L'ANZIANO Quarta parte
L'anziano
prima.
Il
diabete
DIABETE
MELLITO
La
Dr.ssa
Grazia
Landi
del Pio
Albergo
Trivulzio
sempre
nell’ambito
del
Convegno
“L’anziano
prima”
ci ha
illustrato
le
ultime
tendenze
nella
gestione
del
diabete
nel
paziente
anziano.
La
diagnosi
viene
posta
per
valori
superiori
ai 126
mg % ml.
a
digiuno
in
almeno
due
rilevazioni
diverse
o in un
dosaggio
casuale
postprandiale
maggiore
di 200
mg % ml.
nella
popolazione
generale.
Viene
definita
una
condizione
di pre
diabete
per
valori
compresi
fra 110
e 126
mg.%
ml.
E’ molto
importante
in
questa
fascia
di
valori
glicemici,
a
qualsiasi
età ,
trattare
l’eventuale
ipertensione
arteriosa
e tutti
gli
altri
fattori
di
rischio
(
colesterolo,
fumo etc).
Anche
l’anziano
obeso
con
valori
di
glucosio
serico
fra i
100 e
125 mg %
ml deve
eseguire
una
curva
glicemica
da
carico.
La
vera
differenza
con il
pz.
anziano
fragile
consiste
nel
tollerare
valori a
digiuno
di 140
mg. %
ml. e di
180 mg.%
ml.
postprandiali
“
accontentandosi”
di una
emoglobina
glicata
fra i
7.5 e
gli
8.5%.
Questo
per
scongiurare
la forse
più
temibile
ipoglicemia
( < di
70
mg.%ml.)
da
trattare
con 15
gr di
zucchero
ogni 15
minuti
fino al
raggiungimento
dei 100
mg% ml.
Con
quali
modalità
misurare
la
glicemia
? :
in
terapia
insulinica
convenzionale
3 volte
al dì
prima
delle
somministrazioni.
In
terapia
con
ipoglicemizzanti
orali o
solo con
la
dieta:
eseguire
un
profilo
glicemico
settimanale
con 5
determinazioni
sia pre
che post
prandiali
L’
emoglobina
glicata
va
chiesta
trimestralmente
se non a
target,
altrimenti
basta 2
volte
all’anno.
Il
monitoraggio
nel pz.
anziano
fragile
va
eseguito
spt. per
l’ipoglicemia
(
valutazione
preprandiale
per
aggiustare
il
dosaggio
insulinico
e a 2
ore dal
pasto se
l’HbA1c
è molto
elevata).
L’importanza
di tale
parametro
è per la
correlazione
con le
microangiopatie
: tanto
> quanto
è
elevata
la %; un
valore
di 10
correla
con una
glicemia
di c.
250mg.%
ml; 9
con 215,
8 con
180, 7
con 150,
6,5 con
135 e 6
con 115.
Va
ricordato
che gli
incidenti
vascolari
sono
2-4
volte
maggiori
rispetto
ai non
diabetici.
TERAPIA
Dieta
Esercizio
fisico
Ipoglicemizzanti
orali
Insulinoterapia
Lo scopo
primario
è la
riduzione
del peso
corporeo:
5-10% di
riduzione
del peso
in un
anno.
L’attività
fisica
deve
consistere
in
almeno
una
camminata
di buon
passo
per
almeno
30 min.
al dì o
150
minuti
alla
settimana.
Farmaci
ipoglicemizzanti
SECRATAGOGHI:
Sulfaniluree
(
gliclazide,
glimepramide,
gliquidone,
glipizide
e
glibenclamide
controindicata
nell’anziano
per la
lunga
emivita)
Derivati
dell’acido
benzoico
(repaglinide
e
risteglinide)
INSULINOSENSIBILIZZANTI
Biguanidi
(metformina
massimo
2 gr/dì:
sarebbero
controindicati
nell’anziano
per
aumento
dell’acido
lattico
e
iperpotassemia
indipendentemente
dalla
funz.
renale
che a
maggior
ragione
va
valutata)
Glitazonici
(
pioglitazone,
rosiglitazone.
Porre
attenzione
all’anziano
cardiopatico:
sono da
evitare
in
classe
NYHA 3-4
perché
danno
ritenzione
idrica
ed edema
periferico)
ACARBOSE
Ottimo
per le
ipoglicemie
postprandiali
(
problema
del
costo a
carico
del pz.
e della
diarrea)
DIABETE
E
FATTORI
DI
RISCHIO
Ipertensione
Mantenere
i valori
pressori
negli
anziani
diabetici
entro il
140/80
mm Hg
>
Prediligere
gli ACEI
e i
Sartani.
Se il pz.
è
infartuato
si può
dare il
beta
bloccante
e così
pure il
diuretico
nello
scompenso.
Dislipidemie
Per
valori
di LDL <
di 100
si
controlla
il
mantenimento
di tali
valori
ottimali.
Tra i
100 e i
130 si
fa
cambiare
stile di
vita si
controlla
ai 12
mesi
quindi
se la
condizione
persiste
si
iniziano
le
statine.
Per LDL
> di 130
: subito
si
invita a
cambiare
il
regime
dietetico
e si
associano
le
statine.
Se le
HDL sono
basse e
i
trigliceridi
elevati
si
possono
anche
nell’anziano
utilizzare
i
fibrati
purchè
si ponga
particolare
attenzione
alla
funz.
renale e
all’interazioni
farmacologiche.
Cessazione
del fumo
Antiaggreganti
ASA
75-160
mg/dì o
clopidogrel
in caso
di
intolleranza.
COMPLICANZE
DIABETE
Nefropatia
diabetica
Può
rilevarsi
a 5 aa.
dall’insorgenza
del
diabete
tipo 2.
Va
valutata
con
l’albuminuria
e la
microalbuminuria.
Va
trattata
riducendo
i valori
di PA
possibilmente
con ACEI
e
Sartani
e
riducendo
i valori
di
emoglobina
glicata.
Retinopatia
diabetica
Anche in
questo
caso va
posta
l’attenzione
con un
fundus
oculi a
5 aa.
dall’insorgenza
del d.
tipo 2 e
dopo 1
aa. dal
d. tipo
1.
Possiamo
dare
anche in
questo
caso
negli
anziani
l’ASA.
Va
corretta
l’ev.
cataratta
e
l’oculista
dopo
fluorangiografia
retinica
deve
porre
l’ev.
indicazione
alla
laserterapia.
Neuropatia
periferica
Sensitivo,
motoria,
termica,
vibratoria
e
puntiforme
( va
valutato
trimestralmente
il
piede)
Autonomica:
tendenza
alla FA
o
tachicardia
a riposo
con
scarsa
tolleranza
alla
sforzo,
ipersudorazione,
stipsi-diarrea.
Rischio
amputazione
Più
elevato
nel
diabete
che
persiste
da più
di 10 aa.
e poco
controllato.
Vanno
evitate
le
ipercheratosi
da
deformazioni
anatomiche
del
piede :
bisogna
invitare
ad una
corretta
pedicure
da
podologi
specializzati
e
consigliare
calzature
atte a
ridurre
la
recidiva
delle
callosità.
Bisogna
porre
particolare
attenzione
alle
deformità
ossee e
alle
arteriopatie
concomitanti.