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LINEE
GUIDA SULLA TERAPIA ORMONALE SOSTITUTIVA (HRT)
Bernando Bonanni – Istituto Europeo di Oncologia
MESSAGGI-CHIAVE:
·
Recenti
pubblicazioni (come quelle della WHI1 e del
Million Women Study2) hanno evidenziato un
certo numero di caratteristiche, alcune negative e
altre positive, della HRT.
In particolare, l’HRT combinata
continuativa orale:
1.
Aumenta il rischio cardiaco e vascolare
2.
Aumenta il rischio mammario
3.
Il rischio mammario decresce rapidamente dopo
la sospensione dell’HRT
4.
Riduce il rischio di fratture
5.
Riduce il rischio di tumori del colon-retto
NB:
La terapia con soli estrogeni (ERT) non pare
aumentare il rischio mammario.
·
Sono
state recentemente pubblicate delle raccomandazioni
ufficiali della FDA
(Food and Drugs Administration) in USA (www fda.gov) e
dell’EMEA
(European Medicine Evaluation Agency) in Europa
(www.emea.eu.int), le cui conclusioni sulle INDICAZIONI
ALLA HRT concordano sui seguenti punti:
1.
Per trattamenti di durata breve dei sintomi
menopausali il bilancio rischio-beneficio è
favorevole. E’opportuno utilizzare la minima dose
attiva per il periodo più breve possibile;
2.
Per trattamenti di lunga durata per prevenire
l’osteoporosi il bilancio non è in genere
favorevole: l’HRT andrebbe usata solo nel caso che
non sia possibile utilizzare altri trattamenti per
l’osteoporosi o nel caso che questi si siano
dimostrati inefficaci; in caso di HRT in corso,
andrebbero discusse altre opzioni terapeutiche;
3.
Nelle donne sane prive di sintomi menopausali,
il bilancio non è in genere favorevole e l’HRT non
è raccomandata; in particolare, l’HRT non è il
trattamento di scelta per la prevenzione delle
malattie cardiovascolari;
4.
Se la donna è andata in menopausa precocemente
e non ha ancora 50 anni, non c’è alcun bisogno di
cambiare l’HRT; dopo i 50 anni andrà discusso un
cambiamento della terapia.
·
Esistono
tuttavia numerose situazioni cliniche che richiedono
l’uso di HRT prolungato. In questi casi, sono utili
le seguenti RACCOMANDAZIONI
CLINICHE:
1.
E’ fondamentale l’analisi del profilo di
ogni donna (quadro mammario, cardiovascolare,
osseo, genitale, sfera psicologica e sessuale, qualità
di vita) prima di decidere se iniziare o se proseguire
HRT;
2.
Se de novo user, iniziare con le basse dosi
di E e Pg, e poi proseguire con la minima dose attiva;
3.
Se current
user (a maggior ragione nelle long
term users), passare se possibile a dosi basse;
4.
Sulla base dei fattori di rischio
cardiovascolare (vedi dati su Proteina C-Reattiva3),
potrebbe essere consigliabile preferire in molti casi
la terapia transdermica rispetto all’orale;
5.
Vista la correlazione Pg - rischio mammario,
andrà incentivata la somministrazione locale del
Pg (intrauterina, es. Mirena; capsule o anelli
intravaginali);
6.
Interruzione
HRT: sempre graduale! Es.: riduzione al 50%
della dose per 12 mesi, prima di sospendere;
7.
Controllo
clinico regolare:
ogni anno mammografia, visita senologica, visita
ginecologica;
8.
Associare misure di riduzione del rischio
cardiovascolare (trattam. ipertensione, eliminaz.
fumo) e di prevenzione dell’osteoporosi (uso
associato di calcio e vit. D, alimentazione corretta,
esercizio fisico regolare).
·
Privilegiare
sempre, se possibile, l’opzione di ricerca clinica:
combinazione HRT + tamoxifen a bassa dose: STUDIO HOT!
1.
Writing Group for the Women's Health Initiative
Investigators - JAMA.
2002, 288 (3): 321-33
2.
Million
Women Study Collaborators - Lancet. 2003;362
(9382): 419-27
3.
Decensi
A et al. - Circulation. 2002,
106 (10): 1224-8
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