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Preferendo
l’espresso, non mi sono mai occupata delle
caratteristiche del tè, tuttavia devo rimediare. Infatti,
dopo essere stata convinta dai miei assistiti delle qualità
terapeutiche del tè di colore verde, scopro dai più
aggiornati che quello nero, rosso e giallo sono una vera
panacea.
Tè
Verde
E
anche detto Tè non fermentato, ed è proprio perché le
foglie non vengono sottoposte a tale procedimento che
conservano il loro colore verde, producendo un infuso
chiaro e profumato.
Il
metodo tradizionale di lavorazione del tè verde prevede
che le foglie siano disposte su dei vassoi di bambù e poi
esposte al sole per qualche ora. Successivamente viene
loro somministrato calore, generalmente in grossi
recipienti posti sul fuoco ma anche attraverso il vapore,
che in pochi minuti farà evaporare la gran parte
dell’acqua contenuta dalle foglie.
Le
foglie riscaldate assumono una consistenza molliccia e
possono essere piegate per favorire l’eliminazione dei
residui d’acqua. La piegatura varia in base alla varietà:
il Gunpowder è tipicamente arrotolato a formare delle
palline mentre il Lu’an Guapian viene piegato in
lunghezza in modo da assomigliare ai semi del melone, da
cui il nome cinese.
Le
foglie piegate vengono sottoposte di nuovo al calore e
quindi di nuovo piegate e infine lasciate a seccare fino a
che non raggiungono la colorazione defnitiva.
Il
tè verde giapponese è generalmente lavorato allo stesso
modo tranne che per il calore che è somministrato
utilizzando il vapore.
Tè
Bianco
Anche
in questo caso la differenza è determinata dal tipo di
lavorazione cui le foglie di tè vengono sottoposte. Per
produrre il tè bianco si raccolgono i germogli prima che
si schiudano e poi li si lascia appassire e essiccare,
senza sottoporli a calore diretto.
ll
risultato è costituito da foglie che assumono un
caratteristico colore argenteo e danno un infuso molto
chiaro e delicato. Viene prodotto in quantità minime e
solo una parte raggiunge l’Europa ed ecco perché ha
spesso prezzi proibitivi.
Oolong
Sono
i tè che subiscono un parziale processo di ossidazione e
quindi hanno un colore più o meno scuro e producono
infusi più corposi e dal sapore più intenso di quelli
verdi.
Blofeld
distingue tra Oolong e Bohea dove il primo è soggetto ad
una fermentazione più lunga (fino al 60-70%), mentre per
i secondi il processo viene bloccato molto prima (entro il
20%). Attualmente è prevalso il nome commerciale Oolong
che indica entrambi i tipi, con l’unica distinzione
legata al metodo utilizzato: quello cinese a bassa
ossidazione, e quello di Taiwan con una ossidazione
maggiore.
Le
foglie destinate a produrre tè semifermentati non vengono
raccolte troppo presto e vengono invece lavorate subito:
appassite alla luce diretta del sole, sono poi messe in
recipienti di bambù e agitate in modo da frantumarne i
bordi e questo procedimento si protrae fino ad ottenere il
grado di fermentazione desiderato.
Il
tè si presenta a foglia intera che dopo l’infusione
evidenziano i caratteristici bordi arrossati prodotti dal
processo ossidativo.
Tè
Nero
È
prodotto principalmente in India e nei paesi africani per
accontentare il gusto occidentale che richiede tè forti e
ricchi di teina, capaci di sostituire egregiamente il caffè.
Ma anche la Cina produce ottimi tè neri specialmente
nello Yunnan e nel Fujian, patria del tè affumicato.
La
lavorazione del tè nero può essere suddivisa in quattro
fasi: appassimento, arrotolamento, fermentazione e
essiccazione.
Le
foglie vengono messe ad appassire e poi, quando sono
ancora morbide, arrotolate senza spezzarle.
L'arrotolamento fa fuoriuscire gli olii essenziali dalle
foglie e contribuisce a fissare l'aroma e il colore finale
del prodotto; ormai raramente questa operazione è manuale
essendo stata sostituita da macchine. Successivamente le
foglie vengono srotolate in un luogo freddo e umido e
lasciate ad ossigenarsi per almeno 3-4 ore. Il contatto co
l'ossigeno produce la fermentazione e fa colorare le
foglie verdi di rosso.
Infine
si procede con l'essiccazione attraverso la
somministrazione di calore che scurisce ulteriormente le
foglie e ne blocca il processo decompositivo.
Il
Tè Rosso (Roiboos)
il
Roiboos, molto in auge negli ultimi anni perché è
totalmente privo di teina e ricco di vitamina C, in realtà
non è un tè vero e proprio.
Il
gusto è molto simile e lo si può bere anche con il
latte, ma non appartiene alla famiglia delle Cammelie.
Si
tratta di un arbusto del Sud Africa (Aspalathus linoaris)
che produce un'infusione rossa e ricca di sali minerali
(un po come il Karkadé).
Viene
venduto sia sfuso presso negozi specializzati, sia in
bustine come gli altri tè.
Il
tè giallo
E’,
sulla base della divisione occidentale, un tè verde: cioè
un tè non fermentato. In Cina invece la distinzione tra i
tè viene fatta anche in base al colore dell'infuso e
allora ecco che questa particolare varietà prende il suo
nome. Produce infatti un infuso di colore giallo arancio
dal gusto deciso e leggermente amarognolo, lungo in bocca
ma che non piace a tutti. Durante il periodo
imperiale in Cina questi tè erano assai apprezzati
appunto per il color giallo, che era il colore imperiale,
sia dei germogli sia dell’ infuso. Sono difficili da
trovare e costosissimi. In Italia non credo li abbiano e
gli unici contatti che posso darle sono in Francia:
Mariage Frères e Palais des Thés hanno entrambi in
catalogo tè gialli.
http://www.teatime.it/varieta.htm
TÈ
verde, nero e bianco tutto quello che c'è da sapere
....................PRINCIPI
COSTITUENTI:
le foglie del tè ancora verde contengono 320 componenti
chimici fra i quali la caffeina, detta teina, teofillina,
teobromina, adenina, mucillaggini, tannini o polifenoli,
olio essenziale, costituito principalmente da alcol
metilico, che gli conferisce il profumo caratteristico.
PROPRIETÀ:
abbassa la pressione, stimolante del sistema nervoso,
calmante dello stomaco e dell'intestino, ha effetto
germicida sui bacilli del colon e sugli stafilococchi,
regola la respirazione, la circolazione del sangue,
attenua la contrazione del tratto bronchiale, diuretico e
anticellulitico, antiemorragico, antisettico,
antiossidante, secondo recenti studi previene il cancro al
polmone.
In tempi recenti alcuni componenti del tè verde sono
stati inseriti in prodotti cosmetici antirughe e nei
prodotti solari. Il tè è ricco di fluoro, zinco,
vitamine B ed E
Il tè nero sembra combatta efficacemente l'obesità.
Le varie qualità di tè hanno proprietà diverse. Il
Gunpowder, o polvere di cannone, che è il più diffuso in
Occidente e nei paesi africani, sembra preservare dagli
effetti delle sostanze radioattive.
TÈ
BIANCO
Il prodotto di quella che un tempo era la raccolta
imperiale, ovvero la prima fogliolina all'apice del fusto
del tè, sta ricominciando ad invadere i nostri mercati
con la denominazione "tè bianco", non perché
sia sbiancato in qualche modo, o perché l'infuso abbia
questo colore, infatti va dal giallo pallido al ruggine
chiaro, ma semplicemente per indicarne il superiore
prestigio rispetto agli altri. Il solo germoglio apicale
viene raccolto solo due giorni l'anno e due volte
all'anno, all'inizio di aprile e di settembre, raccolta
sospesa per un semestre se piove o tira vento.
...........Naturalmente ne esistono molte varietà, più o
meno pregiate, dai costi elevati ed elevatissimi, come per
lo Yin Zhen, letteralmente aghi d'argento, prodotto in
quantità assai limitate.
Oggetto di studio da parte di ricercatori americani, con
risultati ancora in fase sperimentale, è stato confermato
il suo potere di bloccare il deterioramento del
Dna. Sembra rafforzi il sistema immunitario e
stimoli il metabolismo dei carboidrati (dovrebbe essere
dimagrante), infondendo energia al cervello. Tra l'altro
dovrebbe aiutare a prevenire la carie, proteggendo da
virus e batteri. Contiene vitamina K che aiuta la
coagulazione e la cicatrizzazione, la vitamina H mantiene
elastici i tessuti ed ha effetto anti età. Più o meno le
caratteristiche dell'altro tè, solo più accentuate.
Secondo la tradizione, nella dinastia Song era considerato
la bevanda dell'immortalità.
SALUTE
Malattie da raffreddamento, asma, catarro, sinusite:
due o tre tazze al giorno di infuso caldo o tiepido. In
caso di forte raffreddore o influenza, aggiungere al tè
un bicchierino di brandy, un cucchiaino di miele e un
pezzetto di corteccia di cannella. Bere ben caldo prima di
coricarsi.
Cattiva digestione,
diarrea, per facilitare la diuresi: bere una tazza di
infuso caldo dopo i pasti, due o tre tazze nel corso della
giornata per la diuresi.
Emorragie, ferite,
gengive infiammate, tagli, ulcere: utilizzare l'infuso
a temperatura ambiente, per fare cataplasmi o compresse
direttamente sulle zone interessate, rinnovando più volte
nel corso del giorno.
Per le emorragie nasali aspirare mezzo cucchiaino di
polvere di tè.
Emicrania: tè
nero con scorza d'arancia e lavanda.
Gonfiori ai piedi e
alle caviglie: tè nero con bucce di patata seccate.
Insonnia: tè bianco con melissa o lavanda.
BELLEZZA
Occhi stanchi e affaticati:
prima di coricarsi applicare sugli occhi compresse tiepide
di tè leggero preparato con camomilla e fiordaliso.
Lozione per mantenere l'abbronzatura: preparare un
decotto con 50 g di foglie di tè, un cucchiaio di mallo
di noce e 2, 5 dl di acqua. Bollire per una dozzina di
minuti, raffreddare e filtrare, applicare sulla pelle dopo
l'esposizione al sole.
Tonico astringente per pelli grasse: preparare un
infuso carico di tè nero, aggiungere il succo di un
limone, amalgamare perfettamente, usare come un comune
tonico.
OLIO
ESSENZIALE DI TÈ VERDE
Le
proprietà antisettiche del tè verde erano conosciute
nell'antichità, anche dagli aborigeni australiani.
Durante il secondo conflitto mondiale l'esercito di quel
paese adottò l'olio di tè verde per curare le ferite dei
soldati, che si rimarginavano più in fretta. Ora, è
usato anche nella composizione di prodotti sia
farmaceutici sia cosmetici.
Influenza: due
gocce di olio nell'acqua calda del bagno.
Verruche e callosità:
una goccia applicata localmente.
Infezioni del cavo orale: 3 gocce diluito in acqua per
gargarismi.
Infezioni e piaghe
degli animali: come per la forfora umana.
Scottature solari,
eritemi dei neonati: poche gocce mescolate alla crema
idratante o protettiva.
Pelli acneiche:
poche gocce diluite in acqua, usate come tonico.
Forfora: qualche goccia da massaggiare sul cuoio
capelluto
ANEDDOTI
E CREDENZE:
si racconta che l'imperatore Kang Shi, 1700, abbia elevato la qualità
Lung Ching a migliore, dopo che, avendone messo a seccare
in un libro un germoglio raccolto occasionalmente,
ritrovandolo fece fare l'infusione che risultò la
migliore che avesse mai gustato.
Un antico proverbio cinese recita: "È meglio stare
tre giorni senza cibo che uno senza tè".
Il
tè verde quali tumori previene? Praticamente tutti:
mammella, polmoni, esofago. Contrasta anche il melanoma e
un tumore maschile come quello alla prostata.
E
il cuore? Il tè verde tratta bene anche il nostro muscolo
più importante. Contiene numerosi flavonoidi, sostanze
antiossidanti che ci proteggono dall’infarto. Non solo.
Il colesterolo e I trigliceridi presenti nel sangue, che
quando sono in eccesso si depositano sulle pareti delle
arterie e aprono la strada ai disturbi cardiocircolatori,
nei forti bevitori di tè non sono un problema. In
generale, con due tazze al giorno si riduce il rischio di
aterosclerosi del 50%.
Gli
antiossidanti presenti nel tè verde (I flavonoidi di cui
abbiamo appena parlato e soprattutto le catechine)
combattono anche I radicali liberi, responsabili
dell’invecchiamento dell’organismo e della pelle in
particolare. Ma il bello è che sono molto più attivi
degli antiossidanti contenuti in qualsiasi altro alimento:
secondo ricerche compiute da alcune università americane,
le catechine del tè verde hanno un’efficacia 20 volte
superiore a quella della vitamina E e sono addirittura 100
volte più attive della vitamina C.
Ma
non basta. Il tè verde ha la capacità di migliorare la
flora batterica intestinale; infine dà una mano a
dimagrire, perchè aumenta la velocità con cui
l’organismo brucia I suoi grassi. L’ università di
Ginevra ha scoperto che I suoi estratti fanno salire in
maniera significativa (4%) il consumo giornaliero di
calorie. Questo effetto non dipende solo, come si potrebbe
pensare, dalla teina o caffeina contenuta nel tè ( che
pure viene inserita in molti farmaci dimagranti proprio
perchè accelera il metabolismo), ma è dato ancora una
volta dalle preziose catechine, che aumentano la
termogenesi: il nostro corpo produce più calore e,
percio', brucia più grassi. Senza provocare alcun effetto
negativo a carico del cuore e del sistema nervoso.
http://www.arabcomint.com/IL%20TE.htm
Usa.
Il te' verde aiuta le cellule della pelle a ringiovanire
Tra
le varie proprieta' del te' verde, ve n'e' una
inaspettata, scoperta da un ricercatore, che potrebbe
rivoluzionare i trattamenti per le malattie e le lesioni
della pelle.
Il
dott. Stephen Hsu, biologo cellulare presso il Medical
College of Georgia Department of Oral Biology, dopo aver
raccolto informazioni per anni sulle caratteristiche di
questa pianta, ha scoperto che i suoi componenti chiamati
polifenoli contribuiscono ad eliminare i radicali liberi,
che possono, alterando il DNA, causare il cancro. Nel suo
ultimo studio si e' focalizzato su un polifenolo in
particolare, quello che e' piu' abbondante nel te' verde,
ed e' chiamato EGCG.
Nel
suo studio ha raccolto dei normali campioni di cheratina
(pelle), e ha comparato la crescita della pelle da sola e
combinata con l'EGCG. La scoperta e' stata che questa
sostanza e' in grado di riattivare le cellule che stanno
per morire. Infatti, la pelle umana e' composta da tre
strati: epidermide (lo strato piu' esterno), derma, ed
ipoderma (quello piu' interno). Sostanzialmente, le
cellule della pelle sono in continuo rinnovamento. Le
cellule staminali di partenza (contenute nell'ipoderma)
sono ancora indifferenziate, ma si dividono molto
velocemente. Quando "emigrano" verso
l'epidermide, inizia la vera e propria differenziazione.
E' in questo passaggio che perdono gran parte della loro
attivita' e della loro energia: infatti, fornendo
continuamente acqua per proteggere i tessuti, lentamente
muoiono. Nell'arco di circa un mese avviene l'intero
processo, con un continuo ciclo di rigenerazione cellulare
pressoche' infinito.
E
qui entra in gioco il ruolo dell'EGCG. Sembra infatti, che
questo polifenolo abbia la capacita' di
"ringiovanire" le cellule dell'epidermide, ossia
quelle piu' fragili. "Quando vengono esposte all'EGCG,
le cellule "vecchie" ricominciano nuovamente a
dividersi", spiega il dott.Hsu. "Riproducono DNA
ed energia. In pratica, si riattivano. Ci sono ancora
molte cose sconosciute da analizzare, ma se siamo in grado
di energizzare le cellule moribonde, probabilmente
possiamo migliorare le condizioni della pelle in
generale."
Una
scoperta del genere e' utilissima per malattie come la
psoriasi, le ulcere, la rosacea, le ustioni, o per la
debolezza delle cellule epidermiche causata dal diabete.
http://staminali.aduc.it/php_newsshow_0_1993.html
Il
tè verde "inibisce" l’Hiv? La realtà clinica
è lontana…
L’INTERVENTO
DI
ARSENIO CORRADO NEGRINI *
Che
la bevanda ottenuta con l’infusione del té verde, una
delle più diffuse sul nostro pianeta, sia dotata di
numerose proprietà utili a contrastare varie patologie è
noto da alcuni anni: effetti antibatterico, contro i
radicali liberi, di prevenzione dell’arterosclerosi,
antiossidante. Benefica azione effettuata da
polifenolicatechine anche contro il cancro, con la capacità
di inibire la carcinogenesi, la crescita e la tendenza
invasiva della neoplasia, l’angiogenesi neoplastica. La
componente dimostrata di maggior efficacia è l’epigallocatechina
gallato che in studi degli ultimi anni si è dimostrata
dotata di un certo effetto inibitore sulla infezione da
HIV, attraverso la distruzione virale, l’inibizione
dell’attività virale, il legame del virione alle
cellule linfocitarie, ma i cui meccanismi non sono stati
ancora ben definiti.
Esplicativo
a questo riguardo figura un dettagliato e ben documentato
studio sperimentale comparso sulla prestigiosa rivista
statunitense Journal of Allergy and Clinical Immunology ad
opera dell’équipe giapponese dei Dipartimenti di
Chirurgia Oncologica e della Trasfusione dell’Università
di Tokyo in cui viene dimostrato il meccanismo d’azione
del possibile effetto preventivo dell’epigallocatechin
gallato sull’infezione da HIV. Esso consisterebbe, detto
in termini molto semplificati, nel legame della catechina
con il recettore CD4 per il virus posto sulla cellule
bersaglio, particolari linfociti, inibendo in tal modo
quel legame tra recettore stesso e la glicoproteina 120
del rivestimento virale, che darebbe l’avvio alla
distruzione cellulare.
Ma,
a detta degli autori, l’ipotesi di un suo utilizzo
clinico come nuovo antiHIV, deve accuratamente evitare le
false aspettative legate ad una singola sostanza. E come
accortamente ribadito nell’editoriale a commento dello
studio, l’aspetto "cruciale" per trasferire
nella clinica la sperimentazione del laboratorio è il
problema del dosaggio prodotto con le idonee
concentrazioni. Infatti si sa che solo una piccola
percentuale delle catechine del té assunto per bocca
compare nel sangue: anche con una elevata somministrazione
in capsule risulterà difficile raggiungere i livelli
utilizzati negli studi "in vitro". Inutile
l’uso della bevanda (ne occorrerebbero litri) per
contrastare la malattia o, peggio, come alternativa
terapeutica ai farmaci in uso.
*
Primario Emerito
di
Allergologia, Genova
giovedì
05 Febbraio 2004
http://www.repubblica.it/supplementi/salute/2004/02/05/medicinenonconvennzionali
SPECIALE:
LA SIGARETTA AL TÈ VERDE
Negli
ultimi giorni una notizia sta creando un certo scompiglio
sia tra i fumatori, sia tra chi si occupa a vario titolo
del tabagismo: ci riferiamo all'ipotesi di utilizzare
il tè verde nella fabbricazione di sigarette, in modo
da ridurne gli effetti dannosi per l'organismo umano.
Poiché da una parte stiamo assistendo ad un accavallarsi
di discorsi spesso contraddittori tra loro, e
dall'altra i nostri utenti ci chiedono sempre piu' spesso
informazioni su questo argomento, pensiamo sia utile
pubblicare un breve approfondimento che descriva
con chiarezza in cosa consiste la scoperta del Prof.
Garbisa e le sue applicazioni nel campo del fumo di
sigaretta.
Nella stesura di questo testo ci siamo basati su quanto e'
stato pubblicato dalla stampa italiana, senza prendere una
posizione pro o contro l'efficacia di questa scoperta; per
gli approfondimenti di carattere medico, perciò, vi
invitiamo a scrivere a "Gli
Esperti in Linea".
La
scoperta Nel Novembre 1999 la rivista Nature
Medicine pubblica un articolo delProf. Spiridione
Garbisa, a conclusione di una ricerca sviluppata dal Dipartimento
di Scienze Biomediche dell’Università di Padova e
del Centro di Biotecnologie Avanzate di Genova.
Il risultato degli studi di forte interesse nel campo
oncologico:
-
il
tè verde, infatti, contiene una molecola naturale
chiamata Egcg (Epigallo-3-gallato) che funge da
inibitore delle metalloproteasi, enzimi
attraverso i quali i tumori aggrediscono gli organi
formando metastasi;
-
l’assunzione
di tè verde, in particolare, impedisce l’
angiogenesi, vale a dire la capacità del tumore
di stimolare l’organismo a produrre vasi sanguigni
che nutrono il tumore stesso, favorendone la crescita.
Privata del nutrimento sanguigno, la neoplasia
regredisce e muore.
fumatori
sono senza dubbio soggetti a rischio di neoplasie e
di altre patologie polmonari.
In caso di infiammazioni polmonari come quelle
provocate dal fumo, l'azione delle difese immunitarie non
viene bilanciata dall'intervento di inibitori naturali che
sono stati essi stessi distrutti dal fumo: inizia così un
processo degenerativo che porta alle broncopneumopatie
croniche ostruttive e l'enfisema polmonare.
Secondo i ricercatori, questi effetti negativi del fumo
possono essere attenuati o addirittura annullati inserendo
del tè verde nel filtro delle sigarette.
Gli ultimi due anni di ricerca si sono concentrati sulle
capacità del filtro di assorbire il tè verde
mantenendone i principi "buoni" per il fumatore
e rilasciandoli mentre la sigaretta viene consumata.
I risultati sono stati incoraggianti:
-
il
fumo, agendo a temperature più basse rispetto
all'acqua bollente con cui viene preparato il tè, riesce
a trasportare integralmente i principi attivi del tè
verde;
-
in
questo modo, il fumatore si troverebbe ad assumere contemporaneamente
sia gli elementi tossici contenuti nella sigaretta,
sia la sostanza in grado di annullare questa tossicità.
È
bene precisare che
-
alla
ricerca servono ulteriori controlli; in particolare, deve
ancora essere effettuata una sperimentazione sugli
animali e sull'uomo;
-
l'applicazione
del filtro non fa diminuire il rischio per i fumatori
passivi, che continuano a respirare fumo che
contiene tutti gli enzimi pericolosi e non i principi
attivi "buoni" del tè verde.
http://www.fumo.it/aspirante/focus/teverde/#1
Una
componente del tè verde aiuta ad uccidere le cellule
della Leucemia Linfatica Cronica B (CLL), la leucemia più
frequente nel mondo occidentale e che costituisce il 25%
di tutte le leucemie. Lo ha stabilito una ricerca
pubblicata sulla rivista Blood.
I ricercatori della Mayo Clinic hanno scoperto che la
componente, denominata epigallocatechin-3-gallate (EGCG),
distrugge le cellule della leucemia interrompendo i
segnali di comunicazione di cui esse hanno bisogno per
sopravvivere.
La Leucemia Linfatica Cronica B spesso è diagnosticata
nelle persone che hanno superato i sessant’anni. Le
forme più gravi della malattia sono trattate con la
chemioterapia.
In questo studio, i ricercatori hanno scoperto che l’EGCG
ha spinto le cellule di leucemia a morire in otto campioni
dei 10 testati in laboratorio.
Secondo gli scienziati, nella ricerca di agenti
terapeutici non tossici utili per uccidere le cellule
cancerogene, quello compiuto è un importante passo
avanti, in quanto ha contribuito a capire questo
meccanismo e offre speranze in più per il futuro di
mettere a punto terapie più efficaci e tollerate.
http://www.italiasalute.it/News.asp?ID=5812
AIDS:
IN TE' VERDE SOSTANZA, NON FA ENTRARE VIRUS IN CELLULE
(ANSA)
- ROMA, 10 NOV - Il te' verde contiene sostanze che
impediscono al virus dell'Aids di intraprendere la prima
fase dell'infezione. Bloccano il suo ingresso nelle
cellule del sistema immunitario. L'elemento del te' in
grado di fare cio' e' una delle catechine, la piu'
abbondante, cioe' la Epigallocatechina Gallata (EGCG). In
esperimenti di laboratorio i cui risultati sono apparsi
sulla rivista Journal of Allergy and Clinical Immunology,
Kuzushige Kawai, dell'Universita' di Tokio ha visto che
EGCG si lega alla superficie delle cellule immunitarie, di
fatto impedendo al virus di legarvisi a sua volta. La
sostanza potrebbe dunque divenire base di nuove terapie
anti-Aids. Il te' verde e' estratto da foglie della pianta
sempreverde Camellia sinensis ed e' noto da secoli per i
suoi numerosi effetti benefici sulla salute. Le catechine
che contiene in abbondanza sono composti con proprieta'
anti-ossidanti. Il virus Hiv una volta nell'organismo
inizia la sua fase infettiva acuta attaccandosi con il
proprio guscio protettivo a certe molecole di alcune
cellule del sistema immunitario umano, le cellule T. Il
virus si lega alle molecole CD4 che esse portano in
superficie. In laboratorio la sostanza si e' mostrata in
grado di fare la stessa cosa, di fatto bloccando il legame
fra cellula e virus. Anche se i ricercatori tendono con la
massima cautela a sottolineare che le concentrazioni di
questo principio usate da loro in laboratorio sono di gran
lunga maggiori rispetto a quelle che si ritrovano nel
nostro sangue dopo una tazza di te' verde, pensano che con
ulteriori studi si potrebbe progettare una nuova cura a
base di questa sostanza. Per ora i ricercatori insieme ad
altri del National Center for Macromolecular Imaging
presso il Baylor College of Medicine a Houston in Texas,
stanno lavorando ad esperimenti al computer, ma per
arrivare a un farmaco serve ulteriore ricerca. (ANSA).
http://www.benessere.com/salute/news/archivio/20031110-004.htm
Tè verde anticancro, sì della scienza
Roberto
Suozzi
All’¿università
di Sendai, in Giappone, è stata condotta un¿importante
ricerca sui benefici del tè verde nei confronti dell’¿insorgenza
del cancro dello stomaco. Lo studio è durato molti anni
ed è stato fatto su un gran numero di persone, basti
pensare che nel 1984 nel distretto giapponese di Miyagi
vennero valutati ben 26.311 residenti che risposero a un
questionario tra le cui domande si chiedeva anche la
frequenza del consumo di tè verde. Lo studio,
recentemente pubblicato sul "New England Journal of
Medicine" (marzo 2001), ha tutte le carte in regola
per dare un ulteriore apporto al ruolo del tè verde nella
protezione del cancro dello stomaco.
Nello
stesso numero del "New England" appare un
interessante editoriale scientifico, a opera dei medici
del National Cancer Center Hospital di Tokyo, che commenta
e offre diversi e importanti spunti di riflessione, in
particolare sulla realtà giapponese, in merito alla
questione. Vi sono, infatti, delle differenze tra il
cancro dello stomaco presente in Giappone e quello che si
evidenzia in occidente: tra queste differenze, la più
importante è quella della localizzazione. Esiste,
inoltre, una forte correlazione tra il consumo di cibi
salati (es. pesce salato) e aumento del rischio di cancro
gastrico; mentre il consumo di frutta e vegetali freschi
avrebbe un ruolo protettivo.
23
Marzo 2001
vai
alla notizia completa
http://www.kwsalute.kataweb.it/Notizia/0,1044,1781,00.html
2001-02-02
Il tè verde non riduce il rischio per carcinoma gastrico
(fonte:
Gastrohep; N Engl J Med 2001;344:632-6)
Sebbene
emerga da studi di laboratorio e caso controllo che
l'assunzione di tè verde protegga dal cancro gastrico,
esistono pochi lavori prospettici che confermino questo
dato. Un team di ricercatori Giapponesi e Statunitensi ha
sottoposto 26311 abitanti del nord del Giappone (11902
uomini e 14409 donne) ad un questionario che includeva
delle domande riguardanti l'assunzione di tè verde. Dopo
un periodo di follow-up, sono stati identificati 419 casi
di cancro gastrico (296 uomini e 123 donne), ed è stato
stimato il rischio per questa neoplasia (Cox regression
analysis), in relazione al consumo di tè. I ricercatori,
al termine dell'elaborazione statistica, non hanno trovato
una correlazione tra consumo di tè verde e rischio di
cancro gastrico
http://www.gnd.it/salutenews/news/News_Feb_2001.htm
TÈ
VERDE E CANCRO GASTRICO
(riferito da Sano T, Sasako M, Green tea and gastric
cancer N
Engl J Med 2001 Mar 1;344(9):675-6)
Studi
sugli animali hanno dimostrato che i polifenoli presenti
nel tè verde , il cui principale costituente è
l'epigallocatechin-3-gallato, hanno effetti antimutagenici,
anticarcinogenici ed antinfiammatori. Studi epidemiologici
hanno suggerito che il tè verde ha il potenziale di
ridurre il rischio di gastrite atrofica cronica, di cancro
gastrico, di neoplasie della pelle, di coronaropatia e di
alcune infezioni microbiche (1,2).
Diversamente del tè nero, il tè verde si ottiene
trattando a vapore le foglie fresche ad elevata
temperatura, che inattiva gli enzimi ossidanti e lascia
intatti i polifenoli.
Il tè verde è ampiamente consumato in Asia ed è la
bevanda più popolare in Giappone, dove molte persone
arrivano a consumarne più di un litro al giorno.
Gli studi caso-controllo hanno mostrato un rischio ridotto
di cancro gastrico in associazione con il consumo di te
verde.
Dei 7 studi riportati fino al 2000, due studi in Cina (3,4)
e due in Giappone (5,6)
hanno mostrato un'associazione inversa significativa fra
consumo di tè verde e rischio di cancro, mentre uno
studio in Cina (7)
ed uno in Giappone (8)
non hanno mostrato nessuna significatività. Il settimo
studio, condotto a Taiwan (9)
mostra invece un aumento del rischio di cancro in
associazione all'assunzione di tè verde.
Circa gli studi prospettici, Galanis e coll. (10)
in uno studio, condotto su giapponesi residenti alle
Hawaii, hanno trovato un aumento non significativo di
rischio di cancro gastrico associato all'assunzione di tè
verde.
Un secondo studio prospettico è stato condotto
recentemente da Tsubono e coll. (11)
in Giappone.
Lo studio di coorte era costituito da persone che vivevano
in Miyagi Prefecture, una regione rurale nel Giappone
settentrionale dove l'incidenza di cancro gastrico è
relativamente elevata. Nel questionario utilizzato nello
studio, il consumo di tè verde è stato diviso in 4
categorie. La categoria più elevata di consumo (5 o più
tazze/die, considerando che una tazza contiene 100 ml) era
rappresentata dal 42% dei soggetti in studio. Questa
categoria poteva essere divisa ulteriormente in 5-9 tazze
e >= 10 tazze al dì, in quanto nei precedenti studi
caso-controllo (5),
la riduzione del rischio di cancro gastrico è stata
trovata fra le persone che consumavano 10 o più tazze al
dì. Dieci tazze (1000 ml) non rappresentano un volume
straordinariamente elevato di tè, e le persone possono
consumare una tale quantità senza utilizzare capsule di
estratto di tè verde (la quantità di polifenoli
contenuta in 1 capsula di estratto di tè verde equivale
alla quantità contenuta in 10 tazze di tè).
Nello studio condotto da Tsubono e coll. (11),
il consumo di tè verde è stato associato ad altri
fattori che possono aumentare o ridurre il rischio di
cancro gastrico. Per esempio, nel gruppo di uomini che
bevevano meno di una tazza di tè verde al dì, le
percentuali di consumo giornaliero di vegetali sottaceto e
di frutta erano pari al 60,1 % e 47,1 %, rispettivamente,
mentre nel gruppo di uomini che bevevano 5 o più tazze di
tè verde al dì, le percentuali rispettive erano pari a
73,2 % e 58,1 %. Maggiore era la percentuale di consumo di
vegetali sottaceto (fattore di rischio) e di frutta
(fattore protettivo), maggiore era il consumo di tè
verde. Il fumo era un altro fattore associato al consumo
di tè verde. Fra gli uomini che bevevano meno di una
tazza di tè verde al dì, il 72,1 % erano fumatori in
quel momento o in passato, mentre fra coloro che bevevano
5 o più tazze di tè verde al dì, l'81,2 % erano
fumatori in quel momento o in passato. Fra gli uomini che
erano fumatori in quel momento, la percentuale di forti
fumatori (>= 20 sigarette al dì) era rispettivamente
pari a 29,4 % e 40,9 % nelle categorie più basse e più
elevate di consumo di tè verde. Questi fattori di
confusione complicano l'interpretazione del ruolo del
consumo di tè verde, persino con un'analisi multivariata.
Lo studio non ha trovato effetti protettivi da parte del tè
verde, bensì un aumento non significativo del rischio di
cancro gastrico fra le persone che bevevano cinque o più
tazze di tè verde al giorno, confrontate con le persone
che bevevano meno di una tazza al giorno. I risultati di
questo studio rappresentano l'evidenza epidemiologica più
forte per attribuire una relazione tra consumo di tè
verde e rischio di cancro gastrico.
L'associazione
di foglie e di steli di diverse piante del genere
Orthosiphonis (Or. aristatus, spicatus, stamineus)
raccolte prima della fioritura compongono la miscela
chiamata Java Tea (Tè di Giava).
Queste
piante, chiamate in italiano genericamente Orthosiphon,
sono originarie del Sud Est asiatico e dell'Australia
tropicale (1,
2).
La pianta Orthosiphon contiene flavoni lipofilici come la
sinensetina e la isosinensetina, flavonoidi glicosidici,
acido rosmarinico, inositolo e fitosteroli ed è composta
per lo 0,7% di un olio essenziale (3,
4,
5).
L'Orthosiphon, grazie alla proprietà di aumentare
l'escrezione di liquidi, è tradizionalmente utilizzata
per facilitare la perdita di peso. Tuttavia, le
indicazioni terapeutiche per le quali l'uso dell'Orthosiphon
viene consigliato sono le infiammazioni del tratto
urinario e, come coadiuvante, nel trattamento delle
infezioni urinarie (6).
È stato suggerito che il Tè di Giava potrebbe essere
utile nella prevenzione della formazione di calcoli a base
di acido urico (7),
ma per questa indicazione non esiste alcuna prova clinica
di efficacia. Altra proprietà conosciuta è una debole
attività di tipo spasmolitico per la quale viene
utilizzato per curare disturbi della colecisti.
La somministrazione di Ortosiphon produce negli animali da
laboratorio aumento della diuresi e dell'escrezione di
sodio (8,
9,
10).
Ma, l'efficacia dell'attività diuretica e natriuretica
non è stata confermata da studi clinici controllati (11).
In laboratorio è stato anche dimostrato che i flavonoidi
presenti nella pianta esercitano attività antiossidante (12)
e che sostanze presenti nella pianta (tra queste il
metilripariocromene A, isolato dalle foglie di Orthosiphon
aristatus), sono in grado di ridurre la pressione
arteriosa (13,
14).
L'Orthosiphon può essere assunto in capsule, compresse,
come infuso e come tintura. Come infuso si utilizzano 2-3
grammi al giorno in 150 ml di acqua per 2-3 volte al
giorno (15).
Nella tabella I sono elencati alcuni prodotti contenenti
Orthosiphon presenti in commercio in Italia.
|
Tabella
I. elenco di alcuni prodotti contenenti
Orthosiphon presenti in commercio in Italia.
|
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Prodotto
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Ditta
fornitrice
|
|
Orthosiphon
estratto fluido, secco, tintura madre
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EPO
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|
Orthosiphon
foglie
|
GRICAR
|
|
Orthosiphon
foglie, tintura madre
|
PLANTA
MEDICA
|
|
Orthosiphon
estratto secco
|
SELERBE
|
CONTROINDICAZIONI
L'uso di Ortosiphon è controindicato in ognuna di queste
condizioni:
- insufficienza cardiaca;
- insufficienza renale.
AVVERTENZE
Non utilizzare l'Orthosiphon per aumentare la diuresi in
caso di ritenzione idrica causata da insufficienza
cardiaca e/o renale.
Alle dosi consigliate non sembra produrre effetti tossici,
tuttavia è opportuno, in caso di trattamento con questa
pianta, compensare gli effetti diuretici assumendo molta
acqua durante il giorno.
Non sono stati pubblicati studi sugli effetti in
gravidanza o durante l'allattamento, è quindi
consigliabile non assumere Orthosiphon in ognuna di queste
condizioni.
Referenze
bibliografiche
http://www.farmacovigilanza.org/
Il
tè verde e gli estratti di rosmarino riducono
l'assorbimento del ferro non-eme
Lo studio si è posto l'obiettivo di determinare l'effetto
degli estratti ricchi in fenoli provenienti da tè verde o
rosmarino sull'assorbimento del ferro non-eme.
A giovani donne di età compresa tra i 19 ed i 39 anni
sono stati fatti mangiare pasti in 4 separate occasioni. I
pasti erano identici ad eccezione dell'assenza (piatto A)
o presenza (piatto B) di un estratto ricco di fenoli,
ottenuti dal tè verde o dal rosmarino.
Il cibo è stato marcato con Fe55 e Fe59. Il ferro è un
metallo con caratteristiche ossidanti.
La presenza di estratti fenolici ha ridotto l'assorbimento
del ferro non-eme.( Xagena_2001
)
Sammam S et al, Am J lin Nutr 2001 ; 73: 607-612
http://www2.xagena.it/xagena/5760_emetabolismoit.htm
“Numerose
evidenze epidemiologiche - spiega Garbisa - hanno portato
ad associare il consumo di tè verde con la prevenzione
dello sviluppo di certe forme tumorali e delle metastasi.
Le proprietà benefiche del tè verde e dei suoi
componenti vengono sempre più spesso illustrate nella
letteratura scientifica ed includono l’inibizione della
trasformazione tumorale, della crescita invasione e
disseminazione tumorale (metastasi), nonché della
neo-formazione di vasi sanguigni che vanno a servire il
tumore (angiogenesi)”.Ma cerchiamo di capire meglio che
cos’è il tè verde. Le tre principali forme di tè -
nero, verde, oolong - derivano tutte dalle foglie della
stessa pianta, la Camelia sinensis. Il preparato più
diffuso è il tè nero (78% della produzione mondiale),
seguito dal tè verde (20%) e poi dall’oolong. Per
produrre il tè nero, le foglie raccolte sono scaldate
all’aria per un giorno, arrotolate e fatte fermentare in
luoghi umidi; questo processo fa perdere gran parte dei
principi attivi della pianta e depaupera di circa il 70%
il contenuto di principio attivo presente nelle foglie.
La
preparazione del tè verde si ottiene invece facendo
rapidamente seccare le foglie senza fermentazione.
Quest’ultimo processo fa sì che alcuni componenti
attivi della pianta (catechine in particolare) non vengano
alterati durante la fermentazione. I loro effetti benefici
sembrano confermati dagli studi fin qui svolti, come
conferma Garbisa: “I dati sperimentali dimostrano che il
consumo di tè verde porta ad una diminuzione delle LDL
(colesterolo cattivo) e ad un aumento delle HDL
(colesterolo buono), ad una diminuzione dei trigliceridi,
ad una maggior dissipazione di energia (minor tendenza
all’aumento del peso corporeo). Il tè verde ha proprietà
antimutageniche (diminuisce cioè l’insorgenza di
modificazioni molecolari che alterano il nostro patrimonio
genetico), antitumorigeniche (diminuisce la possibilità
che si formino cellule tumorali), anti-crescita tumorale,
anti-invasive (contrasta la tendenza delle cellule di un
tumore maligno ad invadere i tessuti e gli organi
circostanti), anti-metastatiche (contrasta la capacità di
fuga delle cellule tumorali dalla massa primitiva, e la
tendenza a raggiungere e crescere in organi anche lontani
da quello di origine), anti-angiogenetiche (contrasta la
formazione di nuovi vasi sanguigni indispensabili
all’apporto nutritivo e gassoso a qualsiasi tumore
solido).
Quali
sono le linee di ricerca sul tè verde dell’Università
di Padova e quali sono le collaborazioni attivate in
questo campo, in particolare con ICS-UNIDO?
“Le
nostre linee di ricerca sono mirate ad individuare la
possibilità che i principi attivi del tè verde
interferiscano con tutta una serie di attività
enzimatiche strumentali ad alcune patologie. Cerchiamo di
capire le modalità di interazione molecolare tra
principio attivo ed enzima e di inventare nuove molecole
con caratteristiche potenziate rispetto a quelle dei
principi attivi del tè verde. Per realizzare questi
obiettivi, siamo in attiva collaborazione con due gruppi
di ricerca di Genova per quanto riguarda gli effetti del tè
verde sull’invasione delle cellule tumorali e l’angiogenesi,
nonché sulle broncopneumopatie ostruttive. Abbiamo una
pluriennale collaborazione con il Dipartimento di
Farmacologia dell’Università di Trieste, la Fondazione
Callerio, e più recentemente con l’ICS-UNIDO.
I
risultati più recenti dimostrano che l’EGCG, il
principio attivo del tè verde, è un potente inibitore
sia degli enzimi utilizzati dalle cellule tumorali per
invadere e metastatizzare (gelatinasi), che di altri
rilasciati durante l’infiammazione (elastasi),
responsabili - se non controbilanciati - della distruzione
dell’impalcatura proteica di alcuni dei nostri tessuti.
Per
quanto riguarda l’ICS-UNIDO, le collaborazioni sono
iniziate nel 1999 con alcune pubblicazioni su riviste
scientifiche, in particolare Nature Medicine e Cancer, cui
ha contribuito Susan Biggin, consulente scientifico del
Centro (che insieme a me ha steso le linee del progetto ed
è co-autore di questi lavori) e grazie ad uno studio nel
campo del sottoprogramma piante medicinali (all’interno
dell’area Earth, Environmental and Marine Sciences and
Technologies, coordinata Gennaro Longo) che riguarda le
proprietà del tè verde. Un consulente, Luigi Sartor,
ricercatore nel gruppo che a Padova coordino, sta
eseguendo una ricerca sui meccanismi attraverso i quali i
fitofattori attivi del tè verde interferiscono con i
processi biologici.
Da
parte sua ICS, con un gruppo di ricercatori indiani, ha
avviato studi sulle varietà di tè verde, le specie più
desiderate, per verificarne le disponibilità, le quantità,
l’estraibilità, il gusto. Una futura collaborazione
riguarderà il sottoprogramma di chimica combinatoriale
(all’interno dell’area Pure and Applied Chemistry,
coordinata dal Stanislav Miertus). Fitofattori con
proprietà da esaltare verranno studiati nella ricerca di
composti da sintetizzare, come parte di una ricerca di
farmaci con proprietà più elevate”.
Veniamo
ora più direttamente ai risvolti, alle possibili
applicazioni che questo sforzo scientifico potrà avere. A
che punto sono le sperimentazioni da questo punto di
vista?
“A
Padova stiamo lavorando in particolare ad un utilizzo
pratico del principio attivo del tè verde (EGCG). I
fumatori, categoria tra le più soggette ad alcuni tumori,
nonché al rischio di enfisema, potrebbero beneficiare
della possibilità di far arrivare il principio attivo al
posto giusto al momento giusto: nelle cavità aeree ad
ogni inalazione di fumo. L’idea è quella di mettere
l’EGCG nei filtri delle sigarette. L’EGCG resiste
all’acqua bollente quando si prepara l’infuso ed è
una molecola altamente solubile; tuttavia è anche molto
reattiva e la miriade di molecole contenute nel fumo si
temeva potessero depauperarne le potenzialità. Le
verifiche, però, mostrano che il fumo di sigaretta,
passando attraverso i filtri caricati con EGCG, riesce ad
“estrarre” la molecola, giungendo nelle cavità aeree
con una potenziale attività di contrasto contro
l’eccessiva degradazione del tessuto elastico (da
elastasi), ma forse anche contro altri aspetti patologici
(tumore polmonare). Le proprietà dell’EGCG possono
essere inoltre sfruttate anche per altre applicazioni,
quali pomate, colliri, cerotti, vaporizzatori per
inalazione e quant’altro, quando si vogliano contrastare
gli aspetti “esuberanti” di un’infiammazione”.
Va
detto, in chiusura, che la lista delle forme tumorali che
sembrano trovare un’azione di contrasto nel consumo del
tè verde non è ben consolidata: i risultati di nuovi
studi a volte confermano, a volte ridimensionano le
aspettative. Il dato più marcato è quello relativo alla
diminuzione del 40% del carcinoma della prostata nei forti
consumatori di tè verde (circa 10 tazze di tè al
giorno). Uno studio condotto nel nord Italia suggerisce
che la lotta ad altre forme di tumore possa beneficiare,
sia in termini di percentuale di insorgenza che di
sopravvivenza, del consumo di tè verde: tumore del cavo
orale, della faringe e della laringe. Infine studi
condotti a Shanghai suggeriscono che il consumo di tè
verde è associato ad un ridotto rischio di cancro del
pancreas e del colon, mentre studi giapponesi dimostrano
che ad un aumentato consumo di tè verde si associa un
ridotto rischio di metastasi mammarie e di ricorrenza
della malattia. Ciò in relazione al principio attivo (EGCG)
contenuto abbondantemente nel tè verde: circa 10% del
peso secco delle foglie; un po’ meno dell’1 per mille
in peso nella bevanda, a sua volta preparata con 1% in
peso di foglie rispetto all’acqua utilizzata.
Riferimento:
Spiridione Garbisa
Università degli Studi di Padova
tel. +39 049 827 6088
fax +39 049 827 6089
e-mail:
garbisa@unipd.it
http://www.area.trieste
Il
tè verde è buono, ma non previene
Il
tè verde non protegge dal cancro allo stomaco. La
smentita arriva da un editoriale del New England Journal
of Medicine, che prende in considerazione una ricerca
condotta in Giappone su 26000 persone, uomini e donne, nel
corso di 8 anni. Dalla ricerca non sono emerse sostanziali
differenze tra i consumatori moderati e quelli più
assidui di tè verde. Il cancro allo stomaco, in declino
alle nostre latitudini, resta in Giappone la principale
malattia oncologica, rappresentando il 18% delle morti per
tumore. Al tè verde erano state sino ad oggi attribuite
capacità preventive, dovute alla sua ricchezza in
sostanze antiossidanti. Sui soggetti monitorati,
ultraquarantenni e residenti in un`area rurale del
Giappone, sono stati riscontrati 419 tumori allo stomaco.
Ma quello che è più importante non è stata riscontrata
differenza significativa nell`incidenza tra consumatori di
almeno cinque tazze di tè verde al giorno e chi non ne
aveva consumato affatto.
M.M.
The New England Journal of Medicine 2001;344:632-636,
675-676.
http://pro.dica33.it/article.asp?idref=33&aid=51027
Soccorso
verde per il cervello
Gallotannino
e nobotanino B, sostanze chimiche riscontrabili in
particolare nel tè verde, possono prevenire i danni al
cervello che si verificano dopo un ictus. La loro azione
sembra legata al blocco della cosiddetta attività PARG,
ma di cosa si tratta? È un sistema di riparazione del DNA
che iperattivato può condurre a morte cellulare, un’iperattività
in genere riconducibile o a stress ossidativo o
all’azione di svariate tossine. Le due sostanze di
origine vegetale sono da 10 a 100 volte più potenti di
quelle comunemente in uso per prevenire la morte cellulare
cerebrale. Oltretutto non sono stati riscontrati effetti
collaterali a livello cellulare, sebbene alti dosaggi di
gallotannino possano essere pericolosi. Un’ulteriore
conferma del fatto che a livello cerebrale sono le
cellule, dopo stress ossidativo, a determinare la loro
stessa morte. M.M.
(Proceedings
of the National Academy of Sciences 2001;98:12227-12232.)
http://pro.dica33.it/article.asp?idref=33&aid=51332
Un
discorso a parte merita il tè freddo. La bevanda che
molti di noi consumano in estate è in realtà qualcosa di
ben diverso dal tè che facciamo in casa attraverso
l’infusione delle foglie essiccate. La stessa dicitura
riportata dalle etichette delle bottiglie parla di
“bevanda di tè”. Infatti, il tè freddo viene
prodotto con un estratto di tè al quale, durante la fase
dell’imbottigliamento, verranno aggiunti acido citrico,
acqua, aromi di limone o pesca e zucchero o caramello per
dare colore. Il risultato è quindi una bevanda che
ricorda il tè, ma che con questo non ha molto in comune,
e che, d’altro canto, è ipercalorica.
La
redazione di paginemediche.it
Tè nero per combattere la
carie
Elisabetta F
Spesso le cose più antiche e
di uso quotidiano nascondono pregi insperati.
Così
il comune e diffuso tè nero, molto bevuto in tutti i
paesi occidentali, possiede notevoli proprietà
antibatteriche e protettive nei confronti dei nostri
denti: ha cioè notevoli capacità di proteggere dalla
formazione delle carie dentali.La buona novella viene dal
101esimo Meeting della Società Americana di
Microbiologia, tenutosi da poco a Orlando, in Florida. I
ricercatori del College di Odontoiatria della Università
dell'Illinois, hanno scoperto che il tè nero è ricco di
polifenoli, sostanze con azione antiossidante e di
discrete quantità di fluoro, anch'esso noto per l'azione
protettiva sullo smalto dei denti.
L'uso
frequente del tè nero può ridurre l'insorgenza delle
carie dentarie. I polifenoli del tè riducono la crescita
dei batteri responsabili della formazione di acido che a
sua volta prepara la via alla carie.
Anche
fare sciacqui con il tè nero ha un effetto benefico sulla
protezione della dentatura: bisogna però sciacquare
spesso i denti, almeno 5 volte al giorno per 30 secondi,
perché farlo meno volte non avrebbe alcun effetto
protettivo.
Ancora
non si hanno dati per dire quanto a lungo duri la
protezione da tè nero e come vada realmente consumato a
questo scopo, anche perché fino ad oggi la curiosità dei
ricercatori si era concentrata soprattutto sull'asiatico tè
verde, ricco in antiossidanti e prezioso per prevenire
malattie dei denti, del cuore e anche nella prevenzione di
alcune forme di cancro.Ora sembra giunto il momento della
riscossa del cugino tè nero.
Fa
sempre piacere scoprire che qualcosa che abbiamo sempre a
portata di mano e già ci dà piacere, come una buona
tazza di tè, aiuta anche a stare meglio.
http://www.kwsalute.kataweb.it/Notizia/0,1044,2275,00.html
Il
tè nero
In
una ricerca condotta dall’Università dell’Iowa-S.U,
in collaborazione con l’Università di Goteborg-Svezia,
ci ha dimostrato che il tè, oltre ad essere un piacere,
fa anche bene alla salute.
UN
CONSUMO QUOTIDIANO DI ALCUNE TAZZE DI TÈ NERO (SENZA
ALCUNA AGGIUNTA DI ZUCCHERO, MIELE, LATTE ECC.), BEVUTE
FRA I PASTI, POTREBBERO AIUTARCI A RIDURRE LA FORMAZIONE
DI CARIE E PLACCA.
Il
tè nero è in grado di “uccidere” i batteri che
normalmente causano le carie ed inoltre ha un risultato
positivo sugli enzimi batterici, prevenendo così la
formazione della placca.
Alcuni
studi in Giappone avevano già dimostrato il beneficio
sulla salute del tè verde, ma questa ricerca è la prima
che ha esaminato l’effetto del tè nero sulla nostra
salute.
Gli
effetti collaterali rimangono in ogni caso sempre le
macchie che si formano bevendo tè e l’ingiallimento dei
denti.
http://www.repubblica.it/supplementi/salute/2004/02/05/medicinenonconvennzionali
TE'
ROOIBOS. Infuso
ottenuto con un arbusto sudafricano, l' Aspalathus
linearis. Ricco di minerali e' conosciuto per le
proprieta' salutari atte a calmare lo stomaco ed aumentare
la difesa del bambino nei confronti delle allergie.
http://www.signoredelte.it/interes.htm
ROOIBOS
A
differenza del tè nero contiene meno tannina ed essendo
completamente privo di teina può essere consumato a tutte
le ore della giornata.
http://www.erboristerialaetitia.it/infusi_tisane/tisana_naturale_erbe_01.htm
Il
tè Rooibos non contiene caffeina ed è indicato per
coloro che soffrono di emicranie insonnia ed ipertensione
Contiene minerali quali calcio, potassio ferro zinco e
sodio; inoltre presenta tracce di rame, manganese e
fluoro.
Il Rooibos è ricco di flavonoidi che sono potenti
antiossidanti. Gli antiossidanti hanno la capacità di
combattere i radicali liberi, principale fonte di
invecchiamento. In particolare nel Rooibos si trova il
flavonoide aspalathin, che attualmente non risulta
presente in nessun altro alimento.
Il suo contenuto di tannino è molto più basso di quello
degli altri tè, quindi ne risulta un sapore meno amaro
permettendone l'assunzione anche senza zucchero.
Ha proprietà antispasmodiche e calmanti. Viene infatti
ampiamente usato per i bambini che soffrono di coliche o
come succedaneo del latte per coloro che sono allergici al
latte.
Ha anche un effetto calmante sulla pelle. Infatti se
applicato localmente allevia le irritazioni cutanee ed
aiuta a combattere eczemi ed acne.
Ha un apporto calorico pari a zero e non contiene
caffeina, pertanto si può bere senza limitazioni.
Il Rooibos aiuta ritardare il processo di invecchiamento.
L'invecchiamento dei nostri corpi è causato dai residui
tossici chiamati radicali liberi che sono un sottoprodotto
della normale vita delle nostre cellule. I radicali liberi
attaccano le cellule sane e durante il corso della nostra
vita contribuiscono all'invecchiamento ed
all'indebolimento del sistema immunitario.
Recentemente gli scienziati giapponesi hanno scoperto che
il tè Rooibos contiene un antiossidante che attacca i
radicali liberi limitandone gli effetti dannosi.
Esso inoltre contribuisce ad alleviare le ulcere, la
nausea, la costipazione. Aiuta chi soffre di insonnia e di
emicrania con il suo effetto distensivo sul sistema
nervoso centrale. Rinforza ossa e denti grazie al suo
contenuto di calcio, manganese e fluoruro.
Contiene magnesio che è necessario per un sistema nervoso
sano. Aiuta l'assorbimento del ferro.
Non contiene acido ossalico e quindi può essere assunto
anche da chi soffre di calcoli.
Particolarmente indicato anche per chi fa sport. Infatti a
causa del contenuto di ferro, potassio, zinco, manganese e
sodio, aiuta a ristabilire il giusto equilibrio di sali
minerali dopo un intenso sforzo fisico.
http://www.darmar.it/hfaq.htm
Fitoterapia,
a ciascuno il suo tè
Fabio Firenzuoli
09
Aprile 2003
Le
foglie non sottoposte a processi fermentativi prima di
essere essiccate forniscono il cosiddetto tè verde (Green
tea), che per questo si distingue dal tè nero, le cui
foglie sono da tutti apprezzate per la classica tisana
universalmente conosciuta che se ne ricava. Il tè nero,
divenuta tipica bevanda inglese, è ottenuto facendo
ossidare mediante fermentazione le foglie, che poi vengono
sottoposte a torrefazione e diventano nere. Per ottenere
il tè verde è quindi sufficiente portare all’essicazione
le foglioline del tè prima che avvenga il processo di
fermentazione. Questo per chiarire un concetto talvolta
oscuro: la pianta del tè è una sola, e si chiama
Camellia sinensis. Non solo, ma dalla stessa pianta si
ricava anche il cosiddetto tè bianco, molto costoso
peraltro e di più difficile reperibilità: questo si
ottiene dalle primissime foglioline della pianta, una
primizia quindi, che in passato veniva prodotta
esclusivamente dalle piante presenti nei giardini segreti
dell’imperatore giapponese.
Dal
punto di vista qualitativo il più pregiato è certamente
il tè verde, che mantiene inalterati i principi attivi più
nobili delle foglie, quali i polifenoli. Perché dobbiamo
sapere che la pianta del tè, come del resto molte altre
piante, è proprio una miniera di sostanze attive, alcune
buone, altre meno, altre addirittura contrastanti tra
loro. Vediamole brevemente:
·
Tannini
·
Metil-xantine: caffeina, teobromina,teofillina
·
Catechine: epigallocatechina gallato , catechina
·
Saponine
·
Vitamine e minerali
·
Aminoacidi: teanina
I
tannini forse sono i costituenti più oscuri del tè, nel
senso che possono risultare utili nei casi di diarree,
mentre alla lunga riducono l’assorbimento di nutrienti,
ed in particolare del ferro, e quindi sono controindicati
nei soggetti con anemia da carenza di ferro.
Tutti
sanno delle proprietà stimolanti della caffeina, pochi
sanno invece che per avere danni dal tè, occorre berne
almeno 5-6 tazze al giorno, a differenza del caffè. La
caffeina inoltre può servire nei soggetti che abbiano
tendenzialmente la pressione arteriosa bassa, oppure per
uso esterno in creme anticellulite. Pochi sanno invece che
una sostanza simile alla caffeina, la teofillina, è
utilizzata anche come farmaco antiasmatico.
Il
cuore dei principi attivi del tè sono invece i polifenoli
del tè verde, ed in particolare le epicatechine, che
hanno invece dimostrato una significativa azione
antiossidante (antiradicali liberi),
astringente-antiinfiammatoria e preventiva sulla
degenerazione neoplastica delle cellule. I polifenoli si
sono dimostrati in grado di combattere tutti gli stress
ossidativi delle cellule. Significative inoltre le
dimostrazioni sperimentali circa l’effetto di indurre
apoptosi, cioè di programmare la morte di cellule
neoplastiche e ridurre la crescita neoplastica anche
mediante l’inibizione dell’angiogenesi.
Un
recente lavoro condotto su 59 pazienti ha dimostrato la
capacità di ridurre in modo significativo la leucoplachia
del cavo orale, tipica lesione precancerosa. Ecco perché
il tè verde può dimostrarsi un utile complemento
terapeutico e preventivo nei soggetti affetti da patologia
tumorale. Senza contare poi che lavori di tipo
epidemiologico hanno dimostrato la sua importanza in
larghe fasce di popolazioni (asiatiche) che fanno uso
abituale di molto tè verde.
Infine
i polifenoli hanno dimostrato un importante effetto
protettivo nei pazienti affetti da coronaropatie.
Ed
è in particolare su questi pazienti che dovranno essere
usati gli estratti di tè verde privi di caffeina. Sì
perché la moderna tecnologia estrattiva e farmaceutica ci
consente di utilizzare vari tipi di estratti di tè, ad
esempio privi di caffeina, o privi di tannini e
concentrati solo in polifenoli “buoni”, oppure anche
contenenti saponine, le tipiche sostanze ad attività
antiallergica. E per finire esistono estratti molto
selettivi, ottenuti però dalle radici, contenenti teanina,
un aminoacido che sperimentalmente ha dimostrato una
interessante attività sedativa ed ansiolitica, del tutto
opposta quindi a quella della stessa caffeina, pur
presente nella stessa pianta!
Quindi
tè verde sì, ma selezionato in idonee preparazioni
farmaceutiche. Sono queste ad esempio quelle maggiormente
indicate nella prevenzione dei danni da fumo, sia di tipo
tumorale sia a livello cardiovascolare.
Ultimo
avviso: attenti ai “falsi tè”, nel senso che non si
riferiscono alla pianta del tè il cosiddetto “The
nostrano”, “The svizzero” (Veronica officinalis L.,
Veronica), neppure con il cosiddetto “Albero del the”
(Melaleuca alternifolia) di cui abitualmente si usa
l’olio essenziale (tea tree oil) per le sue proprietà
antimicrobiche, e neppure il cosiddetto “Tè rosso” o
“Tè zulù” (Aspalathus linearis) una pianta africana
cha vanta solo la presenza di vitamine e flavonoidi, al
pari della rosa canina, ma che niente a a che fare con il
tè verde.
(l’autore
è direttore del Centro di Medicina naturale, Ospedale San
Giuseppe, Empoli)
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