamo comunemente di ipertricosi per indicare
qualsiasi situazione in cui esista un oggettivo, o anche
solo soggettivo, eccesso di peli.
Poiché la crescita dei peli "testoidi" è abbonante e
tipica nel sesso maschile, l'ipertricosi, per
definizione, riguarda esclusivamente il sesso femminile.
In senso stretto si definisce ipertricosi l'eccesso di
sviluppo dei peli nelle regioni in cui questi sono
normalmente presenti nella donna. Il termine irsutismo
indica la comparsa di pelosità nelle zone normalmente
glabre nella donna, quando poi questa pelosità è
notevole, al punto da ricordare quella maschile, si
parla di virilismo pilifero.
Lo sviluppo del sistema pilifero è influenzato da
fattori genetico-razziali. L'incidenza della ipertricosi
è insignificante nella razza gialla ed in quella nera, è
poco comune nel Nord Europa, mentre è molto frequente
nei popoli che originano dal bacino mediterraneo.
La diagnosi di ipertricosi è in gran parte determinata
culturalmente: questa condizione è accettabile in certe
società ed inaccettabile in altre (dove le donne vedono
in una ipertricosi, anche minima, una grave perdita di
femminilità). L'ipertricosi raramente è causata da
malattie gravi, nella maggior parte dei casi rappresenta
la manifestazione clinica di disordini funzionali di
differente tipo; inoltre lo stesso tipo di disordine può
provocare una grande variabilità individuale in termini
di distribuzione clinica dei peli e sintomi clinici
associati. Anche i parametri ormonali possono cambiare
spontaneamente durante il follow-up clinico delle
pazienti, in relazione a modificazioni di secrezione,
metabolismo e meccanismo d'azione degli androgeni.
Pertanto, anche se la classificazione etiologica delle
ipertricosi può sembrare semplice, definire una paziente
"ipertricotica" sulla base dei parametri biochimici a
nostra disposizione è il più delle volte impossibile.
1)
Ipertricosi mediate dall'attività ormonale
Gli
androgeni sono capaci di stimolare l'accrescimento dei
peli sessuali. Nella donna le sorgenti di androgeni sono
molte e diverse. Il testosterone (T) proviene
soprattutto dalla conversione periferica di altri
precursori steroidei (in particolare androstenedione) ed
in minore misura dalla secrezione ovarica e surrenalica.
Il diidrotestosterone (DHT) proviene interamente dalla
conversione periferica di androstenedione e testosterone
essendo la sua secrezione ghiandolare irrilevante in
condizioni fisiologiche. Androstenedione,
deidroepiandrosterone (DHEA) ed androstenediolo
provengono invece in gran parte dalla secrezione ovarica
e surrenalica ed in minor misura dalla trasformazione
periferica di precursori. Il deidroepiandrosterone
solfato proviene solamente dalla secrezione surrenalica
(DHEAS).
L'origine di alcuni androgeni ed i loro livelli
circolanti cambiano in funzione del periodo mestruale
(la secrezione ovarica di androgeni è massima nella fase
follicolare tardiva). Per tale ragione il migliore
momento per il campionamento è nel 2° giorno del ciclo.
Tutti gli androgeni vengono secreti episodicamente e
molti di essi posseggono un ritmo circadiano. Nel sangue
alcuni androgeni (T e DHT per es.) circolano legati ad
una globulina specifica (che possiede alta affinità ma
scarsa capacità di legame) detta sex hormone binding
globulin (SHBG) altri sono legati debolmente alle
albumine (a grande capacità e bassa affinità).
Uno degli aspetti chiave del meccanismo d'azione degli
androgeni nell'irsutismo è il loro metabolismo a livello
delle strutture bersaglio. Solo una piccola parte del
DHT circolante proviene dal metabolismo tissulare del
testosterone, mentre la maggioranza proviene da
conversione epatica. Lo stesso si verifica per il
5alfa-androstan-3alfa-17beta-diolo, metabolita del DHT.
Da questo risulta che diidrotestosterone e 3alfa-diolo
circolanti non possono essere in nessuna maniera spia
umorale della attività metabolica dei tessuti bersaglio
degli androgeni. Al contrario il 3alfa-diolo glicuronide
circolante proviene in larga misura dalla conversione
del DHT, più precisamente 50% nei maschi e quasi 100%
nelle femmine. Di conseguenza il 3alfa-diolo glicuronide
può essere considerato il marker biochimico più preciso
della attività androgenica a livello dei bersagli nella
donna ed il marker biochimico dell'irsutismo.
Riscontrare elevati livelli ematici di 3alfa-diolo
glicuronide nella donna equivale a porre diagnosi di
ipertricosi o irsutismo ormonale. D'altra parte, poiché
questo androgeno è espressione dell'ipermetabolismo
androgenico a livello cutaneo, il riscontri di livelli
elevati di 3alfa-diolo glicuronide non fa porre alcuna
diagnosi etiologica, equivale solo alla constatazione
clinica della presenza dell'aumento di peli ma indica
che questa è mediato da attività ormonale periferica.
La determinazione degli androgeni nel sangue è di scarsa
utilità ai fini della diagnosi in caso di ovaio
policistico o irsutismo idiopatico.
Fatta eccezione per i tumori, le iperplasie surrenaliche
congenite e l'ovaio policistico è spesso molto difficile
stabilire l'origine dell'iperandrogenismo in corso di
ipertricosi o di irsutismo.
Tutti i disordini associati ad irsutismo o a virilismo
della corteccia surrenale si accompagnano ad un aumento
di 17 ketosteroidi ricordiamo che questi composti sono
così chiamati perché hanno un gruppo chetonico in
posizione 17 e sono neutri, pertanto il testosterone non
è incluso tra di essi.
L'anamnesi sarà spesso molto orientativa per la
patogenesi di una ipertricosi.
Una ipertricosi in una donna in età riproduttiva con
ciclo mestruale regolare difficilmente sarà sostenuta da
un disturbo ormonale.
Mestruazioni abbondanti o vere menorragie faranno
pensare a cicli anovulatori.
La presenza di sindrome premestruale farà sospettare una
insufficienza progestinica.
Un irsutismo con note di mascolinizzazione, defluvio
androgenetico incipiente e amenorrea farà sospettare un
deficit surrenalico congenito.
Un irsutismo con nette note di virilismo insorto
rapidamente in una donna nella terza quarta decade di
vita sarà orientativo per una patologia neoplastica.
Principali cause ormonali di ipertricosi ed irsutismo
·
idiopatico
aumento
di sensibilità agli androgeni
sottili alterazioni ovariche o surrenaliche
·
malattie
ovariche
policistosi ovarica
tumori producenti androgeni
·
malattie
surrenaliche
sindrome di Cushing
tumori producenti androgeni
iperplasia surrenalica congenita
·
iatrogeno
anabolizzanti
glicocorticoidi
progestinici androstanici
·
endocrinopatie
iperprolattinemia
acromegalia
ipo-ipertiroidismo
obesità
In caso
di ipertricosi, irsutismo o virilismo ormonale
proponiamo i seguenti esami di base da eseguirsi in fase
follicolinica precoce del ciclo (entro il 7° giorno)
quando tutti gli ormoni interessati hanno valori vicini
ai basali:
3 al-diol-g, FSH - LH, cortisolo, androstenedione, 17 OH
progesterone, testosterone, prolattina, 17 beta
estradiolo, progesterone.In fase luteinica verrà poi
ripetuto il dosaggio del progesterone.In qualunque
momento del ciclo sarà possibile dosare DHEA-S,
cortisolo, fT4 e TSH.
3 alfa-diolo glicuronide (3 al-diol-g)
Valori serici elevati di 3
al-diol-g fanno porre inequivocabilmente diagnosi
differenziale fra ipertricosi mediata da attività
ormonale e ipertricosi non mediata da attività ormonale.
Purtroppo attualmente questo dosaggio non può essere
fatto in modo routinario ma solo come sofisticata
indagine di ricerca e, per quanto ne sappiamo, nessun
laboratorio è in grado di dosarlo correntemente.
Gonadotropine (FSH - LH)
I
valori normali plasmatici di FSH ed LH nella donna in
fase follicolare vanno da 5 a 25 U/L. Il rapporto tra le
due gonadotropine in questa fase è normalmente di 2/1.
Elevati tassi plasmatici di gonadotropina luteinizzante
(LH) con gonadotropina follicolo stimolante (FSH)
normale o diminuita, congiuntamente ad elevata
concentrazione di androstenedione, orienta verso la
sindrome dell'ovaio policistico.
Deidroepiandrosterone solfato (DHEA-S)
Il deidroepiandrosterone
solfato è un debole androgeno secreto quasi
esclusivamente dal surrene (99%). Circola nel sangue
legato alla albumina.
Nella donna i valori plasmatici normali di DHEA-S sono
compresi fra 2,1 - 8,8 mM/L e diminuiscono dopo la
menopausa scendendo nettamente sotto 0,3 -1,6 mM/L.
Tassi plasmatici compresi fra 15 - 30 mM/L orientano
verso una diagnosi di iperandrogenismo normosurrenalico,
se associati ad ipercortisolemia orientano verso una
sindrome di Cushing, se superiori a 50 - 100 mM/L verso
una patologia tumorale, se associati infine ad aumento
dei tassi di 17 OH progesterone ed ipocortisolemia verso
una carenza enzimatica congenita.
Delta 4 androstenedione (D4 A)
Questo ormone è il più'
importante androgeno nella donna ed è in gran parte il
responsabile nel sesso femminile del defluvio
androgenetico e dell'acne e dell'irsutismo.
Deriva per il 50% dalla secrezione ovarica, per il 30%
dalla secrezione surrenalica e per la quota restante
dalla trasformazione periferica di precursori. L'ovaio
secerne androstenedione particolarmente nel periodo
intermedio e luteinico del ciclo. La produzione di
androstenedione può aumentare in premenopausa con
conseguente lieve virilizzazione.
Dall'androstenedione ad opera dell'enzima 17 beta
idrossisteroido-ossido-reduttasi si forma testosterone.
Androstenedione e testosterone rappresentano tappe
intermedie della biosintesi degli estrogeni.
I valori normali di androstenedione nella donna sono
normalmente compresi fra 1,33 e 5,27 nanomoli/L .
Valori compresi tra 10 e 20 nanomoli/L, associati a
gonadotropina luteinizzante (LH) elevata, orientano
verso una possibile diagnosi di ovaio policistico.
Valori al di sopra di 30 nanomoli/L sono orientativi
invece per un tumore surrenalico o ovarico
ormonosecernente.
17 OH progesterone (17 OH P)
L'aumento plasmatico di questo
ormone al di sopra di 15 nanomoli/L nella donna in fase
follicolare, specie se questi tassi elevati si
accompagnano a valori alti di DHEA-S e valori bassi o
normali di cortisolo, orienta verso la diagnosi di
deficit enzimatico surrenalico di 21 o 11 idrossilasi.
Testosterone (T)
I valori normali nella donna sono compresi fra 0,02 -
0,8 ng/ml (0,3 - 3 nanomoli/L) .
Il testosterone si trova nel plasma legato per il 99%,
circa, ad una betaglobulina specifica: Sex Hormone
Binding Globulin (SHBG). Solo la quota libera è
metabolicamente attiva.
Poiché la capacità di legame della SHBG per il
testosterone è intorno a 14 ng/ml, quindi ben superiore
alla testosteronemia, il dosaggio dell'ormone libero è
praticamente inutile e questo sarà' sempre frazione
costante dell'ormone totale.
Prolattina (PRL)
I valori normali nella donna sono intorno a 9-20 ng/ml o
75 - 504 mU/L e salgono nel corso della gravidanza a 150
- 200 ng/ml o 3000-4000 mU/L.
In corso di iperprolattinemia, qualunque ne sia
l'origine, è frequente una ipertricosi ed un defluvio in
telogen, forse per attivazione da parte della prolattina
della 5 alfa reduttasi. L'iperprolattinemia può essere
iatrogena (da estrogeni, da psicolettici etc.),
funzionale (da stress, da allattamento etc), da adenoma
ipofisario. La probabilità di un adenoma ipofisario è
direttamente correlata con i valori della
iperprolattinemia. Valori di prolattina > 200 ng/ml o
5.000 mU/L, al di fuori della gravidanza e
dell'allattamento, sono quasi invariabilmente associati
alla presenza di un adenoma ipofisario e valori fra 100
e 200 ng/ml o 2.000 - 5.000 mU/L sono da ritenere assai
sospetti. Una iperprolattinemia anamnesticamente non
chiara richiede sempre ulteriori accertamenti
diagnostici.
17 beta estradiolo
In fase follicolinica precoce i valori di 17 beta E
della donna saranno compresi fra 50 -400 ng /L o 29 -
132 pmol/L.
Progesterone
In fase follicolinica precoce
i livelli di progesterone, saranno basali, paragonabili
a quelli del maschio e compresi fra 0,2 - 0,9 ng/ml o <
2 nM/L ma in fase luienica saliranno sopra 8 ng/ml o >
25 nM/L, a dimostrare l'avvenuta ovulazione. Un mancato
rialzo della progesteronemia al 22° - 24° giorno del
ciclo ci farà porre diagnosi di anovulazione.
Cortisolo
Concentrazioni elevate, specie alla sera, orientano per
una sindrome di Cushing. Nella sindrome di Cushing il
cortisolo di base è aumentato ed il ritmo circadiano è
scomparso.
I valori normali alle ore 8 sono compresi fra 0,14 -
0,63 mM/L (160 - 690 nanomoli/L), alle ore 16 fra 0,083
- 0,42 mM/L (50 -250 nanomoli/L), alle ore 20 sono
inferiori al 50% del valore delle ore 8.
Valori di cortisolo bassi o normali associati a
concentrazioni aumentate di deidroepiandrosterone (DHEA)
e di 17 OH progesterone (17 OH P) sono patognomonici di
deficit enzimatico surrenalico (21 o 11 idrossilasi) con
sindrome di virilizzazione.
Ormoni tiroidei (FT4, TSH)
L'ipotiroidismo è frequentemente accompagnato da
ipertricosi.
Si può porre diagnosi di ipotiroidismo dosando l'ormone
stimolante la tiroide (TSH) e gli ormoni tiroidei, in
particolare la tiroxina (T4). Un ipotiroidismo primitivo
è caratterizzato da alti valori plasmatici di TSH e
bassi o normali di T4.
I valori plasmatici normali di T4 sono compresi fra 5 e
12 mg/dl o 65 -155 nanomoli/L; i valori normali di T3
sono compresi fra 115 e 190 ng/dl o 3,54 - 10,16
picomoli/L; i valori normali di TSH sono compresi fra
0,5 e 4 mU/L. Come un ipotiroidismo si ripercuota
sull'apparato pilifero non è chiaro, sappiamo comunque
che il TSH è fattore di liberazione della prolattina
ipofisaria e che un ipotiroidismo (anche latente) si
accompagna quasi costantemente a iperprolattinemia,
inoltre gli ormoni tiroidei modulano la concentrazione
plasmatica della proteina vettrice del testosterone e
degli estrogeni (SHBG) e che questa diminuisce in caso
di ipotiroidismo anche latente (alti valori di TSH e
valori bassi o normali di T4) potendo provocare un
androgenismo cutaneo per aumento plasmatico del
testosterone libero. Inoltre la tiroxina è uno dei
principali stimoli alla produzione di fattore di
crescita epidermico (EGF) che certamente in alcuni
animali, e forse anche nell'uomo, modula la crescita dei
peli.
Terapia delle ipertricosi mediate dall'attività ormonale
Nell'irsutismo idiopatico dovuto ad aumento periferico
di sensibilità agli androgeni, trovano il loro pieno
campo di azione gli antiandrogeni recettoriali,
ciproterone acetato e spironolattone, che agiscono
inibendo il legame del testosterone con il DHT. Questi
vanno sempre associati a terapia contraccettiva per
evitare, in caso di gravidanza, anomalie dello sviluppo
sessuale di un feto maschio.
a) ciproterone acetato (Androcur) 50 - 100 mg al giorno
associati ai primi 10 giorni ciclo di un
estroprogestinico (di solito il Diane).
b) spironolattone (Aldactone) 25 - 100 mg associati agli
ultimi 10 - 16 giorni ciclo di un estroprogestinico (di
solito il Diane).
Androcur, Diane, Aldactone possono tutti essere insieme
associati secondo uno schema ciclico che preveda 10
giorni di Androcur + Diane, un giorno di solo Diane, 10
giorni di Aldactone 100 + Diane, sette giorni di pausa e
ripresa del ciclo.
c) flutamide (Eulexin capsule) 250 - 500 mg al giorno
senza interruzione associato ad uno estroprogestinico
ciclico.
Risultati positivi, ma talvolta solo temporanei, si
hanno dopo 6 - 12 mesi di queste terapie. Dovranno
sempre essere ricordate le controindicazioni generali di
queste terapie: la gravidanza, l'età avanzata > 35 anni
se la donna è fumatrice o ipertesa, precedenti episodi
tromboembolici, insufficienza epatica, sospetto di
neoplasie estrogeno dipendenti.
Nell'iperandrogenismo prevalentemente ovarico
(policistosi ovarica)
1) estroprogestinici, comuni contraccettivi orali:
a) contenenti progestinici a bassa attività androgenica
quali il linesterolo (Lyndiol, Franovul, Minifal) o il
desogestrel (Planum, Practil 21)
b) estroprogestinici contenenti ciproterone come
progestinico: etinilestradiolo 0,035 mcg + ciproterone
acetato 2 mg (Diane).
Nei
difetti della steroidogenesi surrenalica, essenzialmente
deficit della 21-idrossilasi o della 11-beta
idrossilasi, nella forma "tardiva", glicocorticoidi 5 mg
o desametasone 0,25 - 0,5 mg alle ore 23.
Oltre a sopprimere la secrezione di ACTH, e quindi della
sintesi surrenalica di androgeni, i glicocorticoidi
riducono, in parte, anche la steroidogenesi ovarica.
Gli effetti collaterali vengono minimizzati dalla
somministrazione di basse dosi.
Se i livelli plasmatici di DHEA-S si sopprimono, si può
prevedere di ottenere un successo terapeutico nel 50%
dei casi dopo 4 - 6 mesi.
Nell'irsutismo secondario alla assunzione di farmaci,
sospensione degli stessi.
Nell'irsutismo secondario ad endocrinopatie specifiche,
terapia etiologica dove possibile
In caso di iperprolattinemia e di acromegalia rimozione
chirurgica dell'adenoma o bromocriptina.
In caso di distiroidismo questo dovrà essere corretto .
In caso di neoplasie ovariche o surrenaliche la
rimozione delle stesse è spesso curativa anche per
l'ipertricosi.
Nell'obesità, la sola riduzione ponderale può portare ad
un miglioramento dell'irsutismo.
2)
Ipertricosi non mediate dall'attività ormonale
L'ipertricosi è una crescita eccessiva di peli rispetto
all'età del soggetto, o in rapporto alla loro topografia
e si manifesta con lo sviluppo di peli la cui crescita
non è in rapporto agli ormoni (braccia, gambe...) E'
generalmente costituzionale e sembra peggiorare in
seguito all'esposizione solare.
Ipertricosi
congenite diffuse
·
Ipertricosi
lanuginosa congenita
Si
tratta di una affezione rara. Nella maggior parte dei
casi osservati sembra un affezione a trasmissione
autosomica dominante.
Si ritiene sia dovuta ad un difetto della recezione dei
messaggi ormonali.
Clinicamente, al momento della nascita, il bambino
presenta generalmente una peluria piuttosto evidente. I
peli crescono progressivamente e nella prima infanzia
l'insieme della cute viene ben presto ricoperta,
all'infuori dei palmi delle mani e delle piante dei
piedi. I peli sono di tipo terminale, neri e grossi, e
possono misurare fino a 10 cm di lunghezza, le ciglia
sono spesso lunghe e le sopracciglia molto folte.
Durante la pubertà è possibile che i peli sul tronco e
sugli arti diminuiscano ma i peli ausiliari e i peli
della barba manterranno le loro caratteristiche
lanuginose.
In alcune famiglie si sono osservate deformazioni nella
parte esterna dell'orecchio ed affezioni dei denti
(disodontia) collegate all'ipertricosi.
·
Ipertricosi
da sindromi teratogene
·
Sindrome
alcol-fetale
Essa
associa un'ipertricosi ad un ritardo ponderale e
staturale , ad alcuni difetti cardiaci ed alla
formazione di angiomi capillari.
Questa sindrome è stata osservata in alcuni bambini nati
da donne alcolizzate.
·
Ipertricosi
e sindromi malformative
·
Fibromatosi
gengivale con ipertricosi
Questa
sindrome associa una ipertrofia gengivale ad una
ipertricosi degli arti e del viso.
·
Sindrome di
Bernardinelli
Essa
associa un gigantismo ad una lipodistrofia e ad una
ipertrofia muscolare fin dalla prima infanzia.
Sempre nella prima infanzia si sviluppa un'ipertricosi
in particolar modo sugli arti e sulla fronte. Sul piano
biologico è presente un'iperlipemia e diabete.
·
Sindrome di
Hurler e altre mucopolisaccaridosi
L'ipertricosi si sviluppa generalmente durante
l'infanzia sul viso, sul tronco e sugli arti. le
sopracciglia sono folte e spesso avvicinate. Nelle forme
più limitate la crescita dei peli può manifestarsi dopo
la pubertà in maniera molto circoscritta.
·
Sindrome di
Winchester
Questo
raro disordine ereditario è caratterizzato da nanismo,
alterazioni delle articolazioni e da opacità corneali.
La pelle di molte parti del corpo si ispessisce, diventa
iperpigmentata e si ricopre di peli.
·
Il
leprecanismo
L'ipertricosi presente al momento della nascita si
localizza più facilmente sulla fronte e sugli arti.
·
La trisomia
18
E' una
ipertricosi generalizzata di grado variabile presente in
bambini con trisomia 18, in cui le probabilità di vita
sono estremamente ridotte.
·
Sindrome di
Cornelia de Lange
Il
bimbo presenta una microencefalia e una deficienza
motrice. Le sopracciglia sono folte e la fronte è
ricoperta di peli lunghi e sottili. La crescita dei peli
è piuttosto evidente anche nella parte basa della
schiena. Può essere generalizzata.
Ipertricosi circoscritte neviche
·
Nevo di
Becker
si
tratta di una ipermelanosi maculata con contorni
irregolari, localizzata nella maggior parte dei casi,
nella regione scapolare si presenta la prima volta dopo
una esposizione solare nel giovane adulto.
L'istologia corrisponde ad un nevo epidermico e
pilifero, nelle stesse regioni in cui è presente un'iperpigmentazione
si sviluppa una folta peluria ma senza una evoluzione
parallela.
·
La disrafia
spinale (coda di fauno)
Una
ipertricosi della regione lombo-sacrale è in questo caso
spesso associata ad una disrafia spinale.
·
Nevo
melanocitico congenito
Può essere
accompagnato dalla crescita di peli molto grossi, che
spesso sono già presenti alla nascita, e che continuano
a svilupparsi durante la pubertà e più tardi.
·
L'ipertricosi nevoide
La
crescita di peli anomali, per la loro localizzazione, la
loro lunghezza, il loro diametro ed il loro colore,
provoca una lesione localizzata, spesso associata ad
altre malattie neviche.
·
Ipertricosi
lanuginosa acquisita
Si
tratta di una sindrome molto rara (poche decine di casi
nella letteratura) che si manifesta principalmente
nell'adulto, considerando la sua origine
paraneoplastica.
per la
patogenesi Si discute sul ruolo di una molecola presente
durante la vita fetale, prodotta dal tessuto
neoplastico, Questa molecola è forse l'antigene
carcinoembrionale (rilevato nel corso di alcune
osservazioni) oppure un ormone paracrino.
Clinicamente si osserva la comparsa sulla cute glabra di
una peluria e morbida bionda o bianca grigia che può
raggiungere anche parecchi centimetri.
Il viso è il primo ad essere colpito con la comparsa di
una peluria sul naso e sulle palpebre. In seguito essa
si estende fino al collo, al tronco ed agli arti ed
infine in tutto il corpo. Non si verifica nessuna
modificazione delle regioni normalmente pilifere, il cui
colore contrasta con la lanugine bionda. La crescita è
rapida, avviene nel giro di poche settimane. Si
manifesta spesso in associazione con associazioni
mucose, con macule pigmentate, con una lingua rossa
dolorante e con papille ipertrofiche ma anche con
screpolature o ricoperta da uno strato biancastro.
·
Carcinoma
Può
essere riscontrato molti mesi dopo la comparsa
dell'ipertricosi lanuginosa acquisita. Si tratta nella
maggior parte dei casi di un tumore epiteliale (bronchi
e colon) ma sono stati riscontrati anche casi di
carcinomi della vescica, delle mammelle, della
cistifellea, dell'utero, delle ovaie, del pancreas.
Per
quanto riguarda l'evoluzione, nella maggior parte dei
casi il carcinoma è metastatizzato e provoca il decesso
del paziente. In altri casi il trattamento del carcinoma
ha consentito la regressione delle lesioni cutanee.
Ipertricosi iatrogene
Alcuni
agenti terapeutici possono provocare un lento e
progressivo insediamento di un'ipertricosi che colpisce
le estremità, il tronco e talvolta il viso. I peli sono
intermedi, più grossi rispetto alla peluria più sottili
di un pelo terminale. La lunghezza può raggiungere i 3
cm.
Dopo l'interruzione del farmaco è possibile che la
regressione totale si verifichi nel giro di qualche
settimana o in 6 - 12 mesi e si differenzia quindi
dall'irsutismo dovuto ai farmaci che è irreversibile.
Farmaci
Idantoina
L'ipertricosi osservata frequentemene nei bambini
epilettici inizia generalmente 2 ;- 3 mesi dall'inizio
del trattamento. Si manifesta inizialmente sulla parte
volare degli arti ed in seguito sul tronco e sul viso.
Diazossido
Questo
agente iperglicemico provoca ipertricosi generalizzata
nel 50% dei bambini ma è molto rara negli adulti.
Streptomicina
E'
stata rilevata una ipertricosi nei pazienti curati con
la streptomicina per meningite tubercolare. Questo
effetto viene osservato soprattutto nei bambini.
Minoxidil
L'ipertricosi lanuginosa si localizza soprattutto sul
viso e la si osserva in particolar modo nelle donne di
origine mediterranea o di razza nera. Essa regredisce
qualche settimana dopo l'interruzione del trattamento.
Ciclosporina A
Non si
conosce ancora il meccanismo che provoca lo sviluppo di
una ipertricosi con la sua assunzione sistemica,
tuttavia è possibile ipotizzare che l'agente
immunosoppressivo provochi una derepressione di geni
"tricogeni", con formazione di un ormone paracrino (HrGF
?).
PUVA
Terapia - Psoraleni
L'ipertricosi è piuttosto frequente ma rimane
generalmente poco estesa e scompare con l'interruzione
del trattamento.
Ipertricosi metabolica
Porfirie
Nella
porfiria cutanea tarda i soggetti presentano una grave
ipertricosi con peluria piuttosto lunga, folta e nera.
L'ipertricosi delle regioni più esposte è più frequente
nel caso della porfiria eritropoietica.
Inizialmente si osserva la crescita di peli sulla
fronte, successivamente essi si diffondono sulle guance
e sul mento E' possibile riscontare una ipertricosi
anche nel caso della porfiria variegata.
Disturbi della tiroide
L'ipotiroidismo può causare nei bambini un ipertricosi
della schiena e delle parti volari degli arti ed in
particolare nelle zone di mixedema pretibiale.
Disturbi della nutrizione
Nel
bambino, una grave malnutrizione, come nel caso di morbo
celiaco o di mal assorbimento può causare una
ipertricosi diffusa.
L'anoressia mentale è accompagnata nel 20% dei casi da
una peluria sulla faccia sul tronco e sulle braccia.
Ipertricosi acquisita nel corso di AIDS
E'
forse avvicinabile nosologicamente alla ipertricosi
lanuginosa acquisita paraneplastica ed alla ipertricosi
da ciclosporina.
Colpisce principalmente il viso, le ciglia e le
sopracciglia. Le ipotesi avanzate per spiegare la
comparsa dell'ipertricosi in seguito ad infezione AIDS
sono nutrizionali, farmacologiche, paraneoplastiche o
virali. Si è anche discusso sul ruolo di una presenza
troppo elevata di interferone e zinco nel sangue in
alcuni pazienti.
In
pratica di fronte ad una ipertricosi così localizzata
manifestatasi nei bambini, si può ricercare un
disrafismo spinale, un nevo melanocitario congenito e
una ipertricosi nevoide. In caso di affezione diffusa è
necessario eliminare ogni sindrome malformativa, un
origine iatrogena, un disturbo metabolico prima di
arrivare ala conclusione di una ipertricosi lanuginosa
acquisita.
Nell'adulto nel caso di una ipertricosi lanuginosa
localizzata sul viso sarà necessario effettuare una
sierologia HIV dopo aver eliminato una origine
iatrogena. una ipetricosi generalizzata nell'adulto
orienterà la ricerca etiologica verso un origine
farmacologia, metabolica, o paraneoplastica.
La
terapia delle ipertricosi non ormono-mediate sarà
essenzialmente un trattamento "cosmetico" idoneo a
dissimulare o a rimuovere i peli soprattutto dalle parti
visibili: ci si avvale della estirpazione manuale dei
peli, che costituisce un trattamento transitorio
attuabile con vari sistemi.
Per superfici cutanee limitate si può ricorrere alla
elettrodepilazione che rimuove il pelo in maniera
pressoché definitiva.
Riassunto
delle caratteristiche del prodotto
VANIQA 11,5% crema
Eflornitina
1. DENOMINAZIONE DEL
MEDICINALE
Vaniqa
11,5% crema
2. COMPOSIZIONE
QUALITATIVA E QUANTITATIVA
Ciascun
grammo di Vaniqa 11,5% p/p crema contiene 115 mg di
eflornitina (cloruro monoidrato). Per gli eccipienti,
vedere 6.1.
3. FORMA FARMACEUTICA
Crema.
4. INFORMAZIONI CLINICHE
4.1 Indicazioni
terapeutiche
Trattamento dell’irsutismo facciale nelle donne.
4.2 Posologia e modo di
somministrazione
Applicare uno strato
sottile di crema sull’area interessata, pulita e
asciutta, due volte al giorno, ad almeno otto ore di
distanza. Massaggiare a fondo. Per la massima efficacia,
l’area non deve essere detersa entro quattro ore
dall’applicazione. I
cosmetici
(inclusi i protettori solari) possono essere applicati
sull’area trattata, ma non prima di cinque minuti dopo
l’applicazione.
L'efficacia è stata dimostrata esclusivamente per le
aree interessate del viso e sotto il mento.
L’applicazione deve essere limitata a queste aree. Il
prodotto deve essere applicato in modo tale che, dopo il
massaggio, non si notino residui evidenti del prodotto
nelle aree trattate. Negli studi clinici, sono state
utilizzate con sicurezza dosi massime applicate fino a
30 grammi al mese.
Si è notato un miglioramento della condizione entro 8
settimane dall’inizio del trattamento.
Un trattamento continuo può permettere ulteriori
miglioramenti ed è necessario per mantenere gli effetti
benefici.
La situazione può ritornare ai livelli pre-trattamento
entro otto settimane dalla interruzione del trattamento.
Se non si notano effetti benefici entro 4 mesi
dall’inizio della terapia, l’uso dovrà essere
interrotto.
I pazienti possono avere necessità di continuare con
l’uso di mezzi di epilazione (es. rasatura o epilazione
meccanica) in associazione con Vaniqa. In questo caso,
la crema va applicata non prima di cinque minuti dopo la
rasatura o l’uso di altri metodi di epilazione, dato che
altrimenti può determinarsi un aumento delle fitte o
della sensazione di bruciore.
Anziani (> 65 anni): non si richiede alcun
aggiustamento del dosaggio.
Bambini e adolescenti (< 12 anni): la sicurezza e
l’efficacia di Vaniqa non sono state determinate.
Disfunzione epatica/renale: la sicurezza e
l’efficacia di Vaniqa in donne con disfunzione epatica o
renale non sono state determinate.
4.3 Controindicazioni
Ipersensibilità all’eflornitina o a qualunque degli
eccipienti (vedi 6.1).
4.4 Avvertenze speciali e
opportune precauzioni d'impiego
L’eccessiva crescita di peli può dipendere da gravi
malattie non manifeste (es.: sindrome dell’ovaia
policistico, neoplasia androgeno secretiva) o da alcuni
medicinali (es.: ciclosporina, glucocorticoidi,
minoxidil, fenobarbitone, fenitoina, terapia sostitutiva
combinata ormonale estrogeno-androgeno). Questi fattori
dovranno essere considerati per il trattamento medico
complessivo delle pazienti alle quali potrebbe essere
prescritto Vaniqa.
Vaniqa è per il solo uso cutaneo. Evitare il contatto
con gli occhi o le mucose (es. naso o bocca). Si possono
manifestare fitte o sensazioni di bruciore transitori
quando la crema è applicata su cute abrasa o ferita.
Nel caso di sviluppo di irritazione cutanea o di
sviluppo di intolleranza, la frequenza delle
applicazioni deve essere temporaneamente ridotta ad una
volta al giorno. Se l’irritazione persiste, il
trattamento deve essere interrotto e consultato un
medico.
Si raccomanda di lavare le mani dopo l’applicazione del
prodotto.
Dal momento che la sicurezza di Vaniqa non è stata
studiata nelle pazienti con grave insufficienza renale,
si deve essere cauti nel prescrivere Vaniqa a tali
pazienti.
4.5 Interazioni con altri
medicinali ed altre forme d'interazione
Nessuna
nota.
4.6 Gravidanza ed
allattamento
Gravidanza: i dati su un
limitato numero di gravidanze (22) rilevate in corso di
terapia in tutti gli studi clinici indicano che non ci
sono evidenze cliniche che il trattamento con Vaniqa
abbia influenze negative sulle madri o sui feti. Tra le
22 gravidanze occorse durante gli studi, solo 19 si sono
manifestate mentre il paziente stava usando Vaniqa. Tra
queste 19 gravidanze, ci sono stati 9 neonati sani, 5
aborti elettivi, 4 aborti spontanei e un difetto
neonatale (Sindrome di Down in una donna di 35 anni). Ad
oggi, non sono disponibili altri dati epidemiologici di
rilievo. Gli studi animali hanno evidenziato tossicità
riproduttiva (vedi 5.3). Il rischio potenziale per gli
esseri umani non è noto. Perciò, donne in stato di
gravidanza o che abbiano pianificato una gravidanza
devono usare un diverso sistema per trattare i peli
facciali.
Allattamento: non è noto se l’eflornitina sia
escreta nel latte materno. Le donne non devono usare
Vaniqa durante l’allattamento al seno.
4.7 Effetti sulla capacità
di guidare veicoli e sull’uso di macchine
Vaniqa non
è stato studiato circa i possibili effetti sulla
capacità di guidare veicoli o sull’uso di macchinari.
Non si attendono effetti.
4.8 Effetti indesiderati
Le reazioni avverse
cutanee più riportate sono state essenzialmente lievi in
intensità e si sono risolte senza l’interruzione di
Vaniqa o aver instaurato un trattamento medico.
L'effetto indesiderato riportato con maggiore frequenza
è stato l'acne, in genere lieve. Negli studi controllati
con il solo veicolo (n= 594), l'acne è stato rilevato al
basale nel 41% dei pazienti; il 7% delle pazienti
trattate con Vaniqa e l'8% di quelle trattate con il
solo veicolo hanno manifestato un peggioramento della
condizione. Di quelle senza acne al basale, una
percentuale simile (14%) hanno
riportato acne a seguito del trattamento con Vaniqa o
con il solo veicolo.
La seguente lista mostra la frequenza di reazioni
avverse cutanee osservate negli studi clinici, secondo
la convenzione MedDRA. Le convenzioni MedDRA per la
frequenza sono molto comune (> 10%), comune (> 1% e <
10%), non comune (> 0,1% e < 1%), rara (> 0,01% e <
0,1%), o rarissima (< 0,01%), comprese segnalazioni
occasionali. Da notare che in questi trial più di 1350
pazienti sono stati trattati con Vaniqa da sei mesi ad
un anno, mentre solo poco più di 200 pazienti sono stati
trattati con il solo veicolo per 6 mesi. La maggior
parte degli eventi sono stati riportati con frequenza
simile sia con Vaniqa che con il veicolo. Le sensazioni
cutanee di bruciore, puntura, formicolio, l'arrossamento
e l'eritema sono stati riportati con frequenza maggiore
tra i pazienti trattati con Vaniqa rispetto al
trattamento con il veicolo, come indicato dall'asterisco
(*).
Frequenza di reazioni avverse cutanee osservate negli
studi clinici con Vaniqa (secondo la convenzione MedDRA
sulla frequenza).
Disordini della cute e del
sottocutaneo
|
Molto comuni (> 10%) |
Acne |
|
Comuni (> 1% e < 10%) |
Pseudofollicolite della barba, alopecia,
sensazione di puntura cutanea*, bruciore
cutaneo*, secchezza della cute, prurito,
eritema*, formicolio*, irritazione cutanea,
eruzione*, follicolite |
|
Non comuni (> 0,1% e < 1%) |
Peli incarnati, edema del viso, dermatite, edema
della bocca, eruzione papulosa, sanguinamento
cutaneo, herpes simplex, eczema, cheilite,
foruncolosi, dermatite da contatto, disordini
piliferi, ipopigmentazione, arrossamenti cutanei
con sensazione di calore, torpore delle labbra,
dolorabilità cutanea |
|
Rare (> 0,01% e < 0,1%) |
Rosacea, dermatite seborroica, neoplasie
cutanee, eruzioni maculopapulose, cisti cutanee,
eruzioni vesciculobollose, disturbi cutanei,
irsutismo, sensazione di tensione cutanea |
4.9 Sovradosaggio
Data la
minima penetrazione cutanea dell’eflornitina (vedi 5.2),
un sovradosaggio è altamente improbabile. Tuttavia, in
caso di somministrazione cutanea di una dose elevata o
in caso di ingestione accidentale, si deve porre
attenzione agli effetti osservati con dosi terapeutiche
di eflornitina somministrata per via endovenosa (400
mg/kg/die o approssimativamente 24 g/die) nel
trattamento dell’infezione da Tripanosoma brucei
gambiensis (encefalite letargica africana): perdita di
capelli, gonfiore del viso, crisi epilettiche, disturbi
dell’udito, disturbi gastrointestinali, perdita
dell’appetito, cefalea, debolezza, vertigine, anemia,
trombocitopenia, leucopenia.
5. PROPRIETÀ
FARMACOLOGICHE
5.1 Proprietà
farmacodinamiche
Categoria
farmacoterapeutica: altri dermatologici, codice ATC:
D11A X.
L'eflornitina inibisce irreversibilmente l’ornitin-decarbossilasi,
un enzima coinvolto nella produzione dello stelo
pilifero da parte del follicolo. Vaniqa ha dimostrato di
ridurre il tasso di crescita del pelo.
La sicurezza e l’efficacia di Vaniqa paragonata al solo
veicolo è stata valutata in due studi clinici
randomizzati in doppio cieco, in 594 donne con pelle del
tipo I-VI (393 in terapia con Vaniqa, 201 con il solo
veicolo) trattate fino a 24 settimane. I medici hanno
valutato la modificazione rispetto al valore basale su
una scala di 4 punti, 48 ore dopo che le donne avevano
rasato le aree trattate
parti
interessate del viso e sotto il mento, considerando
parametri come la lunghezza dei peli e la loro densità,
e lo scurimento della pelle associato con la presenza di
peli terminali. Un miglioramento è stato osservato a 8
settimane dall’inizio del trattamento.
I risultati combinati di questi due studi sono
presentati sotto:
|
Risultato* |
Vaniqa
11,5% crema |
Veicolo |
|
Chiara/quasi chiara |
6% |
0% |
| |