Area
Cardiologica
IL COMMENTO DI ENZO PIRROTTA AL DOCUMENTO ESC
HA GIA' SOLLEVATO IL DIBATTITO >
Rispondono Marco Cambielli
e Giancarlo Eifù
L'universalizzazione dell'IMA
Il Commento di Enzo Pirrotta

Questo documento che sottopongo alla vostra
cortese attenzione è , a parere mio, emblematico
del momento che noi, professionisti della salute ,
stiamo vivendo.
Nel
processo di trasformazione della medicina da arte
fondata sull’esperienza a scienza fondata
sull’evidenza, è infatti importante condividere il
linguaggio: A=A è ancora oggi il fondamento della
logica aristotelica! Così, da questo punto di
vista, gli intenti che ispirano questo documento
di consensus sono condivisibili e lo sforzo
organizzativo e culturale
encomiabile. Ma.......
il
rischio che vedo è che la lingua comune
scelta,anche a detta degli stessi estensori,non
sarà capace nel breve-medio periodo di accomunare
tutti. Provo a spiegarmi.
Indipendentemente dalla nuova classificazione
adottata, dalla nuova definizione proposta o dagli
indicatori diagnostici validati - la troponina più
che il CPK, o le tecniche di imaging- rilevo che,
ancora una volta, pur considerando la complessità
dell’universo IMA, si scelgono criteri rigidi e
rigorosi di cut off: si ripercorre, insomma, la
strada della diagnosi a punti dell’EDM secondo il
DSM IV o la linea dell’esasperata ed ossessiva
promozione della salute perseguita dal NCEP per
cui valori di 115 LDL Chol in un diabetico o 100
cm di circonferenza vita in un giovane adulto già
non sono più ON TARGET! Mi vien da pensare che
questa tendenza sia una diretta emanazione del
concetto stesso di salute che l’OMS definisce come
“ pieno benessere psicofisico”, ma certo non fa
bene ...alla salute essere informato che il tuo
rischio cardiovascolare non si è modificato anche
se hai smesso di fumare 11 mesi fa.
Nell’ultimo mese ho fatto due esperienze formative
schizofreniche che sono illuminanti il confuso
concetto che faticosamente sto esprimendo.
Georgetown Hospital: il nuovo concetto che produce
griglie di punteggio o effetto soglia viene
matematicamente, scientificamente e rigorosamente
applicato: ergo, se hai due glicemie a 128mg/dl -
sopra la soglia di 126- sei diabetico e
conseguentemente devi seguire questo protocollo
che ti assicura... ( o forse assicura il medico
dal sistema delle assicurazioni?)
Roma: all’interno di una sessione di aggiornamento
promossa dalla Nostra Società unitamente all’ISS,ho
appreso che il PROGETTO CUORE non riconosce
valori soglia per l’inizio della terapia
antidislipidemica. I soliti italiani........
E
poi, ammesso che abbia senso un valore soglia,
siamo poi sicuri che sia un percorso virtuoso
abbassare continuamente questa soglia
adottando valori o targets che riducono il normale
o il sano a rare eccezioni ovvero rivedendo i
criteri di definizione di un evento? Gli stessi
estensori del documento di consensus per esempio
si pongono il problema dell’incremento dei costi
direttamente o indirettamente indotti dalla nuova
classificazione – costi assolutamente problematici
per i paesi sottosviluppati e/o in via di
sviluppo, con buona pace dell’universalità-;
analogamente i nuovi più rigorosi criteri che
definiscono un IMA, a loro modo di vedere, non
consentono di ritenere valide tutte quelle
evidenze o certezze scaturite da precedenti
trials che avevano avuto come end point primario
proprio la riduzione dell’incidenza di IMA!
Eppure la logica del novantanovesimo percentile
prevale su quella della sostenibilità economica
e/o sulla valenza dell’EBM.
Ma
questa non sarà certo l’ultima definitiva
consensus relativa all’IMA.