Area
del Farmaco
"Effetto
protettivo degli antibiotici verso serie
complicazioni delle comuni infezioni del tratto
respiratorio" Petersen I and coll.BMJ doi.101136/bmj.39345.
405243.BE
L'uso
degli antibiotici nelle infezioni delle vie
respiratorie che si presentano in medicina
generale costituisce tuttora un capitolo
controverso, soprattutto per ciò che riguarda le
eventuali complicanze gravi in soggetti non
trattati.
Un importante studio retrospettivo di coorte che
ha utilizzato il database della medicina
generale inglese considerando 3,36 milioni di
infezioni del tratto respiratorio, offre una
risposta che ancora una volta sottolinea
l'inutilità dell'uso di antibiotici in caso di
otite media, mal di gola, bronchite. La
polmonite dopo una bronchite si presenta in 11
casi su 10.000, la tonsillite dopo un mal di
gola in 14 casi su 10.000 e una mastoidite in 5
casi su 10.000 otiti. Il numero dei pazienti da
trattare per prevenire un'infezione è di oltre
4000, riducendosi però sensibilemnte nei casi di
bronchite in anziani di più di 65 anni ( numero
di pazienti da trattare per evitare una
infezione pari a 39, valore che sale a 96-119
nei soggetti più giovani). Le conclusioni del
lavoro di revisione sottolineano come l'uso
degli antibiotici non sia giustificato in caso
di infezioni delle vie aeree più comuni in
medicina generale, mentre un atteggiamento di
vigile osservazione andrebbe tenuto negli
anziani con bronchite. (1) e nei bambini con
otite bilaterale e otorrea sotto i 2 anni (2)
L'articolo è accompagnato da un Editoriale che
sottolinea l'importanza dello studio anche se
non randomizzato e stressa l'importanza di un
oculato uso degli antibiotici al fine di evitare
il grave problema delle resistenze, di cui
elenca le iniziative di contrasto sorte in
Europa. (2)
1. Petersen I and coll. Protective effect of
antibiotics against serious complications of
common respiratory tract infections:
retrospective cohort study with the UK general
Practice Research Database. BMJ doi.101136/bmj.39345.405243.BE
2. Coenen S and Goossens H. Antibiotics for
respiratory tract infections in primary care.
BMJ 2007,335; 946-7
Tiazolidinedioni e scompenso cardiaco.
Rosiglitazone
e Pioglitazone sono da diversi anni in uso, ma
solo in epoca relativamente recente sono
prescrivibili direttamente dal MMG italiano. Il
loro utilizzo si è progressivamente esteso,
anche in virtù di alcune proprietà metaboliche
proprie di questa classe di farmaci.
Come spesso succede è stato abbondantemente
enfatizzato l’uso dei 2 prodotti in termini di
efficacia, mentre forse non si è
sufficientemente sottolineata la problematica
della sicurezza. Infatti da tempo è noto che
questa classe di farmaci aumenta il rischio di
scompenso cardiaco nei soggetti affetti da
diabete mellito di tipo 2, sia da soli che in
associazione, ma solo recentemente, in seguito
ad alcune pubblicazioni il problema è stato
risottolineato. La FDA con una disposizione del
14 Agosto 2007 ha sollecitato i produttori dei 2
farmaci a rinforzare il messaggio sulla loro
sicurezza CV .
E
si comincia anche a definire numericamente
l’entità del rischio. In uno studio pubblicato
su Diabetes Care, 2007, 29 Maggio, pubblicato
elettronicamente, prima della stampa, Singh S.
e coll , sulla base dei dati reperibili in
letteratura, hanno determinato con una
teleo-analisi che il NNH ( number needed to harm,
cioè il numero dei pazienti da trattare perché
si verifichi 1 evento dannoso) è circa 50 ed il
tempo di trattamento necessario è di circa 2,2
anni.
Il
medico generalista è perciò invitato a tenere
conto di questi dati per una valutazione
complessiva della scelta della terapia
ipoglicemizzante orale per i pazienti affetti da
diabete mellito di tipo 2, malattia tipicamente
cronica. Oltre al costo, sensibilmente maggiore
di altri prodotti di consolidata efficacia e
sicurezza, oltre ai dati di attività ancillare
dei glitazonici, conviene ponderare con molta
accuratezza il problema sicurezza, prima di
passare dalle “vecchie” sulfaniluree e biguanidi
ai nuovi prodotti.