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Piercing
Ha
quindici anni e viene in studio sola e spaventata;
ha trasgredito ad un divieto della mamma e si è
fatta il piercing . Ma perché parla in modo così
strano?... Estrae una lingua tumefatta e dolente ,
in mezzo alla quale spunta una pallina argentea. Da
due giorni non mangia ed evita di parlare simulando
un mal di gola . Tutte le sue amiche lo fanno, è di
moda, ha speso tutti i suoi risparmi, e non è
preoccupata per la lingua, teme invece di dover
togliere il suo bellissimo piercing a causa della
complicanza
Piercing: la moda
dell'anno
Bucarsi il corpo, come, dove e perche'
Viva il piercing. Una moda che sta spopolando anche
da noi e che quest'estate fara' bella mostra sui
corpi di uomini e donne, purche' giovani. Una moda,
quella di bucarsi su qualsiasi parte del corpo che
non siano le orecchie, che sta prendendo sempre piu'
piede. Infinite le varianti: al naso, all'ombelico
(tra le donne va per la maggiore), alla lingua, alle
sopracciglia, ai capezzoli (li portavano cosi' anche
gli antichi romani come segno di virilita'), sino -
per i piu' stoici - alle parti intime.
Tanto che persino la Mattel
aveva deciso di proporre per quest'estate un modello
di Barbie con tatuaggi e piercing (facendo poi
marcia indietro proprio sul piercing al naso, ma
mantenendo invece i tatuaggi). Di origini
antichissime, il piercing e' diventato da segno di
virilita' e, per certi popoli, di passaggio all'eta'
adulta a moda moderna. Oggi lo si fa sia per
l'esigenza di differenziarsi dagli altri, esibendo
qualcosa di originale, sia per la voglia di scoprire
piu' a fondo il proprio corpo.
Il
piercing fa male? Molto meno di quanto si creda.
Tanto per dire, uno dei piercing piu' scioccanti,
quello sulla lingua (ce l'hanno Mel B delle Spice
Girls, Janet Jackson e Keith Flint dei Prodigy) e'
tra i meno dolorosi in assoluto. Se il piercer e' un
esperto sapra' ridurre al minimo il dolore. Bisogna
comunque sempre prestare attenzione alle norme
igieniche, sia di chi pratica il buco per il
piercing, tenendo a mente che per una perfetta
guarigione servono dai 6 mesi ad un anno. I gioielli
e gli anelli poi devono assolutamente essere in
acciaio inox chirurgico, d'oro o di nibiono per
prevenire eventuali infezioni o rigetti. Per portare
il piercing, infine, bisognera' rispettare delle
regole di igiene ben precise, lavandosi e pulendosi
spesso la parte interessata e muovendo ogni tanto
l'anello per evitare la creazione di crosticine.
http://www.spaziodonna.com/piercing.phtml?f_id
E’ una delle mode del
momento, ma sottoporsi a tali trattamenti esige un’
informazione corretta
Per molti adolescenti
di oggi avere un piercing o un tatuaggio vuol dire
sentirsi “veramente ok”, essere “trendy”, al passo
con la moda. D’altra parte tatuaggi e piercing sono
comuni tra le star della musica, della televisione e
dello spettacolo, e così sempre più spesso i
ragazzi, per emulare i loro divi, intraprendono
animate discussioni con i genitori per convincerli
ad accontentarli nei propri desideri.
Ci saranno genitori
“moderni” che non si sconvolgeranno più di tanto di
fronte alla richiesta del giovane, altri che
tenteranno in tutti i modi di far cambiare idea al
figlio, altri ancora che proibiranno categoricamente
una “cosa” del genere!
Come potrebbe agire
il ragazzo? Nella migliore delle ipotesi potrebbe
ascoltare le ragioni dei genitori e abbandonare
l’idea del tatuaggio o del piercing, nei casi
peggiori, invece, potrebbe sfidare i genitori e
seguire il suo bisogno di trasgressione (perché tale
è da considerare).
Sia che siate
favorevoli o contrari, una volta che vostro figlio
ha manifestato la volontà di sottoporsi a questa
specie di “tortura” raccomandategli almeno di
muoversi con prudenza e buon senso, nella
consapevolezza di ciò a cui potrebbe andare
incontro............................Attenzione poi
al punto in cui fate il piercing: lingua e ombelico
sono parti delicate e a rischio d’infezioni. Ben
pochi sanno che alcuni ombelichi non possono essere
bucati perché la loro forma non lo consente e che
sotto la lingua passano due grosse vene che non
bisogna assolutamente toccar
http://www.guidagenitori.it/guidagenitori
Un fenomeno già
affermato ma ancora in crescita, avverte l'Eurispes,
l'Istituto di studi politici, economici e sociali.
Secondo una ricerca svolta su un campione di 3800
studenti italiani tra i 12 e i 18 anni, porta il
piercing ben il 25,6 per cento delle ragazze ed il
14,4 per cento dei ragazzi. Il primato va agli
adolescenti del Nord-Ovest (26,3 per cneto di
applicazioni), seguono quelli del Centro (22 per
cento), quelli delle Isole (19,9 per cento), quelli
del Sud con il 18,2 (18,2 per cento) e infine quelli
del Nord-Est (14,3 per cento
http://notizie.tiscali.it/cronac
Follie?
Forme di masochismo? Sembrerebbe proprio di no,
almeno stando a tantissimi antropologi culturali che
ricordano come l'uomo dipinga, "buchi" e addirittura
marchi il proprio corpo dalla notte dei tempi.
Secondo il celebre Claude Lévi Strauss, ad esempio,
la prima superficie che l'uomo ha sentito l'impulso
di abbellire sarebbe stata il corpo, inteso come
involucro della propria persona e mediatore con il
mondo esterno.
A
conferma dell'antichità di tale pratica vi è il
ritrovamento di alcuni utensili di epoca
preistorica, usati allo scopo di decorare la pelle.
Da non trascurare, poi, i racconti di storici come
Erodoto e Plinio il Vecchio, oppure i corpi
mummificati rinvenuti in varie parti del mondo, che
portano evidenti segni di tatou............................
"Lo
scopo principale del piercing, come dei tatuaggi e
delle scarnificazioni, delle pitture corporali e
delle decorazioni temporanee, è quello di
distinguere i ruoli che ogni membro assume
all'interno della tribù - si legge in un articolo
della rivista Piecing World -. Tutto ciò regola i
rapporti tra i vari individui sia nel quotidiano che
durante le cerimonie, rendendo immediatamente
palese, al solo sguardo, tutta una serie di
informazioni sull' individuo, in rapporto al
gruppo".
Ma in quali
parti del corpo si può applicare il piercing?
Praticamente ovunque, dicono gli esperti. Anche se -
vale la pena di ripeterlo - bisogna sempre prendere
molte preucazioni.
Il posto più
comune da forare è il lobo delle orecchie, come è
facile da intuire. Ma il piercing più in voga pare
sia quello all'ombelico, che era considerato come
segno di regalità già dagli gli antichi Egizi. "Si
tratta tuttavia di un piercing abbastanza difficile
da guarire e conservare - spiegano dalla rivista
Piercieng World -. Richiede un grande spirito di
cura, dato che può essere facilmente irritato da
cinture, da pantaloni troppo alti e stretti, o dal
troppo piegarsi e sedersi. Se non site fermamente
convinti e non avete intenzione di curarlo come si
deve, questo piercing non fa per voi".
Di
antica pratica anche il cosiddetto Nipples, (il
piercing dei capezzoli), che pare fosse diffuso tra
i centurioni romani come segno di virilità e
coraggio. Molto "in" anche il tougue (piercing della
lingua), che di solito guarisce molto rapidamente ed
è uno dei piercing meno dolorosi.
Nella hit
parade dei "fori" più popolari c'è indubbiamente
anche il piercing alla narice. "Molta gente però non
è proprio cosciente dei rischi che può comportare
una tecnica sbagliata di installazione -spiegano
sulla rivista Piercing World - . Non permettete che
vi buchino la narice con una pistola da orecchie, e
non usate un comune orecchino".
Se poi
qualcuno è disposto a rinunciare ai baci per almeno
sei settimane, può sempre decidere di farsi sulle
labbra, che durante la guarigione potrebbero
gonfiarsi
In
ogni caso è bene essere sempre consapevoli dei
rischi possibili di rigetto e di tutte le
problematiche che potrebbero insorgere. Tra queste
ci sono senza dubbio l'epatite B, epatite C, Aids.
Ma c'è anche dell'altro: le cardiopatie, per
esempio: ultimamente la ormai grande diffusione del
piercing ha permesso di rilevare quanto questa
pratica possa essere pericolosa per le persone con
disturbi congeniti al cuore, difetti alle valvole
cardiache (stenosi, insufficienza ecc.), ma
soprattutto portatori di protesi valvolare. Per
queste persone dunque sarebbe ragionevole rinunciare
al piercing.
Oltre
alle possibili infezioni si scoprono, a sorpresa,
altri pericoli: disturbi visivi, turbe della
fertilità e, per le donne, aumento dei dolori
mestruali. La causa di tutto questo risiede nel
fatto che sull'orecchio ci sono molti punti
energetici e una stimolazione continua, come quella
esercitata da un orecchino, può scatenare simili
effetti indesiderati. Ovviamente questi saranno più
forti nei soggetti predisposti.
http://notizie.tiscali.it/cronaca/speciali/tatoo/origini.html
Una volta che il foro
è stato praticato, questo può cambiare la percezione
di quella parte del corpo. Un'amico una volta mi ha
detto che facendosi praticare il "piercing" ai
capezzoli, questi si sono trasformati da piccoli
punti piacevoli quando toccati in una zona erotica
molto stimolante, collegata direttamente al pene.
Dice che il percing dei capezzoli sia la cosa
migliore che abbia mai fatto per il suo corpo e la
sua vita erotica, e sembrava davvero sincero! Lo
stesso vale per il "piercing" nell'area genitale;
può davvero rendere il sesso più divertente.
........................
Alcuni praticano il "piercing" per
gioco, in modo temporaneo, con aghi molto sottili
che sono rimossi alla fine della sessione SM. Questo
è fondamentalmente un altro genere di stimolazione
sensoriale che alcuni trovano molto piacevole. Gli
aghi non fanno esattamente "male", ma certamente si
fanno sentire che sono dentro di te, e di sicuro
questo fa aumentare il livello dell'endorfina.
.........................
Il piercing ai capezzoli può
provocare problemi di allattamento? Alcune volte si,
alcune volte no; ci sono esperienze in entrambi i
casi. Ci sono molti "passaggi" per il latte in un
capezzolo, per cui vi sono buone probabilità che
l'allattamento non abbia problemi, ma non vi è nulla
di certo
http://www.smack.org/freeita/asbfaq/asbfaq11.htm
L'ultimo studio,
condotto su 454 studenti americani, rileva il
successo del piercing rispetto al tatuaggio,
con un 17% di complicanze mediche rilevate dagli
adolescenti. Tra queste emorragie, lesioni,
cicatrici, infezioni batteriche; la parte del corpo
più esposta ad infezioni è l'ombelico, preferito
dalle ragazze, e l'orecchio, per i maschi.
Altri
recenti studi, puntano l'attenzione sui pericoli
connessi al piercing del padiglione auricolare lungo
il margine esterno, che, molto spesso, causa
pericondrite, l'infezione della cartilagine.
Questa
infezione, se non curata adeguatamente, provoca un
vero ascesso, fino ad arrivare alla distruzione
della cartilagine, per la quale creme ed
antibiotici, risultano inefficaci. Altri luoghi
pericolosi dove applicare anelli o gioielli sono la
lingua, la guancia, l'ombelico ed i genitali.
Inoltre, il contatto dell'ornamento metallico con la
pelle, ferita e sensibile, provoca irritazioni,
prurito ed allergie, mentre l'operazione di
inserimento dell'oggetto, quando effettuata in
ambienti non sterili, è a rischio di trasmissione di
infezioni e malattie come l'epatite B e C.
Per evitare il contagio di malattie ed infezioni, il
consiglio è di rivolgersi a strutture certificate ed
attraverso l'uso di strumenti monouso.
Invece, per evitare i
fenomeni allergici è indispensabile scegliere
oggetti fabbricati con leghe che non rilasciano
metalli, come l'oro.
La buona qualità del metallo diminuisce notevolmente
il rischio di allergie della pelle, già
traumatizzata dal foro; anche l'argento e l'oro a
bassa caratura vanno evitati, in quanto contengono
tracce di nichel. Le zone del corpo a rischio sono
l'ombelico e le mucose, come la lingua ed i
genitali.
http://www.merqurio.it/news/
MILANO - Niente più
piercing né tatuaggi ai minorenni: al
massimo, attenzione ragazzi, un orecchino per lobo
col permesso dei genitori. Uno scherzo? Neanche per
idea: a Milano, grazie a questa delibera che la
giunta Albertini voleva portare ieri in consiglio
comunale, gli sbarbatelli patiti di spillette e
anellini hanno rischiato grosso sul serio.
Alla fine
invece, complice un repentino dietro-front della
giunta stessa, se la caveranno così: d’accordo, va
bene il piercing libero per tutti, ma almeno i
tatuaggi per gli under-14 no, per quelli ci vorrà il
consenso di mamma e papà.
E questa
da oggi, salvo sorprese dell’ultima ora, a Milano
sarà legge. Tutto merito dell’assessore al Commercio
Roberto Predolin (An). Che c’entra il commercio coi
tatuaggi autorizzati? C’entra, perché la delibera in
questione è contenuta nel quarto comma del
«regolamento attuativo comunale per l’attività degli
estetisti», la cui discussione e votazione era
prevista appunto ieri a Palazzo Marino.
Senonché, quando i consiglieri di maggioranza e
opposizione ne hanno visto il testo, sono rimasti in
verità un po’ perplessi: «Non possono essere
effettuati procedimenti di piercing e tatuaggio -
recitava quella prima versione - su soggetti di età
inferiore ai 18 anni».
E proseguiva: «Per i
piercing sul lobo dell’orecchio (un piercing per
lobo) nei minori è sufficiente il consenso di chi
esercita la potestà parentale».
L’assessore Predolin, dal canto suo, lì per lì si è
stupito dello stupore altrui. «Il mio intento - ha
spiegato - è semplicemente quello di applicare una
"linea guida" varata l’inverno scorso dal ministero
della Salute, che giustamente si preoccupa di
tutelare le persone contro i possibili rischi di
infezioni o di lesioni permanenti alla pelle per chi
si fa mettere un orecchino o praticare un tatuaggio
da personale non adeguatamente qualificato».
Fatto sta
che i primi ad annunciare un emendamento, anzi due,
sono stati alcuni consiglieri di Forza Italia per la
maggioranza. Ipotesi numero uno: far sparire
qualunque divieto sui piercing e limitare le
restrizioni ai «tatuandi» minorenni, previo permesso
genitoriale. Ipotesi numero due: under-18 tatuabili
solo dietro consenso, niente tatuaggi del tutto per
gli under-14.
Ma anche l’opposizione,
naturalmente, è scesa in campo pronta a dar
battaglia con tre emendamenti: i primi due, firmati
dal verde Maurizio Baruffi, prevedevano o
l’abolizione secca di qualunque divieto oppure, in
subordine, introduzione di una possibilità di
consenso anche ai genitori dei tatuandi
quattordicenni.
Terza opzione, firmata da
Baruffi insieme col leoncavallino Daniele Farina (Prc):
abbassare almeno il «divieto condizionato» da 18 a
16 anni. Alla fine anche all’assessore è venuto in
mente che «in effetti i buchi nelle orecchie li
fanno ormai da molti secoli anche gli orefici...».
E quindi lui stesso è tornato
sui suoi passi, cancellando dal testo definitivo
ogni riferimento al piercing e imponendo una sola
regola sui tatuaggi, limitata agli under-14: se li
facciano pure, ma solo se accompagnati (o in
possesso di permesso scritto) dai genitori. Saltato
in serata il numero legale, la votazione slitterà ad
oggi: ma gli emendamenti nel frattempo sono stati
ritirati.
Resta la protesta delle opposizioni per «una regola
comunque illegittima, ideologica e soprattutto
inutile, cui sarebbe preferibile - insiste Baruffi -
una campagna di informazione e prevenzione». Se non
altro, comunque, non sono previsti limiti ai disegni
da tatuare.
http://www.merqurio.it/news
Sirchia mandato i Nas a verificare
l'igiene dei laboratori
Muore un ragazzo, piercing sotto
accusa
Mauro C., 25 anni, è
deceduto per un'epatite: forse per colpa
di un «buco» nella lingua che ha causato
un'infezione
MILANO
- Piercing sotto accusa dopo la morte di un
giovane di 24 anni, Mauro C. La magistratura non ha,
almeno per ora, aperto una formale inchiesta sulla
morte del ragazzo, che potrebbe essere stata causata
da un piercing sotto la lingua, fatto un mese
e mezzo fa. Si resta in attesa di conoscere le cause
delle morte: lunedì i risultati definitivi
dell'autopsia. I primi risultati dell'esame
autoptico - come informa una nota dell'ospedale
Niguarda - mostrano «un'esofago-gastro-duodenite
ulcerativa, epatopatia acuta in paziente leucopenico»,
in pratica epatite.
SEMBRAVA INFLUENZA
- Mauro venne portato una prima volta al pronto
soccorso del Niguarda il 26 febbraio (e pare
che prima di arrivarci la fidanzata gli avesse tolto
il piercing) per quella che sembrava appunto
un'influenza violenta. Era tornato a casa ma, il
4 marzo, le sue condizioni erano peggiorate ed
era stato riportato in ospedale. Nei giorni
successivi, come ha raccontato il padre al «Corriere
della Sera», le condizioni sono precipitate, fino
alla morte.
CONTROLLI - Il ministro della Salute Girolamo
Sirchia, questa mattina, ha dato mandato ai
carabinieri dei Nas di avviare controlli in tutta
Italia nei laboratori di percing e di tatuaggi. I
carabinieri dovranno verificare le condizioni
igieniche e la regolaritá degli strumenti utilizzati
in questi centri. Il problema restano però i centri
irregolari: su 500 regolari ce ne sono almeno
5mila clandestini, ma è difficile avere stime
precise. È Giuseppe Serra, presidente
dell'Associazione tatuatori italiani riuniti (Atir),
a lanciare l'allarme, «C'è un'estrema
approssimazione in questo campo: persone che
lavorano a casa, centri estetici, profumerie».
Colpa soprattutto della mancanza di regolamentazione
e della scarsa applicazione, da parte delle
Regioni, delle linee guida del ministero della
Salute. «Mancano i controlli - lamenta Serra - e
non ci sono sanzioni. Non è possibile che per fare
qualcosa bisogna aspettare sempre i morti. Noi
chiediamo da anni regole precise».
12 marzo 2003
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2003/03_Marzo/12/piercing.shtml
Granuloma causato dal
piercing
Il mio medico ha
riscontrato un granuloma sul naso in seguito ad un
piercing e mi ha consigliato di eliminarlo. E'
possibile tentare una cura farmacologica o
eventualmente cambiare il materiale del piercing (da
oro ad acciaio) per ottenere un miglioramento? Come
si elimina poi il granuloma se resta anche senza
piercing?
RISPOSTA
Il granuloma è una
reazione ad un corpo estraneo. Di solito la miglior
terapia per eliminarlo è chirurgica oppure con la
diatermocoagulazione. La cura farmacologica
realmente non è utile. Successivamente sarà il Suo
dermatologo a consigliarLe se potrà utilizzare altri
tipi di metalli.
Dott.ssa J. Claudatus,
Specialista in Dermatologia, Bari
www.e-dermatologia.it
Pustole da piercing
Uno degli effetti del
clima estivo può essere il riacutizzarsi di fenomeni
allergici o simil-allergici. E’ il caso della
dermatite da contatto dovuta al nickel. Questo
metallo è ormai ubiquitario, visto che se è
intuitiva la sua presenza in gioielli da piercing,
fibbie di cinturini di orologi e bigiotteria varia,
è presente anche in cosmetici (articoli per il
make-up ma anche saponi e detergenti). Quale sia il
ruolo del caldo è stato spiegato, assieme ad altri
aspetti interessanti, in una recente conferenza
stampa. Come ha detto il professor Antonino Di
Pietro, dermatologo e presidente dell’ISPLAD (International
Society of Plastic and Aesthetic Dermatology) il
sudore è uno degli agenti che contribuisce a
“liberare” il nickel dalle leghe metalliche, così
come dalla matrice degli altri prodotti in cui è
contenuto. “Peraltro nel presentarsi della reazione
allergica, oltre al contatto con il cinturino
dell’orologio o con il detergente conta anche
l’esposizione totale cui è soggetta la persona.
Infatti il nickel tende ad accumularsi
nell’organismo, anche attraverso alcuni alimenti,
specie quelli in scatola, e attraverso l’acqua, a
causa dell’inquinamento del suolo ma anche della
cessione all’acqua del metallo da parte di tubature
e condotte”.
http://www.dica33.it/argomenti/dermatologia/pelle/piercing.asp
Piercing per caso
Potrebbe sembrare una moda recente ma in realtà
pare che già il pittore olandese Rembrandt nel 1600
abbia fatto ricorso al piercing all’orecchio. E lo
stesso Rembrandt è anche il primo esempio di
infezioni provocate da un orecchino, visto che
l’esame dei molti autoritratti dipinti dal pittore
olandese ha fatto ipotizzare a un chirurgo inglese
che la deformazione del lobo dell’orecchio sinistro
fosse il segnale delle ripetute infezioni provocate
dall’orecchino. Già perché i piercing possono essere
pericolosi. I patiti di queste mode rischiano di
contrarre malattie che vanno dalle infezioni virali
alle infezioni batteriche fino alle allergie e ai
melanomi. Non è un caso che di recente l’Unione
Europea abbia lanciato l’allarme con una ricerca che
invitava le autorità competenti in Europa a prendere
le contromisure sanitarie appropriate. Sulla stessa
lunghezza d’onda è un articolo apparso sulla rivista
JAMA, nel quale gli autori si soffermano sui rischi
infettivi per il piercing nella porzione superiore
dell’orecchio. Il tutto è nato dalla denuncia di
molti casi di infezione da Pseudomonas aeruginosa
tra i clienti di un chiosco di bigiotteria
nell’Oregon. Sette casi di infezioni accertate e 18
sospettate. Dei casi confermati 4 hanno richiesto
l’intervento chirurgico con serie conseguenze.
Se non c’è l’igiene
La dinamica è semplice. I casi riportati
dipendono dal mancato ricorso alle pratiche
igieniche necessarie nell’effettuare il piercing. E
non è da trascurare che siano state fatte in un
chiosco e quindi in modo piuttosto occasionale.
Normalmente si usano pistole che sparano delle
capsuline d’argento e oro, in modo da evitare
allergie ai metalli, per preparare la strada, cioè
il foro attraverso il quale dovrà essere inserito il
piercing di varia foggia e dimensione. Il piercer,
colui che effettua l’operazione cioè, dovrebbe
utilizzare solo capsule e aghi individuali. Non così
è successo negli episodi citati da JAMA, dove,
probabilmente, si è fatto ricorso allo stesso
dispositivo per centinaia di operazioni. Il problema
riguarda in particolare il piercing nella parte
superiore dell’orecchio, la cartilagine perciò,
perché si tratta di una zona non irrorata. Così se
si sviluppa l’infezione batterica dopo l’innesto
dell’orecchino gli antibiotici di uso comune
potrebbero non essere efficaci, dal momento che non
c’è il sangue necessario per trasportare il farmaco
a destinazione. Un problema che non si pone, per
esempio, per i fori praticati sui lobi.
Bambini col piercing
Non è il primo studio a sollevare questa
preoccupazione. Già un altro, condotto su 454
studenti americani, aveva registrato un 17% di
complicanze mediche da piercing, decisamente più che
non per i tatuaggi. Si trattava di infezioni
batteriche, ma anche di emorragie, lesioni,
cicatrici; mentre la parte del corpo più esposta è
risultato l’ombelico tra le femmine, e proprio
l’orecchio per i maschi. Non solo. Un altro studio
del British Medical Journal si è soffermato sui
pericoli connessi al piercing del padiglione
auricolare lungo il margine esterno, che, molto
spesso, causa pericondrite, l’infezione della
cartilagine. Si inizia con gonfiore e dolori e, se
non curato adeguatamente, provoca un vero ascesso
fino ad arrivare alla distruzione della cartilagine.
Nel caso ovviamente più estremo, quando antibiotici
sistemici e locali risultano inefficaci. Lo studio
di JAMA conferma come il ricorso ad antibiotici di
uso comune come l’amoxicillina possa risultare vano.
Meglio sarebbe il ricorso ad antibiotici più potenti
come la ciprofloxacina, peraltro non approvati per
l’uso nei minori di 18 anni. Eh sì perché lo studio
riguarda pazienti tra i 10 e i 19 anni, quindi non
proprio adulti.
Occhio al piercer
Ma l’infezione da Pseudomonas, che in
genere si manifesta settimane o mesi dopo il
piercing, si può evitare. Se anche non si tratta di
un’infezione mortale, infatti, l’esito estetico può
essere devastante, visto che può essere necessaria
l’asportazione chirurgica. Determinante è l’ambiente
igienico in cui si opera dagli strumenti usati alle
mani stesse dell’operatore. In Italia, nel 1998,
sono state emanate linee guida dedicate ai controlli
sanitari sui laboratori che, per i piercer,
prevedevano corsi di formazione obbligatori
organizzati dalle Regioni (sebbene quasi nessuna li
abbia realizzati….). I piercing, infatti, possono
essere praticati solo da professionisti in possesso
dei requisiti necessari. Meglio perciò non affidarsi
a piercer improvvisati anche se spiccatamente
artistici. In questo caso, l’arte può nuocere
gravemente alla salute.
Marco Malagutti
Fonte
Keene WE et al.
Outbreak of Pseudomonas aeruginosa
Infections Caused by Commercial Piercing of Upper
Ear Cartilage.
JAMA. 2004;291:981-985.
http://www.dica33.it/argomenti/malattie_infettive/generico/piercing.asp
La moda del piercing (dal
verbo to pierce: forare) è dilagata anche in Italia,
e anche da noi sono decine di migliaia le persone
che hanno deciso di farsi "traforare".
Orecchie, ombelico, naso, lingua... i tipi di
piercing sono infiniti come possono essere infinite
le possibilità di
rischi per la
salute.
|
Zone di applicazione |
Dolore |
|
Orecchie
(ear) |
il padiglione auricolare è tutto coperto da
una fila di orecchini, molto diffuso
soprattutto fra le ragazze. |
medio |
|
Naso
(nostril) |
viene applicato un anello in vari punti ai
lati del naso. Se si toglie il piercing, il
buco tende a richiudersi molto in fretta e
non lascia il segno. |
medio/alto |
|
Narici
(septum) |
viene applicato nella pelle che si trova
sotto la cartilagine nasale tra le due
narici (tipo "toro") |
medio/alto |
|
Ombelico
(navel) |
di origine araba ed induista è molto
praticato dalle donne. |
medio |
|
Lingua
(tongue) |
è una sfera metallica che viene inserita
nella lingua, anche questo tipo di piercing
è molto diffuso. |
medio/alto |
|
Labbra
(labret) |
posto sulle labbra inferiori o superiori,
non è molto diffuso e può provocare
gonfiore. |
alto |
|
Sopracciglia
(eyebrow) |
è sicuramente uno dei piercing più diffusi. |
medio |
|
Capezzolo
(nipples) |
dicono che accresca la sensibilità... |
alto |
|
Genitali |
fra tutti i tipi di piercing è uno di quelli
più dolorosi e pericolosi. |
altissimo |
|
Denti |
lanciato da Madonna il brillantino
incastonato nei denti. Può essere praticato
solo da un dentista. |
alto |
http://www.bellezza.it/uomini/est/tatpie/uestpier.html
Branding: il piercing estremo
Nonostante le raccomandazioni di
medici e dottori, continua a proliferare la "moda
delle mutilazioni". Con esiti sconvolgenti
Nonostante le raccomandazioni di medici e dottori,
continua a proliferare la "moda delle mutilazioni".
Con esiti sconvolgenti All'inizio c'era il piercing.
Oggi la cosiddetta '"moda delle mutazioni" offre ben
altri sistemi per dichiarare la propria appartenenza
ad un gruppo o per sfida contro le convenzioni.
Estremi. Si chiamano branding, scarificazione,
implantation. Arrivano dall'America ma cominciano ad
essere conosciuti e ricercati anche in Europa e in
Italia.
Nel novembre scorso e' finito
sui giornali il caso della giovane ragazza tedesca
svenuta mentre gli veniva praticato il branding
davanti alle telecamere per la registrazione di un
talk-show. Fanny, questo il suo nome, 21 anni, si
era prestata per farsi marchiare a fuoco a 1200
gradi per quello che doveva essere il primo branding
mai trasmesso da un emittente tedesca. Lo show,
ovviamente, e' stato sospeso e non andra' in onda e
la responsabile e' stata licenziata.
La vicenda e' solo un esempio
dell'allargarsi, anche tra le donne, della voglia di
"una bella cicatrice". Ma non c'e' solo il branding,
chiamato anche "bacio di fuoco", pubblicizzato per
la prima volta negli Stati Uniti appena una decina
di anni fa dalla rivista "Modem Primitive" e subito
esportato anche in Olanda, Germania e Inghilterra
(in Italia sono ancora pochi gli studi attrezzati
per eseguirlo, ma le richieste sono gia'
moltissime).
Tra le pratiche piu' estreme ci
sono anche la "scarificazione", cicatrici realizzate
"ad arte" col bisturi, e l'"implantation", innesti
di perle e gioielli di titanio sotto la pelle. E che
questa voglia di masochismo a tutti i costi stia
ormai sorpassando ogni limite, anche quelli piu'
liberali ed accondiscendenti, lo dimostra la
notizia, davvero sconvolgente, uscita sui giornali
poche settimane fa.
In Inghilterra un medico
scozzese, tale Robert Smith, ha amputato la gamba
perfettamente sana a due pazienti cui era stata
diagnosticata una sindrome chiamata "body dismorphic
disorder". Gli affetti da questa malattia cominciano
ad odiare una parte del loro corpo sino a volersene
sbarazzare. I due pazienti, un inglese e un tedesco,
dopo essere stati curati inutilmente con massicce
dosi di Prozac, si sono rivolti al dottor Smith che
ha accolto il loro fortissimo desiderio: disfarsi
della gamba.
Assolutamente inaccettabile per
la medicina, che ha criticato le operazioni
(avvenute nel 1997 e 1999 ma rese note solo da
poco), ma non per Kevin Wright, uno dei due
amputati, che ha dichiarato: "adesso mi sento
finalmente un uomo completo". Wright, ed e' questa
la cosa piu' inquietante, negli ultimi anni si e'
guadagnato da vivere gestendo un sito Internet
indirizzato a quanti considerano una fonte
irresistibile di desiderio sessuale chi ha subito
mutilazioni. Tema portato al cinema da David
Cronenberg nel film "Crash" tratto da un romanzo di
James Ballard.
E voi,
cosa ne pensate della "moda della mutazioni"?
Rispondete al nostro sondaggio o dateci un parere in
message board.
http://www.spaziodonna.com/piercing.phtml?f_id=5
Tutti
gli uomini, anche nelle culture più antiche o
primitive, hanno sempre cercato di abbellire il
proprio corpo per raggiungere degli ideali di
bellezza, oppure per motivi psicologici, sociali o
religiosi. I primi ornamenti sono state le collane,
fatte di fibre vegetali nelle quali venivano
infilati artigli di animali feroci.
Le portavano gli uomini, per dimostrare la propria
capacità di cacciatori e dunque il loro valore,
oppure erano simboli religiosi e di potere. Nel 4-5
mila a.C., anche le donne cominciarono ad indossare
degli ornamenti, come ad esempio nella popolazione
dei sumeri, ma solo quelle delle classi più elevate.
Nella storia dell’uomo tuttavia, c’è sempre stata la
ricerca di ornamenti ‘permanenti’ al proprio corpo,
eseguiti mediante marchi, tatuaggi, cicatrici,
anelli ed altro impressi o infilati nella pelle. In
alcuni casi si è voluto addirittura trasformare il
corpo, ad esempio allungandone il collo attraverso
la sovrapposizione di collane, oppure allungare con
sistemi simili i lobi delle orecchie, restringere il
giro vita, accorciare i piedi, circoncidere gli
organi genitali ecc.
Tutto
questo appartiene alla storia dell’uomo, che però
non è così totalmente superata come invece potrebbe
sembrare, dal momento che nel tempo in cui viviamo
sono ancora di gran moda sia il piercing che il
tatuaggio.
Il piercing (dall’inglese to pierce, forare) ha
cominciato ad essere praticato negli anni 70/80
negli ambienti punk-underground, nelle comunità
omosessuali, tra i praticanti del sado-maso ed i
feticisti, insomma tra tutti coloro fortemente
propensi ad una vita ‘fuori dagli schemi’.
Nella coppia omosessuale o sado-maso, chi portava il
piercing era solitamente lo "schiavo", ed i suoi
anelli ai genitali o ai capezzoli erano il simbolo
di sottomissione al "padrone".
Oggi
il piercing ‘leggero’ è semplicemente una moda, un
modo per comunicare, che interessa persone di
differente età, cultura e ceto sociale, anche se a
praticarla sono soprattutto i giovani, che si
infilano monili sulle sopracciglia, le labbra, il
seno, la lingua, l’ombelico e tante altre parti del
corpo, coperte o meno.
Piercing molto più ‘pesanti’ e dunque completamente
fuori dal discorso della tendenza del momento, sono
ad esempio il taglio della lingua, in modo da
renderla biforcuta ed il dental piercing, con
applicazione di capsule d’oro e brillantini, oppure
lo scaring (tagli in profondità per ricavare
cicatrici indelebili) ed il branding (marchi a
fuoco), o il cutting (il corpo viene tagliuzzato).
In questo caso si tratta di scelte ‘estreme’: una
sorta di acting out, ovvero compiere un atto che
esprima e riesca a sedare i pensieri angosciosi che
affollano la mente.
Farsi
un piercing piace alle persone perché :
-
consente di raggiungere gli ideali di bellezza
dettati dalla moda del momento;
-
suscita stupore e curiosità, catalizzando
l’attenzione di chi guarda ed in molti casi crea
scandalo;
-
è
un modo per essere al centro dell’attenzione,
per uscire dall’anonimato, per trasgredire;
-
è
un’espressione di ‘diversità’ dalla massa (anche
se poi la moda tende invece ad omologare i
comportamenti, rendendo tutti simili nel loro
voler essere diversi);
-
è
l’affermazione decisa di un diritto di disporre
del proprio corpo come della propria identità e
della propria vita;
-
può rappresentare un forte impegno con sé stessi
a ricordare un’esperienza, un amore, una persona
per tutta la vita ;
-
può servire, specie nel piercing ‘pesante’ ad
esorcizzare il dolore e la morte e guadagnarsi
un pezzo di eternità.
Spesso
il fine del piercing nelle parti intime ha uno scopo
funzionale più che di seduzione: si pensa infatti
che questo intervento possa aumentare la sensibilità
delle parti forate.
In
Italia, la pratica del body piercing ‘leggero’
interessa almeno un milione di persone, è più
diffusa nel centro-nord e soprattutto in Lombardia.
Ù
Dott.ssa Giuliana Proietti
Psicologa
Psicoterapeuta
Consulente sessuale e di coppia
Esperta in Psicologia del Lavoro
http://www.psicolinea.it
Tatuaggi e piercing,
istruzioni e uso
Una moda che a volte può costare molto cara alla
salute
Tatuaggi e piercing
sono sempre più diffusi, non solo fra i giovani.
Aumentano gli appassionati della cosiddetta “body
art”, ma allo stesso tempo cresce a schiera dei
“pentiti” di queste pratiche così invasive per la
pelle. Il
professor
Marcello Monti,
responsabile dell’Unità Operativa di Dermatologia
dell’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano (Milano),
spiega quali sono i rischi e le norme da rispettare
per evitare problemi anche serie.
Il problema del
“piercing”
“Il problema della
perforazione della
pelle
a fini estetici è simile a quello dei normali fori
dell’orecchio per portare gli orecchini - esordisce
il prof.
Monti
- Di solito vengono usate pistole che “sparano”
delle capsuline d’argento e oro, in modo da evitare
allergie ai metalli, per preparare la strada, cioè
il foro attraverso il quale dovrà essere impiantato
il perging di varia foggia e dimensione. Anche in
questo caso il “piercer” deve utilizzare solo
capsule o aghi individuali, ma non può evitare il
sanguinamento della zona del corpo interessata.
Perciò si rischia anche di trasmettere
pericolose
infezioni virali,
quali
epatite B e C,
fra operatori dello studio di “piercing” e soggetti
a cui viene praticato”.
Quali sono le aree del corpo più delicate e
pericolose sottoposte al “piercing”?
“Certamente la
bocca,
il naso
e gli
organi genitali,
sia dell’uomo sia della donna. Nel naso, in
particolare, al momento della creazione di un
tragitto non fisiologico, si forma una comunicazione
fra le mucose interne del naso e l’esterno: due aree
che hanno una flora batterica differente e che
tramite il tragitto creato possono andare
pericolosamente a contatto. Altro inconveniente non
da poco: con il “piercing” risultano lesionati e
traumatizzati alcuni tessuti particolarmente
innervati: la lingua e i genitali, a livello del
clitoride o del prepuzio. In queste aperture
artificiali, non fisiologiche, finisce di tutto,
compromettendo l’igiene:
dallo sporco, alla polvere, al sapone, ai
batteri,
ai virus. Il “piercing” nella lingua può causare
ristagno di zuccheri e batteri durante i pasti;
quello al naso dà particolarmente fastidio in caso
di malattie da raffreddamento. L’igiene diventa un
optional e il
rischio di infezioni,
non solo dermatologiche, sempre possibile. Anche il
materiale usato per l’orecchino da fissare dovrebbe
sempre essere costituito da leghe di platino, oro o
argento e mai in nichel o cromo, responsabili delle
pericolose dermatiti allergiche”.
Qual è la differenza fondamentale fra
piercing e tatuaggio?
“Che il piercing è facilmente
reversibile:
basta un piccolo intervento per chiudere
definitivamente il tragitto transcutaneo: i fori su
lingua e genitali cicatrizzano anche spontaneamente
una volta rimosso il piercing ”.
Quali soluzioni
suggerisce per disciplinare la materia?
“A mio parere – conclude il professor
Monti
– il Ministero della Salute dovrebbe varare una
normativa precisa,
non semplici linee guida, con degli obblighi severi
per i professionisti del piercing e del tatuaggio.
Fra le regole da inserire, il
consenso informato
del paziente sui rischi futuri ed eventuali, in modo
che chi si sottopone a queste pratiche, spesso un
adoloscente o poco più, sappia a cosa va incontro,
anche in caso di asportazione del tatuaggio;
l’obbligo di usare guanti e
materiale monouso
in ambiente perfettamente idoneo a questa pratica ;
l’istituzione di un albo di “tatuatori” autorizzati
e adeguatamente preparati anche riguardo i problemi
sanitari; il divieto di sottoporsi a tale pratica
per i minori di 18 anni senza il consenso dei
genitori”.
A cura di Umberto
Gambino
http://www.humanitasalute.it
Piercing e
tatuaggi: vietati ai minori?
Lucia Zambelli
Piercing e tatuaggi,
sempre più diffusi. E con il diffondersi della
pratica, aumentano i casi di infezione. Che, senza
arrivare al caso limite della donna per la quale
sono stati necessari due trapianti di fegato, sono
comunque preoccupanti. Tanto che la Regione Veneto,
prima in Italia, ha deciso di recepire in pieno i
suggerimenti del Consiglio superiore di sanità,
vietando piercing e tatuaggi ai minori; e anche ai
maggiorenni nelle parti del corpo che potrebbero
risultarne compromesse. E intanto, cresce la schiera
dei ¿pentiti¿ del tatuaggio, che ricorrono al
chirurgo estetico per farselo cancellare.
Il parere del
Consiglio superiore di sanità
Nel 1998, tra i
suggerimenti inviati al Ministero della sanità per
la redazione delle linee guida per tatuaggi e
piercing, il Consiglio superiore di sanità
consigliava di vietarli completamente per i minori
(con l’unica eccezione del lobo dell’orecchio, un
solo piercing per lobo, e con l’autorizzazione dei
genitori); e di estendere il divieto a tutti -
minorenni e maggiorenni ¿ in quelle parti del corpo
la cui funzionalità potrebbe risultare compromessa:
palpebre, labbra, lingua, seno, genitali. In realtà
poi, nello stendere le linee guida, il Ministero
preferì non ricorrere a questo divieto, ritenendolo
evidentemente troppo severo. ¿Quelli del Consiglio
superiore di sanità ¿ spiega la dottoressa Marta Di
Gennaro, che del Consiglio è segretario generale,
sono dei suggerimenti che possono essere tenuti in
conto, ma anche disattesi. E¿ il nostro destino, noi
siamo un po’ il grillo parlante. Il Consiglio
espresse il suo parere, il Ministero della sanità
non lo accolse in toto: evidentemente lo giudicò
troppo severo. Noi siamo fortemente convinti che le
indicazioni fossero giuste. Gli stessi tatuatori
richiedevano regole più serie, per salvaguardarsi
dai ciarlatani. Ma il Ministro ritenne che, col
divieto, si sarebbe potuto creare un allarme
eccessivo nella popolazione¿.
La delibera della
Regione Veneto
Le indicazioni del
Consiglio l¿ha raccolte ora la Regione Veneto che,
su proposta dell’assessore alla sanità Fabio Gava,
ha approvato una delibera con la quale si istituisce
un corso formativo per tatuatori e maestri del
piercing, e si stabilisce di recepire in pieno i
suggerimenti del Consiglio superiore di sanità:
quindi, niente tatuaggi e piercing per chi ha meno
di 18 anni; e divieto anche ai maggiorenni, per
quelle parti del corpo nelle quali il piercing può
comportare un rischio. ¿Non si vuole criminalizzare
questa pratica, per quanto bizzarra ¿ precisa
l¿assessore Gava ¿ ma far sì che chi vuole, la
faccia in tutta sicurezza¿. Le Usl venete hanno
segnalato il moltiplicarsi di problemi connessi con
infezioni in seguito a piercing e tatuaggi. ¿Il
fenomeno di tatuaggi e piercing è in grande
diffusione ¿ dicono dall’assessorato ¿ e al momento
non è regolato da nessuna legge nazionale. Stanno
aumentando in maniera esponenziale i problemi di
tipo sanitario connessi con queste pratiche. Nelle
more di una legge nazionale, la Regione Veneto ha
deciso di mettere mano alla questione¿. E¿ probabile
che altre regioni seguano presto l¿esempio del
Veneto.
http://www.kwsalute.kataweb.it/Notizia/0,1044,1807,00.html
Pietropolli Charmet G.; Marcazzan A.
Piercing e tatuaggio. Manipolazioni del corpo in
adolescenza
Franco Angeli, Milano, 2000
Recensione di T. Baldini
Il
testo propone una riflessione sull’uso del piercing
e del tatuaggio tra gli adolescenti, a partire da
una ricerca svolta nella città di Milano. Gli A.
s’interrogano sulla funzione, sul debutto precoce e
sulla rapida diffusione di tali pratiche, sul loro
significato relazionale e simbolico: non bastano più
abiti e capelli per esprimere conflitti ed
incertezze e c’è bisogno di incidere sulla pelle il
messaggio di protesta dietro il quale si cela la
richiesta d’aiuto. Gli A. ritengono che gli
adolescenti esprimano contenuti profondi attraverso
gesti, azioni, comportamenti sociali che nelle fasi
successive di sviluppo divengono più facilmente
pensieri e comunicazioni verbali. Donare senso a
gesti enigmatici ed opachi degli adolescenti, sia
individuali sia gruppali, è impresa di specifica
competenza per gli adulti che abbiano funzioni
educative. In tal senso, gli A. propongono risposte
alla domanda di quale sia la funzione che svolge il
bucarsi i capelli per infilarvi monili o metalli e
per cospargere il sottocute di polveri colorate, nei
confronti della complessa realizzazione dei compiti
evolutivi adolescenziali.
Linee
guida del Consiglio Superiore di Sanità (CSS) su
piercing e tatuaggi
Le
Linee guida per l’esecuzione di procedure di
tatuaggio e piercing in condizioni di sicurezza,
emanate dal Consiglio Superiore della Sanità -
Ministero della Salute nel marzo 1998, riguardano
più aspetti:
norme
igieniche dove esercitare l’attività;
caratteristiche e tipologie dei materiali usati e
sistemi di protezione degli operatori;
requisiti professionali degli operatori stessi;
sistemi di sterilizzazione e di smaltimento dei
rifiuti.
La
pratica di piercing e tatuaggi, se effettuata in
condizioni precarie da un punto di vista igienico
sanitario, può comportare il rischio di contrarre
infezioni e di sviluppare patologie anche molto
gravi quali epatiti B e C. Per prevenire questi
rischi si raccomanda alle persone che decidono di
sottoporsi a piercing o tatuaggi di rivolgersi
esclusivamente a laboratori dove gli operatori siano
in possesso dei requisiti previsti dalle Linee
guida.
(Redazione Ministerosalute.it – marzo/2003)
Si sa che certe mode contagiano un
po' tutti, e a quanto pare tra i pesci il piercing è
attecchito alla grande! Se poi per essere alla moda
ti basta andare in giro col ricordino di qualche
pescatore...

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