Rubrica a cura di Ilaria Frisoni
 

 

Per un pelo

Preferisco praticare intramuscolari alle signore anziane: mentre armeggiano con la loro abbondante biancheria ho tutto il tempo di prepare con calma la siringa. Le giovani invece mi battono con largo anticipo: scostano la già bassa cintura dei pantaloni e in un lampo presentano un gluteo in impaziente attesa.

 Quello di Vittoria stamani è pieno di follicoliti. “Sa dottoressa, la ceretta...” La ceretta?...Lì? “Certo, ho un po’ di peluria bionda e col tanga al mare si vede, ma la prossima volta voglio che mi segni la  crema che non li fa crescere più....”

..........Anche in Italia, sebbene un tantino in sordina, comincia a dilagare l’effetto-brazil, ovvero depilazione che non lascia praticamente nulla sotto gli slip, complici senz’altro i pantaloni a vita bassa e il diffondersi di perizoma e bikini sempre più ridotti. Sospettiamo però che il vero motore che spinge affascinanti fanciulle e insospettabili signore a sopportare a denti stretti quest’atroce sofferenza, sia il desiderio di sentirsi desiderabili e soprattutto diverse anche dove, in teoria, dovremmo essere tutte uguali......................

http://donne.virgilio.it/itinerari/wax.html

L’eccessiva presenza di peli sul corpo è un problema molto temuto dalle donne (ma anche da parecchi uomini). Come risolverlo?
L’irsutismo, ossia l’eccessiva presenza di peli sul corpo, può essere provocato da una sovrastimolazione dei surreni, che sotto l’influsso di cattiva alimentazione, fumo e stress liberano ormoni maschili in eccesso.
Per risolvere il problema, si può quindi incominciare cambiando abitudini alimentari e di vita. L'eccesso di stress va combattuto con tecniche di rilassamento, che permettano di tener sotto controllo le emozioni, impedendo che esse scatenino la liberazione di ormoni in eccessiva quantità.
Inoltre si può ricorrere alla somministrazione di alcune erbe medicinali contenenti fitoestrogeni come Serenoa repens, Cimifuga racemosa, Vitex agnuscastus, Galegae officinalis e soya. Ottimi anche gli estratti di Saw Palmetto.
Questo Articolo è stato scritto da Biospazio
http://www.biospazio.it/

Per quanto riconosciuto come tale, il disagio provocato dall'irsutismo, nelle donne che ne soffrono, non è stato oggetto di molti studi. Ciò non toglie che in queste pazienti è piuttosto frequente riscontrare difficoltà alla socializzazione, desiderio di non esporsi agli sguardi e ansia, condizioni che hanno un impatto importante sulla qualità della vita. Si è quindi passati da una visione biomedica del disturbo alla considerazione della funzionalità individuale della persona che ne soffre nella quotidianità, nella produttività, nella stabilità emotiva e nel suo generale stato di benessere.

Questi aspetti sono stati valutati in uno studio italiano pubblicato nel 1993 dalla rivista Postgraduate Medicine durante il quale era stata misurata la qualità della vita di 50 donne irsute e confrontata con quella di un gruppo di controllo omogeneo per variabili sociodemografiche. I dati sono stati raccolti attraverso tre metodi di indagine: una breve lista di problemi psicosociali, una scala di auto-valutazione della sofferenza psicologica e un questionario su argomenti che riguardavano le fobie sociali. Come ci si aspettava, le pazienti irsute manifestavano un livello più alto di ansia e maggiori paure rispetto a situazioni di socializzazione, come feste, ambiente di lavoro, incontri con amici e con estranei.

Risultati analoghi sono stati documentati anche da uno studio più recente che ha riscontrato, sempre con il metodo dell'indagine, un aumentato livello di sofferenza psicologica in 53 pazienti irsute, affette dalla sindrome dell'ovaio policistico (PCOS). L'analisi delle risposte date lasciava emergere la forza delle consuetudini culturali rispetto alla crescita dei peli, e lo stigma che l'eccessiva peluria provocava nelle pazienti.

Tali stati d'animo sono stati osservati anche in altre 30 pazienti sempre affette dalla PCOS. Anche in questo caso le interviste evidenziavano che, unitamente agli altri aspetti della patologia (obesità, anomalie del ciclo mestruale, infertilità), l'irsutismo contribuiva a compromettere la percezione di se stesse come donne e della propria femminilità. Due terzi del campione dichiarava di sentirsi diversa e anormale, nove si sentivano una sorta di fenomeno.

In tutti i casi si osservava quindi una compromissione della qualità della vita che si rivelava nelle paure interpersonali e nella sofferenza psicologica. L'ansia e la fobia provocata dalla socializzazione alimentava questa condizione, rischiando di arrivare a comportamenti paranoici e persecutori.

Sonino N et al. Quality of life of hirsute women. Postgrad Med J. 1993 Mar;69(809):186-9

Kitzinger C, Willmott J. "The thief of womanhood": women's experience of polycystic ovarian syndrome. Soc Sci Med. 2002 Feb;54(3):349-61

Keegan A et al. "Hirsutism": a psychological analysis. J Health Psychol. 2003 May;8(3):327-45

Rabinowitz S et al. Anxiety and hirsutism. Psychol Rep. 1983 Dec;53(3 Pt 1):827
http://www.doctor33.it/

Misurare l'irsutismo 

La difficoltà principale nella misurazione dell'irsutismo è distinguere in modo netto lo stato normale dalla condizione patologica. Negli anni '60 due ricercatori, David Ferriman e J.D. Gallwey, capirono che era fondamentale trovare uno strumento standardizzato che permettesse di fare valutazioni quantitative, più oggettive possibili, per tale patologia. L'obiettivo era elaborare uno strumento che affiancasse l'esperienza clinica dell'osservatore nell'inquadramento della patologia. Le zone interessate dal disturbo non erano sempre le stesse e variavano da donna a donna: alcune potevano essere colpite al volto e al torace, altre nella parte bassa dell'addome o sulle cosce. L'approccio, quindi, fu quello di studiare, su un campione di 430 donne, un certo numero di aree, per ognuna delle quali è stata definita una gradualità del pattern di distribuzione dei peli.

La
scala di Ferriman-Gallwey emersa dall'indagine è uno strumento che valuta la distribuzione e la densità dei peli terminali in 11 distretti corporei, attribuendo a ciascuna area un punteggio e sommando i punteggi delle diverse aree. Il presupposto su cui si fonda il metodo è la verifica di quanto la localizzazione dei peli segua un pattern maschile e quanto sia estesa.
Tale scala è stata successivamente modificata per ottimizzarne l'affidabilità: le zone delle gambe e degli avambracci sono state eliminate in quanto la crescita dei peli appare meno strettamente correlata allo stimolo androgeno.

La scala di Ferriman-Gallwey rimane tuttora il metodo di misura dell'irsutismo più usato e citato negli studi clinici che supporta il giudizio del clinico nella valutazione della patologia. La possibilità di riconoscere il disturbo e di dare una diagnosi di irsutismo il più possibile certa permette di intervenire sulla paziente in modo corretto ed efficace. Tutto ciò consente di distinguere una predisposizione genetica o etnica dalla presenza di condizioni patologiche sottostanti. Quindi solo quando l'inquadramento clinico della condizione è stato definito, anche in termini quantitativi, la paziente può essere avviata verso percorsi terapeutici multimodali che prevedono interventi estetici, chirurgici e farmacologici. Quest'ultimo aspetto della terapia si è rivelato particolarmente importante in tempi recenti, con l'arrivo di un nuovo presidio medico come la crema a base di eflornitina all'11,5%.


Ferriman D, Gallwey JD
Clinical assessment of body hair growth in women.
J Clin Endocrinol Metab. 1961 Nov;21:1440-7

http://www.shireitalia.it/

Spesso l’ipertricosi e l’irsutismo vengono confusi: è necessario distinguere la crescita di peli definitivi (che sono grossi) con una distribuzione di tipo maschile nella donna (irsutismo) dall’eccesso di peli di altra origine (che sono in genere più sottili, l’ipertricosi), sia dal punto di vista filogenetico che per la produzione di androgeni.

L’ipertricosi viene definita come un aumento della pilosità costituita da peli di tipo lanugo o come una pilosità eccessiva, indipendente dagli androgeni con un passaggio da una peluria poco pigmentata verso un eccesso di peli definitivi, lunghi e grossi (con un canale medullare), senza aumento della concentrazione dei follicoli piliferi ma solo con peli più lunghi, grossi e senza la tipica localizzazione maschile.

Il tipo e l’intensità della pilosità normale di una persona dipendono da fattori individuali e famigliari, dall’età e dal sesso, come anche da altri fattori etnologici: per questo motivo non si può stabilire un limite preciso fra pilosità ancora “normale” e ipertricosi.

L’opinione personale ha un ruolo determinante: la vergogna del paziente può essere importante a seconda dell’importanza dell’ipertricosi può generare un sentimento di malattia.

  EPILAZIONE di PELI con LASER  Le 4 fasi del trattamento:

Il concetto della riduzione dei peli tramite terapia laser Nd:YAG o LUCE PULSATA è basata sulla teoria della fototermolisi selettiva.. Quindi se la durata dell'impulso è superiore al tempo di rilassamento termico del follicolo pilifero (approssimativamente tra 3 e 10msec) ma inferiore al TRT della pelle (approssimativamente tra 10 e 50msec) si riesce ad ottenere un danneggiamento selettivo del follicolo attraverso l'assorbimento della luce da parte del cromoforo target (melanina) mantenendo intatto il tessuto circostante.

La penetrazione del raggio laser aumenta all'aumentare della lunghezza d'onda. Le lunghezze d'onda utilizzabili per la depilazione sono comprese tra 600 e 1200nm . Quelle tra 600 e 700nm mostrano il maggior assorbimento da parte della melanina anche se con un danno termico all'epidermide superiore a quello provocato da lunghezze d'onda più lunghe.

Per questo motivo sono preferibili le lunghezze d'onda più lunghe (laser Nd:YAG o Luce Pulsata) che penetrano maggiormente nel derma, riducendo l'interferenza da assorbimento della melanina epidermica.

La durata di ogni singola seduta varia da 10 minuti a 2 ore o più a seconda dell'estensione del campo. Attenzione: durante il trattamento è obbligatorio indossare occhiali di protezione.

Non tutti i peli vengono rimossi in un'unica seduta Dopo la terapia non ci si deve esporre a raggi solari o ultravioletti (solarium) per almeno 2 settimane, o proteggersi con creme a schermo totale. Tutte le comuni attività (sport, lavoro ecc…) sono invece permesse.

L'impulso del laser può distruggere solamente le radici che si trovano nella fase di crescita (anagen). In ogni regione del corpo si trova una percentuale differente di peli in fase di crescita, che si situa in media intorno al 60%. La densità dei peli diminuirà visibilmente dopo un paio di trattamenti ma, per l'eliminazione, sono normalmente necessarie da 3 a 6 sedute, al ritmo di un trattamento ogni 4-6 settimane, raramente di più

APPARECCHIATURA LASER ND YAG Impulso Lungo  

L' eliminazione dei peli superflui è un problema particolarmente sentito sia dal mondo femminile che da quello maschile. In commercio esistono molti trattamenti (con risultati a lungo termine o no come la ceretta, gli epilatori rotanti oppure l' elettrolisi ) ma nessuno è esente da effetti collaterali o riesce a dare i risultati sperati.

ND YAG

Impulso Lungo è un dispositivo medico, che permette l' eliminazione a lungo termine di tutti i peli superflui in pochissimo tempo. Ifatti è un laser Nd:YAG a 1064 nm progettato specificatamente per l'epilazione. Può essere utilizzato con successo anche nel trattamento dei fototipi più scuri e consente trattamenti molto rapidi. Permette un'epilazione anche su zone del corpo difficilmente raggiungibili.

APPARECCHIATURA a LUCE PULSATA  

Creato appositamente per l'uso Dermatologico Vascolare, l'apparrecchiatura trova applicazione sulla maggiorparte dei pazienti affetti da Couperose - Teleangectasie - Peluria superflua e Irsutismo..

E' possibile trattare tutti i fofototipi. Il rischio di bruciature è più elevato con i fototipi più scuri (V-VI)

La grande area dello spot permette trattamenti di epilazione molto veloci anche su grandi aree come schiena e dorso

DEPILAZIONE / EPILAZIONE LASER


:: Spalle
:: Schiena e/o Dorso
:: Torace e Petto
:: Braccia e/o avanbraccio
:: Gambe e/o Cosce
:: Inguine
:: Addome
:: Baffetti
:: Viso e/o Barba
:: Mani e/o Piedi


> Minimo 200,00 euro
> Minimo 350,00 euro
> Minimo 250,00 euro
> Minimo 350,00 euro
> Minimo 400,00 euro
> Minimo 200,00 euro
> Minimo 250,00 euro
> Minimo 100,00 euro
> Minimo 150,00 euro
> Minimo 250,00 euro

http://www.trattamenti-laser.com/costi-prezzi/costi-prezzi.html

Il laser a diodo in medicina e chirurgia estetica

Nell’opinione di due medici italiani, i parametri di riferimento per il miglior trattamento di epilazione con tecnologia laser vanno ricercati nei risultati ottenibili con un particolare laser a diodi che arriva dalla California

del Dr. A. Pulvirenti (Catania) e del Dr. L. Mazzi (Verona)

I trattamenti di epilazione non possono e non devono prescindere da quello che e' la clinica del problema lamentato. e' quindi necessario, prima di iniziare terapie di epilazione e, soprattutto quando ci si trovi di fronte a pazienti con irsutismo e ipertricosi, indagare e valutare le cause che hanno determinato o sostengono il problema, anche con l’aiuto di un endocrinologo e/o di un ginecologo. L’inizio di una eventuale terapia ormonale puo' essere altresi' contestuale all’epilazione, a patto che non siano somministrate sostanze che possono determinare fotosensibilizzazione. In tutti questi anni molti si sono cimentati nell’epilazione laser: medici e non. I risultati, lo sappiamo bene, sono stati spesso lontano dalle aspettative, ma soprattutto poco coerenti con i valori di riferimento dati. I medici, infatti, hanno operato su pazienti che spesso lamentavano problemi, quale l’ipertricosi e l’irsutismo e non solo, e si sono ritrovati a lavorare con tecnologie forse non proprio all’altezza del loro compito.

In risposta a una domanda sempre maggiore di depilazione da effettuarsi, almeno virtualmente in ogni area del corpo, e' arrivata la necessita' di sviluppare un sistema efficace e dai costi contenuti. Fin dalla sua introduzione sul mercato nel 1988 il laser a matrice diodica si e' sempre più affermato come uno dei migliori dispositivi per epilazione. A sei anni di distanza, secondo la nostra esperienza, il laser a diodi LightSheer™ (Lumenis Ltd, Santa Clara CA, USA) ha mantenuto le aspettative e confermato la sua leadership come laser per l’epilazione, sostenuta anche dagli innumerevoli utilizzatori e dalle migliaia di pazienti trattati nel mondo, con eccellenti risultati.

 Il LightSheer™ concentra su di se' i concetti base per ottenere un’efficace epilazione:

• tecnologia a matrice diodica;

• appropriata lunghezza d’onda;

• caratteristiche dell’impulso consono al tipo di trattamento da svolgere e aggiustabile secondo il fototipo di paziente;

• buona misura dello spot con giusta frequenza di ripetizione;

• innovativo ed efficace sistema di raffreddamento;

• ottima ergonomia del manipolo che permette un’azione diretta e calibrabile sull’area da trattare.

Il laser a diodo e' sicuramente il sistema più diffuso per epilazione: efficace in termini di resa energetica, di modeste dimensioni e quindi trasportabile, oltre che affidabile. Nelle sue tre versioni ST, ET e XC il LightSheer™ ha una frequenza di ripetizione da 1 a 2 Hz, dimensioni dello spot da 9mm2 a 12mm2, fluenza variabile da 10J/cm2 a 60J/cm2 e durata dell’impulso da 5msec a 400msec con dispositivo Optipulse™  che permette un’integrazione ottimale tra fluenza, energia e durata dell’impulso.

La durata d’impulso pari a 400msec e' stata sviluppata per poter trattare anche pazienti con fototipo VI, secondo Fitzpatrick.

Anche la superficie utile dello spot (9-12mm2) permette una buona penetrazione nel tessuto del raggio laser (effetto scattering). L’area da epilare e' raffreddata prima, durante e dopo il rilascio dell’energia laser, tramite un cristallo di zaffiro posto nel manipolo attraverso un sistema a contatto (ChillTip™): tale caratteristica rende possibile il trattamento di zone delicate con minor rischio di effetti collaterali e minor fastidio per il paziente, senza sottovalutare il vantaggio di aver costi aggiuntivi per mezzi criogeni di altra natura. Tra le caratteristiche salienti del LightSheer™ e' da annoverare anche la conformazione del manipolo che oltre a raffreddare la cute permette di esercitare una leggera pressione dell’area sede di trattamento.  Tale compressione permette uno scivolamento verso l’alto dei follicoli, che in tal modo si ritrovano più vicini alla punta del manipolo e quindi al raggio laser; inoltre, si determina un’ischemia dei capillari superficiali veicolanti ossiemoglobina, che potrebbero essere un target competitivo con la melanina del follicolo pilifero. La versatilita' e l’economicita' dei costi di gestione oltre all’affidabilita' e alle caratteristiche tecniche del Light-Sheer ™, permettono di trattare pazienti con fototipo da I a VI sec. Fitzpatrick, in ogni area del corpo. I pazienti si presentano a controllo per una seduta di depilazione, solitamente una volta al mese, ma la risposta e' individuale e differente a seconda delle diverse aree trattate, per cui e' normale che all’aumentare del numero delle sedute e a seconda delle diverse zone, gli intervalli tra le sedute possano risultare progressivamente più lunghi.

Ancora, e' da tener conto che, anche il numero totale di sedute per ottenere un risultato soddisfacente e' diverso da parte a parte: più celeri la zona dell’inguine e delle ascelle, con una media di cinque/sette sedute, più lento a rispondere, invece, il viso. In questi sei anni di attivita', i pazienti seguiti in follow-up sono circa 3000 e hanno permesso di definire tale tecnologia come il gold standard per l’epilazione.

Il LightSheer™ concentra su di se' i concetti base per ottenere un’efficace epilazione:

• tecnologia a matrice diodica;

• appropriata lunghezza d’onda;

• caratteristiche dell’impulso consono al tipo di trattamento da svolgere e aggiustabile secondo il fototipo di paziente;

• buona misura dello spot con giusta frequenza di ripetizione;

• innovativo ed efficace sistema di raffreddamento;

• ottima ergonomia del manipolo che permette un’azione diretta e calibrabile sull’area da trattare.

Il laser a diodo e' sicuramente il sistema più diffuso per epilazione: efficace in termini di resa energetica, di modeste dimensioni e quindi trasportabile, oltre che affidabile. Nelle sue tre versioni ST, ET e XC il LightSheer™ ha una frequenza di ripetizione da 1 a 2 Hz, dimensioni dello spot da 9mm2 a 12mm2, fluenza variabile da 10J/cm2 a 60J/cm2 e durata dell’impulso da 5msec a 400msec con dispositivo Optipulse™ che permette un’integrazione ottimale tra fluenza, energia e durata dell’impulso.

La durata d’impulso pari a 400msec e' stata sviluppata per poter trattare anche pazienti con fototipo VI, secondo Fitzpatrick.

Anche la superficie utile dello spot (9-12mm2) permette una buona penetrazione nel tessuto del raggio laser (effetto scattering). L’area da epilare e' raffreddata prima, durante e dopo il rilascio dell’energia laser, tramite un cristallo di zaffiro posto nel manipolo attraverso un sistema a contatto (ChillTip™): tale caratteristica rende possibile il trattamento di zone delicate con minor rischio di effetti collaterali e minor fastidio per il paziente, senza sottovalutare il vantaggio di aver costi aggiuntivi per mezzi criogeni di altra natura. Tra le caratteristiche salienti del LightSheer™ e' da annoverare anche la conformazione del manipolo che oltre a raffreddare la cute permette di esercitare una leggera pressione dell’area sede di trattamento.

Tale compressione permette uno scivolamento verso l’alto dei follicoli, che in tal modo si ritrovano più vicini alla punta del manipolo e quindi al raggio laser; inoltre, si determina un’ischemia dei capillari superficiali veicolanti ossiemoglobina, che potrebbero essere un target competitivo con la melanina del follicolo pilifero. La versatilita' e l’economicita' dei costi di gestione oltre all’affidabilita' e alle caratteristiche tecniche del Light-Sheer ™, permettono di trattare pazienti con fototipo da I a VI sec. Fitzpatrick, in ogni area del corpo. I pazienti si presentano a controllo per una seduta di depilazione, solitamente una volta al mese, ma la risposta e' individuale e differente a seconda delle diverse aree trattate, per cui e' normale che all’aumentare del numero delle sedute e a seconda delle diverse zone, gli intervalli tra le sedute possano risultare progressivamente più lunghi.

Ancora, e' da tener conto che, anche il numero totale di sedute per ottenere un risultato soddisfacente e' diverso da parte a parte: più celeri la zona dell’inguine e delle ascelle, con una media di cinque/sette sedute, più lento a rispondere, invece, il viso. In questi sei anni di attivita', i pazienti seguiti in follow-up sono circa 3000 e hanno permesso di definire tale tecnologia come il gold standard per l’epilazione.

 http://www.lapelle.it/laser/laser_in_chirurgia_estetica.htm

Novita' One Touch, depilazione progressivamente definitiva, la nuova pinza Depilatoria a radio-frequenza.
Facile come una pinzetta efficace come l'elettrolisi!

Facile e' una pinza depilatoria che sfrutta le proprietà di un particolare tipo di radio-frequenza, che applicata al pelo ne provoca la necrosi alla radice e permette di sfilarlo dal follicolo in maniera veloce e semplice.

In questo modo si ottiene una rimozione definitiva e progressiva dei peli superflui veramente indolore, efficace, semplice e delicata.
L'apparecchio Facile può rimuovere anche più di un pelo alla volta. Se usato regolarmente e in maniera corretta il risultato sarà progressivamente definitivo.
I risultati sono soggettivi e possono variare da persona a persona.

http://www.medicosanitari.com/product_info.php?cPath=60&products_id=117&osCsid=91e27524f62c98c0426a4361365f06c0

Anche nei trattamenti di epilazione temporanea, la classica "ceretta", il Centro Epil Specialist offre la massima cura e professionalità.
A partire dalla scelta di oltre 10 differenti tipi di cera:
liposolubili, al titanio, per pelli sensibili e le esclusive cere aromatiche all'anice, alla melissa, al melone e al rosmarino

Per rallentare la ricomparsa dei peli e normalizzare la cute vengono utilizzati prodotti specifici sia in Istituto che a casa.
Gli enzimi proteolitici delle linee
Epil System ed
Multy System inibiscono efficacemente la crescita del pelo; le formulazioni agiscono anche su pelosità di tipo medio.
Una vasta gamma di formulazioni leviganti, lenitive, riequilibranti sono a disposizione dell'Epil Specialist per completare il trattamento di epilazione e restituire
una pelle assolutamente integra, morbida e vellutata.

http://www.epilspecialist.com/epil/epil_temporaneaD.jsp

Kalo Hair Inhibitor è un prodotto contro i peli superflui della canadese Nisim.

E' un prodotto depilazione valido per chi soffre di ipertricosi o semplicemente vuole eliminare i peli superflui.

Si usa dopo la normale ceretta, pinzette, rasoio. Il prodotto penetra nei micropori ed interferisce con la formazione del nuovo pelo. E' a base di zolfo riduttori (impediscono alcuni legami necessari per la crescita dei peli o capelli) ed ingredienti che calmano e idratano la pelle. Più il pelo è sottile (ad esempio quelli del viso delle donne) più il prodotto è efficace. Il prodotto ha superato test sulla sicurezza. I risultati si possono vedere dopo la prima-sesta sessione di rimozione. L' effetto più forte si ha nei follicoli in fase anagen.

Se si usa il kalo hair inhibitor dopo la rasatura l'effetto è il ritardo della crescita e l'assottigliamento, se si usa il prodotto regolarmente si ha un potente effetto inibitore.

http://www.anagen.net/kal.htm

Long Pulse Infra Red) TKS rappresenta la nuova e perfezionata tecnica laser che risolve il problema dei peli superflui.
La nuova tecnica laser LPIR TKS che ottiene ri-sultati nettamente superiori a quelli dei sistemi tra-dizionali (elettrolisi, ago elettrico e altri sistemi laser di concezione obsoleta), non presenta effetti collate-rali come vesciche e scottature e semplifica in modo sostanziale la procedura operativa.

Questo trattamento è l'unico con il brevetto della Selettività Termocinetica (ThermoKinetic Selectivity) ed è il principio grazie al quale si ottiene la distruzio-ne dei follicoli piliferi senza arrecare danni alla pelle. Il bersaglio (follicolo pilifero)
viene riscaldato dall'energia del laser as-sorbita in modo selettivo fino alla irreversibi-lità del danno termico. I tessuti circostanti non subiscono alterazioni poichè il tempo di esposizione al laser è sufficiemente lungo (20 ms) da consentire alle strutture tissutali attraversate dalla radiazione di disperdere il calore. L'unico sistema in grado di utiliz-zare tale principio è il laser PhotoGenica LPIR TKS prodotto dalla Cynosure Inc.

http://www.ladyb.it/Home.htm

Finishing Touch è il nuovo rasoio dal design compatto e sottile che cancella istantaneamente e in modo del tutto indolore i peli superflui.
E’ studiato per rimuovere con precisione i peli superflui anche nelle zone più delicate, ed è in grado di eliminare persino i peli più resistenti.
Il segreto è la micro-tecnologia che cancella letteralmente i peli, in modo pulito e silenzioso.
Depilare la zona bikini con il rasoio tradizionale causa irritazioni della pelle. Grazie a Finishing Touch, invece, potrete rimuovere i peli superflui senza alcuna irritazione della cute: è completamente sicuro anche sulla pelle più sensibile.
Può essere usato anche per eliminare i peli superflui sopra le labbra, sul mento, e il suo design compatto e discreto lo rende adatto per essere riposto nel portafoglio o nella trousse del trucco.
Inoltre con Finishing Touch potrete anche delinare perfettamente le sopracciglia grazie alla guida specifica.
E’ ideale per tutta la famiglia

http://www.puntoshop.tv/ita/prodotti.asp?expanded=false&idcat=39&op=137

EPILAZIONE DEFINITIVA NATURALE

Intelligente, efficace ed affidabile
Metodo naturale al 100% poichè viene eseguita senza macchinari é veramente possibile ?
È POSSIBILE...! Ma solamente a certe condizioni che è imperativo precisare in anticipo, per mezzo di un colloquio-bilancio sullo stato del vostro sistema pilifero.
Questo tipo di depilazione riguarda solo persone con reali problemi di eccesso di pelosità e di inestetismo. In più, questo metodo di depilazione richiede molto rigore e serietà durante il programma: solo una persona molto motivata vi potrà accedere. I trattamenti che noi Vi proponiamo in questo tipo di programma sono vere ed autentiche “trattamenti depilatori“. Ed è per questo che noi non eseguiremo mai questi trattamenti senza averne prima valutato la affidabilità nel Vostro caso preciso, soggettivo ed esclusivo.
ConfidateVi con la Vostra estetista Bionatural per sapere se il Vostro problema si può avvalere o no di questo metodo. Per una “depilazione intelligente“, Vi propone dapprima di definire lo stato del Vostro sistema pilifero.

Di norma, si presentano questi due casi:
1. La pelle che non è stata mai aggredita … (mai il rasoio o creme depilatorie o depilazioni anarchiche).
Questo è il caso delle ragazze o delle giovani donne. Ed in questo caso, la soluzione ed il successo della depilazione sono agevolati.
La depilazione ed il mantenimento, se correttamente eseguiti, saranno la garanzia del risultato.
Saranno necessarie da 7 a 9 sedute nell’arco di 12 - 15 mesi.


2. La pelle già aggredita molte volte da diversi tipi di estirpazione dei peli ed una riscrescita di questi in tutte le direzioni, lascia segni e reazioni …
In questo caso la soluzione è più complicata ed ogni fase della depilazione, essendo ancor più importante del problema stesso, è più complessa.
La ricerca del risultato impone più serietà e rigore, sia durante i trattamenti in istituto sia nei trattamenti a domicilio. Saranno necessarie 10 - 12 depilazioni in 18 mesi Sono trattamenti naturali al 100 %, senza alcun apparecchio.
NON ASPETTATE L’ULTIMO MINUTO ! … prendete subito un appuntamento con la Vostra estetista Bionatural per redigere un “bilancio pre - depilazione“

http://www.bionatural-italia.it/Ita/epildef.html

Patologie iatrogene

Irsutismo
(a cura della Dott.ssa Cinzia Cupani, Dipartimento Sperimentale e Clinico di Medicina e Farmacologia, Università degli Studi di Messina).

  • Betametasone (Bentelan, Celestone)
  • Carbamazepina (Tegretol)
  • Ciclosporina (Sandimmun)
  • Cortisone (Cortone Acetato)
  • Danazolo (Danatrol)
  • Desametasone (Decadron, Desalark, Desametasone Fosfato Biologici, Luxazone, Megacort, Soldesam Fte)
  • Diazossido (Hyperstat, Proglicem100)
  • Etosuccimide (Zarontin)
  • Fenitoina (Aurantin, Dintoina)
  • Idrocortisone (Colifoam)
  • Isotretionina (Isotretin Stiefel, Isotrex,Roaccutan)
  • Levonorgestrel (Mirena, Norlevo)
  • Medrossiprogesterone (Depo-provera, Farlutal, Provera)
  • Metilprednisolone (Advantan, Asmacortone,Depo-Medrol, Esametone, Medrol, Metilbetasone, Solu-Medrol, Supresol, Urbason)
  • Nandrolone Decanoato (Deca-durabolin)
  • Prednisolone (Soludacortin)
  • Prednisone (Deltacortene)
  • Progesterone (Crinone, Esolut, Progestogel, Progestol, Prometrium, Prontogest)
  • Spironolattone (Aldactone, Spiroderm, Spirolang, Uractone)
  • Tacrolimus (Prograf)
  • Triamcinolone (Ipercortis, Ledercort P8)

http://www.farmacovigilanza.org/patologie_iatrogene/086.htm

L’irsutismo: una indicazione all’uso degli inibitori della 5alfa-reduttasi 

Dott. E. Arvat Dott. S. Bellone Dott. M. Maccario Dott. S. Grottoli Dott. M. Tagliabue

L’irsutismo può essere definito come una sindrome clinica caratterizzata da un eccesso di peli in zone dove abitualmente non sono presenti nella donna o lo sono solo in lieve misura.

L’irsutismo è influenzato da fattori genetici e razziali e la sua diagnosi è in parte determinata culturalmente: infatti, questa condizione è accettabile in alcune società e molto meno in altre, poiché le donne spesso identificano un quadro di irsutismo anche lieve con la perdita della propria femminilità.

Tale condizione clinica, peraltro solo raramente causata da gravi malattie, è comunque espressione di una aumentata secrezione e/o di un alterato metabolismo degli androgeni, ovvero degli ormoni maschili, prodotti anche dall’organismo femminile (ghiandole surrenaliche, ovaie).

Un ruolo importante nella regolazione della crescita dei peli e quindi nello sviluppo dell’irsutismo è svolto dall’enzima 5alfa-reduttasi, presente a livello della cute, che trasforma il testosterone in diidrotestorenone (DHT), responsabile della crescita pilifera.

In alcune forme di irsutismo, in particolare quelle "familiari", l’attività di questo enzima è aumentata con un accrescimento delle concentrazioni cutanee di DHT e delle concentrazioni ematiche dell’ormone che rappresenta il prodotto finale del metabolismo del testosterone: l’alfa-diolo-glicuronide, oggi comunemente dosabile a livello ematico.

Risulta pertanto chiaro come in tale condizione patologica possa essere di aiuto l’uso di farmaci che inibiscano l’attività di questo enzima, riducendo i livelli cutanei di DHT e quindi la spinta alla crescita pilifera.

Studi sperimentali hanno in questi anni dimostrato che i farmaci inibitori della 5alfa-reduttasi sono efficaci nel trattamento dell’irsutismo al pari di altri farmaci "antiandrogeni", ma sono particolarmente efficaci nelle pazienti irsute con elevata conversione cutanea di testosterone a DHT, alterazione documentata da livelli particolarmente elevati nel sangue dell’ormone alfa-diolo-glicuronide.

E’ importante ricordare tuttavia che questi farmaci possono determinare un alterato sviluppo dei genitali maschili nei feti maschi; pertanto, il loro utilizzo deve sempre essere associato, in donne fertili, a presidi anticoncezionali (estro-progestici, IUD).   

http://www.cidimu.it/home/art.asp?spec=end&id=1939

I farmaci antiandrogeni nell'irsutismo

Si definisce irsutismo la condizione caratterizzata dall'eccessiva crescita dei peli terminali e disposti in aree dove il loro sviluppo è minimo o assente.
Per ipertricosi s'intende invece un aumento del numero dei peli nelle zone dove crescono normalmente i peli.
Nella maggioranza dei casi, l'irsutismo è una patologia idiopatica, caratterizzata da un'aumentata sensibilità della cute agli androgeni.
Nell'irsutismo secondario, alcune malattie endocrine (ovaio policistico, malattia di Cushing, acromegalia, tumori surrenalici ed ovarici) provocano un aumento della produzione di androgeni.
L'irsutismo iatrogeno è prodotto da farmaci come anabolizzanti, androgeni, corticosteroidi.
Prima di instaurare una terapia è opportuno accertarsi che alla base non ci sia un tumore. Qualora venisse confermata la presenza di un tumore è necessario procedere alla sua asportazione.
I farmaci indicati per il trattamento dell'irsutismo sono gli estroprogestinici ed i farmaci antia-androgeni (Ciproterone, Flutamide) da assumere per 6-12 mesi.
Da tenere presente che i farmaci anti-androgeni possono causare femminilizzazione del feto maschio nel caso in cui la donna assuma questi farmaci all'inizio della gravidanza.

http://www.xagena.it/news/e-endocrinologia_it_news/82f292a22966b857d968fb578ccbead9.html

INQUADRAMENTO NOSOGRAFICO DELLE IPERTRICOSI
dott. Andrea Marliani
Firenze

Parliamo comunemente di ipertricosi per indicare qualsiasi situazione in cui esista un oggettivo, o anche solo soggettivo, eccesso di peli.
Poiché la crescita dei peli "testoidi" è abbonante e tipica nel sesso maschile, l'ipertricosi, per definizione, riguarda esclusivamente il sesso femminile.
In senso stretto si definisce ipertricosi l'eccesso di sviluppo dei peli nelle regioni in cui questi sono normalmente presenti nella donna. Il termine irsutismo indica la comparsa di pelosità nelle zone normalmente glabre nella donna, quando poi questa pelosità è notevole, al punto da ricordare quella maschile, si parla di virilismo pilifero.
Lo sviluppo del sistema pilifero è influenzato da fattori genetico-razziali. L'incidenza della ipertricosi è insignificante nella razza gialla ed in quella nera, è poco comune nel Nord Europa, mentre è molto frequente nei popoli che originano dal bacino mediterraneo.
La diagnosi di ipertricosi è in gran parte determinata culturalmente: questa condizione è accettabile in certe società ed inaccettabile in altre (dove le donne vedono in una ipertricosi, anche minima, una grave perdita di femminilità). L'ipertricosi raramente è causata da malattie gravi, nella maggior parte dei casi rappresenta la manifestazione clinica di disordini funzionali di differente tipo; inoltre lo stesso tipo di disordine può provocare una grande variabilità individuale in termini di distribuzione clinica dei peli e sintomi clinici associati. Anche i parametri ormonali possono cambiare spontaneamente durante il follow-up clinico delle pazienti, in relazione a modificazioni di secrezione, metabolismo e meccanismo d'azione degli androgeni. Pertanto, anche se la classificazione etiologica delle ipertricosi può sembrare semplice, definire una paziente "ipertricotica" sulla base dei parametri biochimici a nostra disposizione è il più delle volte impossibile.

1) Ipertricosi mediate dall'attività ormonale

Gli androgeni sono capaci di stimolare l'accrescimento dei peli sessuali. Nella donna le sorgenti di androgeni sono molte e diverse. Il testosterone (T) proviene soprattutto dalla conversione periferica di altri precursori steroidei (in particolare androstenedione) ed in minore misura dalla secrezione ovarica e surrenalica. Il diidrotestosterone (DHT) proviene interamente dalla conversione periferica di androstenedione e testosterone essendo la sua secrezione ghiandolare irrilevante in condizioni fisiologiche. Androstenedione, deidroepiandrosterone (DHEA) ed androstenediolo provengono invece in gran parte dalla secrezione ovarica e surrenalica ed in minor misura dalla trasformazione periferica di precursori. Il deidroepiandrosterone solfato proviene solamente dalla secrezione surrenalica (DHEAS).
L'origine di alcuni androgeni ed i loro livelli circolanti cambiano in funzione del periodo mestruale (la secrezione ovarica di androgeni è massima nella fase follicolare tardiva). Per tale ragione il migliore momento per il campionamento è nel 2° giorno del ciclo. Tutti gli androgeni vengono secreti episodicamente e molti di essi posseggono un ritmo circadiano. Nel sangue alcuni androgeni (T e DHT per es.) circolano legati ad una globulina specifica (che possiede alta affinità ma scarsa capacità di legame) detta sex hormone binding globulin (SHBG) altri sono legati debolmente alle albumine (a grande capacità e bassa affinità).
Uno degli aspetti chiave del meccanismo d'azione degli androgeni nell'irsutismo è il loro metabolismo a livello delle strutture bersaglio. Solo una piccola parte del DHT circolante proviene dal metabolismo tissulare del testosterone, mentre la maggioranza proviene da conversione epatica. Lo stesso si verifica per il 5alfa-androstan-3alfa-17beta-diolo, metabolita del DHT.
Da questo risulta che diidrotestosterone e 3alfa-diolo circolanti non possono essere in nessuna maniera spia umorale della attività metabolica dei tessuti bersaglio degli androgeni. Al contrario il 3alfa-diolo glicuronide circolante proviene in larga misura dalla conversione del DHT, più precisamente 50% nei maschi e quasi 100% nelle femmine. Di conseguenza il 3alfa-diolo glicuronide può essere considerato il marker biochimico più preciso della attività androgenica a livello dei bersagli nella donna ed il marker biochimico dell'irsutismo. Riscontrare elevati livelli ematici di 3alfa-diolo glicuronide nella donna equivale a porre diagnosi di ipertricosi o irsutismo ormonale. D'altra parte, poiché questo androgeno è espressione dell'ipermetabolismo androgenico a livello cutaneo, il riscontri di livelli elevati di 3alfa-diolo glicuronide non fa porre alcuna diagnosi etiologica, equivale solo alla constatazione clinica della presenza dell'aumento di peli ma indica che questa è mediato da attività ormonale periferica.
La determinazione degli androgeni nel sangue è di scarsa utilità ai fini della diagnosi in caso di ovaio policistico o irsutismo idiopatico.
Fatta eccezione per i tumori, le iperplasie surrenaliche congenite e l'ovaio policistico è spesso molto difficile stabilire l'origine dell'iperandrogenismo in corso di ipertricosi o di irsutismo.
Tutti i disordini associati ad irsutismo o a virilismo della corteccia surrenale si accompagnano ad un aumento di 17 ketosteroidi ricordiamo che questi composti sono così chiamati perché hanno un gruppo chetonico in posizione 17 e sono neutri, pertanto il testosterone non è incluso tra di essi.

L'anamnesi sarà spesso molto orientativa per la patogenesi di una ipertricosi.
Una ipertricosi in una donna in età riproduttiva con ciclo mestruale regolare difficilmente sarà sostenuta da un disturbo ormonale.
Mestruazioni abbondanti o vere menorragie faranno pensare a cicli anovulatori.
La presenza di sindrome premestruale farà sospettare una insufficienza progestinica.
Un irsutismo con note di mascolinizzazione, defluvio androgenetico incipiente e amenorrea farà sospettare un deficit surrenalico congenito.
Un irsutismo con nette note di virilismo insorto rapidamente in una donna nella terza quarta decade di vita sarà orientativo per una patologia neoplastica.

Principali cause ormonali di ipertricosi ed irsutismo

·        idiopatico

aumento di sensibilità agli androgeni
sottili alterazioni ovariche o surrenaliche

·        malattie ovariche

policistosi ovarica
tumori producenti androgeni

·        malattie surrenaliche

sindrome di Cushing
tumori producenti androgeni
iperplasia surrenalica congenita

·        iatrogeno

anabolizzanti
glicocorticoidi
progestinici androstanici

·        endocrinopatie

iperprolattinemia
acromegalia
ipo-ipertiroidismo
obesità

In caso di ipertricosi, irsutismo o virilismo ormonale proponiamo i seguenti esami di base da eseguirsi in fase follicolinica precoce del ciclo (entro il 7° giorno) quando tutti gli ormoni interessati hanno valori vicini ai basali:
3 al-diol-g, FSH - LH, cortisolo, androstenedione, 17 OH progesterone, testosterone, prolattina, 17 beta estradiolo, progesterone.In fase luteinica verrà poi ripetuto il dosaggio del progesterone.In qualunque momento del ciclo sarà possibile dosare DHEA-S, cortisolo, fT4 e TSH.

3 alfa-diolo glicuronide (3 al-diol-g)
Valori serici elevati di 3 al-diol-g fanno porre inequivocabilmente diagnosi differenziale fra ipertricosi mediata da attività ormonale e ipertricosi non mediata da attività ormonale.
Purtroppo attualmente questo dosaggio non può essere fatto in modo routinario ma solo come sofisticata indagine di ricerca e, per quanto ne sappiamo, nessun laboratorio è in grado di dosarlo correntemente.

Gonadotropine (FSH - LH)

I valori normali plasmatici di FSH ed LH nella donna in fase follicolare vanno da 5 a 25 U/L. Il rapporto tra le due gonadotropine in questa fase è normalmente di 2/1.
Elevati tassi plasmatici di gonadotropina luteinizzante (LH) con gonadotropina follicolo stimolante (FSH) normale o diminuita, congiuntamente ad elevata concentrazione di androstenedione, orienta verso la sindrome dell'ovaio policistico.

Deidroepiandrosterone solfato (DHEA-S)
Il deidroepiandrosterone solfato è un debole androgeno secreto quasi esclusivamente dal surrene (99%). Circola nel sangue legato alla albumina.
Nella donna i valori plasmatici normali di DHEA-S sono compresi fra 2,1 - 8,8 mM/L e diminuiscono dopo la menopausa scendendo nettamente sotto 0,3 -1,6 mM/L.
Tassi plasmatici compresi fra 15 - 30 mM/L orientano verso una diagnosi di iperandrogenismo normosurrenalico, se associati ad ipercortisolemia orientano verso una sindrome di Cushing, se superiori a 50 - 100 mM/L verso una patologia tumorale, se associati infine ad aumento dei tassi di 17 OH progesterone ed ipocortisolemia verso una carenza enzimatica congenita.

Delta 4 androstenedione (D4 A)
Questo ormone è il più' importante androgeno nella donna ed è in gran parte il responsabile nel sesso femminile del defluvio androgenetico e dell'acne e dell'irsutismo.
Deriva per il 50% dalla secrezione ovarica, per il 30% dalla secrezione surrenalica e per la quota restante dalla trasformazione periferica di precursori. L'ovaio secerne androstenedione particolarmente nel periodo intermedio e luteinico del ciclo. La produzione di androstenedione può aumentare in premenopausa con conseguente lieve virilizzazione.
Dall'androstenedione ad opera dell'enzima 17 beta idrossisteroido-ossido-reduttasi si forma testosterone. Androstenedione e testosterone rappresentano tappe intermedie della biosintesi degli estrogeni.
I valori normali di androstenedione nella donna sono normalmente compresi fra 1,33 e 5,27 nanomoli/L .
Valori compresi tra 10 e 20 nanomoli/L, associati a gonadotropina luteinizzante (LH) elevata, orientano verso una possibile diagnosi di ovaio policistico. Valori al di sopra di 30 nanomoli/L sono orientativi invece per un tumore surrenalico o ovarico ormonosecernente.

17 OH progesterone (17 OH P)
L'aumento plasmatico di questo ormone al di sopra di 15 nanomoli/L nella donna in fase follicolare, specie se questi tassi elevati si accompagnano a valori alti di DHEA-S e valori bassi o normali di cortisolo, orienta verso la diagnosi di deficit enzimatico surrenalico di 21 o 11 idrossilasi.

Testosterone (T)
I valori normali nella donna sono compresi fra 0,02 - 0,8 ng/ml (0,3 - 3 nanomoli/L) .
Il testosterone si trova nel plasma legato per il 99%, circa, ad una betaglobulina specifica: Sex Hormone Binding Globulin (SHBG). Solo la quota libera è metabolicamente attiva.
Poiché la capacità di legame della SHBG per il testosterone è intorno a 14 ng/ml, quindi ben superiore alla testosteronemia, il dosaggio dell'ormone libero è praticamente inutile e questo sarà' sempre frazione costante dell'ormone totale.

Prolattina (PRL)
I valori normali nella donna sono intorno a 9-20 ng/ml o 75 - 504 mU/L e salgono nel corso della gravidanza a 150 - 200 ng/ml o 3000-4000 mU/L.
In corso di iperprolattinemia, qualunque ne sia l'origine, è frequente una ipertricosi ed un defluvio in telogen, forse per attivazione da parte della prolattina della 5 alfa reduttasi. L'iperprolattinemia può essere iatrogena (da estrogeni, da psicolettici etc.), funzionale (da stress, da allattamento etc), da adenoma ipofisario. La probabilità di un adenoma ipofisario è direttamente correlata con i valori della iperprolattinemia. Valori di prolattina > 200 ng/ml o 5.000 mU/L, al di fuori della gravidanza e dell'allattamento, sono quasi invariabilmente associati alla presenza di un adenoma ipofisario e valori fra 100 e 200 ng/ml o 2.000 - 5.000 mU/L sono da ritenere assai sospetti. Una iperprolattinemia anamnesticamente non chiara richiede sempre ulteriori accertamenti diagnostici.

17 beta estradiolo
In fase follicolinica precoce i valori di 17 beta E della donna saranno compresi fra 50 -400 ng /L o 29 - 132 pmol/L.

Progesterone
In fase follicolinica precoce i livelli di progesterone, saranno basali, paragonabili a quelli del maschio e compresi fra 0,2 - 0,9 ng/ml o < 2 nM/L ma in fase luienica saliranno sopra 8 ng/ml o > 25 nM/L, a dimostrare l'avvenuta ovulazione. Un mancato rialzo della progesteronemia al 22° - 24° giorno del ciclo ci farà porre diagnosi di anovulazione.

Cortisolo
Concentrazioni elevate, specie alla sera, orientano per una sindrome di Cushing. Nella sindrome di Cushing il cortisolo di base è aumentato ed il ritmo circadiano è scomparso.
I valori normali alle ore 8 sono compresi fra 0,14 - 0,63 mM/L (160 - 690 nanomoli/L), alle ore 16 fra 0,083 - 0,42 mM/L (50 -250 nanomoli/L), alle ore 20 sono inferiori al 50% del valore delle ore 8.
Valori di cortisolo bassi o normali associati a concentrazioni aumentate di deidroepiandrosterone (DHEA) e di 17 OH progesterone (17 OH P) sono patognomonici di deficit enzimatico surrenalico (21 o 11 idrossilasi) con sindrome di virilizzazione.

Ormoni tiroidei (FT4, TSH)
L'ipotiroidismo è frequentemente accompagnato da ipertricosi.
Si può porre diagnosi di ipotiroidismo dosando l'ormone stimolante la tiroide (TSH) e gli ormoni tiroidei, in particolare la tiroxina (T4). Un ipotiroidismo primitivo è caratterizzato da alti valori plasmatici di TSH e bassi o normali di T4.
I valori plasmatici normali di T4 sono compresi fra 5 e 12 mg/dl o 65 -155 nanomoli/L; i valori normali di T3 sono compresi fra 115 e 190 ng/dl o 3,54 - 10,16 picomoli/L; i valori normali di TSH sono compresi fra 0,5 e 4 mU/L. Come un ipotiroidismo si ripercuota sull'apparato pilifero non è chiaro, sappiamo comunque che il TSH è fattore di liberazione della prolattina ipofisaria e che un ipotiroidismo (anche latente) si accompagna quasi costantemente a iperprolattinemia, inoltre gli ormoni tiroidei modulano la concentrazione plasmatica della proteina vettrice del testosterone e degli estrogeni (SHBG) e che questa diminuisce in caso di ipotiroidismo anche latente (alti valori di TSH e valori bassi o normali di T4) potendo provocare un androgenismo cutaneo per aumento plasmatico del testosterone libero. Inoltre la tiroxina è uno dei principali stimoli alla produzione di fattore di crescita epidermico (EGF) che certamente in alcuni animali, e forse anche nell'uomo, modula la crescita dei peli.
Terapia delle ipertricosi mediate dall'attività ormonale

Nell'irsutismo idiopatico dovuto ad aumento periferico di sensibilità agli androgeni, trovano il loro pieno campo di azione gli antiandrogeni recettoriali, ciproterone acetato e spironolattone, che agiscono inibendo il legame del testosterone con il DHT. Questi vanno sempre associati a terapia contraccettiva per evitare, in caso di gravidanza, anomalie dello sviluppo sessuale di un feto maschio.
a) ciproterone acetato (Androcur) 50 - 100 mg al giorno associati ai primi 10 giorni ciclo di un estroprogestinico (di solito il Diane).
b) spironolattone (Aldactone) 25 - 100 mg associati agli ultimi 10 - 16 giorni ciclo di un estroprogestinico (di solito il Diane).
Androcur, Diane, Aldactone possono tutti essere insieme associati secondo uno schema ciclico che preveda 10 giorni di Androcur + Diane, un giorno di solo Diane, 10 giorni di Aldactone 100 + Diane, sette giorni di pausa e ripresa del ciclo.
c) flutamide (Eulexin capsule) 250 - 500 mg al giorno senza interruzione associato ad uno estroprogestinico ciclico.
Risultati positivi, ma talvolta solo temporanei, si hanno dopo 6 - 12 mesi di queste terapie. Dovranno sempre essere ricordate le controindicazioni generali di queste terapie: la gravidanza, l'età avanzata > 35 anni se la donna è fumatrice o ipertesa, precedenti episodi tromboembolici, insufficienza epatica, sospetto di neoplasie estrogeno dipendenti.

Nell'iperandrogenismo prevalentemente ovarico (policistosi ovarica)
1) estroprogestinici, comuni contraccettivi orali:
a) contenenti progestinici a bassa attività androgenica quali il linesterolo (Lyndiol, Franovul, Minifal) o il desogestrel (Planum, Practil 21)
b) estroprogestinici contenenti ciproterone come progestinico: etinilestradiolo 0,035 mcg + ciproterone acetato 2 mg (Diane).

Nei difetti della steroidogenesi surrenalica, essenzialmente deficit della 21-idrossilasi o della 11-beta idrossilasi, nella forma "tardiva", glicocorticoidi 5 mg o desametasone 0,25 - 0,5 mg alle ore 23.
Oltre a sopprimere la secrezione di ACTH, e quindi della sintesi surrenalica di androgeni, i glicocorticoidi riducono, in parte, anche la steroidogenesi ovarica.
Gli effetti collaterali vengono minimizzati dalla somministrazione di basse dosi.
Se i livelli plasmatici di DHEA-S si sopprimono, si può prevedere di ottenere un successo terapeutico nel 50% dei casi dopo 4 - 6 mesi.

Nell'irsutismo secondario alla assunzione di farmaci, sospensione degli stessi.

Nell'irsutismo secondario ad endocrinopatie specifiche, terapia etiologica dove possibile
In caso di iperprolattinemia e di acromegalia rimozione chirurgica dell'adenoma o bromocriptina.
In caso di distiroidismo questo dovrà essere corretto .
In caso di neoplasie ovariche o surrenaliche la rimozione delle stesse è spesso curativa anche per l'ipertricosi.
Nell'obesità, la sola riduzione ponderale può portare ad un miglioramento dell'irsutismo.

 2) Ipertricosi non mediate dall'attività ormonale

 L'ipertricosi è una crescita eccessiva di peli rispetto all'età del soggetto, o in rapporto alla loro topografia e si manifesta con lo sviluppo di peli la cui crescita non è in rapporto agli ormoni (braccia, gambe...) E' generalmente costituzionale e sembra peggiorare in seguito all'esposizione solare.

 Ipertricosi congenite diffuse 

·        Ipertricosi lanuginosa congenita

Si tratta di una affezione rara. Nella maggior parte dei casi osservati sembra un affezione a trasmissione autosomica dominante.
Si ritiene sia dovuta ad un difetto della recezione dei messaggi ormonali.
Clinicamente, al momento della nascita, il bambino presenta generalmente una peluria piuttosto evidente. I peli crescono progressivamente e nella prima infanzia l'insieme della cute viene ben presto ricoperta, all'infuori dei palmi delle mani e delle piante dei piedi. I peli sono di tipo terminale, neri e grossi, e possono misurare fino a 10 cm di lunghezza, le ciglia sono spesso lunghe e le sopracciglia molto folte.
Durante la pubertà è possibile che i peli sul tronco e sugli arti diminuiscano ma i peli ausiliari e i peli della barba manterranno le loro caratteristiche lanuginose.
In alcune famiglie si sono osservate deformazioni nella parte esterna dell'orecchio ed affezioni dei denti (disodontia) collegate all'ipertricosi.

·        Ipertricosi da sindromi teratogene

·        Sindrome alcol-fetale

Essa associa un'ipertricosi ad un ritardo ponderale e staturale , ad alcuni difetti cardiaci ed alla formazione di angiomi capillari.
Questa sindrome è stata osservata in alcuni bambini nati da donne alcolizzate.

·        Ipertricosi e sindromi malformative

·        Fibromatosi gengivale con ipertricosi

Questa sindrome associa una ipertrofia gengivale ad una ipertricosi degli arti e del viso.

·        Sindrome di Bernardinelli

Essa associa un gigantismo ad una lipodistrofia e ad una ipertrofia muscolare fin dalla prima infanzia.
Sempre nella prima infanzia si sviluppa un'ipertricosi in particolar modo sugli arti e sulla fronte. Sul piano biologico è presente un'iperlipemia e diabete.

·        Sindrome di Hurler e altre mucopolisaccaridosi

L'ipertricosi si sviluppa generalmente durante l'infanzia sul viso, sul tronco e sugli arti. le sopracciglia sono folte e spesso avvicinate. Nelle forme più limitate la crescita dei peli può manifestarsi dopo la pubertà in maniera molto circoscritta.

·        Sindrome di Winchester

Questo raro disordine ereditario è caratterizzato da nanismo, alterazioni delle articolazioni e da opacità corneali. La pelle di molte parti del corpo si ispessisce, diventa iperpigmentata e si ricopre di peli.

·        Il leprecanismo

L'ipertricosi presente al momento della nascita si localizza più facilmente sulla fronte e sugli arti.

·        La trisomia 18

E' una ipertricosi generalizzata di grado variabile presente in bambini con trisomia 18, in cui le probabilità di vita sono estremamente ridotte.

·        Sindrome di Cornelia de Lange

Il bimbo presenta una microencefalia e una deficienza motrice. Le sopracciglia sono folte e la fronte è ricoperta di peli lunghi e sottili. La crescita dei peli è piuttosto evidente anche nella parte basa della schiena. Può essere generalizzata.

 Ipertricosi circoscritte neviche

·        Nevo di Becker

si tratta di una ipermelanosi maculata con contorni irregolari, localizzata nella maggior parte dei casi, nella regione scapolare si presenta la prima volta dopo una esposizione solare nel giovane adulto.
L'istologia corrisponde ad un nevo epidermico e pilifero, nelle stesse regioni in cui è presente un'iperpigmentazione si sviluppa una folta peluria ma senza una evoluzione parallela.

·        La disrafia spinale (coda di fauno)

Una ipertricosi della regione lombo-sacrale è in questo caso spesso associata ad una disrafia spinale. 

·        Nevo melanocitico congenito

Può essere accompagnato dalla crescita di peli molto grossi, che spesso sono già presenti alla nascita, e che continuano a svilupparsi durante la pubertà e più tardi.

·        L'ipertricosi nevoide

La crescita di peli anomali, per la loro localizzazione, la loro lunghezza, il loro diametro ed il loro colore, provoca una lesione localizzata, spesso associata ad altre malattie neviche. 

·        Ipertricosi lanuginosa acquisita

Si tratta di una sindrome molto rara (poche decine di casi nella letteratura) che si manifesta principalmente nell'adulto, considerando la sua origine paraneoplastica.

per la patogenesi Si discute sul ruolo di una molecola presente durante la vita fetale, prodotta dal tessuto neoplastico, Questa molecola è forse l'antigene carcinoembrionale (rilevato nel corso di alcune osservazioni) oppure un ormone paracrino.

Clinicamente si osserva la comparsa sulla cute glabra di una peluria e morbida bionda o bianca grigia che può raggiungere anche parecchi centimetri.
Il viso è il primo ad essere colpito con la comparsa di una peluria sul naso e sulle palpebre. In seguito essa si estende fino al collo, al tronco ed agli arti ed infine in tutto il corpo. Non si verifica nessuna modificazione delle regioni normalmente pilifere, il cui colore contrasta con la lanugine bionda. La crescita è rapida, avviene nel giro di poche settimane. Si manifesta spesso in associazione con associazioni mucose, con macule pigmentate, con una lingua rossa dolorante e con papille ipertrofiche ma anche con screpolature o ricoperta da uno strato biancastro.

·        Carcinoma

Può essere riscontrato molti mesi dopo la comparsa dell'ipertricosi lanuginosa acquisita. Si tratta nella maggior parte dei casi di un tumore epiteliale (bronchi e colon) ma sono stati riscontrati anche casi di carcinomi della vescica, delle mammelle, della cistifellea, dell'utero, delle ovaie, del pancreas.

Per quanto riguarda l'evoluzione, nella maggior parte dei casi il carcinoma è metastatizzato e provoca il decesso del paziente. In altri casi il trattamento del carcinoma ha consentito la regressione delle lesioni cutanee. 

Ipertricosi iatrogene

Alcuni agenti terapeutici possono provocare un lento e progressivo insediamento di un'ipertricosi che colpisce le estremità, il tronco e talvolta il viso. I peli sono intermedi, più grossi rispetto alla peluria più sottili di un pelo terminale. La lunghezza può raggiungere i 3 cm.
Dopo l'interruzione del farmaco è possibile che la regressione totale si verifichi nel giro di qualche settimana o in 6 - 12 mesi e si differenzia quindi dall'irsutismo dovuto ai farmaci che è irreversibile.

 Farmaci

 Idantoina

L'ipertricosi osservata frequentemene nei bambini epilettici inizia generalmente 2 ;- 3 mesi dall'inizio del trattamento. Si manifesta inizialmente sulla parte volare degli arti ed in seguito sul tronco e sul viso.

 Diazossido

Questo agente iperglicemico provoca ipertricosi generalizzata nel 50% dei bambini ma è molto rara negli adulti.

 Streptomicina

E' stata rilevata una ipertricosi nei pazienti curati con la streptomicina per meningite tubercolare. Questo effetto viene osservato soprattutto nei bambini.

 Minoxidil

L'ipertricosi lanuginosa si localizza soprattutto sul viso e la si osserva in particolar modo nelle donne di origine mediterranea o di razza nera. Essa regredisce qualche settimana dopo l'interruzione del trattamento.

 Ciclosporina A

Non si conosce ancora il meccanismo che provoca lo sviluppo di una ipertricosi con la sua assunzione sistemica, tuttavia è possibile ipotizzare che l'agente immunosoppressivo provochi una derepressione di geni "tricogeni", con formazione di un ormone paracrino (HrGF ?).

 PUVA Terapia - Psoraleni

L'ipertricosi è piuttosto frequente ma rimane generalmente poco estesa e scompare con l'interruzione del trattamento.

 Ipertricosi metabolica

 Porfirie

Nella porfiria cutanea tarda i soggetti presentano una grave ipertricosi con peluria piuttosto lunga, folta e nera.
L'ipertricosi delle regioni più esposte è più frequente nel caso della porfiria eritropoietica.
Inizialmente si osserva la crescita di peli sulla fronte, successivamente essi si diffondono sulle guance e sul mento E' possibile riscontare una ipertricosi anche nel caso della porfiria variegata.

 Disturbi della tiroide

L'ipotiroidismo può causare nei bambini un ipertricosi della schiena e delle parti volari degli arti ed in particolare nelle zone di mixedema pretibiale.

 Disturbi della nutrizione

Nel bambino, una grave malnutrizione, come nel caso di morbo celiaco o di mal assorbimento può causare una ipertricosi diffusa.
L'anoressia mentale è accompagnata nel 20% dei casi da una peluria sulla faccia sul tronco e sulle braccia. 

Ipertricosi acquisita nel corso di AIDS

E' forse avvicinabile nosologicamente alla ipertricosi lanuginosa acquisita paraneplastica ed alla ipertricosi da ciclosporina.
Colpisce principalmente il viso, le ciglia e le sopracciglia. Le ipotesi avanzate per spiegare la comparsa dell'ipertricosi in seguito ad infezione AIDS sono nutrizionali, farmacologiche, paraneoplastiche o virali. Si è anche discusso sul ruolo di una presenza troppo elevata di interferone e zinco nel sangue in alcuni pazienti.

 In pratica di fronte ad una ipertricosi così localizzata manifestatasi nei bambini, si può ricercare un disrafismo spinale, un nevo melanocitario congenito e una ipertricosi nevoide. In caso di affezione diffusa è necessario eliminare ogni sindrome malformativa, un origine iatrogena, un disturbo metabolico prima di arrivare ala conclusione di una ipertricosi lanuginosa acquisita.
Nell'adulto nel caso di una ipertricosi lanuginosa localizzata sul viso sarà necessario effettuare una sierologia HIV dopo aver eliminato una origine iatrogena. una ipetricosi generalizzata nell'adulto orienterà la ricerca etiologica verso un origine farmacologia, metabolica, o paraneoplastica.

 La terapia delle ipertricosi non ormono-mediate sarà essenzialmente un trattamento "cosmetico" idoneo a dissimulare o a rimuovere i peli soprattutto dalle parti visibili: ci si avvale della estirpazione manuale dei peli, che costituisce un trattamento transitorio attuabile con vari sistemi.
Per superfici cutanee limitate si può ricorrere alla elettrodepilazione che rimuove il pelo in maniera pressoché definitiva.

Riassunto delle caratteristiche del prodotto

VANIQA 11,5% crema
Eflornitina

1. DENOMINAZIONE DEL MEDICINALE

Vaniqa 11,5% crema

2. COMPOSIZIONE QUALITATIVA E QUANTITATIVA

Ciascun grammo di Vaniqa 11,5% p/p crema contiene 115 mg di eflornitina (cloruro monoidrato). Per gli eccipienti, vedere 6.1.

3. FORMA FARMACEUTICA

Crema.

4. INFORMAZIONI CLINICHE

4.1 Indicazioni terapeutiche

Trattamento dell’irsutismo facciale nelle donne.

4.2 Posologia e modo di somministrazione

Applicare uno strato sottile di crema sull’area interessata, pulita e asciutta, due volte al giorno, ad almeno otto ore di distanza. Massaggiare a fondo. Per la massima efficacia, l’area non deve essere detersa entro quattro ore dall’applicazione. I cosmetici (inclusi i protettori solari) possono essere applicati sull’area trattata, ma non prima di cinque minuti dopo l’applicazione.
L'efficacia è stata dimostrata esclusivamente per le aree interessate del viso e sotto il mento. L’applicazione deve essere limitata a queste aree. Il prodotto deve essere applicato in modo tale che, dopo il massaggio, non si notino residui evidenti del prodotto nelle aree trattate. Negli studi clinici, sono state utilizzate con sicurezza dosi massime applicate fino a 30 grammi al mese.
Si è notato un miglioramento della condizione entro 8 settimane dall’inizio del trattamento.
Un trattamento continuo può permettere ulteriori miglioramenti ed è necessario per mantenere gli effetti benefici.
La situazione può ritornare ai livelli pre-trattamento entro otto settimane dalla interruzione del trattamento.
Se non si notano effetti benefici entro 4 mesi dall’inizio della terapia, l’uso dovrà essere interrotto.
I pazienti possono avere necessità di continuare con l’uso di mezzi di epilazione (es. rasatura o epilazione meccanica) in associazione con Vaniqa. In questo caso, la crema va applicata non prima di cinque minuti dopo la rasatura o l’uso di altri metodi di epilazione, dato che altrimenti può determinarsi un aumento delle fitte o della sensazione di bruciore.
Anziani (> 65 anni): non si richiede alcun aggiustamento del dosaggio.
Bambini e adolescenti (< 12 anni): la sicurezza e l’efficacia di Vaniqa non sono state determinate.
Disfunzione epatica/renale: la sicurezza e l’efficacia di Vaniqa in donne con disfunzione epatica o renale non sono state determinate.

4.3 Controindicazioni

Ipersensibilità all’eflornitina o a qualunque degli eccipienti (vedi 6.1).

4.4 Avvertenze speciali e opportune precauzioni d'impiego

L’eccessiva crescita di peli può dipendere da gravi malattie non manifeste (es.: sindrome dell’ovaia policistico, neoplasia androgeno secretiva) o da alcuni medicinali (es.: ciclosporina, glucocorticoidi, minoxidil, fenobarbitone, fenitoina, terapia sostitutiva combinata ormonale estrogeno-androgeno). Questi fattori dovranno essere considerati per il trattamento medico complessivo delle pazienti alle quali potrebbe essere prescritto Vaniqa.
Vaniqa è per il solo uso cutaneo. Evitare il contatto con gli occhi o le mucose (es. naso o bocca). Si possono manifestare fitte o sensazioni di bruciore transitori quando la crema è applicata su cute abrasa o ferita.
Nel caso di sviluppo di irritazione cutanea o di sviluppo di intolleranza, la frequenza delle applicazioni deve essere temporaneamente ridotta ad una volta al giorno. Se l’irritazione persiste, il trattamento deve essere interrotto e consultato un medico.
Si raccomanda di lavare le mani dopo l’applicazione del prodotto.
Dal momento che la sicurezza di Vaniqa non è stata studiata nelle pazienti con grave insufficienza renale, si deve essere cauti nel prescrivere Vaniqa a tali pazienti.

4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme d'interazione

Nessuna nota.

4.6 Gravidanza ed allattamento

Gravidanza: i dati su un limitato numero di gravidanze (22) rilevate in corso di terapia in tutti gli studi clinici indicano che non ci sono evidenze cliniche che il trattamento con Vaniqa abbia influenze negative sulle madri o sui feti. Tra le 22 gravidanze occorse durante gli studi, solo 19 si sono manifestate mentre il paziente stava usando Vaniqa. Tra queste 19 gravidanze, ci sono stati 9 neonati sani, 5 aborti elettivi, 4 aborti spontanei e un difetto neonatale (Sindrome di Down in una donna di 35 anni). Ad oggi, non sono disponibili altri dati epidemiologici di rilievo. Gli studi animali hanno evidenziato tossicità riproduttiva (vedi 5.3). Il rischio potenziale per gli esseri umani non è noto. Perciò, donne in stato di gravidanza o che abbiano pianificato una gravidanza devono usare un diverso sistema per trattare i peli facciali.
Allattamento: non è noto se l’eflornitina sia escreta nel latte materno. Le donne non devono usare Vaniqa durante l’allattamento al seno.

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchine

Vaniqa non è stato studiato circa i possibili effetti sulla capacità di guidare veicoli o sull’uso di macchinari. Non si attendono effetti.

4.8 Effetti indesiderati

Le reazioni avverse cutanee più riportate sono state essenzialmente lievi in intensità e si sono risolte senza l’interruzione di Vaniqa o aver instaurato un trattamento medico. L'effetto indesiderato riportato con maggiore frequenza è stato l'acne, in genere lieve. Negli studi controllati con il solo veicolo (n= 594), l'acne è stato rilevato al basale nel 41% dei pazienti; il 7% delle pazienti trattate con Vaniqa e l'8% di quelle trattate con il solo veicolo hanno manifestato un peggioramento della condizione. Di quelle senza acne al basale, una percentuale simile (14%) hanno

riportato acne a seguito del trattamento con Vaniqa o con il solo veicolo.
La seguente lista mostra la frequenza di reazioni avverse cutanee osservate negli studi clinici, secondo la convenzione MedDRA. Le convenzioni MedDRA per la frequenza sono molto comune (> 10%), comune (> 1% e < 10%), non comune (> 0,1% e < 1%), rara (> 0,01% e < 0,1%), o rarissima (< 0,01%), comprese segnalazioni occasionali. Da notare che in questi trial più di 1350 pazienti sono stati trattati con Vaniqa da sei mesi ad un anno, mentre solo poco più di 200 pazienti sono stati trattati con il solo veicolo per 6 mesi. La maggior parte degli eventi sono stati riportati con frequenza simile sia con Vaniqa che con il veicolo. Le sensazioni cutanee di bruciore, puntura, formicolio, l'arrossamento e l'eritema sono stati riportati con frequenza maggiore tra i pazienti trattati con Vaniqa rispetto al trattamento con il veicolo, come indicato dall'asterisco (*).

Frequenza di reazioni avverse cutanee osservate negli studi clinici con Vaniqa (secondo la convenzione MedDRA sulla frequenza).

Disordini della cute e del sottocutaneo

Molto comuni (> 10%)

Acne

Comuni (> 1% e < 10%)

Pseudofollicolite della barba, alopecia, sensazione di puntura cutanea*, bruciore cutaneo*, secchezza della cute, prurito, eritema*, formicolio*, irritazione cutanea, eruzione*, follicolite

Non comuni (> 0,1% e < 1%)

Peli incarnati, edema del viso, dermatite, edema della bocca, eruzione papulosa, sanguinamento cutaneo, herpes simplex, eczema, cheilite, foruncolosi, dermatite da contatto, disordini piliferi, ipopigmentazione, arrossamenti cutanei con sensazione di calore, torpore delle labbra, dolorabilità cutanea

Rare (> 0,01% e < 0,1%)

Rosacea, dermatite seborroica, neoplasie cutanee, eruzioni maculopapulose, cisti cutanee, eruzioni vesciculobollose, disturbi cutanei, irsutismo, sensazione di tensione cutanea

4.9 Sovradosaggio

Data la minima penetrazione cutanea dell’eflornitina (vedi 5.2), un sovradosaggio è altamente improbabile. Tuttavia, in caso di somministrazione cutanea di una dose elevata o in caso di ingestione accidentale, si deve porre attenzione agli effetti osservati con dosi terapeutiche di eflornitina somministrata per via endovenosa (400 mg/kg/die o approssimativamente 24 g/die) nel trattamento dell’infezione da Tripanosoma brucei gambiensis (encefalite letargica africana): perdita di capelli, gonfiore del viso, crisi epilettiche, disturbi dell’udito, disturbi gastrointestinali, perdita dell’appetito, cefalea, debolezza, vertigine, anemia, trombocitopenia, leucopenia.

5. PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: altri dermatologici, codice ATC: D11A X.
L'eflornitina inibisce irreversibilmente l’ornitin-decarbossilasi, un enzima coinvolto nella produzione dello stelo pilifero da parte del follicolo. Vaniqa ha dimostrato di ridurre il tasso di crescita del pelo.
La sicurezza e l’efficacia di Vaniqa paragonata al solo veicolo è stata valutata in due studi clinici randomizzati in doppio cieco, in 594 donne con pelle del tipo I-VI (393 in terapia con Vaniqa, 201 con il solo veicolo) trattate fino a 24 settimane. I medici hanno valutato la modificazione rispetto al valore basale su una scala di 4 punti, 48 ore dopo che le donne avevano rasato le aree trattate

parti interessate del viso e sotto il mento, considerando parametri come la lunghezza dei peli e la loro densità, e lo scurimento della pelle associato con la presenza di peli terminali. Un miglioramento è stato osservato a 8 settimane dall’inizio del trattamento.

I risultati combinati di questi due studi sono presentati sotto:

Risultato*

Vaniqa 11,5% crema

Veicolo

Chiara/quasi chiara

6%

0%