Notizie Brevi   

Disfunzione ventricolare sinistra aumenta rischio ictus

Le disfunzioni sistoliche ventricolari sinistre, anche se lievi, sono associate ad un aumento del rischio di ictus ischemico. Tale associazione č stata documentata principalmente a seguito di infarto miocardico, ma il rischio di ictus associato a queste disfunzioni, specie se di grado lieve, nella popolazione generale non era finora noto. I meccanismi alla base dell'associazione non sono immediatamente chiari: una possibilitą consiste nel fatto che queste disfunzioni promuovano l'incremento della stasi ematica sia nell'atrio che nel ventricolo sinistro, aumentando cos' la formazione di trombi ed il rischio di ictus embolico. In ogni caso, qualunque ne sia la causa, le disfunzioni ventricolari sinistre vanno prese in considerazione nella valutazione del rischio di ictus. (Stroke 2006; 37: 1715-9)
 

Ictus: ridotta tolleranza al glucosio aumenta il rischio nei pazienti con TIA

La ridotta tolleranza al glucosio č indipendentemente connessa ad un elevato rischio di ictus nei pazienti non diabetici che sono gią andati incontro ad un TIA o ad un ictus minore. La ridotta tolleranza al glucosio, definita tipicamente come un livello glicemico a digiuno pari a 140,4-198 mg/dl, era gią stata collegata all'ictus nei pazienti coronaropatici, ma non era chiaro se questo squilibrio metabolico ne aumentasse il rischio nei pazienti con precedenti TIA. nei pazienti con diabete sia di tipo 1 che di tipo 2 un controllo glicemico intensivo riduce il rischio di ictus e di altri eventi macrovascolari, dovrebbero essere intrapresi nuovi studi sulla prevenzione secondaria per accertare se tale misura possa ridurre anche l'incidenza dell'ictus in questi pazienti. (Stroke 2006; 37: 1413-7)
 

Stenosi carotidea sintomatica: endarteriectomia connessa a declino cognitivo

I pazienti anziani sottoposti ad endarteriectomia carotidea per stenosi della carotide interna sinistra sintomatica presentano un aumento del rischio di declino cognitivo rispetto agli altri. La potenziale implicazione clinica di questo dato consiste nel fatto che dovrebbero essere valutate le differenze nella funzionalitą cognitiva a seguito di una endarteriectomia carotidea destra o sinistra in funzione di differenze nella tempistica dell'intervento, prima o dopo la comparsa di sintomi ischemici. Per il momento, comunque, il presente studio non supporta la pratica di effettuare l'intervento prima della comparsa di sintomi in questi pazienti. (J Am Geriatr Soc 2006; 54: 932-6)