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Sorveglianza lesioni gastriche premaligne
I
pazienti che ricevono una diagnosi di lesioni
gastriche premaligne sono significativamente
a rischio di tumori gastrici. Dato che i livelli di
sorveglianza di questi pazienti sono attualmente
incoerenti con il loro rischio tumorale, è
necessario lo sviluppo di linee guida in questo
senso. Gli studi sulla progressione dalle lesioni
premaligne ai tumori conclamati hanno portato a
risultati conflittuali, il che ha portato alla
mancanza di linee guida chiare sull'argomento. Il
rischio dei pazienti con lesioni gastriche è pari se
non superiore a quello dei pazienti con altre
condizioni premaligne gastrointestinali, che invece
vengono monitorati di routine. I dati disponibili
suggeriscono una sorveglianza endoscopica ad
intervalli ravvicinati nei pazienti con displasia
gastrica, ed ad intervalli più prolungati in quelli
con gastrite atrofica e metaplasia intestinale. (Gastroenterology
2008; 134: 945-52)

Strumenti predittivi dell'insufficienza cardiaca
IL-6, proteina C-reattiva e macroalbuminuria sono
fattori significativamente predittivi di scompenso
cardiaco congestizio, indipendentemente da obesità
ed altri fattori di rischio conclamati. E' altresì
probabile
che l'infiammazione sia coinvolta nella correlazione
fra obesità e scompenso cardiaco congestizio.
L'associazione fra sindrome metabolica e scompenso
cardiaco è dovuta principalmente a difetti del
metabolismo del glucosio, ipertensione, obesità
addominale e stato proinfiammatorio, che
caratterizzano la sindrome metabolica stessa.
L'associazione fra obesità e scompenso cardiaco
incidente non risulta significativa a seguito di
approssimazione secondo la presenza di marcatori
infiammatori, e quindi potrebbe essere legata alle
cascate fisiopatologiche associate
all'infiammazione. E' necessario monitorare la
comparsa di segni precoci di infiammazione cardiaca
nei pazienti obesi, ed usare le informazioni
derivanti per determinare l'aggressività della
terapia da applicare. (J Am Coll Cardiol
2008; 51: 1775-83)

Embolia polmonare: pericolosa breve degenza
Una degenza ospedaliera breve
per l'embolia polmonare è associata ad un aumento
del rischio di mortalità post-dimissioni. La durata
ottimale della degenza per i pazienti con embolia
polmonare non è nota. Benchè la riduzione della
durata delle degenze aiuterebbe a risparmiare sui
costi, i suoi effetti sulla sicurezza del paziente
non sono noti.
In base a quanto rilevato, diversi fattori collegati
all'ospedale ed al paziente sono indipendentemente
associati alla durata delle degenze. I pazienti con
una degenza molto breve presentano una maggiore
mortalità post-dimissioni rispetto a quelli con
degenza tipica, il che suggerisce che potrebbero
essere i medici a selezionare in modo non
appropriato i pazienti con embolia polmonare per una
dimissione precoce quando essi sono a maggior
rischio di complicazioni. Modelli prognostici e lo
sviluppo di criteri espliciti per le dimissioni
potrebbero essere utili ad identificare i pazienti
con embolia polmonare che possono essere dimessi
precocemente in sicurezza. I quesiti sollevati da
questi dati potrebbero applicarsi anche ad altre
malattie: per ogni patologia potenzialmente letale,
sono necessari criteri per le dimissioni simili a
quelli sviluppati per malattie come la polmonite.
Tali criteri dovrebbero includere non soltanto la
stabilità clinica, ma anche la qualità e
l'accuratezza della transizione
ospedaliero-ambulatoriale. Senza tali strumenti e
strategie, la fretta di dimettere i pazienti troppo
rapidamente potrebbe danneggiare la fiducia
tributata al medico, soprattutto quando il paziente
e la sua famiglia vedono dei seri problemi e rischi
associati al ritorno a casa troppo veloce. (Arch
Intern Med. 2008; 168: 683-4 e 706-12)
La
Sindrome delle gambe senza riposo raddoppia i
rischio di ictus e malattie cardiovascolari.
Abstract
Censis, in crisi rapporto medico paziente
Roma, 7 dic. (Adnkronos Salute) - E' |