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Primo
dicembre : Giornata mondiale dell'AIDS
Come
stabilito dalla legge 5 giugno 1990 n. 135, recante
“Programma di interventi urgenti in materia di
prevenzione e lotta all'AIDS”, ogni anno il
Ministero realizza campagne di informazione sulla
base delle indicazioni formulate dalla Commissione
Nazionale per la lotta all’Aids.
Con la campagna informativa-educativa del 2009
“Aids: la sua forza finisce dove comincia la
tua. Fai il test!” il Ministero si propone
di contrastare l’abbassamento dell’attenzione della
popolazione italiana nei confronti del problema Aids
e in particolare di incentivare i giovani adulti
(30-40 enni), di qualunque orientamento sessuale,
italiani e stranieri, ad effettuare il test HIV.
Contesto
In Italia sono stimate circa 140.000 le persone
viventi con l’infezione da HIV/AIDS e dalle
informazioni raccolte dai sistemi di sorveglianza
risulta che le caratteristiche di coloro che oggi si
infettano con HIV sono completamente diverse da
quelle di coloro che si infettavano dieci o venti
anni fa. Non si tratta più di persone giovani e
prevalentemente tossicodipendenti, ma piuttosto di
adulti maturi che si infettano attraverso i rapporti
sessuali non protetti (in prevalenza eterosessuali).
Obiettivi
Con la campagna informativa-educativa del 2009 il
Ministero si propone di contrastare l’abbassamento
dell’attenzione della popolazione italiana nei
confronti del problema AIDS ed in particolare di
incentivare i giovani adulti (30-40 anni), di
qualunque orientamento sessuale, italiani e
stranieri, ad effettuare il test HIV.
Target
Il target è costituito da quella fascia di
popolazione rappresentata dai cosiddetti
"inconsapevoli", vale a dire da coloro i quali non
essendosi sottoposti al test ignorano la propria
sieropositività, infettano gli altri attraverso i
rapporti sessuali e ricevono una diagnosi tardiva
della malattia.
Secondo le stime infatti più della metà dei soggetti
con una nuova diagnosi di AIDS ignorava di essere
infetto.
Mezzi e strumenti
La sensibilizzazione della popolazione sarà
assicurata dalla diffusione di uno spot sui
principali circuiti televisivi e radiofonici e da
una serie di uscite sui principali organi quotidiani
e periodici della carta stampata.
Approfondimenti informativi saranno presenti sul
portale del Ministero e garantiti dal funzionamento
del Numero verde aids 800 861 061 operante presso
l’Istituto Superiore di Sanità.
Protagonista dello spot sarà infatti il noto attore
cinematografico Valerio Mastandrea mentre la regia
sarà assicurata dal regista Ferzan Ozpetek.
Slogan della campagna
"Aids: la sua forza finisce dove comincia la tua!"
E’ il chiaro e diretto invito a fare il test rivolto
agli spettatori in chiusura di spot e che
costituisce lo slogan della campagna.
Pianificazione
La campagna partirà sulla stampa nazionale in
concomitanza con la celebrazione della Giornata
Mondiale Aids del 1° dicembre. In televisione sarà
presente, nel mese di dicembre, per 14 giorni.

Uniti
per la sicurezza
Il Gruppo di lavoro sulla sicurezza dei
pazienti del Ministero del Lavoro, della
Salute e delle Politiche Sociali ha
elaborato le prime sette Guide per
un'assistenza sanitaria più sicura,
rivolte a tutti coloro che sono coinvolti,
a vari livelli, nella promozione della
sicurezza dei pazienti. Scopo delle
Guide è fornire indicazioni precise,
provenienti dalla letteratura e dalle
esperienze nazionali ed internazionali, a
cittadini, familiari, volontari, pazienti
degli studi odontoiatrici, operatori e
aziende sanitarie per concorrere alla
sicurezza delle cure. Non si tratta di
manuali, né di linee guida per i servizi
sanitari, ma di fogli informativi
orientati a segnalare accorgimenti per la
sicurezza dei pazienti. Solo se tutti
collaboriamo la nostra salute potrà
giovarne, poiché ognuno di noi, anche se
inconsapevolmente, contribuisce alla
qualità delle cure. Pertanto, è necessario
dare la massima diffusione alle Guide
affinché tutti i cittadini adottino queste
misure consigliate.
Leggi le guide >
www.ministerosalute.it/speciali/piSpecialiNuova.jsp?id=83

Campagna alcol "Ragazzi vediamoci chiaro"
I preoccupanti dati illustrati recentemente nell’Alcool Prevention Day 2009 tenutosi ad aprile presso l’ Istituto Superiore di Sanità e riferiti agli incrementi di consumo di alcolici da parte dei più giovani, in particolare durante il corso del fine settimana (proprio allo scopo di procurarsi un’ubriacatura – c.d. "binge drinking"), hanno suggerito di avviare un’iniziativa di comunicazione in concomitanza con il periodo estivo, vale a dire in un momento naturalmente destinato dai ragazzi allo svago.
E’ stata, infatti, realizzata una campagna stampa sui principali periodici e siti web, apprezzati dal target giovanile, e su alcuni quotidiani nazionali.
Gli obiettivi della campagna consistono nella promozione di comportamenti e stili di consumo sani e nel favorire una corretta percezione dei limiti e una corretta valutazione delle responsabilità personali, soprattutto se ci si mette alla guida di un veicolo.
La pubblicazione degli annunci stampa e web avverrà a partire dal 2 agosto fino al 9 settembre 2009 e avrà come head line "Ragazzi vediamoci chiaro".
Terapia del
dolore : più facile accedere alle cure
Ancora oggi in Italia è difficile
accedere ai farmaci per combattere il
dolore.
Queste difficoltà ci pongono agli ultimi
posti in Europa per le prescrizioni dei
farmaci oppiacei che servono a
combattere il dolore e le sofferenze,
cui sono costretti milioni di italiani
colpiti da gravi malattie come il
cancro, ma anche da patologie croniche e
invalidanti o comunque da gravi traumi,
etc.
Una delle cause che rendono difficile
l'accesso alla terapia del dolore è
l'obbligo, previsto dal Testo unico
degli stupefacenti e delle sostanze
psicotrope di cui al DPR 309 del 1990,
di utilizzo di un ricettario speciale
per la prescrizione di medicinali
analgesici oppiacei per un gran numero
di preparazioni medicinali contenenti
antidolorifici.
In attesa di una revisione del Testo
unico, il Viceministro Prof. Ferruccio
Fazio, sentito il parere del Consiglio
Superiore di Sanità, ha emanato oggi
un'Ordinanza che iscrive temporaneamente
alcune composizioni medicinali nella
tabella II sezione D del Testo unico.
L'Ordinanza del 16 giugno 2009 entra in
vigore il giorno della pubblicazione in
Gazzetta Ufficiale e rimane vigente fino
all'entrata in vigore delle disposizioni
di revisione del Testo unico o comunque
non oltre i dodici mesi.
Nell'Ordinanza stessa viene ribadita la
necessità di una revisione sistematica
del Testo unico.
L'iscrizione delle composizioni in
Tabella II sezione D rende più semplice
la prescrizione di alcuni farmaci
oppiacei, consentendo al medico di
utilizzare il ricettario normale anziché
quello speciale ed eliminando così le
difficoltà burocratiche che spesso
scoraggiano tali prescrizioni.
Le composizioni medicinali, per le quali
viene temporaneamente adottata la
ricetta semplice, sono tutte
composizioni ad uso diverso da quello
parenterale, utilizzate nella terapia
del dolore severo di qualsiasi origine.
Sono esclusi i medicinali indicati nella
terapia della disassuefazione degli
stati di tossicodipendenza.
Le composizioni temporaneamente iscritte
nella sezione D della Tabella II sono:
-
composizioni per somministrazioni ad
uso diverso da quello parenterale
contenenti codeina e diidrocodeina in
quantità, espressa in base anidra,
superiore a 10 mg per unità di
somministrazione o in quantità
percentuale, espressa in base anidra,
superiore all'1% p/v (peso/volume)
della soluzione multidose;
-
composizioni per somministrazione
rettale contenenti codeina,
diidrocodeina e loro sali in quantità,
espressa in base anidra, superiore a
20 mg per unità di somministrazione;
-
composizioni per somministrazioni ad
uso diverso da quello parenterale
contenenti fentanyl, idrocodone,
idromorfone, morfina, ossicidone e
ossimorfone;
-
composizioni per somministrazioni ad
uso transdermico contenenti
buprenorfina.
In precedenza erano state introdotte
limitate modifiche alle tabelle delle
sostanze stupefacenti e psicotrope
relative ad alcune preparazioni
contenenti codeina o ossicodone.
Ministerosalute.it / 16 giugno 2009
Campagna
2009 su donazione e trapianto di organi, tessuti e
cellule
La Campagna nazionale 2009 su donazione e trapianto di organi, tessuti e cellule è promossa dal Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali e dalle Associazioni di settore (ACTI– ADMO – AIDO – AITF – ANED – FORUM – FEDERAZIONE LIVERPOOL – ASSOCIAZIONE MARTA RUSSO).
Le
campagne nazionali, realizzate dal 2000 ad oggi,
hanno contribuito a diffondere una corretta
informazione e a sensibilizzare la popolazione sul
tema della donazione e del trapianto di organi,
tessuti e cellule. Tutto ciò, al fine di favorire
una maggiore consapevolezza sull’importanza di
sottoscrivere la dichiarazione di volontà sulla
donazione degli organi e dei tessuti dopo la morte e
far accrescere la conoscenza sui benefici del
trapianto.
Gli obiettvi
Gli obiettivi della campagna 2009 si basano sulla
necessità di comunicare al cittadino la sicurezza,
trasparenza ed efficacia del sistema pubblico
“trapianti”, aumentando la fiducia verso il sistema
trapianti e la consapevolezza della scelta di donare
come gesto di responsabilità sociale.
I progetti correlati
Nel 2009, accanto al prosieguo dei progetti avviati
negli scorsi anni, come:
è
stata rivolta particolare attenzione alle iniziative
dirette ai giovanissimi, come:
-
il concorso di cortometraggi “3 minuti per la
vita” e il progetto per le scuole elementari.
Le Giornate nazionali: 3-10
maggio 2009
Il momento più significativo della campagna sarà
costituito dall’organizzazione delle
Giornate nazionali per i trapianti di organi,
tessuti e cellule, dal 3 al 10 maggio,
giunte quest’anno alla XII edizione.
Lo slogan scelto per questa edizione è "Un donatore
moltiplica la vita", un messaggio che sottolinea
l'importanza del gesto della donazione come atto di
solidarietà che permette, a chi riceve un trapianto,
di ricominciare a condurre una vita normale,
tornando al lavoro, a praticare sport e soprattutto
a progettare un futuro, con una famiglia e dei
figli. È proprio con la nascita di un figlio, dopo
la malattia e il trapianto, che il gesto della
donazione diviene ancora più significativo.
La decisione di donare gli organi, soprattutto
quando sono le famiglie dei donatori ad esprimere
questa volontà, è la testimonianza di un forte
sentimento di solidarietà sociale e di altruismo.
Per questo motivo, quest'anno, in occasione delle
Giornate Nazionali, alcune famiglie di donatori e un
folto gruppo di trapiantati diventati genitori sarà
ricevuto, insieme ai propri figli, dal Presidente
della Repubblica e dal Papa Benedetto XVI per
testimoniare che un gesto di solidarietà come la
donazione degli organi moltiplica davvero la vita!
Per ricevere informazioni sulle iniziative nazionali
e locali, organizzate in occasione delle Giornate
Nazionali su Donazione e Trapianto, chiama il
numero verde del Centro Nazionale
Trapianti 800 333 033 o visita il
sito ufficiale delle
Giornate Nazionali 2009.
Influenza suina, sorveglianza del Ministero
Il Ministero sta seguendo la situazione relativa
ai casi umani di influenza suina in Messico e
negli Stati Uniti "con estrema attenzione, in
raccordo con gli altri Paesi europei, ma senza
allarmismi e senza sottovalutazione", come
sottolineato dal Ministro Maurizio Sacconi.
Nessun caso registrato in Italia al 27 aprile.
Come illustrato dal Sottosegretario alla Salute
Prof. Ferruccio Fazio, sono state allertate già
dal 24 aprile la rete di controllo
Influnet del Ministero, in
collaborazione con l’Istituto Superiore di
Sanità, e le altre strutture per la sorveglianza
del virus sul territorio.
Gli Uffici di sanità marittima ed aerea del
Ministero sono pronti a fornire informazioni per
i viaggiatori da e per i due Paesi in cui si
sono verificati casi umani di influenza “suina”.
A partire dal 28 aprile i cittadini-viaggiatori
potranno rivolgersi al numero di
pubblica utilità 1500
del Ministero per ricevere informazioni
sull’influenza “suina”. Il numero 1500,
gratuito, sarà attivo tutti i giorni dalle ore 8
alle ore 20. Rispondono medici e operatori del
Ministero, appositamente formati.
Il Ministero sin dal 24 aprile ha riunito in
seduta permanente una Task Force di esperti e
continua a monitorare ora per ora l’evolversi
della situazione in collegamento con gli organi
europei e internazionali. Sono stati allertati
anche gli assessorati alla sanità delle Regioni
e delle Province e autonome, sottolineando
l’opportunità di evitare inutili allarmismi.
E’ ancora in fase di valutazione l’opportunità
di assumere iniziative relative a controlli alle
frontiere.
L’Italia dispone di un preciso Piano concordato
con gli altri Stati dell’Unione Europea di
preparazione e risposta ad un’eventuale pandemia
influenzale e di ampie scorte di farmaci
antivirali da utilizzarsi in caso di necessità.
(ministerosalute.it - 25 aprile 2009)
Ultimo aggiornamento: 27 aprile 2009
Campagna
endometriosi
"Quello che
non so di me"
Pur
interessando 150 milioni di donne nel mondo, di cui
14 milioni di donne in Europa e 3 milioni in Italia,
dell’endometriosi si sa poco o nulla. L’endometriosi
è un problema socio-sanitario non percepito dalla
popolazione.
E’ in questo contesto che il Ministero, in
collaborazione con l’Azienda Ospedaliera Sant’Andrea
di Roma, ha deciso di avviare una capillare campagna
di comunicazione.
Gli obiettivi della campagna.
Favorire una conoscenza
maggiore dei sintomi provocati dalla patologia,
stimolare il ricorso al medico di fiducia, pervenire
ad una conseguente diagnosi precoce e corretta della
patologia. Prevenire l’infertilità correlata alla
patologia.
Il
target.
La campagna si rivolge alla
popolazione femminile, in particolare alle donne
giovani e giovanissime.
I mezzi e gli strumenti.
I mezzi e gli strumenti sono stati individuati in
considerazione del target di riferimento. In
particolare si è deciso di realizzare un video
cinematografico della durata di 180" che si ispira
nel linguaggio narrativo ai telefilm più apprezzati
dai ragazzi. Nel video, si ripercorre la giornata di
una studentessa che è affetta, senza saperlo, di
endometriosi. La protagonista soffre di forti dolori
mestruali e non si sente compresa da chi le sta
intorno fino a quando non scoprirà, grazie ad una
visita specialistica, la causa di tanta sofferenza.
Per ottenere una maggiore incisività del messaggio,
il cortometraggio sarà proiettato nelle sale
cinematografiche prima del film in programmazione ma
al di fuori dei consueti spazi pubblicitari. Per
creare interesse e attesa intorno al filmato, lo
stesso sarà preannunciato dalla programmazione di un
apposito trailer della durata di 30". Nelle sale
cinematografiche dei circuiti Warner Village Cinemas
e Opus, saranno collocati inoltre dei totem con le
immagini più rappresentative della campagna e con i
riferimenti al Numero verde 800-219992 e ai siti
internet dedicati
www.quellochenonsodime.it
e www.ministerosalute.it.
Tra gli altri strumenti sono stati prodotti opuscoli
e altro materiale informativo (locandine, cartoline,
calendari, etc.) che saranno diffusi sul territorio
con la collaborazione della Federazione Italiana di
Ostetricia e Ginecologia (F.I.O.G.). Sulle emittenti
radiofoniche "RTL 102.5” e “Radio Italia solo musica
Italiana” e sui circuiti RIA sarà inoltre trasmesso
un messaggio radiofonico che rimanda ai siti
informativi sopra citati.
Il messaggio.
"Quello che SO DI ME è che
soffro spesso di dolori mestruali, di un dolore al
basso addome,di disturbi ciclici urinari o
intestinali e di dolori durante i rapporti sessuali.
Quello che NON SO DI ME è che questi potrebbero
essere i sintomi di una malattia molto diffusa ma
poco nota: l’ENDOMETRIOSI".
Questo il messaggio, veicolato in prima persona
dalla giovane protagonista, che focalizza
l’attenzione sulla mancata consapevolezza che la
presenza di una determinata sintomatologia, ritenuta
erroneamente normale, possa essere riferibile
all’endometriosi.
La pianificazione.
La campagna si avvierà a
partire dal 18 febbraio e si protrarrà sui diversi
mezzi fino al 16 marzo.
In particolare il cortometraggio di 180” sarà
proiettato per 7 giorni, 4 volte al giorno, nelle
172 sale del circuito Warner Village Cinemas, per un
totale di 4.816 proiezioni.
Per quanto attiene al trailer i passaggi
complessivi, sui circuiti Warner e Opus, saranno
18.848.
Per quanto concerne il piccolo schermo dal 18 al 24
febbraio sull’emittente musicale RTL TV sarà
trasmesso il trailer e, dal 9 marzo al 15 marzo, in
concomitanza con le uscite nelle sale Warner, il
filmato di 180". Il trailer andrà in onda anche
sulle emittenti satellitari Sky Vivo e Sky Show
all’interno del programma "Amici". I passaggi
complessivi saranno 931.
La penetrazione della campagna.
La campagna avrà un’ampia
visibilità.
Si prevede che la proiezione del cortometraggio
nelle sale cinematografiche dei circuiti Warner e
Opus assicuri, sul target di riferimento (donne
nella fascia di età che va dai 14 ai 40 anni), circa
600 mila contatti.
La diffusione del radiocomunicato sulle emittenti "RTL
102.5", "Radio Italia solo musica Italiana" e sul
circuito RIA dovrebbe garantire, inoltre, per tutto
il periodo della campagna 10 milioni di contatti.
Per quanto riguarda gli altri mezzi utilizzati, sui
siti internet di Google, Sky.it e Foxtv.it, saranno
presenti dei banner di vari formati che rimanderanno
alle pagine dedicate all’approfondimento informativo
www.quellochenonsodime.it e www.ministerosalute.it.
Gli spazi acquistati dovrebbero permettere di
intercettare circa 1,4 milioni di contatti in
target.
Campagna
di comunicazione 2009 "Il fumo uccide: difenditi!"
Nei
paesi industrializzati il fumo rappresenta la prima
causa di morte per cancro. Il 25%30% di tutti i
decessi causati dal cancro può essere riconducibile
al consumo di tabacco.
Solo nel nostro paese si stima che circa 80.0000
decessi l’anno siano attribuibili alle conseguenze
dell’abitudine al fumo.
Oggi la comunità scientifica internazionale è
unanime nel riconoscere che il fumo di tabacco è la
principale causa di morbosità e di mortalità
prevenibile.
In Italia attualmente si stimano circa 11,2 milioni
di fumatori. Vale a dire il 22,0% dell’intera
popolazione. Il tabacco provoca più decessi di
alcol, aids, droghe, incidenti stradali, omicidi e
suicidi messi insieme.
Una
politica efficace di prevenzione nei confronti di
uno stile di vita non salutare e che crea una forte
dipendenza come il tabagismo, necessita di un azione
di informazione e di sensibilizzazione costante e di
una strategia di comunicazione di lunga durata.
"Il fumo uccide: difenditi!",
questo
lo slogan della Campagna contro il tabagismo
2009, che vede come testimonial il noto e apprezzato
attore di cinema e teatro Renato Pozzetto.
Obiettivi
Gli obiettivi della campagna sono costituiti da tre
azioni complementari tra loro:
-
Ridurre il numero dei fumatori abituali
-
Tutelare i non fumatori sensibilizzando i fumatori
sui danni provocati agli altri
-
Prevenire l’avvicinamento dei giovanissimi al fumo
Strategia
Prende in considerazione sia gli aspetti
collegati alla prevenzione dell’iniziazione al fumo
dei giovani (i potenziali fumatori di domani) che
quelli relativi alla dissuasione all’abitudine al
fumo degli adulti (i fumatori attivi).
Target
La popolazione da raggiungere con l’attività di
comunicazione è rappresentata dai:
-
Fumatori abituali
-
Giovanissimi
Fasi
La campagna di comunicazione è stata ideata
in fasi di realizzazione successive e collegate tra
loro da svilupparsi a seconda dei target da
raggiungere.
-
in un primo momento (febbraio - aprile),
l’attenzione sarà rivolta alla popolazione dei
fumatori attivi
-
successivamente, entro la primavera, saranno
avviate anche specifiche iniziative per
sensibilizzare i più giovani.
Messaggi
-
Si è voluto richiamare in modo chiaro l’attenzione
sulle principali patologie fumo correlate
(infarto, tumore, arteriosclerosi etc.)
-
Il contenuto del messaggio promosso è:
il fumo danneggia la tua salute e riduce le
tue prestazioni fisiche.
-
Una delle cause principali dell’iniziazione al
fumo e del mantenimento di questa abitudine è la
mancata percezione del pericolo reale per la
propria salute
Progetto
Codice Argento per gli anziani fragili
Un "Codice Argento" per gli anziani fragili
all'interno dei Pronto Soccorso e una rete
di servizi di collegamento tra ospedali e
territorio coordinata da figure
professionali specializzate ("angeli custodi
o case manager") nella valutazione delle
modalità di intervento più adeguate a
rispondere al bisogno di salute di ciascun
individuo. Sono questi i punti-chiave del
progetto "Codice Argento", presto in
sperimentazione in quattro Regioni italiane,
Veneto, Toscana, Lazio e Sicilia, e
finalizzato a ridisegnare l'assistenza
sanitaria e socio-sanitaria dedicata agli
anziani fragili ad alto rischio di non
autosufficienza.
Il progetto è stato presentato dal
Sottosegretario alla Salute Ferruccio Fazio
e dal Professor Massimo Fini, alla presenza
del Sottosegretario di Stato alla Presidenza
del Consiglio dei Ministri Paolo Bonaiuti.
L'obiettivo della sperimentazione è di
garantire agli anziani fragili risposte
flessibili, personalizzate, integrate e
continuative che tengano conto delle reali
necessità e bisogni assistenziali di ciascun
paziente, in modo da assicurare un percorso
assistenziale e terapeutico controllato e
validato, sia nella fase di accesso
all'ospedale sia nella fase di dimissione
dallo stesso.
La sperimentazione è articolata in tre
sottoprogetti:
-
il primo è
caratterizzato dalla formazione del
personale coinvolto sia attraverso
l'organizzazione di un corso di formazione
a distanza, sia attraverso la
realizzazione di audit interni;
-
il secondo
sottoprogetto prevede lo sviluppo e la
validazione di uno scoring di predizione
diagnostica per gli anziani fragili da
attuare all'atto del triage del pronto
soccorso e da cui discendano interventi
personalizzati mirati alla reale
situazione del paziente;
-
il terzo,
strettamente correlato al precedente,
prevede l'individuazione di un case
manager (angelo custode) che sappia
correttamente e concretamente individuare
il miglior percorso assistenziale per il
paziente in fase sub o post acuta con il
congruo e corretto coinvolgimento delle
strutture di riabilitazione intensiva o
estensiva, di lungodegenza, di assistenza
domiciliare, di RSA, derivanti dalle reali
esigenze del soggetto.
I risultati attesi, supportati da
sperimentazioni similari ma non
sovrapponibili in altri paesi, riguardano la
riduzione della durata della degenza, del
tasso di riospedalizzazione, della
disabilità e mortalità intraospedaliera e ad
un anno dalla dimissione, la riduzione della
percentuale di istituzionalizzazione a
fronte di un decremento dei costi per il
Sistema Sanitario Nazionale.
Il progetto, della durata di tre anni,
inizierà nei primi mesi del 2009, sarà
coordinato da un comitato scientifico
insediato presso questo Ministero e da un
centro coordinatore, l' Università Cattolica
del Sacro Cuore, che collaboreranno
strettamente con le unità operative delle
regioni individuate. |
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I
risultati del progetto pilota Frutta Snack
Saranno presentati a Roma, martedì 16 dicembre
2008, presso l' Auditorium del Ministero del
Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali i
risultati del progetto pilota nazionale "Frutta
Snack", iniziativa finalizzata a promuovere il
consumo di frutta tra i giovani promossa dai
Ministeri del Lavoro, della Salute e delle Politiche
Sociali e dell'Istruzione, dell'Università e della
Ricerca in attuazione del programma di prevenzione
delle malattie croniche "Guadagnare salute". Il
progetto, coordinato dalla Centrale Sperimentazioni
e Servizi Agroambientali di Cesena, con l'obiettivo
di promuovere il consumo di frutta e verdura tra i
giovani, è stato realizzato in tre Regioni (Emilia
Romagna, Lazio e Puglia) e ha coinvolto 82 plessi
scolastici delle secondarie di secondo grado (42 a
Roma, 22 a Bologna, 18 a Bari), per un totale di
1.975 classi e 43.500 studenti. In ogni scuola è
stato installato un distributore automatico di
prodotti ortofrutticoli freschi ed i ragazzi hanno
sperimentato l'importanza ed il piacere della frutta
e della verdura in una dieta sana ed equilibrata.
Gli insegnanti chiedono che l'esperienza continui.
La sperimentazione, realizzata in collaborazione con
gli Uffici Scolastici regionali e con la consulenza
scientifica dell'Università La Sapienza di Roma e
dell'Istituto di Psicologia dell'Università di
Bologna, ha portato direttamente nelle scuole
superiori, attraverso i distributori automatici,
prodotti ortofrutticoli freschi e trasformati in
confezioni monodose pronte al consumo.
Progetto Passi: sistema di sorveglianza della
popolazione
"La salute degli italiani non è affatto delle
peggiori come mostrano le più lunghe aspettative di
vita nel nostro Paese: bisogna però migliorare per
quanto riguarda la promozione degli stili di
vita corretti come l'attività sportiva
l'alimentazione, il fumo e l'abuso di alcol. Sono in
corso le campagne di comunicazione del Ministero
contro fumo e alcol e si sta valutando un programma
nazionale che metta al centro lo sport come
medicina, anche per affrontare i problemi degli
anziani". E' quanto afferma il Sottosegretario alla
Salute Ferruccio Fazio al Convegno nazionale "Passi:
dalla lettura dei dati alla programmazione
sanitaria" organizzato dal CCM (Centro nazionale per
la prevenzione e il Controllo delle Malattie) del
Ministero e dal CNESPS (Centro Nazionale di
Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della
Salute) dell'Istituto Superiore di Sanità,
nell'ambito del quale è stata presentata la sintesi
del Rapporto nazionale Passi 2007 delle Asl e delle
Regioni. L'evento ha rappresentato un'occasione di
riflessione sull'utilità delle informazioni raccolte
per la programmazione in sanità pubblica (in
particolare, Piano nazionale della prevenzione e
Guadagnare salute), attraverso il contributo delle
esperienze regionali e aziendali e il confronto con
i partner istituzionali e i portatori di interesse.
Passi (Progressi delle Aziende Sanitarie per la
Salute in Italia) è un sistema di sorveglianza
continuo sui comportamenti, che possono influenzare
la salute dei cittadini (abitudini alimentari, fumo,
attività fisica, ecc.), e sugli interventi
preventivi messi in campo dalle Aziende Sanitarie
Locali e dalle Regioni. Si basa su una raccolta
mensile di dati effettuata da operatori sanitari
tramite interviste telefoniche con questionario
standardizzato su un campione di popolazione adulta
(tra i 18 e i 69 anni) estratto dalle anagrafi
sanitarie. Delle 20.000 persone intervistate nel
corso del 2007, il 65% ha dichiarato di ritenere
buono o molto buono il proprio stato di salute; dato
confortante anche se però dall'indagine risulta che
il 28% del campione è completamente sedentario, il
32% è in sovrappeso e l'11% perfino obeso. Inoltre
il 31% si è dichiarato fumatore e il 16% ha
abitudini di consumo di alcol considerate a rischio.
Al
via campagna per uso corretto degli antibiotici
Lo sviluppo dell'antibioticoresistenza in Italia e
in tutti i Paesi europei, legato all'incremento e
all'uso inappropriato degli antibiotici, costituisce
un problema di particolare rilievo per la tutela
della salute dei cittadini tanto da spingere
istituzioni internazionali come l'Oms e l'Ecdc a
lanciare l'allarme e a indire la Giornata europea
per gli antibiotici il 18 novembre". Lo ha detto il
Sottosegretario alla Salute Ferruccio Fazio
introducendo la presentazione della Campagna
"Antibiotici si, ma con cautela" realizzata
dall'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) e
dall'Istituto superiore di sanità (Iss) in accordo
con il Ministero del Lavoro, della Salute e delle
Politiche Sociali con l'obiettivo di informare i
cittadini dell'importanza di ricorrere agli
antibiotici solo quando necessario e dietro
prescrizione del medico che ne accerti l'effettiva
utilità e di non interrompere mai la terapia prima
dei tempi indicati dal medico o, comunque, solo
dietro sua indicazione. Al fine di raggiungere la
popolazione generale, la Campagna prevede l'utilizzo
di diversi strumenti di comunicazione, illustrati
dal direttore generale dell'Aifa Guido Rasi, tra cui
spazi sulla stampa quotidiana nazionale e locale, su
periodici, femminili e testate web. Inoltre i
messaggi saranno diffusi anche attraverso spot
radiofonici, pubblicità dinamica urbana sugli
autobus, spot cinematografici e attraverso il
sito web della Campagna.
Infine, i cittadini potranno avere risposte a
quesiti sull'impiego corretto degli antibiotici
attraverso il numero verde AIFA 800-571661. L'azione
di sensibilizzazione della popolazione generale,
soprattutto in quelle regioni dove il consumo di
antibiotici è più elevato, è necessaria poiché
alcuni germi patogeni, come sottolineato dal
Presidente dell'Iss Enrico Garaci, importanti hanno
già sviluppato livelli di antibioticoresistenza che
arrivano anche al 90% e alcuni ceppi (tra cui il
Micobatterio della tubercolosi) sono divenuti
resistenti a tutti i 100 antibiotici disponibili
tanto che in un futuro prossimo si comincia a temere
di non poter disporre più di alcun farmaco per
combattere le infezioni. Fattore determinante nello
sviluppo dell'antibioticoresistenza è l'incremento
dei consumi
Sottosegretario
Fazio : insufficiente copertura vaccinale
"Solo il 25% delle
persone fragili", ovvero anziani, ma anche bambini,
giovani e adulti con malattie croniche, "si vaccina
contro l'influenza, mentre l'obiettivo da
raggiungere è del 75%, uno dei traguardi che
l'Esecutivo si è prefissato". A spiegarlo è il
sottosegretario alla Salute Ferruccio Fazio, in un
incontro oggi a Roma sul tema. In realtà, gli
anziani sono quelli che se la cavano meglio sul
fronte prevenzione: "il 65% degli anziani - conferma
infatti Pietro Crovari, infettivologo
dell'università di Genova - si vaccina contro
l'influenza". Le cose vanno di gran lunga peggio per
chi fa i conti con qualche malattia cronica,
nonostante il Ssn preveda anche per queste
categorie, e non solo per i più attenti over65, la
gratuità del siero. I numeri, al riguardo, la dicono
lunga: "Solo la metà di quanti hanno avuto un
infarto - conferma infatti l'esperto - si vaccina. E
vanno ancor peggio i diabetici (36%), i malati
oncologici (21%), le persone alle prese con malattie
respiratorie (21%) e insufficienza renale (33%), o
con qualche problema cardiovascolare (31%)".

Linee guida per la salute orale in età evolutiva
Il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali pubblica per la prima volta le "Linee guida per la promozione della salute orale e la prevenzione delle patologie orali in età evolutiva". Obiettivo del documento è offrire a ginecologi, pediatri, neonatologi, odontoiatri, igienisti, igienisti dentali, indicazioni univoche, condivise e basate sulle migliori evidenze scientifiche disponibili per la prevenzione di carie, gengiviti e parodontiti, stomatiti, problemi ortopedici dei mascellari nei bambini da zero a quattordici anni. Alla stesura delle Linee guida hanno partecipato esperti dell'Associazione Igienisti Dentali Italiani, del Centro di collaborazione OMS per l'epidemiologia orale e l'odontoiatria di comunità, della Federazione Italiana Medici Pediatri, del Ministero, del Movimento Italiano Genitori, della Società Italiana di Ginecologia e Odontoiatria, della Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica, della Società Italiana di Neonatologia, della Società Italiana di Odontoiatria Infantile, della Società Italiana di Pediatria e dell'Università. Le raccomandazioni contenute nelle Linee guida sono uno strumento per gli operatori avente il fine di contribuire al raggiungimento degli obiettivi indicati dall'OMS (entro il 2010 il 90 per cento dei bambini di età compresa tra i 5 e i 6 anni deve essere esente da carie e a 18 anni non deve esserci nessuna perdita di denti dovuta a carie o a malattia parodontale). Attualmente in Italia più del 20 per cento dei bambini di 4 anni di età presenta carie, mentre a 12 anni l'incidenza sale al 44 per cento.
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Okkio alla Salute: mappa obesità infantile in Italia
In Italia, ogni cento bambini della classe terza elementare 24 sono in sovrappeso e 12 obesi. Complessivamente si stimano oltre un milione di bambini tra i sei e gli undici anni con problemi di obesità e sovrappeso: più di un bambino su tre. Dati e stime sono il frutto del progetto "Okkio alla SALUTE", un'indagine condotta nelle scuole italiane dal Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali - CCM - e coordinata dall'Istituto Superiore di Sanità, in collaborazione con il Ministero della Istruzione, dell'Università e della Ricerca, 18 Regioni italiane e con la partecipazione dell'Istituto Nazionale di Ricerca e Nutrizione.
"Sono dati allarmanti - ha affermato il Sottosegretario alla Salute Francesca Martini - che mostrano come il problema obesità sia non solo un problema sanitario, ma soprattutto educativo e sociale e che serve un approccio intersettoriale che, a partire dalla tutela della salute futura, coinvolga tutti gli attori in gioco, in primis la famiglia, poi la scuola, le istituzioni fino alle aziende". Ed ancora "va assolutamente rivalutata l'attività fisica ha proseguito il Sottosegretario - oggi carente nella scuola italiana: auspico il ritorno ai giochi della gioventù che tengano impegnati i bambini in una fascia di età importante per il loro futuro. Insomma bisogna cominciare a pensare e trattare l'obesità e il sovrappeso come una patologia seria che produce malattie invalidanti nell'età adulta". L'indagine rappresenta il primo monitoraggio sulla popolazione in età evolutiva condotto con strumenti e parametri uniformi, in accordo con l'Organizzazione Mondiale della Sanità, in grado di fornire l'esatto quadro del fenomeno in Italia e dati omogenei e confrontabili utili per la programmazione e la valutazione degli interventi di prevenzione delle malattie croniche. Lo studio, condotto da 1028 operatori del SSN appositamente formati, ha misurato il peso e l'altezza di circa 46 mila bambini in 2610 scuole elementari , calcolandone l'indice di massa corporeo, e consegna una "mappa" relativa al sovrappeso e all'obesità dei bambini che mostra differenze significative tra regione e regione, soprattutto tra Nord e Sud. In particolare, se il sovrappeso appare piuttosto diffuso con valori vicini alla media nazionale del 24 per cento nelle diverse aree del Paese , per quanto riguarda l'obesità si riscontrano picchi maggiori con scostamenti rilevanti dalla media nazionale in alcune regioni del Sud, con in testa la Campania che ha un tasso di obesità del 21% , seguita dalla Sicilia e dalla Calabria, rispettivamente con il 17 e 16%, contro una media nazionale del 12% e i valori minimi del 4% in Friuli Venezia Giulia o il 7% in Sardegna. L'indagine ha permesso anche una raccolta di dati sulle abitudini alimentari, sull'attività fisica e sulla percezione del problema da parte dei genitori. Tra le cattive abitudine alimentari, un'assente o scorretta prima colazione. Infatti, l'11% dei bimbi salta la colazione e il 28% non la fa in maniera adeguata. Troppe calorie (più di cento), invece, alla merenda e quasi un bambino su quattro non consuma né frutta né verdura. Anche l'attività fisica, nel nostro Paese, dai risultati dell'indagine, sembra non avere la sua giusta collocazione. Molta televisione e videogiochi e poca attività fisica sia a scuola che a casa. La metà dei bambini, infatti, possiede un televisore in camera propria e solo 1 bambino su 10 svolge il livello di attività fisica raccomandato per la sua età. La percezione del problema da parte dei genitori sembra inversamente proporzionale alla frequenza statistica del peso in eccesso: quattro mamme su dieci di bimbi in sovrappeso non ritengono che il proprio figlio abbia un peso eccessivo rispetto all'altezza. Anche la quantità di attività fisica sembra non avere la giusta valutazione.

Raccomandazioni su prevenzione e controllo influenza
Il
Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche
Sociali ha predisposto la circolare con le
raccomandazioni sulla prevenzione e il controllo
dell'influenza per la stagione 2008- 2009. In
particolare la Circolare ricorda le recenti misure
di igiene e protezione individuale, non
farmaceutiche, indicate dall' ECDC per ridurre la
trasmissione del virus:
-
Lavaggio delle mani (in
assenza di acqua, uso di gel alcolici)
-
Buona igiene respiratoria
(coprire bocca e naso quando si starnutisce o
tossisce, trattare i fazzoletti e lavarsi le mani)
-
Isolamento volontario a casa
di delle persone con malattie respiratorie
febbrili specie in fase iniziale
-
Uso di mascherine da parte
delle persone con sintomatologie influenzali,
quando si trovano in ambienti sanitari (ospedali)
Riguardo alla vaccinazione, invece, mezzo
efficace e sicuro per prevenire l'influenza e le sue
complicanze, la circolare oltre ad aggiornare la
composizione dei vaccini antinfluenzali sottolinea
un efficacia in media nell'80% dei casi. Negli
anziani che vivono in comunità, l'efficacia stimata
della vaccinazione nel ridurre la mortalità legata
all'influenza è pari in media al 50%. Il vaccino
antinfluenzale è indicato per la protezione di tutti
i soggetti che non abbiano specifiche
controindicazioni alla sua somministrazione. Il
periodo destinato alla conduzione delle campagne di
vaccinazione antinfluenzale è, per la nostra
situazione climatica e per l'andamento temporale
mostrato dalle epidemie influenzali in Italia,
quello autunnale, a partire dalla metà di ottobre
fino a fine dicembre. In accordo con gli obiettivi
specifici indicati dalla pianificazione sanitaria
nazionale la Circolare indica i gruppi di
popolazione per cui l'offerta attiva e gratuita di
vaccinazione è prioritaria da parte dei servizi
territoriali di prevenzione, direttamente o
attraverso servizi collegati (medici di famiglia,
ospedali, datori di lavoro). La Circolare raccomanda
inoltre che il vaccino antinfluenzale non deve
essere somministrato a:
-
Lattanti al di sotto dei sei
mesi (per mancanza di studi clinici controllati
che dimostrino l'innocuità del vaccino in tali
fasce d'età).
-
Soggetti che abbiano
manifestato reazioni di tipo anafilattico ad una
precedente vaccinazione o ad uno dei suoi
componenti.
Per quanto riguarda la tipologia dei vaccini si
ricorda che quelli disponibili in Italia sono tutti
equivalenti e che è importante conservarli in frigo
(non in freezer) ad una temperatura compresa tra i
2° e gli 8° gradi.
Leggi la circolare in pdf >
Tutela
della salute anche in spiaggia - vietati i
massaggi abusivi sulle spiagge.
Il
sottosegretario alla Salute Francesca Martini ha
firmato un'Ordinanza urgente contenente misure
"per la tutela dell'incolumità pubblica dal
rischio derivante dall'esecuzione di massaggi
lungo i litorali", con lo scopo di prevenire gli
effetti pericolosi che possono essere generati
dalla pratica sulle spiagge, da parte di soggetti
ambulanti, di prestazioni estetiche o
terapeutiche.
L’Ordinanza, considerata la diffusione sui litorali
durante la stagione balneare dell’offerta di
massaggi da parte di ambulanti, vieta di offrire, a
qualsiasi titolo, prestazioni riconducibili a
massaggi estetici o terapeutici da parte di soggetti
ambulanti, allo scopo di salvaguardare la salute
delle persone dai rischi derivanti da pratiche
svolte da operatori non in possesso di adeguata
preparazione e competenza.
Il provvedimento ribadisce infatti la fondamentale
importanza dell’igiene personale degli operatori e
in particolare di quella delle mani per la
prevenzione di infezioni cutanee e, considerato
inoltre l’utilizzo di oli, pomate, creme, unguenti e
altri prodotti la cui composizione e origine non
sono note e che potrebbero generare fenomeni di
fotosensibilizzazione della pelle, stabilisce che il
particolare contesto in cui tali attività vengono
svolte non garantisce il rispetto delle adeguate
condizioni igieniche né l’erogazione delle
prestazioni in ambienti appropriati. L’applicazione
e il rispetto dell’Ordinanza spettano ai Sindaci dei
Comuni interessati.
In merito al contenuto dell’Ordinanza il
Sottosegretario Martini ha dichiarato: “Ritengo
fondamentale che non sussistano nel nostro Paese
presunte extraterritorialità, grazie alle quali non
solo vengono potenzialmente lesi gli standard di
sicurezza per i cittadini ma anche la credibilità di
chi opera in questo settore. Per questo chiedo la
collaborazione dei Sindaci dei Comuni interessati e
di tutti i gestori di stabilimenti balneari”.
(Redazione ministerosalute.it / 11 agosto 2008)
Nessuna
contaminazione nucleare
In merito all'incidente verificatosi nella centrale
nucleare slovena di Krsko, e al conseguente allerta
lanciato dalla Commissione europea, l'Agenzia
nazionale per la protezione dell'ambiente (Apat),
interpellata dal Ministero, conferma che l'incidente
non ha riguardato emissioni nell'ambiente
circostante di materiale radioattivo, ma si è
trattato di una rottura dell'impianto di
raffreddamento ad acqua del nucleo produttivo con
versamento dell'apposito liquido contaminato nella
vasca esteriore al nucleo appositamente destinata.
La vasca ha assorbito completamente il liquido di
raffreddamento contaminato senza alcuna emissione
nell'ambiente esterno e, pertanto, si può escludere
qualsiasi rischio di contaminazione nucleare del
nostro Paese. Si conferma, invece, l'efficienza dei
nostri sistemi di allerta nucleari permanenti. Il
Ministero del Lavoro, Salute e Politiche Sociali
continuerà a monitorare in tempo reale l'evoluzione
del fenomeno in costante collegamento con le
autorità responsabili dell'Unione europea e della
Slovenia.
Vaccinazione contro il Papilloma virus
Al via in tutta Italia l'offerta gratuita della
vaccinazione per le dodicenni
L’Italia è il primo Paese europeo a pianificare
una strategia di vaccinazione pubblica contro il
Papilloma virus (HPV), l’agente virale
responsabile del cancro della cervice uterina,
malattia che causa ogni anno circa mille morti.
Secondo le informazioni scientifiche oggi
disponibili, la vaccinazione contro l'HPV è
sicura, ben tollerata e in grado di prevenire
nella quasi totalità dei casi l’insorgenza di
un’infezione persistente dei due ceppi virali
responsabili attualmente del 70% dei casi di
tumore alla cervice uterina.
L’utilizzo del vaccino comunque affianca, ma non
sostituisce, lo screening periodico attraverso
il PAP test, attualmente raccomandato per le
donne di età compresa tra i 25 e i 64 anni, che
ha già portato negli anni a una drastica
riduzione delle morti, attraverso la diagnosi
precoce delle lesioni precancerose e del tumore.
A partire dal mese di marzo, la campagna di
offerta del vaccino attiva e gratuita sarà
rivolta alle ragazze dagli 11 ai 12 in modo
uniforme in tutto il territorio italiano, e
negli anni produrrà una progressiva
immunizzazione della popolazione giovane adulta
esposta al rischio di infezione.
Per favorire la diffusione in tutto il Paese
della vaccinazione pubblica contro il carcinoma
della cervice uterina, nella Finanziaria 2008
sono stati stanziati 30 milioni di euro come
contributo aggiuntivo alle risorse già previste
nell’ambito dei fondi per l’assistenza
farmaceutica. Altri 40 milioni di euro sono
stati reperiti dai capitoli di bilancio del
Ministero della Salute.
1°
Conferenza Nazionale sulle Cure Primarie
Nei
giorni 25 e 26 febbraio 2008 si terrà a Bologna,
al Palazzo dei Congressi (Piazza della
Costituzione), la 1° Conferenza nazionale sulle
cure primarie. Lavorare insieme per
la salute. Cure primarie e integrazione per
riorientare il sistema agli obiettivi di salute.
La Conferenza rappresenta un momento di
riflessione sulle esperienze di rinnovamento
dell’assistenza sanitaria compiute nel nostro
Paese, affinché si trovi il modo di renderle
coerenti con gli interventi di assistenza sociale
e si crei una continuità assistenziale.
Il tempo è anche maturo per discutere di come
integrare gli apporti delle diverse professioni
coerentemente allo sviluppo che hanno conosciuto
in questi anni e che è tutt’ora in atto.
Il confronto su questi temi, che deve coinvolgere
cittadini, operatori e professionisti, è
fondamentale in una sanità che si voglia
partecipata poiché il nostro Servizio Sanitario
Nazionale, di cui quest’anno ricorre il
trentennale dalla istituzione, è fondato da sempre
sulla partecipazione dei cittadini.
Subito il nuovo bando per formare MMG
Un nuovo bando di concorso per l'ammissione al corso di formazione specifica in medicina generale, in tutte le Regioni e Province autonome. A chiederlo è Pietrino Forfori, della segreteria nazionale dello Smi (Sindacato medici italiani), in una lettera inviata ieri al ministro della Salute Livia Turco e a tutti gli assessori alla Sanità delle Regioni. Solo così infatti, secondo lo Smi, "si potrà sanare un'ingiustizia e riempire i posti non assegnati nelle scuole di formazione dei medici di famiglia". "La nostra richiesta - sottolinea Forfori in una nota - è di fare un nuovo bando, così come ha già fatto la provincia di Trento. Questo è l'esempio da seguire, lo chiediamo con forza al ministro e alle Regioni". Il sindacato, alla luce dei risultati degli esami di ammissione al corso di formazione per il triennio 2007-10, ha infatti verificato che la percentuale di idonei "è largamente insufficiente" a ricoprire il fabbisogno programmato di medici di famiglia. Nella lettera inviata dal sindacato alla Turco viene anche riportata una tabella che evidenzia l'elevato numero dei posti non assegnati. Ad esempio in Puglia, per un numero programmato di 85 posti, sono stati ammessi solo 20 partecipanti al corso. Sulla stessa linea la Lombardia, dove a fronte di 100 posti programmati ne sono stati ammessi solo 60. Lo Smi chiede quindi che venga emesso nelle singole Regioni e Province autonome "un nuovo bando di concorso per l'ammissione al corso di formazione specifica in medicina generale per il numero residuo di posti vacanti".
Comitato nazionale per la bioetica
Testamento biologico: Marini, nasconde questioni economiche
"I sostenitori del testamento biologico affermano di condurre una 'battaglia di civiltà' in nome della libertà e dell'autodeterminazione individuale. Ma tacciono sui motivi che collegano il testamento biologico a una prospettiva meramente pragmatica: l'impatto sulla spesa sanitaria del mantenimento in vita dei malati terminali". Così Luca Marini, presidente del Centro di studi biogiuridici Ecsel e vice presidente del Comitato nazionale per la bioetica (Cnb), commenta "la campagna stampa condotta in questi giorni a favore del testamento biologico, espressione ambigua che - secondo Marini - dovrebbe essere sostituita con 'dichiarazioni anticipate di trattamento'". "Tenuto conto delle fonti giuridiche e deontologiche già esistenti, quali l'articolo 32 della Costituzione, i Patti internazionali sui diritti civili e politici e il nuovo Codice di deontologia medica - continua l'esperto - appare quantomeno controversa la necessità di ulteriori norme in materia. In particolare, il consenso informato già oggi può tradursi in 'dichiarazioni anticipate' che possono legittimamente prevedere anche il rifiuto delle cure. Resta invece da vedere se una legge sul testamento biologico non finisca per introdurre forme più o meno esplicite di eutanasia. Non è in discussione il principio dell'autodeterminazione: rispetto a un intervento legislativo affrettato e non condiviso, è prioritario favorire una comunicazione obiettiva sul valore e i limiti di una effettiva 'alleanza terapeutica', che non riduca il paziente a semplice interlocutore e il medico - conclude a mero esecutore".
Salute della donne, insediata Commissione
L’obiettivo principale è la preparazione della Prima Conferenza Nazionale, prevista alla fine dell’anno, in cui verrà presentato il primo Piano Intersettoriale triennale
Il Ministro della Salute Livia Turco ha insediato oggi la “Commissione salute delle donne”. La Commissione della durata di tre anni ha le seguenti finalità: elaborazione del Piano strategico intersettoriale per la promozione e tutela della salute psico-fisica delle donne e la Conferenza Nazionale delle donne; approccio di genere alla salute; azioni per: salute sessuale e riproduttiva, percorso nascita, aspetti preventivi nelle varie fasi della vita delle donne; violenza contro le donne. Aprendo i lavori della Commissione il Ministro Livia Turco ne ha sottolineato l’importanza: “La promozione della salute delle donne è un obiettivo strategico per la promozione della salute di tutta la popolazione, è misura della qualità – e quindi dell’efficacia ed equità- del nostro sistema sanitario, ma è anche molto di più. E’ uno spartiacque che coinvolge un insieme complesso e intrecciato di responsabilità, competenze, professionalità, esperienze, che richiede il concerto dei diversi livelli istituzionali e di decisione politica, ed è, anche, un vero paradigma del livello di civiltà, democrazia e sviluppo di un Paese". Il Ministro ha sottolineato le cose fatte in questo campo: "abbiamo stanziato rilevanti risorse nell’ultima Finanziaria, promosso il Piano d’azioni sulla salute materno-infantile, in coerenza con le raccomandazioni delle Conferenze Internazionali sulla salute, con quelle dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e dell’Unicef, in applicazione delle risoluzioni dell’Unione Europea, in accordo con le Società scientifiche e gli Ordini professionali. Inoltre, abbiamo presentato al Parlamento un disegno di legge sulla tutela della salute e dei diritti della partoriente e del nato, attualmente pronto per l’esame dell’Aula della Camera dei Deputati; avviato, insieme al Ministero degli Esteri, il percorso verso la Conferenza per il Partenariato con i Paesi del Mediterraneo e del Medio Oriente per la promozione globale della salute e in particolare di quella delle donne; promosso numerosi progetti tra cui “Qualità e valutazione di modelli operativi del Percorso Nascita” e “Salute donna per la ricerca nella medicina di genere. Ma non basta: abbiamo lavorato affinché si istituissero specifici corsi di formazione di Medicina di genere presso le Università e, prima fra tutte, l’Università Tor Vergata di Roma ha deciso di istituire dal prossimo anno accademico un Master presso la Facoltà di medicina". L’obiettivo principale della Commissione è la preparazione di un evento che il Ministro ha definito "del tutto inedito per i governi del nostro paese e che costituisce un’occasione straordinaria, una sfida innovativa", cioè la Prima Conferenza Nazionale sulla salute delle donne, prevista alla fine dell’anno e che avrà il compito di presentare il Primo Piano Intersettoriale triennale sulla salute delle donne.
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