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Abstract      Review    Comunicati Stampa   SSSS 4S


Comunicati stampa anno 2000

Comunicati Stampa anno 2002
Comunicati Stampa anno 2001


COMUNICATO STAMPA DEL 20 DICEMBRE 2000

L'esecutivo di SNAMID NAZIONALE, in merito al nuovo codice deontologico di Farmindustria ed alle reazioni provocate nella classe medica, in particolare nei Medici di Medicina Generale, ribadisce:

-    Che  i Medici indotti ad  individuare come obiettivi della  loro legittima protesta gli Informatori Scientifici del farmaco, commettono un errore di valutazione, identificando in una categoria professionale responsabilità che non le sono attribuibili

-    Che  non vi sono, al momento, adeguate motivazioni per impedire la normale attività professionale degli Informatori Scientifici  

-    Che scegliere la strada della chiusura al dialogo  non è utile né alla Medicina Generale né all'Industria Farmaceutica

-     Che il problema va ricondotto in sede istituzionale, evitando reazioni spontaneistiche ed emotive, con  l'apertura di un  dibattito con Farmindustria   per ridefinire le regole sottostanti  ai rapporti tra Medici ed Industria Farmaceutica

 Pertanto SNAMID

DICHIARA

che  c'è la necessità, improcrastinabile, di discutere i problemi in oggetto ad un tavolo congiunto con Farmindustria e Ministero, a tutela di tutte le professionalità coinvolte.

Il Presidente Nazionale
Dott. Virginio Bosisio

                                                                                                                              

Per informazioni rivolgersi a: Dr. Paolo Spriano - Ufficio Stampa SNAMID Nazionale
v. Anguissola 2 B - MILANO - E-mail: spriano@snamid.org


COMUNICATO STAMPA DEL 4 DICEMBRE 2000

L'esecutivo di SNAMID nazionale, in merito al nuovo codice deontologico di Farmindustria, prende atto che tale documento è stato pensato e scritto nell'ambito e nei limiti imposti alla Medicina Generale da decreti legislativi che si sono strutturati partendo dalla Legge 541/92. Pertanto i limiti del codice deontologico di Farmindustria sono quelli della Legislazione alla quale si adegua, che configura il Medico di Medicina Generale come, mero soggetto prescrittore, secondo regole e limiti stabiliti dall'autorità centrale, medico burocratizzato, al quale non vengono riconosciute, attività professionali e scientifiche qualificanti. Altresì constatando:
- Che il Ministro vuole creare condizioni favorevoli ai MMG per il miglioramento della loro professionalità;
- Che è partito un processo di Educazione Continua in Medicina che inserisce a pieno titolo la Medicina Generale come branca autonoma tra le altre Specialità;
- Che è in corso un articolato dibattito tra Società scientifiche ed Industria Farmaceutica sulla necessità che la Medicina Generale possa svolgere un ruolo primario nello sviluppo di sperimentazione e ricerca in Medicina;
- Che è impensabile un'Industria Farmaceutica che, per dialogare necessariamente con il mondo medico, sia più o meno costretta ad operare delle discriminazioni.

DICHIARA

Come imprescindibile la necessità di discutere i problemi in oggetto ad un tavolo congiunto con Ministero e Farmindustria.

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COMUNICATO STAMPA DEL 3 DICEMBRE 2000

Si è tenuto, il 2 dicembre 2000, all'Istituto Europeo di Oncologia di Milano, il seminario di aggiornamento di oncologia per Medici di famiglia, "Farmacoprevenzione dei Tumori", organizzato da SNAMID e Istituto Europeo di Oncologia. Numerosa ed attenta la partecipazione di oltre cento Medici di Medicina Generale,(MMG), provenienti da tutte le Regioni italiane. Il programma è disponibile sul nostro sito www.snamid.org Si è parlato di prevenzione primaria per i tumori della mammella, colon-retto, prostata e polmone. Particolare attenzione è stata posta alla farmacoprevenzione dei tumori della mammella e del colon-retto e alla possibilità di attuare strategie di farmacoprevenzione su soggetti ad alto rischio. Sono stati presentati alcuni studi di fase III con fenretinide più tamoxifen a basse dosi e con ormonoterapia sostitutiva e tamoxifen. Tutti i partecipanti sono stati invitati a partecipare ad uno studio di validazione di un modello matematico per la determinazione del rischio di sviluppare un tumore della mammella nella donna, che sarà il primo passo, per i MMG, coinvolti in studi di farmacoprevenzione.

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Campagna di diagnosi precoce del cancro della prostata
Milano, 5 settembre 2000 
Oggetto: Screening per il carcinoma della prostata

Il Consiglio della Regione Lombardia, con Delibera n. 1294 del 29 luglio 1999 dal titolo “Piano oncologico regionale per il triennio 1999-2001 e istituzione dei dipartimenti oncologici in Lombardia", pubblicata sul 3° supplemento straordinario al N. 35 del Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia del 3 settembre 1999, ha stabilito di attuare una Campagna di diagnosi precoce dei tumori della prostata.
Essa, come si legge, riguarda in particolare l’attuazione di “un programma di screening mirato, selezionando i pazienti maschi con età uguale o maggiore a 60 anni, che contempli la valutazione specialistica urologica e la determinazione del PSA nei casi sospetti…”.

Le Società scientifiche di medicina generale firmatarie del presente documento osservano che:

  • se per screening “mirato” si intende il praticare indagini diagnostiche su soggetti sintomatici, non ha senso parlare di screening, né pubblicizzare l’iniziativa, né tantomeno sovrapporre campagne di qualsiasi genere al normale, doveroso ed autonomo compito professionale dei medici;

  • allo stato attuale delle conoscenze, lo screening del carcinoma prostatico non è di provata efficacia, e sono in corso studi a livello internazionale per chiarire il problema;

  • in tale situazione di incertezza, solo l’America Urological Association è schierata a favore dello screening (mediante esplorazione rettale e PSA) negli ultracinquantenni, mentre l’American Cancer Society, citata nella delibera come favorevole, in realtà raccomanda ai medici di proporre lo screening in un rapporto interpersonale tra medico e paziente, che consenta di valutare i pro e i contro lasciando la decisione finale all’interessato, e si è espressa esplicitamente contro ogni ipotesi di promozione di screening di massa. Dello stesso avviso è l’American College of Physicians, affermando che “anziché effettuare routinariamente lo screening per il cancro della prostata, i medici dovrebbero spiegare ai pazienti i potenziali benefici e i rischi conosciuti dello screening, della diagnosi e del trattamento del cancro prostatico, ascoltare le preoccupazioni del paziente e infine personalizzare la decisione”. Decisamente contrarie, in assenza di prove di efficacia, sono invece l’US Preventive Services Task Force & National Cancer Institute, la Canadian Task Force on the Periodic Health Examination e il National Screening Committee inglese;

  • il Consiglio Nazionale delle Ricerche e l’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro affermano al riguardo che “al momento non esiste alcuna evidenza scientifica di efficacia dello screening condotto con uno o più dei test disponibili; è addirittura possibile che lo screening sia dannoso; fino a che gli studi in corso non avranno chiarito il ruolo dei vari test, non è lecito né etico realizzare lo screening. In particolare la prescrizione del PSA in soggetti in cui non esiste un fondato sospetto di neoplasia va scoraggiata e non finanziata con denaro pubblico”.

Tali posizioni derivano dal fatto di non poter distinguere allo stato attuale delle conoscenze le forme evolutive da quelle che resteranno asintomatiche per tutta la vita, che sono la maggioranza; inoltre vi è incertezza sul tipo di trattamento ottimale delle neoplasie riscontrate (soprattutto quelle intraparenchimali), a fronte della non irrilevante quota di effetti collaterali legati alla terapia (soprattutto chirurgica).
La mancata previsione di un limite massimo di età per la partecipazione alla campagna, oltre che il limite inferiore fissato a 60 anni, sono poi in aperta contraddizione con tutte le posizioni espresse a livello internazionale, nelle quali si sottolinea l’inopportunità di effettuare la ricerca di tumori prostatici asintomatici in soggetti con attesa di vita inferiore a 10 anni e il potenziale (ancorchè tutto da dimostrare) maggior vantaggio nei soggetti di età inferiore a 60 anni.

Lo screening previsto dal Piano Oncologico Regionale non sembra quindi scientificamente sostenibile in base alle attuali conoscenze. Considerazioni di ordine etico, oltre che di economia sanitaria, rendono inoltre discutibile l’utilizzo di ingenti risorse pubbliche per realizzare interventi di dubbia efficacia a scapito di altri, sicuramente più utili e sicuri per la popolazione.
Se, nonostante tutto ciò, le ASL decideranno di attuare lo screening del carcinoma prostatico, si ritiene assolutamente inderogabile che vengano chiaramente esplicitati preliminarmente e già nella fase di presentazione al pubblico, cioè prima della visita specialistica:
- i possibili vantaggi e svantaggi dello screening, in modo che i soggetti interessati possano fare una scelta autonoma e informata
- che la comunità scientifica internazionale lo ritiene un intervento di efficacia non dimostrata e dal rapporto beneficio-rischio molto incerto.

Il medico di medicina generale ha il dovere di tutelare la salute dei propri assistiti e di favorire la possibilità di scelte autonome e consapevoli da parte dei pazienti. Per questo motivo la medicina generale rifiuta il ruolo passivo e acritico affidatole dal Piano Oncologico Regionale. Nel caso lo screening del tumore della prostata venga realizzato, i medici di famiglia non potranno venir meno ai doveri imposti dall’etica e dalla professionalità e informeranno correttamente i loro pazienti sui possibili benefici e rischi dell’iniziativa. Non sarà in ogni caso possibile utilizzarli come semplice “cinghia di trasmissione” per pubblicizzare e favorire l’invio dei pazienti ai centri specialistici, ai quali rivolgiamo anzi formale richiesta di dissociazione da tale iniziativa.

CSeRMEG - Centro Studi e Ricerche in Medicina Generale 
Il Presidente Nazionale: Dr. Vittorio Caimi 

SIMG - Società Italiana di Medicina Generale 
Il Presidente Regione Lombardia: Dr. Germano Bettoncelli 

DIMF - Dipartimento Italiano di Medicina di Famiglia 
Il Segretario Nazionale: Dr. Francesco Carelli 

SNAMID - Società Nazionale di Aggiornamento Medico Interdisciplinare 
Il Presidente Nazionale: Dr. Virginio Bosisio
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COMUNICATO STAMPA DEL 16 OTTOBRE 2000

Si è tenuta, il 14 ottobre, presso la sede dell'Ordine dei Medici di Milano, la Riunione nazionale dei Coordinatori Provinciali della SNAMID. Più di 50 partecipanti in rappresentanza di  30 Provincie Italiane si sono confrontati  ed hanno discusso sull'attuale situazione della Società Scientifica a livello  nazionale e locale. Ha introdotto i lavori il Presidente, Virginio Bosisio, con una  relazione,  sulla strategia della società per il 2000-2001. Fra gli argomenti toccati particolare attenzione è stata rivolta alle  novità  dettate dalla nuova convenzione per la Medicina Generale e la Formazione Medica Continua.  Di seguito il Segretario, Carlo Celentano, ha delineato la struttura della Società, sottolineando gli obiettivi raggiunti e   le collaborazioni istituzionali; ha presentato il prossimo   Congresso  Nazionale, che si terrà a Milano dal 26 al 28 gennaio 2001, dedicato a "La Sanità tra Pubblico e Privato".  Particolarmente mirati all'evento congressuale, gli interventi e lo spazio di discussione dei contributi delle Sezioni Provinciali. Il Vice Presidente  Roberto Stella ha  parlato di Crediti Formativi e dei nuovi scenari che si delineano in campo medico.  Paolo Spriano, responsabile area oncologica del Centro Studi Nazionale, ha presentato un protocollo di studio sul modello di Gail, per l'utilizzo nella pratica clinica, introdotto da una relazione sul raloxifen. Maurizio Mancuso, oltre alla presentazione del sito web della Società www.snamid.org, di cui è coordinatore, ha  proposto un protocollo di  studio sull'ADI. Ha concluso Rita Cambieri, Direttore del Centro Studi, con un inquadramento generale sulle iniziative scientifiche della Società. Si sono alternati, quindi numerosi interventi dei coordinatori provinciali, che hanno esposto dati interessanti sulle attività scientifiche svolte dalla Società in ambito locale.

Paolo Spriano
Uffico Stampa SNAMID Nazionale

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COMUNICATO STAMPA DEL 9 OTTOBRE 2000

Si è tenuto, dal 5 al 7 ottobre, al centro Congressi Milano-Fiori di Assago il convegno "Doctor's: I servizi per la medicina". Il congresso è iniziato giovedì, moderatori Stella e Tresoldi, con l'apertura dei lavori da parte del Dr. G.Messina, Presidente Fed. Ordine dei Medici Lombardia, che confermando la fine dell'iter burocratico con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della convenzione dei MMG , ha ricordato come la Medicina Generale Italiana debba subito impegnarsi nel ridefinire compiti e ruoli del MMG con gli interlocutori istituzionali (Stato e Regioni), vista la sua scadenza imminente. La Sessione centrale della giornata era dedicata al MMG nella realtà italiana ed europea dove V. Bosisio e O.Brignoli hanno cercato di focalizzare i problemi attuali, accennando alle strategie per il futuro della Medicina Generale. Bosisio ha delineato quanto i metodi, i procedimenti, le regole che contraddistinguono il lavoro del MMG, determinino il "paradigma del quotidiano" in cui la Medicina generale italiana potrà evolversi od estinguersi. Questo paradigma potrebbe diventare il valore aggiunto della MG, solo se saprà riappropriarsi delle cure primarie, senza i condizionamenti attuali, con la consapevolezza di avere i titoli e la dignità di branca autonoma specialistica, riconosciuta dall'Università. Al messaggio di concretezza di Bosisio è a fatto seguito Brignoli, che ha descritto le dinamiche in atto in Europa, dove la comunità si sta muovendo per quanto riguarda accreditamento, formazione ed organizzazione della MG, con linee guida che hanno caratteristiche indicative e non prescrittive, lasciando alle competenze degli Stati Nazionali l'applicazione normativa.

Venerdì si è trattato nella prima parte, moderatori Zaninelli e Cambielli, di servizi sul territorio, con ampio spazio dedicato ad esperienze di telemedicina in ambito cardiologico e pneumologico, dove si tenta il trasferimento sul territorio e nell'ambulatorio del MMG di tecnologie diagnostiche a differente grado di complessità (ECG - Ecocardio - spirometria) e si creano reti per il teleconsulto e la telerefertazione. Tutto si giocherà sul soddisfare reali bisogni della MG e sulla facilità di applicare queste tecnologie nella pratica clinica corrente (v. paradigma del quotidiano).

La seconda parte era dedicata ai servizi per l'ambulatorio, moderatore Filippi, dove la possibilità di implementare i modelli di valutazione del rischio, con Spriano, e i servizi on line offerti nel web, con Carrieri, sono stati lo spunto per affermare come l'informatica applicata alla Medicina Generale sarà la rivoluzione della professione solo se sarà supportata da elevati livelli metodologici, come l'analisi decisionale. In sintesi si è ribadita la priorità del high touch sull'high tech. Mentre di alta tecnologia hanno parlato Monti e Mennuti, accennando ai futuri scenari che potranno derivare dall'utilizzo di sistemi, molto sofisticati, dedicati alla Medicina Generale in reti intranet. Benedetti ha concluso da imprenditore entusiasta delle prospettive che il mondo del web apre per la MG e le sinergie con il mondo dei servizi, con molto ottimismo circa lo stato attuale di informatizzazione e competenze specifiche della classe medica.

La giornata si è conclusa con l'intervento del Ministro della Sanità, Prof. U.Veronesi , che, nell'ambito del workshop "Il management sanitario in Europa: differenze e globalizzazione", collaterale e contemporaneo a Doctor's, ha espresso la volontà del suo Ministero di ridefinire ruoli e compiti di un SSN troppo incentrato sull'organizzazione ospedaliera, con la promessa , ai MMG, di togliere la burocrazia intesa come norme dettate dai Ticket e dalla CUF, per permettere di riacquisire le competenze di diagnosi e cura, prerogativa irrinunciabile delle cure primarie, lasciando ad ogni medico la possibilità di decidere che cosa fare per i propri pazienti , basandosi non su astruse norme imposte a svilimento degli atti medici, ma su criteri orientati sulla propria professionalità e competenza. Un breve accenno è stato fatto anche sulla possibilità di creare le condizioni affinchè ogni MMG sia supportato nella sua attività diagnostica da strumenti utili come ECG ed Ecografo.

Nella Terza giornata, per la sessione sulle nuove prospettive professionali, moderata da Celentano e Corti, si sono susseguiti Brambilla, Mancuso e Bampa con una serie di interventi sulle realtà dell'associazionismo, delle cooperative, della medicina di gruppo che hanno dato un quadro preciso sia degli aspetti normativi che di quelli sperimentali, suscitando numerose curiosità e dando luogo ad un ampio dibattito. Di seguito le relazioni sulla Formazione permanente di Stella, Sessa e Cambieri hanno completato gli scenari della Medicina generale del terzo millennio. Ricordiamo infine che l'intera sessione è stata moderata da un rappresentante sindacale e da un rappresentante di una Società Scientifica per rimarcare la complementarietà dei ruoli di fronte ad una vera e propria rivoluzione culturale della professione del Medico di Famiglia. A conclusione del convegno una sezione di lavoro sulle Medicine Alternativa (omeopatia, agopuntura ecc.) che ha chiarito alcuni aspetti e definito limiti ed indicazioni, nonché prospettando nuove opportunità terapeutiche.

Paolo Spriano
Uffico Stampa SNAMID Nazionale
spriano@snamid.org


COMUNICATO STAMPA DEL 7 OTTOBRE 2000

Dal 28 settembre al 1 ottobre si è tenuto a Sperlonga il Corso per Animatori di Formazione per medici di Medicina Generale (MMG) gestito dalla Scuola di Formazione della SNAMID.

Hanno Partecipato 30 MMG provenienti da Lazio, Sardegna e Lombardia, che per la durata di 4 giorni hanno affrontato i principali aspetti della formazione, sia da un punto di vista teorico che pratico.

Sono state analizzate le norme nazionali, regionali e locali che regolano l'aggiornamento della Medicina Generale; i diversi punti organizzativi ed attuativi di un corso di formazione; le nozioni di fondo sulla comunicazione e la relazione tra adulti; inoltre si sono aggiunte una serie di attività che hanno visto i partecipanti coinvolti in prima persona.

Aspetti positivi del Corso sono derivati dall'immediato clima che si è creato, che ha determinato l'attiva partecipazione dei presenti, che hanno messo in atto un inteso scambio dialettico inerente gli argomenti trattati nelle varie fasi del corso. Il Corso di Sperlonga si è concluso con la certezza di aver creato nei Medici partecipanti una vera motivazione ad affrontare e sviluppare i temi della formazione, promotori e sostenitori dell'aggiornamento dei MMG, come nuovi animatori di formazione.

La Presidenza e i componenti della Scuola ringraziano tutti i MMG partecipanti. Un grazie particolare al Dr. Alfredo Cuffari Coordinatore della SNAMID romana e referente per le Pubbliche Relazioni della Società a livello nazionale, che, oltre a risolvere in modo professionale tutti i problemi organizzativi, ha garantito l'apporto di competenza sullo stato dell'arte della formazione in Lazio.

Paolo Spriano
Uffico Stampa SNAMID Nazionale


Ministero della Sanità, comunicato stampa del 29 settembre 2000 - Il nuovo contraccettivo di emergenza.

Appena pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto del Ministero della Sanità Italiano sarà possibile prescrivere il medicinale a base di Levonorgestrel che deve essere usato in casi eccezionali come
contraccettivo d'emergenza; non svolge alcuna azione abortiva, ma impedisce l'impianto dell'ovulo fecondato o blocca l'ovulazione. Questo preparato è stato autorizzato all'immissione in commercio per una procedura di Mutuo Riconoscimento proposta alcuni mesi fa dalla Francia)


Ministero della Sanità , comunicato stampa del 19-09-2000 - Esecutivi gli accordi collettivi dei Medici.

Il 18 settembre si è concluso il lungo iter di perfezionamento dei tre Regolamenti che rendono esecutivi gli accordi collettivi nazionali per disciplinare i rapporti del SSN con i MMG, i Pediatri di LS e gli Specialisti Ambulatoriali interni. Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale potranno quindi diventare operative le nuove previsioni contrattuali che recepiscono nello specifico settore di Medicina e rapporto convenzionale le recenti innovazioni contenute nel Decreto legge 229/99 che valorizza le attività sanitarie svolte sul territorio.


Milano, 1 ago. (Adnkronos Salute) - Pronto il vaccino contro l'influenza protagonista del prossimo inverno, la 'russocinese': stimolerà le risposte immunitarie dell'organismo contro antigeni dei ceppi virali A Mosca 10/99 (H3N2), A Nuova Caledonia 20/99 (H1N1) e B Pechino 184/93. A dare l'annuncio, come riporta il giornale online del portale saluteitalia.net, sono i Centers for Disease Control di Atlanta.

Il vaccino, che comprende anche una piccola quota di antigeni individuati in Oceania, e' leggermente diverso da quello dello scorso inverno, visto che gli osservatori epidemiologici hanno rilevato casi di influenza causati da virus di origine diversa, come la 'russa'. ''Si tratta, comunque - spiega Giancarlo Icardi, professore all'Istituto di Igiene e medicina preventiva all'Universita' di Genova - di varianti limitate, perche' i ceppi virali sono simili a quelli della scorsa stagione. Per questo - rassicura - non ci aspettiamo un'influenza particolarmente 'cattiva'''.

Secondo le previsioni degli esperti, gli italiani vittime dell'influenza saranno circa 4 milioni e mezzo, come e' accaduto lo scorso anno. Il virus dovrebbe fare la sua comparsa nel nostro Paese fra la fine del 2000 e l'inizio del 2001: gli esperti consigliano di vaccinarsi fra meta' ottobre e fine novembre, per dare tempo al corpo di preparare gli anticorpi necessari a combattere il virus.

(Red/Adnkronos Salute)

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