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INDICE DEI CRITERI DIAGNOSTICI DISPONIBILI:
Lombalgia
Malattie reumatiche
Diabete mellito

 

Criteri di Breeze per la diagnosi di faringotonsillite batterica

 
Segni cl.
4 3 2 1
Età 5-10 4 e 11-14 3 e > 15 < 2
Mese 2-3-4 1-5-12 6-10-11 7-8-9
T°>38°C si   no  
Faringodinia si   no o n.r.  
Cefalea si   no o n.r.  
Alt.faringe si   no  
Adenopatia si   no  

Un punteggio > 23 è presuntivo di ez. streptoc.

Criteri diagnostici per la lombalgia non complicata


(American College of Radiology –ACR ; 1996)
Scala per i criteri di appropriatezza :
                             1  2  3  4  5  6  7  8  9
             1 =  meno appropriato    9 =  più appropriato
Segnali di allarme (“Red flags”) :
1)Recente trauma significativo ,o trauma più lieve in soggetti > 50 anni
2)Perdita di peso inspiegata
3)Febbre di origine sconosciuta
4)Immunosoppressione
5)Dato anamnestico di cancro
6)Utilizzo di stupefacenti e.v.
7)Prolungato uso di corticosteroidi o nota osteoporosi
8)Età > 70 anni
 

Il lavoro completo disponibile in formato Power Point
scarica il lavoro sulle rachialgie

 

Criteri diagnostici per le malattie reumatiche

Reumatismi infiammatori -Reumatismi dismetabolici - Reumatismi degenerativi

Reumatismi infiammatori

  •  Artrite reumatoide

  •  Febbre reumatica

  •  Connettiviti sistemiche

  •  Vasculiti

  •  Spondiloartriti

Criteri ARA per l’artrite reumatoide 

1 Rigidità mattutina

Rigidità mattutina articolare o periarticolare per almeno 1 h prima prima del miglioramento massimo

2 Artrite di 3 o più articolazioni

Almeno 3 articolazioni con rigonfiamento dei tessuti molli o versamento articolare (non solo esuberante crescita ossea) osservati da un medico; le 14 possibili articolazioni interessate sono: interfalangee prossimali, metacarpo-falangee, polso, gomito,  ginocchio, caviglia, metatarso-falangee

3 Artrite delle mani

Artrite delle articolazioni del polso, metacarpo-falangee, interfalangee prossimali

4 Artrite simmetrica

Simultaneo interessamento di aree articolari da ambo i lati del corpo ( per le interfalangee prossimali, le metacarpo-falangee e le metatarso-falangee la simmetria può non essere assoluta)

5 Noduli reumatoidi

Noduli sottocutanei in prossimità delle prominenze osse, sulle superfici estensorie,o in regioni iuxtaarticolari osservati da un medico

6 Fattore reumatoide sierico

Dimostrazione di livelli patologici di fattore reumatoide nel siero utilizzando qualsiasi metodica i cui risultati siano positivi in meno del 5% dei soggetti normali di controllo

7 Alterazioni radiografiche

Alterazioni radiologiche tipiche per artrite reumatoide (erosioni o decalcificazioni iuxtaarticolari) alle mani e ai polsi, in proiezione anter-posteriore; le alterazioni osteoartrosiche non soddisfano questo criterio

 

Ai fini classificativi occorre la presenza di almeno 4 criteri su 7

I criteri 1 e 4 devono essere presenti per almeno 6 settimane

 

     

Arnett FR, Edworthy SM, Bloch DA et al.: The 1987 revised criteria for classification of rheumatoid arthritis. Arthritis Reum. 1988,31,315

Connettiviti sistemiche
Criteri ARA per la classificazione del LES

1 Rush malare

Eritema fisso, piatto o rilevato, sulle eminenze zigomatiche, con tendenza a risparmiare le pieghe naso-labiali

2 Lupus discoide

Placche eritematose rilevate con squame ipercheratosiche aderenti e ostruzione dei follicoli; possibile cicatrizzazione atrofica

3 Fotosensibilizzazione

Rush cutaneo con abnorme reazione alla luce (anamnestico od obiettivo)

4 Ulcere al cavo orale

Ulcere orali o naso-faringee, di regola non dolorose, osservate dal medico  

5 Artrite

Artrite non erosiva coinvolgente 2 o più articolazioni periferiche con dolenzia , tumefazione o versamento

6 Sierositi

Pleurite (dolore pleurico, sfregamenti o versamento pleurico) o pericardite (sfregamenti, modificazioni del tracciato elettrocardiografico o versamento pericardico)

7 Nefropatia

Proteinuria (> 0.5 g/die > a 3 +) o cilindruria (cilindri ematici, emoglobinici, granulosi o misti)

8 Alterazioni neurologiche

Convulsioni o psicosi in assenza di altre cause

9 Alterazioni ematologiche

Anemia emolitica con reticolocitosi o leucopenia (< 4000 GB/mm3 in almeno 2 esami) o linfopenia (< 1500 linfociti/mm3 in almeno 2 esami) o piastrinopenia (< 100000 piastrine/mm3) in assenza di possibile causa farmacologica

10 Alterazioni immunutarie

Cellule LE positive o anticorpi anti-dsDNA o anti-Sm o falsa positività alle reazioni sierologiche per la sifilide

11 Anticorpi anti-nucleo

Titolo molto elevato degli ANA all’immunofluorescenza o a test equivalente in assenza di farmaci che inducano una sindrome lupica

 

Se sono riscontrabili almeno 4 di questi criteri nel corso della malattia, la diagnosi può essere posta con una specificità del 98% ed una sensibilità del 97%

 

Tan EM, Cohen AS, Fries JF et al.: The 1982 revised for the classification of systemic lupus erythematosus. Arthritis Rheum. 1982,25,1271

Criteri di Jones per la febbre reumatica

Criteri maggiori

Criteri minori

1 Cardite

1 Febbre

2 Poliartrite

2 Artralgie

3 Corea

3 Pregressa febbre reumatica

4 Eritema marginato

4 VES e PCR elevate, leucocitosi

5 Noduli sottocutanei

5 Allungamento dell’intervallo P-Q

 

 

Criterio obbligatorio

 

1 Evidenza di un’infezine streptococcica recente:

·       Aumento del titolo ASO o di altri anticorpi anti streptococcici

·       Isolamento colturale di uno streptococco di gruppo A dal faringe

·       Scarlattina recente

 

Criteri per la diagnosi

·       Due criteri maggiori + il criterio obbligatorio

·       Un criterio maggiore + due criteri minori + ilcriterio obbligatorio

L’assenza del criterio obbligatorio rende dubbia la diagnosi di febbre reumatica, a meno che la stessa venga scoperta dopo un lungo periodo di latenza dall’infezione precedente, come nel caso della corea di Sydenham o di una cardite a bassa attività.

Jones criteria (revised) for guidance in the diagnosis of rheumatic fever. Circulation 1965,32,664

Vasculiti

Criteri per la poliartrite nodosa

1 Perdita di peso

Perdita di peso > 4 kg dall’esordio della malattia, non dovuto a dieta o ad altri fattori

2 Livaedo reticularis

Aspetto cianotico reticolare su porzioni della cute degli arti e del dorso

3 Dolore e dolorabilità testicolare

Dolore o dolorabilità dei testicoli non dovuta a infezione o a trauma o ad altra causa

4 Mialgia, debolezza o dolorabilità muscolare

Mialgie diffuse (esclusi i cingoli scapolare e pelvico) o debolezza e dolorabilità ai muscoli delle gambe

5 Mono-polineuropatia

Comparsa di mononeuropatia unica o multipla o polineuropatia

6 Ipertensione

Pressione diastolica > 90 mmHg

7 Iperazotemia o ipercreatininemia

Azotemia > 40 mg/dl, creatininemia > 1.5 mg/dl

8 Virus dell’epatite B

Presenza nel siero di HbsAg o talora di HbsAb

9 Anomalie arteriografiche

Microaneurismi o occlusioni di arterie viscerali, non dovute ad aterosclerosi o a displasia muscolare o ad altre cause non flogistiche

10 Biopsie di arterie di piccolo-medio calibro contenenti granulociti

Alterazioni istologiche con presenza di granuliciti o di granulociti e monociti nelle pareti arteriose

La diagnosi di poliarterite nodosa necessita della presenza di almeno 3 criteri su 10

 

Lighfoot Rw, Michael BA, Bloch DA et al.: The American College of Rheumatology 1990 Criteria for classification of polyarteritis nodosa. Artheritis Rheum. 1990,33,1088

 

Spondiloartriti

Criteri  ESSG (European Spondyloarthritis Study Group) per le spondiloartriti1

Presenza di almeno uno dei seguenti criteri:

1.     Lombalgia infiammatoria*

2.     Sinovite asimmetrica o prevalente agli arti inferiori

 

Presenza di uno o più dei seguenti criteri:

1.     Storia famigliare positiva per spondilite, psoriasi o malattia infiammatoria intestinale

2.     Psoriasi

3.     Malattia infiammatoria intestinale (colite ulcerosa o morbo di Crohn)

4.     Uretrite o diarrea acuta nel mese precedente l’esordio dell’artrite

5.     Dolore alternante ai glutei

6.     Entesiti

7.     Sacro-ileite

*Criteri per la lombalgia infiammatoria2:

1.     Esordio prima dei 45 anni

2.     Esordio insidioso

3.     Attenuazione del dolore con l’esercizio

4.     Associazione con rigidità mattutina

5.     Durata non inferiore ai 3 mesi

6.     Notevole efficacia dei FANS sulla sintomatologia dolorosa

 

Devono essere soddisfatti almeno 5 criteri ( l’ESSG non ha convalidato il criterio n. 6)

1 Dougados M, Van der Linden S, Juhlin R, Huitfeld B, Amor B, Calin A, et al.: Preliminary criteria for the classification of spondyloarthropaty. Arthritis Rheum. 1991,34,1218

2 Calin A, Porta J, Fries JF et al.: The clinical history  as a screening test in ankylosing spondylitis. JAMA 1977,237,2613

 

Reumatismi dismetabolici

Criteri per l’artrite gottosa acuta 

Per la diagnosi di artrite gottosa è sufficiente:

1.     La dimostrazione nel liquido sinoviale di cristalli intracellulari di urato monosodico

Oppure

2.     La concomitanza di questi 3 criteri:

·       Storia di episodi ricorrenti di monoartrite con intervalli intercritici liberi

·       Rapida risoluzione della sinovite dopo assunzione di colchicina ( scomparsa di ogni segno obiettivo entro 48 h e assenza di recidive entro 7 giorni)

·       Presenza di iperuricemia (> 7 mg/dl nell’uomo, > 6 mg/dl nella donna)

Wallace SL, Robinson H, Masi AT et. Al.: Preliminary criteria for the classification of the acute arthritis of primary gout. Arthritis Rheuma. 1977,20,895.

Reumatismi degenerativi

Criteri ARA per la gonartrosi

Presenza di dolore al ginocchio più uno dei seguenti sets di criteri:

Criteri clinici:

1.     Età superiore ai 50 anni

2.     Rigidità mattutina < 30 min.

3.     Crepitii al movimento o alla mobilizzazione

4.     Dolorabilità alla pressione sull’osso

5.     Tumefazione di consistenza ossea

6.     Mancato aumento della temperatura locale

Almeno 3 criteri positivi (sensibilità 95%, specificità 69 %)

Criteri clinici e radiologici:

1.     Età superiore ai 50 anni

2.     Rigidità mattutina < 30 min.

3.     Crepitii al movimento o alla mobilizzazione

4.     Osteofitosi

Criterio 4 + almeno uno dei primi tre ( sensibilità 91%, specificità 86%)

 

Criteri clinici e biologici:

1.     Età superiore ai 50 anni

2.     Rigidità mattutina < 30 min.

3.     Crepitii al movimento o alla mobilizzazione

4.     Dolorabilità alla pressione sull’osso

5.     Tumefazione di consistenza ossea

6.     Mancato aumento della temperatura locale

7.     VES < 40

8.     Test al lattice per il FR negativo (< 1:40)

9.     Liquido sinoviale di tipo non infiammatorio

Almeno 5 criteri positivi (sensibilità 92%, specificità 72%)

Altman R, Asch E, Bloch D et.al.: Development of criteria for the classification and reporting on osteoarthritis . Classification of osteoarthritis of the knee. Arthritis Rheum. 1986,29,1039.

 

Fibromialgia

Criteri ACR (American College of Rheumatology) 1990 per la fibromialgia 

1.     Storia di dolore diffuso, presente da almeno 3 mesi.

Il dolore è da considerare diffuso quando sono presenti tutte le seguenti caratteristiche: dolore sul lato sinistro del corpo, dolore sul lato destro del corpo, dolore al di sopra della cintura e dolore al di sotto della cintura. Inoltre deve essere presente dolore scheletrico assiale (zona cervicale della colonna vertebrale o torace anteriore o zona toracica della colonna vertebrale o parte inferiore del dorso). In questa definizione, il dolore alle spalle e ai glutei viene considerato come dolore di ognuno dei lati interessati. Il dolore alla parte inferiore del dorso viene considerato un dolore del segmento inferiore.

2.     Dolore in 11 dei 18 punti sensibili alla palpazione digitale.

Il dolore alla palpazione digitale deve essere presente in almeno 11 delle seguenti 18 sedi di punti dolenti.

Occipite: bilaterale, in corrispondenza delle inserzioni dei muscoli suboccipitali.

Cervicale bassa: bilaterale sulle facce anteriori degli spazi intertrasversari in corrispondenza di C5 –C7.

Trapezio: bilaterale, in corrispondenza del punto medio del margine superiore.

Sopraspinato: bilaterale, al di sopra della spina della scapola vicino al margine mediale.

Seconda costa: bilaterale, in corrispondenza della seconda giunzione costocondrale, immediatamente a lato delle giunzioni sulle superfici superiori.

Epicondilo laterale: bilaterale, distalmente 2 cm agli epicondili.

Gluteale: bilaterale, nei quadranti superiori esterni delle natiche nella piega anteriore del muscolo.

Grande trocantere: bilaterale, posteriore rispetto al processo trocanterico.

Ginocchio: bilaterale, in corrispondenza del pannicolo adiposo mediale prossimale alla linea articolare.

È’ opportuno eseguire la palpazione digitale con una pressione pari a circa 4 Kg.

Perché un punto dolente sia ritenuto tale, il soggetto deve affermare che la palpazione è stata dolorosa. Il termine “iperestesico” non è da considerare equivalente a “doloroso”.

Per classificare il malato come fibromialgico devono essere soddisfatti entrambe i criteri.

La presenza di una seconda patologia clinica non esclude la diagnosi di fibromialgia.

Wolfe F, Smythe HA, Yunus MB et al.: The American College of Rheumatology 1999 criteria for  the classification of fibromyalgia: report of the Multicenter Criteria Committee. Arthritis Rheum. 1990,33,160.

Diabete mellito – definizione


Il diabete mellito è una patologia caratterizzata da iperglicemia cronica e da alterazioni del metabolismo di carboidrati, lipidi e proteine, associate ad un deficit relativo o assoluto della secrezione insulinica e/o dell’attività insulinica

 Diabete mellito – classificazione

Classificazione attuale OMS

Nuova classificazione ADA

1 Diabete mellito di tipo I o Diabete mellito insulino-dipendente (IDDM)

1 Diabete mellito di tipo I

A Autoimmune

B Idiopatico

2 Diabete mellito di tipo II o Diabete mellito non insulino-dipendente (NIDDM)

A Non associato ad obesità

B Associato ad obesità

2 Diabete mellito di tipo II

A Non associato ad obesità

B Associato ad obesità

3 Altri tipi di diabete

3 Altri tipi specifici di diabete

4 Ridotta tolleranza ai carboidrati (IGT)

4 Diabete mellito gestazionale (GDM)

5 Diabete mellito gestazionale (GDM)

5 Ridotta tolleranza ai carboidrati (IGT) e alterata glicemia a digiuno

Classificazione attuale adottata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS):

·     Tale classificazione è basata sostanzialmente sul tipo di terapia adottata per la cura della malattia:

diabete di tipo 1 o insulino- dipendente

diabete di tipo 2 o insulino- indipendente

·     Il diabete di tipo2 è ulteriormente suddiviso a seconda della presenza o meno di obesità. Il 70-80% dei pazienti è obeso. Questa forma di diabete comprende oltre il 90% dei pazienti.

·     La ridotta tolleranza ai carboidrati (IGT) è definita sulla base della curva da carico orale di glucosio (OGTT). L’ IGT progredisce verso il diabete di tipo 2 nel 30% dei casi entro 10 anni.

·     Il diabete gestazionale (GDM) è la forma che compare in corso di gravidanza, di solito durante il terzo trimestre. Al termine della gravidanza, se permane, viene riclassificato. In ogni caso queste donne sono ad alto rischio di sviluppare il diabete entro un periodo di 10 anni.

·     La classe Altri tipi di diabete comprende le forme secondarie a malattie del pancreas, endocrinopatie, farmaci.

·     Per la diagnosi di diabete occorre confermare in almeno due occasioni distinte una glicemia a digiuno > o =  140 mg/dl.

 

Nuova classificazione del diabete mellito proposta dall’ADA (American Diabetes Association):

Tale classificazione pone l’accento sull’eziologia della malattia piuttosto che sulla sua terapia, per cui i termini insulino-dipendente e non insulino-dipendente sono abbandonati e definitivamente sostituiti da diabete di tipo 1 (autoimmune e idiopatico) e diabete di tipo 2 ( con o senza obesità).

·       Il Diabete di tipo 1 comprende tutte le forme dovute a distruzione delle cellule beta del pancreas.

·       Il Diabete di tipo 2 comprende tutte le forme sostenute da insulino-resistenza e ridotta secrezione insulinica.

·       Si è introdotta una nuova classe definita Alterata glicemia a digiuno, caratterizzata da valori glicemici a digiuno compresi fra 110 mg/dl e 125 mg/dl. Per la classe Ridotta tolleranza ai carboidrati (IGT) è stata mantenuta la definizione precedente.

·       Il termine Altri tipi specifici di diabete raggruppa un’ampia varietà di disordini con eziologia ben definita come il MODY dovuto ad anomalie genetiche della beta-cellula, i difetti genetici dell’azione insulinica o le forme secondarie a malattie del pancreas, endocrinopatie, farmaci.

·       Per il Diabete gestazionale è stata mantenuta la definizione precedente.

·       Per la diagnosi di diabete occorre confermare almeno in due occasioni distinte una glicemia a digiuno > o =  126 mg/dl.

Caratteristiche della patologia diabetica

 

Tipo1

Tipo2

Insulina circolante

Ridotta o assente

Normale o aumentata

Sintomatologia

Presente - importante

Spesso assente

Chetosi

Presente

Assente

Peso

Non obesità

Obesità o sovrappeso

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