Area
Urologica e Nefrologica
Progetto
Copparo-Rene
E' uno
studio osservazionale della durata di 3-5 anni su
una popolazione di 36.000 cittadini assistiti da MMG
facenti parte di un unico NCP con la partecipazione
di SNAMID (promotore), SIMG e Scuola di Nefrologia
dell'Università di Ferrara.
Consulta i dettagli
Andrea Zamboni
Uretrite
postgonococcica: non solo clamidia
L'uretrite che persiste dopo l'eradicazione con
successo di un'infezione gonococcica confermata in
laboratorio, detta uretrite postgonococcica, è
significativamente associata alla coinfezione da
Mycoplasma genitalium ed Ureaplasma urealyticum,
indipendentemente da quella da Chlamydia trachomatis.
Tale osservazione ha implicazioni per la terapia
presuntiva. In ambiente clinico non sono disponibili
test rapidi e sensibili per il rilevamento di questi
patogeni: i pazienti con uretrite gonococcica vanno
dunque trattati presuntivamente con antibiotici
attivi sia contro la clamidia che contro questi
altri batteri. La scelta della terapia per
l'uretrite deve comunque essere individualizzata,
sulla base innanzitutto dei costi per il paziente e
dei programmi, delle preferenze del paziente e degli
sforzi mirati ad ottimizzare la compliance. (Clin
Infect Dis 2007; 45: 866-74)
Efficacy and Safety of Benazepril for
Advanced Chronic Renal Insufficiency
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Significato del PSA alla luce delle atttuali
conoscenze
Vademecum per il suo uso nell’ambulatorio del Medico
di Medicina Generale
Considerazioni estratte da “Linee Guida per la
diagnosi e Trattamento della IPB” American
Urological Association 2003 - Associazione Urologi
Italiani 200
Il PSA, acronimo di Prostatic Specific Antigen, è una glico proteina della famiglia delle callicreine con attività enzimatica verso una proteina di origine vescicolare responsabile della lisi del coagulo seminale. E’ prodotta dalle cellule epiteliali prostatiche e riversata nello sperma, utilizzata anche in medicina legale come prova specifica di violenza sessuale. Qualunque condizione patologica prostatica (flogosi, IPB, Ca) porta ad un incremento e questa maggior quantità è riversata nel torrente circolatorio dove si trova in forma libera e legata alle proteine, che ne rappresentano un inattivatore aspecifico. E’ quindi un indicatore organo-specifico di patologia prostatica, con buona sensibilità ma bassa specificità per il tumore e valori di cut-off fra normalità e patologia che vengono ripetutamente discussi. Attualmente viene indicato come intervallo di riferimento da 0 a 4 ng/ml pur consapevoli che il 15 – 20% dei tumori prostatici sono nascosti da questo limite.
Già da queste considerazioni generali si capisce perché l’incremento sia modesto in corso di IPB, patologia a principale componente iperplastica mio-fibro-stromale, sia netto in corso di carcinoma prostatico, neoplasia di origine epiteliale, e sia invece tumultuoso durante un fatto flogistico generalizzato del parenchima, con rapido aumento e riduzione. La regolazione della secrezione è sotto controllo del testosterone e qualunque variazione della testosteronemia si riflette sulla concentrazione ematica (e seminale) del PSA.
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