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Diabete 2: insulina basale meglio della bifasica

In pazienti diabetici, l'aggiunta a terapie orali di insulina basale o prandiale risulta più efficace rispetto a quello di insulina bifasica nel controllo dei livelli di emoglobina glicata. Questi i risultati del trial multicentrico apparso su New England Journal of Medicine in cui sono stati confrontati differenti regimi insulinici in pazienti affetti da diabete di tipo 2 con livelli subottimali di H1bc, in terapia con le dosi massime tollerate di metformina e sulfonilurea. In breve, 708 pazienti sono stati randomizzati a ricevere insulina aspart bifasica due volte al giorno, insulina aspart prandiale tre volte al giorno e insulina detemir basale una volta al giorno (due se richiesto). I livelli medi di emoglobina glicata sono risultati simili nei tre gruppi (7,1%; 6,8% e 6,9%, bifasica, prandiale e basale, rispettivamente). Tuttavia, con l'insulina bifasica è stata registrata una percentuale inferiore (31,9%) di pazienti con livelli di emoglobina glicata pari o inferiori a 6,5% sia rispetto a quella prandiale (44,7%) sia basale (43,2%). In aggiunta, il numero medio di eventi ipoglicemici per paziente per anno è risultato di 1,7, 3,0 e 5,7, per l'insulina basale, bifasica e prandiale, rispettivamente. L'incidenza di effetti indesiderati è apparsa simile per i tre gruppi.

New England Journal of Medicine, 2009; 357:1716-1730

 

Obesità: meglio liraglutide di orlistat

In individui obesi non diabetici, liraglutide determina una migliore riduzione di peso corporeo rispetto a orlistat. Per la prima volta, uno studio pubblicato su Lancet ha indagato la capacità del noto antidiabetico di indurre perdita di peso in obesi non affetti da diabete di tipo 2. L'efficacia della liraglutide è stata confrontata con quella di uno dei farmaci più utilizzati nel trattamento dell'obesità, in un trial in doppio cieco controllato con placebo, durato 20 settimane. 564 individui di età compresa tra 18 e 65 anni e con indice di massa corporea di 30-40 kg/m2, sono stati randomizzati a ricevere liraglutide (1,2; 1,8; 2,4 o 3,0 mg/die), orlistat (120 mg/tre volte al giorno) oppure placebo. Liraglutide ha prodotto una maggiore perdita di peso sia rispetto al placebo (2,8 kg) sia a orlistat (4,1 kg). In particolare, con l'antidiabetico il peso è diminuito, in media, di 4,0; 5,5; 6,3 e 7,2 kg, rispettivamente con dosi comprese tra 1,2-3,0 mg. In aggiunta, liraglutide ha sempre abbassato i valori di pressione sanguigna mentre l'incidenza di pre-diabete è stata ridotta alle dosi comprese tra 1,8 e 3,0 mg.

The Lancet, 2009; doi:10.1016/S0140-6736(09)61375-1

 

Diabete: poche luci sull'efficacia di statine

Sebbene terapie con statine si siano dimostrate in grado di ridurre in maniera significativa il rischio di patologie cardiovascolari, anche nei soggetti a elevato rischio di diabete, la correlazione tra impiego di statine e incidenza di patologia diabetica rimane controversa. Queste le conclusioni di un'ampia metanalisi pubblicata su Diabetes Care, nata dall'idea di far chiarezza sui contrastanti dati di letteratura relativi a tale associazione. Swapnil Rajpathak del Department of Medicine, Albert Einstein College of Medicine di New York ha innanzitutto riesaminato il trial Woscops (West of scotland coronary prevention study), uno dei principali studi sull'argomento, e pur trovandosi di fronte a risultati a favore di un effetto protettivo delle statine nei confronti del diabete ha evidenziato in esso l'assenza di criteri standard di valutazione. In aggiunta a questo primo studio scozzese, Rajpathak e collaboratori hanno considerato altri cinque trial randomizzati e controllati con placebo (Hps, Lipid, Ascot, Jupiter e Corona). Si tratta di studi della durata media di 3,9 anni, riguardanti circa 58mila pazienti, in cui sono stati riportati oltre 2mila casi di diabete. In sintesi, terapie con statine aumenterebbero il rischio di diabete (rr=1,13) se dalla metanalisi si esclude il trial Woscops, mentre risulterebbe ridotto (rr=1,06) se quest'ultimo viene inserito.

Diabetes Care October 2009, 32, 1924-1929

 


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Il documento più aggiornato sulla classificazione, screening, prevenzione del diabete in Italia con ampio spazio alla vigente normativa. A cura di AMD (Associazione Medici Diabetologi) e SID (Società Italiana di Diabetologia) 


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