National Society of Medical Education

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L'area dedicata al Centro Studi Snamid è in fase di allestimento.Centro
Studi

Direttore
Dr. Alfredo Cuffari

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foto testimonial campagna aidsPrimo dicembre : Giornata mondiale dell'AIDS

Come stabilito dalla legge 5 giugno 1990 n. 135, recante “Programma di interventi urgenti in materia di prevenzione e lotta all'AIDS”, ogni anno il Ministero realizza campagne di informazione sulla base delle indicazioni formulate dalla Commissione Nazionale per la lotta all’Aids. 
Con la campagna informativa-educativa del 2009 “Aids: la sua forza finisce dove comincia la tua. Fai il test!” il Ministero si propone di contrastare l’abbassamento dell’attenzione della popolazione italiana nei confronti del problema Aids e in particolare di incentivare i giovani adulti (30-40 enni), di qualunque orientamento sessuale, italiani e stranieri, ad effettuare il test HIV. 

Contesto
In Italia sono stimate circa 140.000 le persone viventi con l’infezione da HIV/AIDS e dalle informazioni raccolte dai sistemi di sorveglianza risulta che le caratteristiche di coloro che oggi si infettano con HIV sono completamente diverse da quelle di coloro che si infettavano dieci o venti anni fa. Non si tratta più di persone giovani e prevalentemente tossicodipendenti, ma piuttosto di adulti maturi che si infettano attraverso i rapporti sessuali non protetti (in prevalenza eterosessuali).

Obiettivi
Con la campagna informativa-educativa del 2009 il Ministero si propone di contrastare l’abbassamento dell’attenzione della popolazione italiana nei confronti del problema AIDS ed in particolare di incentivare i giovani adulti (30-40 anni), di qualunque orientamento sessuale, italiani e stranieri, ad effettuare il test HIV.

Target
Il target è costituito da quella fascia di popolazione rappresentata dai cosiddetti "inconsapevoli", vale a dire da coloro i quali non essendosi sottoposti al test ignorano la propria sieropositività, infettano gli altri attraverso i rapporti sessuali e ricevono una diagnosi tardiva della malattia.
Secondo le stime infatti più della metà dei soggetti con una nuova diagnosi di AIDS ignorava di essere infetto.

Mezzi e strumenti
La sensibilizzazione della popolazione sarà assicurata dalla diffusione di uno spot sui principali circuiti televisivi e radiofonici e da una serie di uscite sui principali organi quotidiani e periodici della carta stampata.
Approfondimenti informativi saranno presenti sul portale del Ministero e garantiti dal funzionamento del Numero verde aids 800 861 061 operante presso l’Istituto Superiore di Sanità.
Protagonista dello spot sarà infatti il noto attore cinematografico Valerio Mastandrea mentre la regia sarà assicurata dal regista Ferzan Ozpetek.

Slogan della campagna
"Aids: la sua forza finisce dove comincia la tua!" E’ il chiaro e diretto invito a fare il test rivolto agli spettatori in chiusura di spot e che costituisce lo slogan della campagna.

Pianificazione

La campagna partirà sulla stampa nazionale in concomitanza con la celebrazione della Giornata Mondiale Aids del 1° dicembre. In televisione sarà presente, nel mese di dicembre, per 14 giorni.

 

 

Uniti per la sicurezza

Il Gruppo di lavoro sulla sicurezza dei pazienti del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali ha elaborato le prime sette Guide per un'assistenza sanitaria più sicura, rivolte a tutti coloro che sono coinvolti, a vari livelli, nella promozione della sicurezza dei pazienti.  Scopo delle Guide è fornire indicazioni precise, provenienti dalla letteratura e dalle esperienze nazionali ed internazionali, a cittadini, familiari, volontari, pazienti degli studi odontoiatrici, operatori e aziende sanitarie per concorrere alla sicurezza delle cure. Non si tratta di manuali, né di linee guida per i servizi sanitari, ma di fogli informativi orientati a segnalare accorgimenti per la sicurezza dei pazienti. Solo se tutti collaboriamo la nostra salute potrà giovarne, poiché ognuno di noi, anche se inconsapevolmente, contribuisce alla qualità delle cure. Pertanto, è necessario dare la massima diffusione alle Guide affinché tutti i cittadini adottino queste misure consigliate.

Leggi le guide > www.ministerosalute.it/speciali/piSpecialiNuova.jsp?id=83

Campagna alcol "Ragazzi vediamoci chiaro"

I preoccupanti dati illustrati recentemente nell’Alcool Prevention Day 2009 tenutosi ad aprile presso l’ Istituto Superiore di Sanità e riferiti agli incrementi di consumo di alcolici da parte dei più giovani, in particolare durante il corso del fine settimana (proprio allo scopo di procurarsi un’ubriacatura – c.d. "binge drinking"), hanno suggerito di avviare un’iniziativa di comunicazione in concomitanza con il periodo estivo, vale a dire in un momento naturalmente destinato dai ragazzi allo svago.

E’ stata, infatti, realizzata una campagna stampa sui principali periodici e siti web, apprezzati dal target giovanile, e su alcuni quotidiani nazionali.

Gli obiettivi della campagna consistono nella promozione di comportamenti e stili di consumo sani e nel favorire una corretta percezione dei limiti e una corretta valutazione delle responsabilità personali, soprattutto se ci si mette alla guida di un veicolo. 

La pubblicazione degli annunci stampa e web avverrà a partire dal 2 agosto fino al 9 settembre 2009 e avrà come head line "Ragazzi vediamoci chiaro".

Terapia del dolore : più facile accedere alle cure

Ancora oggi in Italia è difficile accedere ai farmaci per combattere il dolore.
Queste difficoltà ci pongono agli ultimi posti in Europa per le prescrizioni dei farmaci oppiacei che servono a combattere il dolore e le sofferenze, cui sono costretti milioni di italiani colpiti da gravi malattie come il cancro, ma anche da patologie croniche e invalidanti o comunque da gravi traumi, etc.
Una delle cause che rendono difficile l'accesso alla terapia del dolore è l'obbligo, previsto dal Testo unico degli stupefacenti e delle sostanze psicotrope di cui al DPR 309 del 1990, di utilizzo di un ricettario speciale per la prescrizione di medicinali analgesici oppiacei per un gran numero di preparazioni medicinali contenenti antidolorifici.
In attesa di una revisione del Testo unico, il Viceministro Prof. Ferruccio Fazio, sentito il parere del Consiglio Superiore di Sanità, ha emanato oggi un'Ordinanza che iscrive temporaneamente alcune composizioni medicinali nella tabella II sezione D del Testo unico.
L'Ordinanza del 16 giugno 2009 entra in vigore il giorno della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e rimane vigente fino all'entrata in vigore delle disposizioni di revisione del Testo unico o comunque non oltre i dodici mesi.
Nell'Ordinanza stessa viene ribadita la necessità di una revisione sistematica del Testo unico.
L'iscrizione delle composizioni in Tabella II sezione D rende più semplice la prescrizione di alcuni farmaci oppiacei, consentendo al medico di utilizzare il ricettario normale anziché quello speciale ed eliminando così le difficoltà burocratiche che spesso scoraggiano tali prescrizioni.
Le composizioni medicinali, per le quali viene temporaneamente adottata la ricetta semplice, sono tutte composizioni ad uso diverso da quello parenterale, utilizzate nella terapia del dolore severo di qualsiasi origine. Sono esclusi i medicinali indicati nella terapia della disassuefazione degli stati di tossicodipendenza.
Le composizioni temporaneamente iscritte nella sezione D della Tabella II sono:
  • composizioni per somministrazioni ad uso diverso da quello parenterale contenenti codeina e diidrocodeina in quantità, espressa in base anidra, superiore a 10 mg per unità di somministrazione o in quantità percentuale, espressa in base anidra, superiore all'1% p/v (peso/volume) della soluzione multidose;

     
  • composizioni per somministrazione rettale contenenti codeina, diidrocodeina e loro sali in quantità, espressa in base anidra, superiore a 20 mg per unità di somministrazione;

     
  • composizioni per somministrazioni ad uso diverso da quello parenterale contenenti fentanyl, idrocodone, idromorfone, morfina, ossicidone e ossimorfone;

     
  • composizioni per somministrazioni ad uso transdermico contenenti buprenorfina.
     

In precedenza erano state introdotte limitate modifiche alle tabelle delle sostanze stupefacenti e psicotrope relative ad alcune preparazioni contenenti codeina o ossicodone.


Ministerosalute.it / 16 giugno 2009

Campagna 2009 su donazione e trapianto di organi, tessuti e cellule

La Campagna nazionale 2009 su donazione e trapianto di organi, tessuti e cellule è promossa dal Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali e dalle Associazioni di settore (ACTI– ADMO – AIDO – AITF – ANED – FORUM – FEDERAZIONE LIVERPOOL – ASSOCIAZIONE MARTA RUSSO).

Le campagne nazionali, realizzate dal 2000 ad oggi, hanno contribuito a diffondere una corretta informazione e a sensibilizzare la popolazione sul tema della donazione e del trapianto di organi, tessuti e cellule. Tutto ciò, al fine di favorire una maggiore consapevolezza sull’importanza di sottoscrivere la dichiarazione di volontà sulla donazione degli organi e dei tessuti dopo la morte e far accrescere la conoscenza sui benefici del trapianto.

Gli obiettvi
Gli obiettivi della campagna 2009 si basano sulla necessità di comunicare al cittadino la sicurezza, trasparenza ed efficacia del sistema pubblico “trapianti”, aumentando la fiducia verso il sistema trapianti e la consapevolezza della scelta di donare come gesto di responsabilità sociale.

I progetti correlati
Nel 2009, accanto al prosieguo dei progetti avviati negli scorsi anni, come:

è stata rivolta particolare attenzione alle iniziative dirette ai giovanissimi, come:

  • il concorso di cortometraggi “3 minuti per la vita” e il progetto per le scuole elementari.

Le Giornate nazionali: 3-10 maggio 2009

Il momento più significativo della campagna sarà costituito dall’organizzazione delle Giornate nazionali per i trapianti di organi, tessuti e cellule, dal 3 al 10 maggio, giunte quest’anno alla XII edizione.

Lo slogan scelto per questa edizione è "Un donatore moltiplica la vita", un messaggio che sottolinea l'importanza del gesto della donazione come atto di solidarietà che permette, a chi riceve un trapianto, di ricominciare a condurre una vita normale, tornando al lavoro, a praticare sport e soprattutto a progettare un futuro, con una famiglia e dei figli. È proprio con la nascita di un figlio, dopo la malattia e il trapianto, che il gesto della donazione diviene ancora più significativo.

La decisione di donare gli organi, soprattutto quando sono le famiglie dei donatori ad esprimere questa volontà, è la testimonianza di un forte sentimento di solidarietà sociale e di altruismo.

Per questo motivo, quest'anno, in occasione delle Giornate Nazionali, alcune famiglie di donatori e un folto gruppo di trapiantati diventati genitori sarà ricevuto, insieme ai propri figli, dal Presidente della Repubblica e dal Papa Benedetto XVI per testimoniare che un gesto di solidarietà come la donazione degli organi moltiplica davvero la vita!

Per ricevere informazioni sulle iniziative nazionali e locali, organizzate in occasione delle Giornate Nazionali su Donazione e Trapianto, chiama il numero verde del Centro Nazionale Trapianti 800 333 033 o visita il sito ufficiale delle
Giornate Nazionali 2009.

Influenza suina, sorveglianza del Ministero

Il Ministero sta seguendo la situazione relativa ai casi umani di influenza suina in Messico e negli Stati Uniti "con estrema attenzione, in raccordo con gli altri Paesi europei, ma senza allarmismi e senza sottovalutazione", come sottolineato dal Ministro Maurizio Sacconi. Nessun caso registrato in Italia al 27 aprile.

Come illustrato dal Sottosegretario alla Salute Prof. Ferruccio Fazio, sono state allertate già dal 24 aprile la rete di controllo Influnet del Ministero, in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità, e le altre strutture per la sorveglianza del virus sul territorio.

Gli Uffici di sanità marittima ed aerea del Ministero sono pronti a fornire informazioni per i viaggiatori da e per i due Paesi in cui si sono verificati casi umani di influenza “suina”.

 A partire dal 28 aprile i cittadini-viaggiatori potranno rivolgersi al numero di pubblica utilità 1500 del Ministero per ricevere informazioni sull’influenza “suina”. Il numero 1500, gratuito, sarà attivo tutti i giorni dalle ore 8 alle ore 20. Rispondono medici e operatori del Ministero, appositamente formati. 

Il Ministero sin dal 24 aprile ha riunito in seduta permanente una Task Force di esperti e continua a monitorare ora per ora l’evolversi della situazione in collegamento con gli organi europei e internazionali. Sono stati allertati anche gli assessorati alla sanità delle Regioni e delle Province e autonome, sottolineando l’opportunità di evitare inutili allarmismi.

E’ ancora in fase di valutazione l’opportunità di assumere iniziative relative a controlli alle frontiere.

L’Italia dispone di un preciso Piano concordato con gli altri Stati dell’Unione Europea di preparazione e risposta ad un’eventuale pandemia influenzale e di ampie scorte di farmaci antivirali da utilizzarsi in caso di necessità.

(ministerosalute.it - 25 aprile 2009)
Ultimo aggiornamento: 27 aprile 2009

 

Quello che so di meCampagna endometriosi

"Quello che non so di me"

Pur interessando 150 milioni di donne nel mondo, di cui 14 milioni di donne in Europa e 3 milioni in Italia, dell’endometriosi si sa poco o nulla. L’endometriosi è un problema socio-sanitario non percepito dalla popolazione.
E’ in questo contesto che il Ministero, in collaborazione con l’Azienda Ospedaliera Sant’Andrea di Roma, ha deciso di avviare una capillare campagna di comunicazione.

Gli obiettivi della campagna. Favorire una conoscenza maggiore dei sintomi provocati dalla patologia, stimolare il ricorso al medico di fiducia, pervenire ad una conseguente diagnosi precoce e corretta della patologia. Prevenire l’infertilità correlata alla patologia.

Il target. La campagna si rivolge alla popolazione femminile, in particolare alle donne giovani e giovanissime.
I mezzi e gli strumenti. I mezzi e gli strumenti sono stati individuati in considerazione del target di riferimento. In particolare si è deciso di realizzare un video cinematografico della durata di 180" che si ispira nel linguaggio narrativo ai telefilm più apprezzati dai ragazzi. Nel video, si ripercorre la giornata di una studentessa che è affetta, senza saperlo, di endometriosi. La protagonista soffre di forti dolori mestruali e non si sente compresa da chi le sta intorno fino a quando non scoprirà, grazie ad una visita specialistica, la causa di tanta sofferenza. Per ottenere una maggiore incisività del messaggio, il cortometraggio sarà proiettato nelle sale cinematografiche prima del film in programmazione ma al di fuori dei consueti spazi pubblicitari. Per creare interesse e attesa intorno al filmato, lo stesso sarà preannunciato dalla programmazione di un apposito trailer della durata di 30". Nelle sale cinematografiche dei circuiti Warner Village Cinemas e Opus, saranno collocati inoltre dei totem con le immagini più rappresentative della campagna e con i riferimenti al Numero verde 800-219992 e ai siti internet dedicati www.quellochenonsodime.it e www.ministerosalute.it.
Tra gli altri strumenti sono stati prodotti opuscoli e altro materiale informativo (locandine, cartoline, calendari, etc.) che saranno diffusi sul territorio con la collaborazione della Federazione Italiana di Ostetricia e Ginecologia (F.I.O.G.). Sulle emittenti radiofoniche "RTL 102.5” e “Radio Italia solo musica Italiana” e sui circuiti RIA sarà inoltre trasmesso un messaggio radiofonico che rimanda ai siti informativi sopra citati.

Il messaggio. "Quello che SO DI ME è che soffro spesso di dolori mestruali, di un dolore al basso addome,di disturbi ciclici urinari o intestinali e di dolori durante i rapporti sessuali. Quello che NON SO DI ME è che questi potrebbero essere i sintomi di una malattia molto diffusa ma poco nota: l’ENDOMETRIOSI".
Questo il messaggio, veicolato in prima persona dalla giovane protagonista, che focalizza l’attenzione sulla mancata consapevolezza che la presenza di una determinata sintomatologia, ritenuta erroneamente normale, possa essere riferibile all’endometriosi.

La pianificazione. La campagna si avvierà a partire dal 18 febbraio e si protrarrà sui diversi mezzi fino al 16 marzo.
In particolare il cortometraggio di 180” sarà proiettato per 7 giorni, 4 volte al giorno, nelle 172 sale del circuito Warner Village Cinemas, per un totale di 4.816 proiezioni.
Per quanto attiene al trailer i passaggi complessivi, sui circuiti Warner e Opus, saranno 18.848.
Per quanto concerne il piccolo schermo dal 18 al 24 febbraio sull’emittente musicale RTL TV sarà trasmesso il trailer e, dal 9 marzo al 15 marzo, in concomitanza con le uscite nelle sale Warner, il filmato di 180". Il trailer andrà in onda anche sulle emittenti satellitari Sky Vivo e Sky Show all’interno del programma "Amici". I passaggi complessivi saranno 931.

La penetrazione della campagna. La campagna avrà un’ampia visibilità.
Si prevede che la proiezione del cortometraggio nelle sale cinematografiche dei circuiti Warner e Opus assicuri, sul target di riferimento (donne nella fascia di età che va dai 14 ai 40 anni), circa 600 mila contatti.
La diffusione del radiocomunicato sulle emittenti "RTL 102.5", "Radio Italia solo musica Italiana" e sul circuito RIA dovrebbe garantire, inoltre, per tutto il periodo della campagna 10 milioni di contatti.
Per quanto riguarda gli altri mezzi utilizzati, sui siti internet di Google, Sky.it e Foxtv.it, saranno presenti dei banner di vari formati che rimanderanno alle pagine dedicate all’approfondimento informativo www.quellochenonsodime.it e www.ministerosalute.it. Gli spazi acquistati dovrebbero permettere di intercettare circa 1,4 milioni di contatti in target.


 

Renato PozzettoCampagna di comunicazione 2009 "Il fumo uccide: difenditi!"



 

Nei paesi industrializzati il fumo rappresenta la prima causa di morte per cancro. Il 25%30% di tutti i decessi causati dal cancro può essere riconducibile al consumo di tabacco.
Solo nel nostro paese si stima che circa 80.0000 decessi l’anno siano attribuibili alle conseguenze dell’abitudine al fumo.
Oggi la comunità scientifica internazionale è unanime nel riconoscere che il fumo di tabacco è la principale causa di morbosità e di mortalità prevenibile.
In Italia attualmente si stimano circa 11,2 milioni di fumatori. Vale a dire il 22,0% dell’intera popolazione. Il tabacco provoca più decessi di alcol, aids, droghe, incidenti stradali, omicidi e suicidi messi insieme.

Una politica efficace di prevenzione nei confronti di uno stile di vita non salutare e che crea una forte dipendenza come il tabagismo, necessita di un azione di informazione e di sensibilizzazione costante e di una strategia di comunicazione di lunga durata. 

"Il fumo uccide: difenditi!"

questo lo slogan della Campagna contro il tabagismo 2009, che vede come testimonial il noto e apprezzato attore di cinema e teatro Renato Pozzetto.

Obiettivi
Gli obiettivi della campagna sono costituiti da tre azioni complementari tra loro:

  • Ridurre il numero dei fumatori abituali
  • Tutelare i non fumatori sensibilizzando i fumatori sui danni provocati agli altri
  • Prevenire l’avvicinamento dei giovanissimi al fumo

Strategia
Prende in considerazione sia gli aspetti collegati alla prevenzione dell’iniziazione al fumo dei giovani (i potenziali fumatori di domani) che quelli relativi alla dissuasione all’abitudine al fumo degli adulti (i fumatori attivi).

Target
La popolazione da raggiungere con l’attività di comunicazione è rappresentata dai:

  • Fumatori abituali
  • Giovanissimi

Fasi
La campagna di comunicazione è stata ideata in fasi di realizzazione successive e collegate tra loro da svilupparsi a seconda dei target da raggiungere.

  • in un primo momento (febbraio - aprile), l’attenzione sarà rivolta alla popolazione dei fumatori attivi
  • successivamente, entro la primavera, saranno avviate anche specifiche iniziative per sensibilizzare i più giovani.

Messaggi

  • Si è voluto richiamare in modo chiaro l’attenzione sulle principali patologie fumo correlate (infarto, tumore, arteriosclerosi etc.)
  • Il contenuto del messaggio promosso è: il fumo danneggia la tua salute e riduce le tue prestazioni fisiche.
  • Una delle cause principali dell’iniziazione al fumo e del mantenimento di questa abitudine è la mancata percezione del pericolo reale per la propria salute
serviziProgetto Codice Argento per gli anziani fragili

Un "Codice Argento" per gli anziani fragili all'interno dei Pronto Soccorso e una rete di servizi di collegamento tra ospedali e territorio coordinata da figure professionali specializzate ("angeli custodi o case manager") nella valutazione delle modalità di intervento più adeguate a rispondere al bisogno di salute di ciascun individuo. Sono questi i punti-chiave del progetto "Codice Argento", presto in sperimentazione in quattro Regioni italiane, Veneto, Toscana, Lazio e Sicilia, e finalizzato a ridisegnare l'assistenza sanitaria e socio-sanitaria dedicata agli anziani fragili ad alto rischio di non autosufficienza.
Il progetto è stato presentato dal Sottosegretario alla Salute Ferruccio Fazio e dal Professor Massimo Fini, alla presenza del Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Paolo Bonaiuti. L'obiettivo della sperimentazione è di garantire agli anziani fragili risposte flessibili, personalizzate, integrate e continuative che tengano conto delle reali necessità e bisogni assistenziali di ciascun paziente, in modo da assicurare un percorso assistenziale e terapeutico controllato e validato, sia nella fase di accesso all'ospedale sia nella fase di dimissione dallo stesso.
La sperimentazione è articolata in tre sottoprogetti:
  • il primo è caratterizzato dalla formazione del personale coinvolto sia attraverso l'organizzazione di un corso di formazione a distanza, sia attraverso la realizzazione di audit interni;
  • il secondo sottoprogetto prevede lo sviluppo e la validazione di uno scoring di predizione diagnostica per gli anziani fragili da attuare all'atto del triage del pronto soccorso e da cui discendano interventi personalizzati mirati alla reale situazione del paziente;
  • il terzo, strettamente correlato al precedente, prevede l'individuazione di un case manager (angelo custode) che sappia correttamente e concretamente individuare il miglior percorso assistenziale per il paziente in fase sub o post acuta con il congruo e corretto coinvolgimento delle strutture di riabilitazione intensiva o estensiva, di lungodegenza, di assistenza domiciliare, di RSA, derivanti dalle reali esigenze del soggetto.

 
I risultati attesi, supportati da sperimentazioni similari ma non sovrapponibili in altri paesi, riguardano la riduzione della durata della degenza, del tasso di riospedalizzazione, della disabilità e mortalità intraospedaliera e ad un anno dalla dimissione, la riduzione della percentuale di istituzionalizzazione a fronte di un decremento dei costi per il Sistema Sanitario Nazionale.
Il progetto, della durata di tre anni, inizierà nei primi mesi del 2009, sarà coordinato da un comitato scientifico insediato presso questo Ministero e da un centro coordinatore, l' Università Cattolica del Sacro Cuore, che collaboreranno strettamente con le unità operative delle regioni individuate.

I risultati del progetto pilota Frutta Snack

Saranno
presentati a Roma, martedì 16 dicembre 2008,  presso l' Auditorium del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali  i risultati del progetto pilota nazionale "Frutta Snack", iniziativa finalizzata a promuovere il consumo di frutta tra i giovani promossa dai Ministeri del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali e dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca in attuazione del programma di prevenzione delle malattie croniche "Guadagnare salute". Il progetto, coordinato dalla Centrale Sperimentazioni e Servizi Agroambientali di Cesena, con l'obiettivo di promuovere il consumo di frutta e verdura tra i giovani,  è  stato realizzato in tre Regioni (Emilia Romagna, Lazio e Puglia) e ha coinvolto 82 plessi scolastici delle secondarie di secondo grado (42 a Roma, 22 a Bologna, 18 a Bari),  per un totale di 1.975 classi e 43.500 studenti. In ogni scuola è stato installato un distributore automatico di prodotti ortofrutticoli freschi ed i ragazzi hanno sperimentato l'importanza ed il piacere della frutta e della verdura in una dieta sana ed equilibrata. Gli insegnanti chiedono che l'esperienza continui. La sperimentazione, realizzata in collaborazione con gli Uffici Scolastici regionali e con la consulenza scientifica dell'Università La Sapienza di Roma e dell'Istituto di Psicologia dell'Università di Bologna, ha portato direttamente nelle scuole superiori, attraverso i distributori automatici, prodotti ortofrutticoli freschi e trasformati in confezioni monodose pronte al consumo.

Progetto Passi: sistema di sorveglianza della popolazione

"La salute degli italiani non è affatto delle peggiori come mostrano le più lunghe aspettative di vita nel nostro Paese: bisogna però migliorare per quanto riguarda la promozione degli stili di vita corretti come l'attività sportiva l'alimentazione, il fumo e l'abuso di alcol. Sono in corso le campagne di comunicazione del Ministero contro fumo e alcol e si sta valutando un programma nazionale che metta al centro lo sport come medicina, anche per affrontare i problemi degli anziani". E' quanto afferma il Sottosegretario alla Salute Ferruccio Fazio al Convegno nazionale "Passi: dalla lettura dei dati alla programmazione sanitaria" organizzato dal CCM (Centro nazionale per la prevenzione e il Controllo delle Malattie) del Ministero e dal CNESPS (Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute) dell'Istituto Superiore di Sanità, nell'ambito del quale è stata presentata la sintesi del Rapporto nazionale Passi 2007 delle Asl e delle Regioni. L'evento ha rappresentato un'occasione di riflessione sull'utilità delle informazioni raccolte per la programmazione in sanità pubblica (in particolare, Piano nazionale della prevenzione e Guadagnare salute), attraverso il contributo delle esperienze regionali e aziendali e il confronto con i partner istituzionali e i portatori di interesse. Passi (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia) è un sistema di sorveglianza continuo sui comportamenti, che possono influenzare la salute dei cittadini (abitudini alimentari, fumo, attività fisica, ecc.), e sugli interventi preventivi messi in campo dalle Aziende Sanitarie Locali e dalle Regioni. Si basa su una raccolta mensile di dati effettuata da operatori sanitari tramite interviste telefoniche con questionario standardizzato su un campione di popolazione adulta (tra i 18 e i 69 anni) estratto dalle anagrafi sanitarie. Delle 20.000 persone intervistate nel corso del 2007, il 65% ha dichiarato di ritenere buono o molto buono il proprio stato di salute; dato confortante anche se però dall'indagine risulta che il 28% del campione è completamente sedentario, il 32% è in sovrappeso e l'11% perfino obeso. Inoltre il 31% si è dichiarato fumatore e il 16% ha abitudini di consumo di alcol considerate a rischio.
 

Al via campagna per uso corretto degli antibiotici

Lo sviluppo dell'antibioticoresistenza in Italia e in tutti i Paesi europei, legato all'incremento e all'uso inappropriato degli antibiotici, costituisce un problema di particolare rilievo per la tutela della salute dei cittadini tanto da spingere istituzioni internazionali come l'Oms e l'Ecdc a lanciare l'allarme e a indire la Giornata europea per gli antibiotici il 18 novembre". Lo ha detto il Sottosegretario alla Salute Ferruccio Fazio introducendo la presentazione della Campagna "Antibiotici si, ma con cautela" realizzata dall'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) e dall'Istituto superiore di sanità (Iss) in accordo con il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali con l'obiettivo di informare i cittadini dell'importanza di ricorrere agli antibiotici solo quando necessario e dietro prescrizione del medico che ne accerti l'effettiva utilità e di non interrompere mai la terapia prima dei tempi indicati dal medico o, comunque, solo dietro sua indicazione. Al fine di raggiungere la popolazione generale, la Campagna prevede l'utilizzo di diversi strumenti di comunicazione, illustrati dal direttore generale dell'Aifa Guido Rasi, tra cui spazi sulla stampa quotidiana nazionale e locale, su periodici, femminili e testate web. Inoltre i messaggi saranno diffusi anche attraverso spot radiofonici, pubblicità dinamica urbana sugli autobus, spot cinematografici e attraverso il
sito web della Campagna. Infine, i cittadini potranno avere risposte a quesiti sull'impiego corretto degli antibiotici attraverso il numero verde AIFA 800-571661. L'azione di sensibilizzazione della popolazione generale, soprattutto in quelle regioni dove il consumo di antibiotici è più elevato, è necessaria poiché alcuni germi patogeni, come sottolineato dal Presidente dell'Iss Enrico Garaci,  importanti hanno già sviluppato livelli di antibioticoresistenza che arrivano anche al 90% e alcuni ceppi (tra cui il Micobatterio della tubercolosi) sono divenuti resistenti a tutti i 100 antibiotici disponibili tanto che in un futuro prossimo si comincia a temere di non poter disporre più di alcun farmaco per combattere le infezioni. Fattore determinante nello sviluppo dell'antibioticoresistenza è l'incremento dei consumi

                                                                                                                                              

                                                                                                                                              

Sottosegretario Fazio : insufficiente copertura vaccinale

"Solo il 25% delle persone fragili", ovvero anziani, ma anche bambini, giovani e adulti con malattie croniche, "si vaccina contro l'influenza, mentre l'obiettivo da raggiungere è del 75%, uno dei traguardi che l'Esecutivo si è prefissato". A spiegarlo è il sottosegretario alla Salute Ferruccio Fazio, in un incontro oggi a Roma sul tema. In realtà, gli anziani sono quelli che se la cavano meglio sul fronte prevenzione: "il 65% degli anziani - conferma infatti Pietro Crovari, infettivologo dell'università di Genova - si vaccina contro l'influenza". Le cose vanno di gran lunga peggio per chi fa i conti con qualche malattia cronica, nonostante il Ssn preveda anche per queste categorie, e non solo per i più attenti over65, la gratuità del siero. I numeri, al riguardo, la dicono lunga: "Solo la metà di quanti hanno avuto un infarto - conferma infatti l'esperto - si vaccina. E vanno ancor peggio i diabetici (36%), i malati oncologici (21%), le persone alle prese con malattie respiratorie (21%) e insufficienza renale (33%), o con qualche problema cardiovascolare (31%)".

 

 Linee guida per la salute orale in età evolutiva

Il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali pubblica per la prima volta le "Linee guida per la promozione della salute orale e la prevenzione delle patologie orali in età evolutiva". Obiettivo del documento è offrire a ginecologi, pediatri, neonatologi, odontoiatri, igienisti, igienisti dentali, indicazioni univoche, condivise e basate sulle migliori evidenze scientifiche disponibili per la prevenzione di carie, gengiviti e parodontiti, stomatiti, problemi ortopedici dei mascellari nei bambini da zero a quattordici anni. Alla stesura delle Linee guida hanno partecipato esperti dell'Associazione Igienisti Dentali Italiani, del Centro di collaborazione OMS per l'epidemiologia orale e l'odontoiatria di comunità, della Federazione Italiana Medici Pediatri, del Ministero, del Movimento Italiano Genitori, della Società Italiana di Ginecologia e Odontoiatria, della Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica, della Società Italiana di Neonatologia, della Società Italiana di Odontoiatria Infantile, della Società Italiana di Pediatria e dell'Università. Le raccomandazioni contenute nelle Linee guida sono uno strumento per gli operatori avente il fine di contribuire al raggiungimento degli obiettivi indicati dall'OMS (entro il 2010 il 90 per cento dei bambini di età compresa tra i 5 e i 6 anni deve essere esente da carie e a 18 anni non deve esserci nessuna perdita di denti dovuta a carie o a malattia parodontale). Attualmente in Italia più del 20 per cento dei bambini di 4 anni di età presenta carie, mentre a 12 anni l'incidenza sale al 44 per cento.

 

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Okkio alla Salute: mappa obesità infantile in Italia

In Italia, ogni cento bambini della classe terza elementare 24 sono in sovrappeso e 12 obesi. Complessivamente si stimano oltre un milione di bambini tra i sei e gli undici anni con problemi di obesità e sovrappeso: più di un bambino su tre. Dati e stime sono il frutto del progetto "Okkio alla SALUTE", un'indagine condotta nelle scuole italiane dal Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali - CCM - e coordinata dall'Istituto Superiore di Sanità, in collaborazione con il Ministero della Istruzione, dell'Università e della Ricerca, 18 Regioni italiane e con la partecipazione dell'Istituto Nazionale di Ricerca e Nutrizione.
"Sono dati allarmanti - ha affermato il Sottosegretario alla Salute Francesca Martini - che mostrano come il problema obesità sia non solo un problema sanitario, ma soprattutto educativo e sociale e che serve un approccio intersettoriale che, a partire dalla tutela della salute futura, coinvolga tutti gli attori in gioco, in primis la famiglia, poi la scuola, le istituzioni fino alle aziende". Ed ancora "va assolutamente rivalutata l'attività fisica ha proseguito il Sottosegretario - oggi carente nella scuola italiana: auspico il ritorno ai giochi della gioventù che tengano impegnati i bambini in una fascia di età importante per il loro futuro. Insomma bisogna cominciare a pensare e trattare l'obesità e il sovrappeso come una patologia seria che produce malattie invalidanti nell'età adulta". L'indagine rappresenta il primo monitoraggio sulla popolazione in età evolutiva condotto con strumenti e parametri uniformi, in accordo con l'Organizzazione Mondiale della Sanità, in grado di fornire l'esatto quadro del fenomeno in Italia e dati omogenei e confrontabili utili per la programmazione e la valutazione degli interventi di prevenzione delle malattie croniche. Lo studio, condotto da 1028 operatori del SSN appositamente formati, ha misurato il peso e l'altezza di circa 46 mila bambini in 2610 scuole elementari , calcolandone l'indice di massa corporeo, e consegna una "mappa" relativa al sovrappeso e all'obesità dei bambini che mostra differenze significative tra regione e regione, soprattutto tra Nord e Sud. In particolare, se il sovrappeso appare piuttosto diffuso con valori vicini alla media nazionale del 24 per cento nelle diverse aree del Paese , per quanto riguarda l'obesità si riscontrano picchi maggiori con scostamenti rilevanti dalla media nazionale in alcune regioni del Sud, con in testa la Campania che ha un tasso di obesità del 21% , seguita dalla Sicilia e dalla Calabria, rispettivamente con il 17 e 16%, contro una media nazionale del 12% e i valori minimi del 4% in Friuli Venezia Giulia o il 7% in Sardegna. L'indagine ha permesso anche una raccolta di dati sulle abitudini alimentari, sull'attività fisica e sulla percezione del problema da parte dei genitori. Tra le cattive abitudine alimentari, un'assente o scorretta prima colazione. Infatti, l'11% dei bimbi salta la colazione e il 28% non la fa in maniera adeguata. Troppe calorie (più di cento), invece, alla merenda e quasi un bambino su quattro non consuma né frutta né verdura. Anche l'attività fisica, nel nostro Paese, dai risultati dell'indagine, sembra non avere la sua giusta collocazione. Molta televisione e videogiochi e poca attività fisica sia a scuola che a casa. La metà dei bambini, infatti, possiede un televisore in camera propria e solo 1 bambino su 10 svolge il livello di attività fisica raccomandato per la sua età. La percezione del problema da parte dei genitori sembra inversamente proporzionale alla frequenza statistica del peso in eccesso: quattro mamme su dieci di bimbi in sovrappeso non ritengono che il proprio figlio abbia un peso eccessivo rispetto all'altezza. Anche la quantità di attività fisica sembra non avere la giusta valutazione.

 

Raccomandazioni su prevenzione e controllo influenza

Il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali ha predisposto la circolare con le raccomandazioni sulla prevenzione e il controllo dell'influenza per la stagione 2008- 2009. In particolare la Circolare ricorda le recenti misure di igiene e protezione individuale, non farmaceutiche, indicate dall' ECDC per ridurre la trasmissione del virus:

 

  • Lavaggio delle mani (in assenza di acqua, uso di gel alcolici)
  • Buona igiene respiratoria (coprire bocca e naso quando si starnutisce o tossisce, trattare i fazzoletti e lavarsi le mani)
  • Isolamento volontario a casa di delle persone con malattie respiratorie febbrili specie in fase iniziale
  • Uso di mascherine da parte delle persone con sintomatologie influenzali, quando si trovano in ambienti sanitari (ospedali)

Riguardo alla vaccinazione, invece, mezzo efficace e sicuro per prevenire l'influenza e le sue complicanze, la circolare oltre ad aggiornare la composizione dei vaccini antinfluenzali sottolinea un efficacia in media nell'80% dei casi. Negli anziani che vivono in comunità, l'efficacia stimata della vaccinazione nel ridurre la mortalità legata all'influenza è pari in media al 50%. Il vaccino antinfluenzale è indicato per la protezione di tutti i soggetti che non abbiano specifiche controindicazioni alla sua somministrazione. Il periodo destinato alla conduzione delle campagne di vaccinazione antinfluenzale è, per la nostra situazione climatica e per l'andamento temporale mostrato dalle epidemie influenzali in Italia, quello autunnale, a partire dalla metà di ottobre fino a fine dicembre. In accordo con gli obiettivi specifici indicati dalla pianificazione sanitaria nazionale la Circolare indica i gruppi di popolazione per cui l'offerta attiva e gratuita di vaccinazione è prioritaria da parte dei servizi territoriali di prevenzione, direttamente o attraverso servizi collegati (medici di famiglia, ospedali, datori di lavoro). La Circolare raccomanda inoltre che il vaccino antinfluenzale non deve essere somministrato a:

  1. Lattanti al di sotto dei sei mesi (per mancanza di studi clinici controllati che dimostrino l'innocuità del vaccino in tali fasce d'età).
  2. Soggetti che abbiano manifestato reazioni di tipo anafilattico ad una precedente vaccinazione o ad uno dei suoi componenti.

Per quanto riguarda la tipologia dei vaccini si ricorda che quelli disponibili in Italia sono tutti equivalenti e che è importante conservarli in frigo (non in freezer) ad una temperatura compresa tra i 2° e gli 8° gradi.

Leggi la circolare in pdf >

Tutela della salute anche in spiaggia - vietati i massaggi abusivi sulle spiagge.

Il sottosegretario alla Salute Francesca Martini ha firmato un'Ordinanza urgente contenente misure "per la tutela dell'incolumità pubblica dal rischio derivante dall'esecuzione di massaggi lungo i litorali", con lo scopo di prevenire gli effetti pericolosi che possono essere generati dalla pratica sulle spiagge, da parte di soggetti ambulanti, di prestazioni estetiche o terapeutiche.

L’Ordinanza, considerata la diffusione sui litorali durante la stagione balneare dell’offerta di massaggi da parte di ambulanti, vieta di offrire, a qualsiasi titolo, prestazioni riconducibili a massaggi estetici o terapeutici da parte di soggetti ambulanti, allo scopo di salvaguardare la salute delle persone dai rischi derivanti da pratiche svolte da operatori non in possesso di adeguata preparazione e competenza.
Il provvedimento ribadisce infatti la fondamentale importanza dell’igiene personale degli operatori e in particolare di quella delle mani per la prevenzione di infezioni cutanee e, considerato inoltre l’utilizzo di oli, pomate, creme, unguenti e altri prodotti la cui composizione e origine non sono note e che potrebbero generare fenomeni di fotosensibilizzazione della pelle, stabilisce che il particolare contesto in cui tali attività vengono svolte non garantisce il rispetto delle adeguate condizioni igieniche né l’erogazione delle prestazioni in ambienti appropriati. L’applicazione e il rispetto dell’Ordinanza spettano ai Sindaci dei Comuni interessati.
In merito al contenuto dell’Ordinanza il Sottosegretario Martini ha dichiarato: “Ritengo fondamentale che non sussistano nel nostro Paese presunte extraterritorialità, grazie alle quali non solo vengono potenzialmente lesi gli standard di sicurezza per i cittadini ma anche la credibilità di chi opera in questo settore. Per questo chiedo la collaborazione dei Sindaci dei Comuni interessati e di tutti i gestori di stabilimenti balneari”.

(Redazione ministerosalute.it / 11 agosto 2008)

 

Nessuna contaminazione nucleare

In merito all'incidente verificatosi nella centrale nucleare slovena di Krsko, e al conseguente allerta lanciato dalla Commissione europea, l'Agenzia nazionale per la protezione dell'ambiente (Apat), interpellata dal Ministero, conferma che l'incidente non ha riguardato emissioni nell'ambiente circostante di materiale radioattivo, ma si è trattato di una rottura dell'impianto di raffreddamento ad acqua del nucleo produttivo con versamento dell'apposito liquido contaminato nella vasca esteriore al nucleo appositamente destinata. La vasca ha assorbito completamente il liquido di raffreddamento contaminato senza alcuna emissione nell'ambiente esterno e, pertanto, si può escludere qualsiasi rischio di contaminazione nucleare del nostro Paese. Si conferma, invece, l'efficienza dei nostri sistemi di allerta nucleari permanenti. Il Ministero del Lavoro, Salute e Politiche Sociali continuerà a monitorare in tempo reale l'evoluzione del fenomeno in costante collegamento con le autorità responsabili dell'Unione europea e della Slovenia.

 

Vaccinazione contro il Papilloma virus
Al via in tutta Italia l'offerta gratuita della vaccinazione per le dodicenni

L’Italia è il primo Paese europeo a pianificare una strategia di vaccinazione pubblica contro il Papilloma virus (HPV), l’agente virale responsabile del cancro della cervice uterina, malattia che causa ogni anno circa mille morti.

Secondo le informazioni scientifiche oggi disponibili, la vaccinazione contro l'HPV è sicura, ben tollerata e in grado di prevenire nella quasi totalità dei casi l’insorgenza di un’infezione persistente dei due ceppi virali responsabili attualmente del 70% dei casi di tumore alla cervice uterina.

L’utilizzo del vaccino comunque affianca, ma non sostituisce, lo screening periodico attraverso il PAP test, attualmente raccomandato per le donne di età compresa tra i 25 e i 64 anni, che ha già portato negli anni a una drastica riduzione delle morti, attraverso la diagnosi precoce delle lesioni precancerose e del tumore.

A partire dal mese di marzo, la campagna di offerta del vaccino attiva e gratuita sarà rivolta alle ragazze dagli 11 ai 12 in modo uniforme in tutto il territorio italiano, e negli anni produrrà una progressiva immunizzazione della popolazione giovane adulta esposta al rischio di infezione.

Per favorire la diffusione in tutto il Paese della vaccinazione pubblica contro il carcinoma della cervice uterina, nella Finanziaria 2008 sono stati stanziati 30 milioni di euro come contributo aggiuntivo alle risorse già previste nell’ambito dei fondi per l’assistenza farmaceutica. Altri 40 milioni di euro sono stati reperiti dai capitoli di bilancio del Ministero della Salute.

1° Conferenza Nazionale sulle Cure Primarie

Nei giorni 25 e 26 febbraio 2008 si terrà a Bologna, al Palazzo dei Congressi (Piazza della Costituzione), la 1° Conferenza nazionale sulle cure primarie. Lavorare insieme per la salute. Cure primarie e integrazione per riorientare il sistema agli obiettivi di salute.

La Conferenza rappresenta un momento di riflessione sulle esperienze di rinnovamento dell’assistenza sanitaria compiute nel nostro Paese, affinché si trovi il modo di renderle coerenti con gli interventi di assistenza sociale e si crei  una continuità assistenziale.
Il tempo è anche maturo per discutere di come integrare gli apporti delle diverse professioni coerentemente allo sviluppo che hanno conosciuto in questi anni e che è tutt’ora in atto.

Il confronto su questi temi, che deve coinvolgere cittadini, operatori e professionisti, è fondamentale in una sanità che si voglia partecipata poiché il nostro Servizio Sanitario Nazionale, di cui quest’anno ricorre il trentennale dalla istituzione, è fondato da sempre sulla partecipazione dei cittadini.

 
Subito il nuovo bando per formare MMG
Un nuovo bando di concorso per l'ammissione al corso di formazione specifica in medicina generale, in tutte le Regioni e Province autonome. A chiederlo è Pietrino Forfori, della segreteria nazionale dello Smi (Sindacato medici italiani), in una lettera inviata ieri al ministro della Salute Livia Turco e a tutti gli assessori alla Sanità delle Regioni. Solo così infatti, secondo lo Smi, "si potrà sanare un'ingiustizia e riempire i posti non assegnati nelle scuole di formazione dei medici di famiglia". "La nostra richiesta - sottolinea Forfori in una nota - è di fare un nuovo bando, così come ha già fatto la provincia di Trento. Questo è l'esempio da seguire, lo chiediamo con forza al ministro e alle Regioni". Il sindacato, alla luce dei risultati degli esami di ammissione al corso di formazione per il triennio 2007-10, ha infatti verificato che la percentuale di idonei "è largamente insufficiente" a ricoprire il fabbisogno programmato di medici di famiglia. Nella lettera inviata dal sindacato alla Turco viene anche riportata una tabella che evidenzia l'elevato numero dei posti non assegnati. Ad esempio in Puglia, per un numero programmato di 85 posti, sono stati ammessi solo 20 partecipanti al corso. Sulla stessa linea la Lombardia, dove a fronte di 100 posti programmati ne sono stati ammessi solo 60. Lo Smi chiede quindi che venga emesso nelle singole Regioni e Province autonome "un nuovo bando di concorso per l'ammissione al corso di formazione specifica in medicina generale per il numero residuo di posti vacanti".
Comitato nazionale per la bioetica
Testamento biologico: Marini, nasconde questioni economiche
"I sostenitori del testamento biologico affermano di condurre una 'battaglia di civiltà' in nome della libertà e dell'autodeterminazione individuale. Ma tacciono sui motivi che collegano il testamento biologico a una prospettiva meramente pragmatica: l'impatto sulla spesa sanitaria del mantenimento in vita dei malati terminali". Così Luca Marini, presidente del Centro di studi biogiuridici Ecsel e vice presidente del Comitato nazionale per la bioetica (Cnb), commenta "la campagna stampa condotta in questi giorni a favore del testamento biologico, espressione ambigua che - secondo Marini - dovrebbe essere sostituita con 'dichiarazioni anticipate di trattamento'". "Tenuto conto delle fonti giuridiche e deontologiche già esistenti, quali l'articolo 32 della Costituzione, i Patti internazionali sui diritti civili e politici e il nuovo Codice di deontologia medica - continua l'esperto - appare quantomeno controversa la necessità di ulteriori norme in materia. In particolare, il consenso informato già oggi può tradursi in 'dichiarazioni anticipate' che possono legittimamente prevedere anche il rifiuto delle cure. Resta invece da vedere se una legge sul testamento biologico non finisca per introdurre forme più o meno esplicite di eutanasia. Non è in discussione il principio dell'autodeterminazione: rispetto a un intervento legislativo affrettato e non condiviso, è prioritario favorire una comunicazione obiettiva sul valore e i limiti di una effettiva 'alleanza terapeutica', che non riduca il paziente a semplice interlocutore e il medico - conclude a mero esecutore".

Salute della donne, insediata Commissione
L’obiettivo principale è la preparazione della Prima Conferenza Nazionale, prevista alla fine dell’anno, in cui verrà presentato il primo Piano Intersettoriale triennale

Il Ministro della Salute Livia Turco ha insediato oggi la “Commissione salute delle donne”. La Commissione della durata di tre anni ha le seguenti finalità: elaborazione del Piano strategico intersettoriale per la promozione e tutela della salute psico-fisica delle donne e la Conferenza Nazionale delle donne; approccio di genere alla salute; azioni per: salute sessuale e riproduttiva, percorso nascita, aspetti preventivi nelle varie fasi della vita delle donne; violenza contro le donne. Aprendo i lavori della Commissione il Ministro Livia Turco ne ha sottolineato l’importanza: “La promozione della salute delle donne è un obiettivo strategico per la promozione della salute di tutta la popolazione, è misura della qualità – e quindi dell’efficacia ed equità- del nostro sistema sanitario, ma è anche molto di più. E’ uno spartiacque che coinvolge un insieme complesso e intrecciato di responsabilità, competenze, professionalità, esperienze, che richiede il concerto dei diversi livelli istituzionali e di decisione politica, ed è, anche, un vero paradigma del livello di civiltà, democrazia e sviluppo di un Paese". Il Ministro ha sottolineato le cose fatte in questo campo: "abbiamo stanziato rilevanti risorse nell’ultima Finanziaria, promosso il Piano d’azioni sulla salute materno-infantile, in coerenza con le raccomandazioni delle Conferenze Internazionali sulla salute, con quelle dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e dell’Unicef, in applicazione delle risoluzioni dell’Unione Europea, in accordo con le Società scientifiche e gli Ordini professionali. Inoltre, abbiamo presentato al Parlamento un disegno di legge sulla tutela della salute e dei diritti della partoriente e del nato, attualmente pronto per l’esame dell’Aula della Camera dei Deputati; avviato, insieme al Ministero degli Esteri, il percorso verso la Conferenza per il Partenariato con i Paesi del Mediterraneo e del Medio Oriente per la promozione globale della salute e in particolare di quella delle donne; promosso numerosi progetti tra cui “Qualità e valutazione di modelli operativi del Percorso Nascita” e “Salute donna per la ricerca nella medicina di genere. Ma non basta: abbiamo lavorato affinché si istituissero specifici corsi di formazione di Medicina di genere presso le Università e, prima fra tutte, l’Università Tor Vergata di Roma ha deciso di istituire dal prossimo anno accademico un Master presso la Facoltà di medicina". L’obiettivo principale della Commissione è la preparazione di un evento che il Ministro ha definito "del tutto inedito per i governi del nostro paese e che costituisce un’occasione straordinaria, una sfida innovativa", cioè la Prima Conferenza Nazionale sulla salute delle donne, prevista alla fine dell’anno e che avrà il compito di presentare il Primo Piano Intersettoriale triennale sulla salute delle donne.

 

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