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Una
mamma saggia mi sta denunciando la pessima abitudine di sua figlia : indossa
sempre tacchi alti. Ne elenca alcuni possibili,
gravi conseguenze , sicura del mio complice consenso, poi
si blocca abbassando lo sguardo sotto la mia scrivania ,
che non tutela la privacy dei miei piedi.
“Ma
come, dottoressa, anche lei, tacchi alti, ma fanno
male....!”
Tacchi
a spillo sì, ma attenzione al povero alluce
Scarpe
a punta, tacchi alti e stivali stretti sono sicuramente
strumenti di seduzione che rendono le donne più
affascinanti e femminili
Soffrire
per la bellezza però non è affatto consigliabile. Spesso
sono proprio le cattive abitudini che causano seri danni
alla salute. Le calzature strette e poco morbide possono ,
col tempo, causare un disturbo che interessa il primo dito
del piede e che può provocare molto dolore. Si tratta
dell’alluce valgo che colpisce maggiormente le donne, ma
con un semplice intervento il dito torna a posto. Il dott.
Leonardo Maradei dell’Unità Operativa di Ortopedia e
Traumatologia di Humanitas spiega come si interviene.
Alluce
valgo
DESCRIZIONE E SINTOMI
E' una deformità del primo dito del piede.
L'articolazione tra la prima falange e l'osso del piede
corrispondente (il metatarso) è deviata all'esterno.
L'anomalia (più frequente fra le donne) è spesso dovuta
all'uso incongruo di tacchi alti e calzature strette.
Talvolta si tratta di una condizione di debolezza
congenita dell'articolazione. Il continuo sfregamento
della calzatura contro la sporgenza esterna anomala
dell'articolazione può produrre una borsite, cioè un
rigonfiamento localizzato, pieno di liquido e di
consistenza dura oppure un'artrosi articolare.
Importante:
Non
esistono piedi predisposti al piattismo!
Non
esistono scarpe preventive!
Studi
medici mostrano che il 60 % degli adulti ha dei danni ai
piedi.
Questa
è una conseguenza della civilizzazione, poiché il 98 %
dei bambini viene al mondo con piedi sani. Attraverso la
costrizione in scarpe troppo rigide, mal formate e spesso
troppo piccole viene ostacolato lo sviluppo di organi di
camminata forti, agili ed elastici. Senza parlare dei noti
effetti nocivi dovuti ai tacchi alti!
http://www.barfusspark.info/it/itdesiderio.htm
Quali
problemi possono causare i tacchi alti?
Il
peso viene distribuito in modo sbagliato causando uno
sbilanciamento del corpo: di conseguenza le dita dei piedi
subiscono un'eccessiva pressione e vengono costrette ad
una posizione innaturale.
http://www.naturallook.it/17v17d32.html
Lo
sviluppo dell'equilibrio posturale.
Per raggiungere la posizione eretta, l'uomo ha impiegato
migliaia di anni: dovevano verificarsi le modificazioni
nella posizione della testa della colonna vertebrale. Nel
corso di questa evoluzione, l'essere umano ha modificato
l'assetto dei denti e la posizione del collo. È questo un
fatto cui i chinesioterapeuti attribuiscono un'importanza
notevole. Uno squilibrio nell'appoggio dei denti si
riflette sullo squilibrio della colonna vetebrale e dei
muscoli che sorreggono.
Viceversa, può capitare che una variazione dell'appoggio
dei piedi, come per esempio accade quando si portano i
tacchi alti, si rifletta su un'alterazione della chiusura
dei denti.
Quando il bambino impara, nei primi mesi di vita, a tenere
diritti la testa e il tronco, a gattonare e infine, dopo
un anno o più, a camminare, ripercorre le tappe
dell'evoluzione dalla posizione a quattro zampe a quella
eretta.
Gli equilibri che il bambino riesce a realizzare in questa
fase della sua vita influenzeranno tutta la sua esistenza.
l’alluce
valgo si dimostra sconosciuto o eccezionale nelle regioni
ove non si utilizzano le scarpe, mentre nelle popolazioni
occidentali è molto più frequente nel sesso femminile,
influenzato anche dall’impiego di calzature con tacco
alto e punta stretta, che predispongono il piede ad
assumere le deformità caratteristiche.
Valgismo
dell'alluce
Le
affezioni che determinano l’alluce valgo vengono
imputate nella maggior parte dei casi a calzature
inadatte: nulla è più sbagliato. In Cina al compimento
del settimo anno di età, con la prima luna piena di
primavera venivano strettamente fasciati i piedi delle
bambine affinché crescendo, il piede rimanesse piccolo,
il piede fior di loto. Con il passare degli anni
questi piedi rimanevano effettivamente piccoli, ma anche
orrendamente deformati. Come mai in occidente portando
scarpe strette i piedi diventano invece più grandi?
Scarpe
inadatte influiscono solo in piccola parte sulla
formazione dell’alluce valgo. Ricordiamoci che le ossa
non si muovono da sole ma vengono mosse dai muscoli e a
seconda di quali muscoli o gruppo di muscoli si
contraggono maggiormente: sopra, sotto, avanti, dietro,
destra, sinistra, superficiali, profondi, avremo i diversi
e relativi movimenti ossei.
Si
parla dell’alluce valgo come di un processo ereditario,
è falso anche questo....................................
.............................L’alluce
valgo sinistro è la manifestazione somatizzata di vissuti
relativi a sovraccarichi di responsabilità a livello
affettivo, emozioni elaborate dall’emisfero cerebrale
destro. Per loro natura le problematiche del cuore,
come vengono definite, non sono arginabili e controllabili
totalmente dalla razionalità: esse tendono a debordare,
invadono e condizionano la sfera razionale, per cui chi
inizialmente ha un alluce valgo sinistro, successivamente
vedrà apparire la stessa alterazione funzionale e
organica anche sul destro.
Chi
invece ha un solo alluce valgo, come già detto, ce l’ha
sul piede destro. Questi soggetti hanno dei sovraccarichi
di responsabilità a livello razionale. Le motivazioni che
adducono durante l’anamnesi riguardano l’inizio di
nuovi lavori o il passaggio di grado nell’ambito dello
stesso lavoro o, i più giovani, l’inizio di studi
particolarmente impegnativi. Le persone con sovraccarichi
che riguardano la sfera razionale tendono a non
coinvolgere anche la sfera affettiva anzi, proprio nella
sfera affettiva, trovano una forma di compensazione e di
gratificazione, è come se queste persone fossero capaci,
una volta terminato il proprio lavoro, di chiudere una
saracinesca a livello cerebrale e dimenticare le loro
problematiche, senza perciò coinvolgere affettivamente il
resto del loro mondo.
Un
esempio pratico: se un individuo ha problemi nella sfera
affettiva: moglie o marito, figli, amante, preoccupazioni
queste che vengono metabolizzate dal cervello destro,
quando sarà sul lavoro e utilizzerà il suo emisfero
cerebrale sinistro, queste problematiche non le avrà
lasciate a casa e gli creeranno delle notevoli
interferenze nell’ambito lavorativo. Così
l’originaria affezione del valgismo dell’alluce che
riguardava soltanto il piede sinistro comincia a
coinvolgere anche il piede destro.
http://www.reflessologia.it/libro2_Alluce.htm
·
I tacchi migliori non superano i 5
centimetri:, quelli molto alti concentrano il peso del
corpo in una parte del piede molto piccola e affaticano le
ginocchia e la schiena.
·
Inoltre, i tacchi alti provocano disturbi
alla circolazione del sangue, causando gambe gonfie e
pesanti.
.........
Infine un'avvertenza per tutte le donne: i tacchi alti
possono provocare il mal di testa, perché il corpo è
costretto a irrigidire i muscoli del dorso per mantenere
il giusto equilibrio nella posizione eretta. Anche in
questo caso il rimedio è semplice: scarpe con un tacco
non più alto di tre o quattro centimetri e, quando puoi,
cammina a piedi nudi.
Quando
scegli un paio di scarpe nuove pensi solo all'estetica?
La
scelta sbagliata di una calzatura può provocare fastidi
che possono ripercuotersi oltre che sui piedi, anche su
altre parti del nostro corpo.
Pensate
ad esempio ai mal di schiena o ai problemi di circolazione
che possono essere procurati da una scarpa non proprio
adatta a te!
Bellezza.it
ti da alcune regole da seguire nella scelta della
calzatura.
I
tacchi
Il
peso del corpo dovrebbe essere distribuito uniformemente
su tutto il piede. Di conseguenza tacchi troppo alti o
troppo bassi sono la causa di una mal distribuzione del
peso.
Evita
di portare troppo spesso e a lungo tacchi molto sottili,
rendono sicuramente le tue gambe più slanciate ma
obbligano i piedi e schiena a tensioni che non sono per
nulla salutari.
Il
tacco ideale per una calzatura femminile è di 3-4
centimetri.
http://www.bellezza.it/donne/cor/piedi/dcorscar.html
I
disturbi cronici invece sono generalmente dovuti a errori
di postura che si assumono durante la giornata e dalla
conseguente deformazione dell'assetto della spina dorsale.
In alcuni casi, questi squilibri sono dovuti anche alle
scarpe strette o a cure dentarie che hanno deformato la
naturale posizione della mandibola. Una volta individuato
esattamente l'errore di posizione, i dolori scompaiono in
modo istantaneo. Ma per ottenere un simile risultato devi
consultare uno specialista e seguire un breve corso. Ci
sono varie 'scuole' rieducative: Mezière, Alexander, la
ginnastica isometrica e altre simili. Sulle riviste di new
age troverai decine di proposte, esercitati a scegliere
quella che va bene per te.
Un
corretto appoggio della pianta del piede é fondamentale
per il buon funzionamento della pompa venosa: anche una
scarpa comoda e a pianta larga può influire positivamente
sul deflusso venoso. In caso di piede piatto, ad esempio,
l'appoggio deve essere ottimizzato con un plantare
adeguato. Scarpe strette o a punta, senza tacco o con
tacchi molto alti non andrebbero indossate per molte ore.
Se i tacchi sono troppo alti, infatti, tutto il peso del
corpo è distribuito sugli avampiedi, se i tacchi sono
troppo bassi, il peso si distribuisce su tutta la pianta
ed il tendine di Achille rimane esteso; in entrambi i casi
il piede non svolge correttamente la sua funzione di pompa
Per una migliorare traspirazione del piede è preferibile
una buona calzatura in cuoio, piuttosto che scarpe in tela
o materiale sintetico; limitare anche l'uso di stivali che
comprimono e surriscaldano piedi e gambe.
http://www.dica33.it/argomenti/angiologia/flebite/flebite3.asp
Assoluzione
per i tacchi alti: non sono responsabili dell’artrite
del ginocchio
31
Ottobre 2003
Non
sono le scarpe con i tacchi alti a facilitare la comparsa
dell’osteoartrite del ginocchio nel sesso femminile:
responsabile è piuttosto il sovrappeso in età giovanile,
come segnala una ricerca apparsa su Journal of
Epidemiology and Community Health.
Lo
studio
La
ricerca è stata intrapresa per capire se i tacchi alti
potessero in qualche modo essere implicati nello sviluppo
di artrite del ginoccho, un problema che è due volte più
frequente nelle donne dopo i 65 anni. Per capirlo sono
state coinvolte 111 donne con età compresa fra i 50 e i
70 anni, 29 delle quali erano in attesa di un intervento
chirurgico al ginocchio per problemi di artrite. A tutte
è stato chiesto di rispondere a un questionario che
indagava numerosi fattori, come il peso e l’altezza da
adolescenti, fra i 36 e i 40 anni e fra i 51 e i 55 anni,
o ancora il loro lavoro, i traumi eventuali alle
ginocchia, l’abitudine al fumo, l’uso di pillola
anticoncezionale o terapia ormonale sostitutiva e,
naturalmente, a che età avevano iniziato a indossare le
scarpe con i tacchi alti e quanto a lungo erano solite
portarli.
I
risultati
-
Le donne con problemi di osteoartrite avevano più spesso
svolto lavori fisicamente impegnativi;
-
Erano associati al problema anche fattori come l’aver
avuto traumi alle ginocchia, soffrire di artrite del
piede, essere fumatrici; non è risultata alcuna
correlazione, invece, con l’abitudine a portare i tacchi
alti;
-
Un indice di massa corporea superiore a 25 fra i 36 e i 40
anni è apparso come uno dei fattori maggiormente
implicati nella comparsa dell’artrite del ginocchio.
Il
commento
“Poco
più di cento donne è un campione troppo esiguo per poter
assolvere a pieno titolo i tacchi alti”, osserva la
professoressa Lisa Bambara, reumatologa presso il
policlinico universitario G. B. Rossi di Verona, “ al
momento non esistono prove sufficienti per affermare che
indossare calzature con il tacco alto non provochi danni
all’articolazione del ginocchio. Sappiamo invece che
questa abitudine può dare problemi di natura ortopedica:
meglio quindi prendere questo dato con la dovuta
cautela”.
Le
conseguenze
“Se
per i tacchi alti il risultato è incerto, abbiamo invece
prove ben più consistenti in merito al sovrappeso, come
indica anche quest’ultimo studio”, riprende Bambara,
“benché non si tratti di una novità, vale la pena
ricordare che i chili di troppo sono una delle cause ormai
riconosciute di artrite del ginocchio. Il sovrappeso è
del resto solo uno dei molti fattori di rischio ben
documentati dalla letteratura scientifica: vi si
aggiungono, fra gli altri, anomalie della postura,
abitudine al fumo, microtraumi locali dovuti ad attività
che comportano un carico elevato sull’articolazione
(come accade fra gli sportivi o in chi svolge lavori
fisicamente pesanti)”.
Lisa
Bambara è docente di reumatologia presso il Dipartimento
di Medicina Clinica e Sperimentale dell’università di
Verona e lavora come reumatologa presso il policlinico
universitario G. B. Rossi della stessa città. Si occupa
principalmente di artrite reumatoide e sclerodermia.
http://www.okmedico.it/mediconews/informazione/info_20031031.jsp
La
calzatura: strumento del cammino
Lo
strumento ideale
Naturalmente
non esiste lo strumento ideale per tutti piedi. Anche dei
piedi apparentemente normali, presentano delle notevoli
diversità morfologiche: tozzi, slanciati, dita allungate
o corte. Piccole, medie, gravi patologie avampodaliche. E'
utile fare una classificazione per indirizzare al meglio
l'utenza:
a.
piedi normali con una normale morfologia: calzature
normali, per normali s'intende strumenti per il cammino
adatti, con punti di contro ascesa, contro discesa, contro
rotazione, con tacchi dell'altezza di 2,5- 4 cm, punta
larga, della giusta taglia;
b.
piedi normali, con una particolare morfologia: calzature
normali, scelte con particolare attenzione tenendo conto
della personale morfologia (i piedi tozzi carnosi, mal si
adattano a calzature eleganti) al contrario, piedi magri
slanciati, finiscono facilmente in calzature corte, con
successivo evidente danno avampodalico;
c.
piedi con piccole patologie: calzature normali scelte con
grande attenzione, strumenti del cammino, contenitori
adatti ad accogliere eventuali ortesi plantari. Meglio
ancora calzature predisposte a tale scopo. Tali calzature
sono costruite con sistemi standard e debbono arrivare al
consumatore a prezzi normali di mercato;
d.
piedi con patologie medie: calzature modulari e calzature
a fibre lente. In questi casi bisogna tener conto che la
calzatura oltre a svolgere il normale compito di
strumento, deve diventare il contenitore ideale per un
avampiede con deformità e per un'ortesi plantare
adeguata;
e.
piedi con gravi patologie avampodaliche: calzature
costruite su misura, possibilmente a fibre lente,
strumenti per il cammino, contenitori ideali della ortesi
plantare e delle deformità.
Calzature
Modulari
Le
calzature modulari sono nate per mettere a disposizione
della donna un prodotto che si avvicina moltissimo, alle
sue specifiche esigenze morfologiche, funzionali ed
estetiche, e che può coniugarsi perfettamente con i più
svariati tipi di plantare. Il sistema prevede l'utilizzo
di semilavorati industriali di forma piacevole,
modificabili e quindi personalizzabili caso per caso.
Tutta la prima parte del lavoro viene realizzata con
sistemi industriali, la finitura e la personalizzazione
richiedono un lavoro artigianale specialistico effettuato
da un Tecnico Ortopedico preparato.
Sono
calzature indicate per tutte le patologie del piede,
escludendo, naturalmente le gravi deformità.
Indicazioni:
-
Metatarsalgie trattate con vari tipi di plantari
-
Deformità varie dell'avampiede
-
Morfologie particolari: piede greco, romano, egizio
-
Cedimenti in varismo, valgismo, pronazione, supinazione
Vantaggi:
-
Vedere prima il risultato finale del prodotto (non
rischiare di presentare alla paziente delle calzature
antiestetiche)
-
Notevoli possibilità di personalizzazione secondo la
morfologia del piede seguendo le deformità avampodaliche.
Adattabili ai più svariati tipi di plantare
-
Costo contenuto che si pone leggermente al di sopra di
calzature predisposte del commercio
www.ortopediamancini.it
Le
scarpe si scelgono ‘fotografando’ il piede
E’ il progetto dell’Istituto di tecnologie industriali
e automazione del Cnr
Scarpe
all’ultimo grido, ma anche di ottima fattura e altissima
qualità, realizzate con la cura e la passione di una
volta. Oggi si può, grazie a un progetto di ricerca
concepito e gestito dall’Istituto di tecnologie
industriali e automazione (Itia) del Cnr e a un folto
gruppo di aziende del settore calzaturiero.
I ricercatori stanno infatti lavorando - nell’ambito del
progetto europeo Euroshoe - alla personalizzazione delle
calzature con nuovi sistemi di lettura dei piedi, in grado
di scegliere la forma più adatta. Il sistema funziona un
po’ come una macchina fotografica digitale che cattura
l’immagine tridimensionale del piede.
“Nei negozi spariranno gli alti scaffali pieni di
scatole, che saranno sostituiti da macchine che tengono
conto della forma del piede e della postura. Il cliente
avrà a disposizione i campioni di tutti i modelli della
collezione, dei quali potrà valutare la qualità del
pellame e della costruzione. Dopo un paio di settimane, le
scarpe su misura saranno pronte per essere spedite
all’acquirente”, spiega Sergio Dulio, responsabile
dell’impianto pilota e del laboratorio Itia-Cnr di
Vigevano e coordinatore tecnico del progetto.
Una vera e propria rivoluzione nel settore calzaturiero,
che alcuni privilegiati consumatori europei potranno
sperimentare già dal prossimo luglio nelle sei strutture
coinvolte nel progetto e collocate in altrettante città
d’Europa, tra cui Vigevano e Trieste.
“La collezione Euroshoe - prosegue Dulio - è composta
da un numero relativamente limitato di modelli e varianti
(circa cento in tutto); ma i concetti tecnici su cui
abbiamo lavorato possono essere applicati a collezioni di
ben altra dimensione e in linea con lo stile delle scarpa
europea e italiana in particolare”.
Euroshoe ha anche condotto un’indagine di mercato in cui
sono stati coinvolti circa 800 possibili utenti. E’
risultato che il 65% delle donne e il 55% degli uomini
sono favorevoli alle scarpe personalizzate e disposti a
spendere il 20% in più per averle. Il progetto terminerà
nell’autunno del 2004, ma è gia previsto un suo
proseguimento dedicato allo sviluppo di materiali
intelligenti e totalmente ecocompatibili.
Maria Teresa Dimitri per Staibene.it - maggio 2004
http://www.staibene.it/staibene
Se
poi invece si
preferisce scegliere il piede adatto per la scarpa .....
Il
fenomeno di adeguare le estremita' alle calzature di moda
dall'America arriva in Italia. I chirurghi: gravi rischi
per la postura.
"Mi
operi al piede, devo mettere le scarpe a punta"
Corrette
soprattutto le imperfezioni all'alluce. Iniezioni di
collagene per l'arco plantare.
Dal
Corriere della Sera del 8 Dicembre 2003
ROMA
- La scarpa deve dipendere dal piede, raccomandano i
podologi indirizzando i pazienti verso una scelta
consapevole e razionale dei modelli da calzare alle
estremita'.
Oggi
e' un consiglio disatteso dalla maggioranza delle donne
tanto che la massima ha subito un rimaneggiameto. "E'
il piede che dipende dalla scarpa", sono convinte le
maniache di tacchi a spillo e punte affilate. Moda
imperante, che ha generato un fenomeno negativo. Chi non
possiede un piedino da Cenerentola e non riesce a
strizzarsi negli stivaletti corre dal chirurgo: "Per
favore mi corregga l'alluce". Negli Stati Uniti la
chirurgia estetica del piede e' una realta'. Risultati
disastrosi. Cresce il numero delle americane che con
interventi non necessari si procurano atroci dolori e, nei
casi peggiori , danni permanenti nella postura. Piu' della
meta' dei 175 iscritti all'associazione degli ortopedici
specializzati in pedi e caviglia in un questionario hanno
risposto di aver trattato pazienti rovinate dalla cosmesi.
Anche l'Associazione dei podologi scoraggia le operazioni
ingiustificate. Le imperfezioni non vengono corrette solo
col bisturi, per piallare l'alluce valgo, ma anche con
iniezioni di collagene, per addolcire l'arco del plantare.
In
Italia per fortuna non siamo a questi livelli. Il tacco a
spillo viene sfoderato nelle serate eleganti, ma non e'
frequente che un'impiegata vada a lavoro in bilico su
stiletti vertiginosi. Pero' la richiesta di chirurgia
cosmetica alle estremitа' si sta timidamente facendo
largo. "L'alluce valgo non e' compatibile con modelli
stretti e scomodi che, a loro volta, facilitano
l'insorgere di questa patologia - suddivide le
responsabilitа' Paolo Diano, ortopedico all'ospedale
Pertini di Roma - .
Personalmente
intervengo con la chirurgia solo in presenza di una
patologia dolorosa. Operarsi di alluce valgo non e' uno
scherzo. E' un intevento delicato con una buona
percentuale di successo, ma possono esserci esiti dolorosi
e disturbi a carico della deambulazione".
La
scarpa ideale ricorda Diano, ha tomaia morbida, pianta
larga, punta stondata, tacco non piu' alto di tre
centimetri, ma neppure troppo basso per non affatigare
rispettivamente metatarso e il tallone.
L'esatto
contrario delle forme proposte dagli stilisti, spesse
volte strumenti di supplizio.
Per
Mauro Montesi, Presidente della Societа' italiana di
Padologia, otto italiani su dieci hanno problemi
all'estremitа'. Unghie incarnite, piede piatto,
deviazione delle dita, alluce valgo, calli, dermatiti,
verruche che spesso influenzano la postura e sono alleati
del mal di schiena. Meglio dunque non infierire sui poveri
piedi imprigionandoli in scarpe da tortura.
Cenerentola
a ogni costo
“La chirurgia non deve essere applicata
semplicemente per migliorare l’apparenza del piede. Non
vi si dovrebbe ricorrere se non in presenza di dolore,
limitazione funzionale ed effettiva riduzione della qualità
della vita del paziente”. La recente dichiarazione
dell’American Orthopaedic Foot and Ankle Society,
associazione degli ortopedici americani, non dà adito a
equivoci e mette dei confini chiari al nuovo trend in
arrivo dagli Stati Uniti in materia di chirurgia estetica.
Sembra, infatti, che molte donne statunitensi pur di avere
piedini di fata siano disposte anche a interventi
traumatici. I numeri del fenomeno presentati al meeting
annuale dell’associazione sono preoccupanti.
Un trend in crescita
Non si dispone di dati precisi, per la verità, ma si
intuisce che la tendenza è in significativa crescita. La
ricerca, presentata al congresso degli ortopedici
americani, riguarda 150 chirurghi di piede e anca, almeno
la metà dei quali ha dichiarato di aver ricevuto
richieste di chirurgia estetica al piede. Una indagine
parallela condotta sui “consumatori”, invece, ha
riscontrato solo un 26% di persone disposte a interventi
del genere. Di chi fidarsi? Sicuramente il segnale
preoccupante che arriva dai medici statunitensi è da
considerare, visto che al dato sulle richieste aggiungono
di aver curato pazienti per complicanze di interventi
estetici al piede. Gli ortopedici sono comunque compatti
nel sostenere l’inutilità e i rischi di correzioni di
questo genere. Ma quali sono le richieste più comuni?
Quali interventi?
Due le correnti di pensiero in voga. C’è chi
desidera togliere quello che sembra di troppo e chi,
invece, vorrebbe aggiungere ciò che viene percepito come
bello e confortevole. O chi addirittura vuole ambedue le
cose. Gli interventi principali? Accorciare le dita o
restringere il piede, limando le ossa, oppure farsi
iniettare collagene sotto la pianta del piede fino a
creare un comodo ma innaturale cuscinetto plantare e tutto
allo scopo di poter indossare tacchi alti. Tutti
interventi – dichiara allarmato uno degli ortopedici
consultati – effettuati su piedi normalmente strutturati
e privi di dolore. E perché? Per indossare tacchi alti
che, senza demonizzarli, non sono, poi, così sani per il
piede, dal momento che un tacco di 2,5 cm, il più basso
in circolazione determina un aumentata pressione per la
parte anteriore del piede del 22%. I rischi degli
interventi, poi, non sono da sottovalutare. L’intervento
di limatura può essere molto doloroso anche in fase
post-operatoria, con rischi di infezione, nuove deformità
e permanenza del male. Ed entrambe le operazioni possono
nuocere alla postura naturale. Ne vale la pena?
L’associazione degli ortopedici americani è convinta di
no. Ciò non significa – concludono i ricercatori –
non portare tacchi alti o non intervenire chirurgicamente
su eventuali deformità dolorose, ma solo a una
condizione: dolore, dolore, dolore. In Italia, nel
frattempo, come sottolineato al Convegno “Estetica
Futuro” svoltosi a Roma, non siamo ancora arrivati a
interventi esclusivamente estetici, come quelli in voga
oltreoceano. Quel che è certo è che la crescente
attenzione agli argomenti estetici e in particolare alla
bellezza delle estremità non lasciano ben sperare.
Marco Malagutti
Fonte
71° Congresso dell’American Academy of
Orthpaedic Surgeons. San Francisco, 11-14 marzo 2004.
http://www.dica33.it/argomenti/chirurgia1/chirurgia_estetica/cenerentola.asp
Consiglierei
i tacchi alti alla mamma, per prevenzione delle cadute
dell’anziano...........
Micidiali
le pantofole per gli anziani:
Sidney,
26 Mag. - Le amate pantofole del nonno possono risultare
micidiali, sostiene una ricerca medica australiana, per
l'alto rischio di cadute che presentano. Nello studio
appena pubblicato dalla rivista 'Age and Ageing' (Età e
invecchiamento), C. Sherrington e H. Menz dell'Istituto di
ricerca medica 'Prince of Wales' di Sydney, hanno studiato
95 persone con un'età media di 78 anni, che avevano
subito fratture all'anca causate da cadute e hanno trovato
che la più alta proporzione indossava pantofole. Il 22%
infatti portava pantofole al momento della caduta, contro
il 17% che indossava scarpe da passeggio e l'8% sandali.
Solo il 2% indossava scarpe con tacchi alti al momento
dell'incidente. Nell'insieme, tre quarti dei pazienti
esaminati indossava scarpe con almeno una
"caratteristica non ottimale", come mancanza di
lacci, fibbie, chiusure lampo o velcro, oppure calzature
troppo flessibili. (ANSA)
a
cura di M.Campofiorito
http://bno.myother.net/bno_16/r_stampa_16.html
.....................Nulla
mi convincerebbe ad indossare sciatte scarpe basse da
riposo. Persino la loro definizione implica non far nulla
mentre la parte eccitante della vita ti passa accanto. La
frivolezza e l’impraticabilità dei tacchi non significa
che non si possa stare inoperosi, ma mai in modo
trasandato. Una scarpa col tacco alto o uno stivale
allunga la gamba, esagera la curvatura dei muscoli ed è
sessualmente evocativa a causa del lungo tacco fallico e
dell’incavo disegnato dal collo del piede. Forzano chi
li indossa ad assumere quello che gli antropologi chiamano
la posa da corteggiamento spostando in avanti il centro di
gravità. Questo fà diventare più snella la caviglia con
ciò inserendo la giusta proporzione all’interno del
rigonfiamento del polpaccio, alterando il portamento e
facendovi camminare e sostare in modo differente. Visto
che le vostre pelvi e il vostro petto sono spinti in
avanti, le spalle si tirano indietro per compensare.
Fisiologicamente le anche e le natiche di chi indossa
tacchi alti ondeggiano due volte di più rispetto a chi
porta scarpe basse, quindi se ne trovate un paio comode
dovreste eccitarvi nell’indossarle. Il mondo si muove
sui fianchi di una Femmina ma gira attorno ad una caviglia
armoniosa!............................
http://femdomitalia.org
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