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Italian Stroke Forum
 

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Nuove Linee Guida per gli Studi Osservazionali

E' stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale n.76 del 31/03/2008 la Determinazione - 20 marzo 2008 con la quale vengono definite le Linee Guida per gli Studi Osservazionali.Tale determinazione comporta alcune significative modifiche o conferme procedurali:

  • Per i Medici di Medicina Generale e i Pediatri di Libera Scelta non si prevede che per poter condurre gli studi in oggetto siano iscritti negli appositi registri previsti dal DM 10/5/2001;
  • Non sono necessarie polizze assicurative aggiuntive rispetto a quelle già previste per la normale pratica clinica;
  • Viene istituito presso l'AIFA il Registro Nazionale studi osservazionali al quale dovranno essere inviati i dati relativi agli studi in modo esclusivamente telematico;
  • Per gli studi di coorte prospettici nei quali i soggetti sono inclusi nello studio in base all?assunzione di un determinato farmaco, e seguiti nel tempo per la valutazione degli esiti, deve essere sempre richiesta la formale approvazione al Comitato etico;
  • Per le altre tipologie di studi osservazionali sarà sufficiente, da parte del proponente, la notifica ai Comitati etici dei centri partecipanti; in seguito lo studio potrà iniziare dopo 60 gg dalla data di notifica utilizzando la procedura di silenzio/assenso

 

 

La Sindrome Metabolica è connessa a ischemie silenti

La sindrome metabolica è associata alla prevalenza di lesioni cerebrali silenti indipendentemente da altri fattori di rischio di ictus ischemico. La sindrome metabolica è un fattore di rischio riconosciuto per l'ictus, ma non era finora chiaro se fosse connessa anche a lesioni ischemiche subcliniche. In base al presente studio, l'accumulo di componenti della sindrome metabolica tende ad aumentare la prevalenza di lesioni silenti, e questa associazione positiva potrebbe essere usata come strumento diagnostico per prevedere e prevenire ictus futuri. La sindrome metabolica è associata anche ad iperintensità periventricolare ed a lesioni della materia bianca subcorticale. (Stroke online 2008, pubblicato il 6/3)

 

 

Fibrillazione atriale: digitale aumenta mortalità

I pazienti con fibrillazione atriale trattati con digitale presentano un aumento del rischio di mortalità. La digitale aumenta la capacità d'esercizio e riduce la morbidità nei pazienti con insufficienza cardiaca, ma non garantisce benefici in termini di sopravvivenza, il che suggerisce che i suoi vantaggi inotropici possano essere controbilanciati da gravi effetti collaterali. L'unico modo per accertarsene sarebbe effettuare uno studio clinico randomizzato controllato sulla digitale nella fibrillazione atriale, con la mortalità come esito primario, ma per ovvie ragioni difficilmente sarebbe possibile effettuare uno studio simile. Sono comunque necessari ulteriori studi in materia: se la digitale ha davvero gravi effetti collaterali, il numero di pazienti che ne verrebbe colpito sarebbe ampio. (Heart 2008; 94: 191-6)
 

 

 

Negli oncologici più frequente l'uso degli integratori

L'uso di vitamine e minerali è largamente diffuso nei pazienti oncologici e nei sopravvissuti a lungo termine a tumori, ed è di frequente maggiore che nella popolazione generale. Sono comunque pochi i pazienti che discutono l'uso di integratori alimentari con il proprio medico, ed i medici spesso non indagano questo argomento. Sfortunatamente, questi integratori potrebbero avere effetti negativi sui tumori stessi o sui farmaci usati per trattarli. Alcune vitamine, come l'acido folico, potrebbero essere coinvolte nella progressione tumorale, mentre altre potrebbero interferire con la chemioterapia. E' comunque necessario capire se questi integratori siano utili o facciano più male che bene, ma una semplice spiegazione dello stato di fatto delle cose da parte del medico potrebbe già aiutare il paziente a fare delle scelte consapevoli. (J Clin Oncol. 2008; 26: 665-73)

I pazienti a rischio di epatocarcinoma andrebbero sottoposti a screening ecografico ogni sei mesi.
 

Il 26 gennaio all'annuale congresso dell'ASCO è stato sottolineato come il costante aumento delle persone a rischio di epatocarcinoma imponga una loro maggiore sorveglianza. L'uso dell'alfafetoproteina non è uno strumento di screening efficace a causa del basso significato predittivo positivo e del molto basso significato predittivo negativo.
L'ecografia può essere invece indicata come strumento di screening da effettuarsi ogni sei mesi, mentre la TAC può essere utile per visualizzare più chiaramente i vasi coinvolti dall'eventuale tumore e la RMN per migliorare la visualizzazione del tumore stesso. Entrambe queste due ultime metodiche sono comunque troppo costose per essere utilizzate come strumento di screening. Sono da considerarsi a rischio i seguenti gruppi di pazienti :

  • Pazienti infettati dall'HCV, specialmente se hanno già manifestato segni di cirrosi
  • Pazienti infettati dall'HBV anche senza segni di cirrosi, specialmente se nati e cresciuti in aree di endemia del virus
  • Pazienti con cirrosi causata da forte consumo di alcoolici
  • Pazienti con altri fattori di rischio aggiuntivo quali l'emocromatosi o la steatosi non alcoolica 

 

 

 

La C sgombra le carotidi. Secondo

uno studio europeo l'aumento dei livelli plasmatici della vitamina C può indicare una riduzione del 42% del rischio d'insorgenza di ictus.

L'effetto benefico e protettivo della vitamina C si manifesta, sia con l'assunzione di supplementi, sia aumentando il consumo quotidiano di frutta e verdura fresche. L'osservazione è scaturita dai dati dello studio European Prospective Investigation into Cancer che ha coinvolto oltre 20600 partecipanti. Gli autori hanno stabilito che il livello plasmatico di vitamina C potrebbe essere utilizzato come marker biologico di uno stile di vita salutare (in quanto equivalente all'aumento dell'assunzione di frutta e verdura) per il rischio cardiovascolare. Il meccanismo attraverso il quale avverrebbe questa protezione potrebbe coinvolgere direttamente la vitamina C anche se sono necessarie ulteriori ricerche.

American Journal of Clinical Nutrition
January 2008, Volume 87; 64-69
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Il rischio radioattivo nella TAC

L'aumento dell'uso della TAC negli anni ha incrementato il rischio di maggiore esposizione alle radiazioni. E' possibile che il rischio cancerogeno derivante dalla TAC sia stato sottostimato o trascurato nel passato, e ciò è preoccupante in quanto non tutte le TAC che vengono effettuate sono veramente necessarie.

La dose di radiazioni assorbita non è probabilmente innocua come creduto inizialmente. Ed anche se a livello individuale, il rischio può apparire limitato, a livello di popolazione potrebbe rappresentare un vero problema sanitario pubblico. Le TAC prescritte per evitare contese (una forma di medicina "difensiva") e le scansioni ripetute quando i vari dipartimenti non comunicano fra loro rappresentano alcune delle TAC potenzialmente non necessarie. Per diminuire il rischio radioattivo derivante dalla TAC, è necessario ridurre la dose di radiazioni per singolo paziente, sostituire la TAC con altre forme di esame non radioattive come RM ed ecografia e ridurre il numero totale di scansioni effettuate.

(N Engl J Med 2007; 357: 2277-84)

 

L'area dedicata al Centro Studi Snamid è in fase di allestimento.Centro
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