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Ecm in "stand by", servono nuove regole

Da ottobre sono sospesi gli accreditamenti di convegni, corsi e degli altri eventi di formazione e aggiornamento permanente per medici e operatori sanitari

Ecm in 'stand by'. Da ottobre sono sospesi gli accreditamenti di convegni, corsi e degli altri eventi di formazione e aggiornamento permanente per medici e operatori sanitari. Tutto fermo in attesa che ministero della Salute e Regioni definiscano le nuove regole, necessariamente entro la fine dell'anno, quando scadrà la fase sperimentale dell'Educazione continua in medicina. Il rischio, paventato da operatori e provider, è che il sistema salti. E da gennaio non vengano più organizzati eventi formativi.

Il destino dell'Ecm "non è affatto segnato - ci tiene a sottolineare Maria Linetti, direttore dell'Ufficio formazione continua del ministero della Salute - entro fine anno arriverà l'accordo Stato-Regioni sul Piano nazionale di formazione. Stiamo lavorando per garantire un sistema Ecm condiviso e di qualità, con regole certe per non procedere più a singhiozzo. Il ministro della Salute sta attivando tutti i contati con gli assessori regionali alla Sanità per arrivare a una posizione comune sull'Ecm", sottolinea la Linetti dicendosi "ottimista. Il tempo c'è. Cinque anni fa la fase sperimentale è partita con un accordo Stato-Regioni del 20 dicembre, quasi a fine anno, dunque".   Equilibrio finanziario, regole certe e uguali per tutto il Paese: queste alcune delle richieste della Commissione Ecm del ministero della Salute, che a settembre ha chiuso i lavori con un documento inviato al ministro della Salute, in cui vengono tracciate le direttrici per la formazione continua dei prossimi anni. "E' necessaria una chiara definizione dei ruoli e dei compiti - spiega Amedeo Bianco, presidente della Federazione degli Ordini dei medici e vicepresidente della Commissione Ecm - per garantire 'chi fa cosa' ed evitare sovrapposizioni che sanno di conflitto di interesse: ad accreditare i provider o a valutare i loro requisiti e l'efficacia degli eventi non possono essere gli stessi provider. Sembra scontato, ma non sempre lo è stato. Il sistema deve trovare un equilibrio finanziario, con le risorse per garantire una formazione autonoma e indipendente, principio che va mantenuto saldo".

E ancora, "la cornice di regole generali deve essere nazionale. Come ci sono i Livelli essenziali di assistenza - afferma Bianco - dovrebbero esserci i Lea della formazione, cioè livelli uniformi in tutto il Paese, ritenuti efficaci e appropriati a migliorare il patrimonio di conoscenze degli operatori". No alla parcellizzazione del sistema in 20 micro-sistemi regionali - è la posizione della vecchia Commissione Ecm - con scambi di crediti e altre 'operazioni' del genere. "Il sistema a regime deve saper valutare meglio di quanto avvenuto in questi anni - prosegue Bianco - i bisogni degli operatori e le attività formative". Sì "all'intervento di soggetti privati, come le società scientifiche, nell'organizzazione dei corsi, da non lasciare solo alle aziende del Ssn, che restano comunque il baricentro del sistema". E infine, "riconoscimento del ruolo degli Ordini professionali, che sono i garanti della qualità della formazione", sottolinea Bianco.

L'Ecm riparte dall'obbligo

Obbligo di formarsi disciplinato dalle regioni; meno poteri alla commissione nazionale, ormai priva dei rappresentanti dell'ordine dei medici; debito formativo annuo da rivedere (quest'anno i punti che il medico deve totalizzare sono 30 contro i 40 previsti). Nella sanità del dopo-Sirchia cambia così l'educazione continua medica (Ecm). In questi giorni regioni e governo dovrebbero dire di quanta parte della formazione dei medici si prenderanno carico. Ed entro luglio partirà la formazione regionale. Potrebbe superare il 2005 il sistema di accreditamento doppio: sui provider e sugli eventi. Facciamo il punto con un vocabolario a uso del medico.

Accreditamento - Al momento ci sono due campi di accreditamento (formazione residenziale e a distanza), due tipi di accreditamento nazionale - sugli eventi e sui provider (ma anche le regioni ora accreditano eventi e/o provider) - e dieci sistemi: quello nazionale e quelli delle regioni che hanno adottato propri modelli.

Crediti - Quest'anno ce ne vogliono 30 (minimo 15 e massimo 60), nel 2006 dovrebbero essere 50 (minimo 25 e massimo 100) ma di fatto il sistema sarà ridisegnato in funzione del triennio 2005-07.

Debito formativo - Governo e regioni stanno per definire in percentuale quanti crediti possono dare: l'Ecm nazionale dovrebbe riservarsi fino al 40 per cento, quella regionale fino a 50 e massimo il 10 andrebbe all'autoformazione del medico.

Formazione - L'allegato 3 la divide in: residenziale, sul campo, a distanza (Fad) e autogestita dal medico. In prospettiva saranno accreditati provider per ciascuna tipologia.

Governo - Nel patto di stabilità il ministero della Salute ha presentato due piani nazionali, uno per la formazione continua in medicina e uno dell'aggiornamento del personale sanitario 2005-2007. Nascerà un nuovo Centro nazionale per l'Ecm guidato da ministero della Salute e regioni che definirà gli obiettivi formativi. Il Centro rileverà funzioni della commissione Ecm, che resta consultiva.

Medici di famiglia - Il medico deve pagarsi parte dell'Ecm; le regioni non possono farsi carico di tutto benché la Lombardia scriva che il costo della formazione è a carico del portatore di interesse (regione e governo). Parte dell'Ecm dei generalisti sta nelle ore di aggiornamento Asl previste dalla convenzione: per chi non le fa scattano le sanzioni.

Ordini dei medici - Oltre che registrare i crediti dei medici, chiedevano di fare formazione e verificare la bontà degli eventi. Il governo ha fatto spallucce e gli ordini sono usciti dalla commissione, che ora perderà peso. Rientreranno attraverso gli assessorati?

Regioni - Si sono dotate di un propriosistema Ecm Veneto, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige, Valle d'Aosta, Lombardia, Emilia Romagna, Toscana e Umbria. Ogni sistema tende ad accreditare il provider secondo parametri autonomi.

Sanzioni -L'Ecm è obbligatoria per la legge Bindi, ma la legge non prevede sanzioni. La sola regione che sostiene la non obbligatorietà è la Lombardia, che però parla di necessità volontaria premiata: niente sanzioni, ma incentivi solo a chi si aggiorna (scatti di carriera e sulle tariffe professionali); il che può danneggiare chi non resta al passo.

Società scientifiche - Virginio Bosisio (leadre della Snamid) spiega: «Al momento nessuna società scientifica è riconosciuta come provider. La federazione Fism ha censito quelle società che hanno i requisiti per l'accreditamento da parte del ministero; se prive di commistioni con i sindacati, potranno fare da provider. In parallelo è partito l'accreditamento da parte delle regioni».
 

Ecm, regole per l'accreditamento provider

Licenziate dalla Commissione Nazionale Ecm le prime regole che definiscono i criteri minimi per l'accreditamento dei provider ed alcune nuove norme per l'accreditamento degli eventi

La Commissione Nazionale Ecm ha ufficializzato la sua proposta per l'accreditamento dei provider di formazione residenziale e Fad che ora per essere operativa dovrà essere approvata dalla Conferenza Stato-Regioni. "L'Accordo fra il Ministro della salute e le Regioni del 20 maggio 2004 - spiega una nota del ministero della Salute - aveva demandato ad un Gruppo tecnico di lavoro paritetico Ministero-Regioni la revisione del documento di Cernobbio del 2003 sui requisiti e sulle procedure di accreditamento dei provider di formazione residenziale e a distanza. Il Gruppo di lavoro ha elaborato l'unito documento (Requisiti minimi per l'accreditamento dei provider per ECM). La Commissione nazionale ha condiviso il documento e lo ha proposto al Ministro della salute, rappresentando, altresì, l'esigenza di prevedere, per il primo biennio, l'obbligo del collegamento dei soggetti privati con una struttura sanitaria pubblica, un ordine e collegio professionale o una società scientifica, riconosciuta ai sensi del decreto ministeriale 31 maggio 2004". La proposta è ora alla valutazione del Ministro della salute e, con le eventuali modifiche disposte dal Ministro stesso, sarà trasmessa alla Conferenza Stato-Regioni. Ulteriori aspetti della disciplina sull'accreditamento dei provider saranno direttamente disciplinati nell'Accordo fra il Ministro della salute e le Regioni da sancire in Conferenza Stato-Regioni.

Le novità

Importanti le novità previste dal documento, viene meno infatti l'obbligo della certificazione Iso900 per i provider e per quanto riguarda la sponsorizzazione degli eventi il documento elaborato dalla Commissione Nazionale potrebbe ad una non attenta lettura trarre in inganno e far pensare che le sponsorizzazioni siano sospese, ma in realtà "La Commissione Nazionale Ecm - ha spiegato a Doctornews la dottoressa Maria Linetti, responsabile della segreteria della Commissione Ecm - sta preparando un apposito regolamento attuativo per guidare i provider ad evitare di incorrere in conflitti di interesse riguardo alle sponsorizzazioni che se fatte secondo le regole potranno avvenire".

Accreditamento Eventi
Oltre all'importante documento sui criteri minimi per diventare provider Ecm la Commissione Nazionale ha preso importanti decisioni circa l'accreditamento degli eventi che saranno a breve comunicate ai provider. In particolare, "il monitoraggio degli eventi formativi e dei Progetti formativi aziendali (PFA) - spiega una nota -ha evidenziato ritardi e inadempimenti che finiscono per pregiudicare il sistema di accreditamento. Per accelerare gli accreditamenti e limitare le irregolarità la Commissione nazionale ha adottato le seguenti determinazioni, di cui sarà data comunicazione, anche direttamente, a tutti gli Organizzatori di eventi formativi".

Ritardo nel versamento della tassa Ecm.
Si è rilevato che molti organizzatori, dopo aver avuto comunicazione dei crediti attribuiti, non provvedono a completare il procedimento di accreditamento degli eventi formativi e dei PFA con il versamento del contributo alle spese. Nella maggior parte dei casi il mancato completamento della procedura è dovuto al sopravvenuto limitato interesse dell'organizzatore a svolgere l'evento (per es. crediti inferiori a quelli sperati; prevedibile numero dei partecipanti troppo basso, ecc.) e quindi alla tacita non accettazione del numero dei crediti proposti ovvero alla tacita rinuncia all'accreditamento stesso. Anche per decongestionare le banche dati del sito ECM, la Commissione nazionale ha deciso che, trascorsi tre mesi dalla comunicazione del numero dei crediti attribuibili all'evento senza che l'organizzatore proceda a completare il procedimento con il versamento del contributo alle spese (registrazione sulla FORM), la richiesta di accreditamento sarà ritenuta tacitamente rinunciata e, pertanto, si procederà all'automatico annullamento della richiesta di accreditamento ed alla cancellazione dell'evento (o dell'edizione) dalla Banca dati ECM. Per gli eventi per i quali la comunicazione dei crediti è stata già effettuata alla data della presente determinazione il termine di tre mesi decorre dalla data di notifica a ciascun organizzatore della determinazione stessa.

Ritardo nella trasmissione del report dell'evento: si è rilevato che molti organizzatori non trasmettono, o trasmettono con estremo ritardo, i report contenenti l'elenco dei partecipanti agli eventi e PFA effettuati, ivi comprese le successive edizioni. Il ritardo, in alcuni casi, ha dato luogo a comportamenti irregolari (attestazioni rilasciate ad un numero di partecipanti superiore a quello dichiarato e autorizzato, ecc). Per evitare eventuali irregolarità la Commissione nazionale ha fissato un termine massimo entro il quale, a pena di decadenza, devono essere trasmessi gli elenchi dei partecipanti. Il termine è stato fissato in tre mesi dalla data di svolgimento dell'evento o dell'edizione. In caso di ingiustificato mancato rispetto del termine, la Segreteria della Commissione procederà all'annullamento dell'accreditamento. Per gli eventi/PFA già effettuati alla data della presente determinazione, il termine di tre mesi decorre dalla data di notifica a ciascun organizzatore della determinazione stessa.

Destinatari dell'evento formativo.
Si è rilevato che alcuni organizzatori dichiarano che l'evento formativo è destinato a "tutte le professioni" mentre, nella realtà, in ragione della tematica trattata, l'evento è chiaramente riferibile esclusivamente a due o più professioni. Tale accorgimento, in alcuni casi, è presumibilmente adottato per evitare il versamento del contributo per ciascuna professione. Ciò configura una manifesta elusione dell'obbligo contributivo con danno all'erario. Pertanto, in questi casi, la Segreteria della Commissione inviterà l'organizzatore al versamento del contributo per ogni professione coinvolta ed, in caso di mancato adempimento, disporrà l'annullamento della richiesta di accreditamento. A riguardo saranno impartire, da parte della Segreteria, le modalità di applicazione della determinazione assunta.

Sponsor.
Gli organizzatori sono tenuti a dichiarare gli eventuali sponsor. Alcuni organizzatori omettono di indicare nominativamente gli sponsor commerciali; altri chiedono di indicarli successivamente alla validazione; altri ancora sono invitati dalla Segreteria a specificarli a seguito di verifica della richiesta di accreditamento. Finora in tali casi è stata contestata una incongruenza non sanabile, con il conseguente rigetto della domanda di accreditamento. Tuttavia la Commissione ha ritenuto più opportuno che la Segreteria inviti, preventivamente, gli organizzatori a regolarizzare le indicazioni sugli sponsor con l'obbligo di rilasciare una nuova autocertificazione sul conflitto di interessi. In caso di inadempimento nel termine fissato, la Segreteria procederà all'annullamento della richiesta di accreditamento.

Incongruenze non sanabili.
Alcuni organizzatori qualificano gli eventi formativi in modo errato (corso pratico invece che corso frontale ecc.). Finora in tali casi è stata contestata una incongruenza non sanabile, con il conseguente rigetto della domanda di accreditamento. Tuttavia la Commissione ha ritenuto più opportuno che i referee procedano comunque alla valutazione dell'evento ed all'attribuzione del punteggio, riducendo direttamente il punteggio in relazione alla effettiva natura dell'evento, come previsto dalla griglia di valutazione".

 

Ancora novità in tema di ECM.

Il 31 maggio 2004 è stato varato un decreto legge che detta le nuove regole per le Società  Scientifiche che aspirano al ruolo di provider ECM: la regola più restrittiva sembra essere la necessità di avere iscritti almeno il 30 % dei professionisti della specialità alla quale la Società Scientifica si riferisce. Per la medicina generale il compito appare proibitivo, in quanto si tratta di riunire circa 20.000 colleghi, cifra ben lontana dalle più ottimistiche previsioni di qualunque delle Società attualmente esistenti.

Sembra di intuire la volontà di arrivare con la legge dove non si è riusciti ad arrivare con le trattative in sede di  definizione dei criteri necessari per ottenere l’accreditamento dei provider. La richiesta del Ministero della Salute era infatti che tutte le Società Scientifiche della medicina generale si riunissero sotto un’unica sigla, richiesta a suo tempo considerata inaccettabile da tutti i diretti interessati.

Altro punto scottante, contro il quale hanno già protestato alcune organizzazioni sindacali di categoria, è la novità introdotta con una nota del Ministero della Salute il 2 luglio 2004, nella quale si comunica che l’unica Società ammessa a formare e scegliere i referee per l’ECM sarà la FISM, la Federazione delle Società Medico Scientifiche. La principale critica che viene mossa a questa decisione è che affida un compito pubblico, gestito con denaro pubblico, ad un soggetto privato.

Infine, notizia dell’ultima ora, il Ministero della Salute intederebbe abolire, verosimilmente da settembre, i cosidetti “minimeeting”; gli incontri formativi dovranno durare almeno 6 ore, non potranno avere uno sponsor unico, i docenti dovranno garantire, oltre l’assenza del conflitto di interesse, anche una reale competenza sull’argomento trattato.

Come commentare tutte queste novità? Se da una parte può essere condivisibile lo sforzo del Ministero della Salute di limitare l’ingerenza delle Aziende Farmaceutiche nel delicato campo della formazione, (attenzione però che un ECM svuotato di ogni interesse per le Aziende può voler dire il ritiro di ogni sponsorizzazione) meno d’accordo bisogna essere rispetto alle tentazioni dirigiste e monopolistiche del Ministero, che vorrebbe pochi interlocutori e sottoposti al vaglio preventivo della FISM. E’ evidente che un organizzazione del “sistema ECM” pluralistica e variegata sia più difficile da gestire, ma sarebbe comunque garanzia di vitalità e dinamismo, qualità così necessarie nel panorama della formazione continua.

Clicca sul logo per collegarti al sito dell'ECMFnomceo: su ECM inversione di rotta e più trasparenza

Un'inversione di rotta e piu' trasparenza sull'educazione permanente in medicina. Lo chiede il Consiglio nazionale della Federazione degli Ordini dei medici, interprete delle esigenze dei camici bianchi. La Fnomceo sottolinea ''la scarsa efficacia del programma Ecm, gravato da un eccesso di burocrazia e da non pochi elementi critici che a volte finiscono per comprometterne il raggiungimento degli obiettivi''. In particolare, la categoria sollecita un ''piu' puntuale controllo sull'operato dei referee, piu' trasparenze e certezze sul numero dei crediti assegnati agli eventi, maggiore correlazione tra percorso formativo e attivita' professionale realmente svolta, maggiore controllo sulle capacita' didattiche dei provider privati che dovranno prestare attenzione alle finalita' culturali piu' che a quelle economiche''. Il Consiglio della Fnomceo non esclude di chiedere ai rappresentanti della Federazione in Commissione Ecm di ''rimettere il proprio mandato se non fossero recepite e attuate misure idonee a valorizzare la qualita' del sistema nell'interesse dei professionisti e dei cittadini''.

Quarto incontro della Commissione Nazionale ECM il 7.04.2004 a Cernobbio.

 Nella terza giornata del convegno “Sanità futura”, il punto di riferimento annuale sulla sanità italiana e sulla formazione continua dei suoi operatori.

Di fronte ad una platea gremitissima (molti i partecipanti in piedi), il direttore del dipartimento Qualità, Raffaele d’Ari, ha illustrato lo stato dell’arte dell’ECM, snocciolando numeri impressionanti: 114.000 corsi dall’inizio dell’avventura nel 2002, 40.000 corsi in accreditamento nel primo semestre di quest’anno, con la previsione di arrivare ad 80.000 alla fine dell’anno. Le Società Scientifiche, pur rappresentando solo il 9% degli organizzatori di corsi, hanno gestito una media di 19 corsi a testa, seconde solo agli Istituti Zooprofilattici e le case editrici rispettivamente con 34 e 30 corsi accreditati mediamente.

D’Ari ha poi illustrato il programma della Commissione: è finalmente partita la sperimentazione dell’accreditamento dei Provider, con la scelta di 68 enti che sperimenteranno il cosiddetto “doppio binario”, vale a dire l’accreditamento parallelo in proprio e al ministero, sia di eventi residenziali sia d’eventi  FAD. L’intento è di avere dei criteri definitivi per l’accreditamento dei provider entro maggio /giugno e iniziare con i provider accreditati ufficialmente dal 1° gennaio 2005. Gli esclusi potranno partecipare ad una seconda sperimentazione che partirà tra breve.

Un doveroso richiamo è stato fatto alla questione del conflitto di interessi, richiamando l’attenzione sull’importanza dell’autocertificazione che escluda totalmente tale conflitto da parte degli organizzatori e dei relatori. Il problema del conflitto d’interesse è direttamente collegato con il problema del finanziamento dell’ECM, che per generale ammissione è un onere  sostenibile unicamente dall’industria farmaceutica; occorre quindi trovare un realistico punto d’incontro tra la necessaria “integrità scientifica” dell’aggiornamento e il legittimo “ritorno” per l’industria. Di questo, ma non solo, si è occupata la FISM, la Federazione delle Società Scientifiche in un recente congresso tenutosi a Milano.

Un importante orientamento emerso nella relazione di d’Ari è quello di favorire per il futuro la formazione “sul campo”, cioè di utilizzare il sistema anglosassone di certificare l’apprendimento ottenuto seguendo un tutor, direttamente nella realtà lavorativa. E’ evidente l’intenzione di snellire la mastodontica struttura necessaria per aggiornare in maniera residenziale 800.00 operatori del settore. Sempre per ovviare a problemi organizzativi, segnatamente la carente offerta di eventi formativi che si è avuta in certe aree e per certe tipologie di operatori, è stata ventilata l’ipotesi di mantenere per il 2004 il debito formativo a 20 crediti, invece dei 30 previsti. Quest’ipotesi dovrà essere sottoposta al vaglio della Commissione e deliberata.

Riguardo agli argomenti formativi, la Commissione ECM ha presentato, anche sulla scorta del nuovo Piano Sanitario Nazionale, una proposta di elenco di argomenti che dovrà essere ratificata dalla conferenza Stato-Regioni, la quale purtroppo è “inceppata” per il disaccordo politico sul finanziamento che lo Stato fornisce alle Regioni in materia di sanità.

Infine, argomento sicuramente scottante, è stata più volte ribadita l’intenzione di effettuare controlli a campione per verificare se l’attività svolta corrisponda a quanto dichiarato nei programmi; com’è facilmente intuibile, è questo un passo necessario per garantire la validità e la serietà del sistema. 

Alberto Mazzillo

Ecm a distanza  sviluppi e prime esperienze

Nella mattina di martedì 6 aprile si sono alternati vari oratori per presentare le attuali esperienze in campo di FAD.

Ha esordito Michele di Paolo, dirigente ASL di estrazione ospedaliera, presentando una carrellata generica sull’ECM sottolineando però i vantaggi dell’ECM a distanza consistenti soprattutto in costi minori e minori disagi dal punto di vista dell’organizzazione del lavoro in quanto non è necessario modificare le attività lavorative per poter effettuare l’aggiornamento. La FAD, conclude di Paolo, deve essere “Efficace, efficiente e condivisa” e deve dotarsi di regole precise per una equa valutazione.

Per l’esperto di trapianti Prof. Carlo Casciani dell’Università Tor Vergata di Roma  (“ECM a distanza nelle alte specialità”) le grandi strutture ad alta specialità che fanno molta ricerca e lavorano in maniera interdisciplinare sono fonte esse stesse di aggiornamento per l’esterno e quindi in qualche modo si ritiene che gli operatori di dette strutture debbano considerarsi al di sopra dell’ECM. Al limite l’ECM dei ricercatori può derivare dalla loro casistica clinica e dalle loro pubblicazioni scientifiche. Si parla di cooperative-learning e di discovering-learning, ma anche di necessità di essere padroni delle principali lingue straniere usate in ambito scientifico, di padronanza dell’informatica, di capacità di lavorare in gruppo eliminando le competizioni e gli antagonismi e preservando la salute mentale (sic!) degli operatori della strutture. Sono utili meeting periodici al fine di creare la coscienza che ognuno è un anello indispensabile della catena e inoltre è indispensabile che vi sia un leader riconosciuto, non meramente formale, capace di curare l’obiettivo che si propone la struttura e di creare il clima adatto per il raggiungimento dello stesso.

Per Casciani FAD è anche scambio continuo fra i vari centri internazionali in quanto il contatto diretto permette di superare l’inevitabile ritardo di alcuni mesi con cui le notizie vengono riportate dalle riviste specializzate. Bisogna formare il personale alla collaborazione con l’industria (Tecnologica, biotecnologica e farmaceutica) e potrebbe essere utile l’esistenza nella struttura di una mostra tecnologica continua. Inoltre bisogna educare il personale alla bioetica in quanto non tutto ciò che si può conoscere scientificamente è trasferibile all’uomo, bisogna acquisire managerialità economica, essere in grado di trasferire le conoscenze, saper valutare e autovalutare la qualità dei propri e altrui interventi, conoscere la tecnica dell’organizzazione del lavoro (se è sbagliata l’organizzazione del lavoro fallisce anche l’aggiornamento). Infine si ravvede la necessità di riunire i vari centri al fine di una distribuzione delle energie, che comporterà un aumento della qualità con una riduzione dei costi. Non male, considerando che il relatore aveva esordito dichiarando che i ricercatori dei centri di alta specialità non hanno bisogno dell’ECM !

Più pragmatico il presidente della SIMG Claudio Cricelli che ha ricordato come già diversi anni fa sono stati sperimentati i primi esempi di FAD mediante libri interattivi e successivamente con le riviste e che quindi FAD non è necessariamente internet. Importante sottolineare che in Medicina Generale è importante il setting in cui si opera, che è fortemente orientato verso il paziente. E’ importante stabilire quali siano le informazioni di cui abbiamo bisogno e che l’accessibilità a queste sia  sincrono con la nostra attività, cioè con un tempo molto breve fra l’acquisizione e l’applicazione pratica.In questo momento non vi è né il denaro né il tempo per formare tutti i MMG.

Inoltre, contrariamente a quanto si pensa, non sono gli sponsor a sostenere la maggior spesa dell’ECM, ma i MMG stessi che devono sottrarre tempo al lavoro e pagarsi il sostituto.

Nessuno, per Cricelli, deve immaginare che la competenza clinica sia raggiungibile con la formazione. E’ necessario che la professione prenda in mano la formazione in quanto non è possibile che questa sia eterodiretta. Bisogna infine modificare i modelli organizzativi del lavoro e in questo senso va il progetto di realizzazione di UTAP con 50-60 MMG. Dichiarazione che suona un po’ inquietante.

Fulvio Braido dell’Università di Genova parla di “Clinica e formazione a distanza” facendo dei distinguo fra formazione accademica ed e-learning, illustrando gli sviluppi delle tecnologie applicate all’assistenza clinica (per esempio il palmare con tutte le informazioni ed aggiornamenti che ogni medico del suo reparto ha con sé) e dell’assistenza a distanza e formazione sul campo. Come esempio viene citato un progetto pilota sulla BPCO teso a valutare soprattutto gli outcomes sociali (qualità della vita…).

Alfonso Negri , della FISM e segretario generale CME-ICAP riferisce quali siano le “Esperienze ECM a distanza in Europa e negli USA”. La prima informazione è che all’estero non tutti gli operatori sanitari fanno ECM. Questa è obbligatoria in Canada, negli USA, in Messico ed in diversi paesi europei (in Norvegia è obbligatoria solo per i MMG !). Negli USA l’ECM è un sistema consolidato in 40 stati, con providers di stato e nazionali (accreditati dall’ACCME) che sono meno numerosi che in Italia : circa 2.000 con 100.000 attività e 1.000.000 ore di formazione. L’ECM on line è presente dal 1997 anno in cui si potevano contare 18 siti web dedicati, passati nel 2004 a 271. Ma malgrado l’offerta solo il 6% dei medici americani utilizza la FAD nel 2004 (era lo 0.34 nel 1997), mentre molto più amata è l’editoria (giornali, libri…). Esiste una reciprocità AMA-UEMS per i crediti, ma pochi ne sono a conoscenza, come pochi sanno dell’esistenza dei crediti europei. L’Italia è il paese al mondo che ha accreditato più eventi presso l’UEMS-EACCME.

Conclude la mattinata la Dott.ssa Sonia Sandei illustrando le strategie di Enel Sfera.  Sfera fornisce la piattaforma tecnologica che funge da raccordo e contenitore per le tre dimensioni in cui si sviluppa l’ECM : Società Scientifiche, Editori, Case Farmaceutiche. Tale piattaforma ha una grossa componente tecnologica, ma anche di contenuti, svolge attività di consulenza e può fornire vari servizi (tutoring e mentoring on-line, corsi in aula virtuale, newsgroup e forum, test e questionari, servizi editoriali, comunità virtuali aziendali, reporting delle attività formative.

Maurizio Mancuso

Come già comunicato, nella riunione del 20.11.03, la Commissione ECM ha deliberato nuovi adempimenti per gli organizzatori di eventi formativi; più precisamente questi consistono:

1) nell’obbligo di esplicitare  chiaramente la coerenza degli eventi con gli obiettivi formativi di interesse nazionale e con le finalità di qualificazione specifica dei diversi profili professionali”,

2) nell’obbligo di autocertificare l’assenza di conflitto di interessi per il provider ma anche per i Relatori dei corsi.

Per in corsi non ancora accreditati al 5 dicembre (data di pubblicazione della determinazione sul sito www.sanita.it ), la scadenza per la regolarizzazione di questi due nuovi adempimenti era stata fissata per il 31.12.2003.

Successivamente, in data  10 dicembre è stato pubblicato il bando per ottenere l’accreditamento dei provider, ed in questo caso il termine per la presentazione delle domande è stato fissato al 30 dicembre 2003 alle ore 12.00.

Molti organizzatori di corsi hanno fatto presente le notevoli difficoltà per ottemperare ad ognuna delle tre richieste su esposte, per i motivi più vari: dalla difficoltà di reperire in tempi brevi le dichiarazioni di  assenza di conflitto d’interesse, alla necessità di contattare, “con oggettive difficoltà, gli esperti per acquisire le motivazioni sugli obiettivi e sulle finalità di qualificazione specifica, in ragione delle festività natalizie nonché delle difficoltà riscontrate nei collegamenti con il sito ECM ministeriale.” [tratto dal sito www.sanita.it ]

Ebbene, fatto questo lungo ma doveroso preambolo, nonostante la commissione si sia dimostrata giustamente severa con gli organizzatori di eventi nell’analisi del lavoro svolto finora :”In un sistema, che deve operare per intero in via informatica e che quindi presuppone da parte degli utenti la piena conoscenza delle regole e delle procedure ed il rigoroso rispetto delle stesse, non sono ammissibili irregolarità e comportamenti omissivi o elusivi che pregiudicano di fatto la funzionalità e la regolarità del sistema stesso. [tratto dalla comunicazione inviata a tutti gli organizzatori di eventi formativi]; nonostante questa severità si diceva, la Commissione stessa si è dimostrata anche comprensiva delle difficoltà rappresentate, ed infatti ha prorogato i termini al 31 gennaio ’04 per gli adempimenti relativi al conflitto d’interessi e agli obiettivi dei corsi, mentre per la richiesta di accreditamento come provider il termine è fissato al 20.01.2004.

Pare a chi scrive poter affermare che questa è un ulteriore dimostrazione di serietà e professionalità della Commissione ECM, che non rinuncia a riprendere anche duramente chi si è comportato con leggerezza, segno che vuole portare il sistema ECM all’eccellenza, ma d’altra parte ha la “maturità” per analizzare oggettivamente la situazione e riconoscere quando offrire delle dilazioni temporali negli adempimenti richiesti.

Possiamo quindi affermare che la Commissione segna un altro punto a suo favore? Penso proprio di si.

Alberto Mazzillo

Nuove Norme ECM
In data 5 dicembre  la commissione per l’E.C.M. ha reso note le sue determinazioni e sembra aver impresso una sterzata decisa sulla via del rigore; numerosi infatti gli addebiti rivolti agli organizzatori di eventi formativi, addebiti derivanti dall’analisi degli eventi svoltisi fin’ora. 

Primo fra tutti il non aver rispettato “la coerenza degli eventi con gli obiettivi formativi di interesse nazionale e con le finalità di qualificazione specifica dei diversi profili professionali”

Secondo,  un richiamo “alla interpretazione degli obiettivi formativi di interesse nazionale ed in particolare di quello sulle medicine non convenzionali

Terzo, prestare maggiore attenzione al conflitto di interessi.

Il primo punto si riferisce al fatto che molti organizzatori di eventi  non hanno tenuto conto, nell’accreditare eventi formativi, della diversa tipologia delle materie comprese nel Gruppo 1  e nel Gruppo 2 degli Obiettivi di interesse Nazionale a suo tempo individuati dalla Conferenza Stato Regioni nella seduta del 20 dicembre 2001 e confermati con l’Accordo Stato-Regioni del 13 marzo 2003 e soprattutto della diversa destinazione di tali materie: il primo gruppo riunisce argomenti di interesse generale, ma il secondo invece argomenti di specifiche branche specialistiche e i suoi temi non devono essere proposti indiscriminatamente a tutti gli operatori sanitari.

Come conseguenza dal 5 dicembre ogni nuovo evento deve contenere una dichiarazione esplicita e motivata di conformità ai suddetti gruppi (sia per quanto riguarda l’appartenenza ad uno dei due gruppi, ma sia anche per quanto riguarda la coerenza con la specifica categoria per la quale è proposto), pena il non accreditamento. Stessa sorte per gli eventi già inviati e non ancora accreditati e per le nuove edizioni di eventi già accreditati.

Il secondo punto analizzato dalla Commissione, pone particolarmente in evidenza che l’obiettivo di interesse nazionale sulle medicine non convenzionali si riferisce alla “valutazione dei fondamenti e dell’efficacia” delle stesse mentre gli eventi finora accreditati sono stati nella quasi totalità dei casi seminari o corsi teorico pratici della predetta medicina, per di più rivolti alla totalità degli operatori sanitari in contrasto palese con l’appartenenza di tale materia al gruppo 2 (obiettivi rivolti a specifici profili professionali, aree e discipline).

Fin qui, una buona dimostrazione di intenti, ma i controlli? Questi verranno effettuati  a campione (a carico degli organizzatori dell’evento), sulla effettiva aderenza del corso a quanto dichiarato in sede di accreditamento: presenza docenti e discenti, attività pratiche, verifiche.

Infine, ma non per questo meno importante, il terzo punto sul conflitto di interessi, prevede che anche i docenti impiegati nei corsi di aggiornamento sottoscrivano all’organizzatore una dichiarazione di assenza di conflitto d’interesse per il corso tenuto, dichiarazione da conservare agli atti a cura dell’organizzatore dell’evento.

Queste critiche e conseguenti  nuove disposizioni dimostrano un accurato lavoro della Commissione che intende proseguire nella messa a punto del sistema nonché la volontà di rendere efficace il meccanismo dell’ECM e non lasciarla  diventare una strada costellata di buone intenzioni ma priva di una sostanziale validità.

 

 

Accreditamento Provider
Riportiamo per completezza il testo del comunicato della Commissione ECM rilasciato il 10.12.03.

“La Commissione nazionale per la formazione continua, nella seduta del 17 ottobre 2003, ha promosso l’avvio di una sperimentazione “preliminare” dell’accreditamento dei provider.

La sperimentazione “preliminare” è finalizzata ad acquisire ulteriori elementi di valutazione per la definizione dei criteri e delle modalità per l’accreditamento, per ”testare” tutta la modulistica, nonché per ottenere dati preliminari sulla domanda di FAD di ogni categoria professionale in relazione alle varie tipologie.

Nella seduta del 20 novembre 2003 la Commissione ha approvato le procedure della sperimentazione contenute nel presente “avviso” diretto a tutti gli organizzatori di eventi formativi residenziale FAD.

La sperimentazione preliminare sarà limitata a pochi soggetti, 40 per ciascuna tipologia di formazione (residenziale e a distanza) e durerà circa tre mesi. Dopo questa sperimentazione preliminare, inizierà la fase di accreditamento sperimentale dei provider di formazione residenziale e di FAD, esteso a tutti i soggetti pubblici e privati interessati, in conformità alle determinazioni che saranno assunte con Accordo tra il Ministro della salute e le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, sancito dalla Conferenza Stato-Regioni.”

Come è facile capire, è questo un passo di estrema importanza per l’entrata a regime dell’E.C.M. e giustamente l’introduzione è graduale e sperimentale, un po’ come è stato  tutto il meccanismo finora. Per quanto riguarda le Società Scientifiche potranno essere accreditate solo quelle nazionali,

mentre per quanto riguarda gli Ordini Provinciali, potranno organizzare eventi ma limitatamente a quelli concernenti l’etica e la deontologia professionale.

 

Clicca sul logo per collegarti al sito dell'ECME' in continua evoluzione il sito ECM del Ministero della Salute. Per chi deve accreditare eventi di formazione è adesso disponibile una funzionalità aggiuntiva per quanto riguarda il programma dell'evento. Si tratta di un form grafico nel quale si possono inserire gli abstract, il programma, i curricula dei docenti compreso un eventuale sostituto. Fondamentale il fatto che sia prevista una casella per i dati della segreteria a cui rivolgersi per le iscrizioni, argomento questo che ha causato non pochi disagi in passato unitamente al fatto che c'è adesso uno spazio specificamente dedicato alle comunicazioni per i fruitori del corso. Il tutto consente una presentazione sicuramente più ordinata dell'evento e ovvia agli inconvenienti già accennati di scarsa comunicabilità e all'impressione di "artigianalità" che dava prima lo spazio dedicato al programma dell'evento. Altra novità importante (sempre per gli addetti ai lavori) è la possibilità di verificare immediatamente la presenza di incongruenze rilevate a carico del corso in accreditamento, senza dover aspettare la comunicazione da parte della segreteria ECM, con notevole velocizzazione della procedura di correzione. Al di là dell'importanza di queste novità, che ripeto sono utili soprattutto per gli addetti ai lavori, cioè coloro che si occupano di chiedere l'accreditamento dei corsi, il significato "politico" di questa evoluzione continua è che il ministero ha impiegato ed impiega una notevole mole di risorse nella gestione del sistema ECM e questo potrebbe smentire in parte le "Cassandre" che ancora oggi prevedono una misera fine di tutto l'apparato. Restano sicuramente sul tappeto molti nodi da risolvere, dalla certificazione dei crediti all'accreditamento dei provider, alla formazione a distanza, ma l'impegno profuso fino a questo momento fa presumere la volontà di continuare, e possibilmente vincere, la sfida di portare a regime l'educazione continua in sanità.


Si è tenuta a Cernobbio dal 24 al 27 marzo 2003 la terza  mostra convegno Sanità Futura nella quale si è affrontato tra gli altri l’argomento dell’ Educazione Continua in Medicina. Alla presenza di centinaia di operatori del settore il capo dipartimento del Ministero della Sanità Raffaele d’Ari ha fatto il punto sullo stato dell’arte  dell’ECM.

Due i temi principali affrontati: la formazione a distanza (FAD) e l’accreditamento dei provider a cui si aggiungono la possibilità  per le regioni di permettere un accreditamento regionale di eventi formativi e l’avvio  delle procedure necessarie alla certificazione dei crediti.

La FAD è sicuramente uno strumento indispensabile da affiancare alla  formazione residenziale: la fruibilità differita sia nel tempo che nello spazio,l’ economicità, la riproducibilità sono tutte caratteristiche che possono  aiutare a risolvere il problema della carente offerta formativa presente in certe zone del Paese. Su un dato però non ci troviamo d’accordo: e cioè la possibilità che la FAD soddisfi fino all’80% del debito formativo del professionista. Almeno per il medico di medicina generale, il valore aggiunto imprescindibile della formazione residenziale, sta nella possibilità di dialogo e confronto sia con lo specialista che lavora nello stesso ambito territoriale, al fine di trovare nella collaborazione la risoluzione dei problemi specifici di quell’area e sia con i colleghi che partecipano all’evento residenziale. In una attività fortemente individualistica per tradizione ma anche obiettivamente per la natura stessa della medicina generale, l’opportunità di confrontarsi tra pari è una risorsa preziosa.  E’ evidente che tutto questo si perde con la FAD, dove l’interazione con lo specialista è veramente minima e non “de visu”, mentre l’interazione con i colleghi è nulla.

Altro argomento critico è l’accreditamento dei provider. E’ assolutamente condivisibile il concetto che il gravoso compito della valutazione della qualità formativa venga distribuito tra i “fornitori” della formazione stessa, i provider appunto, ma di nuovo, nello specifico caso della medicina generale appare assolutamente non condivisibile la richiesta del Ministero di far confluire le Società scientifiche della medicina generale in un'unica Società, perdendo così l’eterogeneità  e la pluralità presenti oggi nel panorama del settore.

E’ stato poi preso atto della difficoltà oggettiva per i professionisti di certe aree del paese incontrata lo scorso anno per soddisfare il debito formativo; a questo proposito è confermato quanto già si ipotizzava e cioè che si potrà estinguere nel 2003 il debito del 2002 e non si può che essere d’accordo.

Ultima notazione, si introdurrà gradualmente la più stretta corrispondenza tra “impegno profuso nell’acquisire formazione” e numero di crediti ottenuti, introducendo l’equazione: un ora di impegno =  un credito. In questo modo si perde quel così detto “premio qualità” che per determinati fattori di merito consentiva di ottenere una valutazione di più di un credito per  ora di formazione. Parimenti sarà reso più cogente l’obbligo di acquisire i crediti soprattutto nell’area attinente al profilo professionale del soggetto. Questo aspetto era per la verità già presente nelle direttive emanate all’inizio del progetto ECM e l’argomento ci offre la possibilità di sollevare una piccola polemica. Ascoltando il direttore Raffaele d’Ari si è avuta l’impressione che alcuni vincoli noti (ad esempio quello appena discusso del profilo professionale) ed altri imposti dal buon senso ( ad esempio è stato citato il fatto che un medico potrebbe soddisfare l’intero debito formativo frequentando sempre lo stesso corso) siano stati inosservati quasi col placet della Commissione Nazionale, o perlomeno si è avuta l’impressione di un atteggiamento comprensivo nei confronti dei “birbantelli”.

Questo contrasta in pieno con il clima di severità che traspare dal sito ufficiale dell’ECM dove viene più volte richiamato il senso di responsabilità di tutti gli attori della formazione e viene fatto esplicito richiamo alla responsabilità penale dei proponenti gli incontri formativi. Dalla voce ufficiale della Commissione Nazionale per l’ECM ci saremmo aspettati un richiamo più incisivo al rispetto delle regole.


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