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Da bambina mi insegnavano che il menarca , la menopausa e tutto quel che avviene nel frattempo, erano un ineluttabile e naturale scorrere di eventi fisiologici,  che da sempre avevano tuttavia permesso alle donne di sopravvivere tenacemente ai più fortunati maschietti. Evidentemente i medici non la pensavano come le mamme degli anni ’50, infatti grazie  ad antidismenorroici, anticoncezionali e, ora,  al preannunciato arrivo della  pillola “Seasonal”  (vedi l’ articolo in fondo alla pagina ) non ci saranno più  scuse cicliche femminili . Naturalmente anche la terapia ormonale sostitutiva in menopausa, aspettativa e spauracchio delle ultracinquantenni, è spesso motivo di consultazione in ambulatorio.

Una mia assistita che non ama le terapie ormonali mi ha presentato la seguente scheda tecnica  di un “farmaco naturale contro le vampate di calore” trovato sul web, così, da inesperta di fitoterapia,  ho fatto ricerche, trovando 1350 risultati per il termine “fitoestrogeno

Scheda: FITOCLIM Fitoclim è prodotto a base di Isoflavoni di Soya, Cimicifuga Racemosa, Calcio, Magnesio e Vitamina D3. Fitoclim rappresenta una risposta naturale ai disagi del climaterio. Grazie all'azione combinata dei suoi componenti riduce i sintomi della menopausa: - Diminuzione dell'intensità e della frequenza delle vampate di calore - Riduzione della sudorazione improvvisa - Miglioramento della produzione e funzionalità ormonale per inibizione dell'ormone luteizzante - Prevenzione dell'osteoporosi - Prevenzione cardiovascolare - Attenuazione dei disturbi neurovegetativi quali il nervosismo, irritabilità e depressione. Gli Isoflavoni di Soya (Genisteina) diminuiscono l'intensità e la frequenza delle vampate di calore, migliorano l'elasticità del sistema arterioso e svolgono una azione benefica nella prevenzione dell'osteoporosi causata da deficienza di estrogeni riducendo i sintomi della menopausa. La Cimicifuga Racemosa trova impiego nella regolazione delle disfunzioni menopausali alleviando sintomi quali vampate di calore, nervosismo, ansia e sudorazioni improvvise. I principi attivi di questa pianta sono glicosidi triterpenici (acteina e cimicifugoside) dalle proprietà estrogeno-simili. Il Calcio é l'elemento costitutivo principale del tessuto osseo. Durante la menopausa una sua carenza rappresenta un problema abbastanza comune per cui se ne rende necessaria l'integrazione. Il Magnesio é fondamentale per il benessere del sistema nervoso, regola l'assorbimento del Calcio favorendo la mineralizzazione e l'efficenza dell'apparato scheletrico. La Vitamina D3 è necessaria per regolare l'assorbimento intestinale del Calcio. Nella menopausa il calo degli estrogeni riduce l'assimilazione della Vitamina D3.

Ingredienti: Ogni compressa contiene: Calcio Carbonato - Magnesio Ossido - Isoflavoni della Soya al 20% in Genisteina (16%)- Cimicifuga Racemosa estratto (10%) - Magnesio Stearato - Antiagglomerante: Biossido di Silicio - Vitamina D3

Confezione: 30 Compresse

Valore Energetico

per 100 g

 per compressa

%RDA

 

Kcal

233

1,165

 

 

KJ

987

4,935

 

 


 

Analisi media

 

Proteine

1,06 g.

5,3 mg.

 

 

Carboidrati

51,99 g.

260 mg.

 

 

Grassi

2,29 g.

11,45 mg.

 

Calcio

16 g.

80 mg.

 

Magnesio

12 g.

60 mg.

 

Vitamina D3

500 mcg.

2,5 mcg.

50%

Isoflavoni di Soya

16 g.

80 mg.

 

al 20% in Genisteina

 

 

 

Il commento di uno dei tanti siti di erboristeria:

FITOESTROGENI

I fitoestrogeni sono delle piante adatte a regolare e a riequilibrare le funzioni ormonali, in modo naturale, queste piante attirano semplicemente gli ormoni, e quindi la loro assunzione non provoca un pericolo di overdose da ormoni, sono sicuri e privi di effetti collaterali a differenza di quelli di sintesi. Regolano la funzione ormonale dove ce ne è bisogno, se assunti con regolarità ed alle dosi prescritte proteggono il corpo dagli ormoni tossici che potrebbero provocare l'insorgenza di patologie anche gravi, gli ormoni di provenienza vegetale producono gli ormoni buoni, aiutano a sviluppare il seno, proteggono dai disturbi del ciclo mestruale, prevengono i disturbi legati alla menopausa e all'invecchiamento.
I fitoestrogeni, prevengono i rischi al seno, ai genitali, alla prostata e promuovono il benessere generale della persona.


PERCHE' E' CONTROINDICATO IL TRATTAMENTO CON GLI ORMONI DI SINTESI

Il TRATTAMENTO con gli ORMONI di SINTESI  riduce le vampate di calore, rallenta la decalcificazione ossea,mantiene lo stato di idratazione della pelle e delle mucose, migliora il tono dell’umore, ma questo trattamento e’ FORTEMENTE CONTROINDICATO, in quanto puo’ causare il cancro al seno e ai genitali, specie se ci sono storie familiari, e’ controindicato in chi ha avuto una patologia vascolare, in chi soffre di ipertensione arteriosa, in chi ha disturbi legati alla circolazione venosa, in chi ha sofferto di tromboflebite o embolie, in chi ha problemi epatici, in chi ha il diabete mellito
La PILLOLA o la cura della menopausa con gli estrogeni provocano un aumento delle possibilità del CANCRO dell'ENDOMETRIO, trombi sanguigni lo stesso dicasi per le terapie ormonali a base di estrogeni e prostegerone che causano il rischio di altri tipi di cancro, con grandi profitti per le case farmaceutiche I sintomi correlati all'uso di ormoni di sintesi, sono nausea, dolenzia ai seni, sintomi simili a quelli della sindrome premestruale, depressione, disturbi del fegato, ingrossamento dei fibromi uterini, ritenzione dei liquidi, squilibri dello zucchero ematico, mal di testa. L'ideale per superare i rischi di ictus e malattie cardiache, è quello di fare attenzione alla alimentazione e fare esercizio fisico PER TUTTE QuESTE RAGIONI, SI CONSIGLIANO GLI ORMONI PROVENIENTI DALLE PIANTE


ERBE, VEGETALI,  FRUTTA e PIANTE CHE CONTENGONO FITORMONI

In Natura i  fitoestrogeni, ovvero i composti non steroidei di origine vegetale, sono presenti in circa 300 PIANTE, sotto forma di precursori, i quali vengono successivamente metabolizzati nell'organismo, nei corrispondenti principi attivi.L'assorbimento corretto dipende dalla sana flora batterica intestinale e dalla contemporanea assunzione nella alimentazione di CEREALI INTEGRALI.

I componenti attualmente noti da un punto di vista CHIMICO, dei fitoestrogeni sono i comestoni, gli isoflavoni, i lignami, i lattoni dell'acido resorcilico, i fitoestrogeni sono presenti i moltissimi vegetali, quali i LEGUMI, le RADICI, la FRUTTA, la VERDURA, ed hanno una azione simile anche se più blanda dell'estradiolo prodotto dall'ovaio, ma non per questo sono meno efficaci. I fitoestrogeni vengono attivati e resi disponibili dall'organismo grazie alla azione della flora batterica intestinale, e quindi è bene avere un intestino sano per far si che questi possano essere attivati nell'organismo. Proteggono dalle malattie cardio circolatorie e dai tumori, perchè sembra che inibiscono gli ormoni negativi all'organismo, attivando gli ormoni buoni

I COMEDONI, si trovano, nei germogli, in quasi tutti i germogli e in special modo nei FAGIOLI, nei CAVOLINI DI BRUXELLES, nel TRIFOGLIO, nei semi di GIRASOLE

Gli ISOFLAVONI, si trovano, nei semi della SOIA, e nei LEGUMI

I LIGNAMI, si trovano in quasi tutti i CEREALI, come il GERME DI GRANO, nel frumento, nel riso, nella crusa, nel luppolo, nei semi di Lino, nell'olio di oliva, spremiti a freddo, e in tutte le sostanze VEGETALI, con una più alta concentrazione nei semi di SESAMO e di LINO, BRUTTI DI BOSCO, MIRTILLO e CILIEGIA, succo MIRTILLO, MIRTILLO e PAPPA REALE,

La SOIA è uno degli alimenti più efficaci nel prevenire i problemi legati a deficienze ormonali, da studi fatti sembra che riduca l'incidenza delle VAMPATE, e problemi cardiocircolatori: Una alimentazione di tipo vegetariano e con un più alto consumo dei prodotti della SOIA e suoi DERIVATI, riduce anche l'incidenza dell'osteoporosi e di fratture., i derivati della SOIA sono il TOFU, il latte di SOIA, le bistecche di soia e' stato scientificamente provato che l'uso della SOIA giornaliero,  comporta una incidenza minore di malattie cardiovascolari, di tumori, di osteoporosi, di patologie legate al seno e all'utero, alla prostata
La SOIA è una delle piante più ricche in fitoestrogeni, specialmente del tipo ISOFLAVONI, che sono dei composti con struttura simile all'estradiolo, estrogeno prodotto dalle ovaie., nonostante abbiano un debole potere ESTROGENICO, producono notevoli effetti fisiologici estrogeno-simili, perché si riscontrano livelli ematici estremamente elevati nelle persone che assumono abitualmente soia, , con un incremento superiore di ben 500-1000 volte rispetto a chi non ne fa uso. Sembra che sempre gli ISOFLAVONI, derivati dalla soia, inibiscano la crescita cellulare, la proliferazione dei vasi sanguigni che sostengono l'accrescimento tumorale, ed in più queste sostanze sono degli ottimi antiossidanti, per cui è possibile che questi possano contribuire a ridurre il rischio di alcuni tipi di tumore.


Altre piante che contengono fitoestrogeni sono, Aglio, anice, avena, carote, datteri, fagiolini, finocchio, gramigna, Grano, liquirizia, luppolo, mele, orzo, patate, piselli, riso, salvia, semi di soia. La CINICIFUGA RACEMOSA, sembra efficace nei problemi psichici e neurovegetativi, riduce l'ormone LH associato alle VAMPATE
L’uso dei preparati naturali assicura la assenza di tossicità, cura i disturbi in maniera dolce, rapida ed efficace.

www.erboristeriaedaltro.com

A qualche collega romano potrebbe capitare anche che una sua assistita venga arruolata in una sperimentazione …….

Test su 300 donne: soia al posto degli ormoni

IL MESSAGGERO ed.NAZIONALE - 28 gennaio 203 - Un progetto europeo che arruolerà anche 100 romane: ogni giorno dovranno aggiungere al menù una barretta e un biscotto arricchiti di molecole vegetali. Terapia in menpausa.

di CARLA MASSI

ROMA - L’Europa cerca donne. Esattamente trecento, divise tra Italia, Francia e Olanda. Le prescelte del nostro paese, cento, vivono a Roma o nel Lazio. Devono essere in menopausa da oltre un anno ma non più di cinque e in buona salute. Devono, inoltre, accettare, per dodici mesi, di mangiare ogni giorno, oltre ai piatti preferiti, anche un biscotto e una barretta ai cereali arricchiti di fitoestrogeni. Quelle molecole vegetali dalla struttura simile agli estrogeni prodotti dall’organismo umano. Obiettivo del progetto "Phytos", "sponsorizzato" dai fondi della Comunità europea, è verificare se l’aiuto naturale dei fitoestrogeni (presenti soprattutto nella soia e nei legumi) è in grado di proteggere le donne dall’osteoporosi. Quel progressivo indebolimento delle ossa che fa drammaticamente aumentare il rischio di fratture dopo i 50-55 anni. Oggi le donne in menopausa hanno a disposizione terapie ormonali sostitutive (di sintesi chimica) mirate a proteggere le ossa e il sistema cardiovascolari. Rimasti "scoperti" da quando, con l’interruzione del ciclo, si è fermata la naturale produzione ormonale. A mettere "l’annuncio" per la sperimentazione di questa terapia tutta vegetale è l’Inran, l’Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione. Numero verde: 800914225. Sito Internet: www.phytos.org.
Le cento donne, per un anno appunto, dovranno integrare la dieta quotidiana con un biscotto al mattino e una barretta la sera fatti preparare appositamente per la sperimentazione. Mensilmente saranno sottoposte a visite e controlli clinici, ovviamente gratuiti, all’Istituto della nutrizione e all’ospedale Sant’Andrea di Roma.
L’arruolamento dovrà concludersi entro aprile. «Cerchiamo donne che non abbiano avuto mestruazioni negli ultimi dodici mesi - spiegano all’Istituto -, che siano in buona salute e che non abbiano preso estrogeni nei sei mesi precedenti all’inizio dello studio. La perdita di massa ossea è massima nei primi cinque anni dopo la menopausa a causa di una drastica riduzione degli estrogeni circolanti».
Allo studio sui fitoestrogeni come possibili "armi" naturali nella prevenzione dell’osteoporosi i ricercatori sono arrivati dopo studi compiuti in laboratori di varie parti del mondo sulle donne cinesi. Che, lo hanno rivelato le ricerche, sono colpite dalla malattia alle ossa meno frequentemente delle occidentali. Questioni genetiche? Niente affatto. Il merito di un simile privilegio sarebbe tutto nel piatto, nell’alto consumo di soia. La riprova è l’analisi fatta su altre donne cinesi che hanno abbandonato la loro terra e sono andate a vivere negli Stati Uniti, nell’area di San Francisco. Messi a confronto i dati di questo gruppo con quelli delle americane si è visto che le cinesi emigrate non sono affatto protette dai danni dell’osteoporosi. Una volta negli Usa, infatti, hanno abbandonato le tradizionali abitudini alimentari. Di qui il progetto della Comuniutà europea di aggiungere ogni giorno, al menù di trecento donne, circa 100 milligrammi di fitoestrogeni. Da soia non geneticamente modificata.
Coordinatore dello studio un ricercatore italiano, il dottor Francesco Branca dell’Istituto della nutrizione: «Lavoreremo con gli isoflavoni della soia, appartengono alla classe più grande dei fitoestrogeni. Verificheremo il loro potere protettivo sulle ossa e sul cuore senza che questo scateni effetti collaterali su altri organi. Come il tumore al seno, per esempio. Ancora è presto per avere certezze, dobbiamo fare le nostre sperimentazioni. Non ce la sentiamo di raccomandare questi alimenti come sicuri ma, appena finito lo studio, potremo decidere, prove scientifiche alla mano, se sarà possibile suggerire i cibi come terapia».

http://www.corriere.it

I commenti dei siti medici…………

Ginecologia

Prevenire senza estrogeni

I fitoestrogeni
Tra le varie molecole prese in considerazione in alternativa alle terapie ormonali vi sono anche i fitoestrogeni, molecole di derivazione naturale presenti in alcune piante, soprattutto nella soia e nei suoi derivati. L'interesse verso queste sostanze è dovuto a numerosi studi epidemiologici, in cui è stata evidenziata una ridotta incidenza di sintomi e patologie da post-menopausa nelle popolazioni in cui il consumo di vegetali ricchi di fitoestrogeni è molto alto. Queste molecole, in particolare, sembrano poter ridurre il rischio cardiovascolare, così come dimostra uno studio pubblicato sulla rivista Nutrition Metabolism and Cardiovascular Diseases. In menopausa l'attività cardiovascolare è messa a dura prova a causa del modificarsi dei livelli lipidici ematici, con conseguente aumento del rischio di aterosclerosi (formazione di placche nelle arterie). L'azione dei fitoestrogeni, quindi, sarebbe quella di ridurre i livelli nel sangue di colesterolo "cattivo" (LDL), aumentando allo stesso tempo i livelli di colesterolo "buono" (HDL). Un ulteriore effetto benefico dei fitoestrogeni sembra riguardare l'attività protettiva contro l'osteoporosi, come dimostrano alcuni studi recenti, tra cui quello pubblicato a Marzo sulla rivista Clinical Endocrinology, dove emerge un'evidente correlazione tra un elevato consumo di fitoestrogeni e un aumento della densità minerale ossea nelle donne in menopausa. Attualmente, però, i dati di studi clinici ampi e controllati sull'effettiva efficacia dell'uso di fitoestrogeni in menopausa in alternativa alla HRT sono ancora pochi e questo spiega perché oggi il loro utilizzo in terapia di post-menopausa sia ancora in fase iniziale. 

 del raloxifene, però, sembra essere quello di ridurre il rischio di cancro al seno, come dimostra anche uno studio uscito a giugno 2002 sul Clinical Breast Cancer. Dai risultati dell'indagine sull'osteoporosi denominata "Multiple Outcomes of Raloxifene Evaluation", infatti, la molecola si è dimostrata capace di ridurre l'incidenza di cancro al seno fino a circa il 70%. 


Annapaola Medina

Fonti
 
 
Clin Breast Cancer 2002 Jun;3(2):153-9

 Nutr Metab Cardiovasc Dis 2000 Jun;Vol.10(3):pp.154-167

 Clinical Endocrinology Vol.56; Issue 3 Pag. 321; March 2002
 
Clin Breast Cancer 2002 Jun;3(2):153-9

Aggiornamenti

http://www.dica33.it/argomenti/ginecologia/hrt4.asp

L’IMPIEGO DEI FITOESTROGENI NELLA MENOPAUSA

  di Patrizia Scalvini   scapamao@libero.it 

L’80% delle donne  occidentali soffrono di disturbi climaterici in Giappone solo il 20%. Il divario, così evidente, dipende da fattori socio-culturali ma soprattutto dallo stile alimentare L’interesse della ricerca medica, nei confronti dei fitoestrogeni, come terapia alternativa all’ormonoterapia (HRT), si basa proprio su questi recenti osservazioni epidemiologiche, che evidenziano appunto una minor incidenza di sintomi legati al periodo menopausale delle popolazioni orientali.

La soia, alimento fondamentale nella dieta di queste popolazioni, ha un alto contenuto di isoflavoni, sostanze strutturalmente simili agli estrogeni, e che si comportano come dei modulatori selettivi naturali dei recettori ormonali.Le terapie naturali con fitoestrogeni potrebbero rappresentare una finestra terapeutica per la cura delle sintomatologie correlate alla menopausa, è indicata in donne all’inizio del climaterio, in post-menopausa avanzata, quando la HRT è controindicata o non accettata.La maggior parte dei fitoestrogeni, estratti dalla soia, sono però molecole grandi e idrosolubili, difficilmente assorbibili e quindi utilizzabili dal nostro organismo. Per questo è stato messo a punto Estromineral, a base di isoflavoni di soia con l’aggiunta di Lactobacillus sporogenes, un fermento lattico che bilancia ed equilibra la flora intestinale e assicura la piena biodisponibilità dei fitoestrogeni. Inoltre contiene calcio, vitamina B3 e equiseto utili per il metabolismo osseo.Si ritiene oggi che tale azione sia mediata da sostanze contenute nella soia denominate fitoestrogeni, così chiamati perché hanno azioni simili a quelle degli ormoni estrogeni ed anche se più deboli di questi possono tuttavia esercitare una interessante effetto biologico protettivo sul nostro corpo, purché introdotti in quantità adeguate .I più conosciuti ed utilizzati sono la Genisteina e la Daidzeina che hanno una configurazione chimica simile all’Estradiolo, famoso estrogeno utilizzato nelle sintesi chimiche e che si possono reperire nella frutta e nella verdura di uso comune (pomodoro, finocchio, riso, mela, ciliegio, etc.).Essi agiscono sulla cellula con un effetto di modulazione “intelligente” sui recettori estrogenici e con associate azioni antitumorali e anti-ossidanti.Tale efficacia si manifesta sulla diminuzione fino alla eliminazione della sintomatologia vasomotoria e neurovegetativa caratteristica della prima menopausa (vampate, sudorazioni, insonnia, ansia, depressione, secchezza vaginale) e sul riequilibrio del collagene sottocutaneo con associato controllo dell’alterato metabolismo osseo, alterazioni proprie della piena età menopausale .

http://www.dica33.it/argomenti/ginecologia/hrt4.asp

In relazione alla possibilità sempre più emergente dell'impiego dei fitoestrogeni come alternativa naturale al trattamento estrogenico sostitutivo interessante risulta essere il commento di Jean Ginburg, Gordana M Prevelevic (Department of Medicine, Royal Free and University College Medical School, London UK) apparso su Lancet Gennaio 2000 vol 355(15)163-64 sulla mancanza di un significativo effetto ormonale e studi controllati sui fitoestrogeni. L'articolo parla del sempre più crescente interesse nei confronti di queste sostanze soprattutto in relazione ad una stampa femminile che promuove l'effetto benefico degli alimenti contenenti questi composti, ma sorge la domanda qual è il razionale scientifico per poter affermare che i fitoestrogeni sono importanti per la salute della donna in postmenopausa.
Il termine fitoestrogeni è applicato ad un ampia categoria di composti, di cui gli isoflavonoidi sono i più noti, e dei quali si conosce ancor poco sul meccanismo e le conseguenze della loro azione. Gli effetti benefici dei fitoestrogeni sui disturbi vasomotori si basano sull'osservazione della bassa incidenza di vampe nelle popolazioni, in particolare quella giapponese, che fanno uso di una dieta ricca di soia, ma studi controllati in doppio cieco non hanno dimostrato una riduzione di questi disturbi. Inoltre in queste popolazioni risulta bassa l'incidenza di certe malattie correlate agli estrogeni come l'osteoporosi, la malattia cardiovascolare, il tumore mammario, perciò i fitoestrogeni sono stati accreditati di un effetto ormonale anche se studi recenti non mostrano modificazioni del profilo ormonale, o della citologia vaginale o dell'endometrio, quindi questo effetto protettivo potrebbe non essere mediato dalle modificazioni del profilo ormonale. L'effetto cardioprotettivo dei fitoestrogeni si basa principalmente su una metanalisi di 38 studi controllati che mostrano una riduzione dei valori di colesterolo totale e LDL e trigliceridi con l'assunzione di 47mg/die di soia, sia sul fatto che scimmie che assumevano con la dieta alte dosi di isoflavonoidi mostravano una migliore risposta vasodilatatoria all'acetilcolina, una riduzione delle placche aterosclerotiche. Inoltre la compliance vascolare mostra un miglioramento dose dipendente nelle donne in menopausa con l'assunzione di isoflavone; sulla base di questo la Food Drug Administration ha decretato la promozione di alcuni prodotti della soia nella protezione cardiovascolare.
Studi su colture cellulari umane e di animale indicano anche che i fitoestrogeni esercitano un effetto antiproliferativo sul tessuto mammario ma questo non giustifica l'uso terapeutico di queste sostanze.
I fitoestrogeni potrebbero agire legandosi ai recettori per gli estrogeni, in particolare ai beta più che agli alfa; il legame sembra dipendere dalla concentrazione di entrambi estrogeni e fitoestrogeni per cui si può prospettare per questi composti un meccanismo di azione come modulatori naturali dei recettori estrogenici e inoltre potrebbero agire anche con un meccanismo diverso da quello recettoriale. Generalmente non viene fatta nessuna differenza tra dieta ricca di fitoestrogeni ed estratti di piante prodotti in pillole o in modo sintetico come l'ipriflavone, la possibilità che siano tossici come terapeutici viene spesso ignorata; ci si scorda spesso che i fitoestrogeni sono registrati come prodotti dietetici e non hanno la licenza per essere venduti come farmaci.
L'aumento dei prodotti "naturali" nei supermercati a base di fitoestrogeni, la promozione come naturali e conseguentemente la supplementazione benefica in assenza di studi controllati e standarizzazione della dose nella preparazione per le vendite al pubblico, contrasta con il rigore delle procedure richieste per gli estrogeni sintetici, SERMS e altri prodotti prescrivibili alle donne postmenopausa. Fino a quando non ci saranno studi controllati sui benefici e pericolosità degli estratti dalle piante e sugli effetti a lungo termine dell'incremento della consumazione dei fitoestrogeni questi non dovrebbero essere rimarcati come supplementazione alla dieta nei meeting medici.

http://www.pmi.aogoi.it/Aggiornamenti/Problematiche/problematiche01.htm ( sito internet dell’associazione ostetrici ginecologi italiani)

SEASONAL

Indicata per donne con endometriosi o cefalea mestruale

Una pillola cambierà la vita delle donne

L'anticoncezionale americano ridurrà i cicli mestruali da 13 a 4. Sarà in Europa dal 2004. Non ci sono effetti collaterali

ROMA - Sintomo di femminilità, ma anche noioso e a volte doloroso appuntamento mensile. Due modi di vivere le mestruazioni, privilegio e allo stesso tempo croce delle donne fin dall’inizio dell’evoluzione della specie. Le avevano anche i primati da cui discendiamo. Presto si potrà decidere di ricacciarle indietro. Sta per concludere il suo percorso amministrativo un farmaco studiato per ridurre da 13 a 4 il numero degli eventi nell’arco di un anno. Una pillola stagionale, «Seasonal» in inglese, che funziona come un anticoncezionale a lungo termine. Stessa formula, stesso meccanismo di azione, inibisce l’ovulazione. L’agenzia americana per i medicinali, Food and Drug Administration, ne sta valutando le caratteristiche, il via libera alla registrazione è atteso per la fine dell’anno. In Europa e in Italia potrebbe essere in commercio già all’inizio del 2004.

 

TRUCCO ORMONALE - «Trucco ormonale» con calendario prolungato. Si prendono 84 confetti tutti di filato, poi una settimana di riposo prendendo sette pillole neutre (placebo), quindi si ricomincia. La Stagionale andrebbe a vantaggio di due categorie di donne. Quelle che in periodo mestruale soffrono forti dolori dovuti a una serie di patologie. E quelle che hanno bisogno di saltare il ciclo per affrontare più liberamente una vita di movimento e lavoro. «Questa pillola sarà un vantaggio per l’universo femminile - non ha dubbi la ginecologa Rossella Nappi, ricercatrice all’università di Pavia -. Pensiamo alle pazienti con endometriosi, un problema che affligge il 3 per cento delle donne tra 20 e 30 anni, o con cefalea mestruale, un altro 7 per cento. O ancora alle anemie originate da flussi molto abbondanti. In queste situazioni si potrà utilizzare un prodotto specifico».

Oggi le mestruazioni vengono annullate utilizzando le normali pillole anticoncezionali per tre cicli consecutivi, abolendo la settimana di pausa dopo i canonici 21 giorni di somministrazione. È disponibile inoltre un impianto sottocutaneo, da infilare nell’avambraccio, che però non ha mai trovato grande fortuna fra le utenti, soprattutto italiane.

NON ALTERA L'EQUILIBRIO - «Seasonale non altera l’equilibrio ormonale - riporta i dati la Nappi, impegnata in un progetto di informazione sulla menopausa, «Ricomincio da me» -. Il ciclo non è scombussolato. Quando il trattamento viene sospeso la mucosa dell’utero torna alla normalità. Non ci sono controindicazioni nè effetti collaterali. Non aumenta il rischio di sviluppare tumore del seno». Bisogna vedere come la donna italiana accoglierà la nuova proposta. Da noi la manipolazione ormonale suscita un certo timore e lo dimostrano i dati sulle vendite dei contraccettivi. A differenza del resto d’Europa le mestruazioni continuano a essere identificate con la femminilità, il fatto di non averle suscita apprensione e delusione. Nelle giovani si intravede un cambiamento di rotta. La vita è più dinamica e certi impegni sono inconciliabili con l’effetto spiacevole del ciclo. «Nell’epoca di tampax e assorbenti interni non vedo il motivo di dover rinnegare le mestruazioni, se non in presenza di una patologia - è contraria la psicosessuologa Viola Baldassarre Verde -. Averle non è mai stato un vantaggio per nessuno, ma intere generazioni di donne ci hanno serenamente convissuto. Il segnale del ciclo mestruale è nella memoria della specie».

mdebac@corriere.it

Margherita De Bac

10 febbraio 2003            

DA CORRIERE.IT

http://www.corriere.it