Campagna
di diagnosi precoce del cancro della prostata
Milano, 5 settembre 2000
Oggetto: Screening per il carcinoma della prostata
Il
Consiglio della Regione Lombardia, con Delibera n. 1294 del 29 luglio
1999 dal titolo “Piano oncologico regionale per il triennio 1999-2001
e istituzione dei dipartimenti oncologici in Lombardia", pubblicata
sul 3° supplemento straordinario al N. 35 del Bollettino Ufficiale
della Regione Lombardia del 3 settembre 1999, ha stabilito di attuare
una Campagna di diagnosi precoce dei tumori della prostata.
Essa, come si legge, riguarda in particolare l’attuazione di “un
programma di screening mirato, selezionando i pazienti maschi con età
uguale o maggiore a 60 anni, che contempli la valutazione specialistica
urologica e la determinazione del PSA nei casi sospetti…”.
Le
Società scientifiche di medicina generale firmatarie del presente
documento osservano che:
-
se
per screening “mirato” si intende il praticare indagini
diagnostiche su soggetti sintomatici, non ha senso parlare di
screening, né pubblicizzare l’iniziativa, né tantomeno
sovrapporre campagne di qualsiasi genere al normale, doveroso ed
autonomo compito professionale dei medici;
-
in
tale situazione di incertezza, solo l’America Urological
Association è schierata a favore dello screening (mediante
esplorazione rettale e PSA) negli ultracinquantenni, mentre l’American
Cancer Society, citata nella delibera come favorevole, in realtà
raccomanda ai medici di proporre lo screening in un rapporto
interpersonale tra medico e paziente, che consenta di valutare i pro
e i contro lasciando la decisione finale all’interessato, e si è
espressa esplicitamente contro ogni ipotesi di promozione di
screening di massa. Dello stesso avviso è l’American College of
Physicians, affermando che “anziché effettuare routinariamente lo
screening per il cancro della prostata, i medici dovrebbero spiegare
ai pazienti i potenziali benefici e i rischi conosciuti dello
screening, della diagnosi e del trattamento del cancro prostatico,
ascoltare le preoccupazioni del paziente e infine personalizzare la
decisione”. Decisamente contrarie, in assenza di prove di
efficacia, sono invece l’US Preventive Services Task Force &
National Cancer Institute, la Canadian Task Force on the Periodic
Health Examination e il National Screening Committee inglese;
-
il
Consiglio Nazionale delle Ricerche e l’Associazione Italiana per
la Ricerca sul Cancro affermano al riguardo che “al momento non
esiste alcuna evidenza scientifica di efficacia dello screening
condotto con uno o più dei test disponibili; è addirittura
possibile che lo screening sia dannoso; fino a che gli studi in
corso non avranno chiarito il ruolo dei vari test, non è lecito né
etico realizzare lo screening. In particolare la prescrizione del
PSA in soggetti in cui non esiste un fondato sospetto di neoplasia
va scoraggiata e non finanziata con denaro pubblico”.
Tali
posizioni derivano dal fatto di non poter distinguere allo stato attuale
delle conoscenze le forme evolutive da quelle che resteranno
asintomatiche per tutta la vita, che sono la maggioranza; inoltre vi è
incertezza sul tipo di trattamento ottimale delle neoplasie riscontrate
(soprattutto quelle intraparenchimali), a fronte della non irrilevante
quota di effetti collaterali legati alla terapia (soprattutto
chirurgica).
La mancata previsione di un limite massimo di età per la partecipazione
alla campagna, oltre che il limite inferiore fissato a 60 anni, sono poi
in aperta contraddizione con tutte le posizioni espresse a livello
internazionale, nelle quali si sottolinea l’inopportunità di
effettuare la ricerca di tumori prostatici asintomatici in soggetti con
attesa di vita inferiore a 10 anni e il potenziale (ancorchè tutto da
dimostrare) maggior vantaggio nei soggetti di età inferiore a 60 anni.
Lo
screening previsto dal Piano Oncologico Regionale non sembra quindi
scientificamente sostenibile in base alle attuali conoscenze.
Considerazioni di ordine etico, oltre che di economia sanitaria,
rendono inoltre discutibile l’utilizzo di ingenti risorse pubbliche
per realizzare interventi di dubbia efficacia a scapito di altri,
sicuramente più utili e sicuri per la popolazione.
Se, nonostante tutto ciò, le ASL decideranno di attuare lo screening
del carcinoma prostatico, si ritiene assolutamente inderogabile che
vengano chiaramente esplicitati preliminarmente e già nella fase di
presentazione al pubblico, cioè prima della visita specialistica:
- i possibili vantaggi e svantaggi dello screening, in modo che i
soggetti interessati possano fare una scelta autonoma e informata
- che la comunità scientifica internazionale lo ritiene un intervento
di efficacia non dimostrata e dal rapporto beneficio-rischio molto
incerto.
Il
medico di medicina generale ha il dovere di tutelare la salute dei
propri assistiti e di favorire la possibilità di scelte autonome e
consapevoli da parte dei pazienti. Per questo motivo la medicina
generale rifiuta il ruolo passivo e acritico affidatole dal Piano
Oncologico Regionale. Nel caso lo screening del tumore della prostata
venga realizzato, i medici di famiglia non potranno venir meno ai doveri
imposti dall’etica e dalla professionalità e informeranno
correttamente i loro pazienti sui possibili benefici e rischi dell’iniziativa.
Non sarà in ogni caso possibile utilizzarli come semplice “cinghia di
trasmissione” per pubblicizzare e favorire l’invio dei pazienti ai
centri specialistici, ai quali rivolgiamo anzi formale richiesta di
dissociazione da tale iniziativa.
CSeRMEG
- Centro Studi e Ricerche in Medicina Generale
Il Presidente Nazionale: Dr. Vittorio Caimi
SIMG
- Società Italiana di Medicina Generale
Il Presidente Regione Lombardia: Dr. Germano Bettoncelli
DIMF
- Dipartimento Italiano di Medicina di Famiglia
Il Segretario Nazionale: Dr. Francesco Carelli
SNAMID
- Società Nazionale di Aggiornamento Medico Interdisciplinare
Il Presidente Nazionale: Dr. Virginio Bosisio
.
COMUNICATO STAMPA DEL 16 OTTOBRE
2000
Si
è tenuta, il 14 ottobre, presso la sede dell'Ordine dei Medici di
Milano, la Riunione nazionale dei
Coordinatori Provinciali della SNAMID. Più di 50 partecipanti in
rappresentanza di 30
Provincie Italiane si sono confrontati
ed hanno discusso sull'attuale situazione della Società
Scientifica a livello nazionale
e locale. Ha introdotto i lavori il Presidente, Virginio Bosisio, con
una relazione,
sulla strategia della società per il 2000-2001. Fra gli
argomenti toccati particolare attenzione è stata rivolta alle
novità dettate
dalla nuova convenzione per la Medicina Generale e la Formazione Medica
Continua. Di seguito il Segretario, Carlo Celentano, ha delineato la
struttura della Società, sottolineando gli obiettivi raggiunti e
le collaborazioni istituzionali; ha presentato il prossimo
Congresso Nazionale,
che si terrà a Milano dal 26 al 28 gennaio 2001, dedicato a "La
Sanità tra Pubblico e Privato".
Particolarmente mirati all'evento congressuale, gli interventi e
lo spazio di discussione dei contributi delle Sezioni Provinciali. Il
Vice Presidente Roberto Stella ha parlato
di Crediti Formativi e dei nuovi scenari che si delineano in campo
medico. Paolo Spriano,
responsabile area oncologica del Centro Studi Nazionale, ha presentato
un protocollo di studio sul modello di Gail, per l'utilizzo nella
pratica clinica, introdotto da una relazione sul raloxifen. Maurizio
Mancuso, oltre alla presentazione del sito web della Società
www.snamid.org,
di cui è coordinatore, ha proposto
un protocollo di studio
sull'ADI. Ha concluso Rita Cambieri, Direttore del Centro Studi, con un
inquadramento generale sulle iniziative scientifiche della Società. Si
sono alternati, quindi numerosi interventi dei coordinatori provinciali,
che hanno esposto dati interessanti sulle attività scientifiche svolte
dalla Società in ambito locale.
Paolo
Spriano
Uffico Stampa
SNAMID Nazionale
Per
informazioni rivolgersi a: Dr.
Paolo Spriano - Ufficio Stampa SNAMID Nazionale
v. Anguissola 2 B - MILANO Tel 0337.344654
02987451
e-mail: spriano@snamid.org
COMUNICATO STAMPA DEL 9 OTTOBRE
2000
Si è tenuto,
dal 5 al 7 ottobre, al centro Congressi Milano-Fiori di Assago il
convegno "Doctor's: I servizi per la medicina". Il congresso
è iniziato giovedì, moderatori Stella e Tresoldi, con l'apertura dei
lavori da parte del Dr. G.Messina, Presidente Fed. Ordine dei Medici
Lombardia, che confermando la fine dell'iter burocratico con la
pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della convenzione dei MMG , ha
ricordato come la Medicina Generale Italiana debba subito impegnarsi nel
ridefinire compiti e ruoli del MMG con gli interlocutori istituzionali
(Stato e Regioni), vista la sua scadenza imminente. La Sessione centrale
della giornata era dedicata al MMG nella realtà italiana ed europea
dove V. Bosisio e O.Brignoli hanno cercato di focalizzare i problemi
attuali, accennando alle strategie per il futuro della Medicina
Generale. Bosisio ha delineato quanto i metodi, i procedimenti, le
regole che contraddistinguono il lavoro del MMG, determinino il "paradigma
del quotidiano" in cui la Medicina generale italiana potrà
evolversi od estinguersi. Questo paradigma potrebbe diventare il valore
aggiunto della MG, solo se saprà riappropriarsi delle cure primarie,
senza i condizionamenti attuali, con la consapevolezza di avere i titoli
e la dignità di branca autonoma specialistica, riconosciuta
dall'Università. Al messaggio di concretezza di Bosisio è a fatto
seguito Brignoli, che ha descritto le dinamiche in atto in Europa, dove
la comunità si sta muovendo per quanto riguarda accreditamento,
formazione ed organizzazione della MG, con linee guida che hanno
caratteristiche indicative e non prescrittive, lasciando alle competenze
degli Stati Nazionali l'applicazione normativa.
Venerdì si è
trattato nella prima parte, moderatori Zaninelli e Cambielli, di servizi
sul territorio, con ampio spazio dedicato ad esperienze di
telemedicina in ambito cardiologico e pneumologico, dove si tenta il
trasferimento sul territorio e nell'ambulatorio del MMG di tecnologie
diagnostiche a differente grado di complessità (ECG - Ecocardio -
spirometria) e si creano reti per il teleconsulto e la telerefertazione.
Tutto si giocherà sul soddisfare reali bisogni della MG e sulla
facilità di applicare queste tecnologie nella pratica clinica corrente
(v. paradigma del quotidiano).
La seconda parte
era dedicata ai servizi per l'ambulatorio, moderatore Filippi,
dove la possibilità di implementare i modelli di valutazione del
rischio, con Spriano, e i servizi on line offerti nel web, con Carrieri,
sono stati lo spunto per affermare come l'informatica applicata alla
Medicina Generale sarà la rivoluzione della professione solo se sarà
supportata da elevati livelli metodologici, come l'analisi decisionale.
In sintesi si è ribadita la priorità del high touch sull'high tech.
Mentre di alta tecnologia hanno parlato Monti e Mennuti, accennando
ai futuri scenari che potranno derivare dall'utilizzo di sistemi, molto
sofisticati, dedicati alla Medicina Generale in reti intranet. Benedetti
ha concluso da imprenditore entusiasta delle prospettive che il mondo
del web apre per la MG e le sinergie con il mondo dei servizi, con molto
ottimismo circa lo stato attuale di informatizzazione e competenze
specifiche della classe medica.
La giornata si
è conclusa con l'intervento del Ministro della Sanità, Prof.
U.Veronesi , che, nell'ambito del workshop "Il management sanitario
in Europa: differenze e globalizzazione", collaterale e
contemporaneo a Doctor's, ha espresso la volontà del suo Ministero di
ridefinire ruoli e compiti di un SSN troppo incentrato
sull'organizzazione ospedaliera, con la promessa , ai MMG, di togliere
la burocrazia intesa come norme dettate dai Ticket e dalla CUF, per
permettere di riacquisire le competenze di diagnosi e cura, prerogativa
irrinunciabile delle cure primarie, lasciando ad ogni medico la
possibilità di decidere che cosa fare per i propri pazienti , basandosi
non su astruse norme imposte a svilimento degli atti medici, ma su
criteri orientati sulla propria professionalità e competenza. Un breve
accenno è stato fatto anche sulla possibilità di creare le condizioni
affinchè ogni MMG sia supportato nella sua attività diagnostica da
strumenti utili come ECG ed Ecografo.
Nella Terza
giornata, per la sessione sulle nuove prospettive professionali,
moderata da Celentano e Corti, si sono susseguiti Brambilla, Mancuso e
Bampa con una serie di interventi sulle realtà dell'associazionismo,
delle cooperative, della medicina di gruppo che hanno dato un quadro
preciso sia degli aspetti normativi che di quelli sperimentali,
suscitando numerose curiosità e dando luogo ad un ampio dibattito. Di
seguito le relazioni sulla Formazione permanente di Stella, Sessa e
Cambieri hanno completato gli scenari della Medicina generale del terzo
millennio. Ricordiamo infine che l'intera sessione è stata moderata da
un rappresentante sindacale e da un rappresentante di una Società
Scientifica per rimarcare la complementarietà dei ruoli di fronte ad
una vera e propria rivoluzione culturale della professione del Medico di
Famiglia. A conclusione del convegno una sezione di lavoro sulle
Medicine Alternativa (omeopatia, agopuntura ecc.) che ha chiarito alcuni
aspetti e definito limiti ed indicazioni, nonché prospettando nuove
opportunità terapeutiche.
Paolo
Spriano
Uffico
Stampa SNAMID Nazionale
spriano@snamid.org
COMUNICATO
STAMPA DEL 7 OTTOBRE 2000
Dal 28 settembre
al 1 ottobre si è tenuto a Sperlonga il Corso per Animatori di
Formazione per medici di Medicina Generale (MMG) gestito dalla Scuola di
Formazione della SNAMID.
Hanno
Partecipato 30 MMG provenienti da Lazio, Sardegna e Lombardia, che per
la durata di 4 giorni hanno affrontato i principali aspetti della
formazione, sia da un punto di vista teorico che pratico.
Sono state
analizzate le norme nazionali, regionali e locali che regolano
l'aggiornamento della Medicina Generale; i diversi punti organizzativi
ed attuativi di un corso di formazione; le nozioni di fondo sulla
comunicazione e la relazione tra adulti; inoltre si sono aggiunte una
serie di attività che hanno visto i partecipanti coinvolti in prima
persona.
Aspetti positivi
del Corso sono derivati dall'immediato clima che si è creato, che ha
determinato l'attiva partecipazione dei presenti, che hanno messo in
atto un inteso scambio dialettico inerente gli argomenti trattati nelle
varie fasi del corso. Il Corso di Sperlonga si è concluso con la
certezza di aver creato nei Medici partecipanti una vera motivazione ad
affrontare e sviluppare i temi della formazione, promotori e sostenitori
dell'aggiornamento dei MMG, come nuovi animatori di formazione.
La Presidenza e
i componenti della Scuola ringraziano tutti i MMG partecipanti. Un
grazie particolare al Dr. Alfredo Cuffari Coordinatore della SNAMID
romana e referente per le Pubbliche Relazioni della Società a livello
nazionale, che, oltre a risolvere in modo professionale tutti i problemi
organizzativi, ha garantito l'apporto di competenza sullo stato
dell'arte della formazione in Lazio.
Paolo
Spriano
Uffico Stampa SNAMID
Nazionale
Ministero
della Sanità, comunicato stampa del 29 settembre 2000 -
Il nuovo
contraccettivo di emergenza.
Appena
pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto del Ministero della Sanità
Italiano sarà possibile prescrivere il medicinale a base di
Levonorgestrel che deve essere usato in casi eccezionali come
contraccettivo d'emergenza; non svolge alcuna azione abortiva, ma
impedisce l'impianto dell'ovulo fecondato o blocca l'ovulazione. Questo
preparato è stato autorizzato all'immissione in commercio per una
procedura di Mutuo Riconoscimento proposta alcuni mesi fa dalla Francia)
Ministero
della Sanità , comunicato stampa del 19-09-2000 -
Esecutivi gli
accordi collettivi dei Medici.
Il 18 settembre si è
concluso il lungo iter di perfezionamento dei tre Regolamenti che
rendono esecutivi gli accordi collettivi nazionali per disciplinare i
rapporti del SSN con i MMG, i Pediatri di LS e gli Specialisti
Ambulatoriali interni. Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale
potranno quindi diventare operative le nuove previsioni contrattuali che
recepiscono nello specifico settore di Medicina e rapporto convenzionale
le recenti innovazioni contenute nel Decreto legge 229/99 che valorizza
le attività sanitarie svolte sul territorio.
Milano,
1 ago. (Adnkronos Salute) - Pronto
il vaccino contro l'influenza protagonista del prossimo inverno, la 'russocinese':
stimolerà le risposte immunitarie dell'organismo contro antigeni dei
ceppi virali A Mosca 10/99 (H3N2), A Nuova Caledonia 20/99 (H1N1) e B
Pechino 184/93. A dare l'annuncio, come riporta il giornale online del
portale saluteitalia.net, sono i Centers for Disease Control di Atlanta.
Il vaccino, che comprende anche una piccola quota di antigeni
individuati in Oceania, e' leggermente diverso da quello dello scorso
inverno, visto che gli osservatori epidemiologici hanno rilevato casi di
influenza causati da virus di origine diversa, come la 'russa'. ''Si
tratta, comunque - spiega Giancarlo Icardi, professore all'Istituto di
Igiene e medicina preventiva all'Universita' di Genova - di varianti
limitate, perche' i ceppi virali sono simili a quelli della scorsa
stagione. Per questo - rassicura - non ci aspettiamo un'influenza
particolarmente 'cattiva'''.
Secondo le previsioni degli esperti, gli italiani vittime dell'influenza
saranno circa 4 milioni e mezzo, come e' accaduto lo scorso anno. Il
virus dovrebbe fare la sua comparsa nel nostro Paese fra la fine del
2000 e l'inizio del 2001: gli esperti consigliano di vaccinarsi fra
meta' ottobre e fine novembre, per dare tempo al corpo di preparare gli
anticorpi necessari a combattere il virus.
(Red/Adnkronos Salute)