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ENERGIA
PER IL TUO ORGANISMO
Oggi
l'affaticamento, il superlavoro e lo stress
quotidiano possiamo risolverli.
Il
NADH contenuto in MAXINADH è tutta energia per le
nostre cellule e il risultato è subito
riscontrabile.
Come
si assume:
Una
compressa al giorno, al mattino a stomaco vuoto,
mezz'ora prima della colazione. Se si vuole assumere
durante la giornata, un'ora prima dei pasti
principali.
MAXINADH
PER L'AFFATICAMENTO, IL SUPERLAVORO
E
LE PRESTAZIONI SPORTIVE
Chiedete
al vostro Farmacista o chiamate il numero verde
800-019583 per maggiori informazioni su MAXINADH.
Inviate una vostra e-mail per richiedere materiale
informativo
http://www.sircspa.com/pagine/Enada.htm
Enada
Nadh 30 cps.
Enada
presenta proprietà proenergetiche dovute a ruolo
attivo del nadh e del octacosanolo. La loro azione
accelera il processo enzimatico cellulare e pertanto
può risultare utile nelle sindromi di affaticamento
generale. La vitamina E esplica la sua azione
antiossidante sui radicali liberi.

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Codice
:
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sirnadh
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Prezzo
:
|
€
24,07
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Più
sprint con NADH!
Ultimamente
sono sempre più in aumento i casi di "sindrome
da affaticamento", spesso associati a stati
depressivi più o meno gravi. A volte queste
situazioni sono generate da carenze di determinate
molecole, che possono essere causate da un aumentato
fabbisogno giornaliero (molte ore di lavoro o
attività fisiche troppo intense) o da un ridotto
apporto alimentare. Una di queste molecole è NADH.
Questa
molecola viene naturalmente prodotta dal nostro
organismo, è presente nei cibi, in particolare
nelle carne e nei pesci, ed è responsabile della
formazione di energia nelle cellule di tutto il
nostro organismo.
La
sua carenza fa quindi calare la quantità di energia
disponibile, e quindi la vitalità in generale.
In
questo caso può quindi essere utile assumere NADH,
sotto forma di integratore in compresse.
Per
facilitarne l'assimilazione va ingerita la mattina a
digiuno e nelle persone in cui è presente
un'effettiva carenza di NADH i miglioramenti non
tardano ad arrivare.
Maggiori
capacità cognitive, aumento delle prestazioni
sportive, diminuzione dell'affaticamento e riduzione
degli effetti dell'invecchiamento, sono i principali
risultati che si ottengono con meno di un mese di
regolare assunzione.
Le
sue proprietà antiossidanti lo rendono inoltre un
prezioso aiuto nel tenere sotto controllo i radicali
liberi, nemici della bellezza e del benessere.
Ovviamente
come si può immaginare tali miglioramenti agiscono
anche sull'umore, influendo positivamente e in
maniera del tutto naturale.
http://www.bellezza.it/uomini
Il
NADH è particolarmente utile per chi soffre di
astenia cronica, di depressione, d’ipertensione e
per combattere malattie come l’Alzheimer e il
morbo di Parkinson
http://www.discobolo.it/rivista/
IL
COENZIMA CONTRO L'AFFATICAMENTO FISICO
Si chiama Nadh il coenzima naturalmente prodotto
dal corpo quando c'è bisogno di produrre energia a
partire dagli alimenti: studi clinici affermano
infatti che risulta efficace contro varie forme di
astenia. Secondo recenti studi un italiano su due
afferma spesso di sentirsi stanco. Soprattutto in
questa stagione le tossine delle vacanze natalizie e
i vari virus mettono k.o. il nostro sistema
immunitario lasciando in eredità una forte
spossatezza. Come se non bastasse, è alle porte la
cosiddetta 'stanchezza di primavera'. A rischio sono
soprattutto gli anziani e gli sportivi, cioè dieci
e più milioni di italiani che tentano di tenersi in
forma tra palestra, piscina e jogging serale. Ma è
in arrivo una novità importante: è ora disponibile
anche in Italia "Enada Nadh ", un 'nutraceutico'
prodotto dalla casa farmaceutica Sirc su licenza
della World Pharma Tech Ltd. U.K. Il termine
nutraceutico deriva dall'inglese: si tratta di uno
speciale integratore, che non è un farmaco ma ha
effetti positivi sull'organismo, a base di Nadh,
"Il Nadh è una sorta di motore del metabolismo
energetico del corpo umano. - spiega il prof.
Giuseppe Rotilio, docente all'Università Tor
Vergata di Roma - Infatti si prende in carico i
processi di ossidazione primaria dei macronutrienti,
come lipidi, carboidrati e proteine, fondamentali
per il benessere dell'organismo e la produzione di
energia. Il Nadh ossida le molecole di queste
sostanze (cioè, sotto il profilo chimico, porta ad
una diminuzione degli elettroni) e quindi li
trasferisce all'ossigeno all'interno del
mitocondrio. Questo organulo cellulare è
considerato come la 'centrale energetica'
dell'organismo umano in quanto al suo interno si
forma l'Atp, la sostanza che fornisce l'energia alle
cellule umane." Inoltre, il Nadh convoglia gli
elettroni all'interno del mitocondrio. E questo
significa evitare che essi vadano 'diretti'
all'ossigeno fuori di questo organulo cellulare.
Quando ciò non avviene si formano i radicali liberi
dell'ossigeno, nocivi per le cellule.
"L'integrazione con questo nutraceutico
rappresenta un supporto sicuro per combattere il
sintomo della stanchezza, che può comparire tanto
in persone perfettamente sane quanto in altre che già
presentano determinate patologie." aggiunge il
prof. Arrigo Moglia, ordinario di neurologia
all'Università di Pavia. Garantendo una corretta e
fisiologica produzione di energia, questa sostanza
può risultare utile per chi avverte stanchezza
fisica pronunciata, come coloro che praticano una
regolare attività fisica. Parallelamente
all'allenamento, avere a disposizione un substrato
che è estremamente difficile assumere con i cibi può
fare da corollario a diverse malattie. Sotto il
profilo neurologico, ad esempio, la stanchezza può
far parte del quadro sintomatologico di patologie
importanti a differente eziopatogenesi, quali
l'emiplegia, la sclerosi multipla, il morbo di
Parkinson o la depressione. In questi casi il Nadh
potrebbe risultare utile per combattere l'astenia.
Vari studi clinici confermano queste ipotesi. E'
provato infatti che il Nadh stimola la produzione di
neurotrasmettitori come la dopamina, la
noradrenalina o la serotonina, e quindi un
trattamento con il coenzima potrebbe favorire il
recupero del benessere da parte dei pazienti
depressi. Al momento esiste uno studio pilota
condotto su 205 pazienti affetti da depressione che
dimostra come nel 93 per cento dei casi il
trattamento quotidiano con Nadh al dosaggio di 10
milligrammi ha avuto effetti positivi. Altre
prospettive di applicazione possono aprirsi per
altre patologie, come la sindrome da fatica cronica.
Il prof. Rotilio sostiene che non si riportano
effetti collaterali, in quanto questo coenzima si
comporta come una vitamina idrosolubile, esattamente
come la vitamina C. "In caso di assunzione
eccessiva del Nadh non ci sono problemi di accumulo
in quanto la parte non utilizzata viene eliminata
autonomamente dall'organismo." Per informazioni
su tutti i prodotti Sirc e specificamente su "Enada
Nadh " è possibile consultare il sito Internet
www.sircspa.it
www.marketpress.info
Qualcuno
però la pensa diversamente…………….
È
in atto una grande campagna pubblicitaria per
promuovere un nuovo integratore (e sì, ce n'erano
pochi...), il NADH. Il
nicotinamideadenindinucleotide è un coenzima che
interviene nel ciclo di produzione aerobica
dell'energia (catena di trasporto degli elettroni e
fosforilazione ossidativa). Esiste in due forme, una
ossidata (NAD) e l'altra ridotta (NADH, ha accettato
un elettrone). Scoperto nel 1904 da Harden e Young,
in una miscela di composti ottenuta da estratti
deproteinizzati di lievito, fu successivamente
isolato nel 1936 da von Euler, Walburg e Christian.
L'integrazione con NADH è veramente interessante?
La risposta è purtroppo: no. Il motivo è semplice:
nella produzione di energia entrano in gioco decine
di sostanze principali. È abbastanza facile creare
un prodotto partendo da una qualunque di queste
sostanze e poi costruire una campagna pubblicitaria
sul concetto. Esempio: "Speedy è una sostanza
naturale che interviene nella produzione di energia
ed è quindi fondamentale per il mantenimento del
benessere. Innumerevoli studi clinici ecc.
ecc." Speedy è una delle decine di sostanze
(principali) coinvolte nei processi energetici, per
esempio il Q10 (già sfruttato), la creatina (nel
meccanismo CP, già sfruttata), la niacina (già
sfruttata, è la vitamina B3). Un altro importante
coenzima è il FAD (flavin adenin dinucleotide, che
si origina dalla riboflavina, la vitamina B2).
Insomma chi vuole lanciare un prodotto cosa fa? 1)
Studia i trasferimenti energetici dell'organismo; 2)
Identifica una sostanza (anche i carboidrati
andavano bene quando si è partiti con questa
filosofia: oggi ci vogliono nomi e sostanze sempre
più sofisticate) che può essere somministrata come
integratore e che partecipa ai processi energetici;
3) Trova ricerche scientifiche che coinvolgono
positivamente questa sostanza. 4) Confeziona la
campagna pubblicitaria. Ritornando alla campagna sul
NADH, vediamo in dettaglio cosa non va. 1) il NADH
viene presentato come una nuova scoperta. In realtà
ciò che c'è di nuovo è il brevetto della
procedura che ottiene una forma stabilizzata della
sostanza. 2) Si vuol far credere che più NADH si ha
a disposizione più la cellula è in grado di
produrre energia. Se ciò fosse vero, anziché 5 mg
di NADH, basterebbe prenderne 50 mg e si avrebbe
l'energia decuplicata. 3) Si fa riferimento a studi
clinici senza quantizzare i risultati 4) Si cita
l'azione positiva sulla depressione. Non auguro a
chi ha scritto l'articolo di essere depresso o di
avere vicino a sé persone che soffrono realmente di
depressione. La ricerca scientifica è ancora
abbastanza impotente di fronte a questa malattia ed
è triste illudere le persone che ne soffrono di
migliorare la loro situazione prendendo un
energetico. 5) Anche altre affermazioni, come il
rafforzamento del sistema immunitario, fanno parte
di ricerche cliniche i cui risultati sono stati
amplificati, una volta fuori dall'ambito scientifico
per motivi commerciali.
http://www.albanesi.it/Alimentazione/NADH.htm
Allora,
chi ha dunque ragione ? Sentiamo i miei
“maestri” cosa dicono ( mi sono laureata a
Bologna…)
Numero
6 neuro…PILLOLE Bologna, 25 Aprile 2001
Notiziario sui farmaci neurologici a cura del
Laboratorio di Neurofarmacologia Clinica della
Clinica Neurologica dell'Università di
Bologna
Bollettino informativo al personale della Clinica
Neurologica
3.
ENADA NADHÒ:
INTEGRATORE ALIMENTARE a
BASE
di NADH
Alcuni
medici hanno richiesto informazioni sulle
preparazioni a base di NADH. Come ampiamente
pubblicizzato sulle riviste di divulgazione medica,
è disponibile da qualche mese anche in Italia un
integratore alimentare, già diffuso negli Stati
Uniti, a base di nicotinamide adenin dinucleotide
ridotto, o NADH. II NADH deve la sua fama alle sue
propretà antiossidanti e al suo ruolo nel
meccanismo di produzione di energia cellulare. Esso
è infatti la forma ridotta (idrogenata) del NAD che
è il cofattore di un gran numero di enzimi preposti
a reazioni di ossidoriduzione. Inoltre nel processo
di respirazione cellulare (ciclo di Krebs), che ha
lo scopo di ottenere energia dal catabolismo di
zuccheri, lipidi, aminoacidi, il NADH induce la
produzione di adenosintrifosfato (ATP) che è la
sostanza in cui è immagazzinata l’energia e che
viene utilizzato dalle cellule per tutte le reazioni
che richiedono energia. Il NAD può essere sia
sintetizzato dalle cellule viventi (con dispendio di
ATP), sia introdotto con l’alimentazione: esso è
infatti presente nella carne e nel pesce e in misura
minore nelle verdure. E’ stato suggerito che
l’integrazione della dieta con un prodotto a base
di NADH possa ottimizzare la produzione di energia
da parte dell’organismo in toto. Il prodotto in
commercio
(ENADA
NADHÒ,
Sirc S.p.A.), compresse gastroprotette, contiene 5
mg di NADH, oltre a vitamina E ed octacosanolo, un
polialcool contenuto nel germe di grano ritenuto
efficace nell’aumentare l’energia e la
resistenza allo sforzo. Ne viene consigliata
l’assunzione di una compressa al mattino a
digiuno, eventualmente ripetuta nel pomeriggio,
lontano dai pasti. Si sottolinea peraltro che gli
integratori alimentari non sono soggetti ai
controlli regolatori applicati ai farmaci, e quindi
mancano dati sulla biodisponibilità del NADH dopo
somministrazione orale, e non vi sono studi clinici
che dimostrino eventuali effetti terapeutici. Alcuni
ricercatori ne hanno proposto in passato
l’utilizzo nella terapia della Malattia di
Parkinson, ipotizzando
un improbabile aumento della produzione di dopamina
endogena attraverso
la stimolazione dell’enzima tirosina idrossilasi
che catalizza la biosintesi della levodopa, il
precursore della dopamina (Ann
Clin Lab Sci 1989;19:38). Successivamente, studi
clinici controllati non hanno confermato
un’efficacia clinica significativa dell’utilizzo
parenterale a breve termine di NADH in pazienti
parkinsoniani (Drugs
& Aging 1998;13:263). Uno studio recente
sembrerebbe suggerire un’ efficacia dell’ENADA
NADHÒ
(10 mg/die) superiore al placebo nel trattamento di
pazienti affetti da sindrome della fatica cronica (Ann
Allergy Asthma Immunol 1999;82:185).
E-mail:
pillole@neuro.unibo.it
http://www.neuro.unibo.it/farm/pillole.htm
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