Oncologia Tumore mammario: basso numero
linfonodi non coinvolti predice recidiva
Una varietà di fattori, fra cui il numero di
linfonodi coinvolti e non, può essere predittiva
del rischio di fallimento locoregionale della
terapia a seguito di mastectomia per tumore
mammario, e le pazienti a rischio possono trarre
beneficio dalla radioterapia. Quest'ultima è in
genere raccomandata dopo la mastectomia se sono
coinvolti quattro o più linfonodi, mentre il suo
ruolo in caso di coinvolgimento di uno-tre
linfonodi è controverso. In base al presente
studio, le pazienti con uno-tre linfonodi
positivi ed un basso numero di linfonodi non
identificati, invasione vascolare o età
giovanile hanno dimostrato un elevato tasso di
fallimento locoregionale della terapia a seguito
di mastectomia, e dovrebbero essere considerate
candidate alle stesse terapie di quelle con
quattro o più linfonodi positivi. (J Clin Oncol
2007; 25: 2019-26)
Tumore
colorettale: nuovo indice predice mortalità
dopo chirurgia
Un nuovo sistema predittivo per la mortalità
a seguito di un intervento chirurgico per
tumore colorettale, progettato appositamente
per questi pazienti, risulta più accurato
dei sistemi basati sui pazienti di chirurgia
generale che sono stati applicati finora. Il
sistema si basa sulla valutazione di cinque
elementi: età, resezione del tumore, grado
ASA, stadio del tumore colorettale secondo
Duke ed urgenza operatoria. L'uso di questo
sistema consentirà di migliorare il
procedimento di consenso informato da parte
del paziente e di paragonare le performance
fra le diverse unità ed i diversi chirurghi.
(Lancet Oncol online 2007, pubblicato l'1/3)
Risonanza
magnetica più sensibile della tomografia
computerizzata nel diagnosticare le forme
più comuni di stroke Acuto
Febbraio 2007
Risultati di un nuovo
studio NIH molto ampio di confronto tra due
tecniche di imaging per la
diagnosi d’urgenza di possibile stroke
acuto, mostra che la risonanza magnetica (MRI)
costituisce un metodo di diagnosi più
sensibile rispetto alla tomografia
computerizzata (CT) per lo stroke
ischemico acuto.
La differenza tra MRI
e CT è da attribuire alla maggiore
accuratezza della MRI nell'individuazione
dello stroke ischemico acuto.
Lo studio è stato
condotto da medici del National
Institute of Neurological Disorders and
Stroke (NINDS), che fa parte del
National Institutes of Health (NIH).
“I dati di questa
ricerca dell’NIH sull’imaging dello stroke
- ha dichiarato il direttore dell’NIH, Elias
A. Zerhouni - sono direttamente applicabili
alla pratica clinica mondiale “
I pazienti coinvolti
in questo studio è la tipica
cross-section di pazienti sospettati di
stroke che si rivolgevano giornalmente ad un
centro di emergenza.
Lo studio, inoltre
- secondo Walter J. Koroshetz, NINDS Deputy
Director - fornisce anche buone prospettive
di diagnosi per i pazienti.
Infatti, in esso è
mostrato che circa il 25 percento dei
pazienti con stroke, ospedalizzati nelle tre
ore dal suo insorgere, ovvero il lasso di
tempo richiesto per instaurare una terapia antitrombotica,
non hanno segni individuabili di danno.
In altre parole, il
danno cerebrale può essere completamente
evitato in alcuni pazienti vittime di stroke,
grazie alla rapida riapertura dei vasi
ostruiti,” ha dichiarato Koroshetz.
I risultati dello
studio mostrano che l’MRI standard è
superiore alla CT standard nella
identificazione dello stroke acuto ed in
particolare quello ischemico: presenza o
assenza di stroke acuto nell’ 80% di
pazienti usando MRI rispetto al 58% usando
CT non-contrast.
Non si identifica
una differenza significativa, usando le due
tecnologie, nella diagnosi di emorragia
acuta intracraniale, in accordo con i dati
precedenti.
"Sebbene la MRI sia
notevolmente accurata nell’identificare
danni precoci da stroke, non può sostituire
il giudizio del medico nella diagnosi di
stroke e decidere il trattamento,” ha detto
Koroshetz.
Futuri studi saranno
necessari per determinare se, tecniche
avanzate di CT a maggiore contrasto possano
assicurare lo stesso livello di informazioni
cliniche più rapidamente e a costi inferiori
Source:
Magnetic resonance imaging and computer
tomography in emergency assessment of
patients with suspected acute stroke: a
prospective comparison.
Chalela J, Kidwell CS, Nentwich LM, Luby M,
Butman JA, Demchuk AM, Hill MD, Patronas N,
Latour L, Warach S. The Lancet, Vol. 369,
January 27, 2007, pp. 293-298