Ecm
in "stand by", servono nuove regole
Da
ottobre sono sospesi gli accreditamenti di
convegni, corsi e degli altri eventi di
formazione e aggiornamento permanente per medici
e operatori sanitari
Ecm in 'stand by'. Da ottobre sono sospesi gli
accreditamenti di convegni, corsi e degli altri
eventi di formazione e aggiornamento permanente
per medici e operatori sanitari. Tutto fermo in
attesa che ministero della Salute e Regioni
definiscano le nuove regole, necessariamente
entro la fine dell'anno, quando scadrà la fase
sperimentale dell'Educazione continua in
medicina. Il rischio, paventato da operatori e
provider, è che il sistema salti. E da gennaio
non vengano più organizzati eventi formativi.
Il destino dell'Ecm "non è affatto segnato - ci
tiene a sottolineare Maria Linetti,
direttore dell'Ufficio formazione continua del
ministero della Salute - entro fine anno
arriverà l'accordo Stato-Regioni sul Piano
nazionale di formazione. Stiamo lavorando per
garantire un sistema Ecm condiviso e di qualità,
con regole certe per non procedere più a
singhiozzo. Il ministro della Salute sta
attivando tutti i contati con gli assessori
regionali alla Sanità per arrivare a una
posizione comune sull'Ecm", sottolinea la
Linetti dicendosi "ottimista. Il tempo c'è.
Cinque anni fa la fase sperimentale è partita
con un accordo Stato-Regioni del 20 dicembre,
quasi a fine anno, dunque". Equilibrio
finanziario, regole certe e uguali per tutto il
Paese: queste alcune delle richieste della
Commissione Ecm del ministero della Salute, che
a settembre ha chiuso i lavori con un documento
inviato al ministro della Salute, in cui vengono
tracciate le direttrici per la formazione
continua dei prossimi anni. "E' necessaria una
chiara definizione dei ruoli e dei compiti -
spiega Amedeo Bianco, presidente della
Federazione degli Ordini dei medici e
vicepresidente della Commissione Ecm - per
garantire 'chi fa cosa' ed evitare
sovrapposizioni che sanno di conflitto di
interesse: ad accreditare i provider o a
valutare i loro requisiti e l'efficacia degli
eventi non possono essere gli stessi provider.
Sembra scontato, ma non sempre lo è stato. Il
sistema deve trovare un equilibrio finanziario,
con le risorse per garantire una formazione
autonoma e indipendente, principio che va
mantenuto saldo".
E ancora, "la cornice di regole generali deve
essere nazionale. Come ci sono i Livelli
essenziali di assistenza - afferma Bianco -
dovrebbero esserci i Lea della formazione, cioè
livelli uniformi in tutto il Paese, ritenuti
efficaci e appropriati a migliorare il
patrimonio di conoscenze degli operatori". No
alla parcellizzazione del sistema in 20
micro-sistemi regionali - è la posizione della
vecchia Commissione Ecm - con scambi di crediti
e altre 'operazioni' del genere. "Il sistema a
regime deve saper valutare meglio di quanto
avvenuto in questi anni - prosegue Bianco - i
bisogni degli operatori e le attività
formative". Sì "all'intervento di soggetti
privati, come le società scientifiche,
nell'organizzazione dei corsi, da non lasciare
solo alle aziende del Ssn, che restano comunque
il baricentro del sistema". E infine,
"riconoscimento del ruolo degli Ordini
professionali, che sono i garanti della qualità
della formazione", sottolinea Bianco.
L'Ecm
riparte dall'obbligo
Obbligo
di formarsi disciplinato dalle regioni; meno poteri
alla commissione nazionale, ormai priva dei
rappresentanti dell'ordine dei medici; debito
formativo annuo da rivedere (quest'anno i punti che
il medico deve totalizzare sono 30 contro i 40
previsti). Nella sanità del dopo-Sirchia cambia così
l'educazione continua medica (Ecm). In questi giorni
regioni e governo dovrebbero dire di quanta parte
della formazione dei medici si prenderanno carico.
Ed entro luglio partirà la formazione regionale.
Potrebbe superare il 2005 il sistema di
accreditamento doppio: sui provider e sugli eventi.
Facciamo il punto con un vocabolario a uso del
medico.
Accreditamento
- Al momento ci sono due campi di accreditamento
(formazione residenziale e a distanza), due tipi di
accreditamento nazionale - sugli eventi e sui
provider (ma anche le regioni ora accreditano eventi
e/o provider) - e dieci sistemi: quello nazionale e
quelli delle regioni che hanno adottato propri
modelli.
Crediti -
Quest'anno ce ne vogliono 30 (minimo 15 e massimo
60), nel 2006 dovrebbero essere 50 (minimo 25 e
massimo 100) ma di fatto il sistema sarà ridisegnato
in funzione del triennio 2005-07.
Debito
formativo - Governo e regioni stanno per definire in
percentuale quanti crediti possono dare: l'Ecm
nazionale dovrebbe riservarsi fino al 40 per cento,
quella regionale fino a 50 e massimo il 10 andrebbe
all'autoformazione del medico.
Formazione -
L'allegato 3 la divide in: residenziale, sul campo,
a distanza (Fad) e autogestita dal medico. In
prospettiva saranno accreditati provider per
ciascuna tipologia.
Governo - Nel
patto di stabilità il ministero della Salute ha
presentato due piani nazionali, uno per la
formazione continua in medicina e uno
dell'aggiornamento del personale sanitario
2005-2007. Nascerà un nuovo Centro nazionale per l'Ecm
guidato da ministero della Salute e regioni che
definirà gli obiettivi formativi. Il Centro rileverà
funzioni della commissione Ecm, che resta
consultiva.
Medici di
famiglia - Il medico deve pagarsi parte dell'Ecm; le
regioni non possono farsi carico di tutto benché la
Lombardia scriva che il costo della formazione è a
carico del portatore di interesse (regione e
governo). Parte dell'Ecm dei generalisti sta nelle
ore di aggiornamento Asl previste dalla convenzione:
per chi non le fa scattano le sanzioni.
Ordini dei
medici - Oltre che registrare i crediti dei medici,
chiedevano di fare formazione e verificare la bontà
degli eventi. Il governo ha fatto spallucce e gli
ordini sono usciti dalla commissione, che ora
perderà peso. Rientreranno attraverso gli
assessorati?
Regioni - Si
sono dotate di un propriosistema Ecm Veneto, Friuli
Venezia Giulia, Trentino Alto Adige, Valle d'Aosta,
Lombardia, Emilia Romagna, Toscana e Umbria. Ogni
sistema tende ad accreditare il provider secondo
parametri autonomi.
Sanzioni -L'Ecm
è obbligatoria per la legge Bindi, ma la legge non
prevede sanzioni. La sola regione che sostiene la
non obbligatorietà è la Lombardia, che però parla di
necessità volontaria premiata: niente sanzioni, ma
incentivi solo a chi si aggiorna (scatti di carriera
e sulle tariffe professionali); il che può
danneggiare chi non resta al passo.
Società scientifiche -
Virginio Bosisio (leadre della Snamid) spiega: «Al
momento nessuna società scientifica è riconosciuta
come provider. La federazione Fism ha censito quelle
società che hanno i requisiti per l'accreditamento
da parte del ministero; se prive di commistioni con
i sindacati, potranno fare da provider. In parallelo
è partito l'accreditamento da parte delle regioni».
Ecm,
regole per l'accreditamento provider
Licenziate dalla
Commissione Nazionale Ecm le prime regole che
definiscono i criteri minimi per l'accreditamento
dei provider ed alcune nuove norme per
l'accreditamento degli eventi
La Commissione
Nazionale Ecm ha ufficializzato la sua proposta per
l'accreditamento dei provider di formazione
residenziale e Fad che ora per essere operativa
dovrà essere approvata dalla Conferenza
Stato-Regioni. "L'Accordo fra il Ministro della
salute e le Regioni del 20 maggio 2004 - spiega una
nota del ministero della Salute - aveva demandato ad
un Gruppo tecnico di lavoro paritetico
Ministero-Regioni la revisione del documento di
Cernobbio del 2003 sui requisiti e sulle procedure
di accreditamento dei provider di formazione
residenziale e a distanza. Il Gruppo di lavoro ha
elaborato l'unito documento (Requisiti minimi per
l'accreditamento dei provider per ECM). La
Commissione nazionale ha condiviso il documento e lo
ha proposto al Ministro della salute,
rappresentando, altresì, l'esigenza di prevedere,
per il primo biennio, l'obbligo del collegamento dei
soggetti privati con una struttura sanitaria
pubblica, un ordine e collegio professionale o una
società scientifica, riconosciuta ai sensi del
decreto ministeriale 31 maggio 2004". La proposta è
ora alla valutazione del Ministro della salute e,
con le eventuali modifiche disposte dal Ministro
stesso, sarà trasmessa alla Conferenza
Stato-Regioni. Ulteriori aspetti della disciplina
sull'accreditamento dei provider saranno
direttamente disciplinati nell'Accordo fra il
Ministro della salute e le Regioni da sancire in
Conferenza Stato-Regioni.
Le novità
Importanti le novità previste dal documento, viene
meno infatti l'obbligo della certificazione Iso900
per i provider e per quanto riguarda la
sponsorizzazione degli eventi il documento elaborato
dalla Commissione Nazionale potrebbe ad una non
attenta lettura trarre in inganno e far pensare che
le sponsorizzazioni siano sospese, ma in realtà "La
Commissione Nazionale Ecm - ha spiegato a Doctornews
la dottoressa Maria Linetti, responsabile della
segreteria della Commissione Ecm - sta preparando un
apposito regolamento attuativo per guidare i
provider ad evitare di incorrere in conflitti di
interesse riguardo alle sponsorizzazioni che se
fatte secondo le regole potranno avvenire".
Accreditamento Eventi
Oltre all'importante documento sui criteri
minimi per diventare provider Ecm la Commissione
Nazionale ha preso importanti decisioni circa
l'accreditamento degli eventi che saranno a breve
comunicate ai provider. In particolare, "il
monitoraggio degli eventi formativi e dei Progetti
formativi aziendali (PFA) - spiega una nota -ha
evidenziato ritardi e inadempimenti che finiscono
per pregiudicare il sistema di accreditamento. Per
accelerare gli accreditamenti e limitare le
irregolarità la Commissione nazionale ha adottato le
seguenti determinazioni, di cui sarà data
comunicazione, anche direttamente, a tutti gli
Organizzatori di eventi formativi".
Ritardo nel versamento della tassa Ecm.
Si è rilevato che molti organizzatori, dopo aver
avuto comunicazione dei crediti attribuiti, non
provvedono a completare il procedimento di
accreditamento degli eventi formativi e dei PFA con
il versamento del contributo alle spese. Nella
maggior parte dei casi il mancato completamento
della procedura è dovuto al sopravvenuto limitato
interesse dell'organizzatore a svolgere l'evento
(per es. crediti inferiori a quelli sperati;
prevedibile numero dei partecipanti troppo basso,
ecc.) e quindi alla tacita non accettazione del
numero dei crediti proposti ovvero alla tacita
rinuncia all'accreditamento stesso. Anche per
decongestionare le banche dati del sito ECM, la
Commissione nazionale ha deciso che, trascorsi tre
mesi dalla comunicazione del numero dei crediti
attribuibili all'evento senza che l'organizzatore
proceda a completare il procedimento con il
versamento del contributo alle spese (registrazione
sulla FORM), la richiesta di accreditamento sarà
ritenuta tacitamente rinunciata e, pertanto, si
procederà all'automatico annullamento della
richiesta di accreditamento ed alla cancellazione
dell'evento (o dell'edizione) dalla Banca dati ECM.
Per gli eventi per i quali la comunicazione dei
crediti è stata già effettuata alla data della
presente determinazione il termine di tre mesi
decorre dalla data di notifica a ciascun
organizzatore della determinazione stessa.
Ritardo nella trasmissione del report dell'evento:
si è rilevato che molti organizzatori non
trasmettono, o trasmettono con estremo ritardo, i
report contenenti l'elenco dei partecipanti agli
eventi e PFA effettuati, ivi comprese le successive
edizioni. Il ritardo, in alcuni casi, ha dato luogo
a comportamenti irregolari (attestazioni rilasciate
ad un numero di partecipanti superiore a quello
dichiarato e autorizzato, ecc). Per evitare
eventuali irregolarità la Commissione nazionale ha
fissato un termine massimo entro il quale, a pena di
decadenza, devono essere trasmessi gli elenchi dei
partecipanti. Il termine è stato fissato in tre mesi
dalla data di svolgimento dell'evento o
dell'edizione. In caso di ingiustificato mancato
rispetto del termine, la Segreteria della
Commissione procederà all'annullamento
dell'accreditamento. Per gli eventi/PFA già
effettuati alla data della presente determinazione,
il termine di tre mesi decorre dalla data di
notifica a ciascun organizzatore della
determinazione stessa.
Destinatari dell'evento formativo.
Si è rilevato che alcuni organizzatori dichiarano
che l'evento formativo è destinato a "tutte le
professioni" mentre, nella realtà, in ragione della
tematica trattata, l'evento è chiaramente riferibile
esclusivamente a due o più professioni. Tale
accorgimento, in alcuni casi, è presumibilmente
adottato per evitare il versamento del contributo
per ciascuna professione. Ciò configura una
manifesta elusione dell'obbligo contributivo con
danno all'erario. Pertanto, in questi casi, la
Segreteria della Commissione inviterà
l'organizzatore al versamento del contributo per
ogni professione coinvolta ed, in caso di mancato
adempimento, disporrà l'annullamento della richiesta
di accreditamento. A riguardo saranno impartire, da
parte della Segreteria, le modalità di applicazione
della determinazione assunta.
Sponsor.
Gli organizzatori sono tenuti a dichiarare gli
eventuali sponsor. Alcuni organizzatori omettono di
indicare nominativamente gli sponsor commerciali;
altri chiedono di indicarli successivamente alla
validazione; altri ancora sono invitati dalla
Segreteria a specificarli a seguito di verifica
della richiesta di accreditamento. Finora in tali
casi è stata contestata una incongruenza non
sanabile, con il conseguente rigetto della domanda
di accreditamento. Tuttavia la Commissione ha
ritenuto più opportuno che la Segreteria inviti,
preventivamente, gli organizzatori a regolarizzare
le indicazioni sugli sponsor con l'obbligo di
rilasciare una nuova autocertificazione sul
conflitto di interessi. In caso di inadempimento nel
termine fissato, la Segreteria procederà
all'annullamento della richiesta di accreditamento.
Incongruenze non
sanabili.
Alcuni organizzatori qualificano gli eventi
formativi in modo errato (corso pratico invece che
corso frontale ecc.). Finora in tali casi è stata
contestata una incongruenza non sanabile, con il
conseguente rigetto della domanda di accreditamento.
Tuttavia la Commissione ha ritenuto più opportuno
che i referee procedano comunque alla valutazione
dell'evento ed all'attribuzione del punteggio,
riducendo direttamente il punteggio in relazione
alla effettiva natura dell'evento, come previsto
dalla griglia di valutazione".
Ancora
novità in tema di ECM.
Il
31 maggio 2004 è stato varato un decreto legge
che detta le nuove regole per le Società
Scientifiche che aspirano al ruolo di provider
ECM: la regola più restrittiva sembra essere la
necessità di avere iscritti almeno il 30 % dei
professionisti della specialità alla quale la
Società Scientifica si riferisce. Per la
medicina generale il compito appare proibitivo,
in quanto si tratta di riunire circa 20.000
colleghi, cifra ben lontana dalle più
ottimistiche previsioni di qualunque delle
Società attualmente esistenti.
Sembra di intuire la volontà di arrivare con la
legge dove non si è riusciti ad arrivare con le
trattative in sede di definizione dei criteri
necessari per ottenere l’accreditamento dei
provider. La richiesta del Ministero della
Salute era infatti che tutte le Società
Scientifiche della medicina generale si
riunissero sotto un’unica sigla, richiesta a suo
tempo considerata inaccettabile da tutti i
diretti interessati.
Altro punto scottante, contro il quale hanno già
protestato alcune organizzazioni sindacali di
categoria, è la novità introdotta con una nota
del Ministero della Salute il 2 luglio 2004,
nella quale si comunica che l’unica Società
ammessa a formare e scegliere i referee per l’ECM
sarà la FISM, la Federazione delle Società
Medico Scientifiche. La principale critica che
viene mossa a questa decisione è che affida un
compito pubblico, gestito con denaro pubblico,
ad un soggetto privato.
Infine, notizia dell’ultima ora, il Ministero
della Salute intederebbe abolire, verosimilmente
da settembre, i cosidetti “minimeeting”; gli
incontri formativi dovranno durare almeno 6 ore,
non potranno avere uno sponsor unico, i docenti
dovranno garantire, oltre l’assenza del
conflitto di interesse, anche una reale
competenza sull’argomento trattato.
Come commentare tutte queste novità? Se da una
parte può essere condivisibile lo sforzo del
Ministero della Salute di limitare l’ingerenza
delle Aziende Farmaceutiche nel delicato campo
della formazione, (attenzione però che un ECM
svuotato di ogni interesse per le Aziende può
voler dire il ritiro di ogni sponsorizzazione)
meno d’accordo bisogna essere rispetto alle
tentazioni dirigiste e monopolistiche del
Ministero, che vorrebbe pochi interlocutori e
sottoposti al vaglio preventivo della FISM. E’
evidente che un organizzazione del “sistema ECM”
pluralistica e variegata sia più difficile da
gestire, ma sarebbe comunque garanzia di
vitalità e dinamismo, qualità così necessarie
nel panorama della formazione continua.
Fnomceo:
su ECM inversione di rotta e più trasparenza
Un'inversione
di rotta e piu' trasparenza sull'educazione
permanente in medicina. Lo chiede il Consiglio
nazionale della Federazione degli Ordini dei medici,
interprete delle esigenze dei camici bianchi. La
Fnomceo sottolinea ''la scarsa efficacia del
programma Ecm, gravato da un eccesso di burocrazia e
da non pochi elementi critici che a volte finiscono
per comprometterne il raggiungimento degli
obiettivi''. In particolare, la categoria sollecita
un ''piu' puntuale controllo sull'operato dei
referee, piu' trasparenze e certezze sul numero dei
crediti assegnati agli eventi, maggiore correlazione
tra percorso formativo e attivita' professionale
realmente svolta, maggiore controllo sulle capacita'
didattiche dei provider privati che dovranno
prestare attenzione alle finalita' culturali piu'
che a quelle economiche''. Il Consiglio della
Fnomceo non esclude di chiedere ai rappresentanti
della Federazione in Commissione Ecm di ''rimettere
il proprio mandato se non fossero recepite e attuate
misure idonee a valorizzare la qualita' del sistema
nell'interesse dei professionisti e dei cittadini''.
Quarto
incontro della Commissione Nazionale ECM il
7.04.2004 a Cernobbio.
Nella
terza giornata del convegno “Sanità futura”, il
punto di riferimento annuale sulla sanità italiana
e sulla formazione continua dei suoi operatori.
Di
fronte ad una platea gremitissima (molti i
partecipanti in piedi), il direttore del
dipartimento Qualità, Raffaele d’Ari, ha
illustrato lo stato dell’arte dell’ECM,
snocciolando numeri impressionanti: 114.000 corsi
dall’inizio dell’avventura nel 2002, 40.000
corsi in accreditamento nel primo semestre di
quest’anno, con la previsione di arrivare ad
80.000 alla fine dell’anno. Le Società
Scientifiche, pur rappresentando solo il 9% degli
organizzatori di corsi, hanno gestito una media di
19 corsi a testa, seconde solo agli Istituti
Zooprofilattici e le case editrici rispettivamente
con 34 e 30 corsi accreditati mediamente.
D’Ari
ha poi illustrato il programma della Commissione: è
finalmente partita la sperimentazione
dell’accreditamento dei Provider, con la scelta di
68 enti che sperimenteranno il cosiddetto “doppio
binario”, vale a dire l’accreditamento parallelo
in proprio e al ministero, sia di eventi
residenziali sia d’eventi
FAD. L’intento è di avere dei criteri
definitivi per l’accreditamento dei provider entro
maggio /giugno e iniziare con i provider accreditati
ufficialmente dal 1° gennaio 2005. Gli esclusi
potranno partecipare ad una seconda sperimentazione
che partirà tra breve.
Un
doveroso richiamo è stato fatto alla questione del
conflitto di interessi, richiamando l’attenzione
sull’importanza dell’autocertificazione che
escluda totalmente tale conflitto da parte degli
organizzatori e dei relatori. Il problema del
conflitto d’interesse è direttamente collegato
con il problema del finanziamento dell’ECM, che
per generale ammissione è un onere
sostenibile unicamente dall’industria
farmaceutica; occorre quindi trovare un realistico
punto d’incontro tra la necessaria “integrità
scientifica” dell’aggiornamento e il legittimo
“ritorno” per l’industria. Di questo, ma non
solo, si è occupata la FISM, la Federazione delle
Società Scientifiche in un recente congresso
tenutosi a Milano.
Un
importante orientamento emerso nella relazione di
d’Ari è quello di favorire per il futuro la
formazione “sul campo”, cioè di utilizzare il
sistema anglosassone di certificare
l’apprendimento ottenuto seguendo un tutor,
direttamente nella realtà lavorativa. E’ evidente
l’intenzione di snellire la mastodontica struttura
necessaria per aggiornare in maniera residenziale
800.00 operatori del settore. Sempre per ovviare a
problemi organizzativi, segnatamente la carente
offerta di eventi formativi che si è avuta in certe
aree e per certe tipologie di operatori, è stata
ventilata l’ipotesi di mantenere per il 2004 il
debito formativo a 20 crediti, invece dei 30
previsti. Quest’ipotesi dovrà essere sottoposta
al vaglio della Commissione e deliberata.
Riguardo
agli argomenti formativi, la Commissione ECM ha
presentato, anche sulla scorta del nuovo Piano
Sanitario Nazionale, una proposta di elenco di
argomenti che dovrà essere ratificata dalla
conferenza Stato-Regioni, la quale purtroppo è
“inceppata” per il disaccordo politico sul
finanziamento che lo Stato fornisce alle Regioni in
materia di sanità.
Infine,
argomento sicuramente scottante, è stata più volte
ribadita l’intenzione di effettuare controlli a
campione per verificare se l’attività svolta
corrisponda a quanto dichiarato nei programmi;
com’è facilmente intuibile, è questo un passo
necessario per garantire la validità e la serietà
del sistema.
Alberto
Mazzillo
Ecm
a distanza sviluppi
e prime esperienze
Nella
mattina di martedì 6 aprile si sono alternati vari
oratori per presentare le attuali esperienze in
campo di FAD.
Ha
esordito Michele di Paolo, dirigente ASL di
estrazione ospedaliera, presentando una carrellata
generica sull’ECM sottolineando però i vantaggi
dell’ECM a distanza consistenti soprattutto in
costi minori e minori disagi dal punto di vista
dell’organizzazione del lavoro in quanto non è
necessario modificare le attività lavorative per
poter effettuare l’aggiornamento. La FAD, conclude
di Paolo, deve essere “Efficace, efficiente e
condivisa” e deve dotarsi di regole precise per
una equa valutazione.
Per
l’esperto di trapianti Prof. Carlo Casciani
dell’Università Tor Vergata di Roma
(“ECM a distanza nelle alte specialità”)
le grandi strutture ad alta specialità che fanno
molta ricerca e lavorano in maniera
interdisciplinare sono fonte esse stesse di
aggiornamento per l’esterno e quindi in qualche
modo si ritiene che gli operatori di dette strutture
debbano considerarsi al di sopra dell’ECM. Al
limite l’ECM dei ricercatori può derivare dalla
loro casistica clinica e dalle loro pubblicazioni
scientifiche. Si parla di cooperative-learning e di
discovering-learning, ma anche di necessità di
essere padroni delle principali lingue straniere
usate in ambito scientifico, di padronanza
dell’informatica, di capacità di lavorare in
gruppo eliminando le competizioni e gli antagonismi
e preservando la salute mentale (sic!) degli
operatori della strutture. Sono utili meeting
periodici al fine di creare la coscienza che ognuno
è un anello indispensabile della catena e inoltre
è indispensabile che vi sia un leader riconosciuto,
non meramente formale, capace di curare
l’obiettivo che si propone la struttura e di
creare il clima adatto per il raggiungimento dello
stesso.
Per
Casciani FAD è anche scambio continuo fra i vari
centri internazionali in quanto il contatto diretto
permette di superare l’inevitabile ritardo di
alcuni mesi con cui le notizie vengono riportate
dalle riviste specializzate. Bisogna formare il
personale alla collaborazione con l’industria
(Tecnologica, biotecnologica e farmaceutica) e
potrebbe essere utile l’esistenza nella struttura
di una mostra tecnologica continua. Inoltre bisogna
educare il personale alla bioetica in quanto non
tutto ciò che si può conoscere scientificamente è
trasferibile all’uomo, bisogna acquisire
managerialità economica, essere in grado di
trasferire le conoscenze, saper valutare e
autovalutare la qualità dei propri e altrui
interventi, conoscere la tecnica
dell’organizzazione del lavoro (se è sbagliata
l’organizzazione del lavoro fallisce anche
l’aggiornamento). Infine si ravvede la necessità
di riunire i vari centri al fine di una
distribuzione delle energie, che comporterà un
aumento della qualità con una riduzione dei costi.
Non male, considerando che il relatore aveva
esordito dichiarando che i ricercatori dei centri di
alta specialità non hanno bisogno dell’ECM !
Più
pragmatico il presidente della SIMG Claudio
Cricelli che ha ricordato come già diversi anni
fa sono stati sperimentati i primi esempi di FAD
mediante libri interattivi e successivamente con le
riviste e che quindi FAD non è necessariamente
internet. Importante sottolineare che in Medicina
Generale è importante il setting in cui si opera,
che è fortemente orientato verso il paziente. E’
importante stabilire quali siano le informazioni di
cui abbiamo bisogno e che l’accessibilità a
queste sia sincrono
con la nostra attività, cioè con un tempo molto
breve fra l’acquisizione e l’applicazione
pratica.In questo momento non vi è né il denaro né
il tempo per formare tutti i MMG.
Inoltre,
contrariamente a quanto si pensa, non sono gli
sponsor a sostenere la maggior spesa dell’ECM, ma
i MMG stessi che devono sottrarre tempo al lavoro e
pagarsi il sostituto.
Nessuno,
per Cricelli, deve immaginare che la competenza
clinica sia raggiungibile con la formazione. E’
necessario che la professione prenda in mano la
formazione in quanto non è possibile che questa sia
eterodiretta. Bisogna infine modificare i modelli
organizzativi del lavoro e in questo senso va il
progetto di realizzazione di UTAP con 50-60 MMG.
Dichiarazione che suona un po’ inquietante.
Fulvio
Braido dell’Università
di Genova parla di “Clinica e formazione a
distanza” facendo dei distinguo fra formazione
accademica ed e-learning, illustrando gli sviluppi
delle tecnologie applicate all’assistenza clinica
(per esempio il palmare con tutte le informazioni ed
aggiornamenti che ogni medico del suo reparto ha con
sé) e dell’assistenza a distanza e formazione sul
campo. Come esempio viene citato un progetto pilota
sulla BPCO teso a valutare soprattutto gli outcomes
sociali (qualità della vita…).
Alfonso
Negri , della FISM e
segretario generale CME-ICAP riferisce quali siano
le “Esperienze ECM a distanza in Europa e negli
USA”. La prima informazione è che all’estero
non tutti gli operatori sanitari fanno ECM. Questa
è obbligatoria in Canada, negli USA, in Messico ed
in diversi paesi europei (in Norvegia è
obbligatoria solo per i MMG !). Negli USA l’ECM è
un sistema consolidato in 40 stati, con providers di
stato e nazionali (accreditati dall’ACCME) che
sono meno numerosi che in Italia : circa 2.000 con
100.000 attività e 1.000.000 ore di formazione.
L’ECM on line è presente dal 1997 anno in cui si
potevano contare 18 siti web dedicati, passati nel
2004 a 271. Ma malgrado l’offerta solo il 6% dei
medici americani utilizza la FAD nel 2004 (era lo
0.34 nel 1997), mentre molto più amata è
l’editoria (giornali, libri…). Esiste una
reciprocità AMA-UEMS per i crediti, ma pochi ne
sono a conoscenza, come pochi sanno dell’esistenza
dei crediti europei. L’Italia è il paese al mondo
che ha accreditato più eventi presso l’UEMS-EACCME.
Conclude
la mattinata la Dott.ssa Sonia Sandei illustrando
le strategie di Enel Sfera.
Sfera fornisce la piattaforma tecnologica che
funge da raccordo e contenitore per le tre
dimensioni in cui si sviluppa l’ECM : Società
Scientifiche, Editori, Case Farmaceutiche. Tale
piattaforma ha una grossa componente tecnologica, ma
anche di contenuti, svolge attività di consulenza e
può fornire vari servizi (tutoring e mentoring
on-line, corsi in aula virtuale, newsgroup e forum,
test e questionari, servizi editoriali, comunità
virtuali aziendali, reporting delle attività
formative.
Maurizio
Mancuso
Come
già comunicato, nella riunione del 20.11.03, la
Commissione ECM ha deliberato nuovi adempimenti per
gli organizzatori di eventi formativi; più
precisamente questi consistono:
1)
nell’obbligo di esplicitare
chiaramente la
coerenza degli eventi con gli obiettivi formativi di
interesse nazionale e con le finalità di
qualificazione specifica dei diversi profili
professionali”,
2)
nell’obbligo di autocertificare l’assenza
di conflitto di interessi per il provider ma
anche per i Relatori dei corsi.
Per
in corsi non ancora accreditati al 5 dicembre (data
di pubblicazione della determinazione sul sito
www.sanita.it
), la scadenza per la regolarizzazione di questi due
nuovi adempimenti era stata fissata per il
31.12.2003.
Successivamente,
in data 10
dicembre è stato pubblicato il bando per ottenere
l’accreditamento dei provider, ed in questo caso
il termine per la presentazione delle domande è
stato fissato al 30 dicembre 2003 alle ore 12.00.
Molti
organizzatori di corsi hanno fatto presente le
notevoli difficoltà per ottemperare ad ognuna delle
tre richieste su esposte, per i motivi più vari:
dalla difficoltà di reperire in tempi brevi le
dichiarazioni di
assenza di conflitto d’interesse, alla
necessità di contattare, “con
oggettive difficoltà, gli esperti per acquisire le
motivazioni sugli obiettivi e sulle finalità di
qualificazione specifica, in ragione delle festività
natalizie nonché delle difficoltà riscontrate nei
collegamenti con il sito ECM ministeriale.”
[tratto dal sito
www.sanita.it
]
Ebbene,
fatto questo lungo ma doveroso preambolo, nonostante
la commissione si sia dimostrata giustamente severa
con gli organizzatori di eventi nell’analisi del
lavoro svolto finora :”In
un sistema, che deve operare per intero in via
informatica e che quindi presuppone da parte degli
utenti la piena
conoscenza delle regole e delle procedure ed il
rigoroso rispetto delle stesse, non sono ammissibili
irregolarità e comportamenti omissivi o elusivi che
pregiudicano di fatto la funzionalità e la
regolarità del sistema stesso.”
[tratto dalla comunicazione inviata a tutti gli
organizzatori di eventi formativi]; nonostante
questa severità si diceva, la Commissione stessa si
è dimostrata anche comprensiva delle difficoltà
rappresentate, ed infatti ha prorogato i termini al
31 gennaio ’04 per gli adempimenti relativi al
conflitto d’interessi e agli obiettivi dei corsi,
mentre per la richiesta di accreditamento come
provider il termine è fissato al 20.01.2004.
Pare
a chi scrive poter affermare che questa è un
ulteriore dimostrazione di serietà e professionalità
della Commissione ECM, che non rinuncia a riprendere
anche duramente chi si è comportato con leggerezza,
segno che vuole portare il sistema ECM
all’eccellenza, ma d’altra parte ha la
“maturità” per analizzare oggettivamente la
situazione e riconoscere quando offrire delle
dilazioni temporali negli adempimenti richiesti.
Possiamo
quindi affermare che la Commissione segna un altro
punto a suo favore? Penso proprio di si.
Alberto
Mazzillo
Nuove
Norme ECM
In data 5
dicembre la
commissione per l’E.C.M. ha reso note le sue
determinazioni e sembra aver impresso una sterzata
decisa sulla via del rigore; numerosi infatti gli
addebiti rivolti agli organizzatori di eventi
formativi, addebiti derivanti dall’analisi degli
eventi svoltisi fin’ora.
Primo
fra tutti il non aver rispettato “la
coerenza degli eventi con gli obiettivi formativi di
interesse nazionale e con le finalità di
qualificazione specifica dei diversi profili
professionali”
Secondo,
un richiamo “alla
interpretazione degli obiettivi formativi di
interesse nazionale ed in particolare di quello
sulle medicine non convenzionali”
Terzo,
prestare maggiore attenzione al conflitto
di interessi.
Il
primo punto si riferisce al fatto che molti
organizzatori di eventi non
hanno tenuto conto, nell’accreditare eventi
formativi, della diversa tipologia delle materie
comprese nel Gruppo 1
e nel Gruppo 2 degli Obiettivi di interesse
Nazionale a suo tempo individuati dalla Conferenza
Stato Regioni nella seduta del 20 dicembre 2001 e
confermati con l’Accordo Stato-Regioni del 13
marzo 2003 e soprattutto della diversa destinazione
di tali materie: il primo gruppo riunisce argomenti
di interesse generale, ma il secondo invece
argomenti di specifiche branche specialistiche e i
suoi temi non devono essere proposti
indiscriminatamente a tutti gli operatori sanitari.
Come
conseguenza dal 5 dicembre ogni nuovo evento deve
contenere una dichiarazione esplicita e motivata di
conformità ai suddetti gruppi (sia per quanto
riguarda l’appartenenza ad uno dei due gruppi, ma
sia anche per quanto riguarda la coerenza con la
specifica categoria per la quale è proposto), pena
il non accreditamento. Stessa sorte per gli eventi
già inviati e non ancora accreditati e per le nuove
edizioni di eventi già accreditati.
Il
secondo punto analizzato dalla Commissione, pone
particolarmente in evidenza che l’obiettivo di
interesse nazionale sulle medicine non convenzionali
si riferisce alla “valutazione dei fondamenti e
dell’efficacia”
delle
stesse mentre gli eventi finora accreditati sono
stati nella quasi totalità dei casi seminari o
corsi teorico pratici della predetta medicina, per
di più rivolti alla totalità degli operatori
sanitari in contrasto palese con l’appartenenza di
tale materia al gruppo 2 (obiettivi rivolti a
specifici profili professionali, aree e discipline).
Fin
qui, una buona dimostrazione di intenti, ma i
controlli? Questi verranno effettuati a
campione (a carico degli organizzatori
dell’evento), sulla effettiva aderenza del corso a
quanto dichiarato in sede di accreditamento:
presenza docenti e discenti, attività pratiche,
verifiche.
Infine,
ma non per questo meno importante, il terzo punto
sul conflitto di interessi, prevede che anche i
docenti impiegati nei corsi di aggiornamento
sottoscrivano all’organizzatore una dichiarazione
di assenza di conflitto d’interesse per il corso
tenuto, dichiarazione da conservare agli atti a cura
dell’organizzatore dell’evento.
Queste
critiche e conseguenti nuove disposizioni dimostrano un accurato lavoro della
Commissione che intende proseguire nella messa a
punto del sistema nonché la volontà di rendere
efficace il meccanismo dell’ECM e non lasciarla diventare
una strada costellata di buone intenzioni ma priva
di una sostanziale validità.
Accreditamento
Provider
Riportiamo per completezza il testo del comunicato
della Commissione ECM rilasciato il 10.12.03.
“La
Commissione nazionale per la formazione continua,
nella seduta del 17 ottobre 2003, ha promosso
l’avvio di una sperimentazione “preliminare”
dell’accreditamento dei provider.
La
sperimentazione “preliminare” è finalizzata ad
acquisire ulteriori elementi di valutazione per la
definizione dei criteri e delle modalità per
l’accreditamento, per ”testare” tutta la
modulistica, nonché per ottenere dati preliminari
sulla domanda di FAD di ogni categoria professionale
in relazione alle varie tipologie.
Nella
seduta del 20 novembre 2003 la Commissione ha
approvato le procedure della sperimentazione
contenute nel presente “avviso” diretto a tutti
gli organizzatori di eventi formativi residenziale
FAD.
La
sperimentazione preliminare sarà limitata a pochi
soggetti, 40 per ciascuna tipologia di formazione
(residenziale e a distanza) e durerà circa tre
mesi. Dopo questa sperimentazione preliminare,
inizierà la fase di accreditamento sperimentale dei
provider di formazione residenziale e di FAD, esteso
a tutti i soggetti pubblici e privati interessati,
in conformità alle determinazioni che saranno
assunte con Accordo tra il Ministro della salute e
le Regioni e le Province autonome di Trento e
Bolzano, sancito dalla Conferenza Stato-Regioni.”
Come
è facile capire, è questo un passo di estrema
importanza per l’entrata a regime dell’E.C.M. e
giustamente l’introduzione è graduale e
sperimentale, un po’ come è stato tutto il meccanismo finora. Per quanto riguarda le Società
Scientifiche potranno essere accreditate solo quelle
nazionali,
mentre
per quanto riguarda gli Ordini Provinciali, potranno
organizzare eventi ma limitatamente a quelli
concernenti l’etica e la deontologia
professionale.
E'
in continua evoluzione il sito ECM
del Ministero
della Salute. Per chi deve accreditare eventi di
formazione è adesso disponibile una funzionalità
aggiuntiva per quanto riguarda il programma
dell'evento. Si tratta di un form grafico nel quale
si possono inserire gli abstract, il programma, i
curricula dei docenti compreso un eventuale
sostituto. Fondamentale il fatto che sia prevista
una casella per i dati della segreteria a cui
rivolgersi per le iscrizioni, argomento questo che
ha causato non pochi disagi in passato unitamente al
fatto che c'è adesso uno spazio specificamente
dedicato alle comunicazioni per i fruitori del
corso. Il tutto consente una presentazione
sicuramente più ordinata dell'evento e ovvia agli
inconvenienti già accennati di scarsa
comunicabilità e all'impressione di "artigianalità"
che dava prima lo spazio dedicato al programma
dell'evento. Altra novità importante (sempre per
gli addetti ai lavori) è la possibilità di
verificare immediatamente la presenza di
incongruenze rilevate a carico del corso in
accreditamento, senza dover aspettare la
comunicazione da parte della segreteria ECM, con
notevole velocizzazione della procedura di
correzione. Al di là dell'importanza di queste
novità, che ripeto sono utili soprattutto per gli
addetti ai lavori, cioè coloro che si occupano di
chiedere l'accreditamento dei corsi, il significato
"politico" di questa evoluzione continua
è che il ministero ha impiegato ed impiega una
notevole mole di risorse nella gestione del sistema
ECM e questo potrebbe smentire in parte le
"Cassandre" che ancora oggi prevedono una
misera fine di tutto l'apparato. Restano sicuramente
sul tappeto molti nodi da risolvere, dalla
certificazione dei crediti all'accreditamento dei
provider, alla formazione a distanza, ma l'impegno
profuso fino a questo momento fa presumere la
volontà di continuare, e possibilmente vincere, la
sfida di portare a regime l'educazione continua in
sanità.
Si
è tenuta a Cernobbio dal 24 al 27 marzo 2003 la
terza mostra
convegno Sanità Futura nella quale si è affrontato
tra gli altri l’argomento dell’ Educazione
Continua in Medicina. Alla
presenza di centinaia di operatori del settore il
capo dipartimento del Ministero della Sanità
Raffaele d’Ari ha fatto il punto sullo stato
dell’arte dell’ECM.
Due
i temi principali affrontati: la formazione a
distanza (FAD) e l’accreditamento dei provider a
cui si aggiungono la possibilità
per le regioni di permettere un
accreditamento regionale di eventi formativi e
l’avvio delle
procedure necessarie alla certificazione dei
crediti.
La
FAD è sicuramente uno strumento indispensabile da
affiancare alla
formazione residenziale: la fruibilità
differita sia nel tempo che nello spazio,l’
economicità, la riproducibilità sono tutte
caratteristiche che possono
aiutare a risolvere il problema della carente
offerta formativa presente in certe zone del Paese.
Su un dato però non ci troviamo d’accordo: e cioè
la possibilità che la FAD soddisfi fino all’80%
del debito formativo del professionista. Almeno per
il medico di medicina generale, il valore aggiunto
imprescindibile della formazione residenziale, sta
nella possibilità di dialogo e confronto sia con lo
specialista che lavora nello stesso ambito
territoriale, al fine di trovare nella
collaborazione la risoluzione dei problemi specifici
di quell’area e sia con i colleghi che partecipano
all’evento residenziale. In una attività
fortemente individualistica per tradizione ma anche
obiettivamente per la natura stessa della medicina
generale, l’opportunità di confrontarsi tra pari
è una risorsa preziosa.
E’ evidente che tutto questo si perde con
la FAD, dove l’interazione con lo specialista è
veramente minima e non “de visu”, mentre
l’interazione con i colleghi è nulla.
Altro
argomento critico è l’accreditamento dei provider.
E’ assolutamente condivisibile il concetto che il
gravoso compito della valutazione della qualità
formativa venga distribuito tra i “fornitori”
della formazione stessa, i provider appunto, ma di
nuovo, nello specifico caso della medicina generale
appare assolutamente non condivisibile la richiesta
del Ministero di far confluire le Società
scientifiche della medicina generale in un'unica
Società, perdendo così l’eterogeneità
e la pluralità presenti oggi nel panorama
del settore.
E’
stato poi preso atto della difficoltà oggettiva per
i professionisti di certe aree del paese incontrata
lo scorso anno per soddisfare il debito formativo; a
questo proposito è confermato quanto già si
ipotizzava e cioè che si potrà estinguere nel 2003
il debito del 2002 e non si può che essere
d’accordo.
Ultima
notazione, si introdurrà gradualmente la più
stretta corrispondenza tra “impegno profuso
nell’acquisire formazione” e numero di crediti
ottenuti, introducendo l’equazione: un ora di
impegno = un
credito. In questo modo si perde quel così detto
“premio qualità” che per determinati fattori di
merito consentiva di ottenere una valutazione di più
di un credito per
ora di formazione. Parimenti sarà reso più
cogente l’obbligo di acquisire i crediti
soprattutto nell’area attinente al profilo
professionale del soggetto. Questo aspetto era per
la verità già presente nelle direttive emanate
all’inizio del progetto ECM e l’argomento ci
offre la possibilità di sollevare una piccola
polemica. Ascoltando il direttore Raffaele d’Ari
si è avuta l’impressione che alcuni vincoli noti
(ad esempio quello appena discusso del profilo
professionale) ed altri imposti dal buon senso ( ad
esempio è stato citato il fatto che un medico
potrebbe soddisfare l’intero debito formativo
frequentando sempre lo stesso corso) siano stati
inosservati quasi col placet della Commissione
Nazionale, o perlomeno si è avuta l’impressione
di un atteggiamento comprensivo nei confronti dei
“birbantelli”.
Questo
contrasta in pieno con il clima di severità che
traspare dal sito ufficiale dell’ECM dove viene più
volte richiamato il senso di responsabilità di
tutti gli attori della formazione e viene fatto
esplicito richiamo alla responsabilità penale dei
proponenti gli incontri formativi. Dalla voce
ufficiale della Commissione Nazionale per l’ECM ci
saremmo aspettati un richiamo più incisivo al
rispetto delle regole.