Sciopero
dirigenza medica e veterinaria del 4 giugno 2003
Il
Ministero della Salute rende noto che le OO.SS.
della dirigenza medica e veterinaria del Servizio
Sanitario Nazionale hanno proclamato lo Sciopero
Nazionale per il giorno 4 giugno 2003.
La
Federazione ASSOMED SIVEMP rappresentativa dei
dirigenti medici e veterinari del suddetto Dicastero
ha comunicato la propria adesione allo Sciopero
Nazionale indetto per la stessa giornata da ANAAO
ASSOMED e SIVEMP.
La
medesima Federazione ha precisato che, al fine di
ottemperare alle norme previste dalla Commissione di
Garanzia per l’attuazione della legge sullo
sciopero dei servizi pubblici essenziali, lo
sciopero avverrà in osservanza della deliberazione
n. 01/92 della Commissione di Garanzia del 19 luglio
2001 e successive integrazioni, recante la
“regolamentazione provvisoria delle prestazioni
indispensabili e delle altre misure di cui
all’art. 2, comma 12, legge 146/90, come
modificata dalla legge n. 83/2000, nel settore del
trasporto aereo” in cui si prevede, all’art. 7,
che “la durata massima della prima azione di
sciopero è di 4 ore; le azioni di sciopero
successive relative alla stessa vertenza hanno la
durata massima di una giornata solare (dalle 0 alle
24)”.
Si
informa, inoltre, che sono sate impartite le
direttive alle Regioni e Provincie Autonome al fine
di garantire l’erogazione ai cittadini delle
prestazioni indispensabili, così come previsto
dalla vigente normativa.
Fumo,
conferenza stampa
Ministro Sirchia insieme a Lilt e Oms
Il
Ministro della Salute Girolamo Sirchia presenterà
domani, venerdì 30 maggio, alle ore 11.00 presso
l’Auditorium del Ministero della Salute,
Lungotevere Ripa 1, la “Giornata mondiale senza
tabacco 2003”, iniziativa promossa in
collaborazione con la Lega italiana contro i tumori,
l’Organizzazione mondiale della sanità e
con il patrocinio della Camera nazionale della moda
italiana.
Oltre
al Ministro Girolamo Sirchia interverranno alla
presentazione il Presidente della Lega italiana
contro i tumori, Francesco Schittulli e il Direttore
tecnico dell’Oms Europa, Roberto Bertollini.
Alzheimer:
riflessioni sulle conclusioni della Commissione
Ministeriale
Martedì
27 maggio, alle ore 10.00, presso la Sala del
Cenacolo – Camera dei Deputati (Palazzo Valdina
– Piazza in Campo Marzio 42), avrà luogo il
seminario di studio dal titolo “La malattia di
Alzheimer: profili terapeutici e rete di servizi”.
Il
seminario - cui farà seguito un pubblico dibattito
- intende promuovere una riflessione da parte di
studiosi ed esperti della materia sulle relazioni
conclusive prodotte dalla Commissione Ministeriale
presieduta dal Sottosegretario per la Salute Antonio
Guidi e composta da esponenti del mondo scientifico
e accademico, rappresentanti delle istituzioni ed
associazioni delle famiglie dei malati di Alzheimer.
La
malattia di Alzheimer – sottolinea il
sottosegretario Guidi - rappresenta una delle
maggiori emergenze socio-sanitarie, cui andranno
incontro i paesi occidentali nei prossimi anni a
causa del progressivo invecchiamento della
popolazione e questa vuole essere una occasione
utile per la ricerca di soluzioni efficaci in grado
di coniugare competenza e solidarietà.
Bse,
casi in progressiva diminuzione
Gli
ultimi dati relativi all’Encefalopatia spongiforme
bovina nel nostro Paese confermano il trend
decrescente dell’anno passato e l’efficacia del
sistema di sorveglianza attiva del Ministero della
Salute, basato sui test rapidi di laboratorio al
momento della macellazione e realizzato grazie
all’opera dei veterinari del Servizio sanitario
nazionale. Tale sistema colloca il nostro Paese tra
i più sicuri del mondo e laddove viene adottato
porta a scoprire anche casi sporadici, come
recentemente accaduto in Canada.
Complessivamente,
i casi confermati di Bse nel nostro Paese ammontano
dal 2001 ad oggi a 98 e gli esami di laboratorio a
circa un milione e 500mila. Nel 2001 sono stati
individuati 50 casi di Bse a fronte di circa 465
mila test, nel 2002 invece sono stati 36 i casi con
circa 746 mila test, mentre nei primi mesi del 2003
a fronte di oltre 280 mila esami eseguiti al 19
maggio sono stati individuati 12 animali affetti da
Bse. Ciò significa che l’incidenza della malattia
in Italia potrebbe scendere quest’anno sotto i 10
casi ogni milione di capi (con oltre 24 mesi di età)
registrati nel 2002, valore tra i più bassi in
Europa, distaccandosi nettamente da numerosi altri
Paesi come la Gran Bretagna (178,9 casi ogni milione
di capi nel 2002), l’Irlanda (92,2), il Portogallo
(80,2), la Spagna (33,1), la Svizzera (23,1), la
Francia (20,7).
Siglato
Manifesto sui principi etici dell’informazione sui
farmaci
Su
proposta del Ministro della Salute Girolamo Sirchia,
è stato sottoscritto oggi
da medici, farmacisti, informatori
scientifici, aziende produttrici e distributrici di
medicinali il “Manifesto sui principi etici
dell’informazione scientifica sui farmaci”.
Hanno firmato l’accordo, oltre al Ministro Sirchia,
le associazioni di categoria Adf, Anaao-Assomed,
Anpo, Assofarm, Assogenerici, Cimo-Asmd,
Farmindustria, Federfarma, Federfarma servizi, Fimmg,
Fofi, Sifo, Simg, Snami.
Le
parti firmatarie hanno concordato su otto punti, che
si impegnano ad applicare e a difendere da
comportamenti contrastanti, a tutela dei cittadini e
dell’efficienza del Servizio sanitario nazionale,
evitando di porre in atto rapporti che possano
costituire conflitti di interesse.
Il
“Manifesto” afferma in primo luogo che il
farmaco è un valore, riconosciuto da tutta la
comunità scientifica e laica, indispensabile per la
salute e che la ricerca nell’ambito farmaceutico
è fondamentale per il benessere dell’umanità.
Per
questo, ogni distorsione o inappropriatezza clinica
circa il buon uso dei farmaci va contrastata con
decisione sia essa generata da scarsa informazione o
da comportamenti non trasparenti. Il marketing è
riconosciuto subordinato al principio che il farmaco
è un bene etico.
Nel
“Manifesto” viene poi ribadita la necessità di
una puntuale informazione su farmaci innovativi e
quelli già in commercio per medici e farmacisti,
che si impegnano attivamente nella farmacovigilanza
e a informare i pazienti su vantaggi e svantaggi del
medicinale prescritto. Medico curante e Istituzioni
spiegheranno ai cittadini che l’eccessivo uso dei
farmaci è dannoso alla salute e che i farmaci non
utilizzati vanno eliminati in modo appropriato.
Il
medico, in particolare, utilizzerà i farmaci sulla
base della documentazione e dell’evidenza
scientifica, e a non subire pressioni diverse
dall’interesse del paziente.
Il
farmacista si impegna a informare medici e pazienti
su effetti collaterali nonché su corretto utilizzo,
conservazione e smaltimento dei farmaci e a favorire
l’uso di quelli meno costosi a parità di
principio attivo e senza ridurre il livello
dell’assistenza.
I
produttori di medicinali e le loro Associazioni
condividono la necessità di un informazione
trasparente e scientificamente valida, e si
impegnano a non utilizzare nessuno strumento che
possa diversamente influire sulla prescrizione dei
medici. Così gli informatori scientifici rifiutano,
soprattutto, di utilizzare risorse per fini non
connessi alla corretta illustrazione della
caratteristiche tecnico-scientifiche del farmaco.
I
distributori farmaceutici e le loro Associazioni,
invece, garantiscono la buona conservazione e
distribuzione dei farmaci, con particolare
attenzione alla tempestività e alla qualità del
servizio.
La
Fnomceo ha deciso di rinviare la firma del
“Manifesto” a dopo le elezioni del nuovo
Presidente.
BSE:
cConfermati il novantaseiesimo e novantasettesimo
caso
Il
Ministero della Salute comunica che è stata
confermata dall'Istituto Zooprofilattico
Sperimentale di Torino, Centro di Referenza
Nazionale per la BSE, la positività ai test per la
BSE di due bovini femmina, provenienti da due
allevamenti siti nella provincia di Caserta.
Salgono
così a novantasette i casi di encefalopatia
spongiforme bovina in Italia (diagnosticata in fase
pre-clinica, di cui due non autoctoni) su oltre un
milione di analisi effettuate finora per verificare
la presenza del cosiddetto morbo della "mucca
pazza".
Sars,
aggiornamento sulla situazione in Italia
In
merito alla Sindrome respiratoria acuta severa (Sars),
il Ministero della Salute non ha registrato oggi e
quindi notificato all’Oms nessun nuovo caso
probabile. Restano dunque complessivamente nove i
casi di polmonite atipica classificati come
probabili in Italia dal 15 marzo scorso, tutti
importati e asintomatici al momento del loro arrivo
nel nostro Paese.
Cinque
pazienti sono tuttora ricoverate e continuano a
migliorare: due presso l’Ospedale Sacco di Milano,
una presso lo Spallanzani di Roma, una al S.
Orsola di Bologna, una all’Ospedale Maggiore di
Trieste. Quattro, invece, i casi guariti e dimessi:
uno dall’Ospedale S. Martino di Genova, uno dallo
Spallanzani di Roma, due dal Sacco di Milano.
Sars,
aggiornamento sul lavoro della task force
Il
Ministro della Salute Girolamo Sirchia ha ricevuto
dal “Gruppo permanente per la valutazione del
rischio e il controllo della Sars e delle
emergenze di origine infettive”, che si è
riunito presso
il Consiglio superiore della Sanità, la
relazione sull’organizzazione dell’emergenza
Sars.
Gli
esperti, divisi in sei sottogruppi (filtro
aeroportuale, test diagnostici, problematiche
clinico terapeutiche, misure di protezione
individuale, sorveglianza epidemiologica, scenari
epidemiologici), stanno elaborando nuovi documenti
operativi in modo da costituire un programma
organico per la sorveglianza, la prevenzione, la
diagnosi e la terapia della Sars, che verrà
discusso nella prossima riunione in programma il 9
maggio e successivamente presentato alle Regioni in
un incontro convocato dal Ministro per il 14 maggio.
Al
riguardo, sono sei gli obiettivi fondamentali su cui
sono al lavoro gli esperti:
-
potenziare il filtro aeroportuale, misura di
primaria importanza e di immediata fattibilità,
coinvolgendo le strutture del Servizio assistenza
sanitaria ai naviganti e con il contributo della
Protezione civile;
-
mantenere alta la sorveglianza territoriale e
individuare tempestivamente i casi sfuggiti al
filtro aeroportuale. A questo scopo, sono
fondamentali il ruolo dei medici di Medicina
generale e una corretta informazione alla
popolazione. Si prevede di estendere per tutto
l’anno il Sistema di sorveglianza clinico,
epidemiologico e virologico dell’influenza in atto
nel nostro Paese nella stagione invernale;
-
studiare e validare test diagnostici. Al
momento non è disponibile alcun test in grado di
eseguire diagnosi certa di Sars. I test messi a
punto nei singoli laboratori (home made test) hanno
valore a livello di ricerca ma mancano di ogni
validazione per quanto riguarda sensibilità e
specificità. Un
sottogruppo di esperti dovrà definire: il
tipo di campioni biologici da prelevare ai casi
sospetti e la tempistica della loro raccolta; un
algoritmo diagnostico; le performance dei test e il
loro valore predittivo positivo e negativo.
L’Istituto superiore di sanità insieme ai
laboratori dello Spallanzani di Roma, del Sacco di
Milano e del Centro interuniversitario
sull’influenza procederanno a confrontare le
diverse metodologie diagnostiche;
-
verificare i reparti di malattie infettive
presenti in Italia e le modalità di
approvvigionamento dei farmaci;
-
individuare le situazioni in cui porre in
atto misure di protezione individuale da parte del
personale sanitario e degli addetti ai servizi
logistici, promuovendo un’adeguata formazione
professionale;
-
promuovere da parte delle Regioni
l’istituzione di un referente per la Sars, da
contattare immediatamente qualora si presenti un
caso sospetto e in grado di attivare sia il flusso
informativo sia la task force regionale.
Sars,
aggiornamento situazione in Italia
In
merito alla Sindrome Respiratoria Acuta Severa (Sars)
il Ministero della Salute ha registrato e segnalato
oggi all’Oms e all’Unione Europea un nuovo caso
di Sars probabile
così classificato soprattutto sulla base del
criterio epidemiologico (provenienza da zona
affetta) e della positività della radiografia del
torace per polmonite. Il nuovo caso riguarda una
bambina di otto anni tornata dalla Cina il 21 aprile
scorso, che ha presentato sintomi nella notte tra il
27 ed il 28 aprile ed è ricoverata all’Ospedale
Burlo Garofalo di Trieste.
Sono,
dunque, complessivamente nove i casi probabili di
polmonite atipica in Italia, tutti “importati”
segnalati all’Oms dal 15 marzo scorso. In
particolare: un paziente dimesso dall’A.O. S.
Martino di Genova; un paziente dimesso dall’INMI
Lazzaro Spallanzani di Roma; due pazienti dimessi
dall’Ospedale Sacco di Milano; due pazienti
ricoverate presso l’Ospedale Sacco di Milano; una
paziente ricoverata presso l’INMI Lazzaro
Spallanzani di Roma; una paziente ricoverata presso
l’Ospedale S. Orsola di Bologna; una paziente
ricoverata presso l’Ospedale Burlo Garofalo di
Trieste.
BSE:
cConfermato il novantaquattresimo e
novantacinquesimo caso
Il
Ministero della Salute comunica che è stata
confermata dall'Istituto Zooprofilattico
Sperimentale di Torino, Centro di Referenza
Nazionale per la BSE, la positività ai test per la
BSE di due bovini femmina, provenienti uno da un
allevamento sito nella provincia di Latina e
un’altra da un allevamento sito nella provincia di
Potenza, risultati nei giorni scorsi non negativi al
test rapido anti-prione.
Salgono
così a novantacinque i casi di encefalopatia
spongiforme bovina in Italia (diagnosticata in fase
pre-clinica, di cui due non autoctoni) su oltre un
milione di analisi effettuate finora per verificare
la presenza del cosiddetto morbo della "mucca
pazza".
Sars,
aggiornamento sulla situazione in Italia
In
merito alla Sindrome respiratoria acuta severa (Sars),
il Ministero della Salute ha registrato e notificato
oggi all’Oms quattro nuovi casi di Sars probabili,
così classificati soprattutto sulla base del
criterio epidemiologico (provenienza da zona
affetta) e quello radiologico (radiografia che
indica polmonite in generale). Sono dunque
complessivamente otto i casi probabili di polmonite
atipica in Italia segnalati all’Oms dal 15 marzo
scorso.
I
nuovi casi, tutti “importati” e asintomatici al
momento del loro arrivo nel nostro Paese, sono: una
donna di 54 anni proveniente dalla Cina ricoverata
attualmente in buone condizioni all’Ospedale Sacco
di Milano; una donna, di 31 anni, sempre in arrivo
dalla Cina in cura presso lo Spallanzani di Roma;
una donna di 38 anni proveniente dal Canada
ricoverata attualmente all’Ospedale S. Orsola di
Bologna; una bimba di 8 mesi rientrata il 23 aprile
in Italia da Pechino, assistita ora presso
l’Ospedale Sacco di Milano.
Tutte
le pazienti sono ricoverate in regime di isolamento
e i loro contatti sono stati identificati.
I
nuovi casi si aggiungono ai quattro registrati in
precedenza già guariti e dimessi.
Sars,
Ministro Sirchia incontra Ambasciatore della
Repubblica Popolare Cinese
Il
Ministro della Salute Girolamo Sirchia ha incontrato
oggi l’Ambasciatore della Repubblica Popolare
Cinese in Italia, Wendong Cheng per chiedere precise
garanzie da parte del Governo cinese sui controlli
effettuati ai viaggiatori in partenza dalla Cina e
diretti verso destinazioni europee ed italiane in
merito alla sindrome respiratoria acuta severa.
L’Ambasciatore ha informato il Ministro Sirchia
sulle misure rigorose attivate negli aeroporti
cinesi, soprattutto in quello internazionale di
Pechino, in particolare: nessun passeggero
può avere
accesso in aeroporto senza essere in possesso di
biglietto aereo; al momento del check-in tutti i
passeggeri compilano un apposito modulo e vengono
interrogati sul loro stato di salute; analoghi
controlli vengono effettuati nei confronti di
assistenti di volo e dei piloti; le compagnie aeree
hanno l’obbligo di mantenere gli aerei in un
idoneo stato igienico effettuando disinfezione e
garantendo il ricambio d’aria; chiunque entra in
aeroporto passa su un tappeto disinfettante; sono
stati installati strumenti ad infrarossi in grado di
rilevare la temperatura corporea ai varchi.
L’Ambasciatore
ha garantito che nessun passeggero o membro di
equipaggio che presenti febbre può salire sugli
aerei e che il Governo centrale della Repubblica
Popolare Cinese ha come priorità la lotta alla Sars
e come tale è disponibile alla collaborazione con
ogni Paese. Il Ministro Sirchia ha comunque chiesto
all’Ambasciatore ulteriori precise garanzie sui
controlli al momento del check-in.
Ministro
Sirchia incontrerà sindacati dopo Pasqua
In
merito alla richiesta delle segreterie confederali
di Cgil, Cisl e Uil, appresa dalle agenzie di
stampa, il Ministro della Salute Girolamo Sirchia,
sempre aperto al confronto con le parti sociali,
assicura che incontrerà i suddetti sindacati subito
dopo le festività pasquali.
Consiglio
dei Ministri approva regolamento applicativo
Legge
a tutela non fumatori
Il
Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro
della Salute Girolamo Sirchia, ha approvato lo
schema di Regolamento applicativo dell’articolo
51, comma 2, della Legge 3/2003 in materia di tutela
della salute dei non fumatori.
Il
provvedimento disciplina l’individuazione e le
caratteristiche degli ambienti riservati ai
fumatori, stabilendo che potranno essere allestiti
negli esercizi aperti al pubblico e nei luoghi di
lavoro, con particolare riguardo per alberghi,
ristoranti, bar ed esercizi di pubblico ristoro in
genere, uffici e altri luoghi di lavoro nonché
spazi pubblici adibiti ad attività ricreative e
circoli privati ove statutariamente previsto.
Gli
ambienti dove sarà possibile fumare dovranno essere
esplicitamente contrassegnati ed essere
adeguatamente separati con idonee barriere fisiche
(pareti) da quelli dove non è possibile fumare. Se
vi è un solo locale, o se non è possibile
assicurare idonea separazione degli ambienti, il
divieto di fumo sarà assoluto. Come indicato dalla
Legge 3, negli esercizi di ristorazione lo spazio
destinato ai fumatori dovrà obbligatoriamente
essere inferiore alla metà della superficie
complessiva di somministrazione.
Sempre
a garanzia del diritto alla salute, nei locali
riservati ai fumatori dovranno essere installati
idonei mezzi meccanici di ventilazione forzata che
possano garantire una portata d'aria dall’esterno
o per trasferimento da altri ambienti limitrofi
senza fumo, in modo da garantire una quantità
d'aria supplementare minima di 22 litri/secondo per
ogni persona che può essere ospitata nel locale,
sulla base di un indice di affollamento di 0,7
persone per ogni metro quadrato. Sempre dal punto di
vista delle caratteristiche tecniche, il Regolamento
dispone di conservare i locali per fumatori in
depressione non inferiore a 5 Pa (Pascal) rispetto
alle zone circostanti e l'aria proveniente dai
locali riservati ai fumatori non potrà essere
riciclata, ma andrà espulsa all'esterno attraverso
idonee e funzionali aperture.
Progettazione,
installazione, manutenzione e collaudo degli
impianti di ventilazione dovranno naturalmente
conformarsi alle leggi vigenti in materia di
sicurezza e di risparmio energetico e alle norme
tecniche Uni (Ente italiano di unificazione) e Cei
(Comitato elettrotecnico italiano). La dichiarazione
di messa in opera "ad arte" degli impianti
tocca ai tecnici abilitati. Certificati di
installazione e certificati annuali di verifica
dovranno essere sempre disponibili per i controlli.
Appositi
cartelli luminosi dovranno indicare gli spazi per i
fumatori, con la scritta “Area per fumatori”. Un
cartello luminoso dovrà accendersi automaticamente
indicando l'eventuale divieto di fumo in caso di
guasto all'impianto di ventilazione. Nei locali per
non fumatori, invece, basterà il semplice cartello
“Vietato fumare”, con il riepilogo delle
sanzioni per i trasgressori.
Per
l’adeguamento dei locali, la Legge 3 dispone un
anno di tempo dall’entrata in vigore del
Regolamento.
Soddisfazione
Sirchia per intesa su Piano sanitario nazionale
2003-2005
Il
Ministro della Salute Girolamo Sirchia esprime
grande soddisfazione e apprezzamento per l’intesa
raggiunta oggi in sede di Conferenza unificata
Stato-Regioni, Città e Autonomie locali sul Piano
sanitario nazionale 2003-2005.
Si
apre in questo modo la via per la realizzazione
degli obiettivi di cambiamento della sanità
italiana che verranno realizzati con le Regioni e le
Autonomie locali per rendere il Servizio sanitario
nazionale più moderno ed efficiente.
Gli
11 progetti-obiettivo del cambiamento indicati dal
Piano verranno finanziati con un’apposita quota
del Fondo sanitario nazionale dedicata
all’attuazione del Piano stesso.
Accordo
Italia-Usa per ricerca su cancro, malattie rare,
bioterrorismo
Il
Ministro della Salute italiano Girolamo Sirchia e il
Segretario del Dipartimento della Sanità e dei
Servizi umani degli Stati Uniti d’America Tommy G.
Thompson firmeranno un accordo
di collaborazione tra i due Paesi per lo
sviluppo di attività di ricerca congiunte nei
settori dell’oncologia, delle malattie rare e del
bioterrorismo.
Il
“Memorandum d’intesa” sarà presentato alla
stampa dal Ministro Sirchia e dal Segretario
Thompson nel corso dell’incontro bilaterale che si
terrà a Roma giovedì 17 aprile alle ore 16 presso
l’Auditorium del Ministero della Salute,
Lungotevere Ripa 1.
Per
motivi di sicurezza i giornalisti sono pregati di
arrivare entro le ore 15.30. E’ inoltre
indispensabile accreditarsi tramite fax a firma del
direttore della testata entro le ore 20 di mercoledì
16 aprile presso l’Ufficio stampa del Ministero
della Salute (fax 06.59945328).
Sars,
15 marzo-15 aprile: un mese di allerta
Conferenza
stampa, domani ore 11
Ad
un mese dall’allerta mondiale
dell’Organizzazione mondiale della sanità e
dall’inizio delle misure di prevenzione in Italia,
il Ministro della Salute Girolamo Sirchia domani,
martedì 15 aprile alle ore 11 presso l’Auditorium
del Ministero, Lungotevere Ripa 1, farà il punto su
tutti gli aspetti della Sindrome respiratoria acuta
severa che riguardano la situazione dei casi nel
nostro Paese, le caratteristiche del virus, i rischi
reali per la popolazione, le misure intraprese per
individuare precocemente i soggetti malati, la
protezione dei lavoratori, i controlli alle
frontiere. Questi aspetti di sicurezza saranno
vagliati e posti a confronto, per una valutazione di
efficacia, con le prime ipotesi di modalità del
contagio sulla base dell’esperienza epidemiologica
maturata in questi 30 giorni. Parteciperanno alla
conferenza insieme al Ministro, il Presidente
dell’Istituto superiore di sanità Enrico Garaci,
il Presidente dell’Istituto superiore per la
prevenzione e sicurezza del lavoro Antonio Moccaldi,
il Direttore generale della Prevenzione del
Ministero della Salute, Fabrizio Oleari, il
Comandante dei Carabinieri per la sanità gen.
Gennaro
Niglio.
Consigli
dei Ministri approva Decreto
su
intramoenia e tempo definito dei medici
Il
Consiglio dei Ministri ha approvato oggi, su
proposta del Ministro della Salute, un Decreto legge
che dispone la proroga dei termini di scadenza per i
rapporti di lavoro dei medici a tempo definito e per
la cosiddetta “intramoenia allargata”, avvia i
finanziamenti di un progetto innovativo per la cura
del cancro da parte dell’Istituto superiore di
sanità e per la realizzazione a Roma
dell’Istituto mediterraneo di ematologia (Ime) e
stanzia, infine, i fondi per il risarcimento danni
da trasfusioni di sangue infetto. Il Consiglio dei
Ministri, inoltre, ha approvato il nuovo Piano
Sanitario nazionale 2003-2005, che dispone i dieci
obiettivi strategici del Servizio sanitario
nazionale per il triennio.
In
particolare, il Decreto legge proroga al
31 dicembre 2003 i rapporti di lavoro dei
medici a tempo definito, soprattutto per consentire
una definitiva e omogenea soluzione della questione
con il contratto collettivo, secondo quanto
richiesto dall’Ordine del giorno del Senato,
accolto dal Governo in sede di esame della Legge
finanziaria 2003. Viene inoltre prorogato di due
anni, fino al 31 luglio del 2005, il termine per
l’utilizzo degli studi professionali privati per
lo svolgimento dell’attività libero-professionale
intramoenia, in considerazione della carenza di
ambulatori adeguati in alcune strutture pubbliche e
in attesa di un provvedimento di più ampia portata
ed efficacia per il completamento degli interventi
strutturali e di riforma dell’intero settore.
Il
Decreto legge, poi, risponde all’esigenza di poter
utilizzare quanto prima i fondi relativi a due
importanti progetti di ricerca e di cura, come
previsto dalla Legge finanziaria 2003 (tabella A).
Autorizza infatti sia la spesa totale di 9 milioni
di Euro nel triennio 2003-2005 per la realizzazione
di un progetto di terapie oncologiche innovative su
base molecolare da parte dell’Istituto superiore
di sanità sia le spese di funzionamento e di
ricerca della Fondazione Istituto mediterraneo di
ematologia, istituita recentemente a Roma, per un
totale di 35 milioni di Euro nel triennio 2003-2005.
Infine,
il Decreto legge risponde all’urgenza di stanziare
fondi destinati al risarcimento danni per i
cittadini emotrasfusi vittime di emoderivati
infetti, che hanno instaurato azioni risarcitorie
tuttora pendenti. Sono stanziati 98,5 milioni
di Euro per l’anno in corso e 198,5 milioni di
Euro rispettivamente per gli anni 2004 e 2005. I
danni saranno risarciti tramite transazioni i cui
criteri saranno fissati con decreto del Ministero
della Salute, di concerto con il Ministero
dell’Economia e delle Finanze.
Ecm,
Sirchia incontra 60 Società medico-scientifiche
Il
Ministro della Salute Girolamo Sirchia ha incontrato
questa mattina presso il rinnovato Auditorium del
Ministero i presidenti e i segretari di oltre 60
Società medico scientifiche per discutere delle
modalità con cui rafforzare e garantire la qualità
del programma nazionale di Educazione continua in
medicina (Ecm).
L’incontro
promosso dal Ministro Sirchia in qualità di
presidente della Commissione nazionale Ecm insieme
alla Federazione italiana delle società medico
scientifiche fa seguito alle sessioni di studio del
Forum Sanità Futura di fine marzo in cui è stato
fatto un bilancio del sistema di accreditamento dei
singoli eventi formativi e sono stati presentati i
criteri per l’accreditamento dei provider, cioè
gli organizzatori dei corsi, e delle attività di
formazione a distanza.
Nella
riunione odierna, il Ministro e i rappresentanti
delle Società scientifiche hanno concordato su
dieci punti da sviluppare per la qualità del
sistema.
Innanzitutto
è stata affermata la necessità di investire sulla
preparazione e selezione dei referee, cioè i
soggetti designati dalla Commissione su proposta
delle Società scientifiche alla valutazione delle
attività formative, in modo da aumentare il numero
dei soggetti designati alla valutazione ed elevare
la qualità della selezione degli eventi formativi
accreditati.
E’
stata poi prevista una ulteriore riflessione sui
criteri di validazione degli eventi in modo da
affinare ancora di più le griglie per
l’accreditamento al programma Ecm nonché la
predisposizione di verifiche sulla congruità tra il
progetto accreditato e la sua effettiva attuazione,
soprattutto in vista del sistema di accreditamento
basato sui provider.
Altro
tema fondamentale richiamato dai rappresentanti
delle società scientifiche è quello del conflitto
di interessi in merito al finanziamento degli
eventi, quindi al rispetto rigoroso dei criteri
sulla sponsorizzazione già individuati dal
programma. In questo campo, il Ministro Sirchia ha
ribadito la liceità dei finanziamenti delle aziende
per eventi a contenuto formativo Ecm.
Gli
altri punti da sviluppare e mettere ulteriormente a
punto individuati in accordo con le società
scientifiche sono: la promozione di stage
all’interno del programma Ecm e in particolare
della formazione organizzata da Asl e Ospedali; la
formazione a distanza, soprattutto per i medici
liberi professionisti;
l’accreditamento dei provider;
l’istituzione delle commissioni regionali;
l’utilizzo dei crediti in funzione
dell’esercizio della professione; la definizione
dei compiti tra tutti soggetti coinvolti nel sistema
di formazione.
Ritiro
Decreto legge antitruffa
Il
Governo con il decreto legge cosiddetto antitruffa
ha inteso prevenire le truffe ai danni del Servizio
Sanitario Nazionale che sottraggono risorse ai
malati, privandoli di prestazioni e servizi, e
riaffermare la difesa e l’integrità del Servizio
Sanitario Nazionale.
Prendendo
invece atto delle posizioni espresse dalla categoria
medica verso la quale il Governo e il Ministro della
Salute confermano la massima fiducia per il ruolo
fondamentale svolto nell’ambito del Servizio
Sanitario Nazionale a tutela dei malati e al
contempo raccogliendo alcune indicazioni provenienti
dal Parlamento in merito alla necessità di una
nuova regolamentazione più complessiva e articolata
del sistema della pubblicità verso gli operatori
sanitari, il Governo ritira il provvedimento.
Al
contempo si ripropone di ripresentare in tempi brevi
un articolato e comprensivo disegno di legge, già
in fase di elaborazione conclusiva da parte del
Consiglio Superiore di Sanità coinvolgendo, in
un’ampia consultazione preliminare, tutte le
rappresentanze delle categorie interessate, che
riveda l’intera tematica dell’informazione
sanitaria e i suoi possibili effetti distorcenti
sulle pratiche mediche, ma anche dei comportamenti
dell’industria e delle amministrazioni ospedaliere
e sanitarie in genere.
Sars,
pareri di Iss e Ispesl sulla prevenzione dei
lavoratori
In
merito al parere richiesto ai competenti organi
tecnici sulle misure di profilassi da adottare per
alcune categorie di lavoratori, in particolare
operatori aeroportuali,
nell’attuale situazione epidemiologica
relativa alla Sars, si sottolinea che sia
l’Istituto superiore di sanità che l’Istituto
superiore per la prevenzione e la sicurezza del
lavoro hanno concordato con le misure indicate dalle
autorità sanitarie internazionali e già adottate
dal Ministero della Salute
Secondo
l’Iss, l’uso di dispositivi di protezione
individuale viene raccomandato limitatamente al
personale con diretta esposizione al soggetto
ammalato. Inoltre, la sorveglianza del rischio di
importazione della Sars si basa su un complesso
processo che prevede screening in partenza,
sorveglianza a
bordo e screening in arrivo per le persone
provenienti da zone ove si sia dimostrata la
trasmissione dell’epidemia. Gli organi di
riferimento internazionali non raccomandano l’uso
routinario di mascherine né per gli equipaggi degli
aerei né per i passeggeri, tanto meno per il
personale a terra.
L’Ispesl
sottolinea che in questo momento si configura una
situazione di assenza di potenziale esposizione al
rischio, secondo quanto disposto dal titolo VIII del
D.lgs 626/94 (Legge sulla sicurezza sul lavoro) e
quindi non è necessario l’uso di speciali
dispositivi di protezione individuale quali guanti e
maschere da parte dl personale degli aeroporti.