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AR
è un uomo di 70 anni,iperteso in terapia con ACE
inibitori. E’ in visita dalla figlia mia paziente la
quale lo convince a sottoporsi a qualche accertamento per
via di una fastidiosa lombalgia sinistra che lo disturba
da circa un mese soprattutto da sdraiato e quando è in
piedi, non da seduto. Il paziente riferisce temporaneo
beneficio dall’assunzione di nimesulide. L’anamnesi è
sempre stata muta salvo il riscontro di ipertensione circa
dieci anni fa e “doloretti” addominali mal definiti
presenti da circa due ed attribuiti ad una sindrome del
colon irritabile. L’alvo è sempre stato un po’
stitico, ma in seguito ad alcune modifiche alimentari è
diventato regolare. Quattro
mesi fa in seguito ad una accentuazione dei dolori
addominali, che causavano anche il risveglio, è stato
ricoverato in ospedale da cui è stato dimesso con la
diagnosi di “Gastrite antrale HP+. Iperplasia nodulare
della tiroide. Ipertensione arteriosa.Nevrosi d’ansia.
Prostatite congestizia” . Tutti gli accertamenti (ematologici,RX
Torace,ECG, Eco addome,colonscopia) sono negativi salvo la
gastroscopia che evidenzia il quadro di gastrite e per la
quale è stato sottoposto a terapia eradicante. Tale
terapia non aveva però dato beneficio e si era pertanto
fatto visitare più volte dal primario del reparto in cui
era stato ricoverato che lo aveva tranquillizzato sulla
natura funzionale del disturbo ed invitato ad assumere
delle benzodiazepine che in realtà davano solo un lieve
sollievo dai disturbi.
Al
momento della mia visita il paziente riferisce la presenza
del dolore lombare sinistro che ha come unico riscontro
clinico una modesta positività della manovra di
Wassermann a sinistra, senza alterazioni dei ROT , della
forza e della sensibilità agli arti inferiori. Sto per
concludere per una lombalgia con lieve risentimento
crurale e consigliare degli analgesici e l’esecuzione,
come inizio, di un semplice RX lombo-sacrale, quando il
paziente richiama la mia attenzione anche sui suoi
“doloretti” addominali già comunque indagati a fondo
alcuni mesi prima. E’ con mia grande sorpresa che
palpando l’addome riscontro una massa pulsante in
epi-mesogastrio, spostata
verso sinistra e dolente alla palpazione. Al mio controllo
ecografico riscontro una dilatazione aneurismatica
dell’aorta addominale sovrarenale di oltre cinque
centimetri di diametro con spesso trombo parietale che
presenta un’ampia e profonda scissura come da rottura in
atto (vedi foto). L’utilizzo del box colore (non
visibile nelle foto in quanto in BN) evidenzia il
passaggio di sangue in profondità nella scissura. Il
paziente viene quindi immediatamente ricoverato ed operato
in giornata.
Dopo
meno di un mese viene a trovarmi in studio, lamentando
qualche disturbo dovuto alla ferita, ma non più né la
lombalgia né i dolori addominali.



Due
considerazioni :
·
Quando ci si trova davanti a referti troppo
succinti tipo : “ Ecografia addominale : nulla di
patologico” consiglierei una moderata diffidenza, specie
se non vi è coincidenza con il quadro clinico; sarebbe
sempre meglio ricevere dei referti che descrivono
analiticamente tutto ciò che è stato esaminato.
·
La sindrome del colon irritabile è una condizione
alquanto frequente, non per questo si è autorizzati a
considerare come tale ogni doloretto addominale, specie in
persone ansiose.
Il caso presentato aveva
alcuni aspetti che mal si conciliavano con la diagnosi
di colon irritabile :
1.
L’età di insorgenza (disturbi funzionali insorti
dopo i 50 anni sono da guardare con sospetto)
2.
I dolori addominali causavano risvegli notturni
3.
L’alvo e le feci erano regolari
4.
I disturbi non erano modificati dall’evacuazione
5.
L’esame obiettivo addominale non era negativo
Si
riportano di seguito i criteri di Manning e di Roma (più
recenti) per definizione della sindrome :
Criteri
di Manning per la diagnosi di Sindrome del Colon
irritabile
Dolore
alleviato dalla defecazione
Evacuazioni
più frequenti all’inizio del dolore
Feci
non formate all’inizio del dolore
Distensione
addominale visibile
Mucorrea
Sensazione
di evacuazione incompleta
Criteri
di Roma per la diagnosi di Sindrome del Colon irritabile
I
sintomi devono essere continui o ricorrenti per almeno 3
mesi
Dolore
o fastidio addominale che si attenua dopo la defecazione,
o
associato
a modificazione della frequenza dell’evacuazione o della
consistenza
delle feci
E/o
alterazioni delle caratteristiche dell’evacuazione per
almeno il 25%
del tempo
(tre o più delle seguenti)
1.Alterazione
del ritmo dell’evacuazione
2.Alterazione
della consistenza delle feci
3.Alterazione
della defecazione (difficoltosa,impellente,sensazione di
evacuazione incompleta)
4.Mucorrea
5.Sensazione
di gonfiore o di distensione addominale
Criteri
di esclusione
Presenza di sangue misto alle feci
Perdita di peso
Storia famigliare di cancro del colon
Recente assunzione di antibiotici
Obiettività addominale irregolare
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