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Ho
appena seguito un corso sulla cardiopatia ischemica;
sono pronta ad affrontare, quale medico di medicina
generale aggiornato, problemi di prevenzione,
diagnosi, terapia, follow-up.
Ma
ecco che il mio assistito sessantacinquenne, dimesso
di fresco dalla cardiologia dell’Ospedale Civile,
mi mette in crisi: ha un dubbio che non ha osato
confessare ai frettolosi e indaffarati colleghi
ospedalieri : dopo l’infarto quando e in che
quantità potrà riprendere il precedente onorato
dovere coniugale?
Ahimè,
durante il corso non se n’è parlato, perciò
digito “attività sessuale infarto” e trovo sul
web ben 2160 risultati…..
Sesso
sicuro dopo un infarto
Molti malati di cuore temono che fare l'amore possa
provocare problemi. Ecco le rassicurazioni e i
consigli degli specialisti per non correre
rischi
di Stefania Rattazzi 22/5/2002
In più di otto casi su 10, chi si riavvicina al
sesso dopo un infarto o un intervento chirurgico al
cuore aspetta mesi. La paura che l'attività
sessuale possa creare problemi è infatti molto
diffusa, anche se nella maggior parte dei casi
immotivata. Chiedere consiglio al medico è
sicuramente utile, ma in genere dopo la
convalescenza l'organismo può tranquillamente
sopportare lo sforzo richiesto da un rapporto
sessuale. Che è paragonabile a quello che si fa
salendo due piani di scale di buon passo.
"Nonostante questi dati rassicuranti, la
maggior parte dei malati ha sempre molti dubbi
legati ai rapporti sessuali" dice Lidia Rota
Vender, presidente di ALT, Associazione per la Lotta
alla Trombosi (tel. 02 72011444, www.trombosi.org).
Per fare chiarezza abbiamo analizzato i luoghi
comuni più diffusi, insieme alla dottoressa Vender
e ad altri due specialisti: Marco Cattaneo, docente
di medicina interna all'Università di Milano e
Giovanni de Gaetano, presidente di Etro, European
thrombosis research organization. Un infarto o un
intervento al cuore possono far diminuire il
desiderio sessuale.FALSO. Non esistono ragioni
fisiche che facciano calare il desiderio. Anzi è
normale che dopo la convalescenza si senta il
bisogno di riavvicinarsi al sesso. Sono la paura che
fare l'amore possa nuocere alla salute e la
depressione, che colpisce circa due cardiopatici su
10, a frenare il desiderio.Fare l'amore aumenta
battiti cardiaci e pressione.VERO. Durante un
rapporto sessuale i battiti possono arrivare a 145
al minuto e la pressione si può alzare anche di 50
unità (per esempio la minima può passare da 80 a
130). Tuttavia è un "cambiamento" di
breve durata e che nella maggior parte dei casi non
danneggia il cuore. Appena ci si sente meglio si
può riprendere una normale vita sessuale.VERO. Dopo
la convalescenza, quando si sono recuperate le forze
e ci si sente pronti, si può riprendere l'attività
sessuale, cercando anche rapporti completi. Di
solito si può ricominciare a fare l'amore dopo
quattro settimane da un infarto e dopo due, tre da
un intervento al cuore.Per essere sicuri può
servire un test da sforzo.VERO. Se non ci si sente
sicuri a riprendere l'attività sessuale, meglio
parlarne con il medico o con il cardiologo, che
potranno prescrivere un test da sforzo. Cioè un
elettrocardiogramma registrato durante un esercizio
alla cyclette che indica se il battito del cuore, la
pressione e i parametri vitali sono buoni: in tal
caso si può stare tranquilli.Ci sono sintomi che
indicano un affaticamento del cuore durante i
rapporti sessuali.VERO. Durante l'attività
sessuale, è normale che il cuore batta più forte,
che la respirazione sia più veloce e che la pelle
si inumidisca. Se però si prova una sensazione di
pressione o di dolore alla mascella, al collo, al
braccio, al petto e allo stomaco, oppure si ha il
fiatone o i battiti del cuore sono troppo rapidi e
irregolari, meglio parlarne con il medico, che
consiglierà i farmaci più adatti.Se si hanno
dolori al petto durante il rapporto bisogna
rinunciare al sesso per sempre.FALSO. Solo molto
raramente i dolori al petto durante l'attività
sessuale sono un segnale d'allarme. In genere si
possono evitare con una pastiglia di nitroglicerina
o un farmaco simile, da sciogliere sotto la lingua
15, 20 minuti prima di fare sesso. Così si aiuta il
lavoro del cuore, impedendo la comparsa dei sintomi.Se
si soffre di cuore si può fare l'amore solo in
certe posizioni.FALSO. Studi recenti hanno
dimostrato che non ci sono posizioni vietate, ma
solo consigliabili. Fare l'amore sdraiati su un lato
e guardando il partner oppure standogli alle spalle,
per esempio, può risultare meno faticoso. Chi ha
problemi di respirazione, invece, può sedersi su
una sedia con il partner di fronte, appoggiando bene
i piedi a terra.Chi soffre di cuore non può usare
il Viagra.FALSO. Chi prende farmaci vasodilatatori,
come la trinitrina e i suoi derivati, non può
ricorrere al Viagra perché rischia un abbassamento
improvviso della pressione e un malore. Negli altri
casi si può prendere: basta che lo prescriva il
medico.Si può fare sesso "soft" già a
pochi giorni dall'infarto o dall'intervento.VERO.
Accarezzarsi, baciarsi e toccarsi, senza arrivare a
un rapporto completo e senza avere l'orgasmo,
richiede un dispendio minimo di energie. Si può
quindi praticare il sesso "soft" già
quando si torna a casa dall'ospedale.Il moto può
aiutare per riprendere l'attività sessuale.VERO.
Un'attività fisica moderata da fare tutti i giorni,
che piaccia e non annoi, può aiutare a rimettersi
in forma. Ha un'azione benefica sulla frequenza dei
battiti del cuore che, se si è allenati, sale poco
durante i rapporti sessuali. E riduce la
probabilità che si manifestino dolori al petto. Lo
sport giusto va consigliato dal medico. In genere
vanno benissimo le passeggiate, il nuoto, la
bicicletta o la cyclette.I farmaci possono
influenzare il desiderio e le prestazioni
sessuali.VERO. Molti medicinali necessari dopo un
infarto o un intervento al cuore possono dare
impotenza ed eiaculazione precoce nell'uomo e una
minore lubrificazione vaginale con dolori ai
rapporti nella donna. Tra questi, i farmaci contro
la pressione alta, i tranquillanti, gli
antidepressivi e quelli contro aritmie e angina. Se
si verifica un disturbo sessuale, bisogna parlarne
con il medico. Spesso basta cambiare le dosi o il
farmaco per risolvere il problema.L'alcol può
stimolare la voglia di fare l'amore.FALSO. Una
piccola quantità d'alcol, come mezzo bicchiere di
vino ai pasti, può aiutare a superare le tensioni.
Ma gli alcolici possono anche favorire la
depressione e causare problemi di impotenza, che a
lungo termine possono diventare costanti.Se il
malato non ne vuole sapere del sesso il partner deve
solo aspettare.FALSO. Se il malato si rifiuta di
fare l'amore, bisogna parlarne insieme,
eventualmente anche con il medico, il cardiologo e
il sessuologo. Solo così si può ritrovare una
sessualità felice. 4 REGOLE ANTISTRESSSe siete
pronti a riprendere l'attività sessuale, ma avete
ancora qualche timore, seguite questi suggerimenti
pratici degli specialisti. Ed eviterete qualsiasi
problema. 1 Preferite un ambiente tranquillo dove
nessuno vi possa disturbare, in modo da allentare la
tensione. 2 Scegliete un momento in cui siete
entrambi rilassati e riposati, per esempio al
mattino dopo una bella dormita, per limitare al
massimo l'affaticamento. 3 Per fare sesso aspettate
preferibilmente un paio d'ore dall'ultimo pasto
completo. Terminata la digestione il lavoro del
cuore sarà meno pesante. 4 Se il medico vi ha
prescritto dei farmaci che dovete prendere proprio
quando decidete di fare l'amore, assumeteli prima
del rapporto sessuale
Se
il sito “donnamoderna “ desta il sospetto di supportare opinioni di parte, vediamo qualcos’altro….
E'
documentato che l'attività sessuale può scatenare
un evento avverso cardiovascolare (15, 16). E' stato
infatti riportato che il coito è la causa dello
0,6% delle morti improvvise (17), sebbene sia raro
in una relazione sessuale stabile (18). In
particolare:
Lecomte
e coll. (19) hanno osservato che, su 43 casi di
morte improvvisa solo in 3 casi essa si era
verificata nel corso della attività sessuale,
mentre nei rimanenti casi era da imputare alla
presenza di coronaropatia.
Muller
e coll. (20) hanno stimato in 2.5 il rischio
relativo di infarto miocardico nelle prime due ore
dopo l'attività sessuale. Tale rischio non aumenta
nei pazienti con una storia di angina pectoris o
infarto del miocardio. L'aumento del rischio
assoluto nelle persone sane è di 1/1.000.000.
Johnston
e Fletcher (21) hanno osservato alterazioni
elettrocardiografiche durante l'attività sessuale
nel 50% dei pazienti con recente infarto del
miocardio o intervento di rivascolarizzazione.
DrorY
e coll. (22), monitorando con Holter i pazienti,
hanno dimostrato che il 31% di uomini con
cardiopatia ischemica ha avuto un episodio ischemico,
pur essendo sintomatico solo nel 7% dei casi.
Secondo
Paolillo e coll. (23), l'attività sessuale nella
fase precoce extraospedaliera di un infarto del
miocardio, non è uno stimolo maggiore di altre
attività simili per instabilità elettrica
cardiaca.
Secondo
Renshaw e Karstaedt (18), l'ansia, la frustrazione
ed altre condizioni psicologiche connesse all'atto
sessuale rappresentano fattori di rischio maggiori
rispetto al rapporto sessuale.
In
generale il rapporto sessuale dovrebbe essere sicuro
se un paziente può mantenere un'attività uguale a
5-6 equivalenti metabolici (METS), come salire 20
scalini in 10-15 secondi senza affaticarsi (24). I
pazienti post-infartuati che raggiungono 5-6 METS
durante un test di stress senza ischemia o aritmia
possono riprendere la loro normale attività
sessuale senza rischio (25).
http://www.farmacovigilanza.org/corsi/caputi2/corso7.htm
Diversi
siti offrono alle legittime consorti un valido
supporto alla lotta contro i mariti libertini...
Sesso
contro l'infarto, ma solo con la moglie
05.
dicembre 2000
Sesso
e salute
Che
il sesso faccia bene alla salute, non è certo una
novità. Ma ora arriva una conferma dagli scienzati
inglesi: chi ha un'attività sessuale regolare corre
un minor rischio d'infarto.
Per
evitare l'infarto sì al sesso, ma solo con la
moglie. Fare sesso tre volte la settimana riduce
sensibilmente il rischio di un attacco cardiaco,
sostengono gli scienziati. L'attività sessuale è
salutare per il corpo almeno quanto le attività
sportive come lo squash o il jogging. Ma un'altro
studio avverte che il sesso praticato con l'amante
fa l'effetto contrario: gli uomini infedeli hanno
maggiori possibilità di subire un attacco cardiaco.
I
ricercatori dell'università di Bristol nell'ambito
dei loro studi sui benefici dell'attività sessuale
hanno osservato 2.400 uomini inglesi. Hanno scoperto
che gli uomini che praticano attività sessuale
tre-quattro volte la settimana dimezzano il rischio
di subire un infarto nei prossimi dieci anni di
vita. Il professor Shah Ebrahim, direttore delle
ricerche, nell'ambito del congresso mondiale
dell'infarto a Melbourne, Australia, ha fatto sapere
che il rapporto sessuale non deve durare a lungo per
produrre benefici alla salute. "Nel passato
abbiamo pensato che l'attività sportiva, o in
questo caso sessuale deve essere praticata almeno
tre-quattro volte la settimana, deve durare minimo
20 minuti, produrre sudore e affanno. Attualmente
l'opinione sembra cambiare, e potremo dire che anche
una leggera, moderata attività fisica può
sensibilmente migliorare la salute
cardiovascolare."
Ma
essere infedeli davvero non fa bene alla salute:
nello stesso periodo un altro gruppo di ricercatori
di Tokyo ha studiato 42 uomini che sono morti di
infarto durante
un rapporto sessuale. Hanno scoperto che quasi la
metà di questi uomini, pur essendo sposati, al
momento dell'infarto stava facendo sesso con
un'altra donna.
http://www.eroticnewage.it/articoli/sesso/infarto.htm
INFARTO:
LO STUDIO, TRADIMENTO AUMENTA RISCHI 'A LETTO'
Londra,
4 dic. (Adnkronos Salute) - Occhio alle relazioni
extra-coniugali. Secondo un team di ricercatori
britannici, infatti, la 'scappatella' fa male al
cuore, cioe' aumenta il rischio di infarto durante
il rapporto sessuale. Lo studio, condotto al St.
Thomas's Hospital di Londra, ha scoperto che le
coppie stabili e 'a prova di tradimento' erano molto
meno a rischio di attacco cardiaco 'fra le lenzuola',
rispetto a chi aveva una relazione extraconiugale o
una 'storia di una notte e via'. E, secondo il
cardiologo Graham Jackson, il rischio legato al
sesso fuori dal matrimonio aumenta, se c'e' una
differenza significativa fra l'eta' dei partner. In
generale, il rapporto sessuale ha lo stesso effetto,
sulla pressione del cuore, di una passeggiata di 20
minuti, si legge sulla Bbc online. ''Abbiamo
scoperto - ha detto il ricercatore nel corso di una
conferenza ad Amburgo, in Germania - che il 75% dei
casi di morte improvvisa durante l'attivita'
sessuale riguardano persone 'impegnate' in una 'scappatella'''.
Anche se, ha aggiunto Graham, solo l'1% degli
attacchi cardiaci e' scatenato dal sesso''. (Mar/Adnkronos
Salute)
http://notizie.supereva.it/salute/archivio/20021204/20021204.163613adn.shtml
L'attività
sessuale è proibita?
Il
rapporto sessuale può essere paragonato ad uno
sforzo corrispondente alla salita di due rampe di
scale. Tuttavia questo paragone è viziato da un
fattore non quantificabile: l'emotività.
Se
non controindicato (molto raramente) i rapporti con
il partner abituale possono essere ripresi dopo
circa 3 settimane dall'infarto. Viceversa, eventuali
rapporti con partner occasionali, carichi di forte
emotività, è consigliabile siano ripresi più
tardivamente.
LA
RIPRESA DELL’ATTIVITA’ SESSUALE DOPO UN INFARTO
MIOCARDICO
La
percentuale delle persone che non reiniziano
l’attività sessuale dopo un infarto miocardico
è:
¼
dei pazienti non riprende l’attività sessuale
¼
dei pazienti non cambia la frequenza
½
dei pazienti riduce l’attività sessuale
La
non ripresa dell’attività sessuale dipende
da:
età
del paziente e del partner
livello
dell’attività sessuale precedente
Le
cause della non ripresa dell’attività sessuale
sono:
perdita
della libido
il
timore del paziente e/o del partner
una
scusa del paziente o della partner per sospendere
una relazione che non era piacevole in precedenza
persistenza
dei sintomi cardiaci
impotenza
depressione
Dopo
l’infarto bisogna comprendere:
i
fattori fisiologici
i
cambiamenti psicosociali
l’effetto
dei farmaci
i
fattori fisiologici sono pochi: il sesso è
rilassante e benefico
Lo
stato psicologico è il più influente. La paura di
riprendere l’attività sessuale non è solo del
paziente ma anche del partner (paura del dolore
toracico, dell’infarto miocardico, della morte, di
scarsa prestazione sessuale). E’ normale che il
paziente e/o il partner siano preoccupati. In genere
si ha paura dell’attacco di cuore durante il
rapporto, anche se tale timore non è
supportato da dati scientifici. Infatti, solo
lo 0.6% delle morti improvvise del cardiopatico
avviene durante un rapporto sessuale e solo se
questo è effettuato con un altro partner (
cioè non il partner abituale ) e in un ambiente
non abituale. In genere si ritiene
che l’attività sessuale sia una attività fisica
pesante per un paziente che sta recuperando da una
malattia importante come quella cardiaca
I
CONSIGLI DA DARE AL PAZIENTE
Quando
riprendere l’attività sessuale:
Si
può essere sicuri di far riprendere l’attività
sessuale al paziente quando è in grado di svolgere
attività fisica di 5 METs senza che compaiano
sintomi o anormalità della frequenza cardiaca,
della pressione arteriosa, o
dell'elettrocardiogramma. Praticamente il lavoro che
svolge il cuore nel rapporto sessuale equivale a
camminare velocemente o salire uno o due piani di
scale. Una volta che il paziente è in grado di
tollerare la normale attività giornaliera si puo
essere sicuri che non ci sono problemi per la
ripresa dell’attvità sessuale. Sottoporsi ad un
programma di esercizio fisico costituisce senza
dubbio un aiuto perchè migliora la capacità
funzionale del cuore. Dopo l’infarto
miocardico, prima di riprendere l’attività
sessuale, bisogna aspettare 3-4 settimane
Come
riprendere l’attività sessuale:
Scegliere
un giorno di riposo
Almeno
due ore dopo i pasti
Evitare
il troppo caldo o il troppo freddo
preferire
le posizioni più comode
Iniziare
lentamente ed evitare attività sessuali vigorose.
Il
partner abituale è meno coinvolgente fisicamente e
psicologicamente.
Segnali
di pericolo ( che il paziente deve saper
riconoscere)
Respiro
accelerato o aumento della frequenza cardiaca che
dura 10-15 battiti min. dopo il coito
Sensazioni
di estrema fatica che persiste fino al giorno
successivo
battito
irregolare
capogiro
dolore
toracico
http://web.tin.it/cardiolink/RC-sesso.htm
L'attività
sessuale nel cardiopatico
Le
informazioni disponibili sugli effetti dell'attività
sessuale nei pazienti con malattia coronarica sono
scarse. Ciò dipende fondamentalmente dal fatto che
l'attività sessuale non è facile da studiare,
perché bisogna considerare vari aspetti
fisiologici, psicologici ed etici. Per esempio, il
sesso non può essere studiato come pura attività
fisica: i soggetti si trovano di solito in una
posizione corporea (supina) diversa da quella di
altre attività fisiche, usano gruppi muscolari
diversi da quelli usati mentre si cammina o si va in
bicicletta, non si trovano in uno steady state
metabolico (specialmente durante il breve periodo
dell'orgasmo) e possono compiere un lavoro isotonico
ed isometrico. Tutti questi fattori rendono
difficile quantificare gli effetti fisiologici
dell'attività sessuale. Inoltre nell'attività
sessuale dell'uomo, che non è esclusivamente svolta
allo scopo della continuità della specie, come si
verifica invece negli altri animali, le implicazioni
d'ordine psicologico occupano un posto di notevole
importanza, tendendo a condizionare in vario modo le
reazioni fisiologiche.
Il
profilo psicologico descrive il potenziale
cardiopatico ischemico come un soggetto
affettivamente, e quindi sessualmente, coartato;
esso è proiettato nel dimostrare agli altri e a se
stesso quanto vale soprattutto dal punto di vista
della conferma sociale.
Quest'aspetto
lo proietta fuori della sessualità, e perciò egli
dimostra una scarsa disponibilità nei riguardi del
piacere. Spesso egli cerca l'affermazione al di
fuori, in genere attraverso l'autorità (nella
coppia o tra i colleghi), non accetta volentieri la
moglie che lavora, e tende all'esasperazione
dell'oralità (fumo-cibo) con incremento dei fattori
di rischio.
Il
suo atteggiamento psicologico favorisce la
concentrazione su di sé di molti fattori di
rischio; è, infatti, comune a tutti, il rilievo
d'elevati livelli d'ansia e l'eterno conflitto fra
piacere e dovere.
HACKETT
e CASSEM riferiscono che nei post-infartuati si
assiste ad una perdita di forza dell'IO, un senso di
"castrazione" e una sensazione di astenia
e di affaticabilità. Tutti questi problemi
provocano, nei pazienti, dubbi sulla loro capacità
di impegnarsi in attività fisiche, ma molto meno a
praticare attività sessuale a richiesta.
ROSEN
e BIBRING descrivono la crisi di mezza età degli
uomini tra i 50 e i 60 anni, ancora in conflitto tra
il passaggio da una vita più attiva ad una più
passiva. Un infarto durante questo periodo accentua
l'impatto dell'invecchiamento e può far aumentare
la paura di inadeguatezza sessuale. Dato che molti
uomini hanno già problemi psicologici per la
"mitologia" che riguarda il sesso e la sua
relazione con la mascolinità, questo diventa un
problema importante per loro. Le parole
"potente" e "impotente" hanno
connotazioni che coinvolgono l'intera vita
dell'uomo. Se il paziente comincia a lamentarsi
della sua impotenza, questo stesso atteggiamento può
creargli dei problemi. Come ha stabilito BRODERICK,
"Non c'è nulla di più recalcitrante di un
pene recalcitrante", a significare che, se il
paziente pensa di essere impotente, probabilmente lo
è: si crea così una convinzione che si
autoalimenta.
Da
uno studio condotto su 100 pazienti infartuati di
VOLTERRA et al. (1980), è risultata
un'utilizzazione della cardiopatia nei confronti
della relazione di coppia. In molti casi si avanzano
richieste affettive motivate dalla cardiopatia,
anche per giustificare, a livello sessuale,
un'ipotetica diminuita capacità. Una minoranza
utilizza la cardiopatia in senso positivo: il
riscontro di una ridotta capacità professionale li
induce a cercare una "rivincita" a livello
sessuale e a confermarsi nel rapporto di coppia.
Quest'atteggiamento parrebbe favorito dal periodo di
riposo o convalescenza, che comporta maggiori
occasioni di rivelare queste tendenze. La maggior
parte ricerca la moglie-madre e la
compagna-occasionale-amante per incapacità
di legame genitale adulto. Nella maggioranza si
pongono come soggetti adulti, ma, di fatto, non
riescono mai ad instaurare alcun legame profondo;
hanno la necessità di dimostrare la loro conferma
sociale, hanno tendenza a primeggiare e grosse
spinte verso il "potere". Molti hanno
riferito di "non aver tempo" per il sesso.
Costoro possono pensare al fenomeno occasionale nel
senso di potersi concedere anche molte donne, ma
solo come significativa dimostrazione, falsa, della
loro supremazia. Per loro è molto importante che la
moglie sia una "brava massaia" e
soprattutto che sia socialmente accettata, che possa
fare bella mostra di sé; non importa che sia
buon'amante. Da questo studio risulta pure il ruolo
fondamentale svolto dalla moglie. In alcune, il
recepire, rispetto alla sessualità, il ruolo di
moglie-madre, comporta il timore di mettere a
repentaglio il proprio marito-figlio, perciò
si sviluppa un atteggiamento d'iperprotezione, con
aspetti di rivalsa dopo periodi di
"castrazione"; è facile pertanto che, per
testimoniare la loro rivincita, diventino spesso
aggressive. Talora l'atteggiamento emarginante non
è altro che l'espressione della tendenza ad
assumere il comando dopo un lungo periodo in cui
hanno subìto. Queste sono donne che hanno vissuto
in posizione "down" e che a seguito della
cardiopatia del marito usano l'iperprotezione nel
tentativo, più o meno conscio, di assumere una
posizione "up".
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