Archivio Dottor Web

 

Caduti nella rete

Ogni giorno sono chiamata a confrontare le mie opinioni con quelle di rubriche dedicate alla sanità che provengono dalle fonti più disparate. Un tempo, ogni lunedì,  riuscivo ad indovinare il tema della puntata televisiva del sabato precedente di un noto programma di medicina,  dalla frequenza di assistiti che temevano di essere portatori della stessa patologia. Molti arrivano con ritagli di giornale e mi chiedono di essere sottoposti a questa o quella terapia o indagine diagnostica magnificata nella sezione “salute” dei vari periodici. Ma ora c’è anche Internet . La frase che più spesso mi sento ripetere è: “...ma come, dottoressa, non ha letto sul Web?”. Certo, spesso gli assistiti hanno più tempo dei loro medici curanti di navigare e trovare informazioni sanitarie su siti non scientifici, ma non sanno che anche in questo mare vi sono pericoli .

RETE LIBERA


rete per la libertà terapeutica, contro la visezione e per le alternative naturali alla medicina ufficiale

Ci sono in Italia molti gruppi che:

·  si oppongono alle violenze e invadenze di vaccini, trattamenti psichiatrici, espianti, medicalizzazioni e trattamnti farmacologici forzati;

·  cercano di diffondere le notizie taciute dalla stampa sulla dannosità della maggior parte delle terapie della medicina ufficiale, sulla tossicità dei farmaci di sintesi chimica, sulla immoralità degli espianti a cuore battente;

·  si battono per dare dignità alle terapie “non convenzionali”, agli approcci dietetici e igienisti;

·  si battono per dare spazio alla prevenzione primaria (che come tale è a costo zero) e ad una corretta informazione che non sia succube degli interessi delle case farmaceutiche e della casta dei medici ortodossi

·  si oppongono al sempre crescente e squallido business della cosiddetta “ricerca medica”, generalmente basata sull’orrenda e inutile vivisezione, e finalizzata alla messa in commercio di nuovi farmaci altrettanto tossici e velenosi di quelli vecchi

·  si battono contro la vivisezione e contro ogni sperimentazione sugli animali, sia perché eticamente inaccettabile, sia perché incapace di dare informazioni utili per l’uomo

Lo scopo della
rete libera è di mettere in contatto tutte queste isolette del vasto arcipelago di opposizione ai dogmi imperanti della pseudo-scienza e della pseudo-ricerca medica, di collettivizzare saperi e tecniche di opposizione alle imposizioni autoritarie, di creare iniziative congiunte a sostegno delle lotte di ogni singolo gruppo.

Per il momento il collegamento delle varie realtà (che è appena inziato) si sta realizzando attraverso questa pagina di collegamento ai vari siti delle associazioni e attraverso la
mailing list.

Questa pagina verrà "linkata" da tutti i siti collegati fra loro all'interno del progetto della
rete libera

I SITI DELLA RETE PER LA LIBERTA' TERAPEUTICA


IL PORTALE DI ANTIPSICHIATRIA: notizie, discussioni, iniziative del movimento contro la psichiatria più una nutrita sezione per scaricare gratuitamente testi, dossier, volantini.

LA LEVA DI ARCHIMEDE: associazione per la libera scelta; sito con numerose informazioni sui danni della medicina ufficiale, sui rimedi naturali, ma anche su economia e globalizazzione.

LA SCIENZA MARCIA E LA MENZOGNA GLOBALE: un libro no-copyright disponibile gratis on line che tratta non solo delle menzogne della medicina ufficiale, ma della genesi stessa delle menzogne nel periodo della globalizzazione, con riferimenti storici, filosofici, sociologici, economici.

MEDICINA NATURALE: vasto e interessante sito sulle medicine naturali e tutto ciò che vi è connesso.


SITI DI ASSOCIAZIONI NON COLLEGATE DIRETTAMENTE ALLA RETE LIBERA MA VICINE ALLE SUE POSIZIONI


LEGA NAZIONALE CONTRO LA PREDAZIONE DEGLI ORGANI e la morte a cuore battente : associazione che si oppone all'espianto truffaldino degli organi, che non viene mai fatto da cadavere come insinua la propaganda ufficiale, ma da persona a cuore pulsante che versa in uno stato di coma (per legge equiparato alla morte).

http://www.insieme.net/~corrado_penna/rete.htm

  I danni dell'informazione medica in Rete

La proliferazione di siti per le consultazioni mediche, più di centomila in tutto il mondo, ha convinto gli scienziati a indagare sulla qualità delle informazioni in Rete. I risultati sono registrati e sono stati davvero poco incoraggianti: un esempio è la ricerca apparsa sul British Medical Journal  condotta dall'epidemiologo italiano Maurizio Bonati

Abbiamo indagato e analizzato alcuni siti, simulando quello che un genitore può trovare chiedendo informazioni circa il trattamento della febbre per il suo bambino. Sono stati evidenziati numerosi siti, ma ne abbiamo analizzati 41 specifici per fornire informazioni ai genitori. Solo uno di questi siti era italiano, gli altri sono tutti americani. Circa la qualità dell'informazione, pur utilizzando una griglia abbastanza larga nella valutazione, solo 4 sono risultati se non accurati, almeno giudicati non dannosi circa le informazioni che fornivano.

Analogamente, due anni dopo abbiamo replicato lo stesso studio, analizzando quello che è un altro comune sintomo e quindi una comune ragione di consultare Internet che è stato quello del trattamento della tosse o come un genitore può trattare la tosse del proprio bambino. Abbiamo identificato con gli stessi criteri 19 siti, di cui solo uno è risultato non dannoso.

Le indicazioni dannose erano rispetto ai comportamenti relativi alla somministrazione di farmaci, rispetto ai metodi alternativi o rispetto a quando, per esempio, nell'ambito della febbre, somministrare il farmaco secondo la temperatura, su come misurare la temperatura; sulla tosse, le informazioni più errate, se non altro discutibili, erano sicuramente rispetto al trattamento con l'uso di mucolitici e di fluidificanti.

Recentemente abbiamo concluso la rianalisi, cioè abbiamo replicato lo studio del '97 pubblicato sul British Medical Journal per vedere a distanza di tempo cosa fosse successo, cosa fosse cambiato, se l'informazione o l'accuratezza e la precisione dell'informazione fosse migliorata. I risultati, invece, sono pressoché identici: l'unico dato è che dei 41 siti, precedentemente analizzati, 23 non sono più reperibili - un dato un po' atteso, anche se non in questa proporzione - ma sono stati sostituiti da altri (per la precisione, ne escono 23, ne entrano altri 21). La qualità è identica: di quelli rimasti, solo due hanno migliorato l'informazione.

Nell'ambito dell'informazione medica su Internet per la popolazione e per il comune utente, la tendenza dovrebbe essere quella di garantire la qualità. Oggi si sta lavorando in termini di qualità tecnica, cioè del tipo di struttura del sito. Quello che manca è sicuramente la qualità scientifica, cioè il tipo di informazione. Il limite di Internet è che non può essere garantita la qualità dell'informazione perché chiunque può pubblicare un sito, diversamente di quanto accada per un giornale scientifico, per un libro, per un testo di medicina, in cui lo stesso autore medico o l'autore o coautori garantiscono se non altro la loro interpretazione ma hanno un'autorità anche per farlo. Ciò non succede invece su Internet, dove a tutt'oggi non si può garantire che l'informazione sia corretta e oltretutto aggiornata rispetto a quella che è l'evidenza scientifica corrente.

British Medical Journal  

www.mediamente.rai.it/mm_it/010523/bonati.asp - 13k -

Informazione medica e internet

Veniamo al tema assegnatomi: l’informazione medica.

L’informazione medica, secondo il mio pensiero, è una cosa estremamente delicata.

Sono certo che il bavaglio a Internet non si potrà mai mettere e che forse non è neanche opportuno.

Sono però altrettanto convinto, anche come presidente dell’Associazione della Stampa Medica (ASMI), che quando si fa informazione scientifica in campo medico-sanitario bisogna procedere con i piedi di piombo nell’interesse di chi può ricevere l’informazione senza essere preparato a valutarne la validità e la finalità.

E allora, cominciando da quella che può sembrare una conclusione, mi domando quali possibilità esistono di regolamentare l’informazione scientifica in campo medico-sanitario divulgata attraverso INTERNET

Ho esordito con l’esempio della radio ed è di pochi giorni la notizia che il CIRM, il Centro italiano radio medico, ha sospeso o è in procinto di sospendere la sua attività.

Ha sicuramente rappresentato un esempio meritevole di come utilizzare la radiofonia in campo sanitario.

Oggi i sistemi di telesoccorso e di teleconsulto lo hanno certamente superato.

Non si può restare immobili o fingere di essere ciechi, né si può essere contrari, per principio, al progresso scientifico e tecnologico che sono comunque inarrestabili per la stesso spirito di avventura e la curiosità propri dell’uomo.

Si corre il rischio, come dice un aforisma medico, di ‘gettare il bambino con l’acqua sporca’!

http://www.numedionline.it/numedi/arc2000/n.0700/07.html

farmaci sbarcano in rete ed è subito polemica

Pro e contro sulla vendita di medicinali on line: utenti informati ma a rischio per le cure fai da te

di Alessandra Solarino

Dalla medicina tradizionale a quella omeopatica, dalla fitoterapia ai Fiori di Bach. Aumentano di giorno in giorno i siti che offrono la possibilità di acquistare farmaci per via telematica e di consultare aggiornati database sulle caratteristiche dei prodotti e sugli ultimi ritrovati in campo medico.
Basta cliccare sul medicinale richiesto, comodamente seduti in salotto, per riceverlo a casa propria entro pochi giorni. E a costi ridotti.

Ma comprare farmaci tramite Internet può nascondere dei pericoli. "Il problema si pone per quelle medicine che richiedono la ricetta medica - spiega Filippo Rossi Fanelli, ordinario di Medicina Interna al Policlinico di Roma - In rete non c'è alcun controllo sui prodotti offerti e manca la responsabilità di un medico.
Il paziente in sostanza è libero di autoprescriversi il medicinale che vuole".

A lanciare l'allarme è soprattutto il mondo della distribuzione, che rischia di essere tagliato fuori dallo sviluppo del mercato on line. "Chi ci assicura del buono stato di conservazione del farmaco acquistato via Internet?" si chiede Giacomo Leopardi, presidente dell'ordine dei farmacisti della provincia di Roma. "Comprare medicinali tramite rete - afferma - potrebbe mettere in serio pericolo la salute dei cittadini. Intanto perché un farmaco, specialmente se di provenienza estera, non offre alcuna garanzia e spesso il foglietto illustrativo in lingua straniera può creare difficoltà. E poi i tempi di consegna dei farmaci sono ancora troppo lunghi. Per un medicinale da banco, che dovrebbe essere assunto subito, per guarire da un raffreddore o da una febbre, ci vogliono almeno 5 giorni. Ma il fatto più grave - ribadisce - è la possibilità di autoprescriversi un medicinale, saltando il colloquio con il farmacista e la visita dal dottore, con tutte le conseguenze che questo comporta".

Nel mese scorso negli Stati Uniti sono stati citati in giudizio dei siti Internet per la distribuzione illegale di farmaci. Lo stato del New Jersey ha denunciato otto farmacie on line per la vendita non autorizzata di popolari medicine, come il Viagra, fornite senza richiedere al paziente la ricetta medica.
Gli investigatori, coperti dall'anonimato, hanno inviato un ordine di farmaci ai siti in questione e, dopo aver compilato un questionario, hanno scoperto di poterli comprare anche senza prescrizione medica e requisiti necessari.
Senza contare che il Web è pieno di medici ciarlatani che assicurano cure miracolose, e costosissime, tramite…visite via e-mail. 
"Ma non possiamo incolpare la rete per l'uso sbagliato dello strumento" replica Gian Pietro Leoni, presidente di
Farmindustria, associazione nazionale dell'industria farmaceutica che raccoglie circa 215 aziende. "Internet sta rivoluzionando la medicina - continua Leoni - la rete mette a disposizione dell'utente un'enorme quantità di informazione su prodotti e terapie, riducendo la distanza tra medico e paziente". 

Lo confermano i risultati di una ricerca condotta dalla Harris Interactive, da cui emerge che in Gran Bretagna spesso il navigatore è più aggiornato del medico curante. "Inoltre - precisa Leoni - Internet consente di abbattere i costi dei farmaci, soprattutto della distribuzione, agevolando i rapporti commerciali. Quello che dobbiamo fare, allora, è concertare, insieme al ministero della Sanità e ai soggetti coinvolti, delle regole a livello sovranazionale per governare il fenomeno. Norme precise che garantiscano la sicurezza, la qualità e la rintracciabilità del farmaco in caso di effetti collaterali". E proprio per regolamentare il mercato dei farmaci on line Farmindustria sta lavorando insieme a Federfarma e Assosalute per concertare soluzioni che mettano d'accordo l'area della produzione farmaceutica e i vari soggetti della distribuzione.

Metà popolazione cerca notizie di medicina sulla rete

Quasi la metà degli adulti negli USA ha ricercato informazioni mediche in rete.

Per molte persone Internet è diventato un potente e familiare strumento di informazione in campo medico.

La salute rappresenta il terzo argomento di ricerca per i navigatori Internet.

Un editoriale pubblicato sul British Medical Journal sottolinea come molti medici abbiano sottostimato i benefici e sovrastimato i rischi dell’informazione medica online per i pazienti.

Le segnalazioni di danni procurati ai pazienti sono rare, mentre la maggior parte dei pazienti ha ottenuto consigli per curarsi meglio, evitando errori nell’assunzione dei farmaci.

L’Autore definisce i pazienti, o i loro amici o parenti, che utilizzavano Internet come fonte di informazioni mediche, “ e-Patient”.

Molti e-Patient sostengono che l’informazione medica ed i consigli che trovano sul web siano più completi ed utili rispetto a quelli forniti dai medici nel corso di una visita medica

Internet e medicina

Sono stati resi noti i dati di un'indagine americana sull'utilizzo da parte dei naviganti di Internet dei siti di argomento medico. È risultato che quasi due terzi degli utenti di Internet americani cerca informazioni mediche in rete. Di questi, solo un quarto verifica la veridicità della fonte da cui è tratta la notizia e la puntualità dell'aggiornamento del sito. Un altro quarto lo fa di rado. E molti non lo fanno mai.
Il 18% degli intervistati usa Internet per diagnosticare o curare una malattia, senza consultare il proprio medico. E si rivolge al medico solo dopo, per avere chiarimenti. Molti cercano informazioni su nutrizione, controllo del peso e somministrazione di farmaci.
Spesso gli utenti si servono di motori di ricerca per trovare le informazioni. Ma non è detto che i siti più validi siano tra i primi trovati dal motore di ricerca. I naviganti, poi, giudicano molto affidabili le notizie che compaiono su differenti siti. Pensano, infatti, che siano tratte da varie fonti e quindi più controllate.
La Medical Library Association, un'associazione educativa no-profit, dà alcuni consigli agli utenti di Internet. Innanzitutto, bisogna controllare chi sponsorizza il sito. Poi è importante verificare la data dell'ultimo aggiornamento del sito e se la notizia che interessa esprime un fatto o un'opinione. Inoltre bisognerebbe confrontare le informazioni di diversi siti e poi rivolgersi a un medico. L'approccio migliore è comunque quello di iniziare a navigare da un sito raccomandato dal proprio medico.

Pew Internet&American Life Project, May 23 2002.

Le cefalee in Rete: analisi della realtà attuale

Estratto della relazione presentata al 2° Workshop Accademia Romana del Mal di Testa: "Assistenza e Ricerca sulle Cefalee nel Territorio della Regione Lazio"

Roma 5 Maggio 2001, Pontificia Università Urbaniana

Allo stato attuale, Internet rappresenta soprattutto un formidabile strumento di informazione che sta modificando, in maniera radicale, le caratteristiche della comunicazione in ambito sanitario.

Negli USA circa la metà delle ricerche effettuate sulla rete riguarda tematiche mediche ed il 25 % della popolazione utilizza regolarmente la rete per reperire informazioni sanitarie. Da un recente rapporto del Censis (www.censis.it) apprendiamo che nel 2000, sono circa 4 milioni gli italiani che hanno cercato informazioni "personalizzate" di natura sanitaria su Internet.

Considerata la prevalenza delle cefalee nel nostro paese ed il numero attuale di "navigatori", è possibile stimare in circa 500.000 i cefalalgici "a caccia" di informazioni in rete.

Questi numeri fotografano una realtà quantitativamente impressionante ed invitano ad una riflessione immediata. E' prevedibile che il paziente del futuro sarà sempre più autonomo e responsabile, sfruttando il web per potenziare l'auto-tutela e l'esercizio di scelta su vari aspetti della propria salute.

In teoria, la ampia disponibilità di informazioni sulle cefalee dovrebbe portare ad una maggiore educazione sanitaria sull'argomento e, in ultimo, ad una migliore gestione del paziente. Ma quale tipo di informazione specifica è attualmente disponibile all'utente che si rivolge alla rete ?

Al momento, non esiste un censimento degli indirizzi web che si interessano di informazione sanitaria e in maniera più specifica di cefalee. Per tali motivi abbiamo effettuato una ricerca di testo libero utilizzando la parola "cefalea sui quattro principali motori di ricerca italiani (www.virgilio.it, www.altavista.it, www.excite.it, www.lycos.it)", e sottoposto a revisione critica i primi 30 risultati di ogni ricerca.

Il numero di segnalazioni varia da 49 a 4500, con una media che supera abbondantemente le 1500 unità.. Appare evidente, a parte le differenze tra i singoli motori di ricerca, attribuibile all'utilizzo di "filtri" informatici ed a diversità di estensione di archivio, che l'offerta che si presenta ad un potenziale utente è numericamente imponente. Di fronte a migliaia di presunti siti informativi sull'argomento, pur escludendo segnalazioni erronee e ripetizioni, viene da domandarsi se è possibile che tutte le segnalazioni siano utili e autorevoli.

Una lettura critica dei risultati permette di evidenziare una realtà prevedibile, data la natura libera della rete, ma non per questo meno inquietante. Di fronte ad indirizzi chiaramente pertinenti che rimandano a fonti autorevoli e specializzate, la ricerca segnala all'utente una serie di indirizzi di privati, ditte farmaceutiche o di articoli sanitari, sedicenti tenutari di verità alternative, la cui consultazione evidenzia immediatamente la natura interessata e commerciale delle pagine informative.

L'attuale offerta di informazione sulle cefalee è pertanto costituita, per la maggior parte, da "venditori" irrispettosi di quelle regole di correttezza e puntuale riferimento a fonti autorevoli, normalmente vigenti nella stampa medica specialistica. Non è una sorpresa. Gli interessi commerciali sono tanti e acquistare un dominio internet credibile costa molto poco.

Rammarica invece la quasi assoluta latitanza delle università e delle istituzioni sanitarie pubbliche.

L'analisi della realtà attuale evidenzia pertanto due verità preoccupanti:
1) gli strumenti di ricerca disponibili non sono in grado di fornire una selezione concisa, attinente e di qualità dell'informazione esistente;
2) gli enti a cui compete istituzionalmente il ruolo educativo ed informativo non hanno ancora preso coscienza dei potenziali vantaggi di Internet.

Dalla nostra analisi, ma le conclusioni sono generalizzabili a tutto l'ambito medico, emerge chiaramente che i rischi in cui si può incorrere effettuando una ricerca su Internet sono:

  • segnalazione di siti web che propongono ausili diagnostici e soprattutto terapie che non hanno alcuna evidenza medica
  • segnalazione di siti web che contengono informazioni imprecise, ma in sostanziale buona fede (esperienze personali, aneddotica, esperti improvvisati, costante mancato riferimento a fonti autorevoli)
  • siti web che contengono informazione pregiudizievole (sponsorizzazione, riferimento a potenziali interessi commerciali).

Come è possibile difendersi dall'elevato rischio disinformazione ?

La letteratura medica internazionale sta già affrontando la questione da diversi anni. L'aumentata consapevolezza dei problemi correlati alla qualità dell'informazione medica presente su internet ha stimolato molte organizzazioni ad escogitare nuovi metodi per tutelare gli utenti.

Attualmente sono allo studio diversi strumenti di salvaguardia che si propongono di identificare, immediatamente, la qualità della segnalazione rintracciata in rete.

L'istituzione di marchi di approvazione è una realtà già attiva anche in Italia. Il concetto è quella di una certificazione ottenuta in base all'adesione ad un codice di condotta informativa. Il più famoso e diffuso è quello della Health on the net Foundation (HON), che fornisce anche un elenco di siti che rispettano il codice (URL: http://www.hon.ch/HONcode/Conduct.html)

Un sistema alternativo è quello degli strumenti di valutazione secondo delle "checklist", che valutano diverse componenti dell'informazione, da cui si può ricavare un giudizio finale che qualifica il sito (http://www.mitretrek.org/hiti/showcase/documents/criteria.html)

Gli aspetti dell'informazione normalmente analizzati sono la credibilità, il contenuto, la presentazione, i "links", il disegno, l'interattività e la presenza di "trabocchetti".

Ricercatori tedeschi stanno inoltre studiando la possibilità di utilizzare tecnologie informatiche in funzione di filtro (PICS standard, Platform fo Internet Content Selection) al pari di ciò che succede in altri settori (http://www.derma.med.uni-erlangen.de/medpics/index.htm).

In attesa che la questione qualità trovi una adeguata soluzione sono già attivi dei "guardiani" cioè alcuni siti che svolgono un'azione di monitoraggio continuo nei confronti di frodi in campo medico, contattabili ai seguenti indirizzi. (Quackwatch: http://www.quackwatch.com/; National Council Against Health Fraud: http://www.ncahf.org/; Health Care Reality Check: http://www.hcrc.org).

In conclusione, il cambiamento più significativo introdotto da Internet consiste nella "democratizzazione" dell'informazione sanitaria che sta diventando più trasparente e disponibile a tutti.

Il processo che si è attivato è inarrestabile e siamo di fronte a un cambiamento rivoluzionario del rapporto e della comunicazione medico-paziente. E' indubbio che un paziente informato è in grado di prestare una adesione ottimale a qualsiasi progetto diagnostico-terapeutico.

Affinché le nuovi fonti di informazione diventino uno strumento per fornire un'assistenza adeguata ed aggiornata, è fondamentale che i medici si assumano la responsabilità di indirizzare

i pazienti verso i siti più accreditati e di informare dei pericoli e della necessità di una esplorazione critica. Solo in questo modo la "navigazione" in rete potrà approdare verso quella conoscenza che rappresenta l'essenza dell'arte medica.

Dott. Paolo Rossi
Centro Cefalee, Istituto di Clinica delle Malattie Nervose e Mentali
Università degli Studi di Roma "La Sapienza"
e-mail:
paolo.rossi90@tin.it

Navigare nella salute

Quali sono i criteri per valutare la qualità di un sito? E il linguaggio? Che valore hanno le consulenze degli esperti in rete? Da questa settimana proponiamo un dossier realizzato dagli studenti del Master di Comunicazione scientifica di Milano

Il “mare” di Internet è senza sconfinato. I siti che diffondono informazioni e servizi sui temi della salute sono sempre più numerosi, difficilmente classificabili per chi non è esperto per via della varietà e della qualità dei servizi che propongono.
Abbiamo cercato di analizzare l’offerta di Internet sulla salute destinata al grande pubblico per capire se e come possa aiutare il cittadino a compiere scelte corrette in una materia così delicata.

Valutazione dello strumento
Il punto fondamentale che bisognerebbe sempre aver chiaro, ancora prima di iniziare qualsiasi tipo di ricerca di informazioni mediche in rete, è che Internet non sostituisce il rapporto con il proprio medico curante.
Lo strumento informatico può essere piuttosto un mezzo per migliorare questo rapporto. Il paziente informato può dialogare meglio con il medico, esponendogli i propri dubbi e le perplessità: la medicina non è più una disciplina iniziatica di cui il medico detiene la conoscenza assoluta.
Attraverso lo scambio e la condivisione di opinioni tra medico e paziente si può spesso arrivare a un migliore approccio terapeutico, in cui il paziente non è più oggetto passivo delle scelte del medico ma diventa soggetto partecipe delle stesse.

Come capire se un sito è affidabile?
Internet è un infinito non catalogabile di centinaia di migliaia di pagine sui temi della salute, che aumentano ogni giorno. Riferendosi solamente alla situazione italiana, vi sono decine di portali (i luoghi più utilizzati per entrare nella rete) che offrono canali di informazione medica. Sempre più numerosi sono inoltre i vortali, ovvero portali verticali che forniscono una grande quantità di notizie e servizi unicamente sul tema della salute.
La qualità dell’informazione medica on line è stata oggetto di accesi dibattiti all’interno della stessa comunità scientifica internazionale: come fornire al pubblico non esperto criteri di valutazione sull’attendibilità e sulla correttezza delle informazioni?
Attualmente lo strumento di valutazione più diffuso è l’adesione del sito ai principi del codice di autocondotta sviluppato dall’associazione svizzera Health on the Net Foundation (Hon). Il codice stabilisce che i contenuti del sito debbano rispondere a precisi criteri di trasparenza riportando, per esempio, la citazione dei nomi dei gestori del sito e degli eventuali esperti che rispondono alle domande dei visitatori. Gli ispettori di Hon verificano che i contenuti del sito rispondano alle regole del codice di autocondotta e rilasciano al sito una certificazione: basta cliccare sull’icona rossa con la scritta “Hon” per verificare la data dell’ultima verifica compiuta dagli ispettori.

Un’altra fonte di informazione attendibile su Internet è rappresentata dai siti istituzionali: sono i siti degli organismi governativi (Ministero della salute, Istituto superiore di sanità) e di altre importanti istituzioni attive nel settore della salute.

L’offerta di servizi
Quasi tutti i siti hanno sottosezioni dedicate alle singole patologie, con approfondimenti che riguardano di volta in volta a diagnosi, terapie o prevenzione.
L’offerta varia qualitativamente dai siti che puntano a informare, più in generale, sugli argomenti legati al benessere (forma fisica, bellezza, alimentazione) a quelli di carattere più strettamente medico (informazioni su farmaci e patologie, indirizzi di ospedali e farmacie, consulenze da parte di specialisti). Sono spesso presenti sezioni dedicate a pubblici particolari, per esempio donne e bambini, anziani, sportivi, giovani, con informazioni mirate ai temi di interesse per ciascuna di esse.


Il linguaggio
La semplicità del linguaggio utilizzato è uno dei parametri più importanti da considerare nella valutazione della qualità dell’informazione medica on line:notizie precise fornite in termini facilmente comprensibili mettono in grado di capire meglio il problema e di approfondirlo poi con il medico curante.

Gli esperti
Quasi tutti i siti offrono ai navigatori servizi di consulenza da parte di esperti nelle varie discipline: anche in questo caso il panorama emerso dall’inchiesta non è omogeneo. Tutti i siti segnalano chiaramente al visitatore l’importanza di non considerare le risposte ottenute on line come significative ai fini della diagnosi o della cura dei problemi di salute: esse sono piuttosto solo consigli generali, punti di partenza da approfondire successivamente con il proprio medico curante.
La rapidità di risposta non sembra essere una caratteristica tenuta in grande considerazione, passano spesso settimane prima di essere contattati e anche le risposte riportate nei siti non vengono aggiornate frequentemente. Molti siti, inoltre, offrono sia un servizio di consulenza gratuito, anonimo e le cui risposte sempre generiche vengono inserite tra i contenuti del sito stesso, sia un servizio personalizzato a pagamento, in cui l’esperto invia una risposta più dettagliata all’indirizzo e-mail del richiedente.
Anche la qualità delle risposte varia grandemente, non solo tra siti diversi ma anche per patologie differenti all’interno dello stesso sito. I medici che rispondono ai quesiti, infatti, non si attengono a modalità predefinite di risposta: il linguaggio utilizzato dai singoli esperti è molto variabile e a volte può risultare troppo tecnico per un pubblico non esperto.

Come affrontare la “giungla”
Non esistono regole definitive che ci possano garantire di non prendere abbagli o essere in qualche modo ingannati da sedicenti guaritori mentre cerchiamo informazioni; spesso è solo una questione di buon senso. Non bisogna però dimenticare che nessuna fonte Internet, neanche le fonti istituzionali, si può sostituire al rapporto diretto medico-paziente, l’unico in grado di cogliere appieno tutte le delicate sfumature di un problema di salute.
Internet è un amico a cui rivolgersi per un consiglio, ma la decisione finale in merito a qualsiasi tipo di azione diagnostica, curativa o preventiva deve essere presa esclusivamente dopo un’accurata verifica delle informazioni trovate in rete con il proprio medico curante.

A cura di Giuliana Miglierini e Ilaria Scaricabarozzi


Comunicare la salute: questo articolo fa parte di un dossier su ciò che il mondo dell’informazione offre in ambito medico, redatto dagli studenti del Master in Comunicazione scientifica dell’Università degli Studi di Milano
Il Master “Farmaci, salute e società” è organizzato dal Centro studi comunicazione sul farmaco e dal Dipartimento di scienze farmacologiche dell’Università degli Studi di Milano.
Il Master, che vede tra i suoi docenti sia personalità del mondo accademico sia esperti del giornalismo e del mondo dei media, vanta nel suo comitato scientifico autorevoli studiosi e personaggi conosciuti al grande pubblico come Piero Angela e Alessandro

Cecchi Paone.
Una caratteristica del Master è quella di saper coniugare un insegnamento teorico a esercitazioni pratiche che mettono alla prova sin dall’inizio le capacità degli studenti. Grande importanza formativa rivestono anche gli stage obbligatori, presso agenzie, uffici stampa di enti pubblici e privati, case farmaceutiche e redazioni di riviste, di radio e di siti Internet.
Il Centro, di cui è direttore il prof. Rodolfo Paoletti, collabora con altre scuole di comunicazione italiane ed estere per arricchire la didattica e la ricerca e per offrire agli studenti la possibilità di conoscere realtà diverse.
Coordinatrice del Master è Flavia Bruno, presso il Centro studi Comunicazione Farmaco (tel:02-50317505-fax02-50317501, email:
scs@unimi.it).

http://www.humanitasalute.it/print.html?id_p=643

Le malattie rare

Dati e progetti sull’AIDS

Salute in gravidanza

Quando la morte è volontaria

Sterilità e fecondazione assistita

I comitati etici

Eutanasia

Dati e analisi sulle tossicodipendenze

Il nuovo sito del Ministero della salute

Verità scientifiche sull’ipnosi

Ripasso di anatomia

La clonazione

Globalizzazione e salute

L’acqua

La salute dei migranti

Internet ha rivoluzionato positivamente il mondo della sanità, ma al tempo stesso ha aperto le porte a rischi nuovi.

In Italia, per l'acquisto su territorio nazionale, la legge (122 T.U.L.S. del 1934) prevede l'acquisto di farmaci solo presso farmacie autorizzate e dietro presentazione dell'originale di ricetta medica, dove obbligatoria.

Se utilizzato in modo appropriato, Internet permette un accesso facile e rapido alle informazioni di carattere medico; fornisce informazioni utili su malattie, condizioni, terapie, farmaci, organizzazioni, istituzioni mediche e sanitarie.

Per aiutare gli utenti di Internet a ottenere informazioni corrette, indipendenti, confrontabili sui farmaci e per combattere fenomeni illegali di pubblicità e vendita in rete,     l' Organizzazione Mondiale della Sanità ha sviluppato un opuscolo intitolato 'Farmaci e Internet'. Al lavoro hanno contribuito autorità nazionali di controllo ed esperti di informazione sui farmaci, organizzazioni dei consumatori e rappresentanti dell'industria farmaceutica. Cinque i punti principali della pubblicazione:

1) Utilizzata in modo appropriato la Rete permette un accesso facile e rapido a informazioni mediche;

2) I consigli offerti da Internet non devono sostituirsi alla consulenza del medico, la quale va sempre e comunque richiesta al proprio medico curante;

3) Diffidare delle informazioni che sembrano "troppo belle per essere vere" e ricordare che prodotti con lo stesso nome possono contenere in Paesi diversi ingredienti diversi;

4) Molta cautela nell'acquisto dei farmaci via Internet, per diverse le ragioni: non ultimo il fatto che attualmente l'acquisto o la vendita di farmaci via Internet potrebbero essere considerati in molti paesi attività illegali;

5) Anche quando le informazioni mediche o sanitarie su Internet sembrano attendibili e veritiere è indispensabile rivolgersi al proprio medico per discutere la malattia.

La situazione attuale lascia l'acquisto dei medicinali online in un vuoto giuridico a causa sia dell'assenza di norme per la loro vendita su Internet sia delle diverse disposizioni nazionali sui medicinali accessibili solo con prescrizione medica. I cittadini comunitari potrebbero preferire il mercato statunitense o di altri Paesi anche per le grandi differenze di prezzo dei medicinali determinate dall'assenza di norme a riguardo e da una conseguente crescita della concorrenza.

In assenza di una normativa specifica, ci si deve riferire alle norme che regolano in generale il commercio dei farmaci a distanza, come le televendite e le vendite per corrispondenza: al momento della stesura delle Direttive, infatti, il commercio elettronico non esisteva ancora. Le tre Direttive interessate sono tre:

- la 97/7 sulle vendite a distanza

- la 97/36 sul "teleshopping"

- la 92/28 che riguarda la pubblicità sui medicinali

L’attuale legislazione europea applicabile alla vendita on line di medicinali è anzitutto quella introdotta dalla Direttiva 92/28/CEE sulla pubblicità di medicinali ad uso umano. La Direttiva stabilisce il divieto di pubblicità dei farmaci soggetti a prescrizione medica e detta rigide regole per definire i limiti e i contenuti della pubblicità consentita. Essa stabilisce altresì specifiche regole di condotta per la pubblicità a persone qualificate a prescrivere medicinali.

Esaminiamo più approfonditamente l'aspetto legato alla direttiva 92/28/CEE. Anzitutto bisogna distinguere tra pubblicità ed informazione.

Informazione : far conoscere, dare notizie, fornire dati intorno a persone o cose. E' un diritto soggettivo che si ricollega con il più ampio diritto di sviluppo della persona umana (art. 3 della Costituzione Italiana) e di manifestazione del pensiero.

Pubblicità : attività propagantistica intesa a promuovere a fini commerciali presso l'intera collettività dei consumatori la conoscenza e la favorevole accoglienza di determinati prodotti e servizi, in modo da influire sul comportamento degli individui.

La materia sulla pubblicità dei farmaci è regolata dal decreto legislativo n. 541 del 30 dicembre1992 (attuazione della Direttiva 92/28/CEE).

Secondo il nostro parere non può esistere una censura sull'argomento farmaci. Purché trattasi di semplice informazione e non di pubblicità.

L'informazione è cosa diversa dalla pubblicità, se così non fosse si dovrebbero censurare centinaia di siti internet che trattano notizie su farmaci!

Il decreto legge nel definire la pubblicità dei medicinali e l'ambito di applicazione del decreto nel definire il concetto di pubblicità dei medicinali parla di "qualsiasi azione di informazione, di ricerca della clientela o di esortazione, intesa a promuovere la prescrizione, la fornitura, la vendita o il consumo di medicinali" (art. 1 comma 1).

In secondo luogo vengono precisati i requisiti generali della pubblicità dei medicinali "la pubblicità dei medicinali può riferirsi unicamente a medicinali per i quali è stata rilasciata l'autorizzazione all'immissione in commercio"; "tutti gli elementi della pubblicità di un medicinale devono essere conformi alle informazioni che figurano nel riassunto delle caratteristiche del prodotto"; "la pubblicità deve favorire l'uso razionale del medicinale, presentandolo in modo obiettivo, senza esagerarne le proprietà e senza indurre in inganno il destinatario".

Quindi vengono specificati i medicinali che possono essere pubblicizzati al pubblico "possono formare oggetto di pubblicità presso il pubblico medicinali che, per la loro composizione e il loro obiettivo terapeutico, sono concepiti e realizzati per essere utilizzati senza intervento di un medico per la diagnosi, la prescrizione o la sorveglianza nel corso del trattamento e, se necessario, con il consiglio del farmacista".

Questa norma spiega che tutti i medicinali esenti dall'obbligo della ricetta medica possono fare pubblicità al pubblico.

Il decreto legislativo 541 stabilisce poi che "è vietata la pubblicità presso il pubblico dei medicinali che possono essere forniti soltanto dietro presentazione di ricetta medica...è vietata la distribuzione al pubblico di medicinali a scopo promozionale...è vietata la pubblicità al pubblico di medicinali compresi nel prontuario terapeutico del Servizio sanitario nazionale...".

Quindi non si possono pubblicizzare in Italia i medicinali per cui è richiesta la prescrizione medica.

Inoltre per fare pubblicità a medicinali (comunque esenti dall'obbligo di ricetta medica) l'autorizzazione ministeriale non è necessaria se, trattandosi di inserzioni sulla stampa periodica o quotidiana, se si tratta di pubblicità di richiamo (nome del medicinale) o di pubblicità che si limiti praticamente a riprodurre il foglio illustrativo. Non si parla di Internet.

E' necessario distinguere tra vera e propria pubblicità atta ad influenzare i media per fini commerciali ed informazione veritiera ed obiettiva (senza esaltare pregi e/o difetti) che si limita alla descrizione delle caratteristiche presenti nel foglietto illustrativo di un determinato prodotto farmaceutico.

Un sito Internet può quindi scrivere un articolo su un farmaco ma non può promuovere la prescrizione, la fornitura, la vendita ed il consumo di farmaci italiani in Italia. Quindi nessuna norma viene violata se il visitatore viene a conoscenza (tramite un order form) dell'esistenza di una farmacia straniera autorizzata che pratica prezzi più modici rispetto a quelli eccessivi applicati nel proprio Paese e con la possibilità di ordinarli in privacy, è  indispensabile infatti a parere nostro, avere sempre ed in ogni caso la prescrizione medica del proprio medico, il solo che può "consigliare", "promuovere" la prescrizione, "promozione" (in senso lato) che effettua non per fini commerciali ma ovviamente per tutelare la salute del paziente! Lo Stato Italiano fa tali leggi proprio per tutelare il bene della salute dei cittadini, e per far questo vieta la pubblicità dei farmaci con prescrizione medica.  Un farmaco non è qualcosa a cui fare pubblicità. Lo deve decidere il proprio medico se può essere "utile" al paziente o meno!  Nel momento in cui si fa pubblicità ad un farmaco, si fa le veci del medico, il solo che può prescriverci un farmaco!  Soltanto i medici poi possono prescrivere al paziente un determinato farmaco.

E' oppurtuno altresì conoscere che l'eventuale vendita, essendosi perfezionata all'estero, sarebbe regolata dalla normativa pro tempore vigente in quello Stato che spedisce il prodotto.

Anagen.net, in ogni caso,  non intende in nessun modo fare pubblicità a nessun farmaco né intende promuoverne la prescrizione, fornitura, consumo e vendita. Non intende influenzare i media e invitare al consumo di un determinato farmaco. Deve essere sempre il proprio medico a rilasciare la prescrizione medica!

Intende fornire informazione obiettiva e la possibilità di mettersi in contatto con ditte/farmacie estere legalmente abilitate,  non intende promuovere spingendo all'acquisto del farmaco (deve essere il medico curante residente in Italia, indipendentemente da tutto,  a prescrivere il prodotto!) senza ricetta medica.

Inserendo un order form presso ditte/farmacie estere autorizzate, tale intermediazione potrebbe essere male interpretata ed intesa come incentivo ad acquistare il prodotto/farmaco. Anagen.net invece non intende in alcun modo pubblicizzare i prodotti promuovendone il consumo, solo il proprio medico può prescrivere i prodotti/farmaci.

Quindi, in ogni caso e sempre, consultare il proprio medico curante ! Ne va della vostra salute!

E' risaputo che  Internet non conosce confini nazionali o continentali. In questa situazione è chiaro che la dimensione globale di Internet rende impossibile esercitare un vero controllo, rendendo di fatto possibile l'acquisto di un farmaco via Internet in Europa. Nel nostro Paese la vendita di farmaci via Internet è illegale (non si può vendere un farmaco in Italia attraverso Internet da una farmacia italiana), ma essendo legale in altri Paesi, è possibile acquistare medicinali dall'Italia all'estero. Il sito Internet dal quale proviene il farmaco può trovarsi in un Paese straniero, con conseguente applicazione della legge di questo Paese al rapporto instauratosi con la compravendita del medicinale on line. Negli Usa (e in parte in Inghilterra) ad es. è consentita sia la vendita a distanza sia la pubblicità ai cittadini tutti, e non soltanto dei farmaci senza prescrizione ma anche di quelli etici. Vi sono poi contee americane in cui un prodotto è liberamente acquistabile in quanto considerato integratore alimentare o prodotto dietetico, mentre nell'Unione europea è considerato un medicinale.

Se è quindi possibile e legale acquistare farmaci presso ad una farmacia straniera, anche a prezzi minori e senza disagi, noi invitiamo assolutamente a munirsi di regolare prescrizione medica del proprio medico curante, ascoltare e farsi assistere dal proprio medico è indispensabile per la propria salute.

Per l'Italia per l'importazione di prodotti cosmetici intesi come farmaci non registrati in Italia o comunque di farmaci non registrati in Italia è richiesta la prescrizione medica. L'importazione di farmaci é soggetta all'approvazione del Ministero della Sanità (decreto del 11.02.97, art. 1, 2, 3). Il medico deve riempire un apposito formulario ed inviarlo ad una AUSL onde ricevere il nulla osta all'importazione. Gli ospedali sono autorizzati ad importare medicinali non registrati in Italia per uso interno. Niente è specificato per l'acquisto per uso personale all'estero di farmaco già registrato in Italia, benché muniti della direttiva del medico, ovvero della prescrizione medica.

Al momento Anagen.net offre al visitatore il contatto diretto con ditte e farmacie abilitate legalmente nel loro rispettivo Paese a spedire i loro prodotti (chi vende non commette azioni illegali  se non va contro la legislazione del suo Paese). Per diversi prodotti offre la possibilità di compilare i dati per una consultazione medica online la quale viene spedita alla ditta/farmacia interessata. Invitiamo comunque il visitatore a fare sempre una visita medica preventiva, per garantire la propria incolumità e a munirsi di prescrizione medica del proprio medico curante.

Anagen.net offre questo servizio ai visitatori, non per pubblicizzare, e anche se si prende cura di selezionare le ditte/farmacie, non entra in rapporto di compravendita tra visitatore e ditta/farmacia, e non si assume alcuna responsabilità per l'uso improprio dei prodotti ordinati, per ogni danno derivante dal loro uso, sull'ordine inviato attraverso i propri moduli di accettazione e ordinazione alle ditte/farmacie, sul metodo di spedizione e per ogni altro problema tra visitatore e ditta/farmacia. Il visitatore è invitato a informarsi delle normative doganali e sulle regole di importazione del proprio Paese.

Le ditte/farmacie interessate sono tutte elencate per trasparenza.

Il rapido sviluppo delle vendite online rende "indispensabile" l'adozione di regole europee per il commercio elettronico dei farmaci. Queste dovrebbero coprire anche la pubblicità su Internet dei medicinali, la creazione di sistemi di sorveglianza delle vendite elettroniche legate alla medicina e l'elaborazione, da parte dell'industria farmaceutica, di regole di condotta.

Ci atterremo ovviamente ad ogni nuova normativa. Questo nuovo settore ha lati positivi e negativi, noi cerchiamo di offrire ai visitatori i lati positivi.

Siamo pronti a modificare il nostro sito, a tal proposito ogni suggerimento e consiglio sarà ben accetto.

Il fine ultimo rimane quello di essere a servizio dei visitatori

http://www.anagen.net/farmaci.htm

 

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Internet "risolve" o complica la vita al medico?

di Antonino Cartabellotta
GIMBE® - Gruppo Italiano per la Medicina Basata sulle Evidenze


"I believe the use of information retrieval as a tool in clinical consultations will become as commonplace as the use of stethoscope is today."

Martin Gardner


Nel corso degli ultimi anni il binomio Internet e Medicina è stato oggetto di numerose monografie nazionali e internazionali che hanno raccolto ed organizzato liste, più o meno esaustive, di siti web d'interesse biomedico che, per l'evanescenza della rete, sono rapidamente divenuti obsoleti. Questa tendenza editoriale è stata sorretta dall'ipotesi entusiastica che Internet potesse risolvere il sovraccarico d'informazione determinato dalle innumerevoli pubblicazioni cartacee che ostacolano l'aggiornamento degli operatori sanitari.
In realtà, l'
information overload è peggiorato, sia perché è aumentato il numero di fonti accessibili, sia perché la qualità media dell'informazione biomedica si è notevolmente ridotta. Pertanto, Internet oggi può rappresentare solo l'infrastruttura fisica ideale per veicolare le informazioni scientifiche, ma non è un "contenitore" a cui l'operatore sanitario accede con successo senza precise strategie.
La seconda edizione del libro di Eugenio Santoro,
Internet in medicina. Guida all'uso e applicazioni pratiche (Il Pensiero Scientifico Editore, Roma, 2000) ha il pregio, maturato dalla competenza dell'autore e dal successo della prima edizione, di fornire all'operatore sanitario una guida al fenomeno socio-culturale Internet, senza estenuare il lettore con interminabili liste di siti web.
La struttura del libro non obbliga ad una lettura sequenziale, ma i vari argomenti possono essere consultati in maniera indipendente, anche in relazione alle competenze tecniche ed a specifiche esigenze del lettore.
I primi tre capitoli (
Come collegarsi ad Internet, La comunicazione, La consultazione) sono un mirabile connubio di sintesi e completezza di elementi tecnici, hardware e software, necessari per utiizzare il sistema Internet. Nella seconda parte, Applicazioni di Internet in medicina, sono riviste le principali categorie di risorse (riviste mediche, ricerca clinica, congressi virtuali, database di immagini, teledidattica e telemedicina, associazioni mediche ed enti governativi, cataloghi di risorse) potenzialmente utili agli operatori sanitari. Oltre a riportare numerosi esempi di siti Web, Santoro definisce bene il significato che ciascuna categoria riveste per il clinico, lo studente, il ricercatore, il paziente.
Una segnalazione di merito per il capitolo 5 sulle riviste mediche che, tra l'altro, descrive l'affascinante evoluzione dell'editoria elettronica (PubMed Central, E-biomed, E-print).
Di grande rilevanza la parte terza Problematiche legate all'uso di Internet in medicina, in particolare il capitolo sulla
Qualità delle informazioni mediche che, a mio avviso, è il migliore dell'intera opera. Santoro, infatti, delinea molto chiaramente, anche per i non addetti ai lavori, i rischi del mancato controllo sulla qualità delle informazioni biomediche e le iniziative, a vario livello di maturazione, che dovrebbero fronteggiare il problema. A questo proposito, sembra troppo semplicistico il capitolo 4, Ricerca d'informazioni mediche: infatti, l'evoluzione del concetto di knowledge management, in particolare a livello istituzionale e l'inconsistenza dei motori di ricerca tradizionali nel reperire informazioni valide ed applicabile al paziente, devono arginare l'idea che, per soddisfare un bisogno informativo relativo alla salute dei pazienti, è sufficiente digitare una o più parole chiave in un motore di ricerca (sia generico, sia orientato alla medicina).
Nella parte quarta,
Risorse disponibili su Internet per specialità, l'autore organizza per specialità clinica una serie di link che sul sito dell'editore hanno un corrispondente elettronico costantemente aggiornato, per facilitare l'accesso diretto all'utente.
In conclusione, l'opera di Santoro ha raggiunto un grado di maturazione tale da essere considerato un "libro di testo" che tutti gli operatori sanitari, in qualunque momento della vita formativa e professionale, possono utilizzare con successo. Ritenendola pietra miliare che necessita di continuo perfezionamento, autore e editore mi permettano alcuni suggerimenti per la prossima edizione:

  • numerare progressivamente le citazioni bibliografiche riportandole nel testo;
  • aggiungere un capitolo sulle strategie di Health Knowledge Management, sia individuale, sia istituzionale;
  • rendere espliciti i criteri di selezione dei siti segnalati, magari utilizzando il metodo di altri progetti in cui è coinvolto l'autore;
  • realizzare una versione elettronica costantemente aggiornata: potrebbe essere di grande utilità per organizzare attività formative sul tema, alla luce dell'attuazione dell'Educazione Medica Continua;
  • attivare un forum per evitare eventuali missing: ad esempio, il capitolo 7 non menziona il meta-Register of Controlled Trials (m-RCT), la principale banca dati di studi clinici in corso, ampiamente citata dalla letteratura internazionale.
  • eliminare, ridurre o relegare in appendice, la parte quinta, Come pubblicare su Internet: oltre al potenziale scarso interesse per il lettore medio, la mia impressione è che la diffusione indiscriminata di tali strumenti peggiori indiscutibilmente la qualità dell'informazione medica su Internet.

http://www.pensiero.it/continuing/pagineaperte/cartabellotta.htm

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I danni associati all'uso dell'informazione sanitaria su internet


Internet diffonde di continuo avvertimenti sui danni che possono derivare da un uso negligente o sconsiderato dell'informazione sanitaria disponibile in rete: i rischi sarebbero psicologici (ansia o false speranze derivanti da diagnosi infondate o da terapie miracolose), finanziari (inutili spese per prodotti e servizi inefficaci ) e fisici (effetti negativi conseguenti certi tentativi di autocura). Ma davvero l'informazione sanitaria su Internet può rivelarsi tanto pericolosa?

Un articolo tratto dal settimanale JAMA del 5 giugno 2002, riporta gli esiti di una revisione sistematica condotta su tutta la letteratura "peer reviewed", pertinente con l'argomento in questione: di 1512 articoli reperiti, tramite opportune strategie di ricerca, ne sono stati selezionati 186. Solo 3 riferiscono casi di danni provocati dall'uso di internet: il primo articolo riguarda 2 situazioni di forte stress emotivo conseguenti un'errata ricerca in rete di informazioni, il secondo articolo un episodio di avvelenamento da cani, poi risoltosi con la guarigione, causato da informazioni sanitarie inattendibili, il terzo di un blocco epatorenale ad un paziente oncologico poi deceduto, che è ricorso all'uso di una sostanza pubblicizzata online, come rimedio alternativo alla cura del tumore.

"La pericolosità connessa all'uso di internet è uguale o eccede di poco la sua utilità nel fornire informazioni in modo economico e tempestivo. E' opportuno un approfondimento di dati sia sui danni che sui benefici connessi all'uso di internet, così come sull'accessibilità del pubblico a tale informazione": è questa la conclusione dello studio riportato su JAMA. Le cause che vengono suggerite sono molteplici: cercare informazione sanitaria è diverso dall'usarla e talvolta il pubblico di internet è più saggio e prudente di quanto non si creda; in secondo luogo è possibile che molti casi di danno non siano stati riferiti dai pazienti o non siano stati diagnosticati dai medici, oppure che i medici, pur consapevoli del danno non abbiano ritenuto opportuno pubblicare un articolo, oppure che le stesse pubblicazioni scientifiche non abbiano accettato articoli su tale argomento, ritenendolo secondario e poco interessante.
In futuro si auspica che l'argomento non venga trascurato e che internet stesso diventi la più affidabile fonte di informazione e di divulgazione circa i danni connessi al suo uso.


Fonte:
Crocco AG, Villasis-Keever M and Jadad AR. Analysis of cases of harm associated with use of health information on the internet. JAMA 2002; 287(21): 2869-71

http://www.dors.it/pag.php?idcm=249

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Risorse mediche in rete:

sul sito http://www.neuro.unibo.it/neuroit/cl_inter.htm

e presente la lista dei link per i seguenti siti

 

Enti e Istituti / Institutes and Corporations

Istituto Superiore di Sanità  (Italia) / Italian National Health Institutes
Organizzazione Mondiale della Sanità / World Health Organization / Organization Mondiale de la Santé
National Institutes of Health  (Bethesda, MD, USA)
Center for Diseases Control and Prevention  (Atlanta, GA, USA)

Siti medici "globali", informazioni e strumenti / Medical websites, Info and Tools

Salute e medicina: forse il principale sito italiano di medicina; informazioni su malattie specifiche e relativi           trattamenti; elenco delle strutture sanitarie italiane; sito privato / Info on diseases and treatments; list           of Italian health services)
CERIS-Centro Ricerca e Sviluppo: Italia; dati sulla gestione della Sanità in Italia; sito privato
Health on the Net Foundation: Censimento dei siti dedicati alla medicina; codice etico per i siti medici;           organizzazione no-profit)
BIOMEDnet  (Ottimo sito biomedico privato; in inglese)
eMedicine World Medical Library: Ottimi testi "free" nella sezione "Neurologia"
Healthfinder (Sito governativo USA; Informazioni su salute, alimentazione, sostanze d'abuso, ecc...)
MEDSCAPE (Ottimo sito biomedico privato; in inglese)
Martindale's Health Science Guide Una buona raccolta di risorse online sulle scienze della salute.


DOCUMENTI /SITI SPECIALIZZATI

VESALIUS  Anatomia e didattica chirurgica / Anatomy and surgical education 
Atlante di Reazioni cutanee / Severe skin reactions: descrizione con immagini
The Visible Human Project  (Il corpo umano in immagini; TAC, MR, foto e animazioni) (Milano Mirror Site)
I Manuali Merck di
Medical Information, Geriatrics, e Diagnosis and Therapy
La guida "Good prescribing practice" dall'OMS. In inglese 
L'ospedale virtuale / The Virtual Hospital      (Iowa University; Neurology/Psichiatry section)
Glossario multilingue di termini medici / Multilingual Glossary of medical terms
Diapositive su temi di medicina / Medical slides collections

evidence based medicine

Centro Cochrane Italiano - AREAS
          
Evidence based medicine su Internet
Cochrane Library

Cochrane Library Training
Evidence-Based Medicine, Edizione Italiana
GIMBE      Gruppo italiano medicina basata sulle evidenze
Bandolier Evidence-based health care, dal NHS R&D Directorate, Oxford, UK
National Guideline Clearinghouse (NGC), a public resource for evidence-based clinical practice guidelines

neuroscienze / neurosciences

Società Italiana di Neuroscienze (SINS)
Sito italiano dedicato alle Neuroscienze   Neurofisiopatologia in particolare
Sito italiano dedicato alla Depressione
Società Italiana di Neurologia
Società Italiana di Neurofisiopatologia

Society for Neuroscience (USA)
American Academy of Neurology (USA)
Karolinska Institutet, Clinical Neurosciences (SE)
National Institute of Neurological Disorders and Stroke (NIH, USA)
Neurology, Massachusets General Hospital (MGH) (Harvard, MA, USA)
The Walton Centre for Neurology & Neurosurgery (UK)
Mayo Clinic & Foundation