Prevenzione di influenza da virus che subiscono micromodificazioni antigeniche rispetto alle caratteristiche della vaccinazione con virus vivo attenuato.

Sul numero 24 del New England Journal of Medicine compare uno studio osservazionale che afferma quanto avvenuto nel corso della campagna vaccinale del 2004-2005 nel Michigan: gran parte dei virus influenzali in circolazione erano differenti rispetto a quelli contenuti nel vaccino: nonostante ciò il vaccino con virus attenuato si è dimostrato in test di laboratorio in grado di prevenire la sintomatologia tipica in individui giovani adulti sani, venuti a contatto con i virus epidemici, verificandone il contagio con test di laboratorio diretti.

S.E. OHMIT, et al.
NEJM 24(355), 2513-2522, 2006

L’articolo successivo a questo di J.C. King e Collaboratori rappresenta una osservazione di come la vaccinazione anti-influenzale a livello di comunità consenta minor perdita di giornate di scuola per gli alunni e di lavoro per i personale della scuola stessa.

Quel che più interessa è però che nei gruppi di comunità dove ci sono individui vaccinati, la percentuale di influenzati è comunque minore rispetto a gruppi dove non si è praticata alcuna vaccinazione. Questo sostiene quanto affermato da Piedra(1) e stigmatizzato da Fukuda e Kieny(2), circa il concetto di HERD IMMUNITY, che è una protezione indiretta dall’infezione influenzale a livello di comunità. L’HERD IMMUNITY è un concetto interessante, perché potrebbe consentire di estendere una protezione a gruppi particolarmente vulnerabili, che spesso non hanno una sufficiente risposta immunitaria alla vaccinazione.

1-P.A. Piedra, et al.
Vaccine 23, 1540-1548, 2005

2-K. Fukuda, M.P. Kieny
NEJM 24(355), 2586-2589, 2006
 

Influenza aviaria sostenuta da ceppo H5N1: evoluzione continua e diffusione.

Su New England Journal of Medicine del 23 novembre 2006 compare un editoriale dove si sostiene l’importanza di mantenere una costante sorveglianza epidemiologica che potrebbe nuovamente creare una pandemia.

Il ceppo asiatico H5N1 è stato isolato nel 1996 nella provincia cinese del Guangdong, causa di morte di alcune oche, senza prestare attenzione sulla sua diffusione e contagio umano mediante terriccio infetto  nel maggio del ’97, uccidendo sei delle diciotto persone infette.

Dal 1997 al maggio 2005 ci sono state diverse segnalazioni di infezioni da ceppo H5N1.  Di questo stipite sono state individuate due classi, la seconda a sua volta suddivisibile in due sottoclassi. La notizia che desta preoccupazione è che questa differenziazione non consente la preparazione di un vaccino immunizzante. Un vaccino specifico non  protegge nei confronti degli stipiti delle altre classi e sottoclassi. Un’altra problematica è relativa alla sensibilità ai farmaci anti-virali: la maggioranza dei virus di tipo 1 sono resistenti ad adamantine e rimantadina., mentre tutti i virus H5N1 sono sensibili agli inibitori delle neuraminidasi.

Webster R.B., Govorkova E.A.: FOCUS ON RESEARCH: H5N1 INFLUENZA-CONTINUING EVOLUTION AND SPREAD

N.E.J.M.  355(21), 2174-2177, 2006
O
Ner A.F. et al.:
NEJM 355(21), 2179
KANDUN  I.N. et al.:
nejm 355(21), 2186
Mathiason c.k. ET AL.:
Science 314, 133-136, 2006-12-09

L’autore mette in guardia circa la manipolazione di animale portatori cronici di encefalopatia spongiforme: nessun liquido biologico puo’ essere testato come sicuro per determinare  l’assenza dello stipite patogeno. Sangue e saliva dei cervi esaminati dall’autore dell’articolo sono in grado infettare altri cervi, dimostrando, tra l’altro, la possibilita’ che il prione possa essere trasmesso per via ematogena.