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Italian Stroke Forum
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Dr. Alfredo Cuffari
Area Clinica Pratica




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Oncologia Tumore mammario: basso numero linfonodi non coinvolti predice recidiva
Una varietà di fattori, fra cui il numero di linfonodi coinvolti e non, può essere predittiva del rischio di fallimento locoregionale della terapia a seguito di mastectomia per tumore mammario, e le pazienti a rischio possono trarre beneficio dalla radioterapia. Quest'ultima è in genere raccomandata dopo la mastectomia se sono coinvolti quattro o più linfonodi, mentre il suo ruolo in caso di coinvolgimento di uno-tre linfonodi è controverso. In base al presente studio, le pazienti con uno-tre linfonodi positivi ed un basso numero di linfonodi non identificati, invasione vascolare o età giovanile hanno dimostrato un elevato tasso di fallimento locoregionale della terapia a seguito di mastectomia, e dovrebbero essere considerate candidate alle stesse terapie di quelle con quattro o più linfonodi positivi. (J Clin Oncol 2007; 25: 2019-26)
 

Tumore colorettale: nuovo indice predice mortalità dopo chirurgia
Un nuovo sistema predittivo per la mortalità a seguito di un intervento chirurgico per tumore colorettale, progettato appositamente per questi pazienti, risulta più accurato dei sistemi basati sui pazienti di chirurgia generale che sono stati applicati finora. Il sistema si basa sulla valutazione di cinque elementi: età, resezione del tumore, grado ASA, stadio del tumore colorettale secondo Duke ed urgenza operatoria. L'uso di questo sistema consentirà di migliorare il procedimento di consenso informato da parte del paziente e di paragonare le performance fra le diverse unità ed i diversi chirurghi.
(Lancet Oncol online 2007, pubblicato l'1/3) 

 
Risonanza magnetica più sensibile della tomografia computerizzata nel diagnosticare le forme più comuni di stroke Acuto
Febbraio 2007
 
Risultati di un nuovo studio NIH molto ampio di confronto tra due tecniche di imaging per la diagnosi d’urgenza di possibile stroke acuto, mostra che la risonanza magnetica (MRI) costituisce un metodo di diagnosi più sensibile rispetto alla tomografia computerizzata (CT) per lo stroke ischemico acuto.
La differenza tra MRI e CT è da attribuire alla maggiore accuratezza della MRI nell'individuazione dello stroke ischemico acuto.
Lo studio è stato condotto da medici del National Institute of Neurological Disorders and Stroke (NINDS), che fa parte del National Institutes of Health (NIH).
“I dati di questa ricerca dell’NIH sull’imaging dello stroke - ha dichiarato il direttore dell’NIH, Elias A. Zerhouni - sono direttamente applicabili alla pratica clinica mondiale “
I pazienti coinvolti in questo studio è la tipica cross-section di pazienti sospettati di stroke che si rivolgevano giornalmente ad un centro di emergenza.
Lo studio, inoltre - secondo Walter J. Koroshetz, NINDS Deputy Director - fornisce anche buone prospettive di diagnosi per i pazienti.
Infatti, in esso è mostrato che circa il 25 percento dei pazienti con stroke, ospedalizzati nelle tre ore dal suo insorgere, ovvero il lasso di tempo richiesto per instaurare una terapia antitrombotica, non hanno segni individuabili di danno.
In altre parole, il danno cerebrale può essere completamente evitato in alcuni pazienti vittime di stroke, grazie alla rapida riapertura dei vasi ostruiti,” ha dichiarato Koroshetz.
I risultati dello studio mostrano che l’MRI standard è superiore alla CT standard nella identificazione dello stroke acuto ed in particolare quello ischemico: presenza o assenza di stroke acuto nell’ 80% di pazienti usando MRI rispetto al 58% usando CT non-contrast.
Non si identifica una differenza significativa, usando le due tecnologie, nella diagnosi di emorragia acuta intracraniale, in accordo con i dati  precedenti.
"Sebbene la MRI sia notevolmente accurata nell’identificare danni precoci da stroke, non può sostituire il giudizio del medico nella diagnosi di stroke e decidere il trattamento,” ha detto Koroshetz.
Futuri studi saranno necessari per determinare se, tecniche  avanzate di CT a maggiore contrasto possano assicurare lo stesso livello di informazioni cliniche più rapidamente e a costi inferiori

 
Source: Magnetic resonance imaging and computer tomography in emergency assessment of patients with suspected acute stroke: a prospective comparison.
Chalela J, Kidwell CS, Nentwich LM, Luby M, Butman JA, Demchuk AM, Hill MD, Patronas N, Latour L, Warach S. The Lancet, Vol. 369, January 27, 2007, pp. 293-298



Lo Studio Insubria: il controllo dell'ipertensione in Medicina Generale
(Longitudinal Study on Hypertension Control in Primary Care: The Insubria Study)

Questo studio è svolto in Lombardia nell'ambito delle cure primarie da parte dei medici di Medicina Generale, fra cui Roberto Stella e medici dell'Università dell'Insubria, ha preso lo spunto dalla considerazione che il controllo dell'ipertensione è ancora insoddisfacente. Sono stati coinvolti 588 mmg che hanno arruolato 5524 pazienti ipertesi. I pazienti sono stati controllati a 3/6/9 mesi, riportando i valori pressori, le abitudini di vita e i farmaci utilizzati. Le conclusioni dello studio riportano che l'ipertensione non è sufficientemente controllata a causa di un trattamento scarsamente aggressivo e una bassa aderenza agli stili di vita e alla dieta consigliati.

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: Studio Integrale in inglese >

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