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Piercing

Ha quindici anni e viene in studio sola e spaventata; ha trasgredito ad un divieto della mamma e si è fatta il piercing . Ma perché parla in modo così strano?... Estrae una lingua tumefatta  e dolente , in mezzo alla quale spunta una pallina argentea. Da due giorni non mangia ed evita di parlare simulando un mal di gola . Tutte le sue amiche lo fanno, è di moda, ha speso tutti i suoi risparmi, e non è preoccupata per la lingua, teme invece di dover  togliere il suo bellissimo piercing a causa della complicanza

Piercing: la moda dell'anno


Bucarsi il corpo, come, dove e perche'

Viva il piercing. Una moda che sta spopolando anche da noi e che quest'estate fara' bella mostra sui corpi di uomini e donne, purche' giovani. Una moda, quella di bucarsi su qualsiasi parte del corpo che non siano le orecchie, che sta prendendo sempre piu' piede. Infinite le varianti: al naso, all'ombelico (tra le donne va per la maggiore), alla lingua, alle sopracciglia, ai capezzoli (li portavano cosi' anche gli antichi romani come segno di virilita'), sino - per i piu' stoici - alle parti intime.

Tanto che persino la Mattel aveva deciso di proporre per quest'estate un modello di Barbie con tatuaggi e piercing (facendo poi marcia indietro proprio sul piercing al naso, ma mantenendo invece i tatuaggi). Di origini antichissime, il piercing e' diventato da segno di virilita' e, per certi popoli, di passaggio all'eta' adulta a moda moderna. Oggi lo si fa sia per l'esigenza di differenziarsi dagli altri, esibendo qualcosa di originale, sia per la voglia di scoprire piu' a fondo il proprio corpo.

Il piercing fa male? Molto meno di quanto si creda. Tanto per dire, uno dei piercing piu' scioccanti, quello sulla lingua (ce l'hanno Mel B delle Spice Girls, Janet Jackson e Keith Flint dei Prodigy) e' tra i meno dolorosi in assoluto. Se il piercer e' un esperto sapra' ridurre al minimo il dolore. Bisogna comunque sempre prestare attenzione alle norme igieniche, sia di chi pratica il buco per il piercing, tenendo a mente che per una perfetta guarigione servono dai 6 mesi ad un anno. I gioielli e gli anelli poi devono assolutamente essere in acciaio inox chirurgico, d'oro o di nibiono per prevenire eventuali infezioni o rigetti. Per portare il piercing, infine, bisognera' rispettare delle regole di igiene ben precise, lavandosi e pulendosi spesso la parte interessata e muovendo ogni tanto l'anello per evitare la creazione di crosticine.

http://www.spaziodonna.com/piercing.phtml?f_id

E’ una delle mode del momento, ma sottoporsi a tali trattamenti esige un’ informazione corretta 

Per molti adolescenti di oggi avere un piercing o un tatuaggio vuol dire sentirsi “veramente ok”, essere “trendy”, al passo con la moda. D’altra parte tatuaggi e piercing sono comuni tra le star della musica, della televisione e dello spettacolo, e così sempre più spesso i ragazzi, per emulare i loro divi, intraprendono animate discussioni con i genitori per convincerli ad accontentarli nei propri desideri.

Ci saranno genitori “moderni” che non si sconvolgeranno più di tanto di fronte alla richiesta del giovane, altri che tenteranno in tutti i modi di far cambiare idea al figlio, altri ancora che proibiranno categoricamente una “cosa” del genere!

Come potrebbe agire il ragazzo? Nella migliore delle ipotesi potrebbe ascoltare le ragioni dei genitori e abbandonare l’idea del tatuaggio o del piercing, nei casi peggiori, invece, potrebbe sfidare i genitori e seguire il suo bisogno di trasgressione (perché tale è da considerare).

Sia che siate favorevoli o contrari, una volta che vostro figlio ha manifestato la volontà di sottoporsi a questa specie di “tortura” raccomandategli almeno di muoversi con prudenza e buon senso, nella consapevolezza di ciò a cui potrebbe andare incontro............................Attenzione poi al punto in cui fate il piercing: lingua e ombelico sono parti delicate e a rischio d’infezioni. Ben pochi sanno che alcuni ombelichi non possono essere bucati perché la loro forma non lo consente e che sotto la lingua passano due grosse vene che non bisogna assolutamente toccar

http://www.guidagenitori.it/guidagenitori

Un fenomeno già affermato ma ancora in crescita, avverte l'Eurispes, l'Istituto di studi politici, economici e sociali. Secondo una ricerca svolta su un campione di 3800 studenti italiani tra i 12 e i 18 anni, porta il piercing ben il 25,6 per cento delle ragazze ed il 14,4 per cento dei ragazzi. Il primato va agli adolescenti del Nord-Ovest (26,3 per cneto di applicazioni), seguono quelli del Centro (22 per cento), quelli delle Isole (19,9 per cento), quelli del Sud con il 18,2 (18,2 per cento) e infine quelli del Nord-Est (14,3 per cento

http://notizie.tiscali.it/cronac

Follie? Forme di masochismo? Sembrerebbe proprio di no, almeno stando a tantissimi antropologi culturali che ricordano come l'uomo dipinga, "buchi" e addirittura marchi il proprio corpo dalla notte dei tempi.

Secondo il celebre Claude Lévi Strauss, ad esempio, la prima superficie che l'uomo ha sentito l'impulso di abbellire sarebbe stata il corpo, inteso come involucro della propria persona e mediatore con il mondo esterno.

A conferma dell'antichità di tale pratica vi è il ritrovamento di alcuni utensili di epoca preistorica, usati allo scopo di decorare la pelle. Da non trascurare, poi, i racconti di storici come Erodoto e Plinio il Vecchio, oppure i corpi mummificati rinvenuti in varie parti del mondo, che portano evidenti segni di tatou............................

"Lo scopo principale del piercing, come dei tatuaggi e delle scarnificazioni, delle pitture corporali e delle decorazioni temporanee, è quello di distinguere i ruoli che ogni membro assume all'interno della tribù - si legge in un articolo della rivista Piecing World -. Tutto ciò regola i rapporti tra i vari individui sia nel quotidiano che durante le cerimonie, rendendo immediatamente palese, al solo sguardo, tutta una serie di informazioni sull' individuo, in rapporto al gruppo".

Ma in quali parti del corpo si può applicare il piercing? Praticamente ovunque, dicono gli esperti. Anche se - vale la pena di ripeterlo - bisogna sempre prendere molte preucazioni.

Il posto più comune da forare è il lobo delle orecchie, come è facile da intuire. Ma il piercing più in voga pare sia quello all'ombelico, che era considerato come segno di regalità già dagli gli antichi Egizi. "Si tratta tuttavia di un piercing abbastanza difficile da guarire e conservare - spiegano dalla rivista Piercieng World -. Richiede un grande spirito di cura, dato che può essere facilmente irritato da cinture, da pantaloni troppo alti e stretti, o dal troppo piegarsi e sedersi. Se non site fermamente convinti e non avete intenzione di curarlo come si deve, questo piercing non fa per voi".

Di antica pratica anche il cosiddetto Nipples, (il piercing dei capezzoli), che pare fosse diffuso tra i centurioni romani come segno di virilità e coraggio. Molto "in" anche il tougue (piercing della lingua), che di solito guarisce molto rapidamente ed è uno dei piercing meno dolorosi.

Nella hit parade dei "fori" più popolari c'è indubbiamente anche il piercing alla narice. "Molta gente però non è proprio cosciente dei rischi che può comportare una tecnica sbagliata di installazione -spiegano sulla rivista Piercing World - . Non permettete che vi buchino la narice con una pistola da orecchie, e non usate un comune orecchino".

Se poi qualcuno è disposto a rinunciare ai baci per almeno sei settimane, può sempre decidere di farsi sulle labbra, che durante la guarigione potrebbero gonfiarsi

In ogni caso è bene essere sempre consapevoli dei rischi possibili di rigetto e di tutte le problematiche che potrebbero insorgere. Tra queste ci sono senza dubbio l'epatite B, epatite C, Aids. Ma c'è anche dell'altro: le cardiopatie, per esempio: ultimamente la ormai grande diffusione del piercing ha permesso di rilevare quanto questa pratica possa essere pericolosa per le persone con disturbi congeniti al cuore, difetti alle valvole cardiache (stenosi, insufficienza ecc.), ma soprattutto portatori di protesi valvolare. Per queste persone dunque sarebbe ragionevole rinunciare al piercing.

Oltre alle possibili infezioni si scoprono, a sorpresa, altri pericoli: disturbi visivi, turbe della fertilità e, per le donne, aumento dei dolori mestruali. La causa di tutto questo risiede nel fatto che sull'orecchio ci sono molti punti energetici e una stimolazione continua, come quella esercitata da un orecchino, può scatenare simili effetti indesiderati. Ovviamente questi saranno più forti nei soggetti predisposti.

 http://notizie.tiscali.it/cronaca/speciali/tatoo/origini.html

Una volta che il foro è stato praticato, questo può cambiare la percezione di quella parte del corpo. Un'amico una volta mi ha detto che facendosi praticare il "piercing" ai capezzoli, questi si sono trasformati da piccoli punti piacevoli quando toccati in una zona erotica molto stimolante, collegata direttamente al pene. Dice che il percing dei capezzoli sia la cosa migliore che abbia mai fatto per il suo corpo e la sua vita erotica, e sembrava davvero sincero! Lo stesso vale per il "piercing" nell'area genitale; può davvero rendere il sesso più divertente.

........................ Alcuni praticano il "piercing" per gioco, in modo temporaneo, con aghi molto sottili che sono rimossi alla fine della sessione SM. Questo è fondamentalmente un altro genere di stimolazione sensoriale che alcuni trovano molto piacevole. Gli aghi non fanno esattamente "male", ma certamente si fanno sentire che sono dentro di te, e di sicuro questo fa aumentare il livello dell'endorfina.

......................... Il piercing ai capezzoli può provocare problemi di allattamento? Alcune volte si, alcune volte no; ci sono esperienze in entrambi i casi. Ci sono molti "passaggi" per il latte in un capezzolo, per cui vi sono buone probabilità che l'allattamento non abbia problemi, ma non vi è nulla di certo

http://www.smack.org/freeita/asbfaq/asbfaq11.htm

L'ultimo studio, condotto su 454 studenti americani, rileva il successo del piercing rispetto al tatuaggio, con un 17% di complicanze mediche rilevate dagli adolescenti. Tra queste emorragie, lesioni, cicatrici, infezioni batteriche; la parte del corpo più esposta ad infezioni è l'ombelico, preferito dalle ragazze, e l'orecchio, per i maschi.
Altri recenti studi, puntano l'attenzione sui pericoli connessi al piercing del padiglione auricolare lungo il margine esterno, che, molto spesso, causa pericondrite, l'infezione della cartilagine.
Questa infezione, se non curata adeguatamente, provoca un vero ascesso, fino ad arrivare alla distruzione della cartilagine, per la quale creme ed antibiotici, risultano inefficaci. Altri luoghi pericolosi dove applicare anelli o gioielli sono la lingua, la guancia, l'ombelico ed i genitali. Inoltre, il contatto dell'ornamento metallico con la pelle, ferita e sensibile, provoca irritazioni, prurito ed allergie, mentre l'operazione di inserimento dell'oggetto, quando effettuata in ambienti non sterili, è a rischio di trasmissione di infezioni e malattie come l'epatite B e C.
Per evitare il contagio di malattie ed infezioni, il consiglio è di rivolgersi a strutture certificate ed attraverso l'uso di strumenti monouso.
Invece, per evitare i fenomeni allergici è indispensabile scegliere oggetti fabbricati con leghe che non rilasciano metalli, come l'oro.
La buona qualità del metallo diminuisce notevolmente il rischio di allergie della pelle, già traumatizzata dal foro; anche l'argento e l'oro a bassa caratura vanno evitati, in quanto contengono tracce di nichel. Le zone del corpo a rischio sono l'ombelico e le mucose, come la lingua ed i genitali.

http://www.merqurio.it/news/

MILANO - Niente più piercing né tatuaggi ai minorenni: al massimo, attenzione ragazzi, un orecchino per lobo col permesso dei genitori. Uno scherzo? Neanche per idea: a Milano, grazie a questa delibera che la giunta Albertini voleva portare ieri in consiglio comunale, gli sbarbatelli patiti di spillette e anellini hanno rischiato grosso sul serio.
Alla fine invece, complice un repentino dietro-front della giunta stessa, se la caveranno così: d’accordo, va bene il piercing libero per tutti, ma almeno i tatuaggi per gli under-14 no, per quelli ci vorrà il consenso di mamma e papà.
E questa da oggi, salvo sorprese dell’ultima ora, a Milano sarà legge. Tutto merito dell’assessore al Commercio Roberto Predolin (An). Che c’entra il commercio coi tatuaggi autorizzati? C’entra, perché la delibera in questione è contenuta nel quarto comma del «regolamento attuativo comunale per l’attività degli estetisti», la cui discussione e votazione era prevista appunto ieri a Palazzo Marino.
Senonché, quando i consiglieri di maggioranza e opposizione ne hanno visto il testo, sono rimasti in verità un po’ perplessi: «Non possono essere effettuati procedimenti di piercing e tatuaggio - recitava quella prima versione - su soggetti di età inferiore ai 18 anni».

E proseguiva: «Per i piercing sul lobo dell’orecchio (un piercing per lobo) nei minori è sufficiente il consenso di chi esercita la potestà parentale».
L’assessore Predolin, dal canto suo, lì per lì si è stupito dello stupore altrui. «Il mio intento - ha spiegato - è semplicemente quello di applicare una "linea guida" varata l’inverno scorso dal ministero della Salute, che giustamente si preoccupa di tutelare le persone contro i possibili rischi di infezioni o di lesioni permanenti alla pelle per chi si fa mettere un orecchino o praticare un tatuaggio da personale non adeguatamente qualificato».
Fatto sta che i primi ad annunciare un emendamento, anzi due, sono stati alcuni consiglieri di Forza Italia per la maggioranza. Ipotesi numero uno: far sparire qualunque divieto sui piercing e limitare le restrizioni ai «tatuandi» minorenni, previo permesso genitoriale. Ipotesi numero due: under-18 tatuabili solo dietro consenso, niente tatuaggi del tutto per gli under-14.
Ma anche l’opposizione, naturalmente, è scesa in campo pronta a dar battaglia con tre emendamenti: i primi due, firmati dal verde Maurizio Baruffi, prevedevano o l’abolizione secca di qualunque divieto oppure, in subordine, introduzione di una possibilità di consenso anche ai genitori dei tatuandi quattordicenni.
Terza opzione, firmata da Baruffi insieme col leoncavallino Daniele Farina (Prc): abbassare almeno il «divieto condizionato» da 18 a 16 anni. Alla fine anche all’assessore è venuto in mente che «in effetti i buchi nelle orecchie li fanno ormai da molti secoli anche gli orefici...».
E quindi lui stesso è tornato sui suoi passi, cancellando dal testo definitivo ogni riferimento al piercing e imponendo una sola regola sui tatuaggi, limitata agli under-14: se li facciano pure, ma solo se accompagnati (o in possesso di permesso scritto) dai genitori. Saltato in serata il numero legale, la votazione slitterà ad oggi: ma gli emendamenti nel frattempo sono stati ritirati.
Resta la protesta delle opposizioni per «una regola comunque illegittima, ideologica e soprattutto inutile, cui sarebbe preferibile - insiste Baruffi - una campagna di informazione e prevenzione». Se non altro, comunque, non sono previsti limiti ai disegni da tatuare.

http://www.merqurio.it/news

 

Sirchia mandato i Nas a verificare l'igiene dei laboratori

Muore un ragazzo, piercing sotto accusa

Mauro C., 25 anni, è deceduto per un'epatite: forse per colpa
di un «buco» nella lingua che ha causato un'infezione

MILANO - Piercing sotto accusa dopo la morte di un giovane di 24 anni, Mauro C. La magistratura non ha, almeno per ora, aperto una formale inchiesta sulla morte del ragazzo, che potrebbe essere stata causata da un piercing sotto la lingua, fatto un mese e mezzo fa. Si resta in attesa di conoscere le cause delle morte: lunedì i risultati definitivi dell'autopsia. I primi risultati dell'esame autoptico - come informa una nota dell'ospedale Niguarda - mostrano «un'esofago-gastro-duodenite ulcerativa, epatopatia acuta in paziente leucopenico», in pratica epatite.

SEMBRAVA INFLUENZA - Mauro venne portato una prima volta al pronto soccorso del Niguarda il 26 febbraio (e pare che prima di arrivarci la fidanzata gli avesse tolto il piercing) per quella che sembrava appunto un'influenza violenta. Era tornato a casa ma, il 4 marzo, le sue condizioni erano peggiorate ed era stato riportato in ospedale. Nei giorni successivi, come ha raccontato il padre al «Corriere della Sera», le condizioni sono precipitate, fino alla morte.

CONTROLLI - Il ministro della Salute Girolamo Sirchia, questa mattina, ha dato mandato ai carabinieri dei Nas di avviare controlli in tutta Italia nei laboratori di percing e di tatuaggi. I carabinieri dovranno verificare le condizioni igieniche e la regolaritá degli strumenti utilizzati in questi centri. Il problema restano però i centri irregolari: su 500 regolari ce ne sono almeno 5mila clandestini, ma è difficile avere stime precise. È Giuseppe Serra, presidente dell'Associazione tatuatori italiani riuniti (Atir), a lanciare l'allarme, «C'è un'estrema approssimazione in questo campo: persone che lavorano a casa, centri estetici, profumerie». Colpa soprattutto della mancanza di regolamentazione e della scarsa applicazione, da parte delle Regioni, delle linee guida del ministero della Salute. «Mancano i controlli - lamenta Serra - e non ci sono sanzioni. Non è possibile che per fare qualcosa bisogna aspettare sempre i morti. Noi chiediamo da anni regole precise».

12 marzo 2003

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2003/03_Marzo/12/piercing.shtml

 

Granuloma causato dal piercing

Il mio medico ha riscontrato un granuloma sul naso in seguito ad un piercing e mi ha consigliato di eliminarlo. E' possibile tentare una cura farmacologica o eventualmente cambiare il materiale del piercing (da oro ad acciaio) per ottenere un miglioramento? Come si elimina poi il granuloma se resta anche senza piercing?

RISPOSTA

Il granuloma è una reazione ad un corpo estraneo. Di solito la miglior terapia per eliminarlo è chirurgica oppure con la diatermocoagulazione. La cura farmacologica realmente non è utile. Successivamente sarà il Suo dermatologo a consigliarLe se potrà utilizzare altri tipi di metalli.

Dott.ssa J. Claudatus, Specialista in Dermatologia, Bari

www.e-dermatologia.it

Pustole da piercing

Uno degli effetti del clima estivo può essere il riacutizzarsi di fenomeni allergici o simil-allergici. E’ il caso della dermatite da contatto dovuta al nickel. Questo metallo è ormai ubiquitario, visto che se è intuitiva la sua presenza in gioielli da piercing, fibbie di cinturini di orologi e bigiotteria varia, è presente anche in cosmetici (articoli per il make-up ma anche saponi e detergenti). Quale sia il ruolo del caldo è stato spiegato, assieme ad altri aspetti interessanti, in una recente conferenza stampa. Come ha detto il professor Antonino Di Pietro, dermatologo e presidente dell’ISPLAD (International Society of Plastic and Aesthetic Dermatology) il sudore è uno degli agenti che contribuisce a “liberare” il nickel dalle leghe metalliche, così come dalla matrice degli altri prodotti in cui è contenuto. “Peraltro nel presentarsi della reazione allergica, oltre al contatto con il cinturino dell’orologio o con il detergente conta anche l’esposizione totale cui è soggetta la persona. Infatti il nickel tende ad accumularsi nell’organismo, anche attraverso alcuni alimenti, specie quelli in scatola, e attraverso l’acqua, a causa dell’inquinamento del suolo ma anche della cessione all’acqua del metallo da parte di tubature e condotte”.

http://www.dica33.it/argomenti/dermatologia/pelle/piercing.asp

Piercing per caso

Potrebbe sembrare una moda recente ma in realtà pare che già il pittore olandese Rembrandt nel 1600 abbia fatto ricorso al piercing all’orecchio. E lo stesso Rembrandt è anche il primo esempio di infezioni provocate da un orecchino, visto che l’esame dei molti autoritratti dipinti dal pittore olandese ha fatto ipotizzare a un chirurgo inglese che la deformazione del lobo dell’orecchio sinistro fosse il segnale delle ripetute infezioni provocate dall’orecchino. Già perché i piercing possono essere pericolosi. I patiti di queste mode rischiano di contrarre malattie che vanno dalle infezioni virali alle infezioni batteriche fino alle allergie e ai melanomi. Non è un caso che di recente l’Unione Europea abbia lanciato l’allarme con una ricerca che invitava le autorità competenti in Europa a prendere le contromisure sanitarie appropriate. Sulla stessa lunghezza d’onda è un articolo apparso sulla rivista JAMA, nel quale gli autori si soffermano sui rischi infettivi per il piercing nella porzione superiore dell’orecchio. Il tutto è nato dalla denuncia di molti casi di infezione da Pseudomonas aeruginosa tra i clienti di un chiosco di bigiotteria nell’Oregon. Sette casi di infezioni accertate e 18 sospettate. Dei casi confermati 4 hanno richiesto l’intervento chirurgico con serie conseguenze. 

Se non c’è l’igiene
La dinamica è semplice. I casi riportati dipendono dal mancato ricorso alle pratiche igieniche necessarie nell’effettuare il piercing. E non è da trascurare che siano state fatte in un chiosco e quindi in modo piuttosto occasionale. Normalmente si usano pistole che sparano delle capsuline d’argento e oro, in modo da evitare allergie ai metalli, per preparare la strada, cioè il foro attraverso il quale dovrà essere inserito il piercing di varia foggia e dimensione. Il piercer, colui che effettua l’operazione cioè, dovrebbe utilizzare solo capsule e aghi individuali. Non così è successo negli episodi citati da JAMA, dove, probabilmente, si è fatto ricorso allo stesso dispositivo per centinaia di operazioni. Il problema riguarda in particolare il piercing nella parte superiore dell’orecchio, la cartilagine perciò, perché si tratta di una zona non irrorata. Così se si sviluppa l’infezione batterica dopo l’innesto dell’orecchino gli antibiotici di uso comune potrebbero non essere efficaci, dal momento che non c’è il sangue necessario per trasportare il farmaco a destinazione. Un problema che non si pone, per esempio, per i fori praticati sui lobi. 

Bambini col piercing
Non è il primo studio a sollevare questa preoccupazione. Già un altro, condotto su 454 studenti americani, aveva registrato un 17% di complicanze mediche da piercing, decisamente più che non per i tatuaggi. Si trattava di infezioni batteriche, ma anche di emorragie, lesioni, cicatrici; mentre la parte del corpo più esposta è risultato l’ombelico tra le femmine, e proprio l’orecchio per i maschi. Non solo. Un altro studio del British Medical Journal si è soffermato sui pericoli connessi al piercing del padiglione auricolare lungo il margine esterno, che, molto spesso, causa pericondrite, l’infezione della cartilagine. Si inizia con gonfiore e dolori e, se non curato adeguatamente, provoca un vero ascesso fino ad arrivare alla distruzione della cartilagine. Nel caso ovviamente più estremo, quando antibiotici sistemici e locali risultano inefficaci. Lo studio di JAMA conferma come il ricorso ad antibiotici di uso comune come l’amoxicillina possa risultare vano. Meglio sarebbe il ricorso ad antibiotici più potenti come la ciprofloxacina, peraltro non approvati per l’uso nei minori di 18 anni. Eh sì perché lo studio riguarda pazienti tra i 10 e i 19 anni, quindi non proprio adulti.

Occhio al piercer
Ma l’infezione da Pseudomonas, che in genere si manifesta settimane o mesi dopo il piercing, si può evitare. Se anche non si tratta di un’infezione mortale, infatti, l’esito estetico può essere devastante, visto che può essere necessaria l’asportazione chirurgica. Determinante è l’ambiente igienico in cui si opera dagli strumenti usati alle mani stesse dell’operatore. In Italia, nel 1998, sono state emanate linee guida dedicate ai controlli sanitari sui laboratori che, per i piercer, prevedevano corsi di formazione obbligatori organizzati dalle Regioni (sebbene quasi nessuna li abbia realizzati….). I piercing, infatti, possono essere praticati solo da professionisti in possesso dei requisiti necessari. Meglio perciò non affidarsi a piercer improvvisati anche se spiccatamente artistici. In questo caso, l’arte può nuocere gravemente alla salute.

Marco Malagutti


Fonte
Keene WE et al.
Outbreak of Pseudomonas aeruginosa Infections Caused by Commercial Piercing of Upper Ear Cartilage. JAMA. 2004;291:981-985.


http://www.dica33.it/argomenti/malattie_infettive/generico/piercing.asp

La moda del piercing (dal verbo to pierce: forare) è dilagata anche in Italia, e anche da noi sono decine di migliaia le persone che hanno deciso di farsi "traforare".
Orecchie, ombelico, naso, lingua... i tipi di piercing sono infiniti come possono essere infinite le possibilità di
rischi per la salute.

 

Zone di applicazione

Dolore

Orecchie
(ear)

il padiglione auricolare è tutto coperto da una fila di orecchini, molto diffuso soprattutto fra le ragazze.

medio

Naso
(nostril)

viene applicato un anello in vari punti ai lati del naso. Se si toglie il piercing, il buco tende a richiudersi molto in fretta e non lascia il segno.

medio/alto

Narici
(septum)

viene applicato nella pelle che si trova sotto la cartilagine nasale tra le due narici (tipo "toro")

medio/alto

Ombelico
(navel)

di origine araba ed induista è molto praticato dalle donne.

medio

Lingua
(tongue)

è una sfera metallica che viene inserita nella lingua, anche questo tipo di piercing è molto diffuso.

medio/alto

Labbra
(labret)

posto sulle labbra inferiori o superiori, non è molto diffuso e può provocare gonfiore.

alto

Sopracciglia 
(eyebrow)

è sicuramente uno dei piercing più diffusi.

medio

Capezzolo
(nipples)

dicono che accresca la sensibilità...

alto

Genitali

fra tutti i tipi di piercing è uno di quelli più dolorosi e pericolosi.

altissimo

Denti

lanciato da Madonna il brillantino incastonato nei denti. Può essere praticato solo da un dentista.

alto

http://www.bellezza.it/uomini/est/tatpie/uestpier.html

Branding: il piercing estremo
Nonostante le raccomandazioni di medici e dottori, continua a proliferare la "moda delle mutilazioni". Con esiti sconvolgenti

Nonostante le raccomandazioni di medici e dottori, continua a proliferare la "moda delle mutilazioni". Con esiti sconvolgenti All'inizio c'era il piercing. Oggi la cosiddetta '"moda delle mutazioni" offre ben altri sistemi per dichiarare la propria appartenenza ad un gruppo o per sfida contro le convenzioni. Estremi. Si chiamano branding, scarificazione, implantation. Arrivano dall'America ma cominciano ad essere conosciuti e ricercati anche in Europa e in Italia.

Nel novembre scorso e' finito sui giornali il caso della giovane ragazza tedesca svenuta mentre gli veniva praticato il branding davanti alle telecamere per la registrazione di un talk-show. Fanny, questo il suo nome, 21 anni, si era prestata per farsi marchiare a fuoco a 1200 gradi per quello che doveva essere il primo branding mai trasmesso da un emittente tedesca. Lo show, ovviamente, e' stato sospeso e non andra' in onda e la responsabile e' stata licenziata.

La vicenda e' solo un esempio dell'allargarsi, anche tra le donne, della voglia di "una bella cicatrice". Ma non c'e' solo il branding, chiamato anche "bacio di fuoco", pubblicizzato per la prima volta negli Stati Uniti appena una decina di anni fa dalla rivista "Modem Primitive" e subito esportato anche in Olanda, Germania e Inghilterra (in Italia sono ancora pochi gli studi attrezzati per eseguirlo, ma le richieste sono gia' moltissime).

Tra le pratiche piu' estreme ci sono anche la "scarificazione", cicatrici realizzate "ad arte" col bisturi, e l'"implantation", innesti di perle e gioielli di titanio sotto la pelle. E che questa voglia di masochismo a tutti i costi stia ormai sorpassando ogni limite, anche quelli piu' liberali ed accondiscendenti, lo dimostra la notizia, davvero sconvolgente, uscita sui giornali poche settimane fa.

In Inghilterra un medico scozzese, tale Robert Smith, ha amputato la gamba perfettamente sana a due pazienti cui era stata diagnosticata una sindrome chiamata "body dismorphic disorder". Gli affetti da questa malattia cominciano ad odiare una parte del loro corpo sino a volersene sbarazzare. I due pazienti, un inglese e un tedesco, dopo essere stati curati inutilmente con massicce dosi di Prozac, si sono rivolti al dottor Smith che ha accolto il loro fortissimo desiderio: disfarsi della gamba.

Assolutamente inaccettabile per la medicina, che ha criticato le operazioni (avvenute nel 1997 e 1999 ma rese note solo da poco), ma non per Kevin Wright, uno dei due amputati, che ha dichiarato: "adesso mi sento finalmente un uomo completo". Wright, ed e' questa la cosa piu' inquietante, negli ultimi anni si e' guadagnato da vivere gestendo un sito Internet indirizzato a quanti considerano una fonte irresistibile di desiderio sessuale chi ha subito mutilazioni. Tema portato al cinema da David Cronenberg nel film "Crash" tratto da un romanzo di James Ballard.

E voi, cosa ne pensate della "moda della mutazioni"? Rispondete al nostro sondaggio o dateci un parere in message board.

http://www.spaziodonna.com/piercing.phtml?f_id=5

 

Tutti gli uomini, anche nelle culture più antiche o primitive, hanno sempre cercato di abbellire il proprio corpo per raggiungere degli ideali di bellezza, oppure per motivi psicologici, sociali o religiosi. I primi ornamenti sono state le collane, fatte di fibre vegetali nelle quali venivano infilati artigli di animali feroci.

Le portavano gli uomini, per dimostrare la propria capacità di cacciatori e dunque il loro valore, oppure erano simboli religiosi e di potere. Nel 4-5 mila a.C., anche le donne cominciarono ad indossare degli ornamenti, come ad esempio nella popolazione dei sumeri, ma solo quelle delle classi più elevate.

Nella storia dell’uomo tuttavia, c’è sempre stata la ricerca di ornamenti ‘permanenti’ al proprio corpo, eseguiti mediante marchi, tatuaggi, cicatrici, anelli ed altro impressi o infilati nella pelle. In alcuni casi si è voluto addirittura trasformare il corpo, ad esempio allungandone il collo attraverso la sovrapposizione di collane, oppure allungare con sistemi simili i lobi delle orecchie, restringere il giro vita, accorciare i piedi, circoncidere gli organi genitali ecc.

Tutto questo appartiene alla storia dell’uomo, che però non è così totalmente superata come invece potrebbe sembrare, dal momento che nel tempo in cui viviamo sono ancora di gran moda sia il piercing che il tatuaggio.

Il piercing (dall’inglese to pierce, forare) ha cominciato ad essere praticato negli anni 70/80 negli ambienti punk-underground, nelle comunità omosessuali, tra i praticanti del sado-maso ed i feticisti, insomma tra tutti coloro fortemente propensi ad una vita ‘fuori dagli schemi’.

Nella coppia omosessuale o sado-maso, chi portava il piercing  era solitamente lo "schiavo", ed i suoi anelli ai genitali o ai capezzoli erano il simbolo di sottomissione al "padrone".

Oggi il piercing ‘leggero’ è semplicemente una moda, un modo per comunicare, che interessa persone di differente età, cultura e ceto sociale, anche se a praticarla sono soprattutto i giovani,  che si infilano monili sulle sopracciglia, le labbra, il seno, la lingua, l’ombelico e tante altre parti del corpo, coperte o meno. 

Piercing molto più ‘pesanti’ e dunque completamente fuori dal discorso della tendenza del momento, sono ad esempio il taglio della lingua, in modo da renderla biforcuta ed il dental piercing, con applicazione di capsule d’oro e brillantini, oppure lo scaring (tagli in profondità per ricavare cicatrici indelebili) ed il branding (marchi a fuoco), o il cutting (il corpo viene tagliuzzato). In questo caso si tratta di scelte ‘estreme’: una sorta di acting out, ovvero compiere un atto che esprima e riesca a sedare i pensieri angosciosi che affollano la mente.

 Farsi un piercing piace alle persone perché :

  • consente di raggiungere gli ideali di bellezza dettati dalla moda del momento;

  • suscita stupore e curiosità, catalizzando l’attenzione di chi guarda ed in molti casi crea scandalo;

  • è un modo per essere al centro dell’attenzione, per uscire dall’anonimato, per trasgredire;

  • è un’espressione di ‘diversità’ dalla massa (anche se poi  la moda tende invece ad omologare i comportamenti, rendendo tutti simili nel loro voler essere diversi);

  • è l’affermazione decisa di un diritto di disporre del proprio corpo come della propria identità e della propria vita;

  • può rappresentare un forte impegno con sé stessi a ricordare un’esperienza, un amore, una persona per tutta la vita ;

  • può servire, specie nel piercing ‘pesante’ ad esorcizzare il dolore e la morte e guadagnarsi un pezzo di eternità.

 Spesso il fine del piercing nelle parti intime ha uno scopo funzionale più che di seduzione: si pensa infatti che questo intervento possa aumentare la sensibilità delle parti forate.

In Italia, la pratica del body piercing ‘leggero’ interessa almeno un milione di persone, è più  diffusa nel centro-nord e soprattutto in Lombardia. Ù

Dott.ssa Giuliana Proietti
Psicologa Psicoterapeuta
Consulente sessuale e di coppia
Esperta in Psicologia del Lavoro
http://www.psicolinea.it

Tatuaggi e piercing, istruzioni e uso
Una moda che a volte può costare molto cara alla salute

Tatuaggi e piercing sono sempre più diffusi, non solo fra i giovani. Aumentano gli appassionati della cosiddetta “body art”, ma allo stesso tempo cresce a schiera dei “pentiti” di queste pratiche così invasive per la pelle. Il professor Marcello Monti, responsabile dell’Unità Operativa di Dermatologia dell’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano (Milano), spiega quali sono i rischi e le norme da rispettare per evitare problemi anche serie.

Il problema del “piercing”
“Il problema della perforazione della pelle a fini estetici è simile a quello dei normali fori dell’orecchio per portare gli orecchini - esordisce il prof. Monti - Di solito vengono usate pistole che “sparano” delle capsuline d’argento e oro, in modo da evitare allergie ai metalli, per preparare la strada, cioè il foro attraverso il quale dovrà essere impiantato il perging di varia foggia e dimensione. Anche in questo caso il “piercer” deve utilizzare solo capsule o aghi individuali, ma non può evitare il sanguinamento della zona del corpo interessata. Perciò si rischia anche di trasmettere pericolose infezioni virali, quali epatite B e C, fra operatori dello studio di “piercing” e soggetti a cui viene praticato”.

Quali sono le aree del corpo più delicate e pericolose sottoposte al “piercing”?

“Certamente la bocca, il naso e gli organi genitali, sia dell’uomo sia della donna. Nel naso, in particolare, al momento della creazione di un tragitto non fisiologico, si forma una comunicazione fra le mucose interne del naso e l’esterno: due aree che hanno una flora batterica differente e che tramite il tragitto creato possono andare pericolosamente a contatto. Altro inconveniente non da poco: con il “piercing” risultano lesionati e traumatizzati alcuni tessuti particolarmente innervati: la lingua e i genitali, a livello del clitoride o del prepuzio. In queste aperture artificiali, non fisiologiche, finisce di tutto, compromettendo l’igiene
: dallo sporco, alla polvere, al sapone, ai
batteri, ai virus. Il “piercing” nella lingua può causare ristagno di zuccheri e batteri durante i pasti; quello al naso dà particolarmente fastidio in caso di malattie da raffreddamento. L’igiene diventa un optional e il rischio di infezioni, non solo dermatologiche, sempre possibile. Anche il materiale usato per l’orecchino da fissare dovrebbe sempre essere costituito da leghe di platino, oro o argento e mai in nichel o cromo, responsabili delle pericolose dermatiti allergiche”.

Qual è la differenza fondamentale fra piercing e tatuaggio?

“Che il piercing è facilmente reversibile
: basta un piccolo intervento per chiudere definitivamente il tragitto transcutaneo: i fori su lingua e genitali cicatrizzano anche spontaneamente una volta rimosso il piercing ”.

Quali soluzioni suggerisce per disciplinare la materia?
“A mio parere – conclude il professor Monti – il Ministero della Salute dovrebbe varare una normativa precisa, non semplici linee guida, con degli obblighi severi per i professionisti del piercing e del tatuaggio. Fra le regole da inserire, il consenso informato del paziente sui rischi futuri ed eventuali, in modo che chi si sottopone a queste pratiche, spesso un adoloscente o poco più, sappia a cosa va incontro, anche in caso di asportazione del tatuaggio; l’obbligo di usare guanti e materiale monouso in ambiente perfettamente idoneo a questa pratica ; l’istituzione di un albo di “tatuatori” autorizzati e adeguatamente preparati anche riguardo i problemi sanitari; il divieto di sottoporsi a tale pratica per i minori di 18 anni senza il consenso dei genitori”.

A cura di Umberto Gambino

http://www.humanitasalute.it

Piercing e tatuaggi: vietati ai minori?
Lucia Zambelli

Piercing e tatuaggi, sempre più diffusi. E con il diffondersi della pratica, aumentano i casi di infezione. Che, senza arrivare al caso limite della donna per la quale sono stati necessari due trapianti di fegato, sono comunque preoccupanti. Tanto che la Regione Veneto, prima in Italia, ha deciso di recepire in pieno i suggerimenti del Consiglio superiore di sanità, vietando piercing e tatuaggi ai minori; e anche ai maggiorenni nelle parti del corpo che potrebbero risultarne compromesse. E intanto, cresce la schiera dei ¿pentiti¿ del tatuaggio, che ricorrono al chirurgo estetico per farselo cancellare.

Il parere del Consiglio superiore di sanità

Nel 1998, tra i suggerimenti inviati al Ministero della sanità per la redazione delle linee guida per tatuaggi e piercing, il Consiglio superiore di sanità consigliava di vietarli completamente per i minori (con l’unica eccezione del lobo dell’orecchio, un solo piercing per lobo, e con l’autorizzazione dei genitori); e di estendere il divieto a tutti - minorenni e maggiorenni ¿ in quelle parti del corpo la cui funzionalità potrebbe risultare compromessa: palpebre, labbra, lingua, seno, genitali. In realtà poi, nello stendere le linee guida, il Ministero preferì non ricorrere a questo divieto, ritenendolo evidentemente troppo severo. ¿Quelli del Consiglio superiore di sanità ¿ spiega la dottoressa Marta Di Gennaro, che del Consiglio è segretario generale, sono dei suggerimenti che possono essere tenuti in conto, ma anche disattesi. E¿ il nostro destino, noi siamo un po’ il grillo parlante. Il Consiglio espresse il suo parere, il Ministero della sanità non lo accolse in toto: evidentemente lo giudicò troppo severo. Noi siamo fortemente convinti che le indicazioni fossero giuste. Gli stessi tatuatori richiedevano regole più serie, per salvaguardarsi dai ciarlatani. Ma il Ministro ritenne che, col divieto, si sarebbe potuto creare un allarme eccessivo nella popolazione¿.

La delibera della Regione Veneto

Le indicazioni del Consiglio l¿ha raccolte ora la Regione Veneto che, su proposta dell’assessore alla sanità Fabio Gava, ha approvato una delibera con la quale si istituisce un corso formativo per tatuatori e maestri del piercing, e si stabilisce di recepire in pieno i suggerimenti del Consiglio superiore di sanità: quindi, niente tatuaggi e piercing per chi ha meno di 18 anni; e divieto anche ai maggiorenni, per quelle parti del corpo nelle quali il piercing può comportare un rischio. ¿Non si vuole criminalizzare questa pratica, per quanto bizzarra ¿ precisa l¿assessore Gava ¿ ma far sì che chi vuole, la faccia in tutta sicurezza¿. Le Usl venete hanno segnalato il moltiplicarsi di problemi connessi con infezioni in seguito a piercing e tatuaggi. ¿Il fenomeno di tatuaggi e piercing è in grande diffusione ¿ dicono dall’assessorato ¿ e al momento non è regolato da nessuna legge nazionale. Stanno aumentando in maniera esponenziale i problemi di tipo sanitario connessi con queste pratiche. Nelle more di una legge nazionale, la Regione Veneto ha deciso di mettere mano alla questione¿. E¿ probabile che altre regioni seguano presto l¿esempio del Veneto.

http://www.kwsalute.kataweb.it/Notizia/0,1044,1807,00.html

Pietropolli Charmet G.; Marcazzan A.

Piercing e tatuaggio. Manipolazioni del corpo in adolescenza
Franco Angeli, Milano, 2000

Recensione di T. Baldini

Il testo propone una riflessione sull’uso del piercing e del tatuaggio tra gli adolescenti, a partire da una ricerca svolta nella città di Milano. Gli A. s’interrogano sulla funzione, sul debutto precoce e sulla rapida diffusione di tali pratiche, sul loro significato relazionale e simbolico: non bastano più abiti e capelli per esprimere conflitti ed incertezze e c’è bisogno di incidere sulla pelle il messaggio di protesta dietro il quale si cela la richiesta d’aiuto. Gli A. ritengono che gli adolescenti esprimano contenuti profondi attraverso gesti, azioni, comportamenti sociali che nelle fasi successive di sviluppo divengono più facilmente pensieri e comunicazioni verbali. Donare senso a gesti enigmatici ed opachi degli adolescenti, sia individuali sia gruppali, è impresa di specifica competenza per gli adulti che abbiano funzioni educative. In tal senso, gli A. propongono risposte alla domanda di quale sia la funzione che svolge il bucarsi i capelli per infilarvi monili o metalli e per cospargere il sottocute di polveri colorate, nei confronti della complessa realizzazione dei compiti evolutivi adolescenziali.

Linee guida del Consiglio Superiore di Sanità (CSS) su piercing e tatuaggi

Le Linee guida per l’esecuzione di procedure di tatuaggio e piercing in condizioni di sicurezza, emanate dal Consiglio Superiore della Sanità - Ministero della Salute nel marzo 1998, riguardano più aspetti:

norme igieniche dove esercitare l’attività;
caratteristiche e tipologie dei materiali usati e sistemi di protezione  degli operatori; 
requisiti professionali degli operatori stessi;
sistemi di sterilizzazione e di smaltimento dei rifiuti.

La pratica di piercing e tatuaggi, se effettuata in condizioni precarie da un punto di vista igienico sanitario, può comportare il rischio di contrarre infezioni e di sviluppare patologie anche molto gravi quali epatiti B e C. Per prevenire questi rischi si raccomanda alle persone che decidono di sottoporsi a piercing o tatuaggi di rivolgersi esclusivamente a laboratori dove gli operatori siano in possesso dei requisiti previsti dalle Linee guida.

 (Redazione Ministerosalute.it – marzo/2003)

  • n. 9 del 1 giugno 2001
    Linee guida Ministero Sanità in tema di tatuaggio e piercing. Adempimenti da seguire in ambito regionale riguardanti misure preventive di tutela della salute in connessione alle attività di tatuaggio e piercing.
    BUR n. 55 del 15 giugno 2001, pag. 7

Si sa che certe mode contagiano un po' tutti, e a quanto pare tra i pesci il piercing è attecchito alla grande! Se poi per essere alla moda ti basta andare in giro col ricordino di qualche pescatore...