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SETTORE
MEDICINE NON CONVENZIONALI (MNC) DELLA SNAMID
Nota introduttiva a cura del Responsabile di
settore Dr.
Sergio Perini
Medico
di Medicina Generale
Psicoterapeuta
Perfezionato
in Agopuntura e Riflessoterapia
Coordinatore
e Docente del Corso di Perfezionamento in Agopuntura
Facoltà di Medicina Università di Brescia
Snamid
di Brescia
Docente
nel biennio di Formazione in medicina generale
Il
Consiglio Direttivo della Snamid ha deliberato di
offrirmi il ruolo di Responsabile del settore MNC
che la nostra Società culturale ha deliberato di
attivare nel Congresso Nazionale del febbraio 2003 a
Milano.
Permettetemi
di ringraziare tutto il Consiglio per questo onere e
onore che mi è stato affidato dichiarando sin da
ora la mia disponibilità ad affrontare questa
materia così complessa e articolata. Questa
problematica è stata da me affrontata in numerosi
anni presso l’Ordine dei Medici di Brescia come
Coordinatore della Commissione MNC e come membro
della medesima Commissione della FnomCeo.
Una
seconda riflessione vuole rimarcare come la Snamid,
Società di Aggiornamento Medico Interdisciplinare,
con questa apertura alla Medicina Non Convenzionale,
così definita perché storicamente non insegnata
nei Corsi di Medicina Convenzionale, dimostra la sua
coerenza con lo statuto e il suo coraggio ad aprire
al grande mondo culturale e professionale dei MMG
d’Italia uno spazio di discussione e di
sensibilizzazione ad una nuova serie di Discipline
Mediche. Discipline che ,pur nascendo e
sviluppandosi in altri ambiti culturali e con dei
paradigmi diversi dalla Medicina Accademica che
tutti ci accomuna, molti medici di medicina generale
già praticano con soddisfazione loro e dei loro
pazienti. Medici che con grande impegno di studio,
di tempo e di risorse economiche, si sono formati in
questi decenni grazie alla curiosità culturale e
alla volontà di cercare in ambiti non accademici
risposte ai problemi di salute espressi dai loro
pazienti. Pazienti che , sempre più informati e per
il progressivo livello culturale e per la
globalizzazione del sapere, richiedono ai medici una
diversa attenzione alla diagnosi, alla terapia e
alla relazione Medico-Paziente ,.
In
questo periodo c’è in atto una discussione
trasversale che coinvolge Ordini dei Medici,
Università, Politici, Cittadini e altre figure
sanitarie non mediche.
Dai
dati emersi da varie ricerche dell’ISTAT, di
alcuni Ordini dei Medici o da altre Agenzie, emerge
quanto siano numerosi i Medici che lavorano in
questo settore e quanto sia significativa da parte
dei Cittadini la richiesta delle cosiddette
“Medicine Dolci”. Ciò perché in quest’ambito
si salvaguardia in maniera prioritaria il rapporto
Medico-Paziente al di là e al di sopra dei
paradigmi scientifici che sottendono i vari approcci
medici. Questo è pertanto uno dei motivi
fondamentali per cui l’ambito delle Medicine Non
Convenzionali debba essere gestito da medici che
abbiano svolto una formazione adeguata avendo gli
strumenti culturali per una diagnosi differenziale
e, pertanto, possano consigliare i pazienti nella
direzione clinico-terapeutica migliore.
Nonostante
alcune Risoluzioni Europee su tale argomento (N°1206
29/5/97) dove si invitano gli Stati membri a
disciplinare lo Status delle MNC inserendole nei SSN,
in Italia, come in molti Paesi Occidentali, non
esiste una normativa di legge su questa materia e
sicuramente complesso sarà risolvere il nodo
gordiano dei vari interessi in gioco.
Ciò
è la causa principale di una situazione difficile
da gestire sia per il singolo professionista, sia
per il cittadino sia per gli Ordini dei Medici.
Gli
Organi Istituzionali come le Università, gli Ordini
dei Medici, il Ministero della Salute, gli
Assessorati alla Sanità Regionale, il Legislatore
sia italiano sia europeo, le ASL, si stanno rendendo
conto del ritardo accumulato su questi temi di
salute, anche se molte sono ancora le opposizioni al
loro sviluppo sia in ambito accademico sia in ambito
ideologico-politico.
Le
Società scientifiche dei vari settori delle MNC da
anni si sono organizzate sia per definire un iter
formativo minimo, sia per implementare delle
ricerche scientifiche, sia per pubblicare riviste
specifiche. Tutto
ciò con tanto spirito di buona volontà e di
impegno personale senza potere avere a disposizione
fondi di ricerca né pubblici né privati. Ciò con
chiara sperequazione rispetto alle possibilità di
ricerca in ambito della Medicina accademica.
Nonostante
queste difficoltà e questi limiti le MNC hanno
avuto una loro evoluzione e molti Medici utilizzano
una o più discipline acquisite successivamente alla
Laurea .
Si
rimarca come il Codice Deontologico della
professione medica affermi che qualsivoglia atto
medico, costituito da un processo inscindibile di
diagnosi e terapia, preveda la responsabilità
diretta e non delegabile, di carattere civile,
penale e deontologica del medico nello scegliere una
terapia e l’obbligo del consenso informato.
Una
pietra d’angolo al problema è stato posto dalla
FnomCeo con il Convegno di Terni del 17/5/02 “La
professione medica e le medicina non convenzionali:
rischi ed opportunità” da cui è stata
formalizzata una delibera del 18 maggio 2002, (
allegato n.1), dove si affronta la questione
innanzi tutto definendo il profilo delle competenze
e relative
responsabilità , per chiarezza e trasparenza
verso i cittadini : è questo il valore fondamentale
della affermazione che definisce queste attività
come “atti medici “
Avendo
partecipato al Convegno della FNOM di venerdì 17
maggio a Terni, rimarco quanto pleonastico sia
definirlo storico
Si
percepiva a fior di pelle la straordinarietà di
questo consesso medico dove, per la prima volta, si
è discusso a 360° della Medicina nel senso più
lato gettando un ponte tra le diverse modalità di
essere e di proporsi come medico al di là e al di
sopra dei vari paradigmi che caratterizzano le varie
discipline mediche.
Dopo
l’introduzione del dr Del Barone, Presidente della
Fnom, è intervenuto il dr S. Amato, Coordinatore
della Commissione MNC della Fnom che ha rimarcato
l’impegno espresso da tutta la Commissione
Nazionale. Ha evidenziato che:
1-ogni
medico che si occupi di MNC debba avere una
formazione specifica per agire secondo
professionalità e conoscenze.
2-Le
MNC sono l’espressione di un problema sociale per
cui sia la Federazione sia il Parlamento debbono
dare una risposta istituzionale con la necessità di
una legge specifica
E’
intervenuto il prof. Liguori della Sapienza di Roma
portando al Convegno alcuni dati dell’OMS sullo
sviluppo delle varie MNC rimarcando il vantaggio di
costi inferiori e la integrazione esistente in vari
Paesi con la Medicina Occidentale: in particolare in
Cina la Medicina Tradizionale Cinese convive con par
condicio con la Medicina Occidentale.
La
d.ssa Bovina, Segretaria della SIMO (Società
Italiana Medicina Omeopatica), ha rimarcato la
differenza tra le MNC, intese come corpus medico
teorico-pratico, e tecniche non convenzionali, come
applicazioni di metodiche (iridologia, EAV etc). Ne
consegue la necessità di definire dei profili
professionali specifici basati su alcuni requisiti.
1-diffusione
della MNC
2-competenza
professionale specifica
3-garanzia
date dalle diverse Associazioni di MNC
4-individuare
percorsi didattici specifici con esami finali che le
Società Scientifiche si sono già date da numerosi
anni
5-Invito
alla Fnom a porre attenzione alle Società
Scientifiche esistenti e al Legislatore
E’
intervenuto il dr Renzo, Presidente Commissione Naz.
Albo Odontoiatri, che, ricordando come circa 9
milioni di cittadini italiani si curano con le MNC,
sia improcrastinabile una Legge quadro che normi
tale materia riconoscendo il diritto del cittadino
ad essere salvaguardato dal non-medico che potrebbe
svolgere abuso di professione medica.
Estremamente
interessante è stato l’intervento del prof. Paolo
Bellavite, Docente di Patologia Generale
dell’Università di Verona. Ha esordito ricordando
come il ben noto medico statunitense Harrison
affermi che “ la pratica della medicina combina
scienza e arte e la combinazione di conoscenze, di
intuizione e di capacità di giudizio definisce
l’arte della medicina”. Affermando che, nello
sviluppo delle civiltà sono più importanti i ponti
rispetto alle mura, ha evidenziato un modello di
integrazione caratterizzato da:
1-collaborazione
nell’autonomia delle scelte
2-una
espansione delle conoscenze con contatti sempre più
vicini nella fase della ricerca
3-maggiore
ricerca con finanziamenti pubblici
4-una
nuova organizzazione dei profili professionali
basati su una nuova e precisa legislazione
5-una
Formazione che sviluppi le conoscenze mediche che
partano dal sintomo per arrivare ad una diagnosi
allopatica e secondo le MNC: per fare ciò è
necessario inserire nozioni di MNC durante il corso
di laurea, nei Corsi di specialità e organizzare
Corsi elettivi nell’ambito della Formazione Medica
continua. Necessario creare Scuole di Specialità
con Cattedre ad hoc.
Sono
intervenuti successivamente in tavola rotonda gli
on.Giacco, Lucchese e Tommassini che sono
presentatori di proposte di legge sul tema MNC.
Tutti hanno evidenziato la necessità di rispettare
i pluralismi scientifici, la libertà di scelta dei
cittadini, la garanzia delle prestazioni rivolte
all’utente.
E’
intervenuto il dr Giovanardi, Presidente della FISA
(Federazione .It. Società di Agopuntura) ricordando
come da numerosi anni i 2500 medici Agopuntori
italiani si siano organizzati dandosi delle regole
interne sia come Formazione didattica sia con la
pubblicazioni di Riviste e di Testi molto accurati
con le evidenze cliniche di questo sistema medico.
Anche
la Università ha portato il suo contributo con i
professori Puxeddu (PG) e Conti (FI) esprimendo
l’attenzione che anche il mondo universitario ha
intenzione di porre alle MNC ipotizzando un maggiore
impegno didattico nell’informazione agli studenti,
prospettando una formazione post laurea coinvolgendo
degli esperti di settore o attivando dei Corsi di
laurea breve.
Il
prof. Conti in particolare ha ricordato che oltre il
sapere, il sapere essere e il saper fare, è
indispensabile saper far fare e il sapere imparare.
Da qui si deduce che il futuro della Medicina sarà
la interdisciplinarietà e la interculturalità con
applicazione di nuove metodologie basate comunque
sulle evidenze cliniche e non più sullo “ipse
dixit”.
E’
seguito un ampio dibattito dove sono intervenuti ben
30 colleghi da tutta Italia e latori delle varie
espressioni delle MNC.
Anche
il sottoscritto, ha portato le riflessioni che erano
emerse durante il Convegno organizzato dall’Ordine
dei Medici di Brescia il 9 marzo 2002, rimarcando
come solo da una risposta politico-istituzionale si
potranno trovare le soluzioni ai vari e numerosi
problemi delle MNC quali: un ruolo più chiaro degli
Ordini, una definizione dei profili professionali e
delle specifiche professionali di ogni collega,
maggiore rispetto verso il cittadino il quale ha il
diritto di sapere “Chi fa che cosa” dando
migliori garanzie a tutti.
Questo
convegno ha accelerato l’iter parlamentare per il
riconoscimento della MNC: in tale sede sono state
depositate ben 16 proposte di legge (PDL)sui cui il
Legislatore sta lavorando per giungere in
discussione alla Camera con una proposta unica e
riassuntiva. Su tale tema sono stato invitato in
data 13/9/02 a partecipare ad una audizione
parlamentare presso la XII Commissione Affari
Sociali della Camera sulla problematica delle MNC.
In
Commissione erano presenti numerosi parlamentari
presentatori delle varie PDL sul tema..
In
tale sede ho riferito ciò che è emerso nel
Convegno organizzato presso l’Ordine dei Medici di
Brescia in data 9/3/02.
Ho
ribadito , anche alla luce di quanto deciso dalla
FNOMCeO a Terni in data 17 e 18 maggio 2002, gli
obiettivi prioritari che il Legislatore dovrebbe
avere dal punto di vista della categoria medica
anche per la salvaguardia della salute del
cittadino.
·
Aspetti
formativi dei medici con numero delle ore di
formazione e gli obiettivi didattici
·
Ruolo
degli OM nella gestione dei registri
·
Possibilità
di informare i cittadini con un superamento o una
integrazione della legge 175/92
·
Rispetto
della libertà del Cittadino informato a scegliere
il metodo di cura migliore.
Ho
inoltre potuto toccare con mano la forte presenza di
operatori sanitari non medici che sono organizzati
in grosse lobby e che stanno condizionando
pesantemente il Legislatore cercando di cogliere la
opportunità dell’attuale dibattito parlamentare
di poter essere normati anch’essi. Approccio
ovviamente lecito ma avverto che si evince
all’orizzonte il tentativo di delineare percorsi
professionali che vengano ad occupare spazi che sono
propri dei medici.
Sabato
5 ottobre 2002, invitato, ho partecipato a Terrasini
(Palermo) ad un Convegno dal tema: ”Importanza
di un riconoscimento legislativo per la tutela del
cittadino” organizzato dal Forum
Naz. Medicine e tecniche non convenzionale
coordinato da Bruna Buresti (avvocato), Chiriacò e
Tumbiolo.
Il
programma, da pieghevole, si presentava assai
nutrito con la presenza del Legislatore (tutti gli
onorevoli presentatori di PDL), della Fnom (Del
Barone), dell’Università (Preside di Tor Vergata,
di Messina e di Palermo) e delle Società
scientifiche. Ho scoperto che molti Relatori non si
sono presentati (2 solo i politici presenti) e le
Società scientifiche erano le più diverse, ma,
soprattutto, rappresentanti i non medici (Ass. di
Naturopatia, Benessere/Salute, riflessologia
plantare, chiropratica, Osteopatia, Shiatsu. Qi qong,
chinesiologia applicata, Kinesioterapia, Medicina
Manuale, Pranoterapia etc).
Mi
sono reso perfettamente conto che, di fatto, c’è
la volontà di organizzare, con l’avvallo di
alcuni medici, una grossa lobby di Organizzazioni di
non medici che sta premendo sul Legislatore per
entrare nella futura legge che dovrebbe normare il
mondo della MNC.
La
stessa situazione ho vissuto ad un Convegno dedicato
al tema delle MNC organizzato presso la sede
nazionale del PDS di Roma in data 10/12/02
Mi
pare, dunque, che ci sia la volontà di utilizzare
il cavallo dei medici come un cavallo di Troia!
E’
assolutamente indispensabile mantenere chiari i
limiti professionali di ciascuna figura evitando la
benché minima confusione di ruoli. Ci riuscirà la
legge su cui si sta lavorando? Se non si chiarisce
bene la problematica ravviso all’orizzonte un
ipotetico parto distocico!
Ravviso
inoltre l’urgenza di una disposizione legislativa
nazionale. In caso contrario molte Regioni sono già
pronte a legiferare su tale materia con le
conseguenze immaginabili. La Regione Piemonte ha già
promulgato una Legge su cui si è attivato subito un
ricorso al TAR
Invito
i colleghi, dunque, alla massima attenzione e ad
utilizzare il settore MNC della Snamid per qualsiasi
riferimento.
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